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martedì 27 settembre 2022

Review Party: "Demone nel bosco" di Leigh Bardugo

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa a un nuovo Review Party, quello dedicato a Demone nel Bosco, graphic novel di Leigh Bardugo che ha per protagonista L’Oscuro quando ancora non era il personaggio che abbiamo conosciuto leggendo la serie Tenebre e Ossa. È una sorta di prequel, le illustrazioni sono di Dani Pendergast e la traduzione di Roberta Verde. Il volume è disponibile da oggi per Mondadori, che ringrazio per la copia digitale omaggio in cambio di una recensione onesta. Un ringraziamento anche a Raggywords per aver organizzato l’evento e avermi coinvolta.

Demone nel bosco
di Leigh Bardugo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 216
Genere: graphic novel, fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 settembre 2022

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all'altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla... Questo graphic novel, scritto da Leigh Bardugo e illustrato da Dani Pendergast, è il prequel di "Tenebre e Ossa", tassello indispensabile del GrishaVerse che permette di gettare un po' di luce sulle origini di un destino tanto grandioso quanto sinistro, quello del temuto e potentissimo Oscuro.

L’Oscuro è sicuramente uno dei personaggi più amati della serie Tenebre e Ossa, nonostante non sia un esattamente uno dei buoni. Ha però un fanclub molto ampio, persino l’autrice ne è un’estimatrice, e alla fine ha pensato di dedicargli questa novella prequel illustrata e mostrarci, in un certo senso, come tutto ebbe inizio, da dove nacque il sogno ambizioso di uno dei personaggi più controversi della sua serie. La novella non è molto lunga, consta poco più di 200 pagine, e ci riporta alla giovinezza del personaggio, in fuga insieme alla madre dai drüskelle, da sempre alla caccia dei Grisha (o delle Streghe, come li definiscono loro). Insieme i due vagano di villaggio in villaggio in cerca di riparo in qualche campo Grisha, ma sono costretti a non rivelare mai la loro identità, e soprattutto la reale portata del loro potere. Eryk è il nome che il nostro protagonista porta in questa storia e Lena quello della madre e come una litania lo ripete e cerca di non dimenticarsene, perché troppe volte ha già dovuto cambiare identità. Teme di non ricordare più chi è alla fine, il suo vero nome, ma se vuole sopravvivere questo è il sacrificio che deve compiere. Quando giungono in un campo al confine con Fjerda, Eryk inizia a sperare di poterci restare un po’ più a lungo stavolta, ma le cose non sono facili per lui e la madre. Gli altri Grisha li guardano con sospetto e li temono. Nonostante ciò, Eryk riesce a stringere amicizia con Annika e Sylvi, due ragazze del villaggio. Sylvi è ammirata dal potere di Eryk e quando scopre cosa il ragazzo è realmente capace di fare gli si avvicinerà ancora di più. Nel frattempo, al villaggio si discute per catturare un orso, le cui ossa potrebbero essere usate come amplificatore. Sylvi è interessata a catturarlo e coinvolge Eryk nella ricerca, ma le cose prenderanno alla fine una piega inaspettata e il segreto oscuro di Eryk verrà alla luce.

Devo dire che, da amante delle graphic novel, è stato piacevole per me concedermi questa lettura, anzi avrei voluto fosse più lunga e non mi dispiacerebbe leggerne altre sempre dedicate al Grishaverse e ai suoi personaggi. Demone nel bosco ci mette davanti alla genesi di un personaggio che ha subito persecuzione, che è stato costretto a scappare più e più volte, che ha sempre dovuto nascondersi e che, infine, stanco di fuggire, rivela ciò di cui è realmente capace e inizia a sognare in grande, sogna un luogo sicuro per i Grisha, un luogo da cui non dover più fuggire, in cui ognuno è libero di essere se stesso. Certo, sappiamo bene dove la sua ambizione lo porterà, con quali mezzi riuscirà a realizzare il suo sogno e fin dove è stato disposto a spingersi, ma qui Eryk è semplicemente un ragazzo tormentato e stanco, sebbene mostri già doti da leader, si comporti da stratega e non esiti a fare del male a chi osa servirsi di lui.

La storia si interrompe sul più bello, mi sarei aspettata qualche pagina in più, ancora più approfondimento psicologico del personaggio, ma diciamo che in generale non mi è dispiaciuta. La parte migliore sono sicuramente le illustrazioni di Dani Pendergast, adoro il suo tratto e le espressioni che è riuscita a dare a tutti i personaggi, in particolare a Eryk. I colori sono spesso cupi, perfetti per rappresentare il demone delle ombre, salvo ogni tanto diventare più caldi quando disegna altri personaggi e il villaggio. L'ambientazione fredda tipica delle terre fjerdiane è resa in maniera semplice ma incornicia molto bene le azioni dei protagonisti dando a ogni scena ancora più enfasi.

Demone nel bosco è un piccolo salto indietro nel tempo, ci porta a esplorare meglio le origini dell’Oscuro e la sua esistenza prima della Faglia e tutto ciò che è venuto dopo. Non è indispensabile aver letto gli altri libri della serie della Bardugo per approcciarsi a questa graphic novel, che può essere tranquillamente una lettura indipendente, ma se siete già fan della serie e del personaggio, è di sicuro un volume immancabile per la vostra collezione ;)


venerdì 22 luglio 2022

Recensione: "Himawari House. Il mio anno giapponese" di Harmony Becker (a cura di Elena)

 
Buongiorno, lettor*!
Oggi la nostra Elena ci parla di Himawari House. Il mio anno giapponese, graphic novel uscita per De Agostini. Tre vite che si intrecciano, un viaggio non solo fisico ma anche interiore in questa storia speciale ed emozionante. Scopritela nella recensione e fateci sapere la vostra opinione. A presto!

Himawari House. Il mio anno giapponese
di Harmony Becker

Prezzo: 16,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 374
Genere: graphic-novel
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 24 maggio 2022

Nao torna in Giappone per un anno sabbatico prima del college, decisa a riscoprire le radici che ha dovuto dolorosamente abbandonare da bambina, dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Ad accoglierla c’è Himawari House, un’abitazione tradizionale nel cuore di Tokyo, dove incontrerà Hyejung, coreana, e Tina, di Singapore, arrivate sino a lì per conquistare la libertà e trovare la propria strada. Mescolando inglese, giapponese, coreano e singlish, Nao si legherà sempre di più al piccolo gruppo, pronto alle sfide della nuova vita. A condividere le loro avventure quotidiane anche due fratelli giapponesi dai caratteri contrastanti – l’amichevole Shinichi e il taciturno e affascinante Masaki, che dopo un primo brusco incontro sembra fare di tutto per evitarla… Con lui, a sorpresa, Nao si troverà ad affrontare lo stesso spaesamento di quando ci si sente come pesci fuor d’acqua e scoprirà cosa significa tradurre da una lingua all’altra le parole ma anche i sentimenti. Tra cibi sconosciuti, serate al karaoke, giochi nella neve e lunghe confessioni sull’amore e la famiglia, ognuno di loro troverà in quel Paese straniero le motivazioni e il coraggio per vivere davvero la propria storia.

Ormai siamo in piena estate e in quel periodo dell’anno in cui volenti o nolenti dobbiamo affrontare delle scelte, che siano semplici come cercare una meta per un meritato riposo, o scelte più complesse di vita, lavorative e scolastiche. Ci ritroviamo così in una sorta di “limbo”, tra la stasi e il dinamismo, il desiderio di quiete e di avventura. E proprio in questo clima sospeso arriva a tenerci compagnia il nuovo graphic novel Himawari House. Il mio anno giapponese dell’artista completa Harmony Becker, disegnatrice e scrittrice di questo suo fumetto d’esordio, pubblicato e tradotto in italiano da DeAgostini.

“Questi sono i miei ricordi del Giappone.”

Himawari House. Il mio anno giapponese non è semplicemente la storia di un viaggio fisico verso il Giappone, ma un diario, il racconto di vite che si intrecciano e insieme percorrono la strada della scoperta e riscoperta di sé, del potenziale assopito, in attesa di essere portato alla luce. La storia inizia con una scelta: la decisione della protagonista di prendersi una pausa, preparare le valigie e ritornare nella terra natia. Una scelta dettata e composta da ricordi: piccoli oggetti, profumi e colori. Ricordi sfumati ma pieni di emozioni vivide. Ricordi che sono come ritagli di carta fragili e in procinto di rompersi, sparsi alla rinfusa di anni e momenti passati, che insieme illuminano e formano la memoria di un periodo lontano, ma che ancora rivestono le pareti dei sogni futuri.

“È vero sono diversa. Questa non è casa mia. Casa mia è lontana. E allora, anch’io mi sono divisa.”

È così che tre anime smarrite si incontrano, si scontrano e si ritrovano a vivere insieme: Hyejung, una ragazza coreana, e Tina, una ragazza di Singapore, socchiudono per poi spalancare la porta a Nao, una ragazza nata in Giappone ma cresciuta negli Stati Uniti. E qui, queste tre protagoniste tanto diverse, approdate nel Paese del Sol Levante, si ritrovano a provare a vivere in un’altra città, per rivivere i ricordi, per costruire una nuova via e ritrovare la strada di casa.

“Così ho fatto due cose. Mi sono adattata, smettendo di parlare giapponese a casa e di portare il bento a scuola. [...] Dentro di me, invece, volavo via. Nel posto dove non c’era niente da spiegare...”

Himawari House è costellata di personaggi con bagagli e storie simili ma contemporaneamente diverse e così, con la naturalezza che caratterizza il genere umano, la storia riesce ad affrontare e portare con sé tante tematiche. Tra le predominanti, che fa da filo rosso, c’è il vivere “in between”, la capacità di vivere in mezzo a due culture, vivere emozioni contrastanti di rabbia, nostalgia, rammarico, che lacerano e squarciano la quotidianità: il vivere le proprie radici come un peso da dimenticare, da affrontare ogni giorno per adattarsi. L’arte di abbandonarsi, tra frustrazioni e sogni, senza dimenticare, ma creando qualcosa di nuovo e inclusivo, non senza sacrifici e paure. Nao vuole ritrovare le proprie radici, Hyejung sradica le proprie radici, mentre Tina è alla ricerca delle proprie radici. L’aspetto interessante è come le tre protagoniste, ed anche altri personaggi, affrontino la tematica del vivere “tra”, creando un’amicizia che all’inizio traballa ma che, come un’altalena che trova il suo ritmo, vola tra alti e bassi, tra passioni condivise, una cultura comune ma formata da tanti pezzettini di culture diverse, quotidianità, studi ma soprattutto di momenti di sconforto e sostegno, piccoli gesti e amore.

“Mi chiedo quanto sarei stata diversa, se fossi rimasta qui. Essere parte del tutto... e non solo una spettatrice. È come se piangessi una gemella persa da piccola. Una gemella mai cresciuta... ma che ha sempre... sempre... aspettato il mio ritorno.”

La sensazione del “in between” è amplificata dalla scelta della scrittrice di inserire i caratteri, le parole e le frasi a volte tradotte, altre volutamente lasciate in lingua e altre ancora incluse in spazi bianchi e sfumati o con scarabocchi, per sottolineare proprio lo spaesamento, la lontananza. Non è importante la singola parola che si pronuncia, ma la sensazione di non comprendere, non capire, la sensazione di poter annegare nel presente a causa di una lingua nemica, quando nei ricordi dell’infanzia la lingua era fluida, madre e protettrice. Così anche le lettrici e i lettori si ritrovano a vivere il senso di inadeguatezza delle e dei protagonisti, ma insieme ci si sforza di comprendere dal contesto, più che dalla lingua straniera. In questo modo le lingue parlate non sono più straniere e trovano uno spazio proprio, dove le e i personaggi, senza timori, possono parlare con i propri accenti, possono sperimentare e provare, inciampando sulla grammatica e coniando un linguaggio nuovo. Così, nonostante la brevità con cui restiamo in compagnia delle e dei personaggi, la scrittrice ha creato ragazze e ragazzi tridimensionali, profondi e con caratteri differenti con una lingua e una cultura d’appartenenza di cui andare orgogliosi.
Queste storie narrate con poeticità e questa esperienza linguistica immersiva sono inoltre amplificate e accompagnate dai disegni in bianco e nero, con sfumature grigie, dai tratti tondeggianti, che abbracciano con i loro chiari e scuri.

“Vetrine e insegne, che prima erano anonimi stranieri... adesso mi accolgono come nuovi amici. Ogni nuova parola che imparo dirada un po' di nebbia intorno... ridando colori e forme del mondo che mi circonda.”

Il viaggio fisico e la scelta del Giappone, meta che si può identificare con qualunque paese che si ama o che si è lasciato, si trasforma in un viaggio interiore, alla ricerca dei ricordi e di una passione non dettata dalle logiche e pressioni sociali. Scoprire chi si è, al di là della nazionalità, della lingua e delle costruzioni sociali, al di là del senso di colpa verso il successo mancato e le aspettative sociali e familiari. Un viaggio fuga che diventa casa, vite che si intrecciano senza preconcetti né giudizi. E proprio contro questi, tra i dialoghi la scrittrice denuncia e deride le rappresentazioni, spesso offensive e unidimensionali, comiche ed esotiche, che i media occidentali a lungo hanno perpetuato delle popolazioni asiatiche. E inoltre sottolinea le gabbie sociali e la mentalità che ancora oggi spesso limitano le scelte di vita. Nonostante viviamo i personaggi per uno spaccato di tempo limitato, impariamo a conoscere protagoniste e protagonisti umani e in cui ci si immedesima facilmente. Proprio come himawari, i girasoli, il nome della casa comune, le e i protagonisti risplendono e scovano i punti deboli per trovare la luce che è sempre stata dentro di loro, il coraggio, la forza e l’amore di affrontarli insieme.

“Cosa rende reali le cose? [...] È reale solo... se dura per sempre? Forse non importa.”

Le pagine e il tempo scorrono, tra momenti di quotidianità e scorci di vita universitaria, lavorativa, momenti intimi e personali di fiducia e sconforto. Vite piene e occupate, vissute giorno dopo giorno, e nei momenti bui ecco l’amore e l’amicizia che pian piano si radica nei cuori, che sono meteore con tempo limitato, con una scadenza che fa paura ma che ha insegnato molto. Il cerchio si chiude: i ricordi che alimentano ed accolgono nuovi ricordi.

Non posso che consigliare questo romanzo grafico per le molte emozioni suscitate e consiglio la lettura a tutti e a tutte coloro che amano le storie di viaggio fisico e interiore, sia romanzi, come Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert, sia fumetti, come la duologia F***ing sakura di Giulio Macaione, o che amano le storie che raccontano degli shock culturali e linguistici, come Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone di Will Fergunson.

Ringrazio la casa editrice DeAgostini per la copia e per la lettura di Himawari House in cambio di un’onesta opinione.

Non mi resta che augurarvi buoni viaggi

Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

mercoledì 20 luglio 2022

Recensione: "Primo amore" di Kevin Panetta e Savanna Ganucheau

Buongiorno, lettor*!
Oggi vi propongo la recensione di “Primo amore”, di Kevin Panetta e Savanna Ganucheau, una graphic novel con tematica LGBT+ uscita per Il Castoro. L’ho trovata deliziosa per molti aspetti e mi è piaciuto che sia colorata con questa sfumatura di blu che fa tanto estate e la rende dolcemente malinconica. Scoprite di cosa parla nella recensione che segue e fatemi sapere se la leggerete ;)

Primo amore
di Kevin Panetta e Savanna Ganucheau

Titolo originale: Bloom
Prezzo: 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 368
Genere: graphic-novel, LGBT+
Editore: Il Castoro
Data di pubblicazione: 14 giugno 2022

L'amore sboccia piano! Ora che il liceo è finito, Ari non vede l'ora di trasferirsi nella grande città con la sua band e vivere di musica. Deve solo riuscire a convincere suo padre, che invece vorrebbe che continuasse a lavorare con lui nella pasticceria di famiglia. Ari da bambino amava aiutare il padre, ma adesso non riesce a immaginare una vita sprecata tra lievito e impasti. Decide allora di trovare un sostituto e, tra i tanti assurdi candidati che si presentano, incontra Hector, un ragazzo che ama cucinare tanto quanto Ari vuole scappare. Fianco a fianco in cucina i due si avvicinano e si conoscono meglio, e l'amore è pronto a sbocciare... sempre che Ari non rovini tutto!

Ari
è un ragazzo con dei sogni che non corrispondono alle aspettative che la sua famiglia ripone in lui. Suona in una band e desidera lasciare il posto in cui vive e trasferirsi in città con gli amici. Il padre ha una panetteria che, purtroppo, riversa in una situazione economica difficile. Ecco perché non incoraggia i sogni del figlio, ha troppo bisogno del suo aiuto per dargli la sua benedizione a partire. Così Ari decide di trovare qualcuno che prenda il suo posto, che lo sostituisca al forno e aiuti i suoi genitori. Si presenta alla loro porta un sacco di gente strana, nessuno della quale realmente interessata al lavoro. Poi, un giorno, si ritrova davanti un ragazzo che dice di aver finito il primo anno all’Accademia di Cucina e che quel lavoro è in pratica il suo sogno. Ari decide di metterlo subito alla prova e si rende conto di quanto Hector sia davvero appassionato e ami cucinare. La cosa in qualche modo lo conforta, perché così potrà trasferirsi senza sensi di colpa e fare musica come ha sempre desiderato, ma poi si ritrova a star dietro a Hector, a desiderare di aiutarlo o anche solo guardarlo mentre prepara il pane, i cupcake e altre prelibatezze. Con Hector Ari si sente subito a suo agio e nasce presto una bella amicizia, ma giorno dopo giorno smette di capire cosa vuole davvero, che futuro desidera per sé. È davvero convinto di voler lasciar casa e famiglia per vivere altrove con i suoi amici? Cos’è che lo rende davvero felice?

Sicuramente di Ari emerge molto questo suo senso di inquietudine interiore, sembra si senta spesso inadeguato, non all’altezza, insicuro. Hector è, invece, il polo opposto. Sorridente, alla mano, appassionato, bravo nel rimettere a posto le cose, forse anche troppo. Pare che a volte la gente se ne approfitti, soprattutto il suo ex ragazzo. La storia si svolge in un’estate, i mesi si susseguono mostrandoci un mare calmo e poi, via via, più agitato e scuro, come gli animi dei protagonisti che, da amici, subiscono verso la fine una brutta frattura nel loro rapporto. Ma basterà guardare le cose da un’altra prospettiva per ritrovare la voglia di riprendere in mano la propria vita, cercando la felicità in quella delle persone che si amano. Basterà cambiare le cose e aprirsi alla verità del proprio cuore e scoprire così che il futuro desiderato è sempre stato a portata di mano, nei sogni di un bambino affascinato dal mestiere del padre, in quelli di un ragazzo innamorato della dedizione alla cucina di un altro. Cucina e musica sono due elementi fondamentali di questa storia. Ho adorato soprattutto le scene in cui si prepara il pane o altre ricette tradizionali, mostrando con quanto amore lo si faccia. I genitori di Ari sono persone vere e umili, persone che amano ciò che fanno e che vorrebbero trasmettere quell’amore al proprio figlio. È facile immedesimarsi in loro, nella loro storia, così come è facile immedesimarsi in Ari, combattuto tra sogni e doveri

L’amore in questo volume non è solo quello tra i protagonisti che, sì, arriva, ma in modo graduale, bensì amore per le cose semplici, amore per la famiglia, per gli amici, per la casa, per il luogo in cui si vive, per le proprie tradizioni e origini. Se Ari sembra avere tutto ciò che di fondamentale serve a star bene, anche se non se ne rende conto, Hector è invece un ragazzo solo, lontano da casa e dagli amici; ha perso la nonna da poco e si sente triste sebbene non lo dia a vedere. Cucinare è per lui un modo per esorcizzare la nostalgia che lo attanaglia, e non solo. Vorrebbe avere ciò che ha Ari ma che lui sembra non apprezzare. Sono due ragazzi fondamentalmente diversi, eppure la cucina riesce ad avvicinare i loro due mondi distanti. Ho apprezzato la semplicità di questa storia, la sua delicatezza e le tematiche che ne emergono. I colori usati rendono questo volume molto caratteristico e vi consiglio di dargli un’opportunità se necessitate di un po’ di slow burn, se vi sentite orfani di Heartstopper e se amate più di ogni altra cosa cucinare. Primo amore vi regalerà dolci ispirazioni e alcuni momenti teneri e indimenticabili. Qualche pecca ammetto di averla riscontrata, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi secondari, dei quali emerge quasi poco e niente e che non potrebbero mai eguagliare quelli di Hearstopper, con delle vere e proprie storie a se stanti. Questa cosa un po' mi è mancata, perché comunque sono spesso presenti ma qualcuno rimane più in ombra di altri. Avrei anche voluto più scene tra Ari e Hector dopo che nasce l'amore, perché quando succede non si ha il tempo di goderne che il libro finisce, ma ho visto su Goodreads che è in previsione per il 2023 una seconda parte di Bloom, quindi probabilmente a questo si potrà trovare presto rimedio. 

In definitiva, non siamo ai livelli emotivi di Hearstopper (cito sempre questa graphic-novel perché anche come disegni me la ricorda moltissimo) ma devo dire che Primo amore si difende abbastanza bene. I disegni sono deliziosi e la storia di fondo è molto tenera. Hector è un personaggio bellissimo, avrei voluto abbracciarlo tutto il tempo, è un personaggio ottimista e positivo e mi è molto piaciuto; Ari è un adolescente insicuro come la gran parte degli adolescenti e in cui è facile rispecchiarsi, commette degli errori ma è anche capace di chiedere scusa. Mi sarei aspettata qualcosina di più a livello di storia, in generale, ma non sono delusa e spero i piccoli difetti che ha di non ritrovarli nel seguito. Se Il Castoro farà uscire anche la seconda parte la leggerò sicuramente!
Photo credit: @francikarou @coffeeandbooks

lunedì 28 febbraio 2022

Review Party: "La morte è solo l'inizio" di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Buongiorno e buon inizio settimana, caffeinomani! ^^
Oggi partecipo al Review Party di una graphic novel edita Tunuè, “La morte è solo l’inizio”, di Isaak Friedl e Gloria Goderecci. Ammetto di essere stata subito attirata dalla cover, dal titolo e dalle premesse, però, poi, nell’esecuzione, il libro non si è rivelato quello che mi aspettavo. Ringrazio la casa editrice per la copia inviatami in cambio di un’onesta opinione e le mie compagne d’avventura con cui abbiamo discertato parecchio sul libro. Passate a leggere anche le loro opinioni! ;)

La morte è solo l'inizio
di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Prezzo: 17,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 208
Genere: horror, fumetti, graphic novel
Editore: Tunuè
Data di pubblicazione: 3 gennaio 2022

Un patto scellerato che travolge le vite e trascina negli abissi più profondi. Demoni, orge, donne sexy, armi da fuoco, scheletri, moto da cross e tanto altro ancora fanno da sfondo ad unviaggio ben più difficile. Un viaggio che va, in continuazione, dalla morte alla ricerca della vita. I protagonisti, così diversi tra loro, ci trascinano in una storia senza scrupoli...

Solitamente, quando mi imbatto in qualche titolo fortemente dark, vengo subito attratta e desidero leggerlo. È successo così per “La morte è solo l’inizio”, la cui cover mostra il protagonista che sembra uscire direttamente dall’inferno, con le fiamme alle sue spalle, e un grosso portone con scheletri intagliati ai lati. La curiosità è volata alle stelle e così mi sono gettata in questo evento, convinta di leggere una storia che mi sarebbe piaciuta moltissimo. Purtroppo, non è stato così perché il libro si è rivelato più cruento e spietato di quello che mi aspettassi, con fin troppa violenza gratuita e scene, a mio parere, senza senso. Non sono una che si scandalizza o si impressiona facilmente, però questo tipo di violenza mi fa accapponare la pelle.

La storia inizia con un ragazzo che sta affogando, Aaron Bauer, che finisce in una sorta di limbo, un’intercapedine tra due mondi. Si ritrova lì perché è nato alle sei, sei minuti e sei secondi e questo gli concede una possibilità che non tutti hanno, una scelta importante. Può proseguire verso la fine di tutto, dunque morire in maniera definitiva, oppure può tornare in vita, ma una volta fatto dovrà dedicare la sua esistenza alla morte e alla sofferenza. Aaron si ritrova così a firmare un contratto quasi senza pensarci su, convinto si tratti solo di un brutto sogno. Ma una volta firmato, viene tirato fuori dall’acqua e torna effettivamente in vita. Il tempo passa e ci ritroviamo a quarant’anni da questo evento. Adesso abbiamo come protagonisti due ragazzi che vengono attratti da due ragazze su un treno e decidono di seguirle quando le sentono parlare di una festa mitica. Peccato che chi si ritroveranno davanti, a un certo punto, è il signor Aaron Bauer che cercava proprio uno dei due ragazzi, Pete, perché come lui nato alle 6 e 6 minuti e 6 secondi. Aaron gli affida la missione di andare in quel mondo infernale da cui lui è uscito, procurarsi la lista di tutte le persone nate alle 6 e 6 minuti e 6 secondi e portargliela. Dovrà morire per arrivare in quel luogo, poi rubare all’uomo che lo accoglierà la lista con i nomi, e infine firmare il contratto che gli permetterà di tornare in vita e uscire da quell’inferno. Ma le cose si complicheranno una volta giunto lì e Pete si ritroverà ad affrontare un esercito di scheletri viventi, demoni di varia natura, un terribile Squartatore e chi più ne ha più ne metta. E tutto per cosa? Beh, lo scoprirà solo quando sarà riuscito a tirarsi fuori di lì e a tornare in vita. Quello che lo aspetta non è decisamente meglio dell’inferno in cui era finito.

Le premesse di questa graphic novel sono a mio parere interessanti, però si perdono, come vi dicevo sopra, nell’esecuzione. È vero che parliamo di inferno, demoni, anime corrotte e quant’altro, ma è tutto un susseguirsi di violenza e macabro e morte e squartamenti e sbudellamenti e questo mi ha lasciata molto perplessa. I colori delle tavole mi sono piaciuti molto e mi è piaciuto anche di come in quella sorta di inferno in cui finiscono i protagonisti vi siano vari luoghi o dimensioni, abitati da creature e anime diverse. Le anime cercano di sopravvivere come possono, i demoni si danno ai peggior vizi e soprusi. La parte peggiore è quella legata allo Squartatore, un demone che ha il solo scopo di uccidere e distruggere e lascia dopo il suo passaggio solo sangue e resti di anime. Mi ha sorpreso trovare in uno dei luoghi che il protagonista attraverserà anche un drago, come a dire che ci si può imbattere davvero in qualsiasi cosa all’inferno, tutto ciò che di mostruoso possa esserci. La fantasia degli autori ha creato una storia brutale, una di quella per stomaci forti, è proprio il caso di dirlo. Se l’orrore e le morti violente non vi spaventano, allora questa graphic novel può fare al caso vostro e intrattenervi; se, invece, siete facilmente impressionabili non fatevi tentare. 


A presto!
xoxo

Photo credit: @francikarou

lunedì 11 ottobre 2021

Review Party: "Bianco Intorno" di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert

 
Buongiorno, lettor*!
Oggi tocca a me parlarvi della splendida graphic novel Bianco Intorno, illustrata da Stéphane Fert, con testi di Wilfrid Lupano. Ho già letto due graphic novel illustrate da Fert e pubblicate da Tunué, adoro il suo stile, lo trovo davvero suggestivo. Ecco perché non potevo farmi sfuggire l’occasione di scoprire anche Bianco Intorno, che si è rivelata una lettura unica ed emozionante. Ringrazio Valeria di This Lady of the Books per aver organizzato questo splendido evento e la casa editrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

Bianco Intorno
di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert

Prezzo: 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 144
Genere: graphic novel, narrativa a fumetti, ragazzi
Editore: Tunué
Data di pubblicazione: 26 agosto 2021

"Bianco intorno, la vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris" è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert. Siamo in Connecticut, trent'anni prima dell'abolizione della schiavitù, una giovane insegnante apre le porte della sua scuola alla prima alunna afroamericana: Sarah Harris. Per reagire al malcontento locale, in un gesto insieme di rivolta e volontà, Prudence Crandall apre la sua scuola a tutte le giovani donne afroamericane della città. La storia della piccola scuola femminile diventa un pretesto per parlare, ancora una volta, dei principi di eguaglianza e fratellanza su cui dovrebbe basarsi la società. Un graphic novel che ci spinge ad interrogarci su temi ancora attuali e sulla responsabilità di scelta del singolo nei confronti di comunità spesso sorde ad ogni cambiamento. L'opera si regge su due assiomi fondamentali: il rifiuto di ogni discriminazione razziale ed il riconoscimento del diritto all'istruzione. Le piccole allieve della giovane istitutrice del Connecticut diventano simbolo di tutte quelle minoranze che, negli anni passati e presenti, pagano a prezzo spropositato un'eguaglianza che dovrebbe essere garantita. La storia della giovane istitutrice porta l'attenzione sul ruolo chiave che l'istruzione ricopre nella scoperta, lotta e ripresa dei propri diritti. La battaglia al diritto di istruzione si fa scontro contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Nelle precedenti graphic novel illustrate da Fert che ho letto, una cosa che mi ha sempre colpita sono state le tematiche trattate. Non solo splendide illustrazioni, ma anche argomenti che, nonostante l’ambientazione fantastica, si adattavano benissimo ai tempi attuali. In Bianco Intorno non abbiamo, però, una storia di fantasia, bensì una ispirata a fatti realmente accaduti. Siamo nel 1832 a Canterbury, nel Connecticut, una parte degli Stati Uniti dove la schiavitù è già stata abolita. I neri sono “liberi” ma in realtà non hanno diritto di cittadinanza. Un anno prima, a Sud degli Stati Uniti, era avvenuta una rivolta di schiavi neri, capeggiata da Nat Turner, uno schiavo ribelle e predicatore che sapeva leggere e scrivere. In seguito al massacro di questi verso schiavisti bianchi e proprietari terrieri, furono presi provvedimenti preventivi e punitivi per evitare che si ripetessero episodi simili. La storia che ci viene raccontata in Bianco Intorno è lontana da quella di Nat Turner eppure in qualche modo è collegata a essa e ha inizio in un collegio femminile gestito dalla giovane signorina Crandall, che decide di accogliere nella sua scuola una ragazza di colore. La decisione creerà scandalo e scompiglio in città. Da persona rispettata, la Crandall inizierà a subire insulti e intimidazioni, persino denunce quando sceglierà di impartire lezioni a più ragazze di colore, portando le sue allieve bianche a ritirarsi dalla scuola. Assistiamo a commenti che lasciano alquanto a desiderare, uomini e donne bianchi che pensano sia pericoloso istruire i neri perché chissà cosa potrebbero diventare con un’istruzione, potrebbero pensare di valere quanto le persone bianche e diventare arroganti. Donne che pensano non serva a nulla insegnare alle femmine perché in che modo dovrebbero aiutarle con le faccende domestiche? Insomma, roba da far accapponare la pelle. Una delle allieve, molto curiosa, si pone una giusta domanda in relazione al fenomeno della rifrazione, che la fa riflettere su come la percezione cambi. Come è possibile che ci sia differenza tra un ignobile massacro e un’eroica conquista? Perché dei rivoltosi neri che si ribellano in nome dei propri diritti e della propria libertà devono essere considerati dei mostri mentre, per esempio, degli antichi conquistatori meritano la gloria eterna? “Perché lo sguardo cambia? Perché l’ignominia si trasforma in gloria?”
In Bianco Intorno c’è spazio anche per ulteriori riflessioni legate ad altre forme di discriminazione e pregiudizio, non soltanto verso gente dalla pelle di colore diverso, ma anche verso chi è diverso in generale, verso chi non si uniforma e vive la propria vita a modo suo, lontano dalle regole imposte dalla società. Ne è un esempio, il piccolo Selvaggio che vive nella foresta - spina nel fianco per molti ma che, in fondo, non fa nulla di male, simbolo dell'innocenza che viene cancellata in nome di ideologie sbagliate e a causa dell'ignoranza altrui - ma anche la vecchia dai capelli bianchi, considerata una strega, solo perché vuole vivere diversamente e perché nell’aspetto si distingue dalle donne della sua epoca. Ho apprezzato veramente tanto questo racconto, soprattutto perché insegna a non arrendersi di fronte agli impedimenti e alle difficoltà ma a portare avanti i propri ideali, a lottare per essi quando si tratta di cause giuste. Insegna a guardare le cose da un’angolazione diversa, a riflettere sulle diverse percezioni, soprattutto sulla condizione dei neri in un’epoca lontana ma che ancora oggi ha le sue ripercussioni. Insegna a credere in un mondo migliore, un mondo più giusto ed egualitario, in cui non ci siano distinzioni di razza, ceto o altro, in cui l’istruzione possa essere diritto di tutti, senza differenza alcuna. Bianco Intorno è rappresentato da disegni bellissimi, con colori naturali che richiamano la terra, emozionano e rendono il racconto ancora più vibrante e intenso. È senza dubbio una storia da leggere, una di quelle che lasciano un’impronta dentro e che difficilmente si può dimenticare. Lugano e Fert hanno fatto un lavoro davvero meraviglioso e ho apprezzato anche la postfazione scritta da Joanie DiMartino, direttrice del museo Prudence Crandall, che ci ha fatto sapere di più sulle allieve della scuola Crandall e su ciò che il futuro ha riservato loro, un futuro nel quale hanno continuato a lottare per ciò in cui credevano e che talvolta ha permesso loro di riscattarsi.


A presto!
xoxo

Fonte immagini: Google immagini
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martedì 24 agosto 2021

Recensione: "Saga" di Brian K. Vaughan (a cura di Elena)

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi Elena ci porta nello spazio con la sua recensione della serie di graphic novel Saga, di Brian K. Vaughan, un'opera bellissima e di grande successo pubblicata da Bao Publishing. La conoscete? Se siete curiosi di saperne di più, non perdetevi l'articolo. Buona lettura! ;)

******

“AVVENTURE IPERGALATTICHE IN FAMIGLIA”

“Ecco come un’idea diventa reale. Ma le idee sono cose fragili. Molte non sopravvivono, fuori dall’etere dal quale sono state estratte, scalcinanti ed urlanti. Ecco perché le persone le creano con qualcun altro.”

A metà dei volumi e della sua storia (composta in totale da 18 volumi), oggi viaggiamo tra le stelle e gli universi con la serie fumettistica pluripremiata e di successo internazionale Saga scritta da Brian K. Vaughan ed illustrata da Fiona Staples, edita da Bao Publishing che l’ha tradotta e pubblicata in due formati: nove singoli volumi o tre raccolte Deluxe che raggruppano tre numeri l’uno, con contenuti extra finali sul processo creativo e di lavorazione (in futuro verrà pubblicato anche un volume unico dei primi nove volumi!). Un fumetto fantastico-fantascientifico americano, attualmente in corso dal 2012.

Saga è vita. Contiene mondi, promemoria, massime, insegnamenti, colori, colpi di scena ma soprattutto sogni. Non è una semplice narrazione alla “Romeo e Giulietta” ma piuttosto una “Mille e una notte” in versione galattica, che si incontra ed incrocia con Star Wars e Doctor Who: racchiude, infatti, infinite storie, dentro ad altre storie, intrecci, linee intricate e curve spezzate. Tra avventure, misteri, spionaggi e quotidianità seguiamo la narrazione della protagonista, Hazel, fin dalla sua movimentata nascita. Come in un rewind, Hazel ci racconta la sua storia e di tutte e tutti coloro che la circondano. Meteore di passaggio che regalano doni o distruzione. Una costellazione di personaggi (baby-sitter evanescenti, umanoidi creativi, alieni strani, animali parlanti, robot indimenticabili, mercenari e mercenarie grottesche) da amare e/o odiare: Izabel, Principe Robot IV, Il Volere, Gatto Bugia e tante e tanti altri. Personaggi ver*, profond*, tridimensionali, buon* e cattiv*, ma soprattutto misterios* e sfocat* dalla morale barcollante ed in evoluzione, da scoprire e da approfondire pagina dopo pagina. Conosciamo innanzitutto i genitori di Hazel, Alana e Marko. Per nascita in contrasto ed in guerra, ma per la vita uniti. Lei intelligente, realista, ironica, forte e coraggiosa. Lui sicuro, sognatore, protettivo, obiettore di coscienza ed umile. Accusati di tradimento e diserzione si ritrovano intere galassie contro, tutto a causa di un semplice libro. Inizia con una storia d’amore, uno di quegli “stupidi romanzetti, che le casalinghe comprano al supermercato”. Un libro che si rivelerà molto di più di quel che sembra. Infatti la storia continuerà come un “libro sovversivo” che narra i “pericoli della creazione”. La creazione di un pensiero, un’idea, un essere umano, una famiglia. Una creazione che metterà in pericolo lo stato attuale dell’intero universo. Il pianeta Landafall e la sua luna satellite Wreath si odiano da sempre e combattono una guerra che ha avvelenato ogni angolo della galassia, ogni mondo e specie anche lontana. L’universo è diviso in due fazioni che creano accuse, steccati ed incomprensioni di cui, però, non si ricordano più le origini. Così iniziano incontri, scontri ed avventure e “tutto andrà storto”!

La storia è composta da salti nel tempo: lo scorrere degli anni e la crescita della protagonista è lineare, ma il presente del racconto è intervallato da flashback, con una voce narrante adulta ed onnisciente proveniente dal futuro che focalizza diversi punti di vista e percorre tanti temi. Dai più semplici e di tutti i giorni ai più ostici, nascosti ed oscuri. Temi di cui si parla e temi tabù: le cause dimenticate e le conseguenze segrete della guerra, la famiglia, la maternità, la paternità, il razzismo, le discriminazioni e le segregazioni, i segreti, l’amore, la morte e il lutto, la prostituzione, le dipendenze, la non violenza, la libertà di scelta e d’espressione, la malattia, l’aborto, la religione, i mezzi di comunicazione, il futuro… Non si tratta di un semplice elenco o di un’accozzaglia di argomenti, ma ognuno ha il suo spazio, valore e il suo arco narrativo: si approfondiscono tematiche spesso idealizzate o romanzate andando a fondo nelle diverse sfaccettature, mostrando anche i lati negativi o più difficili. La stessa struttura della storia con i viaggi e il trascorrere degli anni, dall’infanzia alla pre-adolescenza (per ora), permette la confluenza di più temi da trattare come macro argomenti inseriti nella trama verticale nei singoli episodi all’interno di una trama più ampia, complessa ed orizzontale da scoprire più avanti. Così una storia ipergalattica di finzione si trasforma e diviene emozione vera, reale, inclusiva ed attuale. Dai temi romantici classici, l’autore e l’artista attuano un ribaltamento degli stereotipi e degli stili con innovazione, allegria ed ironia, che colpisce il loro stesso lavoro, iniziando già dal titolo che gioca sull’opera come progetto editoriale e sull’impresa che caratterizza l’intera trama. Niente è più “norma” né normale, ma viene messo in discussione con domande e rispetto, ma anche con la curiosità e l’invadenza di una bambina che vuole conoscere e comprendere il mondo in cui vive. Non è una storia per tutti e tutte, spesso cruda, aggressiva e molto esplicita sia nelle rappresentazioni (vi sono scene di sesso e di violenza grafica) sia nel linguaggio. È un viaggio per lettrici e lettori maturi, ma adatto sia per coloro che cercano uno svago sia per chi vuole approfondire tematiche con quel tocco di attualità che fa riflettere, lascia il segno e fa rimanere incastrati tra risate e pianti, grazie ai dialoghi e alle parole provocatorie e a tratti anche poetiche.

Le voci si affiancano alle tavole, che non fanno semplicemente da sfondo, ma sono parte integrante del viaggio e dei temi trattati. Già da un’immagine si può intuire quale argomento si andrà a trattare e con quale tono affrontarne la lettura, che coinvolge ed avvolge, immerge ed ingloba. I disegni, i colori e le linee parlano quanto le parole pronunciate. Le parole diventano e lasciano spazio al disegno grafico di taglio cinematografico, pulito ed espressivo, chiaro e conciso. Le tavole non sono troppo cariche di parole e dialoghi, presentano la giusta armonia dei diversi linguaggi espressivi rendendo la lettura semplice e scorrevole, piena di colpi di scena e suspense. Il disegno, infatti, è un altro pregio della storia, che cattura con la sua particolare cura nei colori accesi e nella scelta dei font e dei balloon. In conclusione, riassumendo, Saga non può essere catalogata semplicemente come una serie fantascientifica a puntate, perché racchiude al suo interno più generi e sottogeneri letterari: dal fantasy al romanzo d’avventura per la magia e per i viaggi; dal romance alla critica sociale; dalla fantascienza per l’ambientazione spaziale e futuristica (per esempio per le tecnologie e i mezzi di trasporto) e anche simbolica ed ancorata all’oggi per i temi, al romanzo di formazione per la crescita o la decrescita delle e dei personaggi. Non troveremo eroi o supereroine classiche ma emozioni, comportamenti umani, paure e desideri, traumi e speranze. Individui che pianificano, scappano, si mettono alla prova, sbagliano e riprovano o soccombono. Ambientazioni, personaggi e temi sono una grande ragnatela sospesa ed in equilibrio nel caos della storia che racconta Hazel.

L’unica nota che potrebbe risultare poco gradita è la pausa di qualche anno dei creatori della serie, di cui ancora non si hanno notizie riguardo alla ripresa della pubblicazione. Motivo per cui sospendo il giudizio sull’intera serie, curiosa di come i creatori di Saga intrecceranno le varie linee al centro della ragnatela, ma comunque convinta che intraprendere il viaggio valga il carburante! Saga è una vera e propria epopea da leggere, vedere, sentire e provare: un viaggio alla ricerca di un porto sicuro nell’oscurità con piccole luci stellari di speranza.

“Non so, Alana. Mi sa di un po'… noioso.” “Esatto! Credo che il senso sia quello. Comunque, devi leggerlo assolutamente.”

Non mi resta che dirvi allacciate le cinture ed augurarvi buone letture.


 Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

venerdì 5 marzo 2021

Review Party: "Hearstopper 3" di Alice Oseman

Buongiorno, cari lettori caffeinomani! ^^
Oggi tocca a me parlarvi del terzo, bellissimo volume di Heartstopper. Adoro follemente questa serie di graphic novel di Alice Oseman, mi sono affezionata a Nick e Charlie come non credevo possibile e non vedevo l’ora di leggere questo nuovo volume perché mi mancavano tantissimo.
Ringrazio Valeria di This Lady of the Books per avermi permesso di partecipare a questo evento e la casa editrice per la copia digitale del libro.

Hearstopper. Vol.3
di Alice Oseman


Prezzo: 19,00 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 384
Genere: graphic-novel, young adult, lgbt+
Editore: Mondarori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 2 Marzo 2021

Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. "Heartstopper" parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.

<<Anche se le cose si faranno difficili quando lo diremo in giro, ce la caveremo comunque, perché possiamo contare l'uno sull'altro>>

Siamo arrivati al terzo volume della serie Hearstopper di Alice Oseman, portata in Italia da Oscar Mondadori. Abbiamo imparato a conoscere i due protagonisti, Nick e Charlie, entrando nelle loro vite ed esplorando, poco per volta, le loro emozioni. Alice Oseman è un’autrice che stimo moltissimo perché è riuscita a inserire in questa serie tantissime realtà del mondo lgbt+, realtà molto spesso ignorate, discriminate, realtà di cui si parla ancora troppo poco, sebbene qualche passo in avanti sia stato fatto. Abbiamo visto nascere l’amicizia tra Nick e Charlie, un’amicizia intensa che presto è diventata qualcosa di più. Charlie è un ragazzo che in passato, quando si è saputo della sua omosessualità, ha subito atti di bullismo e vissuto momenti terribili. Nick, invece, ha sempre pensato di essere attratto solo dalle donne, fino a quando non ha conosciuto Charlie e, allora, ha scoperto di essere bisessuale. Non è stata una scoperta improvvisa, il cammino per arrivare a questa consapevolezza è stato abbastanza travagliato. E ancora non è terminato. Ancora nella relazione di Nick e Charlie ci sono molti ostacoli da superare. È vero che adesso stanno insieme, ma non è diventato automaticamente tutto più semplice. In questo volume si troveranno di fronte alla decisione di dire ai loro amici che stanno insieme, un momento che hanno evitato per un po’, ma che adesso sentono di dover affrontare. E la gita della scuola potrebbe essere l'accasione ideale. Non è facile per nessuno dei due. Charlie sente ancora echi dei traumi passati e per Nick è tutto nuovo e potrebbe far paura questa novità. Quello che entrambi si continuano a ripetere è di non mettersi pressione, perché è giusto parlarne quando si sentiranno più a loro agio, quando si sentiranno pronti, ma la voglia di togliersi un peso dalle spalle è forte. Soprattutto, la voglia di essere se stessi anche in mezzo agli altri. Senza segreti. Senza più doversi nascondere. Perché quello che stanno vivendo è qualcosa di bello, qualcosa che li rende felici e vorrebbero urlare al mondo ciò che provano.
Il bello di questo volume non è soltanto la relazione dei due protagonisti che si consolida e attraversa delle nuove sfide, ma anche il loro rapportarsi con chi gli sta intorno
, con gli amici, con la famiglia. C’è ancora chi li giudica, ma c’è anche chi li comprende, chi è felice per loro e li sostiene. Alice Oseman ci immerge nuovamente nella vita di questi due giovani ragazzi, approfondendo le loro insicurezze ma regalandoci anche quei dolci momenti che sono diventati una delle caratteristiche più amate della serie. Momenti carichi di tenerezza, sdolcinati e adorabili. Baci, effusioni, confronti, di cui penso non mi stancherò mai. C’è ancora più pathos in questo terzo volume, c’è il desiderio di scoprirsi sempre di più, ma anche la paura di soffrire. L’autrice riesce perfettamente a trasmettere le emozioni che provano i protagonisti, facendoci riflettere sulle difficoltà che molti giovani, come loro, sono costretti a vivere tutti i giorni. Introduce anche delle altre tematiche molto importanti, talvolta stretta conseguenza del non essere accettati dagli altri, problemi legati alla salute mentale, come i disordini alimentari e l’autolesionismo. Continuo a pensare che questa serie sia davvero una piccola perla. Nick e Charlie sono dei protagonisti speciali, che ti entrano dentro e ti riempiono il cuore, affezionarsi a loro è molto facile. Apprezzo il modo in cui affrontano i problemi che si trovano davanti, il voler essere sempre sinceri con se stessi e con gli altri. Riprendendo una frase di Charlie che dice che essere gay non significa non avere dei sentimenti, non posso far altro che consigliare questa serie a tutti, soprattutto a chi è scettico sull’amore in ogni sua forma. La Oseman ci dà dimostrazione di come l’amore possa nascere ovunque e tra persone di ogni tipo. Infatti, oltre Nick e Charlie, avremo modo di approfondire la conoscenza di personaggi secondari, anche loro appartenenti alla comunità lgbt+. Ho amato moltissimo che si sia stato dato spazio anche ad altre realtà, realtà che esistono e che è giusto che si conoscano.
I disegni della Oseman sono sempre adorabili e le espressioni dei personaggi trasmettono perfettamente i loro stati d’animo. Rispetto al primo volume c’è stato sicuramente un miglioramento e la storia si è talmente arricchita che ogni volta che leggo un nuovo volume è come tornare a casa, in famiglia. Ormai sento un legame con tutti i personaggi e temo davvero il giorno in cui la serie si concluderà e dovrò dire loro addio. Adesso non resta che attendere il quarto volume e scoprire cosa ne sarà di Nick e Charlie, perché la loro storia non è mai scontata, ci sono ancora moltissimi passi da fare insieme e ho voglia di accompagnarli durante ognuno di questi momenti. Hearstopper è una serie davvero unica, una serie che come poche riesce a parlare ai giovani, incoraggiandoli ad essere sempre se stessi, a cercare di conoscersi a fondo, a non giudicare chi è diverso, ma piuttosto apprezzarlo per le sue qualità. È una serie che fa riflettere su tante tematiche e penso che su queste si debba sempre insistere, perché i giovani hanno bisogno di sapere, di sentirne parlare, per potersi confrontare con qualcuno nel caso stiano vivendo situazioni simili. Amore, amicizia, famiglia, identità e molto, molto altro tra le pagine di Heartstopper. Sta a voi scoprire quanto questa lettura può arricchirvi e lasciare un segno indelebile nel cuore.  

A presto!
xoxo

mercoledì 11 novembre 2020

Review Party: "Enola Holmes e il caso della dama sinistra" di Serena Blasco


Buongiorno, miei adorati lettori! ^^
Oggi si torna a parlare di Enola Holmes e non potrei essere più contenta, perché sapete, ormai, quanto io adori questo personaggio di Nancy Springer. Ieri è uscito il terzo romanzo della serie (di cui partirà un review party molto presto), ma oggi parliamo di un’altra uscita, ovvero il secondo volume delle indagini a fumetti dedicate a Enola Holmes. Come sempre, ringrazio le ragazze che hanno collaborato con me a questo evento e la casa editrice per la copia omaggio, in cambio di un’onesta opinione.

Enola Holmes e il caso della dama sinistra
di Serena Blasco


Prezzo: 12,90 euro (cartaceo), 4,99 euro (eBook)
Pagine: 64
Genere: fumetto, graphic-novel, mistery
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 10 Novembre 2020

Astuta, brillante e incredibilmente ingegnosa. Ecco Enola: la giovane apprendista investigatrice della famiglia Holmes Gli affari di Enola Holmes a Londra vanno alla grande: ha persino inaugurato sotto falso nome un vero e proprio ufficio persone scomparse! Sì, ci sarebbe ancora quel piccolo problemino da risolvere con Sherlock - lui vuole trovarla e riportarla a casa, in campagna - ma Enola è decisa a non farsi mettere i bastoni tra le ruote da nessuno... nemmeno dal suo fratellone! Immaginate però la sua sorpresa quando a bussare alla porta dell'ufficio è proprio il fido socio di Sherlock, il dottor Watson, in cerca del suo aiuto. Lady Cecily Alistair, un'aristocratica ragazza di quattordici anni è sparita nel nulla. Non ci sono segni di effrazione alle porte e nessuna richiesta di riscatto. Enola non perde tempo e comincia a indagare ma non immagina nemmeno quale sorpresa la aspetta!

Mi sono un po’ affezionata a Enola Holmes, la furba sorellina di Sherlock Holmes che ama indagare su casi di persone scomparse. Sto leggendo tutto ciò che esce su di lei e trovo che il suo personaggio stia facendo un bellissimo percorso di consapevolezza e crescita personale. Le indagini a fumetti sono illustrate da Serena Blasco e queste nuove avventure riportano gli eventi che abbiamo già trovato nel romanzo Enola Holmes e il caso della dama sinistra. L’impatto con i disegni della Blasco è sempre piacevole, i colori pastello rendono i disegni quasi dei dipinti e sono una gioia per gli occhi, i volti spigolosi una caratteristica interessante del tratto dell’artista. In questo nuovo capitolo delle avventure di Enola, ritroviamo la ragazza nei panni di Ivy Meshle, segretaria del perditoriano dottor Ragostin, inventato da lei. Vive da sola, dopo essere fuggita ai fratelli che volevano chiuderla in collegio o privarla di libertà per lei indispensabili. E poi, non dimentichiamoci che è ancora alla ricerca della madre, che sembra non voglia farsi trovare ma ogni tanto risponda a dei messaggi in codice di Enola sui quotidiani che legge maggiormente. Sherlock Holmes sembra davvero in ansia per la sorella, tanto da destare le preoccupazioni dell’amico Watson che decide, a sua insaputa, di recarsi presso Ragostin e chiedere di cercare Enola, non sapendo di trovarsela invece davanti. La ragazza, però, non può lasciarsi turbare dai sentimenti di Sherlock, senza contare che potrebbe trattarsi di un imbroglio. Decide piuttosto di andare alla ricerca di un nuovo caso di cui occuparsi e si interessa della scomparsa di una giovane lady, che si pensa sia fuggita con un’amante, gettando la famiglia in rovina. Questo caso la impegnerà particolarmente, gli indizi che riesce a racimolare sono incomprensibili e non ha davvero idea di dove sia finita Lady Cecily, finché non si renderà conto di avere avuto le risposte sempre davanti agli occhi, bastava soltanto guardare più attentamente. Si troverà ad avere a che fare con pericoli diversi e ad essere costretta a scelte difficili, ma pur di salvare Cecily farà ciò che necessario, anche compiere azioni più azzardate. 
Questa vicenda è senza dubbio più avvincente della prima nella quale abbiamo visto Enola muovere i primi sbadati e incerti passi. Adesso è una ragazza molto più sicura di sé, ancora più abile nei travestimenti e attenta a ogni minimo dettaglio
. Come al fratello Sherlock, non le sfugge niente e sappiamo bene quanto sia capace di superarlo, talvolta, in astuzia. Ancora una volta dovrà sfuggirgli, una cosa che le costerà parecchio, perché se da un lato vuole ricongiungersi a lui, che le manca molto, dall’altro non può farlo, non può rinunciare a quella libertà che sta cercando di guadagnarsi a tutti i costi e non può rinunciare a ritrovare la madre. Mi è piaciuto tantissimo questo secondo volume delle avventure a fumetti di Enola Holmes, le atmosfere della Londra vittoriana sono rappresentate molto bene, i costumi e i particolari sono tutti, come sempre, molto fedeli all’epoca. Enola è una ragazzina di quattordici anni, ma talvolta la sua età passa in secondo piano quando assistiamo alle sue imprese e ai suoi colpi di genio. Adoro il fatto che usi tanto i travestimenti e che riesca a ingannare persino il suo stesso, acutissimo fratello, anche se mi dispiace percepire tra le righe e nelle sue espressioni la sua solitudine, si capisce che un po’ le pesa questa condizione. Come anche nel volume precedente, anche al termine di questo troviamo il taccuino segreto di Enola Holmes, con disegni e appunti di ogni genere, codici cifrati e piccole spiegazioni che nel resto del fumetto non hanno avuto molto spazio. Lo trovo adorabile questo piccolo angolo così personale e intimo di Enola. Non ho ancora avuto la fortuna di mettere le mani su una copia cartacea di queste edizioni a fumetti ma sono sicura che siano davvero ben fatte e che rendano tantissimo grazie ai disegni incredibili di Serena Blasco. Vi consiglio di recuperarle al più presto! ;)
Passate a leggere anche le recensioni delle altre mie colleghe blogger, ecco dove potete trovarle!


A presto!
xoxo
Grafica/banner by @ParanormalBooksLover

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