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martedì 9 dicembre 2025

Recensione: "Cuore di Succuba" di Stefania Toniolo

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Spero stiate bene e abbiate trascorso un buon weekend. Io ho avuto modo, negli ultimi giorni, di terminare una lettura iniziata a novembre, ovvero Cuore di Succuba, di Stefania Toniolo. L’ho trovata originale, diversa da ciò che mi aspettavo, e con dei dialoghi particolarmente spassosi. Ringrazio l’autrice e la casa editrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

Cuore di Succuba
di Stefania Toniolo

Prezzo: 7,99 € (ebook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 360
Genere: commedia fantasy
Editore: Acheron Books
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2025

Torino, Museo Egizio. Evie è metà umana, metà 'qarinah', ma al momento si sente un disastro totale. Sta per affrontare l’esame finale per la patente di magia emotiva, ma se superare la teoria è stato un gioco da ragazzi, la pratica si basa sul controllo delle emozioni. E lei, quando si emoziona, ha davvero poco sotto controllo. Spoiler: non va a finire bene. L’unico modo per non rinunciare al sogno di diventare una ricercatrice è seguire un corso di recupero e dimostrare di essere in grado di sedurre un essere umano per raccoglierne le emozioni. Ma ad affiancarla come tutor e maestra di seduzione è Diana, la sua ex migliore amica e attuale rivale accademica. Grazie al suo aspetto affascinante ha ottenuto con fin troppa facilità tutto ciò che Evie desidera per se stessa, diventando il suo incubo e la sua ossessione… La tensione tra loro cresce a ogni incontro, ma quando al Museo Egizio arriva una mummia leggendaria i cui amuleti si dice siano dotati di grande potere, Evie dovrà scegliere se seguire ancora una volta quelle regole che l’hanno sempre svantaggiata, o se tentare una scorciatoia… 
"Quanto è terribile, amaro e angosciante l’amore, quando senti di non meritarlo?"
Non è da tutti i giorni imbattersi in una lettura come Cuore di Succuba. La trama ti fa da subito presagire qualcosa di unico, tant’è che è stato quasi impossibile rifiutare una collaborazione del genere, quando mi è stata proposta. Stefania Toniolo è un’autrice molto ironica. Dopo il suo Non è una storia di Zombie, che ha vinto il premio Amazon Storyteller nel 2024, Stefania prova a cimentarsi, questa volta, con le mummie. Se siete affascinat* dal mondo egizio, se avete visto La Mummia un milione di volte o siete dei nerd fino al midollo, sicuramente Cuore di Succuba potrebbe essere la lettura adatta a voi.

L’autrice ha immaginato una realtà in cui umani e mostri convivono, ma questi ultimi non immaginateli come i cattivi della storia, capaci di risucchiare l’essenza umana e non lasciare altro che involucri vuoti e senza vita. In verità, ne sarebbero capaci, ma mettete che esiste anche una scuola di magia delle emozioni in cui possono imparare a gestire le loro emozioni portentose e i loro poteri. Ecco, è proprio da questa scuola che prende avvio tutto. La nostra protagonista, Evelyn, metà umana e metà qarinah, è a un passo dal prendere la patente di magia emotiva. Lei è una vera secchiona, infatti non ha avuto nessun problema negli esami teorici; quello che la frega è la pratica. Nel momento in cui sembra tutto sotto controllo, ecco che succede qualcosa che la fa letteralmente scoppiare, mandando a monte la sua possibilità di raggiungere il traguardo sperato. Ma Evelyn non ha nessuna intenzione di finire fuori corso, di pagare altre rette che non può permettersi, di deludere i suoi genitori. E quindi, di fronte all’unica opportunità che le viene offerta per rimediare, si ritrova suo malgrado ad accettare. Scendere a compromessi non è nelle sue corde, ma deve necessariamente collaborare e seguire un tutoraggio prima di poter ridare l’esame. La fregatura però sta nel fatto che a farle da tutor è la sua ex migliore amica Diana Cordero, con cui ha chiuso da tempo ogni rapporto e dalla quale preferirebbe stare lontana. 

Diana è tutto ciò che Evelyn non è. Sicura di sé e bellissima, ha già raggiunto traguardi che altri possono soltanto sognare. La sua bellezza l’ha resa popolare, permettendole di ottenere tutto ciò che ha sempre voluto e sembra che non smetta mai di affascinare e riuscire bene in ogni cosa in cui si cimenti. Evelyn la trova snervante e altezzosa, convinta che non la ritenga alla sua altezza. In effetti, in un primo momento, sembra proprio che Diana appaia così, ma soltanto procedendo con la lettura ci renderemo conto che non lo è affatto, anzi dietro la sua aria da prima della classe, si nasconde una creatura gentile e premurosa.

In questo romanzo, l’autrice ha deciso di trattare la psicologia di redpilled e il movimento incel, in una variante con creature magiche che disprezzano gli umani ritenuti inferiori (ma utili per le loro emozioni) e invidiano i loro simili più attraenti. C'è di fondo una riflessione sulla bellezza, su ciò che è capace di far ottenere, e sulla società umana vittima del marketing.

 Per tutto il tempo riusciamo a percepire le emozioni di Evelyn, sempre ben distinte e parte fondamentale ai fini della trama, e a sentire addosso il suo senso di inadeguatezza costante, la sua ansia da prestazione, il suo desiderio di superare dei limiti apparentemente invalicabili, il disagio nei confronti del suo aspetto - non abbastanza attraente da renderle le cose più facili nella vita - e anche il suo essere per metà umana, e quindi più manipolabile, in un certo senso, e meno abile nel gestire i suoi poteri. La scuola che frequenta è in tutto e per tutto come le nostre Università, e anche qui l’autrice ha saputo rendere molto reali i problemi e le ansie di molti studenti e studentesse. La pressione nell’affrontare determinati esami, la paura di fallire, di deludere la famiglia, di non riuscire a stare al passo con gli altri, sono sicuramente tappe che ha vissuto ogni universitari*.

Cuore di Succuba è una storia divertente, dal tono scanzonato e ironico, ricca di citazioni pop, che amerete scovare di capitolo in capitolo (Star Wars, Doctor Who, Karate Kid, Shrek... giusto per citarne alcune). I dialoghi sono brillanti e spassosi, anche se dietro l’ilarità non mancherete di avvertire lo squilibrio emotivo della protagonista, sempre in cerca di assestamento. Dovrà praticamente risorgere una mummia prima che lei inizi a vedere le cose diversamente, che allarghi i suoi orizzonti e si renda conto di non essere la creatura insignificante che ha sempre pensato di essere. 

Le vibes egizie ci sono tutte. Oltre al fatto che la storia è per gran parte ambientata nel Museo Egizio di Torino, Toniolo non manca nemmeno di tirare in ballo divinità, storia, personaggi dell’Antico Egitto e anche, perché no, qualche colorata imprecazione a tema. Se posso fare un piccolo appunto su qualcosa che forse mi ha infastidita, è stato il ripetere continuo di un’espressione, Seth Fauss, riportata a mio parere un po’ troppe volte, un’esclamazione ricorrente come se ne trovano spesso anche in altri romanzi Acheron e che puntualmente mi infastidiscono. Capisco che diano l’impressione di dialoghi più realistici, ma quando viene usata troppe volte si ottiene quasi l’effetto contrario. A parte questo, la lettura non presenta intoppi. È scorrevole, spigliata e mai noiosa, le tematiche chiare e ben trattate. La love story saffica è molto carina, ma non è centrale. Non aspettatevi grandi effusioni tra le protagoniste, perché è tutto molto casto. Anzi, forse c’è anche meno interazione di quanto mi sarei aspettata. Cuore di succuba è la lettura per voi se siete alla ricerca di una storia leggera e spiritosa, che sappia intrattenere a dovere ma anche far riflettere. Il finale lascia un piccolo spiraglio aperto, chissà se l’autrice ha pensato di scrivere un seguito. Sarei molto curiosa di leggerlo ;) 
Photo credit: @francikarou @coffee&books
Fonte immagine: Pinterest

sabato 20 gennaio 2024

Recensione: "L'eredità dell'Impero" di G.B. Nefe

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi per voi una nuova recensione. Si tratta di L’eredità dell’Impero, romanzo d’esordio di G.B. Nefe e primo capitolo della serie Cronache del Figlio del Pianto. Ho letto questo libro nei mesi scorsi, è una lettura che ho concluso nel 2023 e che ho già valutato come una delle più interessanti dell’anno, uno degli esordi fantasy che ho più gradito, e adesso finalmente riesco a parlarvene. Ho voluto prendermi un po’ più tempo del solito per leggerlo e recensirlo, perché questo libro è stato davvero una sorpresa, una lettura comfort in mezzo ad altre che purtroppo mi hanno lasciato poco. L’eredità dell’Impero è riuscito a essere la lettura ideale nel momento in cui più avevo bisogno di qualcosa del genere e quindi me lo sono voluta godere al massimo. Ringrazio l’autrice per avermi dato l’opportunità di leggere la sua storia, inviandomi una copia in omaggio, ma soprattutto la ringrazio per la pazienza che ha portato e per aver atteso potessi leggerlo nei tempi a me più consoni.

L'eredità dell'Impero
di G.B. Nefe

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 521
Genere: fantasy, epic-fantasy
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 22 aprile 2023

L’ultimo Imperatore elfico è morto senza lasciare discendenti e ha portato con sé i segreti della propria reggenza, dalle cui ceneri sono fioriti i regni degli uomini. Ma seicento anni dopo dalla fine del suo dominio, dalle sabbie del passato emergono le rovine dell’antico impero e l’ordine del mondo vacilla. Zefiel è infatti l’erede segreto del Lignaggio Imperiale, e vive nascosto da un enclave di Guardiani. Un tradimento, però, lo rivela al mondo costringendolo alla fuga, mentre il fuoco ribelle degli imperialisti si riaccende causando attacchi terroristici in tutta Mythoma per ristabilire l’antico impero. A gettare ancora più mistero su questi avvenimenti è però il mutare della natura, sempre più alterata da stagioni impazzite e anomalie ambientali. Guidato dai segreti della sua stirpe, tra cui il misterioso Marchio del Pianto, Zefiel sarà costretto a indagare sui mutamenti del mondo, scansando le minacce dei regnanti sempre più braccati dagli imperialisti e combattendo contro doveri sconosciuti ereditati dal suo lignaggio. Nel viaggio per scoprire i segreti della propria discendenza, Zefiel capirà che miti e leggende sono parte di una trama ben più insidiosa, e che le divinità non sono che i contorni di ideologie che rischiano di soffocare non solo il suo destino, ma Mythoma stessa.

A volte ti imbatti in letture che ti prendono dalla prima pagina e che come un treno ti trascinano e ti travolgono, libri che finisci di leggere in un paio di giorni, ricchi di azione, colpi di scena, rivelazioni di ogni tipo; li leggi talmente d'un fiato che dopo qualche mese hai già dimenticato tutto. Altre volte, invece, incappi in quel fantasy italiano inaspettato, quello che parte con lentezza, che si prende il suo tempo per farti immergere nel mondo creato ma che una volta varcato non puoi fare a meno di amare, un mondo ricco, dettagliato, incredibile che, pagina dopo pagina, continua ad affascinarti. E se pure non si tratta di un libro dove i colpi di scena abbondano, sei ugualmente rapit* al punto da non pensare ad altro, da non voler finire quel libro. E sono questi i libri che non dimentichi. È il caso di L’eredità dell’Impero, esordio fantasy di G.B. Nefe, che si è imposto come una delle letture migliori del 2023 grazie a una trama non particolarmente movimentata, ma sicuramente degna di nota. L’eredità dell’Impero vanta dei protagonisti straordinari e decisamente lontani dai soliti canoni, e già solo per loro varrebbe la pena iniziare a leggere questo libro. Penso di averli amati tutti, nessuno escluso, e vorrei fare i complimenti all’autrice per il modo in cui li ha caratterizzati e gestiti. Mythoma è una terra molto vasta che vede convivere umani, elfi e nani da molto tempo. È una terra in cui vigono culti diversi, ma è anche una terra ricca di leggende, tradizioni e magia. Zefiel è un elfo in fuga, la sua esistenza è motivo di pericolo per il suo mondo e lui, ultimo erede di lignaggio imperiale, deve sfuggire agli Imperialisti e nascondersi. Zefiel non è un protagonista comune, è un tipo assolutamente pacifico, che odia le armi e la guerra, che ama la natura in ogni sua forma. È un essere dolce, amabile, che però si porta dietro una condanna terribile, e un Marchio di cui non comprende bene l’esistenza. Gran parte del suo destino è avvolto nel mistero, Zefiel non ha idea di cosa questo preveda per lui, ma di una cosa è certa, vorrebbe solo essere libero… libero di vivere come gli pare e piace, libero di essere se stesso, di non doversi nascondere, di non nascondere la sua vera essenza. Durante la sua fuga si imbatterà in un altro personaggio davvero unico, Lokexsus, un elfo grigio, che per natura dovrebbe essere malvagio ma che invece è soltanto un pezzo di pane pentito. Lokexsus è un tipo molto particolare, sin da subito lo adorerete, per le sue battute taglienti, per il suo carattere spigliato, e adorerete la piccola volpe che si porta dietro, lo spirito Klepis, il suo famiglio "difettoso". Ciò che però colpisce di più di questo personaggio è il suo misterioso passato, un passato che cerca di dimenticare ma che allo stesso vuole ricordare per punirsi. Il suo senso di colpa lo perseguita e lo accompagna da sempre, le azioni riprovevoli compiute lo torturano in ogni momento e lui è convinto di meritare il peggio per ciò che ha fatto, e non si dà pace per questo. Riesce a nascondere tutta questa oscurità dietro sorrisi e sarcasmo, ma è una tattica che non funziona sempre. Lokexsus non crede di meritare redenzione, eppure c’è chi al suo posto la pensa diversamente.

Tra i due protagonisti si creerà un rapporto speciale, fatto di fiducia maturata lentamente, di confidenza, di stima, di lealtà. Certo, ognuno di loro ha il proprio fardello da portarsi dietro, ma si incoraggeranno a vicenda e affronteranno tutto insieme. In qualche modo, questi due personaggi così diversi troveranno il modo di convivere ed essere complici. Il destino li ha messi sulla stessa strada per un motivo, probabilmente, e sarà interessante proseguire la lettura per scoprire dove porterà questa strada… e cos’altro ci riserverà il prossimo volume! Ma oltre questi due personaggi, molti altri solcheranno le pagine del romanzo, lasciando un segno indelebile. Tra tutti ho sicuramente apprezzato tantissimo Oniria, regina di Borea, una donna dal carattere risoluto, che non si lascia intimidire dalle controparti maschili ma che sa imporre il suo pensiero in maniera intelligente e diplomatico, cercando di fare il meglio per tutte le razze del regno. Ho invidiato la sua tempra, ma anche la sua generosità e quella spiccata compostezza anche di fronte alle peggiori avversità. Andrej è un altro personaggio di tutto rispetto, mi è piaciuto perché per gran parte del tempo si è dimostrato molto intrigante, con una natura demoniaca interiore da voler tenere a bada e una versione più eroica da voler mostrare al mondo. Altri due personaggi che mi hanno conquistata sono stati Nialoren e Kendall, il primo Cavaliere, il secondo Generale, entrambi uniti da un sentimento profondo, che però cercano di tenere nascosto. Infine, vorrei citare anche Kyrim, che per un malaugurato caso nella prima parte del romanzo pensiamo essere in un modo, ma che più avanti scopriremo essere decisamente in un altro e non potremo fare a meno di rivalutarlo. 

G.B. Nefe ha dato vita a un bellissimo coro di personaggi, ognuno in grado di suscitare ne* lettor* emozioni diverse
. Non ci sono dei veri e propri cattivi in questa storia, anche se molto dipende dai punti di vista. Sicuramente gli Imperialisti possono essere considerati i nemici, seguono i loro principi e non accettano il governo di Oniria e le sue prese di posizione, corrompono, uccidono, assaltano, ma non sono soltanto loro coloro da cui guardarsi. Un altro nemico, più imperscrutabile e ignoto, mette a rischio Mythoma, un cambiamento climatico che nessuno riesce a spiegarsi. Cosa ci sarà dietro? La lettura scorre lentamente all’inizio, come già detto, ma una volta entrati nel pieno della storia non riuscirete più a mettere giù il libro. Non è una di quelle storie che si divora, ma una di quelle da godersi con calma, che apprezzi piano piano e che riesce a regalarti delle bellissime sensazioni di benessere. Alcune descrizioni dell’autrice sono davvero suggestive, ma è proprio il rapporto simbiotico che ha Zefiel con la natura a lasciare senza fiato, il suo apprezzare le più piccole e insignificanti cose, un suono, un refolo di vento, un raggio solare che si poggia su qualcosa, come si fa a non innamorarsi di un personaggio così coccoloso e speciale?

Oltre all’interesse verso la natura e i cambiamenti climatici, l’autrice riesce anche a inserire elementi lgbt+ nella sua storia e anche elementi archeologici, mescolando sapientemente il tutto a una trama che risulta sempre piacevole e credibile nel suo insieme. Per essere un’opera d’esordio, L’eredità dell’Impero è molto ben concepita, i personaggi sono tutti caratterizzati a dovere e in maniera originale e se vi aspettate colpi di scena a ogni pagina, rilassatevi e godetevi invece una lettura che ha da offrirvi ben altro, giocando secondo regole diverse e riuscendo comunque a colpire nel segno. In conclusione, L’eredità dell’impero è un fantasy straordinario che brilla per caratteristiche diverse da quelle cui ci hanno abituato gli epic-fantasy moderni o anche qualcuno dei più classici, è la storia di un viaggio, della riscoperta di se stessi, ma anche la storia di amicizie e amori, di guerre e tensioni, di magia e tradizioni, di scoperte e misteri, di intrighi politici e scelte rovinose, di segreti e sodalizi. Insomma, se avete voglia di leggere qualcosa che vi faccia appassionare e vi dia delle vibes positive, qualcosa che vi stupisca davvero, allora dovete leggere questo piccolo gioiello.

Fonte immagini: Pinterest
Mappa: @lasedicesimalettrice

sabato 13 gennaio 2024

Blogtour: "O Mirto o Morte" di Titania Blesh

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi tocca a me parlarvi dell’ultimo capitolo di una delle serie fantasy italiane che più ho amato. Titania Blesh ha dato vita a una storia pazzesca. Quando lessi il primo volume, A colpi di Cannonau, mai avrei immaginato che si sarebbe giunti a un finale del genere. Sono molto contenta di far parte del blogtour in occasione dell’uscita di O Mirto o Morte e vi dirò perché secondo me dovreste tutt* leggere questa serie.
Ringrazio l'autrice e la casa editrice per questa occasione e per avermi permesso di leggere il romanzo in anteprima, omaggiandomi della copia digitale in cambio di un'onesta opinione.

O Mirto o Morte
di Titania Blesh

Prezzo: 6,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 330
Genere: fantasy storico
Editore: Acheron Books
Data di pubblicazione: 5 gennaio 2024

Dopo A COLPI DI CANNONAU e UN BAGNO DI SANGRIA, la Rivincita salpa per il suo ultimo viaggio!Oceano Atlantico, 1632. Dopo i fatti di Napoli, la ciurma è ormai separata. Da una parte, Fiammetta è prigioniera degli spagnoli, che veleggiano verso il Nuovo Mondo alla ricerca dell’oro maledetto di Guatavita, ritornato alla sua fonte di origine. Dall’altra, Ambrosio deve fare i conti con tutto quello che ha perso, ma è determinato a onorare il giuramento di liberare ogni Zipa vivente. Gli scarabocchi lasciati da Diamante sul diario di Gonzalo De Quesada gli vengono in aiuto, tracciando una rotta ben precisa verso l’origine delle creature magiche.Il tempo è poco, la posta in gioco la più alta di tutte. La Rivincita veleggia verso il Sud America, ma il vantaggio dell’Infame Carlos e dei suoi uomini sembra impossibile da colmare.Tra epiche battaglie navali, rituali magici centenari e nuovi imprevedibili poteri alcolici, si conclude la saga delle Piratesse del Mediterraneo di Fiammetta. Riusciranno lei e Ambrosio a spezzare la maledizione della dea serpente? Gli spagnoli non resteranno di certo a guardare, ma la ciurma li affronterà con un unico grido di battaglia: O Mirto o Morte!

<<Perché la ciurma è la famiglia. Perché non si lascia affondare nessuno, ma si affonda tutti insieme.>>

Non posso parlarvi di O Mirto o Morte senza prima ripercorrere brevemente quello che è stato il viaggio fino a qui, il viaggio di Fiammetta, una donna costretta a subire le angherie di un marito violento che un bel giorno decide di inseguire il suo sogno, quello di diventare Piratessa, anzi Capitana di una nave fatiscente e di salpare il largo con una ciurma di sole donne, tutte le donne maltrattate dell’isola di Sabbianera. Non hanno esperienza, ma anche un sacco di abilità e ognuna di loro le sfrutterà per far sì che quel viaggio valga la pena, che non sia del tutto inutile. Donne caparbie, determinate, decise a scrollarsi di dosso tutti i loro problemi, a lasciare indietro i loro tormenti e i loro dolori, per diventare donne nuove, per diventare autentiche Piratesse. La strada però sarà sempre lastricata di ostacoli, tra spiriti Zipa, missioni suicida, e un risoluto Inquisitore che darà loro molto filo da torcere. Ma il nostro caro Ambrosio è un uomo dalle mille sorprese e presto si ritroverà a far parte della stessa ciurma di Fiammetta, a dividere con lei il comando e a lanciarsi in avventure al di là della sua immaginazione. Il secondo capitolo della serie, Un bagno di sangria, è stato, se me lo chiedete, quello che più ho preferito: situazioni al limite della follia, momenti esilaranti, magia, romanticismo, colpi di scena incredibili. Non è mancato assolutamente nulla. E dopo un finale che ci ha fatto per un attimo presagire il peggio, Titania riprende la sua storia e ci trasporta in un’altra incredibile avventura, l’ultima, quella forse che non vorremmo mai terminare per non dover dire addio a dei personaggi che abbiamo imparato ad amare. 

Fiammetta e le sue ragazze sono ormai diventate famiglia, e anche Ambrosio che, nonostante vari tentennamenti iniziali, è ormai un uomo diverso. Abbandonati i panni dell’Inquisitore più potente di tutti i tempi, si è calato ormai nel ruolo di pirata, di Capitano della Soddisfazione e grazie a Fiammetta è riuscito ad acquisire tratti del tutto nuovi e inaspettati. È sicuramente anche merito di Berenice, la donna che fa tornare a battere il suo cuore freddo, che gli fa provare emozioni che credeva di non provare più, che gli dà la forza di lottare per qualcosa per cui vale davvero la pena. Fiammetta, dal canto suo, tradita da chi più amava, ferita a morte e lontana dalla sua ciurma, si ritrova a fare i conti con un potere che non aveva previsto, un potere che decide di non controllare e di sfruttare come meglio può per tirarsi fuori dai guai. Ha smesso ormai di tuffarsi nei guai di sua spontanea volontà; se c’è una cosa che ha imparato da Ambrosio è proprio quella di ponderare meglio le azioni prima di compierle. Questi due personaggi, tanto diversi in un primo momento, tanto lontani uno dall’altro, hanno compiuto un’evoluzione incredibile, arrivando quasi a somigliarsi, sicuramente a imparare l’uno dall’altra, a trovare un punto di incontro che nel primo volume sembrava quasi impossibile poter raggiungere. Ne hanno passate tante e i loro caratteri li hanno spesso messi in competizione, ma adesso si ritrovano a ragionare nello stesso modo e a scoprirsi anche buoni alleati.

Questo terzo volume non ci risparmia nulla, anche qui troveremo peripezie e imprevisti di ogni genere, battaglia navali, colpi di scena e tanta magia; a proposito, proprio quest’ultimo elemento troverà maggior spazio in questo libro, avremo modo di comprendere molti più dettagli del sistema magico che erano ancora poco chiari. Titania ha fatto davvero un ottimo lavoro, portando a compimento una storia stravagante ma amatissima, che ha fatto divertire il suo pubblico e anche emozionare. O Mirto o Morte ci permette di assaporare diverse emozioni, anche molto forti, per arrivare a un finale che chiude tutto nel migliore dei modi, che regala una pace che mai avremmo creduto sarebbe arrivata. Tra imprese di ogni tipo, insulti coloriti, maledizioni da spezzare, nuovi equipaggi, sorprese incredibili, poteri divini (e alcolici :P), sacrifici e molto altro, questo libro si rivela un degno seguito, una conclusione più che appropriata. E, sebbene alcune scelte dell’autrice siano state talvolta un po’ troppo azzardate, ho amato come sempre ogni pagina, ho amato lo stile sarcastico e brioso di Titania, la sua storia brillante, vivace, a tratti anche molto profonda (soprattutto nell’affrontare determinate tematiche), i suoi imprevedibili protagonisti, la loro crescita personale e tutto ciò che li ha portati a entrarmi nel cuore e a conquistarsi un posto d’onore. Questa serie è davvero unica nel suo genere e potrete rendervene conto soltanto leggendola. Datele una possibilità e vedrete che non ve ne pentirete. Calate l’ancora, prendete il libro tra le mani e godetevi l’avventura.
Fonte immagini: Pinterest

venerdì 1 dicembre 2023

Review Tour: "Liwaria. Il volto della morte" di Giada Abbiati

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho il piacere e l’onore di inaugurare un fantastico Review Tour, quello organizzato da Giada Abbiati in occasione dell’uscita del romanzo Liwaria. Il volto della morte, secondo capitolo della sua saga fantasy, iniziata con Liwaria. La spada di diamante blu. Io ringrazio come sempre l’autrice per la fiducia riposta in me e per avermi concesso questa possibilità. Penso di aver letto uno dei libri più interessanti di quest'anno. Non lasciatevelo scappare!

Liwaria. Il volto della morte
di Giada Abbiati

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,16 € (cop. flessibile)
Pagine: 544
Genere: fantasy, epi-fantasy, dark-fantasy
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2023

Dopo la sconfitta di Agares, Hilya viene richiamata nella Terra delle Squame di Drago per celebrare la supremazia sui Senzaluce. Ma se le ombre di queste creature le sembravano impossibili da dissipare, quelle che si celano sotto Liwaria sono persino più dense e difficili da estirpare. Mentre il tradimento di Aislinn riporta in vita Maelia e i suoi eserciti di morti, Hilya è costretta ad abbracciare il suo ruolo di paladina e affrontare le ombre del passato di Liwaria e delle ostilità tra i popoli, di cui però non conosce né genesi né soluzione. Dalle montagne di Caude alla Foresta delle Conifere Blu, il mondo sta morendo e nemmeno la spada di diamante blu può arrestare un declino annunciato e, anzi, fomentato da chi dice di voler proteggere il continente. Hilya si ritroverà di nuovo al centro delle macchinazioni dei sovrani, dei soldati pentiti e dell’Elfa Nera. La Senzaluce, a sua volta, brama il riscatto e la morte sopra ogni altra cosa, in una somiglianza pericolosa con il destino di Hilya, che dovrà scontrarsi di nuovo con la propria natura di mezzosangue e pagare lo scotto di chi Liwaria l’aveva abbandonata già molto tempo prima di lei. Combattendo la volontà di mollare la spada e condannare quelle poche persone che ha ancora al proprio fianco, Hilya dovrà guardare la morte in faccia... con il rischio di assumerne il volto.

Amo immensamente la saga di Liwaria e non vedevo l’ora di scoprire questo secondo volume cosa ci avrebbe riservato. Beh, è il caso di dirvi che Giada Abbiati non ci risparmia nulla e ci regala ancora una volta tantissime emozioni. Se con il primo libro avevamo avuto modo di conoscere in parte Liwaria e il suo marciume, questo mondo immenso, variegato, ma in rovina, qui verranno approfonditi aspetti che erano stati solo accennati o non indagati a fondo per dare spazio ad altro. Liwaria a livello di tematiche affronta quello ambientale e sociale, mettendo i suoi protagonisti di fronte a delle responsabilità non indifferenti; e allo stesso tempo è un sollecito verso l* lettor* che assiste alla disfatta di un mondo per motivi puramente egoistici. È facile immaginare un futuro catastrofico quando anche il nostro mondo è dominato dall’egoismo ed esortare a prendere la situazione in mano prima che sia troppo tardi è sempre una buona cosa. L’autrice lo fa tramite il suo romanzo, un epic-fantasy in cui bisogna salvare una terra arrivata al collasso e per farlo bisogna usare l’unica arma a disposizione, la stessa che potrebbe anche distruggerla. Questa arma è Hilya, una giovane mezzosangue in possesso di una spada di diamante impossibile da forgiare, che nel primo volume ci ha fatto saggiare tutto il suo potenziale. La profezia che incombeva su Hilya qui viene stata smentita, considerando anche tutto ciò che è successo e il modo in cui si è concluso il primo libro. Hilya cerca ancora il suo riscatto, ma allo stesso tempo non può rifiutare il suo ruolo di paladina, non quando Liwaria ha ancora tanto bisogno di lei, non quando i sensi di colpa per quanto accaduto ai gargoyle continuano a tormentarla. E così, ancora una volta, ritroviamo una Hilya pronta a combattere, a fare di tutto per dimostrare il suo valore, ma soprattutto di non essere un’assassina. C’è chi ancora muove i fili di tutta questa storia senza curarsi delle conseguenze, qualcuno che dovrebbe proteggere Liwaria e che invece persegue la sua vendetta, portando rovina e morte. Bisognerà unire le forze, ma anche guardarsi le spalle perché chiunque può essere un nemico, specie quando la posta in gioco è molto alta. 

Se nel primo volume avevamo avuto modo di conoscere molti personaggi e affezionarci a loro, qui continueremo a farlo, ma sappiate che il più delle volte vi faranno soffrire. Un aspetto del secondo volume che ho apprezzato molto è sicuramente il modo in cui l’autrice è riuscita a renderlo ancora più dark. Le intenzioni dei protagonisti sono spesso egoistiche e queste li portano a sacrifici di grande portata, come già in parte abbiamo visto nel primo volume. Qui è tutto ancora più esasperato e dovremo trattenere il fiato molte volte nell’attesa di capire cosa succederà al capitolo successivo.

Ho amato l’evoluzione dello stile di Giada Abbiati, che già da subito aveva dimostrato di essere un’esordiente di grande talento e che stavolta ne da ulteriore prova. Il suo stile è più sicuro, più calibrato e l’enorme disegno che è la trama di questa saga continua a dispiegarsi davanti a chi legge in maniera audace e senza alcun tentennamento. Lascia senza parole la sua complessità e il modo in cui riesce a manovrarla senza mai darci modo di provare disinteresse, anzi ogni nuova tessera del puzzle che va ad aggiungere aumenta la curiosità. Tutto ciò che porta in tavola è sempre prelibato, un piatto studiato con cura, elaborato per lungo tempo e in cui riversa il meglio di se stessa. Liwaria. Il volto della morte è un secondo capitolo che non fa sconti, in cui i protagonisti dovranno affrontare le conseguenze delle vicende del primo volume che ci porteranno a un finale davvero coinvolgente, un finale che preannuncia un seguito ancora più intenso ed eclatante. Hilya, protagonista indiscussa della saga, è affiancata da personaggi altrettanto memorabili, ma che, come lei, non sempre agiranno senza un secondo fine. Insieme cercheranno di eliminare tutti gli altri Senzaluce dopo Agares, ma la lotta per salvare il mondo diventerà anche un gioco di potere che ci farà domandare: di chi è il vero volto della morte? Hilya è disposta a collaborare, ritrovandosi nuovamente pedina dell’infido Camlost e delle sue macchinazioni, o almeno fino a quando non si spezzerà. Indossa una nuova armatura, una nuova maschera, ma prima o poi anche l'ultima maschera cadrà e allora tutti vedranno chi è davvero Hilya. E forse dovranno temerla.

<<Per loro, adesso, sono l’unica speranza contro i Senzaluce. Ma se continueranno a perseguitarci, diventerò qualcosa da cui difendersi.>>

Questa nuova avventura di Giada Abbiati si dimostra una conferma della sua bravura. I toni epici del romanzo evocano atmosfere affascinanti e allo stesso tempo tragiche. Veniamo catapultati in una storia che abbiamo imparato a conoscere ma che ancora ha tantissimo da raccontare. Una storia che è un viaggio nei meandri della propria oscurità. L'autrice ci regala personaggi grigi, ricchi di sfaccettature, non c'è nobiltà d'animo, non c'è altruismo, ma sentimenti più neri, dolorosi e rancorosi. Dèi, draghi, umani, elfi, demoni, gargoyle... è un mondo popolato da razze diverse in collisione, e non smetteremo di esplorarlo, di scoprire fin dove ognuna si spingerà, quanto sangue verrà versato. Non è una storia per chi si aspetta una lettura semplice e disimpegnata, ma una che merita ogni briciolo di attenzione, perché in qualsiasi momento gli equilibri più precari possono essere stravolti. I colpi di scena non mancano e sono ben inseriti all'interno del romanzo, preparatevi a leggere qualcosa che vi terrà svegli anche la notte. Se avete titubanze, l'autrice ha messo a disposizione i trigger warning del romanzo, per capire cosa vi aspetta, ma se deciderete di dargli un'occasione posso assicurarvi che non ve ne pentirete. Sebbene questo libro sia meno facile del primo, io l'ho trovato comunque molto scorrevole. C'è in buona dose azione e approfondimento psicologico, c'è un worldbuilding ricco e intrigante e ci sono personaggi che hanno catalizzato la mia attenzione totalmente (sì, Maelia, mia bella e affascinante elfa nera, mi riferisco proprio a te). In definitiva, credo che questo libro mi sia piaciuto ancora di più di Liwaria. La spada di diamante blu, non solo per il carattere più dark, ma per tutto quello che succede, per come l'autrice ha gestito la trama, per il peso delle scelte dei protagonisti, per i sentimenti contrastanti, per il modo in cui ogni capitolo mi ha coinvolta e tenuta incollata, per tutto un mondo che continua ad assorbirmi, a farmi soffrire, a torturarmi e che, nonostante tutto, amo immensamente. Non è impresa da poco farvi capire perché questa serie merita di essere letta, ma seguite questo blogtour e vi renderete conto dell'impressione positiva che continua a fare, di quanto ancora conquisti e della cura meticolosa dell'autrice nel dar vita a un progetto tanto memorabile. Io non posso che dare una valutazione di 5 tazzine e, nel frattempo, attendere con pazienza il prossimo volume. 

Fonte immagini: Amazon.it, Pinterest

venerdì 27 ottobre 2023

Review Tour: "La Mesmerista. Inganni e polvere di stelle" di Sara Simoni

Buongiorno, lettor*! ^^
Giunti al secondo volume di La Mesmerista, le cose si fanno ancora più interessanti. Oggi partecipo al Review Tour del nuovo romanzo di Sara Simoni e vi dico già che l’autrice non ha risparmiato sofferenze e pene ai suoi protagonisti, ma è stata una lettura ancora più coinvolgente rispetto al primo volume e ne sono molto contenta.
Ringrazio Sara per la rinnovata fiducia e la copia in cambio di un’onesta opinione e un ringraziamento anche alla casa editrice Acheron Books.

! ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER DEL PRIMO VOLUME! (inoltrarsi con cautela)

La Mesmerista. Inganni e polvere di stelle
di Sara Simoni

Prezzo: 6,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 320
Genere: fantasy storico
Editore: Acheron Books
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

1920. I venti di guerra minacciano di scuotere ancora l’Europa ora che gli austroungarici sono entrati in possesso della calamita, l’arma mesmerica definitiva. Dopo l’incidente che l’ha separata da Bas, Lena ha perso anche l’attivatore che le permette di praticare la Dottrina. Adesso è decisa a ritrovare entrambi, ma la determinazione non è sufficiente quando vivi nei bassifondi e un debito che non potrai mai ripagare ti lega ai peggiori criminali della città. Perciò, quando un vecchio nemico ritorna con una proposta, lei non può fare altro che mettere da parte il rancore e accettare. Se vuole rimediare agli errori del passato, deve ancora una volta abbandonare tutto per attraversare il confine e raggiungere le terre occupate dall’Impero, dove la ribellione incombe e gli intrighi politici potrebbero giocare a suo favore. In un valzer di bische clandestine, sale da ballo e corse di idrovolanti, gli alleati non sono quel che sembrano e il limite tra giusto e sbagliato si fa sottile. Sarà disposta a varcarlo per salvare Bas senza che i suoi inganni le si ritorcano contro?

<<Se non esisteva una cosa giusta da fare, gli sarebbe bastato trovare quella meno sbagliata.>>

Quando Sara ha annunciato l’arrivo della Mesmerista sapevo già che avrei amato questa serie, soprattutto per il suo worldbuilding. Si tratta di un fantasy ambientato in Italia nel 1920 e, se anche voi trovate affascinante quest’epoca, dovreste dargli una possibilità. L’originalità della scelta dell’argomento da trattare, ovvero il Mesmerismo, mi aveva convinta da subito, soprattutto perché l’autrice ha dimostrato grande preparazione nel valorizzarlo e nel renderlo il più possibile credibile. Ha intessuto una trama affascinante e una cornice storica perfetta che insieme a dei personaggi a tutto tondo hanno esaltato l’esperienza di lettura. Nel primo volume (QUI la mia recensione) abbiamo assistito alle traversie della nostra Lena, giovane figlia di irredentisti in fuga che sopravvive grazie a qualche furto - e alla pratica del mesmerismo - ma che spera, prima o poi, di poter svoltare per sempre la sua vita. Purtroppo incappa nell'ispettore Doria, un uomo freddo e calcolatore che decide di darle una chance assoldandola come spia e mettendola sulle tracce di una potente arma, una calamita che potrebbe cambiare le sorti dell’impero. Lena si ritrova così ad avvicinarsi al giovane Bastiano Adimari, ragazzo colto e facoltoso che ha da poco seppellito il fratello. Bastiano non è a conoscenza dei segreti che gli nascondeva Ottavio, ma sa che era invischiato in qualcosa di molto pericoloso che aveva a che fare con il mesmerismo. L’incontro con Lena sarà decisivo. Lei porterà nella sua vita un cambiamento importante, tant’è che non riuscirà a non lasciarsi coinvolgere dal suo charme e dall'aura di mistero che l'avvolge, ma ancora non sa che anche la ragazza non è del tutto sincera con lui e dovrà presto fare i conti con delle rivelazioni inaspettate, anche sul suo conto. Il primo volume si concludeva in maniera rocambolesca, con un’infinità di dubbi ad attanagliare l* lettor*, in ansia per le sorti del povero Bas. Finalmente in La Mesmerista. Inganni e polvere di stelle (quanto amo questo titolo! *_*) scopriamo cosa ne è stato di lui e come si sono evolute le cose. Inizio col dire che questo secondo volume mi è piaciuto anche più del primo. Come sempre l’autrice non si smentisce e porta il suo stile, di volta in volta, un gradino più in alto. Se con il primo libro avevamo avuto modo di approfondire bene personaggi, epoca e la scienza del mesmerismo, stavolta l’autrice si è concentrata di più sulle dinamiche, sull’azione, sui sentimenti contraddittori dei protagonisti, riuscendo anche a rendere più intenso, profondo e sofferto il rapporto che li lega.

<<Andarsene... dove? Era arrivata fin lì per lui. Era lui l'unico luogo dove volesse andare.>>

Nonostante per circa metà libro seguiamo le vicende di Lena e Bas in parallelo, si può percepire in ogni momento la natura del loro legame, rafforzato per di più dal potere mesmerico. Verrà messo in dubbio più volte, spesso dovranno fare i conti con cuore e cervello, ma alla fine il cuore vincerà sempre. A minare il tutto c’è di mezzo ancora Doria, che adesso è stato esonerato dai suoi doveri e sembra essere ricercato anche lui. Convincerà Lena ad allearsi ma chissà se ci si può ancora fidare di un uomo tanto ambiguo e furbo? Lena non ha il tempo di pensarci su, la sua unica priorità è salvare Bas, che adesso è nelle mani dell’impero, che ha scoperto il suo segreto e intende sfruttarlo come un’arma. Ma ovviamente, lungo il tragitto, tutto si complica e Lena dovrà rispondere ai suoi stessi inganni e a quelli di chi le sta intorno. Succedono davvero tantissime cose in questo secondo volume, e gli elementi storici reali inseriti nella trama dall’autrice sono quel qualcosa in più che rendono la lettura un vero gioiellino, come la gara degli idrovolanti nella Coppa del Lago di Varese. Lasciata la suggestiva Livorno, infatti, ci troviamo adesso in una città lombarda, che non si può dire manchi di attrattiva. Qui si muovono i nostri personaggi, ai quali se ne aggiungeranno di nuovi, portandoci a fare nuove scoperte riguardo il mesmerismo e la calamita, ma anche ad affezionarci a un worldbuilding di grande fascino che l’autrice continua a espandere e migliorare. Il salto di qualità è dato però dall’evoluzione dei protagonisti. Il loro essere così grigi era ciò che mi aveva convinta maggiormente nel primo libro; qui li ritroviamo ancora in possesso di molteplici sfumature, soprattutto nella prima parte del romanzo, ma queste vanno a definirsi un po’ di più verso la fine puntando una direzione quasi netta. Superati sospetti e incertezze, Lena e Bas troveranno una loro precisa dimensione, la strada che decideranno di percorrere è quella che li vede uniti, perché solo insieme comprendono di poter affrontare tutto. Mentre Doria… beh, Doria sicuramente darà ancora del filo da torcere a tutti. 

In questo libro Bas l'ho proprio amato, amato come non mai, e sono stata felicissima di aver avuto la possibilità di leggere di un personaggio così bello, così positivo. Bas è un ragazzo puro, dal cuore d'oro, una persona buona, talvolta ingenua, sempre pronto a dare una nuova occasione. Può anche essere tormentato dai sensi di colpa e da ciò che ha passato, ma non lo vedremo mai andare contro i propri principi. È un ragazzo onesto e la sua storia d'amore con Lena è una ventata di freschezza in mezzo a tante relazioni tossiche di cui si legge in giro. Ecco, lui è proprio l'opposto della tossicità, è il tipo di uomo che ogni donna vorrebbe nella propria vita, quello che ti sarebbe fedele sempre. Lena ne è consapevole, infatti si sente spesso inadeguata accanto a lui, lei che in fondo continua ad avere un lato oscuro che spesso sembra farla assomigliare più a Doria che a Bas; ma non può rinunciare a quella luce che lui ha portato nella sua vita, alla speranza di un riscatto, di un tipo di salvezza che solo l'amore di Bas può darle. Nessuno dei due vuole combattere alla fine, soprattutto Bas, amante di lettere, poesie e librerie polverose, ma se vorranno far funzionare le cose dovranno scendere in guerra, difendersi, lottare e non lasciarsi dividere più.

<<Però a volte succedeva. A volte non c'era scelta, arrivava la guerra e decideva al posto tuo.>>

La Mesmerista. Inganni e polvere di stelle è stata una lettura piacevole e coinvolgente, dall’inizio alla fine, merito anche di uno stile molto scorrevole, di capitoli brevi e di un’intreccio sempre più incalzante che porta a un conflitto finale ricco di colpi di scena. Tra balli, idrovolanti, rivoltelle, tranelli e tanto angst, questo libro non vi darà un attimo di respiro. Posso affermare con certezza che la serie della Mesmerista rientra tra quelle che ho apprezzato di più, non solo per l’ambientazione italiana ma anche perché è originale, sprezzante e contiene la maggior parte dei trope più amati di sempre. Se state cercando una lettura che mescoli bene elementi fantasy e storia, amore e tradimento, segreti e rivelazioni, allora fidatevi di Sara Simoni e della sua Mesmerista. Resto in attesa del terzo volume, Terra di sogni e cuori infranti, per scoprire come tutto si concluderà. 

Fonte immagini: Pinterest

martedì 10 ottobre 2023

Review Party: "L'occhio del gufo" di Andrea Butini

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi esce in tutte le librerie L’occhio del gufo, di Andrea Butini, e in occasione di questa uscita trovate su questo blog e su I miei sogni fra le pagine, Le mie ossessioni librose, A libro aperto le nostre recensioni per il Review Party dedicato. Curios* di saperne di più?
 Ringrazio la casa editrice per avermi concesso di organizzare l'evento e per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

L'occhio del gufo
di Andrea Butini

Prezzo: 8,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 432
Genere: dark fantasy, fantasy
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Nella foresta di Rokthan, un piccolo, insignificante villaggio come ce ne sono tanti, gli animali cominciano a sparire. Sorin, un cacciatore, cerca di comprenderne il motivo. Ma la diminuzione delle prede non è la sua unica preoccupazione: da un paio di giorni, infatti, suo figlio Jas è vittima di strane crisi di violenza. Intanto, un vecchio straniero dall'aspetto emaciato che si fa chiamare Maestro fa la sua comparsa nel paese, portandosi dietro una scia di sangue e di misteri. Per indagare, il capitano Swain è costretto a chiedere aiuto al conciliatore Neth Roven, un uomo distrutto dalla perdita della moglie. E mentre i due si mettono sulle tracce del Maestro, altri eventi inquietanti rompono la quiete di Rokthan: stanno per giungere i pacificatori, soldati della lontana Vanhorn. E sembra che abbiano intenzioni tutt'altro che buone. Cosa sta succedendo davvero? Che collegamento c'è tra le prede scomparse, le crisi del piccolo Jas e l'arrivo del Maestro? E perché un borgo dimenticato da tutti è diventato improvvisamente così importante?

Dark fantasy italiano, primo di una trilogia, L’occhio del gufo di Andrea Butini promette faville sin dalle primissime presentazioni. La cover accattivante - che non a caso fa pensare a Cthulhu - ma anche la trama ricca di mistero, permettono di immaginare una lettura pazzesca e sanguinosa. Decisamente è così. Butini ci attira a sé con una storia nera come la notte, una storia intrigante e complessa, fatta di mille sfumature diverse e capace di allettare nel migliore dei modi chi legge. Chi è abituat* al fantasy tosto troverà qui pane per i suoi denti, in quanto l’autore non fa nessun tipo di sconto, ma ci lascia addentrare in un mondo cupo, violento, enigmatico, raccapricciante. La prima parte del romanzo potrebbe disorientare un po’, anzi lo farà sicuramente, perché sono davvero tanti i personaggi che Butini mette in scena e che noi dobbiamo ricordare, ma… loro si faranno ricordare, ve lo assicuro. Ognuno di loro è un pezzo del puzzle, ognuno ha un legame fondamentale con la ricca trama, una trama fatta di ricerche, vendette, sangue, sacrificio, amicizia e molto altro. Vi sorprenderete quando scoprirete di quanti elementi questo libro si compone.

Butini sa il fatto suo, per essere un’esordiente. In questo romanzo emergono chiaramente riferimenti lovecraftiani, ma il tutto reso in maniera originale e decisamente imprevedibile. Ho letto con curiosità ogni pagina, spinta da una voglia sempre crescente di scoprire fin dove l’autore si sarebbe spinto, fin dove mi avrebbe condotta, e mi sono lasciata pian piano coinvolgere. A partire dalla foresta di Rokthan, un luogo in cui accadono fatti misteriosi, come la scomparsa di numerosi animali, che mette in allarme il piccolo villaggio. Chi c’è dietro alle tante sparizioni? Sorin prova a capirlo insieme all’amico di una vita Marcus e intanto cerca di ritrovare il figlio Jas, anche lui sparito improvvisamente, e vittima, nell’ultimo periodo, di strane crisi violente. Un vecchio rinsecchito dall'aria apparentemente innocua fa la sua comparsa nel villaggio. Si fa chiamare il Maestro e decide di prendere con sé il giovane Luin, figlio di un oste violento e rozzo, e concedergli una nuova possibilità. Ma cosa nascondono le sue farneticazioni e perché sembra che ovunque vada lui giunga anche la morte per qualcuno? E poi il conciliatore Neth Roven che piange ancora l’adorata moglie ma che con il capitano Swain ha deciso di indagare sugli episodi inquietanti di Rokthan. Questi sono solo alcuni dei personaggi che incontrerete lungo il tragitto e che vi terranno compagnia tra misteri da risolvere, creature infernali e avvenimenti inspiegabili.

Butini ha uno stile asciutto, ma allo stesso tempo riesce a trascinare e non annoiare chi legge. L’ambientazione è simil-medievale ma con un tocco di contemporaneità tale da renderla molto più appetibile di quanto ci si possa aspettare. L'ho trovata abbastanza convincente e si denota quanto l'autore ci abbia lavorato per approfondirla e renderla il più credibile possibile.
Non mancano i colpi di scena, ma anche momenti più crudi e feroci che potrebbero triggerarvi non poco. Aspettatevi tutto ciò che ci si aspetta quando si legge un dark fantasy, ovvero sangue, morte e distruzione, ma moltiplicatelo per tre, perché questa non è che la prima parte di un progetto molto più ampio che non vedo l’ora di esplorare fino in fondo. C’è sicuramente molto altro da dire sul romanzo, ma non voglio togliervi il piacere di scoprire cosa riserva. Per me è stato una bella sorpresa, un esordio decisamente notevole che mi sento di consigliare se anche voi, come me, non disdegnate letture più oscure e macchinose, di quelle che non fanno chiudere occhio la notte. L’occhio del gufo vi farà provare brividi del tutto nuovi, vi terrà con il fiato sospeso grazie a un ritmo ben serrato e vi permetterà di conoscere personaggi molto interessanti che si portano dietro storie di grande impatto emotivo. Date una possibilità a questo romanzo, probabilmente una delle novità più interessanti nell’ambito del fantasy italiano d’esordio.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @dolcicarloni

giovedì 27 luglio 2023

Recensione: "Engaged. Il libro di Renzo" di Beppe Roncari (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sul blog si parla di un fantasy italiano uscito per Sperling&Kupfer, Engaged. Il libro di Renzo, di Beppe Roncari, un retelling di un classico della letteratura italiana ma anche un libro ricco di elementi magici. Scoprite tutto nella recensione di Eleonora e lasciateci un commento ;)

Engaged. Il libro di Renzo
di Beppe Roncari

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 576
Genere: fantasy, retelling
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Da secoli impegnati in una partita senza esclusione di colpi tra Bene e Male, l'angelo Mumiah e il demone Belial stanno assistendo al rogo di Giordano Bruno, nella speranza di impossessarsi del famoso Libro segreto scritto dal filosofo nolano, custode di un grandissimo potere. Quando il volume, però, sparisce nel nulla, cominciano una ricerca forsennata che li conduce fino a Lecco e che si intreccia con la vita di due giovani: Renzo e Lucia. Promessi sposi in procinto di coronare il loro sogno d'amore, diventano pedine nella partita a scacchi tra l'angelo, che cerca in ogni modo di aiutarli, e il demone, che si serve di don Rodrigo e dei suoi bravi per impedirne le nozze. Chi dei due la spunterà? E soprattutto chi dei due riuscirà a mettere le mani sul Libro di Giordano Bruno? Beppe Roncari ci consegna una riscrittura audace e innovativa de I Promessi Sposi, nella quale, oltre ai personaggi tradizionali che tutti noi abbiamo studiato a scuola, compaiono angeli e demoni che, lottando tra loro su un piano temporale ulteriore e fantastico per la supremazia sul mondo terreno, vanno a intervenire nel destino dei protagonisti.

Engaged. Il libro di Renzo
, di Beppe Roncari, è un fantasy molto particolare che si propone di rivisitare totalmente una delle storie più importanti di tutta la letteratura italiana, I Promessi Sposi, impresa non da poco e decisamente rischiosa in cui basta veramente poco per scadere nel disastro. Ebbene possiamo affermare con certezza che, sebbene Engaged potrà non mettere d’accordo tutti i lettori, sicuramente è ben lontano da questa possibilità e sin dalla prime pagine mette in campo un lavoro da parte dell’autore molto complesso e ben studiato che va a creare a tutti gli effetti un libro, primo di una saga, molto promettente sebbene sia un po’ macchinoso da leggere, unica pecca a mio parere. Inizialmente siamo nel 1623 a Zucco da Volate, i nostri personaggi sono ancora dei giovincelli tutti presi a far baldoria, a divertirsi tra amici e partecipare agli eventi del paese, Renzo ha quindici anni e Lucia tredici. Insieme a loro a formare il gruppo principale di attori della storia troviamo anche un giovane Don Rodrigo, coetaneo di Renzo e unico erede degli Arrigoni, la famiglia che governa sul territorio e che è ferocemente in faida con i Manzoni, altra famiglia di potenti della provincia, di cui un esponente, Simone, detto “Gambarello”, fa parte della mischia che man mano costituirà il fulcro attorno cui ruota la storia. A fare loro da cornice ovviamente, man mano che avanziamo nella lettura, troviamo tutti i personaggi della storia classica, Don Abbondio, la Perpetua, Fra Cristoforo, l’Azzeccagarbugli e altri ancora. Fin qua a parte l’inizio parecchio antecedente ai Promessi Sposi parrebbe non esserci praticamente quasi nulla di diverso dall’originale, e invece no. Tra i nostri personaggi, infatti, nascoste e mimetizzate, sono all’opera le forze del male e del bene, come al solito impegnate nella più antica delle battaglie, sotto forma dell’angelo Mumiah e del demone Belial che, sia dalle loro postazioni ultraterrene sia tramite i loro servitori e le loro vestigia terrene, manovrano le mosse dei protagonisti come su una scacchiera. Qual è l’obiettivo di tutto questo affaccendarsi? Lo scopo è recuperare un libro, scritto da Giordano Bruno mentre attendeva la sua esecuzione per eresia, che custodisce un enorme potere per chi ne entra in possesso e che può cambiare le sorti del mondo.

La storia che leggiamo si intreccia abilmente con quella manzoniana, arricchendosi però di fatti storici e magia, tonnellate di magia; maghi e maghe bianchi, lupi mannari, demoni, spiriti, santi, streghe e antiche società segrete si incarnano nei protagonisti e in tanti altri attori della storia per unire al percorso verso il matrimonio di Renzo e Lucia, il ritrovamento del fatidico Libro e la vincita del bene o del male.

Tornando alla storia vera e propria, Renzo e Lucia ci vengono presentati lui come un giovanotto volenteroso e pieno di spirito di inventiva meccanica e ingegneristica che aiuta il padre nell’attività di falegname un po’ tuttofare e che scalpita per andarsene in città più grandi per costruirsi fortuna e reputazione e sposare chi vuole al villaggio; Lucia invece è ancora una piccola monella, Renzo infatti la soprannomina “scoiattolo”, che scorrazza di qua e di là per l’abitato, quello che nessuno sa però è che ha doti magiche al limite dello straordinario trasmessale dalla madre Agnese. Questi poteri le permettono anche di vedere le aure delle persone (tenetelo a mente perché poi serve per il futuro). Don Rodrigo invece all’inizio è solo Rodrigo, unico figlio di un padre dispotico e snaturato, con una predilezione per il disegno e un po’ di confusione in testa su chi è e chi vuole essere, a parte il degno erede del casato e un marchesino a cui bene o male tutto è concesso.

Tutti loro, insieme al Gambarello, formano una improbabile alleanza, almeno all’inizio, che serve ai ragazzi per fronteggiare le forze del male che circolano per il villaggio sotto mentite spoglie, la presenza di queste però a poco a poco sarà il perno per mettere in moto la ruota dei Promessi Sposi e portare a galla verità e segreti nascosti. Da metà libro in poi la storia comincia ad avvicinarsi a quella che ognuno di noi ha studiato a scuola fino a collimare in pieno con gli eventi narrati da Manzoni, ovviamente corrisponde il filone generale perché come ha fatto dall’inizio l’autore dota di una maggior complessità fantastica tutta la scena. Il nostro libro però si interrompe poco dopo che Renzo e Lucia si sono separati per cercare di trovare una soluzione alle nozze saltate per volere di un Don Rodrigo ormai preda del lato sbagliato della barricata, come proseguirà la storia? Come si intrecceranno le vicende che conosciamo con la lotta del bene e del male e con la ricerca del famigerato libro di Giordano Bruno? Ancora non è dato saperlo.

Parliamo del vero e proprio libro ora, come ho già scritto nella premessa Engaged è una storia molto interessante, si vede e si percepisce che dietro c’è un buon lavoro di ricerca e costruzione della storia, la scrittura è scorrevole e lo stile è prettamente moderno, con qualche intramezzo ogni tanto nel dialetto locale. I personaggi sono la parte più interessante di tutto il libro, sono tutti costruiti a 360°, ognuno di essi ha una storia, un carattere, un posto nella narrazione e un'evoluzione ben precisa, non c’è nemmeno uno di loro che paia buttato a caso all’interno del racconto e questo un po’ si trasforma in croce e delizia per il lettore. Veniamo infatti a quella che può essere considerata una pecca dell’intero libro. Se da un lato tutta questa particolarità che caratterizza i personaggi e i loro ruoli è molto accattivante e affascinante, dall’altro rende questo libro non semplice da leggere, non tanto per la difficoltà della scrittura quanto proprio per i millemila particolari, dettagli e collegamenti che ci sono e che bisogna tenere a mente. È un libro che richiede testa e concentrazione durante la lettura, specie quando l’autore si sbizzarrisce a fare salti di luoghi o tempi, prevalentemente nella seconda parte, e un minuto prima sei da una parte, poi improvvisamente ti ritrovi da un’altra per non parlare degli intramezzi in cui “a parlare” sono Mumiah e Belial, dalla Luna o da qualche altra dimensione ultraterrena, e due secondi dopo sono nel corpo dei personaggi all’interno della storia, a essere loro stessi pedine nel gioco. Questo purtroppo, per me, ha un po’ compromesso la lettura del romanzo che è andata avanti molto lentamente; ad ogni modo, ammetto che ho voluto leggere questo libro più che altro per curiosità della rivisitazione di un romanzo di cui, ahimè, non ho buoni ricordi e devo dire che, nonostante la lentezza con cui ho proceduto nella lettura, ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Per finire ringrazio la Sperling&Kupfer per la copia che mi hanno gentilmente fornito, in cambio di un'onesta opinione. 
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

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