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sabato 25 dicembre 2021

Recensione: "Il Grande Libro dei Fantasmi di Natale"

Buongiorno, lettor*!
Oggi è il giorno di Natale e noi tutte di Coffee&Books vogliamo augurarvi di trascorrere queste feste nella maniera più serena e armoniosa possibile. I nostri migliori auguri affinché non solo il Natale, ma ogni giorno, possa essere occasione di gioia.
In questa giornata, non ci siamo fermate e abbiamo deciso di regalarvi ancora qualche recensione a tema natalizio. Oggi puntiamo, però, su qualcosa di diverso. Abbiamo letto alcuni racconti del Drago Oscar Mondadori “Il Grande Libro dei Fantasmi di Natale” e ve ne parliamo in questo post. Perché anche a Natale c’è chi ha voglia di alternative alle solite letture, e questa lo è di certo.
Si ringrazia Oscar Mondadori per la copia digitale omaggio fornita in occasione del Calendario dell’Avvento.

Il Grande Libro dei Fantasmi di Natale

Prezzo: 12,99 € (eBook) 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 732
Genere: antologia, racconti, paranormal, horror
Editore: Mondadori (collana Oscar Draghi)
Data di pubblicazione: 23 novembre 2021

Nell’epoca vittoriana era tradizione che, sotto Natale, i periodici più diffusi pubblicassero racconti di fantasmi, se non proprio dell’orrore, ben lontani dalla tranquillizzante atmosfera del "Canto di Natale" dickensiano. Erano amatissimi dai lettori che volevano unire ai brividi del freddo quelli della paura e trascorrere momenti di lettura solitaria o in famiglia accanto al caminetto. Erano scritti da autori poco sconosciuti, quando non anonimi, ma anche le grandi firme letterarie si sono cimentate nel genere: questo volume raccoglie oltre 60 storie scritte, tra gli altri, da autori del calibro di Joyce, Lovecraft, Jerome, Carroll, Barrie, Alcott, Hawthorne e tanti altri.

Natale è tante cose. È gioia, condivisione, sorrisi, magia. C’è chi a Natale ama fare l’albero e il presepe, comprare regali e leggere storie sdolcinate ambientate in luoghi da favola e che abbiano il classico lieto fine e chi, invece, ha un animo da Grinch e delle feste ama poco e niente, soprattutto non ama i classici romanzi di Natale. E se, invece delle solite letture sdolcinate, si parlasse di fantasmi? Il Grande Libro dei Fantasmi è una raccolta esponenziale di racconti di ogni tipo legati al mondo del soprannaturale. Qualche nome più famoso fa capolino (Elizabeth Gaskell, Arthur Conan Doyle, Louisa May Alcott, James Matthew Barrie, H.P. Lovecraft, James Joyce), altri sono piuttosto sconosciuti, ma non per questo meno validi. L’antologia è divisa in sezioni, ognuna introdotta con una poesia dal titolo caratteristico (Canzone delle ombre, Ballata dei fantasmi natalizi, Case infestate, Lucy un giorno andava a spasso, Ombre in ascolto, Yule Horror, Vischio) e belle e un po’ inquietanti illustrazioni in bianco e nero. È il volume ideale per chi, a Natale, ha bisogno di qualche brivido in più, per chi ama il genere gotico e le atmosfere lugubri. Anche noi di Coffee&Books abbiamo voluto ricercare qualche brivido questo Natale e abbiamo letto qualche racconto da questo splendido volume. I racconti di cui vi parlo io sono “Lo spettro d’acqua di Harrowby Hall” di John Kendrick Bangs, “La carrozza fantasma” di Amelia B. Edwards, “I tre gatti neri” di A.D. Crake. Tutti e tre a modo loro mi hanno colpito, li ho trovati scorrevoli e inquietanti al punto giusto. La raccolta è davvero immensa, ma non escludo di leggere ancora altri racconti, nei prossimi giorni, perché sono molto interessanti.

"Lo spettro d'acqua di Harrowby Hall"
di John Kendrick Bangs

Ne “Lo spettro d’acqua di Harrowby Hall”, troviamo un fantasma che infesta un’antica dimora. Ogni vigilia di Natale, allo scoccare della mezzanotte, per un’ora esatta, si mostra agli ospiti di una camera in particolare e inonda tutto di acqua, essendo lo stesso fantasma fatto d’acqua. Gli ospiti finiscono col perdere il lume della ragione e morire di terrore o di polmonite. I padroni le provano tutte per evitare al fantasma di strisciar fuori dal pavimento e allagare la stanza, rovinando ogni cosa e terrorizzando gli ospiti, ma nulla sembra funzionare, nemmeno lasciare la stanza vuota, perché quando in quella stanza non vi sono ospiti, il fantasma è costretto ad apparire al padrone di casa, ovunque lui sia. La storia si ripete per anni, persino con l’erede, che però, dopo vari tentativi, troverà alla fine un modo per liberarsi del fantasma. Ho trovato questo racconto il più piacevole tra quelli letti, anche per via di una punta di ironia che lo permea, con i padroni di Harrowby Hall che si ingegnano davvero in ogni maniera, ma non riescono mai a spuntarla. La storia mi ha anche un po’ fatto pensare a The Haunting of Bly Manor, e forse per questo l’ho particolarmente apprezzata. Non è un racconto che terrorizza così tanto, però lo si legge con voracità proprio per capire come andrà a finire e se il padrone di Harrowby Hall riuscirà mai a liberarsi davvero dello spettro d’acqua.

"La carrozza fantasma" 
di Amelia B. Edwards

Molto più inquietante è, invece, il secondo racconto che ho letto, “La carrozza fantasma”. In questa storia abbiamo un uomo che racconta un’esperienza vissuta in prima persona. Non ha testimoni, infatti nessuno gli ha mai creduto, ma lui ce la riporta perché è ancora vivida nella sua memoria ed è convinto della sua verità. Siamo nelle brughiere inglesi, a dicembre. È la stagione dei galli cedroni, ma l’uomo non ha avuto molta fortuna col suo fucile. È in arrivo una tempesta di neve e lui sembra essersi perso ormai. Inizia a vagare nella brughiera, ad avanzare mentre aumenta la tempesta, a chiamare aiuto, ma non sembra esserci anima viva nei dintorni e le forze lo stanno per abbandonare. Quando sta perdere ogni speranza, ecco che incontra un uomo con una lanterna, un anziano di poche parole che lo conduce alla casa del suo padrone. Qui l’uomo, che scopriamo chiamarsi James Murray, di professione avvocato, conosce il proprietario, un erudito che lo intrattiene e lo incanta con la sua eloquenza e la sua storia, con i suoi racconti e i suoi pensieri sui più disparati argomenti, soprattuto quando parla di superstizioni e fantasmi. Quando smette di nevicare, però, è tempo per Murray di rimettersi in cammino. La giovane moglie lo aspetta a casa, sicuramente in apprensione. Il suo gentile ospite gli consiglia un percorso per guadagnare tempo, che prevede di prendere la vecchia strada delle carrozze. E così l’avvocato si ritrova a percorrere questa strada, assolutamente deserta, fino a quando non compare una carrozza che lui crederà essere la diligenza che aspettava. Solo troppo tardi si renderà conto della stranezza delle persone presenti sulla carrozza, della loro aria inquietante e delle condizioni fatiscenti della carrozza. Troppo tardi per mettersi in salvo da ciò che gli accadrà e che lo segnerà a vita. Come vi dicevo, questo è sicuramente il racconto che più degli altri letti mi ha fatta rabbrividire. Non tanto la prima parte che è piuttosto lenta, quanto la seconda, proprio quella relativa alla carrozza. Non posso negare che comunque vi sia una buona tensione in questo racconto, come se da un momento all’altro ti aspettassi qualche colpo di scena, che poi arriva soltanto alla fine. Il padrone erudito è sicuramente un personaggio interessante, che occupa una parte importante del racconto, eppure è stata una parte che non ho trovato utile al fine della storia. Per quanto riguarda il finale, sicuramente stuzzica il lettore infondendo il seme del dubbio: sarà tutto vero o solo frutto della suggestione?

"I tre gatti neri"
 di A.D. Crake

Il terzo racconto “I tre gatti neri” ha invece a che fare con una strega. Un narratore ci racconta di un suo antenato che aveva un possedimento nella foresta di Wychwood, dove si dicesse abitasse una strega molto temuta. Circolavano molte storie strane su di lei, ma chissà cosa era vero e cosa no. L’antenato aveva sempre cercato di non attirarsi l’inimicizia della strega, ma un giorno il destino gli fece commettere un passo falso e allora la strega gli riversò addosso tutto il suo odio. L’uomo aveva due figli ed è proprio con loro che la strega se la prenderà, lanciando un incantesimo che li farà ammalare e gli procurerà ogni notte il terrore al momento di dormire, quando tre gatti neri compariranno sui loro letti per “risucchiargli via il respiro”. Anche quando i genitori resteranno con loro l’incantesimo persisterà, perché i due adulti cadranno in uno stato di torpore incontrollabile, mentre ai bambini continueranno ad apparire i gatti neri e a terrorizzarli. Alla fine, i due si rivolgeranno a un saggio esperto di “magia bianca” che darà loro un suggerimento per spezzare l’incantesimo, ma dovranno fare esattamente come lui indicherà loro o sarà tutto vano e l’incantesimo non verrà spezzato. I genitori, disperati, eseguono tutto alla lettera, salvo poi tradirsi in un piccolo dettaglio che costerà loro ogni cosa. Alla fine di questa storia il narratore ci fa notare come ogni racconto tramandato a voce per secoli si arricchisca di particolari e che alla fine la storia sarà molto diversa dalla prima versione narrata. Quanto c’è di vero in questo racconto? Quanti particolari aggiunti nel tempo? Non si sa. È comunque una storia che include elementi tipici del mondo della superstizione, come streghe, malefici, gatti neri (i gatti neri mi hanno fatto pensare a Poe) e che trovo perfetta da leggere anche ad Halloween.

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I racconti letti da Melz

"Il Capitano della Pole-Star" 
di Arthur Conan Doyle

John M’Allister Ray, tirocinante di medicina, ha un diario di bordo dove scrive tutto ciò che succede tra i ghiacci sulla “Pole Star”, la baleniera sulla quale si trova. È una storia di terrore molto breve che ci mostra un Doyle diverso, ma ugualmente perfetto, anche senza il suo Sherlock. Questo testo rientra nella produzione fantastica, assieme a cinque romanzi e altri racconti, tutti riguardanti il soprannaturale. È la piccola storia di un uomo di scienza che riporta fatti raccontati dall’equipaggio di uno strano Capitano su un’entità bianca e alta che li tiene prigionieri sull’isola. Ray, inizialmente, cercherà di dare una spiegazione razionale, tenendo il lettore col fiato sospeso. Il racconto è vero, o è tutto frutto della paura, come sostiene il dottore? Le urla sono reali, o è solo il verso di rapaci in lontananza? E chi è davvero il Capitano Craige? Doyle ci catapulta quasi in una dimensione diversa di confusione e timore, dove non si sa cosa è vero e cosa no in maniera magistrale. Ho avuto per tutto il tempo la sensazione di essere con loro nei ghiacci, circondata dagli spettri come in una visione, una di quelle che Ray crede proprie di Craige. Il finale del racconto è degno di pelle d’oca, come la scritta “tratto da una storia vera” di un film particolarmente spaventoso. La storia è un crescendo di sensazioni terribili e racchiude uno stile semplice e perfetto, solito stile di Doyle che non mi stancherò mai di elogiare.

“Il Racconto della Vecchia Balia”
di Elizabeth Geskell

Questo è un racconto di una signora, la balia dei genitori di chi sta ascoltando la storia. Rosamond rimane orfana di entrambi i genitori in tenera età, a prendersi cura di lei la sua balia, la stessa voce narrante. Le due vengono mandate da Lord Furnivall in una dimora desolata dove vivono due burbere signorine, la Furnivall e la sua domestica, in atmosfere che ricordano molto quelle di Cime Tempestose. Ed è proprio quest’ultima la parola chiave, perché è in notti tempestose che viene a galla qualcosa di oscuro. Addirittura la piccola Rosamond scompare, attratta dal pianto di una bambina disperata, forse un fantasma che la porta da qualcuno, una donna, che vuole cullarla. Ma chi è questa donna? E quella bambina? La scrittura trascina nella storia, l’ansia è palpabile sia nelle parole della balia che nelle sensazioni di chi legge (io, in questo caso). È stato come veder scomparire qualcuno a cui io stavo badando, in un impeto di terrore. Non avevo ancora letto nulla della Geskell e ne sono rimasta affascinata. Da grande amante di storie di fantasmi e atmosfere gotiche questo racconto che si legge davvero in un attimo non poteva non piacermi. Il tutto poi sembra nascondere una critica alla società in maniera più o meno sottile tra abusi e maltrattamenti. E quindi cos’è, alla fine, che fa più paura, i fantasmi o le persone reali? Io punto tutto sulla seconda ipotesi, ora come allora.

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I racconti letti da Giulia

"L’Espresso delle 16.15"
di Amelia B. Edwards

William Langford, ci racconta un fatto accaduto ben 10 anni fa, a cui ancora lui pensa e ripensa perché proprio non è riuscito a capire cosa sia successo quel 4 dicembre, in uno scompartimento esclusivo, nell’espresso diretto a Clayborough.
Era una giornata nebbiosa e calda, e Langford, tornato da un lunghissimo viaggio di lavoro, era stato invitato da un amico di vecchia data, Jonathan Jelf, a passare il Natale con lui.
Ma chi si sarebbe mai aspettato che, nel suo stesso vagone, potesse sedersi l’avvocato Dwerrihouse, nonché cugino della moglie di Jelf.
È un racconto con sfumature di giallo, all’improvviso Langford si ritrova nel bel mezzo di un’investigazione.
Mi è piaciuto molto il modo di raccontare l’intera storia, perché è come se dovessi risolverlo io quello strano caso, e il modo in cui si viene a scoprire la parziale verità è strabiliante, la scrittrice fino all’ultimo fa in modo che tu non capisca chi dica la verità, e come la metteresti se tutti stessero dicendo la verità ma le versioni non combaciano?
Questo è proprio il mistero della storia che però mio malgrado è rimasto irrisolto.

"La casa scomparsa"
di Bernard Capes

Atmosfera tetra, un uomo panciuto ed enorme che racconta una storia di fantasmi.
Jack e quasi tutta la gente del villaggio si erano riuniti per Natale al Good Intent.
In una notte tempestosa come quella, il banjo, si mise a raccontare la storia di suo nonno, e quando nelle campagne del Sud ovest, insieme ad altri compagni di viaggio, si ubriacò e per non diventare spuntino di Natale per i corvi si misero a suonare Kate of Aberdare; ma proprio in quella notte in cui temevano di morire accadde una cosa strana, che dico strana quasi spaventosa, dal nulla comparve una casa.
Un racconto molto breve ma carino, perfetto da leggere la notte della vigilia di Natale.
Molto scorrevole e piacevole.

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A presto!
xoxo

Fonte immagini: Google immagini

giovedì 23 dicembre 2021

Recensione: "La notte prima di Natale e altri racconti" (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*!
Ormai manca davvero poco al Natale! Cosa c'è di meglio che concedersi una bella lettura come quella fatta dalla nostra Eleonora per entrare ancora di più nello spirito natalizio? "La notte prima di Natale e altri racconti" è un'antologia meravigliosa, edita Elliot edizioni. Vi lascio alla recensione di Eleonora per scoprirla ;) A presto!

La notte prima di Natale e altri racconti

Prezzo: 12,50 €
Pagine: 128
Genere: antologia, racconti
Editore: Elliot
Data di pubblicazione: 2 dicembre 2021

Nella toccante storia di Lucy Maud Montgomery si racconta di Theodora, bambina orfana che sacrifica il suo unico ricordo di famiglia per donarlo ai cugini e salvare il loro Natale; di regali ci parla anche Harriet Beecher Stowe, soffermandosi sull’importanza della scelta del dono adatto, pensato per il destinatario. William Dean Howells ci racconta cosa accadde durante una vigilia molto particolare, mentre Mary E. Wilkins Freeman ci narra di un Natale “rubato”. E ancora Louisa May Alcott, con la sua magica favola dei sei spiriti delle campane, che ogni anno durante le feste si radunano per valutare come sta procedendo il mondo. Queste e altre storie in un’antologia che raccoglie i più bei racconti natalizi della letteratura creati da autori classici e da scrittori meno conosciuti in Italia.

In questo periodo noi tutti ormai siamo abituati ad essere bombardati da tutte le parti da film natalizi, tormentoni alla Maria Carey e messaggi di pace, amore e serenità che però ahimè mal si incastrano con il caos e la frenesia che ci accompagnano ogni giorno. Da appassionata del Natale, appena comincio a vedere lucine natalizie nelle vetrine dei negozi e repliche delle repliche di classici e non di questo periodo, mi trasformo sempre in un aspirante piccolo elfo di Babbo Natale che saltella di qua e di là decantando le meraviglie del Natale, eppure quest’anno mi sembrava che mancasse un po’ della magia tipica natalizia.  Quando è stato il momento di scegliere la lettura a tema da recensire per Coffee&Books un giretto in libreria e una esposizione capitata a fagiolo mi ha fatto arrivare tra le mani La Notte prima di Natale e Altri Racconti di Elliot Edizioni. Sarà stata la copertina rosso natale? O forse il dispiegamento della combinazione albero, ballerina e Schiaccianoci mi ha chiamato? Non so, fatto sta che ho trovato da leggere proprio quello di cui avevo bisogno.

Questo libro, come si può facilmente intuire dal titolo, raccoglie una serie di racconti di autori classici e alcuni meno conosciuti in Italia, tra cui ad esempio Lucy Maud Montgomery e Louisa May Alcott, tutti ambientati nei giorni che precedono il 25 Dicembre e tutti che si rifanno al più classico e al più autentico spirito natalizio. Quello che troverete infatti in questo libriccino è un miscuglio di situazioni, dalle più normali a quelle più fantastiche, ma ognuna di esse potrebbe essere considerata un memento verso ciò che il Natale dovrebbe rappresentare.

Il primo racconto che apre il libro è emblematico della tipica follia dell’acquisto dei regali che pervade molte famiglie e persone nei giorni finali prima della “cerimonia di apertura”. I protagonisti infatti sono una coppia di genitori che esausti e sfiniti dopo la maratona per i negozi si ritrovano a dover impacchettare tutto il malloppo per i loro figli, rigorosamente di nascosto, per mantenere la finzione di Babbo Natale, e disperati per la mole di lavoro e per il fatto di essere costantemente interrotti dall’arrivo di amici con doni per loro progettano di rispedire tutto al mittente o di limitare il Natale solo ai bambini più piccini; vi suona familiare per caso? A chi non è capitato di fare questi pensieri, soprattutto quando arrivano regali indesiderati o ci si ritrova il 24 a dover ancora comprare le ultime cose per il figlio del fratello di tal parente e a dover ancora impacchettare tutti i regali? Consolatevi è ormai anche questa una tradizione natalizia.

Un altro pezzo che troverete in questa raccolta invece fa riflettere sul modo in cui a volte vengono fatti i regali di Natale e su quello che invece dovrebbero rappresentare. Con un dialogo tra zia e nipote (già grandicella) infatti ci viene ricordato che spesso è più significativo un dono fatto con intenzione e pensato per chi lo riceve piuttosto che la solita cianfrusaglia, magari pure dispendiosa, che una volta scartata verrà appoggiata su uno scaffale e dimenticata; e ricorda anche che a volte fare un regalo è addirittura più gratificante che riceverlo.

Una storia che mi ha particolarmente commossa è quella di Stephen Leacock, ambientata credo nel periodo immediatamente successivo alla prima guerra mondiale, e ci presenta un Babbo Natale ben diverso da quello a cui siamo abituati, noi e il protagonista della storia, un Babbo provato dalla guerra, che si porta dietro traumi e insicurezze ad essa legate, ma soprattutto disperato per i bambini che non è riuscito a raggiungere negli anni del conflitto e profondamente bisognoso di donare qualche regalo e di tornare ad avere la sua tipica gaiezza nel regalare gioia ai piccoli. Provato e impaurito il Babbo di Leacock viene accolto nella casa di un uomo in cui è presente anche Padre Tempo, è grazie a quest’ultimo infatti che il poveretto viene fatto accomodare e in qualche modo viene fatto mettere a suo agio. Sarà compito del protagonista però aiutare Babbo Natale a ritrovare la serenità e a far rivivere e tramandare lo spirito e la speranza del Natale.

Insomma i raccontini che troverete in questo piccolo libro sono brevi ma ricchi di significato, è una lettura perfetta per chi è alla ricerca di un po’ di spirito natalizio e per coloro che guardano i classici di Natale pensando: “Che bello se fosse davvero così…”

Ad una lettura così ricca, dolce e che scalda il cuore (con lo Schiaccianoci in copertina) non posso che dare 5 tazzine.

Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

mercoledì 15 dicembre 2021

Discovery tour: "Storytelling Chronicles in Christmas" di AA. VV.

Buongiorno lettori e lettrici caffeinomani! ^^
Oggi partecipo al Discovery tour di un libro molto speciale, una raccolta di racconti natalizi, il cui ricavato andrà in beneficienza alla Cooperativa Sociale di Solidarietà La Quercia. Si tratta di dodici racconti, per l’esattezza, tutti molto carini e perfetti da scoprire in questo periodo, in cui ogni storia sul Natale sembra avvicinarci sempre di più al tanto atteso giorno. I due racconti di cui vi parlerò io sono “La memoria degli oggetti” di Daniele Galati e “Promessa di Natale” di Anne Louise Rachelle.
Ringrazio Tania Sarnà per aver organizzato l’iniziativa e avermi coinvolta.

Storytelling Chronicles in Christmas
di AA. VV.

Prezzo: 2,99 € (eBook) 10,90 € (cartaceo)
Pagine: 185
Genere: racconti, antologie
Link: Amazon
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 6 dicembre 2021

Dodici autori talentuosi, dodici storie originali, dodici sfumature del Natale, uno scopo comune: fare del bene. Così nasce Storytelling Chronicles in Christmas, un’antologia ricca di emozioni, ma anche di suspense e magia. Ogni racconto porta con sé la creatività di un autore, ma soprattutto il suo immaginario natalizio, mettendo nero su bianco tutte le nuances del periodo di festa più bello dell’anno. Dunque, non solo lucine, decorazioni e regali; in questa raccolta potrete trovare dolci o controverse relazioni famigliari, sogni da realizzare, promesse da fare, un Grinch e un Babbo Natale, un salto nel 1800, qualche tocco di soprannaturale, incontri inaspettati, tutti argomenti che hanno un unico comune denominatore: l’Amore, perché è la forza che move il sole e l'altre stelle, per usare le parole del Sommo Poeta. Ed è proprio l’Amore che ci ha spinti a collaborare, infatti, i proventi della vendita saranno interamente devoluti alla Cooperativa Sociale di Solidarietà La Quercia, con il fine di donare un sorriso in più grazie alla magia del Natale. Ora tocca a voi, cari lettori, curiosi di aprire questo scrigno di emozioni?

Il Natale è senza dubbio quell’occasione imprescindibile in cui ognuno ama stare accanto ai propri cari. Il clima di gioia che si respira a Natale riempie i cuori e fa stare bene e più di ogni altra cosa si vuol scambiare sorrisi e regali in famiglia. In "La memoria degli oggetti", Clarice non può dire esattamente lo stesso, che durante le festività preferisce lavorare alla tavola calda piuttosto che essere in qualunque altro posto, sopratutto con la madre con la quale ha litigato. Le manca la nonna, la parte di famiglia più importante per lei, e forse proprio per questo non riesce a godersi il Natale come vorrebbe. Eppure, pare che dalla sua morte qualcosa sia cambiato in lei, la nonna le ha lasciato qualcosa in eredità, un dono - o forse una maledizione? - che talvolta vorrebbe non avere. A Clarice, infatti, basta toccare qualcosa o qualcuno per avere delle visioni, ricordi del passato, momenti dimenticati o ancorati nel profondo, attimi che hanno del significato da scoprire. Un giorno si presenta alla tavola calda un uomo misterioso che sembra conoscere Clarice, ma, toccandolo, la ragazza non vede nulla, solo vuoto e buio profondo. Chi è quell’uomo e cosa vuole da lei? Come fa a conoscerla? Clarice dovrà fidarsi dello sconosciuto se vorrà avere delle risposte e ciò che scoprirà alla fine la lascerà commossa ma finalmente consapevole.

Questa breve storia insegna non solo che a Natale tutto è possibile, ma anche che non è mai tardi per perdonare, per ritrovarsi con qualcuno che amiamo, perché il tempo è fugace, la vita è breve e dall’oggi al domani potremmo dover dire addio a chi abbiamo accanto senza aver goduto della loro vicinanza. Clarice dovrà vivere un’esperienza surreale e quasi onirica per comprenderlo, per capire che, più di qualsiasi altra cosa, anche un semplice abbraccio o una parola sono importanti.

Il secondo racconto, "Promessa di Natale", è narrato da due pov differenti, un lui e una lei. Lei è una ragazza un po’ strana che, di tanto in tanto, si ritrova a vagare in mezzo alla foresta, a salutare alberi e amici animali. In paese le hanno già affibbiato delle etichette, come se essere diversa significhi necessariamente essere “strega”, ma a lei non sembra importare. E poi, chissà, magari in fondo hanno ragione. Sulle spalle ha un peso enorme, un uomo che ha salvato da una trappola dei bracconieri e che adesso trasporta, ferito, verso una baita non molto lontano. Lui non ha le idee ben chiare al suo risveglio, ricorda della trappola e poi di qualcuno che l’ha liberato e portato fin lì, nella sua baita. Ma chi è la dolce ragazza con gli occhi da cerbiatta che si è presa cura di lui? Un nome un po’ troppo “pagano” la contraddistingue, ma è una giovane sorprendente, gli ha salvato la vita e, anche se è un po’ strana, lui ne è affascinato. I due sono costretti a passare ancora del tempo insieme alla baita, a causa di una terribile tempesta, e sarà l’occasione giusta per conoscersi meglio e concedersi anche una semplice promessa di Natale, una promessa che pare voluta dal destino che li ha fatti incontrare. Nella solitudine dei loro cuori, lui con i suoi tormenti e le sue colpe da espiare, lei con uno scopo da raggiungere, riusciranno a trovarsi e a dar vita a quella promessa.

Anche questo racconto l’ho trovato davvero delizioso, nonostante intorno ai due protagonisti ruoti un alone di mistero, pian piano riusciamo a scoprire dei dettagli e a farci incantare da loro. Vivranno insieme un po’ della magia del Natale che forse non hanno mai potuto condividere con altri, tirando fuori dalla soffitta addobbi e decorazioni e provando un pizzico di quella rara felicità che talvolta non è dato provare. Il Natale è anche questo, è condivisione, festa, gioia. Chiunque tu sia, qualunque cosa tu abbia nel cuore, non sarai mai veramente solo se lascerai entrare nel tuo cuore un po’ d’amore.

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Queste sono soltanto due delle storie di questa splendida raccolta, che vi ricordo devolverà tutti i proventi in beneficienza, perciò non esitate e correte ad acquistarla. Un piccolo gesto come questo significa tanto, soprattutto a Natale. Ecco qualche informazione sull'ente benefico in questione.

La Cooperativa Sociale di Solidarietà La Quercia opera da trent’anni sul territorio mantovano. Si è infatti costituita a Roverbella MN il 7 Dicembre 1988 con la finalità di offrire interventi e risposte ai bisogni di persone disabili adulte, attraverso l’organizzazione di servizi e progetti socio educativi, assistenziali, riabilitativi, prelavorativi e ludico ricreativi.
La Cooperativa nasce da una forte spinta del volontariato locale che ha saputo organizzarsi, in un primo momento, in Associazione di Volontariato (marzo 1988) e successivamente, costituendosi in Cooperativa di Solidarietà Sociale.
La Cooperativa è un’Impresa Sociale il cui scopo non è il profitto, ma la realizzazione di un benessere collettivo quale la Promozione Umana e l’integrazione sociale delle persone con disabilità, attraverso l’organizzazione di uomini e mezzi, di esperienza e capacità che permettano di realizzare questo disegno di impegno sociale.
Inoltre, La Cooperativa vuole essere un agente di sviluppo attivo nel proprio territorio di riferimento, una risorsa che si apre alla Comunità, favorendo e promuovendo progetti di inclusione e coesione sociale, offrendo luoghi e servizi che rispondano ai bisogni e ai progetti espressi dalla comunità, capitalizzando l’esperienza maturata nell’ambito dei servizi alle persone disabili. L’intento è quello di aumentare la competenza, sia sociale che economica, per fare scelte e proposte sostenibili, etiche, di qualità sia nei servizi che nelle relazioni economiche agite.
I valori a cui fa costantemente riferimento nell’agire quotidiano sono:
COOPERARE: sentirsi parte e non contro parte; modalità di lavorare insieme, tra persone e organizzazioni, per raggiungere il Bene Comune.
I CARE: sentirsi cittadini attivi, solidali, partecipi e co-responsabili nella costruzione di un Mondo Migliore.
DINAMISMO: è la forza creativa che dà continuità e permette di collegare costantemente le radici della nostra storia al futuro di un’utopia possibile.
COMUNITA’ EDUCANTE: composta da Uomini e Donne capaci di lasciarsi interrogare
costantemente dai valori del cooperare e di essere testimoni nella comunità di una visione nuova della Vita, che sappia attrarre e contagiare le giovani generazioni.
GRATUITA’: dono come disponibilità a fare il primo passo nella relazione; atteggiamento distaccato da un immediato tornaconto personale; servizio, scambio e reciprocità.
ECONOMIA SOLIDALE: subordinare il nostro fare ed essere impresa ad una finalità solidaristica e non lucrativa.
Attualmente la Cooperativa gestisce i seguenti servizi:
• il Centro Diurno Integrato per Disabili “Spazio Aperto” (CDD) accreditato dalla Regione Lombardia per accogliere 30 persone con disabilità gravi e/o gravissime;
• il Centro Socio Educativo “Leonardo” (CSE) è un servizio diurno che accoglie persone con disabilità di medio e/o lieve grado;
• il Centro Socio Educativo (CSE) “2puntozero” è un servizio diurno che accoglie persone con disabilità di media e/o lieve grado in età compresa fra i 16 e i 35 anni.
• la Comunità Alloggio Socio Sanitaria “Don Paolo Bazzotti” (CSS) è un servizio residenziale che ospita 7 persone con disabilità prive di un nucleo familiare di supporto;
• il Servizio Educativo “Oikòs” opera in tre ambiti: disabilità, minori e tutela minori. Inoltre, La Quercia è accreditata per svolgere un servizio educativo domiciliare che si attiva su richiesta del cittadino utente o del Comune di residenza.
• il Servizio di Formazione all’Autonomia SFA “Per me” è un servizio sociale territoriale riconosciuto dalla Regione Lombardia rivolto a persone affette da disabilità lieve-lievissima che per le loro caratteristiche non necessitano di servizi ad alta protezione, ma di interventi a supporto e sviluppo di abilità utili a creare consapevolezza, autodeterminazione, autostima e maggiori autonomie spendibili per il proprio futuro sia in ambito familiare che sociale e professionale;
• residenzialità protetta rivolta a persone disabili con discrete autonomie e caratteristiche tali da rendere possibile, grazie a un minimo supporto educativo, la convivenza in un appartamento con altre persone aventi caratteristiche simili. Ad oggi offriamo tre tipologie di protezione: bassa, media e alta.

Potete anche seguirli sui social o andare a conoscere il loro sito web. Di seguito il loro contatti:

Pagina Facebook: Cooperativa Sociale La Quercia onlus
Profilo Instagram: @cooperativa_la_quercia
Qui trovate anche il loro website: https://cooplaquercia.it/

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Qui di seguito il banner con i nomi dei blog che partecipano all'iniziativa. Passate da loro per conoscere gli altri racconti presenti nell'antologia ;)


A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest
Grafica e banner: Tania Sarnà

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