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martedì 10 novembre 2020

Review Party: "Cheshire Crossing" di Andy Weir, Sarah Andersen


Buongiorno, miei affezionati lettori caffeinomani! ^^
Oggi condivido con voi la mia opinione riguardo il fumetto di Andy Weir, Cheshire Crossing, illustrato da Sarah Andersen. Non appena ho letto di questa uscita, ho desiderato immediatamente saperne di più. Non conoscevo nulla a riguardo, ma l’idea di ritrovare insieme in uno stesso posto le tre protagoniste di alcuni classici del mio cuore mi ha entusiasmata tanto. Peccato che poi non mi abbia convinta fino in fondo. Ringrazio tanto Giusy di Divoratori di libri per avermi coinvolta in questo review party e la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

Cheshire Crossing
di Andy Weir, Sarah Andersen


Prezzo: 18,00 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: fumetti, graphic novel
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2020

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull'Isola-che-non-c'è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po' di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell'Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Quante volte da piccoli avete desiderato vedere insieme i vostri eroi preferiti, magari in uno stesso cartone animato? Io sarei impazzita di gioia. Non ho mai pensato che potesse essere altrettanto esaltante leggere un crossover con protagoniste di romanzi diversi, ma mi sono sempre chiesta se qualcuno lo avrebbe fatto. Beh, Andy Weir l’ha fatto. Ha pensato che Alice de Il Paese delle Meraviglie, Wendy di Peter Pan e Dorothy de Il Mago di Oz, potessero avere parecchie cose in comune, considerando le loro esperienze in dei mondi tanto fantastici quanto pericolosi, che sarebbe stato interessante farle incontrare e vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ha disegnato lui stesso la storia la prima volta e, dopo il successo ottenuto con L’uomo di Marte, qualcuno ha notato questo precedente lavoro e ha voluto pubblicarlo. La parte grafica è stata affidata a Sarah Andersen, notissima fumettista americana (Sarah’s Scribbles), che è stata capace di rendere visivamente questa fantasiosa e originale storia e regalarci degli splendidi disegni. Penso che i disegni siano stati la cosa che ho amato di più di questo libro, i colori caldi delle tavole, intervallati da rossi squillanti, hanno davvero reso questa lettura più piacevole. Ma veniamo alla storia. Andy Weir ha voluto immaginare le sue protagoniste adolescenti. Le ritroviamo tutte insieme in un istituto, chiamato Cheshire Crossing, perché condividono lo stesso disturbo: psicosi dissociativa. Ma l’istituto non è una sorta di manicomio, come quelli che sono state abituate a girare negli ultimi anni, bensì una struttura di ricerca. Il direttore dell’istituto sa bene che le ragazze non sono pazze e che possono viaggiare tra i mondi e vorrebbe effettuare degli esperimenti su di loro. Delle tre, Alice è quella col carattere più inquieto e ribelle, che non ci sta a fare la cavia da laboratorio, così ruba le scarpette di Dorothy, recita la formula di rito e finisce in un campo di papaveri… insieme a Wendy, che stava cercando di fermarla. Inizia così la loro incredibile avventura in un mondo che non conoscono e nel quale la terribile Strega dell’Ovest vuole acciuffarle per avere l’occasione che ha perso, anni prima, con Dorothy. Solo Dorothy sa come fermare la Strega dell’Ovest ma non ha idea di come raggiungere le ragazze, senza le sue scarpette. Scoprirà che i suoi poteri non risiedono in un paio di scarpette ma, in realtà, sono innati e, così, riuscirà, insieme alla tata e tutrice, a teletrasportarsi a Oz.
Ma la scena non è solo concentrata in questo luogo, perché le nostre protagoniste varcheranno tutti e tre i loro mondi e sarà un continuo spostarsi da uno all’altro. Alice tornerà nel Paese delle Meraviglie per reclutare rinforzi, la Strega dell’Ovest finirà sull’Isola che non c’è e si alleerà con Capitano Uncino e, alla fine, si ritroveranno tutti insieme a combattere, mettendo a frutto i propri poteri, le proprie capacità. Mi è piaciuto che l’autore abbia mescolato le carte dei mondi e dei personaggi, facendo interagire tutti con tutte e tre le protagoniste. La storia è ricca di azione, combattimenti magici e vicende di ogni tipo, è praticamente impossibile annoiarsi. L’unico problema è che, forse, si è generata un po’ troppa confusione con tutti questi incontri e scontri. Weir, oltre Alice, Dorothy e Wendy, mette in scena tanti altri personaggi che, ammetto, è stato bello vedere lì in mezzo, nel ruolo di aiutanti, ma in alcune scene mi sono sembrati praticamente inutili. Tra l’altro, come se non bastasse, ogni tanto ritroviamo qualche flashback del passato che non sempre si distingue dalle scese ambientate nel presente, il passaggio da uno all’altro non è così chiaro. Le scene in cui la Strega dell’Ovest usa i suoi poteri in alcuni casi mi sono sembrate ridicole, troppo rosa e fumettistiche, per nulla in linea con il resto delle tavole, e il finale non mi ha convinta per niente, brusco e frettoloso. Ma stiamo parlando del lavoro di un autore che ha voluto creare questo crossover per puro diletto, perciò ci sta che non sia perfetto. Il punto forte di Cheshire Crossing è l’originalità.
  Alice, Dorothy e Wendy sono tre ragazze che hanno subito dei traumi non indifferenti in un’età in cui solitamente si gioca con le bambole nella tranquillità delle proprie camerette. Adesso si ritrovano ad affrontare quei traumi, ad affrontare le questioni in sospeso, le paure del passato e tutto ciò che non hanno mai avuto il coraggio di affrontare. Lo faranno insieme, aiutandosi a vicenda, perché se prima erano sole alle prese con realtà più grandi di loro, adesso non lo sono più e hanno al fianco chi crede in loro. Sono tre ragazze molto diverse. Alice è quella più snob e diffidente, eppure dietro il suo carattere freddo e distaccato, c’è tanto coraggio. L’ho trovata la più divertente delle tre, con la sua aria da perfettina imperturbabile che nessuno può scalfire (neppure un sexy Peter che reclama baci:P). Wendy ha un dono davvero invidiabile ed è abile con le armi. Dorothy è, forse, la più insicura delle tre, ma anche lei troverà il modo di superare le sue titubanze. Non ho ben capito la tata, che mi è sembrata una Mary Poppins in giovane età, però anche lei ha avuto un ruolo abbastanza importante nella storia. Mi hanno un po’ deluso i flirt della storia, avevo quasi creduto di veder salpare una fantastica ship, ma l’autore non mi ha concesso tanta grazia. Insomma, per concludere, Cheshire Crossing è stata una piacevole lettura d’intrattenimento, ricca di azione e avvenimenti, ma non abbastanza da potersi definire la mia preferita. È stato bello ritrovare Alice, Dorothy e Wendy insieme, vederle passare da un mondo all’altro e farci ripercorrere luoghi che fanno parte della nostra infanzia e ai quali siamo affezionati. I disegni della Anderson sono bellissimi, ma non mi hanno fatto impazzire i combattimenti magici. Ho amato, però, l’idea generale alla base di tutto il libro e consiglio la lettura a chi come me ama le protagoniste dei grandi classici della letteratura per ragazzi, a chi ha voglia di una storia stravagante e soprattutto di divertirsi e ritrovare personaggi tanto amati. 
Voto: 3 tazzine, un graphic novel su cui puntavo tantissimo, originale e, a tratti, divertente, ma che in molti momenti mi ha lasciata perplessa.

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Passate a leggere anche le recensioni delle mie colleghe blogger, mi raccomando! Trovate i blog qui sotto (grazie @divoratoridilibri per la splendida grafica).


A presto!
xoxo

giovedì 15 ottobre 2020

Review Party: "Pumpkinheads" di Rainbow Rowell - Faith Erin Hicks

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi inauguro il Review Party di PumpikinHeads, graphic novel scritta da Rainbow Rowell e illustrata da Faith Erin Hicks. Si tratta di un volume perfetto da leggere in questo periodo perché è ambientato in una fiera di un campo di zucche ed è davvero originalissima come ambientazione (tra l’altro queste fiere esistono veramente e io ho troppo desiderato visitarne una, dopo averlo scoperto!) È stato bellissimo leggere questa graphic-novel, aspettavo da tempo di farlo, perciò ringrazio Sara di And I believe in a book again per avermi inclusa in questo splendido evento e un grazie alla casa editrice per l’opportunità di leggere l’opera.

PumpkinHeads 
di Rainbow Rowell - Faith Erin Hicks


Prezzo: 20,00 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 224
Genere: fumetto, young adult, graphi-novel
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2020

Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni...

<<Deja, non voglio che ottobre finisca. Perché ottobre significa te>>

Rainbow Rowell è una delle autrici young adult che amo di più (la mamma dei miei adorati Simon e Baz <3), perciò immaginerete la mia gioia quando ho letto che, finalmente, Pumpkinheads sarebbe arrivato in Italia. Questa graphic-novel ha la capacità di farti innamorare da subito, perché l’impatto con un’ambientazione così diversa e originale è davvero forte. I colori poi, quelli che rappresentano pienamente l’autunno, sono in questo volume predominanti ed ecco un altro motivo per cui Pumpinkheads si fa subito amare. I protagonisti della nostra storia sono Deja e Josie, due ragazzi che lavorano come volontari ad una fiera annuale in un campo di zucche. È l’ultima sera di lavoro per loro, l’ultimo Halloween, dopodiché inizieranno un cammino diverso, il college, che probabilmente non gli permetterà più di partecipare a simili eventi. Ecco perché Deja propone di non lasciare quel campo con dei rimpianti, ma di godersi quell’ultima sera, magari provando le leccornie di tutti gli stand e, perché no, anche facendo quella dichiarazione che non si è mai avuto il coraggio di fare. Josie fantastica su una ragazza da ben tre anni, da quando ha iniziato a lavorare alla fiera, ma non le ha mai nemmeno parlato. Deja insiste affinché si decida a farlo. Sarà la sua ultima occasione e non può sprecarla, così lasciano entrambi la loro postazione e vanno alla ricerca della Ragazza dei dolcetti. La ricerca li porterà ad attraversare tutto il campo, a passare da uno stand all'altro (dandoci, così, modo di conoscerli tutti), a imbattersi in ex, in colleghi e in bambini capricciosi, in animali in fuga (che risate con quella capra :P) e in ladri di mele caramellate; insomma, ne vedrete di tutti i colori. Durante tutto il tragitto, però, avranno modo di aprirsi l’uno con l’altra, di confidarsi, e piano piano di scoprire quanto la loro amicizia sia speciale e non solo, quante cose non dette ci siano, e rendersi conto che, una volta tirati fuori tutti i segreti del cuore, nuove, esaltanti possibilità li attenderanno.
Pumpinkheads è una storia davvero bellissima nella sua semplicità. I personaggi ci vengono presentati poco a poco, scopriamo sempre qualcosa in più su di loro mano a mano che avanziamo con la lettura. Dunque, nulla è scontato in questa graphic-novel. I disegni penso che siano uno dei punti forti dell’opera, i tratti sono spessi e ben delineati e i colori vividi e accesi che richiamano, come vi dicevo, l’autunno. L’originalità della storia sta anche nella scelta dei protagonisti che, visti uno accanto all’altra, sembrano tanto diversi, eppure hanno tantissimo in comune e questa sarà una cosa importante di cui tenere conto. Ho subito provato un’immensa simpatia per Deja, mi ha conquistato con i suoi sorrisi tutti fossette e con la sua esuberanza. È un personaggio che si discosta dai soliti canoni fisici, cosa che ho apprezzato moltissimo, e che ama mangiare dolci e non ne fa mistero (quante prelibatezze passano dalle sue mani, quante!? *-* Giuro che mi è venuta una gran fame leggendo questa graphic-novel :P). Josie è, invece, un ragazzo timido e impacciato. Non ha mai avuto il coraggio di parlare con la ragazza per cui ha preso una sbandata al campo e sarà solo grazie all’incoraggiamento di Deja se, finalmente, dopo tanti anni, riuscirà a farlo. Ma riuscirà questo a cambiare le cose? Stare con quella ragazza è davvero ciò che desidera? Talvolta vogliamo così tanto una cosa che finiamo con l’idealizzarla, quando invece ciò di cui abbiamo davvero bisogno è davanti ai nostri occhi. Ecco cosa capirà Josie, dopo tutta la fatica nel rincorrere la ragazza dei suoi sogni. Questa storia affronta anche diverse tematiche. Sicuramente l’amicizia è una delle più importanti, il rapporto che hanno Deja e Josie è davvero un rapporto unico, speciale, anche se si tratta di un’amicizia che coltivano solo durante il periodo della fiera, perché finita quella le loro strade si dividono, per poi ricongiungersi l’anno seguente. Ma questo ultimo anno qualcosa cambierà? Troveranno il coraggio di prendere in mano le loro vite e dare una svolta significativa? Vi confido una cosa: in questo campo di zucche può accadere davvero di tutto :P (esattamente come recita un cartello nella prima tavola della graphic).
Sono stata molto felice e per nulla sorpresa - conoscendo l’autrice - di trovare anche tematiche LGBT nella graphic. Deja è infatti bisessuale e durante il percorso che affronteranno i due protagonisti la ritroveremo spesso a parlare di ex di entrambi i sessi o imbattersi in loro. Ciò che fa più piacere leggere è la naturalezza con la quale viene affrontata la tematica ed ecco perché quest’opera la consiglierei tantissimo ai giovani, perché è proprio così che dovrebbero considerare la diversità. Se c’è un’altra cosa che i nostri due protagonisti ci insegnano è a non arrenderci, a non gettare la spugna senza aver provato ad ottenere ciò a cui teniamo di più. Lo vediamo con Josie e la sua cotta, ma simpaticamente anche con Deja e i suoi dolci preferiti. L’ironia in questa graphic-novel è uno degli elementi che ho amato di più. Rainbow Rowell non ci fa mancare i momenti scherzosi, le battute divertenti e i siparietti esilaranti, e tutto ciò non potrà far altro che conquistarvi ancora di più, in maniera definitiva. Penso proprio che Pumpkinheads sia entrata a pieno titolo tra le graphic-novel più belle lette quest’anno. Una storia dolce, spassosa, geniale, con due protagonisti ai quali ci si affeziona presto. La simpaticissima Deja, l’amica che chiunque vorrebbe, e il timido e un po’ imbranato Josie, che farebbe tenerezza a chiunque. Ho amato l’ambientazione ricca e dettagliata e molto originale, ho amato i colori e l’atmosfera autunnale e halloweeniana. Ho amato ogni dettaglio di questa storia, talmente tanto che mi è quasi dispiaciuto arrivare all’ultima pagina. La nostalgia che ti assale quando chiudi questo volume è pari alla voglia di riaprirlo e ricominciare la lettura dall’inizio. Insomma, una lettura immancabile per tutti i lettori alla ricerca di una storia diversa dal solito, una storia con la quale divertirsi e che vi faccia pienamente immergere nell’atmosfera di questa stagione, ma che vi regali anche piccoli, dolci momenti indimenticabili. Super consigliata!
Voto: 5 tazze piene di caffè, una lettura immancabile se siete come me amanti dell'autunno <3

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Non perdete, nei prossimi giorni, anche le altre recensioni di questo fantastico Review Party. Trovate qui sotto il calendario con tutte le tappe ;)

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

venerdì 22 maggio 2020

Review Party: "Le Black Holes" di Borja Gonzalez

Buongiorno, cari lettori! ^^
Oggi partecipo al Review Party dedicato a “Le Black Holes”, organizzato da Divoratori di libri, che ringrazio per avermi coinvolta. In più, c’è l’imperdibile insta-tour, che spero abbiate seguito fino ad ora. La tappa di quello ovviamente è su Instagram, perciò vi aspetto lì, tra poco, per scoprire i motivi per cui vale la pena leggere Le Black Holes ;)
Parliamo adesso di questa graphic novel che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Non conoscevo nulla a riguardo, ma dalle prime immagini che Oscar Vault ha iniziato a condividere sui social me ne sono innamorata. Come potrebbe essere altrimenti, le tavole sono talmente belle! *.*
La storia non è comprensibile a prima lettura, probabilmente ve ne serviranno un paio per farvi un’idea più chiara, così come sono servite a me, ma sicuramente sa come colpire il lettore.

Le Black Holes
di Borja Gonzalez


Titolo originale: The Black Holes
Prezzo: 20,00 euro (cartaceo), 12,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: graphic-novel, fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 19 Maggio 2020



Nella meraviglia onirica di una palette cromatica inconfondibile, due storie parallele si intrecciano e inseguono in un racconto di sogni e desideri giovanili. 1856: Teresa, giovane aristocratica, è più interessata a scrivere poesie horror d'avanguardia che a fare un buon matrimonio. 2016: tre adolescenti stanno mettendo su un gruppo punk chiamato Le Black Holes. Hanno tutto ciò che serve: look, grinta, istinto... e una totale mancanza di talento musicale. Non appena iniziano a provare, però, strani eventi si manifestano. Il loro mondo e quello di Teresa collidono, e le tre ragazze vengono inseguite dall'eco di qualcosa che è successo 160 anni prima.

<<Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro. O forse il contrario. Ma ora non ha più importanza>>

Lo stile di Borja Gonzalez ha un fascino davvero ineguagliabile. Le Black Holes ha il sapore di una fiaba macabra, ma allo stesso tempo è originale e moderna. Tramite due intrecci narrativi ci viene raccontata una storia esclusivamente al femminile. La storia inizia con uno strano incontro, nel 1856. Una ragazza in un bosco e uno scheletro triste. Un incontro un po’ surreale, a metà tra sogno e realtà, che lascia il lettore perplesso e pieno di domande. La scena si sposta poi nel 2016. Qui conosciamo delle ragazze, Cristina, Laura e Gloria, tre amiche che vogliono mettere su un gruppo punk scolastico. Le ragazze hanno sicuramente la determinazione e la voglia di fare, ma manca loro il talento. I loro testi sono incomprensibili e a mala pena sanno suonare uno strumento. Sembrano due mondi così lontani e diversi, eppure scopriremo che in qualche modo sono collegati, due mondi paralleli in cui le protagoniste si ritrovano a fare i conti con ciò che sono e ciò che vorrebbero essere. Teresa, la protagonista dell’arco temporale passato, è una ragazza che sta per debuttare in società. Ama scrivere poesie dell’orrore e all’avanguardia, ma non si può dire che siano l’ideale per un debutto, sono macabre e parlano di vampiri, fantasmi, e strane cripte. La madre la mette in guardia, perché insieme al padre hanno già pensato a tutto, la sua via è stata preparata e lei deve solo seguirla. Ma Teresa sogna qualcosa di diverso per sé e se le sue poesie non possono aiutare lei, magari possono aiutare qualcun altro… quel triste scheletro incontrato nel bosco, ad esempio. Ecco perché decide di racchiudere le poesie in una scatola di metallo e seppellirle nel bosco in cui è avvenuto l’incontro. C’è sicuramente qualcosa che unisce queste due epoche lontane. Innanzitutto proprio questo luogo, questo bosco misterioso, in cui nel presente campeggia anche un piccolo chiosco dei gelati dal nome peculiare Magic Lake. Proprio quel “magic” mi ha dato abbastanza da pensare, perché secondo me l’autore voleva anche con questo piccolo dettaglio dirci qualcosa, visto che gran parte delle cose più strane avvengono proprio in questo bosco vicino al lago, sia nel presente che nel passato. Un luogo in cui perdersi, ma anche un luogo in cui trovarsi, un luogo in cui nascondere delle verità, ma anche un luogo dal quale farle emergere. Un posto senza dubbio magico.
 Un altro elemento che fa da tramite tra i due mondi è una farfallina rossa che si sposta da un’epoca all’altra, portando le due dimensioni quasi ad incontrarsi. La distinzione tra le due epoche è un'altra caratteristica su cui l'autore punta e lo fa usando cromie differenti. Il presente è rappresentato con colori più cupi - predominano il nero e un verdognolo malinconico - mentre il passato con colori più accesi e vivaci, in cui le palette variano tra un bel verde smeraldo, un giallo cotto, l’arancio, il rosso e anche un po’ di blu. Parlando di altre caratteristiche che mi hanno colpito della storia, non posso non menzionare i vari riferimenti che fa l’autore, da Edgar Allan Poe a John Milton, ma anche riferimenti musicali di band rock, metal e punk molto famose a partire dagli anni ’80, Cramps, Clash, Suicide, Nightshade, fino ad arrivare ai più attuali Muse (tra l'altro la mia band preferita). Se guardate ogni disegno con attenzione e leggete bene ogni vignetta ne troverete parecchi. Una piccola caccia al tesoro perfetta per stimolare la vostra mente e le vostre conoscenze. Le Black Holes è davvero un gioiellino, sicuramente non di immediata comprensione, perché, come già detto, necessita di più di una lettura per dare un senso alla storia (e anche dopo averla letta decine di volte continuerete a porvi domande), ma non si può non restare ammaliati dal tratto originale dell’artista, dall’accostamento dei colori, dal messaggio moderno e anche un po' femminista che Gonzalez vuole trasmettere. I suoi personaggi parlano attraverso gesti teatrali e molto espressivi, nonostante la mancanza dei tratti del volto, caratteristica che ho trovato unica e che, nonostante tutto, non ha privato di grazia i disegni, anzi li ha resi molto più eleganti e armoniosi, in perfetto accordo a tutta l’atmosfera un po’ vaga, onirica e fiabesca della graphic-novel.
  Le immagini parlano tramite i colori e quei colori ci trasmettono sensazioni, talvolta positive, talvolta nostalgiche.
Ma non è forse la stessa cosa che succede quando sogniamo? Borja Gonzalez ci regala un’opera in cui la realtà si mescola, appunto, al sogno, ma anche alla magia, al mistero, all'ignoto. Ci regala un’opera bellissima da cui si fatica a staccare gli occhi e che, a sorpresa, riesce anche a far riflettere. Teresa è colei che vorrebbe costruirsi da sola la propria via, una ragazza in cui è facile rispecchiarsi, nonostante appartenga a un’epoca lontana, che fa fatica a farsi accettare per ciò che è e per ciò che ama. Quante volte è successo anche a noi di non essere compresi dalla famiglia? Anche Laura, nel 2016, ci porta a fare delle riflessioni importanti sull’accettazione, con i suoi continui cambi di costume, con la sua fantasia, che la rendono così diversa dalle amiche, la mente creativa del gruppo, l'anticonformista, la più soggetta al giudizio altrui. Le Black Holes non è sicuramente una storia che può piacere a tutti, ma il tratto inconfondibile di Borja Gonzalez, le tematiche interessanti, il sottile humor, i colori e i disegni meravigliosi, i riferimenti musicali e non solo, possono essere motivi validi per dare un'occasione a questa graphic-novel che, sì, vi lascerà con tante domande, ma vi inviterà anche a cercare le risposte con più zelo, a scavare nei dettagli, a usare la fantasia laddove la ragione si perde. Stelle e notte, misteri e segreti, sogno e incubo, orrore e fiaba, amicizia e diversità, femminismo e accettazione, futuro e remoto, musica, arte e poesia, Le Black Holes è tutto questo e qualsiasi altra cosa ci vogliate vedere. Buona lettura! ^^
Voto: 4 tazzine per una graphic-novel che incanta e, allo stesso tempo, spiazza il lettore.

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Non perdete le ultime tappe dell'insta-tour, nelle storie di Instagram!


Grazie ancora a Giusy di Divoratori di libri per aver organizzato le due iniziative e aver creato la splendida grafica, e grazie a Oscar Vault per la possibilità di leggere questa particolarissima graphic-novel! <3


A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

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