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martedì 10 settembre 2024

Recensione: "Io baro, tu bari, egli bara" di Giulia Barucco (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^ Come state? 
Vi siamo mancate? Coffee&Books ha deciso alla fine di prendersi una pausa un po' più lunga, causa caldo insopportabile e impegni vari, ma non ci siamo dimenticate di voi. Da oggi riprende, infatti, la normale attività qui sul blog e anche sui social, vi aspettano tante recensioni che non vediamo l'ora di condividere con voi. Iniziamo in bellezza con l'opinione della nostra infaticabile Eleonora, che si è divertita un sacco a leggere Io baro, tu bari, egli bara, di Giulia Barucco, una rom-com molto originale che vi sorprenderà. Scopritela qui sotto e fateci sapere, come sempre, cosa ne pensate nei commenti! A presto :D

Io baro, tu bari, egli bara
di Giulia Barucco

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 325
Genere: romance contemporaneo, commedia romantica
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 26 giugno 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

La Love4Every1 è un’agenzia per cuori diversamente solitari, che sfrutta l’intelligenza artificiale allo scopo di creare match senza margine d’errore. La scontrosa Amelia Mordini e il convalescente Tommaso vengono ricattati, rispettivamente dalla migliore amica di lei e dalla famiglia di lui, per entrare nel programma naziamoroso dell’agenzia. Lei è una designer di sex toy, intollerante a tre quarti della popolazione vivente. Lui, a causa di un incidente motociclistico, è parzialmente grattugiato e impotente. Obiettivo finale? Farli innamorare in soli otto giorni.

Dopo aver letto il primo libro di Giulia Barucco, Una zebra a pois, e dopo essere stata conquistata dallo stile leggero e ridanciano di questa autrice, sapevo che avrei letto ogni libro da lei scritto. L’ultimo in ordine cronologico è Io baro, tu bari egli bara. Come i suoi precedenti romanzi, anche questo è una rom-com a tratti folle e assurda ma non così tanto quanto si potrebbe pensare dopo aver letto la trama. I protagonisti di questa storia sono Amelia, come la strega di Paperino e come la Earheart, una donna fieramente sposata con il suo lavoro ed insofferente verso la quasi totalità della popolazione umana, specie se di sesso maschile e specie se bresciana ma con un nome anglofono tipo Jennifer o Jonathan, e Tommaso un uomo che a sposarsi o anche solo ad avere una relazione ormai non ci prova nemmeno più con grande disappunto del fratello e della lacrimevole madre. Secondo lui, infatti, le uniche interazioni normali che potrà avere da qui alla fine della sua esistenza, famigliari esclusi, sono quelle con i suoi clienti, persone che convenientemente non hanno più la possibilità di intrattenere conversazioni o esprimere pareri perché sono ormai defunte. Cosa potranno avere mai in comune due persone apparentemente così opposte? Sicuramente amici e parenti impiccioni, che convinti di fare del bene sfruttano l’arma del ricatto morale per ottenere quello che vogliono, che entrambi partecipino a un esperimento di appuntamenti al buio. La faccenda consiste nell’uscire per otto giorni consecutivi con un partner scelto dall’agenzia di dating tramite i dati forniti dai parenti e grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, il goal decantato è che in questo lasso di tempo gli accoppiati diventino a tutti gli effetti una coppia, secondo le statistiche fino ad ora la percentuale di successo è del 100%. Amelia, la quale si sente brutalmente ingannata e senza via di scampo, per non perdere la sua migliore amica (anche se al momento priva delle sue facoltà mentali per cause matrimoniali), è ovviamente decisa a cambiare le cose e a demolire dall’interno un sistema che a detta sua le impedisce di continuare a vivere un'esistenza priva di idioti a circondarla. Tommaso invece parte per l’avventura sentendosi già sconfitto in partenza e con il presupposto di far felici i suoi dimostrando allo stesso tempo che si sbagliano sulle sue prospettive future di normalità e felicità. Quello che i due protagonisti non si aspettano è che ad aiutarli in questo percorso ci saranno delle intelligenze artificiali con addirittura qualifiche da plurilaureati che li consiglieranno e seguiranno nel tortuoso percorso della costruzione di una effettiva relazione tra due completi sconosciuti, imparando e adattandosi nel frattempo alle loro personalità, Jennifer l’AI di Amelia imparerà addirittura ad utilizzare il sarcasmo, tanto caro alla sua assistita.

Il giorno fatidico del primo appuntamento comunque arriva per tutti e i nostri due protagonisti non possono far altro che riluttantemente presentarsi all’appello nel posto indicato e accuratamente studiato per favorire un ambiente rilassante e funzionale alla buona riuscita della serata. Una serata che però, contrariamente alle aspettative, inizia in maniera un po’ rocambolesca e prima di finire alla stessa maniera si trasforma in un piano di complotto anti-agenzia di dating, con somma gioia e risatine malefiche da parte di Amelia. Staremo a vedere poi chi ride per ultimo, lei o la sua amata e odiata AI che tra statistiche e manipolazioni ride, ride, ride?

Tra un appuntamento anticonformista e un altro, infatti, l’affiatamento e l’attrazione tra i due continuano a crescere, nonostante siano entrambi ferocemente tenuti a bada da due testardi e cocciuti determinati a non soccombere, pian piano le difese di entrambi cominciano ad abbassarsi e iniziano a emergere le loro vulnerabilità, riusciranno ad andare fino in fondo? Solo le intelligenze artificiali lo sanno dire.
Quello che invece si può dire del libro è che, come al solito, lo stile e la scrittura di Giulia Barucco non deludono mai. L’autrice ha infatti una penna spigliata e ridanciana, a tratti quasi goliardica che riesce sempre nello scopo di creare delle storie che fanno ridere a crepapelle il lettore. Nonostante la trama presenti una situazione ai limiti dell’assurdo grazie al mix di elementi che la compongono, com’è in realtà tipico di tutti i romanzi di questa autrice, ciò che rende possibile , non dico immedesimarsi, ma di sicuro percepire la “tangibilità” della storia è l’umanità dei personaggi che traspare in tutte le pagine e in tutte le situazioni, pure di quelli che non sono dotati di mente e corpo fisico e che sono puramente frutto dell’azione combinata di algoritmi complessi. I dubbi che si fa venire Amelia, le sue paranoie, le situazioni che si creano tra due persone che sono ai primi stadi di una conoscenza, così come le insicurezze di entrambi che emergono, i pensieri dei loro cari, l’impiccio degli amici che vogliono sapere, vedere, credere, sono tutte cose che chiunque ha provato sulla propria pelle a prescindere dal contesto particolare del romanzo in questione. Poi ammettiamolo, chi non vorrebbe un suggeritore nell’orecchio in grado di sciogliere o addirittura evitare quei momenti di imbarazzo che si possono potenzialmente venire a creare? Io lo vorrei, se poi l’ “aiuto da casa” è come Jennifer allora basta solo dirmi dove devo mettere la firma. L’AI creata dall’autrice, per quanto poco io me ne possa intendere, è proprio come mi immaginerei un supporto tecnologico di intelligenza artificiale, in evoluzione costante in base al rapporto che si crea con l’essere umano e sempre al confine tra “oddio, perché non sei una persona reale” e “menomale che non lo sei perché sei a dir poco inquietante”. Proprio grazie a questo mix il lettore arriva a percepire Jennifer come un effettivo personaggio all’interno della storia, una sorta di aiutante nascosto, ma nemmeno tanto, tipo i personaggi che stanno dietro le quinte a suggerire e monitorare la situazione nei film di spionaggio e simili.

Un aspetto che differenzia quest’ultimo titolo rispetto ai precedenti è la presenza del doppio POV, utile ed efficace per rendere ancora più vere e in evidenza le fragilità che hanno entrambi i protagonisti, entrambi infatti in questo romanzo faranno un percorso di crescita e di presa di coscienza che li porterà a essere la versione “migliore”, e che tutti i loro cari avevano già intravisto, di loro stessi, con modi e tempi diversi. Ma alla fine quello che conta è il risultato, no??!

Ps: per chi ha letto anche i suoi romanzi precedenti potrebbero esserci gradite sorprese.

Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

lunedì 11 settembre 2023

Recensione: "Love, Theoretically" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di Love, Theoretically dell'acclamata autrice Ali Hazelwood, di cui anche in Italia sono usciti alcuni romanzi. Quello in questione è ancora inedito da noi, ma ci auguriamo venga pubblicato quanto prima. Scoprite la recensione che segue e fateci sapere se anche voi amate questa autrice e quale suo romanzo avete letto ;)

Love, Theoretically
di Ali Hazelwood

Prezzo: 5,99 € (eBook) 16,28 € (cop. flessibile)
Pagine: 400
Genere: commedia romantica, contemporary romance
Editore: Penguin Publishing Group
Data di pubblicazione: 13 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

The many lives of theoretical physicist Elsie Hannaway have finally caught up with her. By day, she's an adjunct professor, toiling away at grading labs and teaching thermodynamics in the hopes of landing tenure. By other day, Elsie makes up for her non-existent paycheck by offering her services as a fake girlfriend, tapping into her expertly honed people-pleasing skills to embody whichever version of herself the client needs. Honestly, it's a pretty sweet gig - until her carefully constructed Elsie-verse comes crashing down. Because Jack Smith, the annoyingly attractive and arrogant older brother of her favourite client, turns out to be the cold-hearted experimental physicist who ruined her mentor's career and undermined the reputation of theorists everywhere. And he's the same Jack Smith who rules over the physics department at MIT, standing right between Elsie and her dream job. Elsie is prepared for an all-out war of scholarly sabotage but... those long, penetrating looks? Not having to be anything other than her true self when she's with him? Will falling into an experimentalist's orbit finally tempt her to put her most guarded theories on love into practice?

L’ho già detto che Ali Hazelwood è ormai una delle mie autrici preferite? Se non lo avevo già fatto, lo dico ora: questa autrice è fenomenale! Ogni suo libro si riconferma assolutamente brillante, adorabile e comico, anche se devo dire che in questo suo ultimo romanzo si è superata. Preparatevi quindi a una serie di lodi sperticate per Love, Theoretically che si è rivelato pienamente al livello, se non quasi meglio, di The Love Hypothesis (anche se il posto d’onore intoccabile nella mia personale lista rimane).

In questo romanzo troviamo come protagonista Elsie, una fisica teorica attualmente impiegata come professore associato (se ho trovato la corrispondenza giusta in italiano) in ben tre università, in attesa di ottenere un posto fisso nell’ambiente, che nel tempo che le rimane lavora come “fidanzata per finta” presso u'agenzia specializzata. In effetti, questo secondo lavoro è quello che le permette di rimanere a galla e di autosostentare la sua indipendenza economica. Vive con la sua migliore amica Cece, accademica umanistica e collega “fidanzata per finta”, e il suo riccio chiamato Hedgizabeth Bennet, o solo Hedgie, in onore della più famosa eroina di Jane Austen; la sua più peculiare qualità è una sorta di camaleontismo caratteriale per cui è in grado di plasmare la sua personalità a seconda di chi si ritrova davanti in modo da far sempre contenti tutti anche se questo è il risultato di una situazione familiare un po’ problematica.

Come controparte maschile abbiamo Jack, docente e ricercatore al MIT, fisico sperimentale, personaggio generalmente odiato dai fisici teorici, fratello maggiore dell’ultimo cliente di Elsie e, per concludere in bellezza, sua spina nel fianco e ultimo ostacolo per la posizione lavorativa dei sogni della nostra protagonista.

Appare da subito evidente un certo conflitto di interessi in corso, fomentato tra l’altro dal fatto che a una cena di famiglia Elsie insospettisce Jack con la sua mancata conoscenza di alcuni dettagli della vita di suo fratello, per non parlare poi dell’identità di facciata che usa quando lavora in quel contesto secondo la quale lei è una libraia e non sa nulla di tutto ciò che riguarda la fisica e simili ma per sbaglio le scivola in un discorso proprio una frase “da fisico”. A causa di un malinteso, nemmeno Elsie ha idea di chi sia in realtà Jack e quando le loro rispettive identità vengono a galla durante una cena pre-colloquio di lavoro per la protagonista (momento peggiore non poteva esserci) è guerra aperta. Lei vuole quel lavoro con tutta se stessa e lui sembra intenzionato a ostacolarla solo per il suo tornaconto; il vero problema è però che con Jack Elsie non è in grado di capire come adattarsi e dunque per la prima volta in tantissimo tempo non può far altro che essere se stessa, un fatto spaventoso ma anche liberatorio per certi versi, soprattutto se questo le permette di dirgli apertamente cosa pensa di lui ogni volta che viene provocata. Quello che lei non sa è che mentre lei lotta con quello che sembra essere l’intero dipartimento del MIT, lui lotta con sé stesso per tenere a bada l’attrazione profonda che prova nei suoi confronti sin dai primi incontri in famiglia ma che contrasta con il fatto che lei sia la “fidanzata” del fratello e che abbia mentito, per quanto lo riguarda, praticamente su tutto. Comincia così una battaglia di volontà e di determinazione che, ahi noi!, termina, più o meno, nel momento in cui, a causa di un incidente di percorso, viene tutto a galla. Voi penserete che adesso sia finita qui e ci sia il lieto fine... sbagliato! Dopo la “grande rivelazione” abbiamo ancora a che fare con una protagonista in costume da cavaliere medievale, determinata a nascondere fino all’ultimo le sue fragilità e un fisico sperimentale più che determinato a spellarla come una cipolla per scoprirle tutte fino all’ultima; almeno adesso vanno d’accordo. Fino alla successiva disfatta, fatale per entrambi, che li costringerà a mettere in discussione tutto, a partire dalle rispettive infanzie/gioventù. Ovviamente tutto va a finire come deve per i nostri adorabili protagonisti, che con estrema fatica e non poco coraggio riscrivono ciò che sono e che sono stati per arrivare una volta per tutte alla versione non censurata e adulterata di loro stessi.

Finora questo è il libro di Ali Hazelwood con i personaggi più complessi tra quelli che ha scritto, è anche quello dove è maggiormente presente l’ambiente accademico, tutta la storia infatti si svolge tra le quattro mura dell’università e pochi altri momenti sono lasciati all’esterno, e queste caratteristiche me lo hanno fatto apprezzare moltissimo. In realtà non è niente di nuovo visto che mi è piaciuto praticamente tutto quello che è stato scritto da questa autrice, ma penso che in questo caso si sia superata. L’evoluzione del carattere di Elsie è pazzesca, lenta, graduale e intrisa di difficoltà, quello che ho apprezzato di più di tutto è che il suo essere una “people pleaser” non è limitato a nessuno, nemmeno alla sua migliore amica con cui letteralmente condivide la quotidianità. Anche il nostro professore ne fa di strada e mi ha convinto quando ha messo da parte l’ego e l’orgoglio per fare ciò che andava fatto, che l’abbia fatto per Elsie è solo un punto in più della faccenda. Se a tutto questo uniamo il classico stile frizzantino e leggero dell’autrice otteniamo un libro da top five di quest’anno. Love, Theoretically dunque è un libro che mixa agevolmente una maggiore profondità di storia, ambiente e situazioni con la spensieratezza di una rom-com ben riuscita, ben fatta.

Ah, non dimentichiamo che a un certo punto l’autrice potrebbe aver regalato a noi lettori un piccolo spin- off a mo’ di ricomparsa di alcune vecchie conoscenze, mi limiterò a dire che io stavo saltando sul letto quando ho letto la suddetta parte.
Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

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