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venerdì 27 dicembre 2024

Recensione: "Cour des Chaînes" di Amanda Fall (a cura di Eleonora)


Buongiorno, lettor*! ^^
Come state? Spero abbiate trascorso un buon Natale! Queste feste ci serviranno a ricaricare un po' le batterie, a rilassarci e stare serenamente in famiglia, ma anche per leggere tanto e parlarvi di nuovi e interessanti libri. Oggi la nostra Eleonora recensisce Cour des Chaînes, secondo volume della serie Holland Academy, di Amanda Fall. Se il primo volume l'aveva conquistata, questo l'ha un po' delusa, ma leggete la sua opinione completa qui sotto per saperne di più e fateci sapere cosa ne pensate voi. 
Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale in omaggio in cambio di un'onesta opinione.

Cour des Chaînes. Holland Academy II
di Amanda Fall

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 492
Genere: fantasy, paranormal romance, romantasy
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 27 novembre 2024

Elios Turner era l'incarnazione della purezza in un mondo dominato dal sangue, dalla vendetta e dalla morte. Fino a quando Lena Blake non scopre la verità sul suo passato. Ora, braccata dal desiderio di vendetta, è pronta a distruggerlo. E mentre l'ingresso alla Cour des Revenants è stato finalmente individuato, Lena sa che impugnare la spada è l'unica via per guarire il cuore spezzato da un gioco di luci e ombre. Ma proprio quando il cammino sembra tracciato, nuovi segreti emergono, nascosti tra le mura della Holland Academy. Cosa sta celando il misterioso Prevosto Corvinus? Perché gli interessi degli Hunter e dei vampiri, guidati dal principe Artois, si intrecciano in un intrigo mortale? Lena si trova a un crocevia: lottare per l'amore e rischiare di perdere tutto, oppure sacrificare ciò che le resta del suo cuore in nome del dovere. Tra battaglie cruente e orrori sepolti nel tempo, in una Londra gotica avvolta nel mistero, le maschere cadranno, e i cuori si frantumeranno.

Cour des Chaînes
è il secondo capitolo della saga della Holland Academy di Amanda Fall e devo dire che rispetto al primo volume (QUI la recensione) in questo caso sono stata un po’ delusa, ho avuto difficoltà nel leggere il libro e la storia in diversi punti mi è sembrata eccessivamente intricata e a volte nemmeno troppo studiata, mi ha dato l’impressione di un libro scritto di getto, riletto in velocità e preso per buono.

Cour des Chaînes inizia proprio nel punto in cui eravamo rimasti con Cour des Revenants, dopo l’epico scontro tra Lena Blake e il principe Nikolas che aveva rivelato al mondo l’introvabile entrata della corte dei vampiri e aveva lasciato entrambi sull’orlo del tracollo fisico ed emotivo, ma non solo, tutti gli equilibri sono stati spezzati e tutte le verità date per assodate cominciano a essere messe in dubbio. Il trio di Echo formato per indagare sulla corte e composto da Lena, Caroline Corvinus, la figlia del Prevosto, ed Eva Stark, una cacciatrice a dir poco turbolenta, decide, dopo essere stato allontanato dalle indagini iniziate nel primo libro, di prendere la situazione in mano propria e cercare di risolvere tutte le matasse che non tornano; facendolo, però, danno il via a una serie di rivelazioni sconcertanti e alcune pure macabre che non faranno altro che contribuire alla quantità industriale di dubbi che sorgono e di risposte da cercare.

In tutto ciò a parte il trio centrale e la controparte a due vampirica, composta dal principe Nikolas e da suo fratello di sangue Ignis, i personaggi secondari, e mi riferisco a Spyro e Vi, la cosiddetta famiglia di Lena, sono risultati delle comparse quasi del tutto ininfluenti al fine della storia, i loro momenti sul palcoscenico sono sembrati decontestualizzati e privi di fondamento, per non parlare dei loro dialoghi, pathos eccessivo e discorsi al limite del copione da tragedia greca, dichiarazioni d’amore eterno e imperituro come se tutto il mondo fosse contro di loro anime pure, innocenti e condannate alla miseria, nella realtà dei fatti se la sono fatta e se la sono goduta per i fatti loro.

Il rapporto tra Nikolas e Lena invece ha avuto un'evoluzione coerente con i personaggi che sono, devono passare da acerrimi nemici ad amanti e superare tutti i preconcetti che hanno sempre avuto, non è facile, però anche loro si impegnano e ci mettono la loro buona dose di battute al limite dello sdolcinato ma allo stesso tempo un po’ cringe. Possiamo dire, in generale, che la descrizione delle scene di intimità non è molto congeniale alla scrittrice.

L’unico personaggio che mi ha veramente convinta è Caroline che nel suo percorso evolutivo ha tirato finalmente fuori il carattere e la grinta, iniziando a mettere in mostra tutto quello che è il suo potenziale di personaggio cardine della storia, anche Eva Stark ha un’evoluzione interessante e decisamente inaspettata, l’unica nota dolente è che pure lei a una certa mi cade nell’eccessivamente drammatico, si riprende subito fortunatamente e ritorna a essere l’Echo cazzuta che abbiamo imparato a conoscere seppure un pochino ammorbidita.

In generale, in questo secondo volume viene messa molta carne al fuoco e le scene di lotta sia fisica che politica non mancano però mi sembrano tutte molto affrettate e confusionarie, l’impressione è che si volesse dare un ritmo veloce e frenetico al tutto ma ottenendo piuttosto una rocambolesca serie di scene e situazioni di cui non sempre capiamo appieno i come e i perché.

Il finale lascia sicuramente intendere che ci sarà ancora parecchia strada da fare per i nostri personaggi, che dal nulla decidono di fare cose a caso sorprendendo sia i loro compagni di avventura che noi lettori, ci sono questioni lasciate in sospeso, altre appena accennate, altre ancora che vorremmo veder chiuse, tanto non è che importino un granché, ma sappiamo benissimo che sono ben lungi dall’esserlo ma soprattutto io personalmente vorrei vedere e capire qualcosina di più che a fine lettura mi sembra di essere stata su un ottovolante senza sapere come ci sono finita sopra e che giro ha fatto.

Mi aspettavo di più vista la partenza con il primo volume, ma la sensazione è che si sia voluto strafare e nel farlo sia stata persa un attimo di vista la storia nel suo insieme.
Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

martedì 10 settembre 2024

Recensione: "Io baro, tu bari, egli bara" di Giulia Barucco (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^ Come state? 
Vi siamo mancate? Coffee&Books ha deciso alla fine di prendersi una pausa un po' più lunga, causa caldo insopportabile e impegni vari, ma non ci siamo dimenticate di voi. Da oggi riprende, infatti, la normale attività qui sul blog e anche sui social, vi aspettano tante recensioni che non vediamo l'ora di condividere con voi. Iniziamo in bellezza con l'opinione della nostra infaticabile Eleonora, che si è divertita un sacco a leggere Io baro, tu bari, egli bara, di Giulia Barucco, una rom-com molto originale che vi sorprenderà. Scopritela qui sotto e fateci sapere, come sempre, cosa ne pensate nei commenti! A presto :D

Io baro, tu bari, egli bara
di Giulia Barucco

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 325
Genere: romance contemporaneo, commedia romantica
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 26 giugno 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

La Love4Every1 è un’agenzia per cuori diversamente solitari, che sfrutta l’intelligenza artificiale allo scopo di creare match senza margine d’errore. La scontrosa Amelia Mordini e il convalescente Tommaso vengono ricattati, rispettivamente dalla migliore amica di lei e dalla famiglia di lui, per entrare nel programma naziamoroso dell’agenzia. Lei è una designer di sex toy, intollerante a tre quarti della popolazione vivente. Lui, a causa di un incidente motociclistico, è parzialmente grattugiato e impotente. Obiettivo finale? Farli innamorare in soli otto giorni.

Dopo aver letto il primo libro di Giulia Barucco, Una zebra a pois, e dopo essere stata conquistata dallo stile leggero e ridanciano di questa autrice, sapevo che avrei letto ogni libro da lei scritto. L’ultimo in ordine cronologico è Io baro, tu bari egli bara. Come i suoi precedenti romanzi, anche questo è una rom-com a tratti folle e assurda ma non così tanto quanto si potrebbe pensare dopo aver letto la trama. I protagonisti di questa storia sono Amelia, come la strega di Paperino e come la Earheart, una donna fieramente sposata con il suo lavoro ed insofferente verso la quasi totalità della popolazione umana, specie se di sesso maschile e specie se bresciana ma con un nome anglofono tipo Jennifer o Jonathan, e Tommaso un uomo che a sposarsi o anche solo ad avere una relazione ormai non ci prova nemmeno più con grande disappunto del fratello e della lacrimevole madre. Secondo lui, infatti, le uniche interazioni normali che potrà avere da qui alla fine della sua esistenza, famigliari esclusi, sono quelle con i suoi clienti, persone che convenientemente non hanno più la possibilità di intrattenere conversazioni o esprimere pareri perché sono ormai defunte. Cosa potranno avere mai in comune due persone apparentemente così opposte? Sicuramente amici e parenti impiccioni, che convinti di fare del bene sfruttano l’arma del ricatto morale per ottenere quello che vogliono, che entrambi partecipino a un esperimento di appuntamenti al buio. La faccenda consiste nell’uscire per otto giorni consecutivi con un partner scelto dall’agenzia di dating tramite i dati forniti dai parenti e grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, il goal decantato è che in questo lasso di tempo gli accoppiati diventino a tutti gli effetti una coppia, secondo le statistiche fino ad ora la percentuale di successo è del 100%. Amelia, la quale si sente brutalmente ingannata e senza via di scampo, per non perdere la sua migliore amica (anche se al momento priva delle sue facoltà mentali per cause matrimoniali), è ovviamente decisa a cambiare le cose e a demolire dall’interno un sistema che a detta sua le impedisce di continuare a vivere un'esistenza priva di idioti a circondarla. Tommaso invece parte per l’avventura sentendosi già sconfitto in partenza e con il presupposto di far felici i suoi dimostrando allo stesso tempo che si sbagliano sulle sue prospettive future di normalità e felicità. Quello che i due protagonisti non si aspettano è che ad aiutarli in questo percorso ci saranno delle intelligenze artificiali con addirittura qualifiche da plurilaureati che li consiglieranno e seguiranno nel tortuoso percorso della costruzione di una effettiva relazione tra due completi sconosciuti, imparando e adattandosi nel frattempo alle loro personalità, Jennifer l’AI di Amelia imparerà addirittura ad utilizzare il sarcasmo, tanto caro alla sua assistita.

Il giorno fatidico del primo appuntamento comunque arriva per tutti e i nostri due protagonisti non possono far altro che riluttantemente presentarsi all’appello nel posto indicato e accuratamente studiato per favorire un ambiente rilassante e funzionale alla buona riuscita della serata. Una serata che però, contrariamente alle aspettative, inizia in maniera un po’ rocambolesca e prima di finire alla stessa maniera si trasforma in un piano di complotto anti-agenzia di dating, con somma gioia e risatine malefiche da parte di Amelia. Staremo a vedere poi chi ride per ultimo, lei o la sua amata e odiata AI che tra statistiche e manipolazioni ride, ride, ride?

Tra un appuntamento anticonformista e un altro, infatti, l’affiatamento e l’attrazione tra i due continuano a crescere, nonostante siano entrambi ferocemente tenuti a bada da due testardi e cocciuti determinati a non soccombere, pian piano le difese di entrambi cominciano ad abbassarsi e iniziano a emergere le loro vulnerabilità, riusciranno ad andare fino in fondo? Solo le intelligenze artificiali lo sanno dire.
Quello che invece si può dire del libro è che, come al solito, lo stile e la scrittura di Giulia Barucco non deludono mai. L’autrice ha infatti una penna spigliata e ridanciana, a tratti quasi goliardica che riesce sempre nello scopo di creare delle storie che fanno ridere a crepapelle il lettore. Nonostante la trama presenti una situazione ai limiti dell’assurdo grazie al mix di elementi che la compongono, com’è in realtà tipico di tutti i romanzi di questa autrice, ciò che rende possibile , non dico immedesimarsi, ma di sicuro percepire la “tangibilità” della storia è l’umanità dei personaggi che traspare in tutte le pagine e in tutte le situazioni, pure di quelli che non sono dotati di mente e corpo fisico e che sono puramente frutto dell’azione combinata di algoritmi complessi. I dubbi che si fa venire Amelia, le sue paranoie, le situazioni che si creano tra due persone che sono ai primi stadi di una conoscenza, così come le insicurezze di entrambi che emergono, i pensieri dei loro cari, l’impiccio degli amici che vogliono sapere, vedere, credere, sono tutte cose che chiunque ha provato sulla propria pelle a prescindere dal contesto particolare del romanzo in questione. Poi ammettiamolo, chi non vorrebbe un suggeritore nell’orecchio in grado di sciogliere o addirittura evitare quei momenti di imbarazzo che si possono potenzialmente venire a creare? Io lo vorrei, se poi l’ “aiuto da casa” è come Jennifer allora basta solo dirmi dove devo mettere la firma. L’AI creata dall’autrice, per quanto poco io me ne possa intendere, è proprio come mi immaginerei un supporto tecnologico di intelligenza artificiale, in evoluzione costante in base al rapporto che si crea con l’essere umano e sempre al confine tra “oddio, perché non sei una persona reale” e “menomale che non lo sei perché sei a dir poco inquietante”. Proprio grazie a questo mix il lettore arriva a percepire Jennifer come un effettivo personaggio all’interno della storia, una sorta di aiutante nascosto, ma nemmeno tanto, tipo i personaggi che stanno dietro le quinte a suggerire e monitorare la situazione nei film di spionaggio e simili.

Un aspetto che differenzia quest’ultimo titolo rispetto ai precedenti è la presenza del doppio POV, utile ed efficace per rendere ancora più vere e in evidenza le fragilità che hanno entrambi i protagonisti, entrambi infatti in questo romanzo faranno un percorso di crescita e di presa di coscienza che li porterà a essere la versione “migliore”, e che tutti i loro cari avevano già intravisto, di loro stessi, con modi e tempi diversi. Ma alla fine quello che conta è il risultato, no??!

Ps: per chi ha letto anche i suoi romanzi precedenti potrebbero esserci gradite sorprese.

Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

domenica 5 maggio 2024

Recensione: "Cour des Revenants" di Amanda Fall (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*, e buona domenica!^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di una delle ultime uscite di Words Edizioni, Cour des Revenants, tra i libri più attesi della casa editrice. Si tratta di un fantasy ricco di suspense, con trope enemies to lovers e vibes dark academia. Scoprite tutti i dettagli nella recensione e fateci sapere se lo avete letto o lo leggerete presto! ;) 
Un immenso ringraziamento alla casa editrice per la copia digitale fornita in cambio di una recensione onesta.

Cour des Revenants
di Amanda Fall

Prezzo: 2,69 € (eBook) 
Pagine: 430
Genere: fantasy, paranormal romance, romantasy
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 1 aprile 2024

Lena Blake è una Hunter, sicario arruolato tra le fila della Holland Academy. La secolare accademia ha il compito di epurare l’umanità da tutto ciò che di demoniaco esista in natura. Il suo compito è stroncare un’antica dinastia di vampiri, protetta dalla leggendaria Cour des Revenants: è l’occasione che attendeva da tempo per poter finalmente vendicare la morte della madre. Nicholas Artois, vampiro e principe della Cour des Revenants, ha ricevuto dal padre un incarico: uccidere il sicario della Holland Academy, dopo che gli Hunter hanno scoperto dell’esistenza della Corte. È la sua unica opportunità per fare breccia nell’animo del genitore e dimostrarsi suo degno erede. Il cuore pulsante di una Londra oscura come non mai si prepara ad accogliere una guerra senza pari, anche se la speranza di un mondo di pace esiste ed è racchiusa in un siero che Lena stessa beve e che è in grado di trasformarla nell'aspetto e nello spirito. E quando nel cuore di Hyde Park Lena salva il giovane Elios Turner, innamorandosene, non sa che, in realtà, lui nasconde un segreto che cambierà tutto.

Cour des Revenants
è il primo capitolo di una saga che fin da ora si rivela come complessa ed estremamente articolata
, sia per quanto riguarda i personaggi nella loro caratterizzazione, sia per quanto riguarda le interazioni e i legami che intercorrono tra di essi, ma comunque intrigante e diverso dal solito. Ammetto che è stato un libro non semplice da leggere proprio per questa quantità di collegamenti che attualmente vengono per lo più solo presentati e nemmeno nella loro interezza, però la scrittura dell'autrice ha comunque semplificato le cose e nella sua semplicità non ha complicato ulteriormente la situazione.

A portare avanti la storia troviamo Lena Blake, una ragazza Echo, ossia un essere per metà umano e metà demoniaco, che fa parte della più importante istituzione londinese di caccia e controllo della criminalità demoniaca, la Holland Academy. Lena oltre che con i demoni in carne e ossa deve fare i conti con i suoi personali, che affondano le loro radici in un lontano passato che non ha mai smesso di perseguitarla con il suo fardello di dolore e sete di vendetta. Ad alleviare le sue giornate e la nuvola nera che sembra sempre accompagnarla ci sono Spyro e Violet, rispettivamente un Delta, figlio di Echo ma del tutto umano, e una umana che però cincischia con alchimia, armi perfezionate e tutto lo scibile su cui riesce a mettere le mani; i tre da quando si sono conosciuti si sono riconosciuti come anime in qualche modo affini e sono divenuti gli uni la famiglia degli altri, si sostengono e si coprono le spalle a vicenda in qualsiasi situazione ad alto tasso di rischio si presenti nella loro quotidianità fatta di violenza e aggressività. 

Una quotidianità in cui ad un certo punto si inserisce per Lena anche un giovane ragazzo, Elios, che inizialmente la attrae per il colore strabiliante dei suoi occhi, che le ricorda tremendamente una infanzia passata ma estremamente cara, diventando poi una parte importante del suo cuore, ma comunque una parte che mantiene nascosta a tutti. Un giorno alla spietata Echo, rinomata per essere la punta di diamante tra i cacciatori dell'accademia, viene affidato un incarico che stravolgerà le sue giornate: deve trovare e distruggere totalmente la Cour des Revenants, una sorta di Londra specchio sotterranea che è patria dei demoni ma sopratutto dei vampiri ed è governata dagli Artois padre e figlio. È proprio a quest'ultimo, il principe della corte, Nicholas, che viene affidato l'incarico specchio di eliminare la minaccia, ossia uccidere Lena. Per tutta una serie di motivi articolati, e anche qui legati al suo passato, il principe prende questo incarico molto sul personale, in una maniera tale che lo porta a provare un odio a dir poco smisurato per Lena e un impellente desiderio di eliminarla anche in modi creativamente brutali. Gli scontri tra i due sono sempre cruenti e sanguinosi ma più si va avanti nella storia più si capisce che questi duelli all'ultimo sangue sono solo la punta dell'iceberg che si nasconde tra segreti e macchinazioni portati avanti tra spie e doppigiochi, di cui i veri obiettivi sono ancora ignoti sia ai protagonisti che a noi lettori.

Entrare nelle vicende dei protagonisti non è immediato e nemmeno semplice, inizialmente pare tutto molto complicato e di difficile intuizione, specialmente per quanto riguarda la società degli Echo e anche proprio le loro caratteristiche intrinseche. Personalmente non sono riuscita nemmeno ad avere ben chiara un'idea di Lena per almeno la prima parte del libro, appena superato lo scoglio iniziale però tutto comincia a essere più scorrevole, anche se la presenza di alcuni personaggi continua a sembrare come se non c'entri nulla. È solo dopo la metà del libro che le pagine iniziano a essere mangiate alla velocità della luce e quando vengono svelati alcuni arcani che veramente si illuminano le lampadine e, bam!, è come una rivelazione, fantastico, per come ci si avvicina al finale. Si sa cosa aspettarsi ma non del tutto. 

La storia si prospetta come un enemies to (penso) lovers che per la sua aderenza perfetta al trope è uno dei migliori letti ultimamente. Nel complesso Cour des Revenants è stata una lettura molto piacevole, che mi ha lasciata con la voglia di sapere come continuerà e come si risolverà la situazione al limite della tensione di odio/qualcosa a cui ancora non si vuole o non si può dare nome e definizione (ma vi prego ditemelo). Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto, mi ha dato l'impressione di correttezza e linearità, che rispetto alla storia a dir poco arzigogolata, si distingue per essere fresco e non difficoltoso.

Ringrazio la casa editrice per la copia fornita in anticipo. 

Eleonora


Photo credit: Materiale grafico fornito dalla casa editrice.

lunedì 17 luglio 2023

Recensione: "I segreti di Abercrombie Manor" di Rita Mariconda e Anita Sessa (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la settimana inizia con una nuova recensione della nostra Eleonora che ha letto I segreti di Abercrombie Manor, di Rita Mariconda e Anita Sessa, una delle ultime uscite firmate Words Edizioni. Si tratta di un romance storico ricco di intrighi e misteri ambientato in Scozia. Leggete la recensione per saperne di più ;)

I segreti di Abercrombie Manor
di Rita Mariconda e Anita Sessa

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 182
Genere: romance storico
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023

Stirling, 1839 Rimasto vedovo, lord Leonard Fitzgerald, Conte di Abercrombie, si ritrova a dover badare alla figlia Violet e a respingere i tentativi della madre di trovargli una nuova moglie, così da mettere a tacere il ton. Poco incline a seguire i dettami dell’etichetta e per fare un dispetto alla genitrice, Leonard assume la giovane miss Pillow per seguire l’educazione della bambina. È chiaro che la ragazza, piombata nella sua vita all’improvviso, nasconda un segreto: poco disposta all’obbedienza, rifugge dalle sue domande e, proprio per questo, averla intorno inizia a essere un piacevole diversivo per il conte. A sconvolgere i delicati equilibri saranno tuttavia l’indagine per la morte della Contessa di Abercrombie, del quale è sospettato proprio Leonard, e un segreto, antico quanto una profezia, che rischia di far crollare l’intera vita del Conte. In un gioco di ruoli, proprio come su un’enorme scacchiera, a farla da padrone saranno i misteri, svelati e da svelare, capaci di salvare o demolire ogni cosa.

Un romanzo ambientato agli inizi dell’età vittoriana, tra le brughiere scozzesi in cui antiche rivalità entrano in scena in un susseguirsi di bugie, inganni e tradimenti per poi collidere nel tanto atteso lieto fine, non poteva non attirarmi e in effetti, pur con qualche particolare che non mi ha convinto del tutto, la storia si è dimostrata piacevole e molto scorrevole e perfettamente nelle mie corde.

I protagonisti di I segreti di Abercrombie Manor sono Aileen Karreghakle, unica figlia del lord del territorio confinante con il Maniero, e Leonard, il Conte di Abercrombie, discendente dei lord inglesi che hanno “rubato” Abercrombie per volere del re d’Inghilterra ai Karreghakle. Le loro strade si incrociano in modo alquanto rocambolesco in un momento in cui entrambi stanno scappando da qualcosa, lei da un matrimonio combinato con un laido pretendente, lui dalle accuse di aver ucciso la propria moglie che gli si sono appiccicate addosso a seguito dei pettegolezzi dell’aristocrazia londinese, avida nel mettere gli artigli su un gossip così succulento. Per sfuggire al suddetto matrimonio Aileen se ne va dalla sua casa d’infanzia in piena notte, portando con sé solo l’essenziale, dopo aver formulato un piano d’azione sicuramente non privo di difetti. Destino vuole che già durante la prima notte di fuga all’addiaccio scoppi un violento acquazzone che la costringe a cercare rifugio nel capanno di caccia più vicino a casa, quello di Abercrombie Manor, e che anche nella dimora principale ci sia stata una fuga, questa volta di una bambina, figlia del Conte di Abercrombie, che stanca e spaventata dal padre che non ne può soffrire nemmeno la vista, in quanto gli ricorda l’odiata moglie, scappa di casa. Anch’essa sorpresa dall’acquazzone si rifugia nel capanno. La piccola, zuppa d’acqua e sfinita collassa sulla soglia ma viene prontamente recuperata e accudita da Aileen, la quale prende subito a cuore quella bambina che in fondo le ricorda se stessa. Non è passato troppo tempo che il padre della fanciulla fa la sua comparsa e di fatto ad Abercrombie Manor, anche se ne erano partite solo due persone, ritornano in tre. Aileen nasconde la sua vera identità dietro un poco probabile, e subito smascherato come tale, pseudonimo per non farsi trovare dai suoi, conscia che ormai le ricerche saranno già partite e Leonard, pur avendo capito il suo inganno, decide di stare al gioco, un po’ per tornaconto personale e un po’ perché incuriosito da quella enigmatica ragazza. Così inizia una conoscenza dapprima incuriosita poi sempre più sentimentalmente invischiata dei due protagonisti senza però che alcuno dei due si decida a fare qualcosa in merito che non sia un bacio fuggiasco in biblioteca. Ovviamente la loro sorte non può essere così semplice e infatti le rispettive famiglie si mettono d’impegno per condurli rispettivamente allo sfacelo. Solo con gli sforzi del migliore amico del Conte, che riesce con magistrale retorica e astuzia a unire parte delle due fazioni opposte, si arriva a un lieto fine che ha quasi del miracoloso.

Come abbiamo già stabilito all’inizio di questo libro, la storia si è rivelata molto carina e accattivante, tanto che in un pomeriggio l’ho finita senza alcuna fatica, non è esente però da qualche pecca, in parte dovuta alla brevità, in parte perché proprio non ho capito il motivo dell’inserimento di alcuni pezzi. Partiamo proprio dal prologo, era necessario? Io credo di no, di fatto in questa parte viene illustrata una sorta di maledizione/previsione futura fatta al tempo delle guerre anglo-scozzesi quattrocentesche che teoricamente dovrebbe andare a influenzare il futuro delle famiglie in questione. Lo fa? Bah, per più di quattrocento anni no, poi all’improvviso qualcosa si mette in moto, non ha molto senso. A mio parere, anche senza la profezia in atto, una semplice rivalità tra famiglie (sono pur sempre una scozzese e una inglese) avrebbe avuto senso lo stesso, mi ha lasciato molto l’impressione che fosse un’informazione buttata là a casaccio giusto per... Al suo posto avrei preferito una maggiore concentrazione sullo sviluppo dei sentimenti tra Aileen e il Conte, praticamente siamo passati da zero a cento in un millisecondo, tanto che ho dovuto rileggere alcune pagine per capire dove, come e quando. In generale questo romanzo mi ha dato un'impressione di fretta, ci sarebbe stato bene un maggiore approfondimento di alcune figure o anche di alcune situazioni, ad esempio il rapporto di Aileen con i fratelli o la parte della crisi sul finale.

Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista però, in quello che emerge dalle pagine è un personaggio interessante. Però quello che ho apprezzato maggiormente e per cui farei il tifo da stadio se avesse una sua storia (altamente improbabile visto che è un vescovo) è proprio Gabriel, il migliore amico del conte, nonostante la sua posizione (eh sì sappiamo che all’epoca i figli cadetti prendevano i voti solo per avere qualcosa da fare e non per vera e propria vocazione, ma vabbè) si rivela spesso e volentieri scanzonato ma saggio, machiavellico nei suoi piani per aiutare l’amico e addirittura perfido se si tratta di andare contro le arpie londinesi che tentano mille sotterfugi per incastrare il povero lord, un vero bijoux. Lui più di tutti è stato il personaggio che ho percepito a 360° e che mi ha convinto appieno. Del conte stesso non c’è così tanto da dire, mi ha ricordato più volte il signor Rochester, intelligente e di spirito ma prostrato da un passato traumatico, posso dire che avrei preferito sicuramente “conoscerlo” meglio; a dir la verità qualche richiamo a Jane Eyre in questo romanzo l’ho percepito, specie all’inizio per come comincia il rapporto tra i due. In generale comunque questa storia fila liscia, lo stile delle autrici è ineccepibile, avrei solo preferito una maggiore lunghezza e un maggior approfondimento del romanzo.

Ringrazio Words Edizioni per la copia digitale che mi ha fornito.
Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto
Immagini card: @wordsedizioni

venerdì 10 dicembre 2021

Recensione: "Requiem d'inverno" di Krisha Skies" (a cura di Eleonora)

Buongiorno! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di "Requiem d'inverno" un dark fantasy retelling del mito di Ade e Persefone, uscito per la casa editrice Words Edizioni. Scoprite se il romanzo le è piaciuto o meno e non dimenticate di lasciarci la vostra opinione ;) A presto!

Requiem d'inverno
di Krisha Skies

Prezzo: 2,99 € (eBook)
Pagine: 493
Genere: dark fantasy
Editore: Words edizioni
Data di pubblicazione: 13 novembre 2021

Lenora ha tutto ciò che potrebbe desiderare: è giovane, bella, ricca, anche se sprovvista di titolo nobiliare. Eppure, la sua vita non è come quella delle altre fanciulle dell’alta società della Repubblica. Il profumo inebriante dei narcisi, le maschere di pizzo, i raffinati balli aristocratici nascondono misteri legati alla morte e alla sorte dell’anima. Misteri noti solo a quelle come lei: gli Oboli, donne nate con il dono di poter aprire varchi tra il mondo dei vivi e quello dei morti. In una società in cui il denaro può comprare un posto nei Campi Fioriti dell’oltretomba, dietro lauti compensi Lenora presta i suoi servigi a facoltosi borghesi e a influenti aristocratici, protetta dall’irruente fratello maggiore Julian e desiderata dal perverso Duca di Burdak. Durante una delle traversate oltre la soglia dell’Ade, però, qualcosa sembra andare storto: la giovane incappa nel sovrano dell’oltretomba, l’affascinante e pericoloso Sommo Giudice Acheron. Ma cosa lega Lenora e Acheron? E quando lei ne implorerà l’aiuto, cosa pretenderà in cambio il Dio dei Morti?

Quando ho letto la trama di Requiem d’Inverno ho subito desiderato leggerlo, un dark retelling del mito di Ade e Persefone in chiave romance/storica? Assolutamente intrigante, peccato però che quando l’ho avuto tra le mani si sia rivelato un libro totalmente diverso da quello che mi aspettavo e non in senso positivo purtroppo.

Lenora, la protagonista di questa storia, vive una vita privilegiata, è bella, ammirata da tutti, appartiene ad una famiglia facoltosa e nota nell’alta società, ma soprattutto è un Obolo, ossia una ragazza, appartenente ad una sorellanza, che è in grado di trasportare le anime dei defunti (solitamente nobili o ricchi borghesi) nell’aldilà, nello specifico nell’Ade, e lei non è un obolo qualsiasi, lei è la migliore in quello che fa e la più richiesta tra le sue colleghe. Non è tutto oro quello che luccica però, la famiglia di Lenora infatti sotto un’apparenza ricca e sfarzosa conosce le ristrettezze della povertà, la violenza e il dolore della perdita, e fa affidamento sul lavoro della giovane, ottimamente retribuito peraltro, e sulle sue prospettive matrimoniali per mantenere le apparenze. Tutto cambia però quando in una delle sue traversate nell’Ade Lenora incontra il re degli inferi in persona Acheron che la costringe ad accettare la sua richiesta/ordine di fare un patto, lei potrà e dovrà pagare il tributo richiesto nel traghettare le anime a lui e lui solo, pena una punizione (che non ci sarà mai ovviamente). Le cose assumono pieghe inaspettate anche quando nel frattempo Lenora accetta il corteggiamento e fidanzamento con il Duca di Burdak, dal quale tutti la mettono in guardia come noto e arcinoto libertino (fosse solo questo il problema).

Ora voi direte: dove stanno i problemi in questa storia?
Risposta: in tutto quello che non emerge dalla trama sostanzialmente, nello specifico in Lenora e la sua famiglia. Perché? Appare chiaro sin dall’inizio che nel personaggio della protagonista ci sia qualcosa che non torna, Lenora alle spalle ha un passato famigliare pieno di dolore, dovuto alla delusione che ha avuto dalla figura di suo padre, che si è dimostrato un uomo violento, dedito ai vizi e che ha dissipato gran parte della fortuna di famiglia, e soprattutto dovuto alla perdita della sorellina più piccola, che dopo essere precipitata in un pozzo è andata incontro ad una morte lenta per malattia; questo passato però la giovane non è mai riuscita ad affrontarlo e superarlo, quanto meno la morte della sorellina, anzi si avvolge nel dolore della perdita e dei sensi di colpa e ci si crogiola, perché sensi di colpa però? Perché quando la sorellina è caduta nel pozzo i suoi due fratelli maggiori erano occupati ad amoreggiare tra di loro. Ecco, questo è il vero, enorme problema che, per me, ha questa storia, non è il solo ma è quello che salta immediatamente agli occhi ed è quello che ha trasformato questo racconto con un enorme potenziale in un remake di Cersei e Jaime Lannister con come ospite speciale il Dio degli Inferi greci. Più che altro non ho capito il motivo di questa scelta che a mio parere era assolutamente non necessaria e sostituibile, per gli sviluppi che ha avuto la trama, con uno stretto, indissolubile e del tutto comprensibile legame tra fratelli molto vicini per età (Lenora e suo fratello hanno solo nove mesi di differenza), che si è venuto a rafforzare per tutto quello che hanno dovuto affrontare senza per forza inserire la componente amorosa e di desiderio fisico che c’è tra i due, anche perché obiettivamente dopo un po’, leggere di Lenora che in ogni situazione in cui si ritrova, che sia durante la sua funzione di obolo, dal dottore, rinchiusa in uno scantinato rapita o che sia in presenza del bellissimo e pericoloso Acheron, non pensa ad altri che a suo fratello, sempre e solo suo fratello, a come vorrebbe stargli accanto, a come vorrebbe starci insieme e a come vorrebbe dichiarargli il suo amore, è stancante, per la serie “abbiamo capito, puoi anche passare ad altro e magari concentrarti su cose più importanti”. In tutto ciò la madre, uno si può chiedere, dov’è? C’è ma preferisce far finta di niente, si rende conto della situazione ma invece che intervenire e dire due paroline ai suoi figli si tira indietro e spera in un intervento divino (meglio noto come relazione clandestina che Julian, il fratello, ha con una donna sposata e più grande di lui) che li faccia rinsavire, bah. Altro problema che ho trovato nel libro oltre all’atteggiamento irritante della protagonista è il Duca, non aggiunge né toglie niente alla storia, pur con la deprecabile fama che lo precede per tutto il romanzo e tutte le sue odiose azioni, alla fine si rivela un personaggio insignificante e abbastanza ininfluente ai fini delle vicissitudini di Lenora, per il momento.

In questo libro però ci sono anche aspetti che ho apprezzato molto, primo fra tutti l’Ade e tutti i suoi abitanti. Acheron infatti è un personaggio che comunque lo si voglia guardare è ben strutturato e adorabile, non guasta che vi abbia trovato molte similitudini con alcuni suoi corrispettivi di altri libri. Nel momento in cui costringe Lenora a piegarsi al suo volere e a stringere un patto con lui, anche se lei non lo sa, lo fa per necessità e quando lei trasgredisce, nonostante le tolga le sue capacità da obolo per punirla, appena lei è in difficoltà accorre in suo aiuto. Quando la porta nell’Ade è tutto fuorché pericoloso e dispotico (va bene un po’ dispotico lo è, ma essendo re, è abbastanza prevedibile che lo sia) e fa di tutto per proteggerla e in un certo senso farla sentire a suo agio, le dà l’opportunità di fare a modo suo e la aiuta pure nel momento in cui lei, pur dovendo sottostare al volere divino, si ribella; addirittura nel momento in cui lei, dopo avergli voltato le spalle, torna implorando il suo aiuto e promettendo in cambio quello che era stato deciso per lei dal tribunale delle Moire, Acheron la accontenta. L’unica pecca che al momento trovo in questo personaggio è che è un po’ troppo criptico, forse se avesse provato a spiegare i perché e i per come non avrebbe avuto tutti questi problemi. In generale ho trovato tutta la parte relativa agli inferi ben costruita e congegnata tanto che spero nel prossimo libro che ottenga lo spazio che merita, senza essere sacrificata a favore dell’inutile liaison tra fratelli.

Mi è piaciuto anche come l’autrice ha deciso di impostare gli aspetti riguardanti gli Oboli, quello che fanno, i procedimenti e gli accorgimenti necessari allo svolgimento del loro compito, il fatto che solo determinate persone possano permettersi i loro servigi così come le reazioni che suscitano in tutti coloro che non possono usufruirne o non vogliono poiché percepiscono gli oboli e la loro attività come innaturale ed empia. Ho apprezzato inoltre come la ritualità nella preparazione dei corpi destinati alla traversata non sia la stessa di quella riservata a i comuni cadaveri e come la figura del preparatore mortuario sia allo stesso tempo riverita, temuta e disprezzata.

Un altro aspetto che mi ha convinta è lo stile dell’autrice, che si rivela da subito fluido e senza sbavature, è sicuramente una delle componenti di questo romanzo che mi ha permesso di arrivare alla fine senza intoppi.

Purtroppo però tutto questo non basta a far pendere l’ago della bilancia a favore del libro e nonostante ci siano aspetti interessanti, quello che non mi ha convinta occupa una fetta troppo ingombrante di tutta la storia, mi è sembrato che sia venuto a mancare il focus su quelle che dovevano essere le figure importanti nel richiamare il mito, o almeno su una delle due. Se leggerò il secondo volume di questa dilogia sarà solo per saperne di più di Acheron, dell’Ade e perché in fondo anche io come la madre di Lenora spero nel miracolo divino (o nella botta in testa) che la faccia rinsavire e apprezzare il misero sovrano con tutta la sua corte.

Ringrazio la WordsEdizioni per avermi fornito la copia ebook e mi complimento per l’impaginazione e la copertina del romanzo che sono assolutamente fantastiche, però per il momento il mio voto è questo:

Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

sabato 13 novembre 2021

Recensione: "Ti lascio la mia vita" di Simona Pugliese (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*!
Oggi una nuova recensione a cura di Eleonora, che ha letto "Ti lascio la mia vita" di Simona Pugliese, edito Words Edizioni. Un libro capace di far provare mille emozioni e che si è rivelato una bella sorpresa. Continuate a leggere per saperne di più ;)

Ti lascio la mia vita
di Simona Pugliese

Prezzo: 2,99 € (eBook)
Pagine: 368
Genere: romance
Editore: Wolds Edizioni
Data di pubblicazione: 5 settembre 2021

Luna è uno spirito libero: si gode la vita con le sue due migliori amiche Beatrice e Valeria, è allergica agli impegni a lungo termine e a tutto quello che richiede responsabilità. Stella, sua sorella gemella, è l’esatto opposto: dolce con tutti, fa sempre la cosa giusta per non ferire nessuno. Luna e Stella all’apparenza sono profondamente diverse, eppure sarà proprio così? L’esistenza di Luna è stravolta quando le viene consegnata una lettera con una particolare richiesta: Ti lascio la mia vita, prenditi cura di lei. E, all’improvviso, nulla sarà più lo stesso. Costretta a prendersi delle responsabilità e ad affrontare numerosi cambiamenti, Luna non si sente all’altezza del compito che le è stato affidato: dovrà badare a una casa che non è la sua e a un cane che non sopporta. Per fortuna, però, ad aiutarla ci sono le amiche di sempre e un bellissimo vicino affidabile e gentile.In questo nuovo scenario, riuscirà per una volta a mettere gli altri prima di se stessa?

Quando mi è capitata sotto gli occhi per la prima volta la trama e la copertina di questo libro ammetto che ero passata oltre senza troppi problemi, eppure qualcosa continuava a chiamarmi e ad attirarmi, finché non mi sono decisa a leggerlo e a quel punto ho trovato un gioiello. Posso dire in tutta coscienza infatti che “Ti lascio la mia vita” è la lettura più bella e più significativa che io abbia fatto finora in questo 2021. Questo libro nella sua semplice complessità ha la capacità di far ridere, piangere, riflettere ed emozionare il lettore che alla fine si potrebbe ritrovare un po’ scombussolato, in senso buono, e bisognoso di coccolare un po’ la propria bestiola (leggete il libro e capirete), non per la disperazione però, tranquilli! La trama è semplice: Luna è una ragazza di venticinque anni, ha una sorella gemella, Stella, a cui è legata da uno strano rapporto, un lavoro come nail artist nel salone estetico di sua zia Irma, due migliori amiche un po’ fuori di testa e una sfrenata passione per borse e paia di scarpe a cui affibbia nomi improbabili, e secondo me significativi nella storia. Improvvisamente però tutto questo cambia e Luna si ritrova, suo malgrado, a vivere una vita che non le sembra abbia niente a che vedere con lei, a dover fare i conti con situazioni che avrebbe volentieri scansato, a doversi prendere responsabilità che non avrebbe mai voluto e a fare i conti con pensieri ed emozioni che se non fosse stato per quanto le è capitato probabilmente sarebbero rimasti sepolti in un cassetto chiuso a chiave e abbandonato del suo cervello.

Ad inizio romanzo quando si conosce Luna, il primo impatto non è dei migliori, lo ammetto, nonostante sia chiaro sin da subito che è una ragazza con una bassa autostima che maschera abilmente con una facciata un po’ da spaccona e da persona senza alcun pensiero al mondo a parte se stessa, le sue scarpe e le sue serate alcoliche con le amiche. La prima cosa che ho pensato è stata “tesoro, va bene tutto ma così sei proprio cafona e pure un bel po’antipatica”, detta in maniera molto diplomatica. Luna infatti non trova di meglio da fare che scaricare la sua insicurezza come pura spietatezza nei confronti degli altri, soprattutto della sua gemella Stella con cui si è sempre vista un po’ in competizione nella posizione però di “perdente”. Prendersela con Stella però è come cercare di sparare ad un adorabile cucciolo che vuole solo un po’ di attenzione e Luna seppur a fatica se ne rende conto, alla fin fine è sempre sua sorella gemella, oltre che una persona intrinsecamente buona, ed è molto legata a lei anche se lo dimostra a modo molto suo (per dire che non lo dimostra proprio). Quando però la nostra protagonista si ritrova a vivere la vita che non avrebbe mai immaginato di vivere, noi lettori capiamo veramente la portata delle sue insicurezze, ovviamente sempre condite con quella facciata strafottente tipica sua, che però pian piano, man mano che lei cresce e matura, svaniscono, così come si assottiglia la sua maschera e la sua corazza. Comincia inoltre a prendersi e a doversi assumere delle responsabilità, capisce che con le sue scelte e azioni può influire nella vita di altre persone, in meglio così come in peggio, insomma perde un po’ quella vaga tendenza egocentrica che aveva all’inizio del libro e scopre che tutto sommato non è per niente male.

Nel suo percorso di crescita trascina anche le sue due migliori amiche, che come lei erano ancora ferme allo stadio frivolo e un po’ irresponsabile della loro vita, è un’operazione difficile con scontri, riappacificazioni e una “nuova conoscenza” del loro rapporto che le porterà ad essere più legate che mai.

La cosa bella di questo libro è che tutti i personaggi affrontano un percorso di crescita dalla più giovane, Alex, una tredicenne che con e grazie a Luna comincia a esplorare la sua personalità, alla più anziana, la reticente signora De Marchi, che alla bellezza di quasi ottant’anni scopre che non è mai tardi per (ri)avere la propria storia d’amore.

Tra queste pagine Luna scopre anche, con cautela all’inizio, poi sempre più sicura, cosa vuol dire innamorarsi ed essere in una relazione di coppia; scopre che si possono realizzare i propri sogni d’infanzia, anche se non esattamente come si erano immaginati da bambini ma riveduti e corretti, più adatti alla versione “adulta”, scopre soprattutto che anche se non tutto va come si è previsto e come si vuole non è detto che sia un male, a volte è un bene ma l’importante è aver tentato e averci messo tutto il cuore, l’impegno e la determinazione possibile.

La storia è raccontata in maniera semplice e priva di fronzoli, come la sua protagonista è piena di brio e di schiettezza, il lettore si ritrova subito spettatore di tutto ciò che fa, pensa e prova Luna insieme a lei, man mano che la protagonista assume una maggiore conoscenza di sé così accade al lettore, non perché per forza si immedesimi nella sua vita ma perché le domande che si pone, le insicurezze che affronta e come le affronta sono quelle che in qualche modo, tempo e occasione hanno o hanno avuto tutti.

E adesso vado a rileggermelo per l’ennesima volta, che scrivere la recensione me ne ha fatto venire voglia.

Voto: 5 caffè con i fuochi d’artificio


Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

giovedì 29 luglio 2021

Review Party: "Una zebra a pois" di Giulia Barucco (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Tour di "Una zebra a pois. L'amore ai tempi della crisi" di Giulia Barucco, romanzo chick-lit che abbiamo segnalato in occasione dell'uscita. Lo ha recensito Eleonora, che si è anche divertita un mondo con questa spassosa lettura. Vi lascio alla sua recensione! A presto ;) 

Una zebra a pois. L'amore ai tempi della crisi
di Giulia Barucco

Prezzo: 2,99 € (eBook) 15,90 € (cop. flessibile)
Genere: chik-lit (Office-romance/Hate to love)
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 19 Luglio 2021

Rebecca, Sagittario, copy squattrinata. Credente e praticante della filosofia se il mondo ti regala limoni, fatti una limonata, si barcamena tra il lavoro in un’agenzia di comunicazione e una convivenza a quattro molto particolare. Quando la crisi la costringe ad accettare un secondo lavoro discutibile e il capo della sua agenzia, a causa di un infarto, viene sostituito dall’insopportabile figlio Andrea, le cose peggiorano in maniera drastica. Incastrata nel ruolo di assistente dell’odiato nuovo capo (di giorno) e di maldestra spogliarellista (di notte), Rebecca si trova a gestire una doppia vita con l’aiuto di abbondanti dosi di vodka russa e la sagacia dei suoi coinquilini. Guai come se piovesse.

Attenzione! Questo libro può contenere scene esilaranti, evitare di leggere in pubblico, se soggetti a risata ad alto volume, per evitare occhiatacce da parte dei passanti.

Detto ciò, passiamo alle cose serie. In questo libro facciamo la conoscenza con la copy più stramba e allo stesso tempo normale di cui abbia mai letto, Rebecca. Sagittario. Estremamente creativa. Trentadue anni.
(Per chi non avesse ben chiaro che cosa sia una copy, da Google: “abbreviazione di copywriter, autore/autrice di testi pubblicitari, redattore/redattrice pubblicitario/a di un giornale o una rivista”.)
Rebecca, la nostra protagonista, lavora per una piccola azienda di comunicazioni di giorno e di notte è conosciuta con il nome d’arte “La Ballerina” nello strip club di Vladimir Zapovkji, il titolare un po’ filosofo per cui la panacea contro ogni male è un bicchierino di sana vodka russa. Nei tempi morti convive con Gabriele e Sebastiano, studenti di medicina, e con Elena, collega nel locale notturno e ponte tra lei e l’inizio della carriera di ballerina ignuda, come ama definirsi lei stessa. Fin qui parrebbe tutto più o meno nella norma e per Becca effettivamente è così, almeno fino a quando sulla scena non irrompe tutto impettito e bellicoso il figlio del “Magnifico” (il titolare dell’azienda di comunicazioni) Andrea, a fare le veci del padre nella direzione della società; qui infatti cominciano i problemi e i soprannomi artistici per la nostra equilibrista della vodka e del caffè, dovuti al fatto che mentre di giorno Andrea è l’insopportabile capo che tiranneggia tutti dall’alto del suo ufficio e dei suoi vari titoli di studio in Economia, Marketing e Management, di sera si trasforma in un uomo dolce e scherzoso per una ballerina mascherata nel night club del signor Vladimir e sì, la Ballerina altri non è che Becca che, poveretta c’è da capirla, non sa come raccapezzarsi della nuova versione di Mister soprannome irripetibile.
Leggendo la trama, una persona potrebbe pensare che la bellezza di questo libro stia nella storia e ovviamente è così, ma non solo. Al di là delle situazioni comiche in cui si ritrova Becca, a rafforzare la buona opinione del lettore si aggiunge anche tutto ciò che fa da contorno agli enemies-to-lovers che tengono la scena, a partire dai personaggi che incontriamo nel libro. I colleghi dell’agenzia di comunicazioni sono tutti quanti molto rifiniti nella loro personalità e nel loro piccolo coprono un pochino tutte le figure tipiche e cliché dell’ufficio: la segretaria un po’ pettegola, il social-media addicted, la giovane e inesperta stagista, e il sensibile della truppa; ognuno di loro ha i suoi canoni e li rispecchia in pieno ma non per questo non dà il suo contributo nelle quotidiane fatiche della nostra protagonista. Passando poi al “fuori orario di lavoro” troviamo i coinquilini, Vladimir e, dalla metà in poi, pure Dimitri, il buttafuori del locale di strip; i primi li conosciamo prevalentemente grazie agli intermezzi che costellano la narrazione, tutta la storia infatti è narrata come se fosse un monologo di Becca per far capire esattamente e dal principio in che pasticcio si è andata a cacciare; così scopriamo che Sebastiano e Gabriele sono i giovani innocenti della situazione con la testa piena di operazioni chirurgiche e nozioni di anatomia che svolgono un po’ il ruolo di moderatori e di voci della ragione della situazione, anche se la sensibilità di Gabriele è fantastica, soprattutto per tenere a bada Elena, l’impetuosa, impulsiva e con una vera passione per il linguaggio colorito, collega notturna, è lei infatti che mette il pepe nella vita e nel monologo di Becca. Vladimir e Dimitri nel loro piccolo non sono personaggi che si tengono in disparte, pure loro dipinti un po’ come dei cliché russi ma obiettivamente adorabili, sempre pronti a offrire pareri, saggi consigli, colpi alle mani, se necessario, o semplicemente drink molto alcolici per il bene delle ballerine del locale (sempre Becca in questo caso).
Altro punto a favore del romanzo sono i soprannomi e gli istinti di vendetta celati che toccano al povero Andrea, assolutamente esilaranti ma totalmente credibili; chi non si è trovato almeno nella vita a immaginarsi di sputare nel caffè di un collega o a soprannominarlo in segreto Satana, Snob o con altri coloriti epiteti?
Insomma questo romanzo per quanto semplice, dalla trama non troppo complessa e quindi abbastanza prevedibile si rivela un ottimo scacciapensieri e portatore di buonumore (si vedano appunto i propositi di vendetta sopracitati), una lettura leggera perfetta per chi ha voglia di ridere un po’.


Eleonora


Foto credit: @eleonoranicoletto

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