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giovedì 7 maggio 2026

Recensione: "Il Giglio" di Elsa Lohengrin

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi il blog riapre le porte a un’autrice molto apprezzata, ovvero Elsa Lohengrin, autrice della Saga degli Altavilla. Avevo già avuto modo di parlarvi della prima uscita della serie, Il Cigno, dedicata a un membro della famiglia Altavilla (una storia m/m che mi era piaciuta molto), mentre oggi, con la recensione di Il Giglio, scopriremo di più su Eleonora, la cara, dolce “Nora”.
Ringrazio l’autrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta. 

Il Giglio
di Elsa Lohengrin

Prezzo: 5,99 € (ebook) 15,98 € (cop. flessibile)
Pagine: 486 ca.
Genere: narrativa contemporanea, romance psicologico, saga familiare
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 marzo 2026

Eleonora D’Altavilla ha un sogno: laurearsi in germanistica e continuare a studiare le parole che tanto ama. Ma le sue priorità cambiano bruscamente quando incontra Daniel Roth, un dottorando della sua facoltà deciso a fare carriera a ogni costo. Markus Weiler, ricercatore presso la stessa facoltà, è invischiato in una velenosa causa di divorzio che prosciuga tutte le sue energie, spingendolo a distrarsi con ricerche che nulla hanno a che fare con la sua tesi di dottorato. Quando Eleonora si trova in difficoltà a causa di Daniel, Markus non esita a intervenire. Nessuno di loro può però immaginarsi dove poterà quella mano tesa – né dove condurranno le ricerche di Markus… Il Giglio è un romanzo autoconclusivo della Saga degli Altavilla, una serie dedicata alle vicissitudini dei membri di questa numerosa ed eclettica famiglia contemporanea. Può essere letto indipendentemente dagli altri romanzi della serie, ma contiene spoiler de Il Cigno.

Eleonora D’Altavilla
è la nuova protagonista di una delle saghe familiari più interessanti del panorama self attuale. Quella degli Altavilla è una dinastia molto affascinante e ogni membro della famiglia ha una storia unica da raccontare. Lo abbiamo visto con Killian, medico legale, l'abbiamo visto nella novella La ghirlanda, un prequel dedicato ai genitori e a come si sono conosciuti, e lo vediamo anche adesso in Il Giglio, con Nora, una studentessa di soli ventidue anni che si ritrova improvvisamente in una situazione assai critica. Nora frequenta la facoltà di Germanistica, a Berna, e desidera soltanto laurearsi e continuare il suo percorso di studi. È una ragazza molto carina, ma non è mai stata molto fortunata in amore. Ecco perché ha la tendenza ad affezionarsi troppo facilmente a chiunque le si avvicini un po’ di più e le dimostri interesse. Daniel Roth è un ricercatore della sua facoltà e Nora si sente molto fortunata a ricevere le sue attenzioni durante una festa, tanto che si lascia andare più del solito e si ritrova a passare la notte con lui. Ma quella notte avrà delle conseguenze inaspettate per la sua vita, perché dopo qualche settimana Nora si scoprirà incinta e ogni suo sogno, tutto ciò che ha sempre immaginato per il suo futuro, le si sgretolerà davanti agli occhi. Nora è giovane, ha altri progetti, non ha mai pensato di diventare mamma, o quantomeno, di diventarlo in un periodo così importante della sua vita. E soprattutto non lo ha pensato Roth, quel ragazzo che, una volta saputo della gravidanza, rifiuta lei e il bambino, non volendo compromettere la propria carriera. 

Per Nora è un duro colpo da accettare. Si rende conto di essersi illusa, di continuare a sbagliare e non vede via d’uscita. Ma per fortuna ha dalla sua una famiglia che le vuole bene e che è pronta a sostenerla qualsiasi cosa accada, in primis la cugina Iris, sua migliore amica e confidente, che sarà la prima ad aiutarla e a mettersi a disposizione per qualunque cosa lei abbia bisogno. E poi c’è Markus Weiler, anche lui ricercatore all’università, un ragazzo apparentemente riservato, che però nota Eleonora e si immedesima nella sua situazione, rendendosi disponibile da subito e dandole sostegno. Per Nora è quasi surreale che quel ragazzo si interessi a lei, una ragazza incinta e che per di più non ha fatto altro che trattarlo male dal primo momento. Ma Markus non sembra demordere, arrivando a fare cose per lei che nessuno si sarebbe mai aspettato. Dietro la sensibilità e le attenzioni di Markus c’è, in realtà, un’altra situazione non facile. Lui, infatti, sta affrontando un brutto divorzio, sta vedendo il suo mondo e le sue certezze andare in pezzi. Farsi la guerra con la moglie, lottare per l’affidamento dei figli, cercare di comprendere cosa sia andato storto e quando, non è facile per lui. Ecco perché sente di voler affiancare Nora, di non lasciarla sola. Soprattutto dopo aver saputo chi è il padre del bambino e come abbia reagito alla notizia.

Elsa Lohengrin ci catapulta, ancora una volta, in una storia intensa, fatta di emozioni vere, di situazioni reali, di personaggi pieni di spessore in cui è facile rispecchiarsi. Eleonora è una ragazza con tante insicurezze, all’inizio, bisognosa d’amore, di attenzioni, di gentilezza, perché lei è così. È una ragazza buona con tanto da dare, ma purtroppo si è sempre imbattuta nelle persone sbagliate, nei ragazzi meno adatti a lei. Questa nuova esperienza sarà, però, quella che finalmente le permetterà di cambiare, di crescere, di comprendere cosa vuole davvero, soprattutto cosa merita davvero. Per lei, ma anche per la creatura che avrà. Diventare madre è un grande cambiamento, l’evoluzione è inevitabile. Non sei più responsabile solo di te stessa ma anche di chi hai messo al mondo. E Nora, madre single, non può far altro che rimboccarsi le maniche e dimostrare al mondo che non è una ragazza sprovveduta e irresponsabile, che sa prendersi cura di una piccola vita e che sa andare avanti, nonostante le difficoltà. Continuerà a studiare, a dare esami, la vedremo maturare e diventare sempre più forte, sempre più immune agli ostacoli, la vedremo arrivare dove ha sempre voluto, anche se la strada intrapresa sarà più lunga e impervia. Darà prova del suo carattere, del sangue tipico degli Altavilla, e anche di questo si innamorerà Weiler, che le resterà al fianco durante tutto il suo percorso e sarà, anzi, per lei, un supporto importante e decisivo.

La narrazione è in prima persona, si alterna seguendo i punti di vista di entrambi i protagonisti e, così come vedremo pian piano Nora affrontare le sue sfide, seguiremo anche le vicende di Markus, invischiato in una situazione non meno problematica. Markus è un ragazzo quasi anomalo per i giorni nostri, un ragazzo d'altri tempi, diremmo, uno che ti regala i fiori, che ti incide un audio con una lettura, uno che di premure ne ha in abbondanza, esattamente il tipo di ragazzo di cui Nora ha bisogno. Si prende cura di lei in maniera spontanea, gentile, senza chiedere nulla in cambio. La loro storia si sviluppa lentamente, una dinamica che non si può che apprezzare (in mezzo a tanti amori, tra le pagine, fin troppo istantanei), che ci dà modo di indagare meglio i personaggi e i loro contesti, di assaporarne meglio le interazioni. Vengono da due mondi diversi, ma hanno molto in comune, alla fine, e riescono a crescere e migliorarsi a vicenda. La loro relazione nasce nel momento in cui entrambi riescono ad abbassare le proprie difese, decidendo di rischiare ancora una volta, di credere ancora nell'amore.

Come sempre, in questa storia, non mancano le apparizioni degli altri membri della famiglia e ogni volta che si ritrovano ti fanno desiderare di farne parte anche tu. Gli Altavilla sono una famiglia con i suoi difetti ma profondamente legata. Ci sono sempre l’uno per l’altra, si vogliono un bene dell'anima e sicuramente nel romanzo avremo modo di approfondirla ancora meglio e conoscerne nuovi aspetti. 

 Se amate le storie familiari appassionanti e moderne, se avete voglia di una storia d’amore piena di incognite, se cercate un romanzo scritto bene e che sappia emozionarvi, Il Giglio è la lettura ideale per voi. Tra l’altro, adoro il fatto che la famiglia Altavilla sia multiculturale, ecco perché dico che ogni personaggio ha davvero la sua storia da raccontare. Scopritele tutte in questa saga avvincente.
Fonte immagini: Pinterest



Booktour in collaborazione con Ultime dai libri.

venerdì 7 giugno 2024

Recensione: "Il Cigno" di Elsa Lohengrin

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un contemporary romance con tematiche lgbt+, che ho avuto modo di leggere grazie all’Ufficio Stampa Ultime dai libri. Si tratta di Il Cigno, di Elsa Lohengrin. Ho letto il romanzo in anteprima e ne ho apprezzato vari aspetti. Un ringraziamento sincero anche all’autrice per la copia digitale in cambio di una recensione onesta.

Il Cigno
di Elsa Lohengrin

Prezzo: 4,99 € (eBook) 14,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: romance contemporaneo, m/m, lgbt+
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2024

Il dottor Killian Altavilla è senza parole. Dopo aver rinunciato al sogno di diventare medico legale per accontentare la sua ragazza, Mélanie, scopre di essere stato scelto come assistente di uno dei migliori medici legali in circolazione ed è costretto a rivalutare la sua decisione. Ma non appena Killian incontra il suo nuovo capo, il Professor Lachlan MacLeod, il mondo perfetto che si è creato intorno comincia a sgretolarsi. Il rapporto con Mélanie diventa sempre più conflittuale e la sua vita quotidiana si trasforma in una gabbia dorata. Perché Killian non è quello che tutti pensano. Killian si porta dentro il peso di una scelta fatta quando era troppo giovane e ne paga le conseguenze ogni giorno, anche se non lo vuole ammettere. Ma adesso è arrivato il momento di fare i conti una volta per tutte con il passato che sta disperatamente cercando di ignorare. Riuscirà a salvare la relazione con Mélanie e a diventare medico legale o crollerà sotto la pressione dei ricordi risvegliati dall’imponente figura di MacLeod? Il Cigno è il primo romanzo di una trilogia dedicata a Killian Altavilla all'interno della Saga degli Altavilla, una serie dedicata alle vicissitudini sentimentali dei membri di questa numerosa ed eclettica famiglia contemporanea. Se ti piacciono le storie ricche di conflitti interiori e interpersonali, in cui i personaggi devono fare i conti con il lato più oscuro di sé per scoprire la loro vera essenza, allora amerai questo romanzo psicologico intriso d’amore e di amicizia.

"Volevo nascondermi tra le sue braccia, ma volevo anche fuggire, perché sapevo che da quel momento sarebbe cambiato tutto tra noi e non sapevo come."

Il Cigno
è il primo romanzo di una trilogia dedicata alla famiglia degli Altavilla. Questo volume è incentrato principalmente su Killian Altavilla, ma l’autrice non manca, sin da subito, di farci conoscere anche gli altri membri di questa numerosa ed eterogenea famiglia, sebbene bisognerà aspettare gli altri libri per approfondirli meglio. Killian, il nostro primo protagonista, è un personaggio molto complesso. Si può dire che non gli manchi nulla, è circondato da persone che tengono a lui, ha un buon lavoro e sta per salire di grado e ha al fianco una donna stupenda che vuole un figlio da lui. Eppure, nonostante ciò, non si sente completamente appagato. È come se gli mancasse qualcosa, anche se non sa ancora bene cosa. Killian è un ragazzo che si è sempre prodigato per gli altri e continua a farlo. Quello in cui riesce meno è pensare un po’ a se stesso, a cosa vuole veramente per sé. È convinto di avere tutto ciò che si possa desiderare, ma in realtà non è così, perché il suo sogno è sempre stato un altro tipo di lavoro. La sorella Nora, che lo conosce fin troppo bene, lo costringe così a fare domanda per un colloquio con il famoso Lachlan MacLeod, anatomopatologo di fama mondiale di cui si conoscono i successi, soprattutto con la nuova tecnica all’avanguardia della virtopsia, e il nulla più totale riguardo la sua persona, il suo aspetto o la sua vita privata. 

MacLeod è un mistero, eppure Killian vede in questo lavoro la possibilità che non ha mai sperato di avere, la possibilità di affermarsi in un ambito che ama e al fianco di una persona dall’indiscutibile genio. Il colloquio non va come lui si aspettava ma pare comunque che Killian sia il più qualificato per fare da assistente a MacLeod. Questo imprevedibile colpo di scena cambia ogni prospettiva per Killian, che dovrà decidere di mettere da parte tutte le sue sicurezze, quelle fondamenta a cui per anni si è tenuto aggrappato, per esplorare qualcosa di nuovo, una strada del tutto diversa che non ha mai avuto il coraggio di intraprendere. Sarà un’esperienza del tutto diversa per lui, soprattutto perché MacLeod non si dimostra la persona che immaginava e all’inizio farà molta fatica a cercare di comprenderlo, di stare al suo passo. Ma piano piano si renderà conto che dietro quell’aura misteriosa c’è una persona che vuole davvero conoscere meglio, e questo lo porterà ad avvicinarsi pericolosamente a lui, facendo traballare il suo già precario rapporto con Mélanie.

Il Cigno è una storia di rinascita, un percorso che il protagonista fa per ritrovare se stesso, per affermarsi, per imparare a conoscersi a fondo e amarsi. Si è sempre negato la felicità pur di assecondare gli altri, pur di far contente le persone che lo amano, ma solo quando riuscirà finalmente ad amare se stesso potrà provare la felicità che non ha mai assaporato davvero. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice lo ha costruito, l’ho trovato un personaggio molto credibile, in cui è facile rispecchiarsi. E anche se ci vuole un bel po’ prima di riuscire ad abbandonare tutte le paure e credere in se stesso, è stato interessante anche assistere alla nascita dell’affiatamento con MacLeod. I due hanno caratteri molto diversi, ma riusciranno a trovare una loro sintonia, nonostante le varie differenze. 

Il romanzo è scritto molto bene, la penna di Lohengrin è sicura, attenta e professionale. Non ci sono sbavature nel suo stile, solo un po’ di lentezza qua e là ma probabilmente dovuta al lavoro di introspezione sul protagonista. Oltre all’attenzione verso la conoscenza profonda interiore di Killian, che ci porta anche a esplorare tematiche lgbt+ molto ben trattate, l’autrice ispeziona una coralità di personaggi e una varietà di altre tematiche molto interessanti. Lascio che le scopriate da voi e che abbiate modo di apprezzarle quanto me. Mi ha colpito tra le tante, anche il ruolo significativo della musica all'interno del romanzo, musica classica di cui Killian è amante e che lo accompagna come un'amica fedele durante il suo lungo percorso. Sicuramente di grande fascino è anche l’ambientazione, che si sposta tra Zurigo e Berna, così come il richiamo a varie culture (italiana, tedesca, scozzese, svizzera). C'è molto dell'autrice stessa in questo libro. Lohengrin ha riversato molto della sua esperienza personale nel romanzo e nei suoi protagonisti, vivendo quasi in una famiglia come quella degli Altavilla. Se avete seguito i suoi contenuti, o state seguendo l’evento organizzato da Ultime dai libri, avrete di certo avuto modo di approfondire molti dettagli tramite le interviste o i post dedicati al romanzo. Io non posso far altro che consigliarvi Il Cigno e dirvi che sarà per voi una lettura molto piacevole. Il romanzo è autoconclusivo, ma vi lascerà con la voglia di conoscere meglio anche gli altri membri della famiglia... una famiglia che a fine romanzo sentirete un po’ di amare come fosse la vostra.

Fonte immagini: Pinterest

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