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lunedì 26 febbraio 2024

Recensione: "Bride" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, lettor*! ^^
Non vi lasciamo mai sol*, soprattutto di lunedì, che sappiamo essere uno dei giorni meno amati di tutti. Che ne dite di una bella recensione? La nostra Eleonora ci parla oggi di Bride, il nuovo romanzo paranormal romance di Ali Hazelwood, una storia avvincente e decisamente spicy. Scopritela qui sotto e fateci sapere che ne pensate. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Bride
di Ali Hazelwood

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 384
Genere: fantasy, paranormal romance, new adult
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Misery Lark, l'unica figlia del più potente Consigliere dei Vampiri del Sud-ovest, è ancora una volta un'emarginata. I suoi giorni nell'anonimato tra gli Umani sono finiti: è stata chiamata a sostenere una storica alleanza per mantenere la pace tra i Vampiri e i loro più acerrimi nemici, i Lupi, e non vede altra scelta che arrendersi allo scambio. I Lupi sono spietati e imprevedibili e il loro capo, Lowe Moreland, non fa eccezione. Governa il suo branco con severa autorità, ma non senza giustizia. E, a differenza del Consiglio dei Vampiri, non senza sentimento. È chiaro, dal modo in cui segue ogni movimento di Misery, che non si fida di lei. Se solo sapesse quanto ha ragione... Perché Misery ha i suoi motivi per accettare questo matrimonio di convenienza, motivi che non hanno nulla a che vedere con la politica o le alleanze, e tutto a che fare con l'unica cosa che le sia mai importata. Ed è disposta a qualsiasi cosa pur di riavere ciò che le appartiene, anche se questo significa una vita nel territorio nemico... da sola con il lupo.

Il nuovo libro di Ali Hazelwood, con il quale l’autrice torna in libreria col botto, è Bride, un paranormal romance pieno di vampiri, licantropi, magia e scene decisamente spicy, in cui il trope principale è un enemies-to-lovers con condimento di forced marriage, una meraviglia.

La protagonista è Misery, la figlia del capo dei vampiri, che a causa di magheggi politici è cresciuta e ha vissuto per gran parte della sua vita tra gli esseri umani insieme a quella che poi è diventata sua sorella adottiva e la sua migliore, nonché unica amica. Quando un giorno però viene richiamata al Nido (così si chiama infatti il quartier generale vampirico) senza apparentemente alcun motivo, è chiaro che qualcosa bolle in pentola. Ed effettivamente la notizia che la accoglie nello studio del padre non è proprio una cosina su cui si possa sorvolare perché a quanto pare è stata promessa in sposa all’Alpha dei licantropi, nemici giurati storici dei vampiri che però ora, grazie ai trattati di pace, cercano di essere quantomeno dei pacifici vicini, dato che i territori vampirici e lupeschi sono letteralmente solo separati da un fiume.

La decisione presa dal padre e dal consiglio dei vampiri alla nostra protagonista, come prevedibile, non va per nulla a genio e la sua prima risposta è mandare allegramente tutti a quel paese, girare i tacchi e andarsene, almeno finché non le viene svelato il nome del suo futuro sposo; a quel punto Misery improvvisamente si fa interessata alla faccenda. A quanto pare infatti l’Alpha Lowe Moreland potrebbe essere coinvolto molto da vicino in una faccenda che alla nostra protagonista sta molto a cuore e quale scusa migliore per indagare se non quella di ricoprire il ruolo di mogliettina del grande capo? Detto fatto, Misery coglie la palla al balzo e si getta alla cieca tra le fauci del lupo. Un lupo peraltro molto teso e colto del tutto alla sprovvista, specialmente quando poco prima della cerimonia di nozze gli sovvengono alcuni particolari che potenzialmente potrebbero rendere la situazione a dir poco esplosiva.

Al matrimonio, ovviamente, segue l’installamento a casa dello sposo, in pieno territorio lupesco, e Misery si trova a dover fare i conti con preconcetti, odio istintivo e malfidenza nei suoi confronti. C’è da dire però che la sua istruzione e vita passata quasi completamente in mezzo agli esseri umani rende la nostra protagonista ben poco vampiresca nelle sue abitudini e nei suoi comportamenti e questo in effetti non fa che aumentare le incomprensioni con quello che ormai è il suo entourage. Se a tutto questo aggiungiamo poi la sua missione segreta, l’atmosfera in casa si può dire che non sia proprio tanto rilassata.

L’unica persona che sembra andare al di là della storica faida è una bimbetta di circa sei anni che, incurante di tutto e di tutti, trova sempre il modo per passare un po’ di tempo a giocare con la vampira, la quale, nonostante tutti i suoi sforzi di sembrare cattiva e insofferente, finisce per affezionarsi a quella strana, ma adorata da tutti, pupattola. Quello che non sa è che proprio quella adorabile bimba potrebbe essere la chiave del mistero che costituisce il suo unico pensiero fisso da mesi.

Col passare del tempo, comunque, Misery si abitua al suo nuovo status abitativo e lo stesso fanno i licantropi nei suoi confronti, cominciando a vedere in lei la persona che è, al di là del suo essere una vampira; un po’ diversa è però la questione con Lowe, infatti con lui, nonostante i rapporti si siano notevolmente ammorbiditi, rimane una costante tensione che continua a spingerli l’una verso l’altro, anche se l’alpha cerca di fare il possibile per mantenere le distanze (infatti inizialmente Misery quella tensione l’aveva scambiata per una reazione di Lowe al suo odore per lui ripugnante) e per ignorare l’evidente scintilla che è scoppiata tra loro due. Visto che però la situazione non era già abbastanza complicata, ci si mette in mezzo pure un complotto che vorrebbe vedere l’alpha Moreland, così come la sua politica di apertura e alleanza con le altre specie, deposto a favore di un vecchio regime più conservatore e più brutale. Dunque i nostri due esperimenti politici uniti in matrimonio uniscono le loro forze per affrontare anche questa minaccia. Riusciranno a mettere da parte tutti gli ostacoli, i preconcetti e i limiti che si sono autoimposti per sistemare una buona volta la situazione? Non si può dire, quello che posso dire però è che la chimica tra i due è a dir poco pronta a far saltare tutto in aria e si sviluppa in un continuo crescendo che parte dal matrimonio fino ad arrivare alle pagine finali.

 Lo stile è tipicamente quello a cui siamo abituati quando leggiamo i romance STEM di Ali Hazelwood, dinamico, frizzante e pieno di ironia, l’impostazione stessa dei capitoli ricorda molto The Love Hypothesis con un piccolo inserto iniziale che però in questo caso funge come una sorta di POV alternativo. In generale, bene o male, tutto il libro mi ha ricordato molto di più il libro d’esordio di Ali Hazelwood piuttosto che gli ultimi che ha pubblicato. I personaggi principali sono costruiti a tutto tondo e pian piano li impariamo a conoscere in tutte le loro sfaccettature, così come l’ambiente e il contesto in cui si muovono. Per quanto riguarda gli altri personaggi che troviamo nella storia, si può dire che a parte lo stretto necessario non hanno avuto chissà quale spessore caratteriale, in particolare un personaggio che costituisce un po’ il focal point dell’intera faccenda, per come viene presentato ha quasi del surreale e abbozzato, anche se in realtà per come finisce il libro questo fatto mi crea qualche aspettativa per il futuro.

Le dinamiche tra Misery e Lowe come ho già detto prima sono a dir poco esplosive e l’autrice si impegna e riesce a farcelo capire proprio fino in fondo quanto lo sono e, lasciatemelo dire, alcune scene sono a dir poco sull’orlo della combustione spontanea, ma comunque riesce a mantenere sempre un tono molto leggero e mai pesante, anche quando nelle varie descrizioni vengono inseriti interessanti particolari anatomici.

Che dire quindi? Ho adorato anche questo nuovo prodotto della penna Hazelwood ma francamente non avevo alcun dubbio, forse non lo reputo ai livelli di Love Theoretically, a mio parere il miglior romanzo che abbia scritto finora, ma comunque Bride è un romanzo estremamente ben riuscito. Spero ardentemente che in futuro pubblichi ancora libri su questo filone perché è evidente che non sbaglia mai un colpo, confermando ancora una volta la sua postazione fissa nel podio delle mie autrici preferite.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 11 settembre 2023

Recensione: "Love, Theoretically" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di Love, Theoretically dell'acclamata autrice Ali Hazelwood, di cui anche in Italia sono usciti alcuni romanzi. Quello in questione è ancora inedito da noi, ma ci auguriamo venga pubblicato quanto prima. Scoprite la recensione che segue e fateci sapere se anche voi amate questa autrice e quale suo romanzo avete letto ;)

Love, Theoretically
di Ali Hazelwood

Prezzo: 5,99 € (eBook) 16,28 € (cop. flessibile)
Pagine: 400
Genere: commedia romantica, contemporary romance
Editore: Penguin Publishing Group
Data di pubblicazione: 13 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

The many lives of theoretical physicist Elsie Hannaway have finally caught up with her. By day, she's an adjunct professor, toiling away at grading labs and teaching thermodynamics in the hopes of landing tenure. By other day, Elsie makes up for her non-existent paycheck by offering her services as a fake girlfriend, tapping into her expertly honed people-pleasing skills to embody whichever version of herself the client needs. Honestly, it's a pretty sweet gig - until her carefully constructed Elsie-verse comes crashing down. Because Jack Smith, the annoyingly attractive and arrogant older brother of her favourite client, turns out to be the cold-hearted experimental physicist who ruined her mentor's career and undermined the reputation of theorists everywhere. And he's the same Jack Smith who rules over the physics department at MIT, standing right between Elsie and her dream job. Elsie is prepared for an all-out war of scholarly sabotage but... those long, penetrating looks? Not having to be anything other than her true self when she's with him? Will falling into an experimentalist's orbit finally tempt her to put her most guarded theories on love into practice?

L’ho già detto che Ali Hazelwood è ormai una delle mie autrici preferite? Se non lo avevo già fatto, lo dico ora: questa autrice è fenomenale! Ogni suo libro si riconferma assolutamente brillante, adorabile e comico, anche se devo dire che in questo suo ultimo romanzo si è superata. Preparatevi quindi a una serie di lodi sperticate per Love, Theoretically che si è rivelato pienamente al livello, se non quasi meglio, di The Love Hypothesis (anche se il posto d’onore intoccabile nella mia personale lista rimane).

In questo romanzo troviamo come protagonista Elsie, una fisica teorica attualmente impiegata come professore associato (se ho trovato la corrispondenza giusta in italiano) in ben tre università, in attesa di ottenere un posto fisso nell’ambiente, che nel tempo che le rimane lavora come “fidanzata per finta” presso u'agenzia specializzata. In effetti, questo secondo lavoro è quello che le permette di rimanere a galla e di autosostentare la sua indipendenza economica. Vive con la sua migliore amica Cece, accademica umanistica e collega “fidanzata per finta”, e il suo riccio chiamato Hedgizabeth Bennet, o solo Hedgie, in onore della più famosa eroina di Jane Austen; la sua più peculiare qualità è una sorta di camaleontismo caratteriale per cui è in grado di plasmare la sua personalità a seconda di chi si ritrova davanti in modo da far sempre contenti tutti anche se questo è il risultato di una situazione familiare un po’ problematica.

Come controparte maschile abbiamo Jack, docente e ricercatore al MIT, fisico sperimentale, personaggio generalmente odiato dai fisici teorici, fratello maggiore dell’ultimo cliente di Elsie e, per concludere in bellezza, sua spina nel fianco e ultimo ostacolo per la posizione lavorativa dei sogni della nostra protagonista.

Appare da subito evidente un certo conflitto di interessi in corso, fomentato tra l’altro dal fatto che a una cena di famiglia Elsie insospettisce Jack con la sua mancata conoscenza di alcuni dettagli della vita di suo fratello, per non parlare poi dell’identità di facciata che usa quando lavora in quel contesto secondo la quale lei è una libraia e non sa nulla di tutto ciò che riguarda la fisica e simili ma per sbaglio le scivola in un discorso proprio una frase “da fisico”. A causa di un malinteso, nemmeno Elsie ha idea di chi sia in realtà Jack e quando le loro rispettive identità vengono a galla durante una cena pre-colloquio di lavoro per la protagonista (momento peggiore non poteva esserci) è guerra aperta. Lei vuole quel lavoro con tutta se stessa e lui sembra intenzionato a ostacolarla solo per il suo tornaconto; il vero problema è però che con Jack Elsie non è in grado di capire come adattarsi e dunque per la prima volta in tantissimo tempo non può far altro che essere se stessa, un fatto spaventoso ma anche liberatorio per certi versi, soprattutto se questo le permette di dirgli apertamente cosa pensa di lui ogni volta che viene provocata. Quello che lei non sa è che mentre lei lotta con quello che sembra essere l’intero dipartimento del MIT, lui lotta con sé stesso per tenere a bada l’attrazione profonda che prova nei suoi confronti sin dai primi incontri in famiglia ma che contrasta con il fatto che lei sia la “fidanzata” del fratello e che abbia mentito, per quanto lo riguarda, praticamente su tutto. Comincia così una battaglia di volontà e di determinazione che, ahi noi!, termina, più o meno, nel momento in cui, a causa di un incidente di percorso, viene tutto a galla. Voi penserete che adesso sia finita qui e ci sia il lieto fine... sbagliato! Dopo la “grande rivelazione” abbiamo ancora a che fare con una protagonista in costume da cavaliere medievale, determinata a nascondere fino all’ultimo le sue fragilità e un fisico sperimentale più che determinato a spellarla come una cipolla per scoprirle tutte fino all’ultima; almeno adesso vanno d’accordo. Fino alla successiva disfatta, fatale per entrambi, che li costringerà a mettere in discussione tutto, a partire dalle rispettive infanzie/gioventù. Ovviamente tutto va a finire come deve per i nostri adorabili protagonisti, che con estrema fatica e non poco coraggio riscrivono ciò che sono e che sono stati per arrivare una volta per tutte alla versione non censurata e adulterata di loro stessi.

Finora questo è il libro di Ali Hazelwood con i personaggi più complessi tra quelli che ha scritto, è anche quello dove è maggiormente presente l’ambiente accademico, tutta la storia infatti si svolge tra le quattro mura dell’università e pochi altri momenti sono lasciati all’esterno, e queste caratteristiche me lo hanno fatto apprezzare moltissimo. In realtà non è niente di nuovo visto che mi è piaciuto praticamente tutto quello che è stato scritto da questa autrice, ma penso che in questo caso si sia superata. L’evoluzione del carattere di Elsie è pazzesca, lenta, graduale e intrisa di difficoltà, quello che ho apprezzato di più di tutto è che il suo essere una “people pleaser” non è limitato a nessuno, nemmeno alla sua migliore amica con cui letteralmente condivide la quotidianità. Anche il nostro professore ne fa di strada e mi ha convinto quando ha messo da parte l’ego e l’orgoglio per fare ciò che andava fatto, che l’abbia fatto per Elsie è solo un punto in più della faccenda. Se a tutto questo uniamo il classico stile frizzantino e leggero dell’autrice otteniamo un libro da top five di quest’anno. Love, Theoretically dunque è un libro che mixa agevolmente una maggiore profondità di storia, ambiente e situazioni con la spensieratezza di una rom-com ben riuscita, ben fatta.

Ah, non dimentichiamo che a un certo punto l’autrice potrebbe aver regalato a noi lettori un piccolo spin- off a mo’ di ricomparsa di alcune vecchie conoscenze, mi limiterò a dire che io stavo saltando sul letto quando ho letto la suddetta parte.
Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

mercoledì 18 gennaio 2023

Recensione: "The Love Hypothesis. Il teorema dell'amore" di Ali Hazelwood (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Melz ci parla di The Love Hypotesis. Il Teorema dell'amore, di Ali Hazelwood, romanzo amatissimo dal Book Tok, che ha conquistato anche lei. Scoprite la sua opinione e fateci sapere se voi l'avete letto e cosa ne pensate. Vi aspettiamo nei commenti. A presto!

The Love Hypothesis
di Ali Hazelwood

Prezzo: 9,99 € (eBook) 15,90 € (cop. rigida)
Pagine: 326
Genere: contemporary romance
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 21 giugno 2022

Dottoranda in Biologia, Olive Smith crede nella scienza, non nell'amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione e di sicuro non le importa di Jeremy, un ragazzo con cui è uscita un paio di volte in tutto. Si dà il caso, però, che lui piaccia da morire alla sua amica Anh, ed è proprio per convincere quest'ultima che Jeremy appartiene al passato che Olive una sera bacia il primo ragazzo incontrato in laboratorio, fingendo che sia il suo fidanzato. Costui, però, si rivela essere Adam Carlsen, giovanissimo professore sexy, noto per comportarsi sempre da tiranno con tutti. Per questo Olive rimane a bocca aperta quando lui accetta di reggerle il gioco con l'amica, rivelandosi una persona affascinante e gentile. All'improvviso, un appuntamento finto dopo l'altro, il mondo di Olive viene stravolto, tanto che è costretta a mettere il suo cuore sotto un microscopio e ad analizzare i suoi sentimenti per Adam. Riuscirà a comprendere che il teorema dell'amore non segue alcuna dimostrazione?

Ed eccoci in una nuova puntata di “Melz arriva sempre tardi”. Il libro di cui vi parlo oggi è abbastanza conosciuto, soprattutto su bookstagram e booktok. Complice il fatto che leggo pochi romance e che li trovi tutti eccessivamente banali, ho ignorato la cosa, non leggendo nemmeno la trama. Ah, questa puntata si chiama anche “Melz non ci vede” perché che parlasse anche di scienza era chiaro sia dal titolo che dalla copertina, ma io ho ignorato anche questo. Solo quando Eleonora (ringraziamola tutti) mi ha detto che fosse ambientato nell’ambiente STEM ho deciso di leggerlo. E ho fatto bene!

STEM è l’acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics. Perché ho deciso di leggerlo dopo aver saputo dell’ambiente? Perché sono un chimico e conosco bene quel mondo, tanto da sapere se quelle fossero davvero dinamiche così irrealistiche come letto in molte recensioni.

The Love Hypothesis nasce come una fanfiction di Star Wars e da questo capiamo anche perché Adam sia così fisicamente uguale ad Adam Driver. Adam è scontroso, silenzioso, uno da cui tenersi alla larga. Olive è una dottoranda svampita e con delle idee del piffero, come quella di baciarlo per una ragione piuttosto idiota all’improvviso. A questo punto una persona normale avrebbe dato di matto, ma Adam la prende con molta filosofia perché... beh no, questo no, dovete leggere il libro per scoprirlo.

Vi parlavo prima del fatto che conosco le ambientazioni del libro e mi ha fatto veramente molto piacere il sottolineare la figura della donna nell’ambiente STEM, ancora troppo sottovalutata. E devo svelarvi anche un’altra cosa: questa storia non è troppo irrealistica. A tratti è esagerata, è vero, ma noi scienziati siamo persone davvero particolari e passiamo molte ore in laboratorio circondati da reazioni al 99% fallimentari. E’ un po’ come i medici negli ospedali, inciuci a destra e a manca, ecco... il dottorato può essere così. Certo, forse a nessuno salterebbe in mente di baciare un tipo a caso in un corridoio, quello fa parte della componente romance del romanzo, ma tutto il resto beh... non me la sento di dire che non sarebbe mai potuto accadere.

Ho amato molto le interazioni tra i due protagonisti, l’aprirsi lento di Adam e il fatto che Olive risulti così ingenua, ma così terribilmente geniale allo stesso tempo. Questo libro mi ha divertita, mi ha tenuta incollata alle pagine e mi ha fatto molto ridere. E’ allo stesso tempo, però, molto profondo e delicato su alcuni argomenti come l’amicizia (spettacolare quella tra Olive e i suoi amici), il dolore della perdita e il femminismo.

Lo stile è leggero e fresco. Sono riuscita a percepire ogni sensazione, dalla più blanda alla più spinta, e non saprei nemmeno dire se questo è un libro spicy. Forse doveva esserlo in alcuni capitoli, ma ho provato molto imbarazzo nei loro primi approcci, il che a me è piaciuto perché le prime volte sanno essere difficili, lo ha reso reale, ma spicy... non saprei.

Che dire? Io non vedo l’ora di recuperare anche gli altri suoi libri. Nel frattempo vi consiglio questo. Se è piaciuto così tanto a me che non prediligo il genere, penso potrà piacere molto a voi se invece il genere lo amate.
Melz


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 23 settembre 2022

Recensione: "Love on the Brain" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi per voi la recensione di Love on the Brain, di Ali Hazelwood, a cura della nostra Eleonora. Dopo il successo di The Love Hypothesis, l'autrice sarà riuscita a replicare e convincere con questa nuova storia? Il romanzo è ancora inedito in Italia, ma speriamo arrivi presto anche da noi. Intanto, scopritelo nella recensione che segue e fateci sapere che ne pensate. A presto! ;)

Love on the brain
di Ali Hazelwood

Prezzo: 5,49 € (eBook) 15,95 € (cop. flessibile)
Pagine: 368
Genere: contemporary romance
Editore: Sphere
Data di pubblicazione: 23 agosto 2022
INEDITO IN ITALIA

Bee Königswasser lives by a simple code: What would Marie Curie do? If NASA offered her the lead on a neuroengineering project - a literal dream come true - Marie would accept without hesitation. Duh. But the mother of modern physics never had to co-lead with Levi Ward. Sure, Levi is attractive in a tall, dark, and piercing-eyes kind of way. But Levi made his feelings toward Bee very clear in grad school - archenemies work best employed in their own galaxies far, far away. But when her equipment starts to go missing and the staff ignore her, Bee could swear she sees Levi softening into an ally, backing her plays, seconding her ideas... devouring her with those eyes. The possibilities have all her neurons firing. But when it comes time to actually make a move and put her heart on the line, there's only one question that matters: What will Bee Königswasser do?

Dopo il grande successo di The Love Hypothesis, c’era il rischio che Ali Hazelwood con il suo nuovo libro disattendesse le aspettative e creasse una storia non all’altezza di quella precedente. Ebbene posso dire con assoluta certezza che dopo aver letto questo suo secondo romanzo non saprei dire quale dei due è il migliore, entrambi sono assolutamente fantastici.

La protagonista, la dottoressa Bee Konigswasser, è una giovane stella molto promettente della ricerca nel campo delle neuroscienze, ha uno stile particolare, una passione per i capelli dai colori pazzi ed appassionata da sempre (ai livelli dell’idolatria) della vita e del lavoro di Marie Curie, inoltre è anche la curatrice di un profilo Twitter che ha posto le basi per una vasta community di Women in STEM alle prese con i problemi del sistema e che guarda caso si chiama proprio “#WhatWouldMarieDo”. Tradita dalle persone di cui si fidava di più, ha deciso di consacrare tutta la sua vita e le sue energie solo ed esclusivamente al lavoro e a rendere fiera di lei una virtuale/spirito guida Marie Curie. Dunque quando le viene offerto il posto di capo-ricercatrice per le neuroscienze in un nuovo programma della NASA, BLINK, un progetto che prevede l’ideazione e la costruzione di un elmetto neurotrasmettitore per gli astronauti, non c’è nulla che la trattenga dall’accettare e dal fare un balletto entusiastico. Le grida di giubilo però durano poco, molto poco, appena il tempo di scoprire che il suo collega e vicecapo ricercatore ingegneristico non è altri che la sua nemesi giurata, colui che la detesta per qualche strano, arcano motivo dai tempi della specializzazione: Levi Ward. L’opportunità di carriera e di lavoro però per Bee è troppo ghiotta perché dei contrasti del passato le siano di ostacolo nel progetto più innovativo e interessante che le sia mai capitato ed è più che decisa a proporre una tregua civile e professionale al suo nemico giurato. Peccato che dirlo e pensarlo sia un conto, mettere in pratica il piano sia tutt’altra faccenda. In più non ha fatto i conti con il diretto interessato che, dal punto di vista di lei, è tutt’altro che intenzionato a renderle la vita facile e non fa altro che sabotarla sin da quando mette piede nei corridoi della NASA, tra strumentazioni che non arrivano, ciambelle vegane mangiate e riunioni di cui Bee non viene informata. La situazione però non è come sembra e per una volta la colpa di tutti i disagi di Bee non è da imputare a Levi, anzi dal canto suo il capo-ingegnere sembra stare dalla parte della collega e pare che l’unica cosa che voglia sia aiutarla. Pian piano che continua la collaborazione tra i due, la dottoressa scopre e si convince (molto a fatica) che la sua arci-nemesi in realtà stima e apprezza sia lei come persona che il suo lavoro e così, dopo una serie di problemi e una spedizione di spionaggio, il rapporto tra i due diventa prima amichevole, poi complice e passionale.

In parallelo con la crescita del loro affiatamento, cresce, avanza e si avvia al completamento il progetto BLINK. I grandi capi delle organizzazioni che lo sponsorizzano stanno col fiato sul collo ai due ricercatori e premono per delle dimostrazioni dell’efficacia della macchina, purtroppo lo sanno tutti che affrettare le cose, soprattutto nella ricerca e nella sperimentazione, non è quasi mai un bene. Come volevasi dimostrare infatti va tutto orribilmente storto e a Bee non rimane che allontanarsi dal progetto e accollarsi la colpa di quanto è successo. Ma sarà davvero colpa sua? E cosa ne sarà del suo rapporto con Levi?

Brillante, comico, tenerissimo e con un’alta percentuale di gatti, questi sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per descrivere Love On The Brain. Ali Hazelwood anche in questo nuovo romanzo è riuscita a mescolare perfettamente tutti gli elementi per ottenere una storia frizzante e intrisa del lato “adorabilmente nerd” della scienza. Non sono mancati come in The Love Hypothesis i riferimenti alle Women in STEM e a tutte le problematiche connesse con un mondo ancora molto maschile, anzi in questo libro sono stati ancora più presenti e sono state maggiormente messe in risalto le varie situazioni di svantaggio in cui si possono trovare le ricercatrici/studiose/scienziate. Tutto questo però non ha messo da parte storia e personaggi, anzi riguardo a questi ultimi bisogna dire che l’autrice ha uno spiccato talento nello scrivere e descrivere personaggi strampalati, siano essi umani o (in questo libro) anche felini. Tra le pagine del romanzo infatti troviamo spianate tutte le peculiarità più particolari che possano venire in mente nell’inventare un personaggio: troviamo Rocìo, l’assistente di Bee, che è una ragazza gotica con una passione spropositata per fantasmi, maledizioni, riti satanici e non, e con un umorismo che definire caustico è dir poco, che nonostante queste amene caratteristiche risulta comunque adorabile. Per la controparte felina dei personaggi strambi troviamo Felicette, gattina randagia e “fantasma” che infesta la sede della Nasa, in particolare l’ufficio di Bee (con sua somma gioia), e che ha la particolarità di sparire dalla vista non appena Bee vuole rendere nota la sua esistenza a qualcuno dei colleghi (solitamente Levi). Sicuramente di questa strampalata storia si può dire tutto ma non che sia banale o noiosa, per quanto gli elementi di base del romance siano sempre gli stessi che si ripetono nei vari romanzi, questa autrice ha la non trascurabile abilità di rendere tutto nuovo e frizzante, della serie appena finito di leggere il libro, l’unica cosa che si vorrebbe fare è ricominciarlo tutto da capo. Lettura promossa a pieni voti!
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

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