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venerdì 21 luglio 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "C'era una volta un libro" di N. Matayoshi e S. Yoshitake (a cura di Elena)

Buon pomeriggio! ^^
Oggi la nostra Elena ci parla di un libro delizioso, un inno alla scrittura, alla lettura, persino all'illustrazione: C'era una volta un libro, di Naoli Matayoshi e Shinsuke Yoshitale. Scoprite questo piccolo gioiello nella sua recensione e lasciate, se vi va, un commento. A presto! ;)

C’era una volta un libro
di Naoki Matayoshi e Shinsuke Yoshitake

Prezzo: 11,99 € (eBook) 22,00 € (cop. rigida)
Pagine: 200
Genere: narrativa contemporanea
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 30 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Questa favola è per tutti i cacciatori di storie. È un omaggio alla lettura e narra con ironia l'amore per i libri e il loro straordinario potere. Questa è la storia di un re molto anziano, avido lettore di libri, che decide di mandare due dei suoi sudditi in giro per il mondo a caccia di storie. I due uomini si mettono in viaggio e al loro ritorno, nell'arco di tredici notti, raccontano al re i libri che hanno scovato: c'è il libro che nessuno riesce a leggere perché va troppo veloce. Il libro ricercato in tutto il paese con la polizia alle calcagna. Il libro abbandonato sullo scaffale di una libreria dell'usato: felice, nonostante le pagine logore, perché ha accompagnato la vita di un uomo che lo ha letto mille volte. Ci sono libri che ridono, mangiano, salvano. Pagine che parlano e frusciano. Storie che devono ancora essere scritte e altre che non spariranno mai. E che, soprattutto, insegnano ad amare la complessità e la varietà del mondo.

Tra le più originali e recenti uscite librose giapponesi, troviamo C’era una volta un libro di Naoki Matayoshi e Shinsuke Yoshitake, pubblicata da Mondadori Omnibus, tradotto da Gala Maria Follaco. Si tratta di un libro molto particolare, già nella sua confezione estetica esterna, che mescola al suo interno diversi stili narrativi: frasi e periodi brevi, paragrafi medio lunghi, flussi di coscienza e diari e illustrazioni piccole e semplici, in bianco e nero e colorate. Una narrazione variegata che trascina in una storia concisa e congegnata a incastri, una favola dalle tinte noir alla Neil Gaiman e onirica, tra il realismo magico e la quotidianità, tipicamente in stile orientale.

“Il sottoscritto è un amante dei libri. Ne ha già letti in gran numero. Ritiene di aver letto la maggior parte dei libri esistenti. Tuttavia la sua vista sta peggiorando e non riesce più a leggere.
Ma rimane un amante dei libri. E dunque desidera sentirne parlare.
Sta a voi, perciò, girare il mondo alla ricerca di persone che conoscano i ‘libri più rari’ e ascoltare le storie che avranno da raccontare. Poi tornerete a riferirle al re.”

Come nelle favole, la storia inizia con una missione, nata dal desiderio di un uomo di non abbandonare la sua passione per la lettura, che però è impossibilitata dalla cecità. Da questo amore per le parole d’inchiostro sulla carta, della lettura attiva in prima persona e solitaria, nasce il desiderio della ricerca, della condivisione e dell’ascolto di parole fatte di vento e suoni. Fin da subito respiriamo un elogio alla lettura e alle sue diverse forme, che potremmo identificare nei libri cartacei e nelle storie tramandate a voce o registrate e conservate negli audiolibri.

“Quella persona dall’animo gentile e amante dei libri non era interessata alla singolare abitudine del libro, bensì al suo contenuto. Fu l’unica persona che lo trattò da semplice libro.”

Altra particolarità di C’era una volta un libro è la divisione in capitoli identificati in notti: come in Mille e una notte, ogni notte racchiude storie dentro le storie, storie che si moltiplicano perché ogni storia ne contiene altre. In alcune notti troviamo pochi disegni e illustrazioni basilari, in altre le pagine assomigliano ai taccuini a righe piene di memorie o ai quaderni con le pagine bianche per prendere appunti o trascrivere le storie che non vogliamo dimenticare, dove si alternano lunghi paragrafi o brevi frasi che sono dei promemoria e degli omaggi alla lettura e a chi legge, ai lati belli dell’esperienza della lettura ma anche ai suoi pericoli. Si possono ritrovare i Dieci diritti dei lettori di Daniel Pennac, cogliendoli nei molti riferimenti alla cultura giapponese, accennata nelle battute, nella scrittura e nel cibo, che potrebbero influenzare la comprensione di qualche storia. I messaggi sul legame e sull’amore per i libri però vanno al di là di una cultura, sono interculturali e proprio per questo facilmente identificabili.

“La prima volta non gli piacque. Pensò perfino che fosse “Una noia”. Ma in realtà non era noioso, il problema era che non l’aveva capito. E infatti fece passare del tempo e lo rilesse. Allora scoprì di che cosa parlava veramente.
Fino a quel momento non l’aveva proprio capito.
Quella scoperta gli insegnò che il significato di un libro cambia a seconda del momento in cui lo si legge. Ne fu così felice che lo rilesse infinite altre volte. E ogni rilettura era una scoperta. Gli capitava spesso di portarlo con sé quando si recava in un posto nuovo, dove non conosceva nessuno. Lo faceva sentire meno solo.
Era come se il libro lo proteggesse.”

Nelle notti che trascorrono si narra di libri che lanciano messaggi e significati individuali e collettivi sul perché possedere degli oggetti fatti di carta, sia in senso metaforico sia fisico. Si narra di libri che suscitano desideri e consegnano valori e obiettivi, che sia migliorare come essere umano o che sia cancellare qualche peccato che affligge ogni lettore e lettrice!

“Non l’ho ancora letto, ma l’ho comprato con l’intenzione di leggerlo, un giorno o l’altro.”

Si narra di libri che indagano le infinite sfaccettature della lettura che regala il mondo, le emozioni, la vita. Sfaccettature che le storie ricordano, non per essere univoche e oggettive, ma personali e uniche, in base al proprio punto di vista. In questo modo le storie e i libri si moltiplicano, ampliando sempre di più la vasta scelta delle possibilità, creando così un libro disegnato con le proprie mani, un libro carico di ricordi e scelte positive e negative.

“Era un libro con la polizia alle calcagna. Quando gli agenti arrivavano a casa sua, i vicini dicevano: <Se cercate il mio vicino, sappiate che ha traslocato proprio pochi giorni fa>.
Il libro era ricercato in tutto il paese. C’erano segnalazioni da parte di testimoni un po’ dappertutto, ma non portarono mai all’arresto. Gli agenti ricominciarono da zero. Poi, alla fine, riuscirono a catturarlo. Lo scovarono nei pressi della casa dell’ottavo volume. Il tutto grazie all’intuizione di un agente che notò che il libro in questione era un settimo volume.”

Troviamo anche una ricerca dei diversi generi letterari, definendo il cuore dei libri d’avventura, i gialli, i rosa, i fantasy, i misteri, il gusto del proibito con disegni e parole. È proprio divertente interpretare le diverse storie e scoprire cosa identificano!

All’improvviso in una notte più lunga, da una sorta di catalogo dei possibili libri e dei loro significati, ci ritroviamo dentro a una storia quotidiana, non più favolistica. Un libro narra, sotto forma di diario, la storia di un bambino e di una bambina con il desiderio espresso di voler diventare illustratori. Dalle frasi e dai paragrafi, si passa a un flusso di coscienza e di spaccati di vita scolastica. Gelosia, amicizia, cosa significa avere un punto di vista ma soprattutto un racconto intimo e introspettivo sul potere dell’illustrazione, attraverso la descrizione dell’atto del disegno, che comunica con coraggio più di quello che avrebbe detto a parole. I disegni e le battute stimolano e creano nuovi inizi e pericoli. Il disegno non è un compito ma un gioco e un esercizio, scoperta e comprensione di sé e dell’altro: una storia che delinea come il tratto che deriva dalla propria anima, trasmette pensieri, bisogni e personalità.

“Quanto tempo era passato?
Quando tornai in me mi resi conto di essere diventato io stesso un libro.”

C’era una volta un libro è un puzzle, un libro al cui interno si raccontano tante storie che insieme ne costruiscono una, tramite messaggi, storie assurde e storie quotidiane. La struttura del romanzo raccoglie sia diversi temi, come l’importanza della lettura e della scrittura e della loro funzione salvifica, sia diversi modi di narrazione, dal disegno al diario, uniti in modo originale e semplice, ma con una trama non lineare, che alterna concetti e colpi di scena inaspettati. C’era una volta un libro diviene una mappa che indaga su cosa è un libro con tutte le sue possibili risposte e, forse proprio per questo, richiede una consapevolezza di base e, per le più piccole e i più piccoli lettori, dagli undici anni in su, una lettura guidata accompagnata e condivisa, in quanto, anche se sullo sfondo e mai in modo aggressivo, tratta temi delicati, come la violenza domestica, il lutto e il suicidio. Argomenti che vengono raccontati dagli occhi innocenti di giovanissimi protagonisti in modo delicato ma contemporaneamente fugace e di impatto. Resta comunque un testo su cui si possono creare attivamente molti spunti laboratoriali sulla lettura sia come produzione di testi sia come creazione in sé dell’oggetto libro, dando spazio alla creatività.

In conclusione C’era una volta un libro è un inno alla lettura, a ogni lettrice e lettore, per qualunque genere e formato, al connubio tra essere umano ed essere inanimato, che insieme possono creare storie infinite e salvifiche.

Ringrazio la casa editrice Mondadori per la copia digitale di C’era una volta un libro, in cambio di un’onesta opinione.

Non mi resta che augurarvi buone letture

Elena

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