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mercoledì 5 aprile 2023

Review Party: "La custode di parole" di Alric e Jennifer Twice

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui a parlarvi di un nuovo romanzo uscito per Mondadori, La custode di parole, per il review party organizzato da Alessia di Letture_in_salotto. La trama, la bellissima copertina e la voglia di leggere un romanzo per ragazzi che lasciasse il segno mi ha portata subito ad accettare l’invito a partecipare all’evento, peccato che il romanzo non si sia rivelato ciò che mi aspettavo e sia stato solo un’enorme delusione. Ringrazio comunque la casa editrice per la copia e le mie colleghe di avventura, nonché la gentilissima Alessia per aver organizzato il tutto <3

La custode di parole
di Alric e Jennifer Twice

Prezzo: 10,99 € (eBook) 21,90 € (cop. rigida)
Pagine: 540
Genere: fantasy, young adult, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 aprile
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

«Non ho mai visto nessuno amare le parole come te. E quando dico "amare"' parlo di vero amore. Tu parli ai libri. Ma è ora che tu scopra il mondo fuori dalle pagine, che lo guardi con i tuoi occhi. Parti all'avventura. Il mondo ti aspetta a braccia aperte. Ma per questo dovrai spiccare il volo, assumerti dei rischi. Staccati da ciò che ti trattiene. Trova la tua strada, non solo quella che vogliono scrivere per te.» 

Grande successo francese, sbarcato prima su Wattpad e poi acquistato da una grande casa editrice, La custode di parole giunge anche in Italia. Scritto a quattro mani dai coniugi Twice, amanti dei libri e delle parole esattamente come la protagonista, questo primo capitolo promette di conquistare i nostalgici della serie L’Attraversaspecchi e strizza l’occhio alla serie di Harry Potter. Grandi paragoni, dunque, e grandi aspettative per noi lettori… Ma sarà tutto meritato? Personalmente, non credo. Sì, la storia sulla carta si presenta intrigante, il potenziale sembra davvero tantissimo ed è stato questo a spingermi a leggerla, ma presto mi sono resa conto di aver preso una bella sbandata. Sinceramente non so come abbia fatto a diventare tanto famosa perché penso che presenti ben più di una problematica, non solo a livello di contenuti, ma anche di forma. Bella l’idea di un mondo in cui le parole sono davvero importanti e hanno potere, ma quanto di tutto ciò rappresenta davvero il romanzo? Ben poco. La custode di parole è una storia che non ingrana, che si perde in dettagli inutili, in descrizioni frivole, in capitoli che sembrano talvolta scollegati tra loro. La protagonista ha un che di infantile e per tutto il romanzo non riesce a compiere un’evoluzione che possa renderla un poco più interessante agli occhi del lettore. Non si salvano nemmeno gli altri personaggi della storia, che risultano poco approfonditi, spesso ridotti a poco più che macchiette, a stereotipi con poco o nulla di nuovo da offrire. 

Quello che più mi ha fatto penare di tutto il libro è stato, però, lo stile dei due autori, mi sembrava di leggere una storia scritta da due ragazzini delle scuole elementari, con frasi brevi, banali e completamente prive di pathos, nessun periodo complesso. Per non parlare dei dialoghi, capitoli interi di dialoghi ininterrotti che di credibile hanno ben poco, lunghi e poco naturali. Ma chi parla così? Il worldbuilding non è molto chiaro, per un romanzo di più di 500 pagine mi sarei aspettata venisse definito meglio, ci sono luoghi che vengono praticamente accennati e si fatica a figurarseli, altri invece vengono descritti con una marea di dettagli inutili, che fanno solo aumentare le pagine ma non la voglia di chi legge di sorbirseli tutti. Alcune cose riguardo il Trattato non sono spiegate a dovere e non ho ben compreso quale sia la ragione per cui questo è tanto apprezzato da alcuni e da altri meno, è tutto un po' campato in aria, eppure gran parte della storia vi ruota intorno. Non c’è stato un momento in cui sia riuscita a entrare in sintonia con questo romanzo, ed è un vero peccato perché nella prima parte credevo davvero di potermi rivedere molto nella protagonista Arya, che ama tantissimo leggere e fantasticare sui libri e perdersi in mondi sconosciuti. 

Purtroppo i tanti difetti riscontrati non mi hanno dato modo di apprezzare altro. La storia è esageratamente lunga, sarebbe stato il caso di fare un editing davvero massiccio (che chiaramente non è stato fatto) e forse lavorare di più sullo stile, che non esiste affatto e risulta immaturo e... imbarazzante. Io non so proprio cos’altro dire su questo libro se non accodarmi a quello che hanno già espresso le mie colleghe di review party, con cui ci troviamo d’accordo nel definire La custode di parole una delle letture più deludenti dell’anno. Ci sono molti young adult e romanzi per ragazzi che meritano più di questo - non fatevi ingannare dalla bella copertina! - romanzi scritti con un minimo di criterio e che hanno tematiche davvero interessanti e valide. Se proprio ci tenete a leggerlo, vi consiglio di approcciarvi con aspettative molto basse perché c’è ben poco che si salvi in questo primo libro di una serie che, palesemente, vuol ricalcare il successo di saghe più famose ma senza averci nulla a che spartire. Non penso leggerò i seguiti, non voglio rischiare di sorbirmi un altro mattone come questo che, alla fine dei conti, mi ha lasciato rabbia e perplessità piuttosto che farmi evadere, sognare, riflettere.

Fonte immagini: Google immagini
Banner: @letture_in_salotto

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