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domenica 24 dicembre 2023

Recensione: "In treno con l'assassino" di Alexandra Benedict (a cura di Melz)

Buongiorno e buona vigilia, lettor*!^^
Oggi arriva per voi un'altra fantastica recensione a tema Natale, ma cambiamo genere perché quello che ha letto la nostra Melz è un giallo in piena regola, sulla riga di Agatha Christie. Si tratta di In treno con l'assassino, uno dei libri più regalati, secondo Amazon, in questo periodo festivo. Volete saperne di più? Leggete la recensione e scoprite se fa al caso vostro ;)
Buon Natale da parte di tutto lo staff di Coffee&Books <3 A presto!

In treno con l'assassino
di Alexandra Benedict

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 322
Genere: thriller
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

È la vigilia di Natale, e un treno diretto da Londra alle Highlands, tra le impervie montagne scozzesi dal paesaggio mozzafiato, deraglia all'improvviso poco dopo Edimburgo, rovinando i piani per le feste delle persone a bordo. Con il convoglio bloccato da una terribile tempesta di neve nel bel mezzo del nulla, un assassino si aggira indisturbato per le carrozze: il mattino seguente uno dei passeggeri viene ritrovato senza vita. A bordo c'è la detective in pensione Roz Parker: è in viaggio per andare a trovare sua figlia che sta per partorire, ma non può resistere alla tentazione di condurre un'ultima indagine. Certo, il caso si presenta decisamente complesso da risolvere, persino per l'investigatore più esperto. Mentre le accuse reciproche iniziano a essere sempre più difficili da gestire, tra i sopravvissuti si formano alleanze inaspettate. Riuscirà Roz a trovare il colpevole prima del prossimo omicidio?

Ci tenevo, prima di iniziare questa recensione, a ringraziare Franci per avermi regalato questo libro e ad augurare a tutti voi delle splendide vacanze.

Avevo già letto lo scorso anno il thriller d’esordio della stessa autrice - A cena con l’assassino - e mi era piaciuto molto, mi aveva ricordato le atmosfere dei romanzi di Agatha Christie e il film che ho amato, Cena con delitto. Ma se la scorsa volta si trattava di un romanzo familiare, questa volta i protagonisti sono apparentemente scollegati da loro, accomunati da un’unica variabile: un viaggio in treno. Vi ricorda qualcosa? In treno con l’assassino è un chiaro omaggio ad Assassinio sull’Orient Express e ci riesce molto bene.

A differenza dello scorso romanzo, in questo caso non abbiamo un unico punto di vista, ma più di uno, per immergerci nella vita degli sconosciuti che si ritrovano a percorrere la tratta notturna. Abbiamo Roz, che ha deciso di abbandonare la carriera di investigatrice, nonostante non sia in età da pensione, che si ritroverà a indagare sull’omicidio. Poi c’è Meg, una influencer in viaggio col suo ragazzo, quattro giovani appassionati di quiz, una esuberante famiglia, una mamma in viaggio con suo figlio e il loro gatto, il procuratore della Corona e un misterioso imbucato senza biglietto.

Il romanzo si apre con la scena clou dell’assassinio per poi ripercorrere la vicenda dall’inizio del viaggio, sfogliando piano le vite dei protagonisti non così slegate come si credeva inizialmente.

Questo libro è coinvolgente, è quasi impossibile smettere di leggere una volta preso in mano. Ma non è solo per il mistero, anzi... non è quella la parte più centrale. Si esplorano temi fondamentali come la relazione tossica, la gravidanza e altro che non sto qui a spoilerare. Si entra nell’universo dei protagonisti e ci si appassiona alla loro vita, soprattutto quella di Roz, fin dalle prime pagine.

La scrittura di Alexandra è molto semplice. Non ci sono fronzoli, anche perché nei suoi romanzi c’è sempre molto da dire per perdersi in descrizioni inutili, ma devo dire che dal primo romanzo ho trovato un netto miglioramento. Mi ero lamentata di inutili dettagli che qui non sono presenti. Un altro problema che avevo riscontrato, che non dipende dall’autrice, furono dei refusi di traduzione, ma anche qui il lavoro che è stato fatto è nettamente migliore.

Ho amato la delicatezza con cui sono stati affrontati i vari argomenti e l’ansia che ho provato durante l’indagine. Sono davvero pochi i libri che sono riusciti a farmi questo effetto tra cui proprio Assassinio sull’Orient Express e Dieci Piccoli Indiani.

Consiglio questo romanzo agli appassionati di Agatha Christie, agli appassionati di misteri e true crime e, ovviamente, a chi è piaciuto A Cena con l’assassino. Ora vado perché mi aspetta un viaggio in treno fino in Calabria e che dire? Speriamo nessun assassino all’orizzonte :P
Buon Natale, Melz


Photo credit: @mindofmelz_

lunedì 18 dicembre 2023

Recensione: "I due volti di gennaio" di Patrisha Highsmith (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor*! ^^
Questa nuova settimana inizia con la recensione di I due volti di gennaio, di Patrisha Highsmith, autrice di Il talento di Mr Ripley. Lo ha letto la nostra Ms Rosewater, scoprite cosa ne pensa e lasciateci un commento, se vi va ;)

I due volti di gennaio
di Patricia Highsmith

Prezzo: 7,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 360
Genere: thriller
Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 29 aprile 2021
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Grecia, Atene, primi anni sessanta. Rydal Keener, un ragazzo in fuga dai fantasmi del passato e in cerca di avventure, ammazza il tempo in un albergo facendo la guida e spennando con moderazione i turisti che accompagna. Un pomeriggio si imbatte in Chester MacFarland, truffatore quarantenne americano, che trascina il corpo di un uomo lungo il corridoio dell’hotel: forse perché Chester gli ricorda il padre, Rydal si offre di aiutarlo. Quando poi conosce Colette, la giovane moglie di Chester, bella e inquieta, Rydal ne rimane incantato e i loro destini si intrecciano fatalmente. In un crescendo di seduzione, nessuno dei tre ha più il controllo dei propri istinti, e nel momento in cui Chester si rende conto che la moglie sta per cedere al fascino del giovane amico, prepara una terribile vendetta nel labirinto del palazzo di Cnosso.

Patricia Highsmith viaggiò molto in Europa, dove si trasferì stabilmente a partire dal 1963 e, come molti autori americani (ricordo tra tutti John Cheever), trasse ispirazione dai luoghi che visitava, specialmente dai paesi mediterranei, così diversi dalle città d'oltreoceano. Dieci anni dopo Il talento di Mr Ripley, diabolico gran tour dell'Italia, arrivò I due volti di gennaio, un duello di nervi ambientato in una delle mete più affascinanti del vecchio continente, la Grecia.

Tra Atene e Creta, i due protagonisti - l’abile imbroglione in fuga da un’inchiesta finanziaria in America, Chester McFarland, e il giovane di buona famiglia volontariamente esiliato dalla madre patria, Rydal Keneer - si affrontano in una sfida fatta di minacce, tentativi di omicidio e ricatti ma anche di false confessioni e inaspettata pietà.

Sin dall'inizio il rapporto tra i due uomini si basa su un sostegno e una complicità che superano la legge: Rydal aiuta il compatriota McFarland a nascondere un cadavere (il suo primo cadavere) e a procurare nuovi documenti per lui e la moglie Colette. I coniugi hanno le sembianze di due persone che in passato hanno tradito Rydal (il padre e la cugina Agnes) causandogli un trauma non ancora superato, e il giovane si lega a loro come riflessi del suo passato, comportandosi di conseguenza. Costretti ad abbandonare Atene, i McFarland si recano a Creta, dove l'antagonismo dei due uomini esploderà definitivamente dando inizio al vero duello tra Rydal e l'immagine di suo padre incarnata in un uomo esattamente agli antipodi del genitore, abituato alla truffa, terrorizzato dalla povertà e tenace nel suo tentativo di restare libero a ogni costo.

Mentre Il Talento di Mr Ripley è un lunghissimo piano sequenza visto con gli occhi del protagonista, in cui ossessioni e pensieri ricorrenti si accumulano dando forma a una mente paranoica (come minimo), la presenza di due personaggi principali obbliga la Highsmith ad adottare il punto di vista esterno, arretrato, seguendo entrambi prima simultaneamente e poi separatamente; al contrario di Tom Ripley, poi, Rydal Keener è consapevole che la sua attrazione per Colette e il contrasto con Chester sono dovuti al tentativo di riparare e superare lo shock subìto anni prima, mantiene i piedi per terra, senza scivolare in spirali di paranoia e follia.

L'autrice accentua deliberatamente l'elemento psicologico e fa del rapporto padre-figlio il vero fulcro della vicenda, che si svolge in luoghi iconici per il turista e il viaggiatore americani, come il Palazzo di Cnosso, testimone della leggenda di un padre che condanna il figlio alla prigionia e alla segregazione a causa della sua mostruosità e di ciò che essa rappresenta. Tutto il resto sono solo mezzi per portare avanti lo scontro tra i due. Rydal e Chester si colpiscono duramente, eppure non hanno mai il coraggio di andare fino in fondo, di tradire completamente l’altro, raccontano alla polizia verità mai totalmente vere, si denunciano e coprono più volte, fino all'epilogo.

Non manca lo sguardo acido che l’autrice riserva agli americani, attratti dalla bellezza dei paesi del sud Europa e convinti di poter fare qualsiasi cosa col loro denaro, che gli abitanti del posto siano tutti fannulloni e piccoli criminali facili da comprare con pochi dollari, per poi venire puntualmente smentiti.

Un romanzo ricco di sfumature che riesce a coniugare il consueto cinismo dell'autrice con azioni e stati d'animo inconsueti e talvolta imprevedibili.
Ms Rosewater


Photo credit: @lisapavesi

venerdì 15 dicembre 2023

Evento "Un Natale di libri": intervista a Luca Scopitteri, autore di "Gioca con me"

Buongiorno, lettor*! ^^
Se in questi giorni mi avete seguita su Instagram, saprete che ho preso parte a un fantastico evento, organizzato da Ultime dai libri: Un Natale di libri. Si è parlato di cinque libri di genere diverso, li abbiamo conosciuti tramite le presentazioni e le recensioni di tantissime blogger e come ultima tappa conosceremo meglio gli autori e le autrici di ognuno grazie a delle piccole interviste. L'autore che ho intervistato io è Luca Scopitteri. Vi ho parlato del suo romanzo, il thriller soprannaturale Gioca con me, giusto qualche giorno fa. Adesso scopriamo qualcosa di più su di lui e il suo lavoro. 

INTERVISTA

1. Ciao Luca, è un piacere averti sul mio blog! Grazie di essere qui :) Comincio subito col chiederti: cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo di genere thriller?

Grazie a te e un saluto a tutti i lettori del tuo blog. Credo sia una forma di rivincita... quando ero piccolo avevo paura di molte cose, immaginarie o meno. Crescendo, non solo ho razionalizzato le origini di quelle paure, ma ora ne vado quasi alla ricerca, una sorta di sfida. Scriverne è una conseguenza, la possibilità di essere io l’artefice di quei mondi e dettarne le regole.

2. Quando hai capito che volevi fare lo scrittore?

È stato un crescendo. Quando ho pubblicato il mio primo romanzo in self publishing non ero per nulla soddisfatto del risultato. Così, ho iniziato a seguire corsi di scrittura, ho letto moltissimo e mi sono esercitato ancora di più. Questo mi ha spronato a un continuo miglioramento, una sorta di corsa verso un “me stesso migliore” sempre avanti di almeno un passo. Scrivere è fatica, impegno, costanza; andare avanti con queste premesse, vuol dire che è una cosa che senti dentro, una necessità.

3. C'è qualche autore o autrice a cui ti ispiri o di cui ammiri molto le opere?

Mi dispiace di non essere particolarmente originale, ma devo dire Stephen King. Leggo moltissimo, e di tanti generi letterari. Avrei un elenco di almeno due pagine di scrittori che mi lasciano con la pelle d’oca. Tuttavia, ritengo che King sia inarrivabile. 

4. Hai già in mente delle idee per dei futuri romanzi? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, ho un libro pronto che necessita di una revisione generale e poi la palla passa alla editor. Si tratta dell’indagine di un giornalista che cerca di mettere in relazione politica, un movimento religioso, e alcuni omicidi seriali. Per scriverlo mi sono documentato moltissimo. Come per Gioca con me, anche in questo caso il confine tra ciò che crediamo reale e quello che risulta immaginazione, è abbastanza sottile.

5. Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere dei thriller che funzionino davvero?

Secondo me bisogna essere dei buoni conoscitori della paura. Questa emozione dev’essere una compagna di viaggio, non una nemica da sconfiggere... anche perché non sarebbe possibile riuscirci. Bisogna ascoltare, soffermarsi sulle emozioni umane, sui loro lati oscuri e quelli pubblici. Inoltre, è importante conoscere le dinamiche della suspense, e studiare e leggere autori affermati è un grande aiuto.

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LUCA SCOPITTERI

Nato a Novara nel 1977. Appassionato di mistero, descrive nei suoi romanzi mondi nei quali l’atmosfera soprannaturale e onirica si incontra e si scontra con la realtà. Frequenta il corso di scrittura creativa “Raul Montanari” e nel 2017 pubblica il suo romanzo d’esordio Il creatore di sogni. Nel 2020 vince il primo premio nel “Concorso Letterario Lago Gerundo” con il racconto Gioca con me. Lo stesso anno esce il suo secondo romanzo, Il creatore di ombre, finalista al “Premio Letterario Città di Latina” e al “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti” di Seravezza, oltre che menzione d’onore al “Premio Residenze Gregoriane” di Roma e “Irdidestinazionearte” di Firenze.
A luglio del 2023 pubblica “Gioca con me”, romanzo thriller soprannaturale edito da Morellini Editore.
Nel 2023 è nei quattrocento finalisti del torneo “Io Scrittore”.

Instagram: https://www.instagram.com/lucascopitteri/
Facebook: https://www.facebook.com/luca.scopitteri.autore

GIOCA CON ME

«L’essere osservava incuriosito quella scena. Un ragazzo morente ai suoi piedi, un altro accanto che presto l’avrebbe seguito. [...] Nonostante tutto le venne da sorridere: per la prima volta due prede l’avevano divertita.»

Durante una gita tra le montagne della Val d’Ossola, una ragazza scompare. I carabinieri seguono la pista di un rapimento, mentre il fidanzato, Guido, è convinto che la sparizione di Francesca sia opera di un essere soprannaturale che infesta i boschi.

Insieme all’amico Stefano, Guido inizia la ricerca della fidanzata per conto proprio, mentre misteriosi eventi sconvolgono la sua quotidianità. Più la convinzione del soprannaturale si radica in lui, più Stefano ritiene che l’amico sia vittima di un raggiro. L’arrivo di un uomo dal passato oscuro, Mario Spani, getta altre ombre su una storia forse iniziata negli anni Sessanta all’ospedale psichiatrico di Novara. Il rapporto tra i due amici diventa sempre più conflittuale e si radicalizza in opposte convinzioni che li fa allontanare.

Chi ha rapito Francesca? Perché strani incubi tormentano Guido e Stefano? C’è davvero un essere demoniaco che si aggira nei boschi?

Acquista Gioca con me: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

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Spero abbiate trovato interessante questa intervista. Vi consiglio di recuperare Gioca con me e di tenere d'occhio l'autore ;) A presto!

martedì 12 dicembre 2023

Recensione: "Gioca con me" di Luca Scopitteri

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di un libro abbastanza lontano dalla mia comfort-zone, ma davvero intrigante. Quando ho avuto la possibilità di scegliere tra cinque libri in occasione dell’evento Un Natale di libri, organizzato da Ultime dai libri, lui è stato il primo ad attirarmi. Si tratta di Gioca con me, di Luca Scopitteri, un romanzo thriller, ma con forti connotazioni paranormali.
Ringrazio l'autore per la copia in omaggio e Ultime dai libri per avermi coinvolta in questo evento.

Gioca con me
di Luca Scopitteri

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 272
Genere: thriller, paranormal
Editore: Morellini
Data di pubblicazione: 28 luglio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Durante una gita tra le montagne della Val d’Ossola, una ragazza scompare. I carabinieri seguono la pista di un rapimento, mentre il fidanzato, Guido, è convinto che la sparizione di Francesca sia opera di un essere soprannaturale che infesta i boschi. Insieme all’amico Stefano, Guido inizia la ricerca della fidanzata per conto proprio, mentre misteriosi eventi sconvolgono la sua quotidianità. Più la convinzione del soprannaturale si radica in lui, più Stefano ritiene che l’amico sia vittima di un raggiro. L’arrivo di un uomo dal passato oscuro, Mario Spani, getta altre ombre su una storia forse iniziata negli anni Sessanta all’ospedale psichiatrico di Novara. Il rapporto tra i due amici diventa sempre più conflittuale e si radicalizza in opposte convinzioni che li fa allontanare. Chi ha rapito Francesca? Perché strani incubi tormentano Guido e Stefano? C’è davvero un essere demoniaco che si aggira nei boschi?

Atmosfere inquietanti ed eventi senza logica spiegazione sono al centro del romanzo Gioca con me, di Luca Scopitteri. Tutto ha inizio in montagna, in Val D’Ossola, luogo in cui Guido e la sua compagna Francesca decidono di trascorrere la giornata e fare un pic-nic. È l’occasione ideale per riavvicinarsi, dopo un periodo un po’ critico tra i due. La gita in montagna però si trasforma in un evento drammatico. Prima i due fanno un incontro con una bambina che si aggira da sola per i boschi e dopo hanno un incidente con la macchina. Da questo incidente Guido si risveglierà in ospedale qualche giorno dopo e Francesca risulterà scomparsa. Ma cosa è successo esattamente su quella montagna? Quello che sospetta Guido, e che piano piano riesce a ricostruire nei suoi ricordi offuscati, è che la bambina sia uno spirito, un fantasma; che abbia causato lei l’incidente e rapito la sua fidanzata. Ma tutto questo, ovviamente, non può dirlo ai carabinieri, a un avvocato o a chiunque sembri interessato al caso, lo prenderebbero per matto. Ecco perché decide di occuparsene da solo, di indagare per proprio conto e cercare di capirci qualcosa. L’unico con cui si sente di parlare è l’amico di vecchia data Stefano, il quale, molto scettico in un primo momento, decide poi di concedergli il beneficio del dubbio e di assecondare le sue folli idee. 

Insieme seguiranno le poche tracce che hanno a disposizione e che li condurranno a degli episodi violenti risalenti agli anni ’60: la morte di una bambina accoltellata e affogata in un lago e un incendio che ha distrutto una cascina e moltissime vite. E poi, un manicomio, dove pare fosse ricoverata una donna con la quale c’è un collegamento tra i ricordi vaghi di Guido. Ma come possono ritenersi credibili le parole di un uomo che appare confuso e delirante, che parla di spiriti nella foresta, di filastrocche angoscianti... di sovrannaturale? Le idee di Guido e di Stefano, che vedono le cose in maniera differente, si scontreranno spesso e a intromettersi ci penserà anche una giornalista, Anna, vecchia compagna di scuola di Stefano, che con il suo punto di vista pragmatico e concreto, oltre che estraneo ai fatti, cercherà insieme a loro di ricostruire la verità. La priorità però è ritrovare Francesca, perché lei potrebbe essere ancora viva e, percorrendo tutte le strade possibili, tra reale e immaginario, i nostri protagonisti cercheranno di capire cosa le sia successo davvero e cosa possono fare per salvarla. Incapperanno in una storia di morte, violenza, bugie e sofferenza, ma avranno sempre chiaro davanti il loro obiettivo e nemmeno il peggiore dei loro incubi potrà fermarli.

Mi sono davvero appassionata a questa storia, l’ho trovata molto coinvolgente, sin da subito. Era da tempo che non leggevo un thriller così ben scritto, in cui l’autore è capace di farti dubitare di chiunque e di qualsiasi cosa. Lo stile di Scopitteri è convincente ed è indubbio che dietro una storia del genere ci siano anche molte ricerche e molto lavoro. I capitoli non sono lunghi e questo contribuisce a tenere sempre viva l’attenzione di chi legge, mantenendo un ritmo ben cadenzato e studiato, che si focalizza sul mistero centrale della trama e sui numerosi quesiti che si vengono a creare. La tensione sale pagina dopo pagina, più indizi si aggiungono e più la curiosità aumenta, nell’ansia di arrivare a scoprire come siano andate le cose, quale sia la verità. Scopitteri mescola elementi reali con elementi soprannaturali e lo fa in maniera sorprendente, portando l* lettor* a porsi domande fino alla fine, quando l’arcano verrà finalmente svelato, non senza regalare, durante il cammino, colpi di scena eclatanti e momenti turbolenti.

L’ambientazione è tutta italiana, Novara e dintorni si prestano a scenario prediletto per l’autore, esso stesso di Novara, che nei suoi luoghi ha trovato ispirazione per la sua storia. Sono rimasta colpita dalla capacità di coinvolgimento della scrittura di Scopitteri, dalle atmosfere inquietanti, anche un po’ macabre a volte, che spesso si alternano ad altre più oniriche - perché anche i sogni, qui, hanno un ruolo cruciale - e sono sicura che leggerei altri thriller dell’autore, se scritti sempre così bene. Se siete appassionat* di storie del genere, se cercate una lettura che sappia intrattenervi, intrigarvi, trascinarvi, farvi fare congetture impossibili e stupirvi in positivo, allora leggete Gioca con me.





Fonte immagini: Pinterest

venerdì 22 settembre 2023

Recensione: "Barlow" di Debora Guzzo

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Barlow, romanzo d’esordio di Debora Guzzo, che ho avuto l’onore di leggere in anteprima. Si tratta di un teen romance con venature mystery, la lettura ideale se state cercando qualcosa di leggero e spassoso ma anche intrigante. Vi lascio alla recensione e ne approfitto per ringraziare l’autrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Barlow
di Debora Guzzo

Prezzo: 2,99 € (eBook)
Pagine: 391
Genere: romance, thriller, teen drama
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 7 settembre 2023

Se Lessie Barlow potesse esprimere tre desideri, il primo fra tutti sarebbe sicuramente poter cambiare cognome. Il secondo sarebbe Jan Horàk, perché sono ormai due anni che sospira quando lo incrocia tra i corridoi. Il terzo lo regalerebbe a sua sorella, perché la sua felicità è l'unica cosa che conta. Purtroppo Lessie non conosce nessun genio della lampada, così è costretta a tenersi tre fratelli odiosi, una nonna-colonnello e una matrigna degna di una principessa Disney. Jan Horàk? Sarebbe più facile trovare un unicorno. Ma cosa succede quando, di punto in bianco, tutto ciò che ha sempre sognato sembra diventare realtà? Una realtà ben lontana da quella che lei ha sempre immaginato e che più che un sogno, ha l'aspetto di un incubo. Se Lessie potesse esprimere un solo desiderio, sarebbe quello di far tornare tutto come prima.

"Ne usciremo più biondi di prima"

La famiglia Barlow è il fulcro di questo romanzo di Debora Guzzo, sua prima opera cui si è dedicata con anima e cuore e talento artistico. Chi sono esattamente i Barlow? Sono una famiglia privilegiata come tante, apparentemente, ma sotto sotto una famiglia con i suoi problemi. Belli, intelligenti e biondissimi, i nostri Barlow sono personaggi che attirano sicuramente l’attenzione e sanno come far parlare di sé. Alla guida della famiglia una nonna colonnello, spalleggiata da Athena, madre dei ragazzi e matrigna delle ragazze. Lessie non sa esattamente cosa sia successo a suo padre, pare che sia colpevole di un omicidio e per questo sia finito in prigione, dopo aver lasciato in casa della nonna lei e la sua sorellina Penelope. Non l’ha mai conosciuto né ha mai compreso la verità ed è difficile saperne di più perché in casa nessuno vuole parlarne. I suoi fratelli la trattano male, la nonna la ignora, eppure lei sa che, nonostante tutto, la sua famiglia le vuole bene, in fondo i Barlow devono restare uniti per affrontare ogni situazione al meglio. Possono esserci incomprensioni e segreti tra loro, ma quando vogliono sanno fare fronte comune e dimostrarsi una famiglia solida, sostenendosi tutti a vicenda. Di un’unica cosa Lessie è più che sicura: i Barlow odiano gli Horàk e gli Horàk odiano i Barlow. Le due famiglie sono come i Montecchi con i Capuleti, invischiate in un’antica faida che pare non avere mai fine. Lessie non conosce abbastanza bene i motivi di tutto l’astio tra loro, ma è certa che una persona non fa una famiglia ed è il motivo per cui, segretamente, sbava per il compagno di scuola Jan Horàk. Ma qualsiasi rapporto tra loro è fuori discussione; i suoi fratelli non le permetterebbero mai di avvicinarsi a Jan e figurarsi se lui vorrebbe mai frequentare lei, una Barlow. Eppure un giorno Jan fa qualcosa di inaspettato e lascia tutti di stucco. Lessie pensa che forse ci sarà un secondo fine, e così è, mentre i suoi fratelli non riescono ad accettarlo. Lessie dovrà sfidare la sua stessa famiglia per assecondare Jan, che pare avere dei sospetti sui problemi delle loro famiglie e vorrebbe coinvolgere la ragazza. In tutto ciò, Lessie finisce per coinvolgere anche qualcun altro, l’ultima persona che avrebbe mai potuto pensare di tirarsi dietro, ovvero Logan Hardin, ragazzo della sua migliore amica nonché sua nemesi (oddio, mi hanno ricordato un sacco Devi e Ben Gross di Non ho mai… Ditemi che non sono l’unica ad averlo pensato :P). Tra i due non sono mai mancati i battibecchi, sono così diversi che faticano ad andare d’accordo. Eppure molte cose cambieranno e presto tante verità verranno a galla.

Devo fare i complimenti a Debora Guzzo per questa storia perché è riuscita a essere come una coccola, un cozy teen drama di quelli che ti fanno venire nostalgia per il tuo passato periodo scolastico o che ti ricordano tante serie tv amate in adolescenza. C’è il trope found family, che io adoro sempre, c’è tanto enemies to lovers, ci sono botta e risposta tra ragazzi e ragazze, il tutto condito da ironia e leggerezza, senza farci mancare delle tinte più misteriose date da segreti del passato, morti dolorose e situazioni ambigue o indecifrabili. I Barlow sono una famiglia numerosa, ma l’autrice ha saputo gestire bene, secondo me, la presenza di tanti personaggi, caratterizzandoli tutti in maniera impeccabile. Lessie è senza dubbio quella a cui è più facile approcciarsi, del resto seguiamo le vicende dal suo punto di vista, ma non nego di aver amato molto anche la piccola Penny, di cui ho apprezzato la schiettezza, il tenebroso Marvin, dal finto cuore di pietra, e il bel figliol prodigo Thomas. Tra l’altro, biondezza a parte, l’autrice ha dotato tutti di caratteristiche lontane dai soliti canoni, soprattutto i protagonisti. Lessie non è una bellezza tipica ed è una spilungona, Logan è invece molto basso tant’è che lei spesso lo sovrasta quando discutono, mentre Jan sembra il quarto figlio della famiglia Addams. Insomma, personaggi peculiari e non così idealizzati e impossibili, personaggi in cui facilmente ci si può rispecchiare. Anche le loro vicende, tutto ciò che anima il romanzo, è costruito in maniera molto credibile, grazie anche a uno stile spigliato e diretto che ho molto gradito. Amicizia, amore, segreti di famiglia, diatribe, dialoghi frizzanti, c’è davvero un bel mix di elementi in Barlow. Se avete voglia di una lettura diversa dal solito, a tratti fresca e leggera, a tratti più cupa, allora Barlow è ciò che fa per voi ;)

Fonte immagini: Debora Guzzo, Amazon. it

martedì 29 agosto 2023

Recensione: "L'ospite perfetto" di Herbert Lieberman (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor* e ben ritrovat*! 
Avete trascorso delle buone vacanze estive? Alla fine anche noi di Coffee&Books abbiamo avuto bisogno di prenderci una piccolissima pausa, di staccare un po' da tutto, social compresi, per ricaricare le batterie. Adesso, però, siamo di nuovo prontissime a tornare in pista, a condividere con voi i nostri pareri su moltissimi libri. Speriamo, come sempre, possano piacervi ed essere spunto di riflessione e dialogo. Oggi ripartiamo con la recensione di un thriller, L'ospite perfetto, di Herbert Lieberman, che ha sorpreso la nostra Ms Rosewater positivamente. Scoprite cosa ne pensa e lasciateci un commento. A presto ;)

L'ospite perfetto
di Herbert Lieberman

Prezzo: 10,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 368
Genere: thriller
Editore: Minimum Fax
Data di pubblicazione: 14 gennaio 2022
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Albert e Alice Graves si sono appena trasferiti in campagna per godersi serenamente la pensione in una villetta circondata da alberi. Un giorno un giovane operaio, Richard Atlee, si presenta per la manutenzione della caldaia e i Graves lo invitano a cena. Nelle settimane successive in casa cominciano a sparire degli oggetti, e ben presto vien fuori che a rubarli è stato Richard, per arredare l'intercapedine che si trovano in cantina e nella quale si è insediato. All'inizio i Graves cercano di cacciare il giovane, poi provano ad accoglierlo, ma Richard non accetta l'offerta, rimane nascosto nel suo spazio angusto sotto la casa. È brusco, silenzioso, a tratti aggressivo. Comincia così un gioco al massacro che sembra non conoscere fine, nel quale il ragazzo diventa di volta in volta il figlio che la coppia non ha mai avuto, un perfetto estraneo, un angelo vendicatore, un messaggero divino.

Minimum Fax ha iniziato da qualche anno la pubblicazione dei romanzi noir e thriller di Herbert Liebermann: L’ospite perfetto è il più recente, uscito nel 2022, che ho acquistato e poi lasciato ad attendere (come spesso accade) sullo scaffale. Non conoscendo questo scrittore non sapevo cosa aspettarmi, ma qualsiasi idea mi potessi fare a partire dai risvolti di copertina si è dimostrata in qualche modo sbagliata. Parte del fascino di questo libro consiste proprio nella capacità di Liebermann di prevedere gli schemi e gli stereotipi che il lettore metterà in campo per cercare di anticipare gli avvenimenti, per poi muoversi sempre in una direzione diversa. I suoi personaggi, pur rappresentando un’America nota e in qualche modo cristallizzata, sono privi di atteggiamenti retorici e agiscono secondo una logica che può sorprendere, ma è comprensibile e universale, al di là della cultura di provenienza.

I coniugi Graves si sono trasferiti in una località di campagna a causa dei gravi problemi di salute di Albert; la loro vita è semplice, le giornate scandite dalla routine della pensione e ricche della bellezza della natura circostante. Ricevono la visita di Richard Atlee, un giovane operaio che si presenta per la manutenzione della caldaia. Dopo qualche giorno, dal sotterraneo della casa si cominciano a sentire dei rumori inconsueti e successivamente avvengono episodi domestici inquietanti. In breve i Graves scoprono che il silenzioso giovanotto che hanno appena conosciuto vive in un’intercapedine nella loro cantina.

Questa trama minima, carica di aspettative e presagi, si sviluppa soprattutto sugli stati d’animo dei protagonisti, attraverso la narrazione asciutta e precisa di Albert e dialoghi che restituiscono una tensione a tratti difficile da reggere, sempre in attesa di una svolta, drammatica, violenta. Lavorando per sottrazione l'autore costruisce personaggi che evolvono in modi inaspettati nel corso della storia, alternandosi nel ruolo di vittima e carnefice, in un rapporto drammatico. Se però Albert riesce a raccontare i propri pensieri e intuire quelli della moglie, non può fare altrettanto con Richard Atleee, definito da ciò che di lui non sappiamo piuttosto che da quanto ci è noto. È questa la forza che lo rende tanto pauroso quanto imprevedibile, espressa anche dal suo nome, pronunciato quasi sempre per esteso, come quello di un conoscente col quale non c’è confidenza e che non ha un ruolo nella vita della coppia.

Un posto, un nome, una famiglia di cui fare parte, è proprio quello di cui il giovane è in cerca: è un desiderio fuori misura, travolge i Graves e la loro vita pacata fatta di emozioni univoche, perbene, di sentimenti beneducati e tutto sommato innocui, impreparati a una fame di affetto e accettazione potente come quella di un bambino. Richard Atlee è una figura spaventosa, mistica, commovente, infantile, un imprevedibile Cristo incapace di salvare sé stesso. La sua sola muta presenza è in grado di modificare l’esistenza dei due coniugi, scuoterli dai loro rimpianti senili e obbligarli a fare una scelta.

Scopriranno a loro spese quanto la comunità che li ha accolti sia chiusa e inospitale verso coloro che ritiene diversi e quanto sia facile restare soli quando non si sta dalla parte “giusta”.

Herbert Liebermann costringe i propri protagonisti a misurarsi con i loro limiti morali, ponendo
ai due estremi Richard Atlee, il suo irragionevole idealismo e il suo bisogno di essere accolto, e la società adulta con le sue regole e i suoi compromessi. ” E adesso, cosa farete?” sembra chiedere ad Albert e Alice, presi dall’affetto per il giovane ma contemporaneamente incapaci di sopportare la sua richiesta d’amore.

Non mi addentro ulteriormente per evitare lo spoiler, vi dico solo che se dovessi fare una classifica dei libri letti nel 2023, per ora L’ospite perfetto sarebbe al primo posto. Se lo leggerete, dovrete scegliere anche voi, e non riuscirete a dimenticare Richard Atlee. 10 tazzine!
Ms Rosewater

mercoledì 21 giugno 2023

Recensione: "Il prezzo del tempo" di Tim Tigner (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parliamo di una novità molto interessante, Il prezzo del tempo, di Tim Tigner, un fanta-thriller uscito da pochissimo per Hope Edizioni. Cosa accadrebbe se un giorno qualcuno scoprisse un siero per l'eterna giovinezza? È ciò di cui tratta il romanzo e sono sicura che attira già la vostra curiosità come ha attirato quella della nostra Melz che lo ha letto. Scoprite il suo parere e fateci sapere che ne pensate ;)

Il prezzo del tempo
di Tim Tigner

Prezzo: 4,99 € (eBook) 14,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 407
Genere: fantascienza, thriller
Editore: Hope Edizioni
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Cosa accadrebbe se un giorno venisse scoperto il siero dell’eterna giovinezza? Alcuni scienziati della Silicon Valley, finanziati da un milionario senza scrupoli, riescono a realizzare uno dei più antichi sogni dell’umanità: ottenere l’eterna giovinezza. Il desiderio di trarne beneficio solo per se stessi prende ben presto il sopravvento ed essi decidono quindi di nascondere al mondo la sorprendente scoperta. Nasce così un gruppo super segreto di nove persone, gli Immortali: individui destinati a godere di eterna salute fisica e di grandi ricchezze. Tuttavia, per eliminare ogni sospetto nei loro confronti, decidono di ordire un inganno spietato. Tutto sembra procedere secondo la loro tabella di marcia, finché a complicare i piani non entrano in gioco Chase, ex agente della CIA, e Skylar, una donna che riesce a sfuggire a una trappola mortale creata dal gruppo dei nove. C’è qualcosa, però, che trama all’orizzonte, qualcosa di più cupo e pericoloso. Qualcuno inizia a uccidere i nove membri, uno dopo l’altro. I predatori si trasformeranno dunque in prede, vittime di una spietata caccia che rivelerà loro una tragica quanto inaspettata verità.

Prima di iniziare la recensione ringrazio la Hope edizioni per la copia digitale del romanzo.

Il prezzo del tempo sarebbe un thriller fantascientifico, anche se nella realtà è solo un thriller che usa un escamotage scientifico per infilarci nel mistero principale. Ma questo non è un male, anzi...

La Silicon Valley, si sa, è il posto delle innovazioni scientifiche e tecnologiche. È anche il luogo dove Elisabeth Holmes ha messo in atto la sua truffa, ma in questo romanzo è dove personalità intelligentissime e astute sono arrivate a risolvere l’invecchiamento. Sì, avete capito bene, il siero messo a punto dagli scienziati co-protagonisti della storia è quello dell’eterna giovinezza. Non mi metterò a spiegare come funziona, per questo c’è il libro, ma vorrei solo dire che non avete scoperto niente di nuovo, cari, visto che Jennifer Aniston ed Avril Lavigne lo usano evidentemente da anni!

Scherzi a parte, l’eterna giovinezza sarebbe la scoperta del secolo e mentre David - nonostante sia addolorato dalla morte prematura di una collega - pregusta la fama che ne potrebbe derivare, Lisa e e gli altri sono molto più pragmatici, portandolo a pensare che vendere il siero al mondo porterebbe più cose negative che vantaggi. La cosa giusta da fare è venderlo ad una sola, ricchissima, persona. Perfetto, no? Eterna giovinezza, denaro, un segreto da mantenere affinché né stampa, né altri possano tediarli, c’è solo un problema: come si spiega, arrivati a 50/60 anni di età di avere lo stesso viso e lo stesso fisico di quando di anni se ne avevano trenta? È qui che inizia la storia, è qui che Felix ingaggia un uomo pronto a trovare dei sosia per tutti in modo da scambiare la loro vita con la loro. Personalità sole, in cerca di una svolta nella loro vita e senza una famiglia che li avrebbe cercati, e sarebbe stato fantastico anche questo se solo uno dei sosia non fosse stato inseguito da un amico del college (ex lavoratore per la CIA) proprio durante lo scambio.

Devo essere onesta: durante i primi capitoli non ci stavo campendo assolutamente nulla, la storia mi sembrava sterile e gli scienziati mi sembravano i protagonisti indiscussi. Non era così, assolutamente, e questo si capisce immediatamente quando, d’un tratto, dopo capitoli in terza persona ne arriva uno in prima. Chase arriva nella storia in maniera inaspettata, ma efficace. E’ furbo, scaltro, e dopo il licenziamento non ha proprio di meglio da fare. È sicuramente quello caratterizzato meglio esprimendosi appunto in prima persona, e non si può fare a meno di volergli bene, nonostante tutto.

La scrittura del romanzo è molto semplice e dritta al punto, niente fronzoli o inutili descrizioni. È la tipica scrittura da thriller con frasi brevi e il focus sempre sull’obiettivo. Non sono presenti periodi infiniti che portano a dimenticare il vero scopo di Chase e, anche quando si passa sul piano romantico con un pizzico (molto, molto piccolo) di romance, non ci si distrae.

La cosa che mi è piaciuta di più di tutto, però, è l’umanità che l’autore ha voluto ed è riuscito a dare a tutti i personaggi: nessuno in Il prezzo del tempo è del tutto buono o del tutto cattivo, nemmeno Chase. Ognuno di loro ha delle ferree motivazioni, questo sì, ma la maggior parte non riesce davvero a uscire dalla propria bolla. Le azioni che a David sembreranno “la cosa giusta” di fatto hanno un’esecuzione problematica, e il finale ne è la dimostrazione.

A proposito del finale devo dire, ahimè, che non mi ha soddisfatta. Me l’aspettavo nettamente diverso e, se lo avete letto, saprete anche perché. Ho letto un po’ di pareri in giro e non sono l’unica a pensarlo. Non è realistico, molte cose nel libro non lo sono in ogni caso, ma poteva essere sicuramente migliore.

In linea generale il romanzo mi è piaciuto e se siete amanti del genere thriller ve lo consiglio. Troverete una storia d’amore, ma non un romance. Troverete della scienza, ma non è uno sci-fi. Ma se la semplice investigazione è il vostro pane quotidiano allora questo libro fa al caso vostro.
Melz



Photo credit: @mindofmelz_

martedì 8 novembre 2022

Review Party: "La reincarnazione delle sorelle Klun" di Manlio Castagna (a cura di Melz)

Buongiorno! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di La reincarnazione delle sorelle Klun, di Manlio Castagna, un romanzo inaspettato e molto inquietante che è piaciuto tantissimo alla nostra Melz. Scoprite la sua opinione e fateci sapere che ne pensate!
Un ringraziamento a Una libraia in corsia per averci coinvolte nell'evento.

La reincarnazione delle sorelle Klun
di Manlio Castagna

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 564
Genere: horror, thriller, esoterico
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2022

Nelle oscure profondità del gigantesco Cratere che domina lo sperduto paese di Anerbe, si combatte la battaglia senza fine per il predominio della luce che salva il mondo sull'oscurità che tutto inghiotte. A intrecciare i fili di questa trama antichissima, personaggi distanti nel tempo e nello spazio. Ai giorni nostri, il commissario Verne tenta di riscattare la sua ingloriosa carriera indagando sull'affascinante Rina Monforte e sull'amante di lei, leader di una setta esoterica che vuole combattere i "figli del buio". E proprio nel buio di un monastero isolato da tutto e tutti, quarant'anni prima, cresce un orfano che, grazie agli insegnamenti alchemici del suo maestro gesuita, impara a trasformarsi in angelo vendicatore. Alla fine degli anni Cinquanta due bambine, le sorelle Klun, muoiono in un tragico incidente e sembra che si siano reincarnate in due gemelle dalle inquietanti capacità soprannaturali. Storie apparentemente senza legami che sono in realtà unite in un intreccio forsennato di vite e destini, ultimo atto di una vicenda che Manlio Castagna ci restituisce con il ritmo serrato di un montaggio cinematografico e l'intensità della sua scrittura.

Voi avevate mai letto un thriller esoterico? Io no, nemmeno sapevo esistesse. Grazie Oscar Vault per questa opportunità e per la copia del libro, e grazie a Manlio Castagna per averlo scritto.

La reincarnazione delle sorelle Klun è una storia narrata nel tempo. Anzi, no, sono tre storie narrate in tempi diversi. Quella delle piccole Klun negli anni cinquanta, quella di Rina, Attila e il commissario Verne ai giorni nostri e quella di Irin, collocata appositamente in un tempo imprecisato. Ognuna di queste è completamente diversa, ma, allo stesso tempo, ognuna di queste è uguale all’altra. Sembra quasi un ossimoro, è vero, eppure vi assicuro che sto dicendo la verità.

"L’aria è opaca sulla valle. Tendaggi di foschia ricoprono il Monte delle Benne. Ha smesso di piovere da poco, ma nel cielo sembra che una miriade di gocce sia rimasta aggrappata a pareti invisibili. La strada che conduce ad Acerbe è spalmata della solita melma. Non venire ad Anerbe se vuoi continuare a respirare.”

La vita dei coniugi Klun cambia tragicamente dopo la morte delle figlie Gorizia e Fiorenza, ma non quella delle due bambine. È infatti anni dopo, quando Dora partorisce due gemelle, che iniziano ad accadere strane coincidenze: è l’immaginazione di Augusto o le sue figlie sono tornate in altri corpi? Credere nella reincarnazione non è certo un processo da nulla, ma fin quando si può negare l’evidenza?

La vita di Rina, invece, cambia quando conosce il carismatico Attila Mesmeri Tribolati, scrittore eccentrico che ritrova in lei qualcuno che già conosce. In una vita passata, dice. Anzi, in tutte. E Rina gli crede perché sente le stesse cose anche se ancora non ricorda.

E poi c’è Irin, la cui collocazione temporale non ci è dato saperla subito, cresciuto da padre Garino e Abadessa, allergico al sole, con sei dita per mano e un dono straordinario. Far del male o del bene con le sue capacità sarà solo una sua scelta.

Il thriller di Manlio Castagna è prolisso, lungo. Si prende più di cinquecento pagine di tempo per introdurre le vite che andremo a esplorare, facendoci assaporare ogni angolo della loro esistenza, facendoci ascoltare ogni loro voce interiore. È per questo che durante la lettura si provano emozioni quasi in contrasto l’una con l’altra. Si ha paura, come i genitori delle gemelle reincarnate. Si ha speranza, come Irin. Ci si ritrova ad imprecare contro Attila e Rina. Ma sapete qual è la cosa più bella? Che per metà del libro, nonostante la conoscenza dei personaggi, non ci si capisce un bel niente. Se dividessimo in due il racconto, sembrerebbero tre storie completamente differenti che non hanno niente in comune l’una con l’altra, almeno finché ad un certo punto non vediamo intrecciarsi le loro esistenze. Come un puzzle da mille pezzi difficile da mettere insieme inizialmente, ma che poi d’un tratto trova da solo la via per incastrare ogni tassello.

Un’altra caratteristica del racconto è che è totalmente inaspettato e ricco di colpi di scena. Non si può stare tranquilli sul destino di nessuno, la linea tra bene e male, come in ogni storia, è sottile e nessuno è davvero mai salvo. Mi sono chiesta il perché del titolo, prima di leggerlo, visto che è un grande spoiler, ma sapete? Quello è solo l’inizio. O, se voglio essere proprio precisa, non è nemmeno quello, questa storia ha inizio agli inizi del tempo. Molto prima di Gorizia e Fiorenza.

Non è un thriller canonico e sinceramente anche la parola “esoterico” non gli rende giustizia. È una storia di culti, a volte di magia, di religione e stregoneria tutte fuse insieme. Se cercate un racconto alla Agatha Christie, lasciate perdere. Se siete pronti ad avere larghe vedute su un thriller speciale, allora fa al caso vostro. Ho trovato la scrittura di Manlio giusta per questo tipo di racconto. Una scrittura che ci sa accompagnare attraverso gli anni, con dialoghi sempre azzeccati e credibili. Le espressioni sono diverse in base all’anno in cui ci spostiamo, più moderne nel 2017, molto meno negli anni 50, ma senza pomposità artificiali. Si vede chiaramente che questo libro è stato scritto in parecchio tempo, studiato nei minimi particolari e sviscerato all’inverosimile.

Quello che ho provato leggendo La reincarnazione delle sorelle Klun è stata una profonda inquietudine. Lungi da me fare dei paragoni così grossi, ma mi ha ricordato molto alcuni racconti di Lovecraft quanto a sensazioni di disagio e terrore. Una paura più che altro lontana di un qualcosa che speri non ti succeda mai, ritrovandoti a pensare “cosa farei io?”, o più in dettaglio “cosa farei se le mie figlie sembrassero ricordare di vite passate?”. Probabilmente, come i Klun, finirei per credere nella reincarnazione.

“Quello che ignoriamo può colpirci in ogni momento, perché non riconosciamo le sue forme, i suoi suoni, i suoi temperamenti. Siamo privi di difesa di fronte allo sconosciuto.”

Consiglio questo libro agli amanti del brivido, a chi non si impressiona nel sentir parlare di argomenti delicati come reincarnazione, stregoneria e sette, e a chi cerca un mattone da divorare capitolo dopo capitolo. A proposito, questi sono molto brevi ed è un pregio da non sottovalutare.
Cinque tazzine ricolme!


Melz


Photo credit: @themarvelousmrsmelz
Fonte immagine: Pinterest

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