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martedì 24 agosto 2021

Recensione: "Saga" di Brian K. Vaughan (a cura di Elena)

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi Elena ci porta nello spazio con la sua recensione della serie di graphic novel Saga, di Brian K. Vaughan, un'opera bellissima e di grande successo pubblicata da Bao Publishing. La conoscete? Se siete curiosi di saperne di più, non perdetevi l'articolo. Buona lettura! ;)

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“AVVENTURE IPERGALATTICHE IN FAMIGLIA”

“Ecco come un’idea diventa reale. Ma le idee sono cose fragili. Molte non sopravvivono, fuori dall’etere dal quale sono state estratte, scalcinanti ed urlanti. Ecco perché le persone le creano con qualcun altro.”

A metà dei volumi e della sua storia (composta in totale da 18 volumi), oggi viaggiamo tra le stelle e gli universi con la serie fumettistica pluripremiata e di successo internazionale Saga scritta da Brian K. Vaughan ed illustrata da Fiona Staples, edita da Bao Publishing che l’ha tradotta e pubblicata in due formati: nove singoli volumi o tre raccolte Deluxe che raggruppano tre numeri l’uno, con contenuti extra finali sul processo creativo e di lavorazione (in futuro verrà pubblicato anche un volume unico dei primi nove volumi!). Un fumetto fantastico-fantascientifico americano, attualmente in corso dal 2012.

Saga è vita. Contiene mondi, promemoria, massime, insegnamenti, colori, colpi di scena ma soprattutto sogni. Non è una semplice narrazione alla “Romeo e Giulietta” ma piuttosto una “Mille e una notte” in versione galattica, che si incontra ed incrocia con Star Wars e Doctor Who: racchiude, infatti, infinite storie, dentro ad altre storie, intrecci, linee intricate e curve spezzate. Tra avventure, misteri, spionaggi e quotidianità seguiamo la narrazione della protagonista, Hazel, fin dalla sua movimentata nascita. Come in un rewind, Hazel ci racconta la sua storia e di tutte e tutti coloro che la circondano. Meteore di passaggio che regalano doni o distruzione. Una costellazione di personaggi (baby-sitter evanescenti, umanoidi creativi, alieni strani, animali parlanti, robot indimenticabili, mercenari e mercenarie grottesche) da amare e/o odiare: Izabel, Principe Robot IV, Il Volere, Gatto Bugia e tante e tanti altri. Personaggi ver*, profond*, tridimensionali, buon* e cattiv*, ma soprattutto misterios* e sfocat* dalla morale barcollante ed in evoluzione, da scoprire e da approfondire pagina dopo pagina. Conosciamo innanzitutto i genitori di Hazel, Alana e Marko. Per nascita in contrasto ed in guerra, ma per la vita uniti. Lei intelligente, realista, ironica, forte e coraggiosa. Lui sicuro, sognatore, protettivo, obiettore di coscienza ed umile. Accusati di tradimento e diserzione si ritrovano intere galassie contro, tutto a causa di un semplice libro. Inizia con una storia d’amore, uno di quegli “stupidi romanzetti, che le casalinghe comprano al supermercato”. Un libro che si rivelerà molto di più di quel che sembra. Infatti la storia continuerà come un “libro sovversivo” che narra i “pericoli della creazione”. La creazione di un pensiero, un’idea, un essere umano, una famiglia. Una creazione che metterà in pericolo lo stato attuale dell’intero universo. Il pianeta Landafall e la sua luna satellite Wreath si odiano da sempre e combattono una guerra che ha avvelenato ogni angolo della galassia, ogni mondo e specie anche lontana. L’universo è diviso in due fazioni che creano accuse, steccati ed incomprensioni di cui, però, non si ricordano più le origini. Così iniziano incontri, scontri ed avventure e “tutto andrà storto”!

La storia è composta da salti nel tempo: lo scorrere degli anni e la crescita della protagonista è lineare, ma il presente del racconto è intervallato da flashback, con una voce narrante adulta ed onnisciente proveniente dal futuro che focalizza diversi punti di vista e percorre tanti temi. Dai più semplici e di tutti i giorni ai più ostici, nascosti ed oscuri. Temi di cui si parla e temi tabù: le cause dimenticate e le conseguenze segrete della guerra, la famiglia, la maternità, la paternità, il razzismo, le discriminazioni e le segregazioni, i segreti, l’amore, la morte e il lutto, la prostituzione, le dipendenze, la non violenza, la libertà di scelta e d’espressione, la malattia, l’aborto, la religione, i mezzi di comunicazione, il futuro… Non si tratta di un semplice elenco o di un’accozzaglia di argomenti, ma ognuno ha il suo spazio, valore e il suo arco narrativo: si approfondiscono tematiche spesso idealizzate o romanzate andando a fondo nelle diverse sfaccettature, mostrando anche i lati negativi o più difficili. La stessa struttura della storia con i viaggi e il trascorrere degli anni, dall’infanzia alla pre-adolescenza (per ora), permette la confluenza di più temi da trattare come macro argomenti inseriti nella trama verticale nei singoli episodi all’interno di una trama più ampia, complessa ed orizzontale da scoprire più avanti. Così una storia ipergalattica di finzione si trasforma e diviene emozione vera, reale, inclusiva ed attuale. Dai temi romantici classici, l’autore e l’artista attuano un ribaltamento degli stereotipi e degli stili con innovazione, allegria ed ironia, che colpisce il loro stesso lavoro, iniziando già dal titolo che gioca sull’opera come progetto editoriale e sull’impresa che caratterizza l’intera trama. Niente è più “norma” né normale, ma viene messo in discussione con domande e rispetto, ma anche con la curiosità e l’invadenza di una bambina che vuole conoscere e comprendere il mondo in cui vive. Non è una storia per tutti e tutte, spesso cruda, aggressiva e molto esplicita sia nelle rappresentazioni (vi sono scene di sesso e di violenza grafica) sia nel linguaggio. È un viaggio per lettrici e lettori maturi, ma adatto sia per coloro che cercano uno svago sia per chi vuole approfondire tematiche con quel tocco di attualità che fa riflettere, lascia il segno e fa rimanere incastrati tra risate e pianti, grazie ai dialoghi e alle parole provocatorie e a tratti anche poetiche.

Le voci si affiancano alle tavole, che non fanno semplicemente da sfondo, ma sono parte integrante del viaggio e dei temi trattati. Già da un’immagine si può intuire quale argomento si andrà a trattare e con quale tono affrontarne la lettura, che coinvolge ed avvolge, immerge ed ingloba. I disegni, i colori e le linee parlano quanto le parole pronunciate. Le parole diventano e lasciano spazio al disegno grafico di taglio cinematografico, pulito ed espressivo, chiaro e conciso. Le tavole non sono troppo cariche di parole e dialoghi, presentano la giusta armonia dei diversi linguaggi espressivi rendendo la lettura semplice e scorrevole, piena di colpi di scena e suspense. Il disegno, infatti, è un altro pregio della storia, che cattura con la sua particolare cura nei colori accesi e nella scelta dei font e dei balloon. In conclusione, riassumendo, Saga non può essere catalogata semplicemente come una serie fantascientifica a puntate, perché racchiude al suo interno più generi e sottogeneri letterari: dal fantasy al romanzo d’avventura per la magia e per i viaggi; dal romance alla critica sociale; dalla fantascienza per l’ambientazione spaziale e futuristica (per esempio per le tecnologie e i mezzi di trasporto) e anche simbolica ed ancorata all’oggi per i temi, al romanzo di formazione per la crescita o la decrescita delle e dei personaggi. Non troveremo eroi o supereroine classiche ma emozioni, comportamenti umani, paure e desideri, traumi e speranze. Individui che pianificano, scappano, si mettono alla prova, sbagliano e riprovano o soccombono. Ambientazioni, personaggi e temi sono una grande ragnatela sospesa ed in equilibrio nel caos della storia che racconta Hazel.

L’unica nota che potrebbe risultare poco gradita è la pausa di qualche anno dei creatori della serie, di cui ancora non si hanno notizie riguardo alla ripresa della pubblicazione. Motivo per cui sospendo il giudizio sull’intera serie, curiosa di come i creatori di Saga intrecceranno le varie linee al centro della ragnatela, ma comunque convinta che intraprendere il viaggio valga il carburante! Saga è una vera e propria epopea da leggere, vedere, sentire e provare: un viaggio alla ricerca di un porto sicuro nell’oscurità con piccole luci stellari di speranza.

“Non so, Alana. Mi sa di un po'… noioso.” “Esatto! Credo che il senso sia quello. Comunque, devi leggerlo assolutamente.”

Non mi resta che dirvi allacciate le cinture ed augurarvi buone letture.


 Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

mercoledì 11 novembre 2020

Review Party: "Enola Holmes e il caso della dama sinistra" di Serena Blasco


Buongiorno, miei adorati lettori! ^^
Oggi si torna a parlare di Enola Holmes e non potrei essere più contenta, perché sapete, ormai, quanto io adori questo personaggio di Nancy Springer. Ieri è uscito il terzo romanzo della serie (di cui partirà un review party molto presto), ma oggi parliamo di un’altra uscita, ovvero il secondo volume delle indagini a fumetti dedicate a Enola Holmes. Come sempre, ringrazio le ragazze che hanno collaborato con me a questo evento e la casa editrice per la copia omaggio, in cambio di un’onesta opinione.

Enola Holmes e il caso della dama sinistra
di Serena Blasco


Prezzo: 12,90 euro (cartaceo), 4,99 euro (eBook)
Pagine: 64
Genere: fumetto, graphic-novel, mistery
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 10 Novembre 2020

Astuta, brillante e incredibilmente ingegnosa. Ecco Enola: la giovane apprendista investigatrice della famiglia Holmes Gli affari di Enola Holmes a Londra vanno alla grande: ha persino inaugurato sotto falso nome un vero e proprio ufficio persone scomparse! Sì, ci sarebbe ancora quel piccolo problemino da risolvere con Sherlock - lui vuole trovarla e riportarla a casa, in campagna - ma Enola è decisa a non farsi mettere i bastoni tra le ruote da nessuno... nemmeno dal suo fratellone! Immaginate però la sua sorpresa quando a bussare alla porta dell'ufficio è proprio il fido socio di Sherlock, il dottor Watson, in cerca del suo aiuto. Lady Cecily Alistair, un'aristocratica ragazza di quattordici anni è sparita nel nulla. Non ci sono segni di effrazione alle porte e nessuna richiesta di riscatto. Enola non perde tempo e comincia a indagare ma non immagina nemmeno quale sorpresa la aspetta!

Mi sono un po’ affezionata a Enola Holmes, la furba sorellina di Sherlock Holmes che ama indagare su casi di persone scomparse. Sto leggendo tutto ciò che esce su di lei e trovo che il suo personaggio stia facendo un bellissimo percorso di consapevolezza e crescita personale. Le indagini a fumetti sono illustrate da Serena Blasco e queste nuove avventure riportano gli eventi che abbiamo già trovato nel romanzo Enola Holmes e il caso della dama sinistra. L’impatto con i disegni della Blasco è sempre piacevole, i colori pastello rendono i disegni quasi dei dipinti e sono una gioia per gli occhi, i volti spigolosi una caratteristica interessante del tratto dell’artista. In questo nuovo capitolo delle avventure di Enola, ritroviamo la ragazza nei panni di Ivy Meshle, segretaria del perditoriano dottor Ragostin, inventato da lei. Vive da sola, dopo essere fuggita ai fratelli che volevano chiuderla in collegio o privarla di libertà per lei indispensabili. E poi, non dimentichiamoci che è ancora alla ricerca della madre, che sembra non voglia farsi trovare ma ogni tanto risponda a dei messaggi in codice di Enola sui quotidiani che legge maggiormente. Sherlock Holmes sembra davvero in ansia per la sorella, tanto da destare le preoccupazioni dell’amico Watson che decide, a sua insaputa, di recarsi presso Ragostin e chiedere di cercare Enola, non sapendo di trovarsela invece davanti. La ragazza, però, non può lasciarsi turbare dai sentimenti di Sherlock, senza contare che potrebbe trattarsi di un imbroglio. Decide piuttosto di andare alla ricerca di un nuovo caso di cui occuparsi e si interessa della scomparsa di una giovane lady, che si pensa sia fuggita con un’amante, gettando la famiglia in rovina. Questo caso la impegnerà particolarmente, gli indizi che riesce a racimolare sono incomprensibili e non ha davvero idea di dove sia finita Lady Cecily, finché non si renderà conto di avere avuto le risposte sempre davanti agli occhi, bastava soltanto guardare più attentamente. Si troverà ad avere a che fare con pericoli diversi e ad essere costretta a scelte difficili, ma pur di salvare Cecily farà ciò che necessario, anche compiere azioni più azzardate. 
Questa vicenda è senza dubbio più avvincente della prima nella quale abbiamo visto Enola muovere i primi sbadati e incerti passi. Adesso è una ragazza molto più sicura di sé, ancora più abile nei travestimenti e attenta a ogni minimo dettaglio
. Come al fratello Sherlock, non le sfugge niente e sappiamo bene quanto sia capace di superarlo, talvolta, in astuzia. Ancora una volta dovrà sfuggirgli, una cosa che le costerà parecchio, perché se da un lato vuole ricongiungersi a lui, che le manca molto, dall’altro non può farlo, non può rinunciare a quella libertà che sta cercando di guadagnarsi a tutti i costi e non può rinunciare a ritrovare la madre. Mi è piaciuto tantissimo questo secondo volume delle avventure a fumetti di Enola Holmes, le atmosfere della Londra vittoriana sono rappresentate molto bene, i costumi e i particolari sono tutti, come sempre, molto fedeli all’epoca. Enola è una ragazzina di quattordici anni, ma talvolta la sua età passa in secondo piano quando assistiamo alle sue imprese e ai suoi colpi di genio. Adoro il fatto che usi tanto i travestimenti e che riesca a ingannare persino il suo stesso, acutissimo fratello, anche se mi dispiace percepire tra le righe e nelle sue espressioni la sua solitudine, si capisce che un po’ le pesa questa condizione. Come anche nel volume precedente, anche al termine di questo troviamo il taccuino segreto di Enola Holmes, con disegni e appunti di ogni genere, codici cifrati e piccole spiegazioni che nel resto del fumetto non hanno avuto molto spazio. Lo trovo adorabile questo piccolo angolo così personale e intimo di Enola. Non ho ancora avuto la fortuna di mettere le mani su una copia cartacea di queste edizioni a fumetti ma sono sicura che siano davvero ben fatte e che rendano tantissimo grazie ai disegni incredibili di Serena Blasco. Vi consiglio di recuperarle al più presto! ;)
Passate a leggere anche le recensioni delle altre mie colleghe blogger, ecco dove potete trovarle!


A presto!
xoxo
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martedì 10 novembre 2020

Review Party: "Cheshire Crossing" di Andy Weir, Sarah Andersen


Buongiorno, miei affezionati lettori caffeinomani! ^^
Oggi condivido con voi la mia opinione riguardo il fumetto di Andy Weir, Cheshire Crossing, illustrato da Sarah Andersen. Non appena ho letto di questa uscita, ho desiderato immediatamente saperne di più. Non conoscevo nulla a riguardo, ma l’idea di ritrovare insieme in uno stesso posto le tre protagoniste di alcuni classici del mio cuore mi ha entusiasmata tanto. Peccato che poi non mi abbia convinta fino in fondo. Ringrazio tanto Giusy di Divoratori di libri per avermi coinvolta in questo review party e la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

Cheshire Crossing
di Andy Weir, Sarah Andersen


Prezzo: 18,00 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: fumetti, graphic novel
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2020

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull'Isola-che-non-c'è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po' di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell'Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Quante volte da piccoli avete desiderato vedere insieme i vostri eroi preferiti, magari in uno stesso cartone animato? Io sarei impazzita di gioia. Non ho mai pensato che potesse essere altrettanto esaltante leggere un crossover con protagoniste di romanzi diversi, ma mi sono sempre chiesta se qualcuno lo avrebbe fatto. Beh, Andy Weir l’ha fatto. Ha pensato che Alice de Il Paese delle Meraviglie, Wendy di Peter Pan e Dorothy de Il Mago di Oz, potessero avere parecchie cose in comune, considerando le loro esperienze in dei mondi tanto fantastici quanto pericolosi, che sarebbe stato interessante farle incontrare e vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ha disegnato lui stesso la storia la prima volta e, dopo il successo ottenuto con L’uomo di Marte, qualcuno ha notato questo precedente lavoro e ha voluto pubblicarlo. La parte grafica è stata affidata a Sarah Andersen, notissima fumettista americana (Sarah’s Scribbles), che è stata capace di rendere visivamente questa fantasiosa e originale storia e regalarci degli splendidi disegni. Penso che i disegni siano stati la cosa che ho amato di più di questo libro, i colori caldi delle tavole, intervallati da rossi squillanti, hanno davvero reso questa lettura più piacevole. Ma veniamo alla storia. Andy Weir ha voluto immaginare le sue protagoniste adolescenti. Le ritroviamo tutte insieme in un istituto, chiamato Cheshire Crossing, perché condividono lo stesso disturbo: psicosi dissociativa. Ma l’istituto non è una sorta di manicomio, come quelli che sono state abituate a girare negli ultimi anni, bensì una struttura di ricerca. Il direttore dell’istituto sa bene che le ragazze non sono pazze e che possono viaggiare tra i mondi e vorrebbe effettuare degli esperimenti su di loro. Delle tre, Alice è quella col carattere più inquieto e ribelle, che non ci sta a fare la cavia da laboratorio, così ruba le scarpette di Dorothy, recita la formula di rito e finisce in un campo di papaveri… insieme a Wendy, che stava cercando di fermarla. Inizia così la loro incredibile avventura in un mondo che non conoscono e nel quale la terribile Strega dell’Ovest vuole acciuffarle per avere l’occasione che ha perso, anni prima, con Dorothy. Solo Dorothy sa come fermare la Strega dell’Ovest ma non ha idea di come raggiungere le ragazze, senza le sue scarpette. Scoprirà che i suoi poteri non risiedono in un paio di scarpette ma, in realtà, sono innati e, così, riuscirà, insieme alla tata e tutrice, a teletrasportarsi a Oz.
Ma la scena non è solo concentrata in questo luogo, perché le nostre protagoniste varcheranno tutti e tre i loro mondi e sarà un continuo spostarsi da uno all’altro. Alice tornerà nel Paese delle Meraviglie per reclutare rinforzi, la Strega dell’Ovest finirà sull’Isola che non c’è e si alleerà con Capitano Uncino e, alla fine, si ritroveranno tutti insieme a combattere, mettendo a frutto i propri poteri, le proprie capacità. Mi è piaciuto che l’autore abbia mescolato le carte dei mondi e dei personaggi, facendo interagire tutti con tutte e tre le protagoniste. La storia è ricca di azione, combattimenti magici e vicende di ogni tipo, è praticamente impossibile annoiarsi. L’unico problema è che, forse, si è generata un po’ troppa confusione con tutti questi incontri e scontri. Weir, oltre Alice, Dorothy e Wendy, mette in scena tanti altri personaggi che, ammetto, è stato bello vedere lì in mezzo, nel ruolo di aiutanti, ma in alcune scene mi sono sembrati praticamente inutili. Tra l’altro, come se non bastasse, ogni tanto ritroviamo qualche flashback del passato che non sempre si distingue dalle scese ambientate nel presente, il passaggio da uno all’altro non è così chiaro. Le scene in cui la Strega dell’Ovest usa i suoi poteri in alcuni casi mi sono sembrate ridicole, troppo rosa e fumettistiche, per nulla in linea con il resto delle tavole, e il finale non mi ha convinta per niente, brusco e frettoloso. Ma stiamo parlando del lavoro di un autore che ha voluto creare questo crossover per puro diletto, perciò ci sta che non sia perfetto. Il punto forte di Cheshire Crossing è l’originalità.
  Alice, Dorothy e Wendy sono tre ragazze che hanno subito dei traumi non indifferenti in un’età in cui solitamente si gioca con le bambole nella tranquillità delle proprie camerette. Adesso si ritrovano ad affrontare quei traumi, ad affrontare le questioni in sospeso, le paure del passato e tutto ciò che non hanno mai avuto il coraggio di affrontare. Lo faranno insieme, aiutandosi a vicenda, perché se prima erano sole alle prese con realtà più grandi di loro, adesso non lo sono più e hanno al fianco chi crede in loro. Sono tre ragazze molto diverse. Alice è quella più snob e diffidente, eppure dietro il suo carattere freddo e distaccato, c’è tanto coraggio. L’ho trovata la più divertente delle tre, con la sua aria da perfettina imperturbabile che nessuno può scalfire (neppure un sexy Peter che reclama baci:P). Wendy ha un dono davvero invidiabile ed è abile con le armi. Dorothy è, forse, la più insicura delle tre, ma anche lei troverà il modo di superare le sue titubanze. Non ho ben capito la tata, che mi è sembrata una Mary Poppins in giovane età, però anche lei ha avuto un ruolo abbastanza importante nella storia. Mi hanno un po’ deluso i flirt della storia, avevo quasi creduto di veder salpare una fantastica ship, ma l’autore non mi ha concesso tanta grazia. Insomma, per concludere, Cheshire Crossing è stata una piacevole lettura d’intrattenimento, ricca di azione e avvenimenti, ma non abbastanza da potersi definire la mia preferita. È stato bello ritrovare Alice, Dorothy e Wendy insieme, vederle passare da un mondo all’altro e farci ripercorrere luoghi che fanno parte della nostra infanzia e ai quali siamo affezionati. I disegni della Anderson sono bellissimi, ma non mi hanno fatto impazzire i combattimenti magici. Ho amato, però, l’idea generale alla base di tutto il libro e consiglio la lettura a chi come me ama le protagoniste dei grandi classici della letteratura per ragazzi, a chi ha voglia di una storia stravagante e soprattutto di divertirsi e ritrovare personaggi tanto amati. 
Voto: 3 tazzine, un graphic novel su cui puntavo tantissimo, originale e, a tratti, divertente, ma che in molti momenti mi ha lasciata perplessa.

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Passate a leggere anche le recensioni delle mie colleghe blogger, mi raccomando! Trovate i blog qui sotto (grazie @divoratoridilibri per la splendida grafica).


A presto!
xoxo

martedì 3 novembre 2020

Review Party: "Shades of Magic. Il Principe d'Acciaio" di V.E. Schwab

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi vi parlo di un romanzo grafico molto atteso, ovvero Il Principe d’acciaio, di Victoria E. Schwab, che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima. Ringrazio Silvia di Hook a Book per avermi coinvolta in questo fantastico Review Party e la casa editrice per la copia eBook omaggio in cambio di una recensione onesta.

 Shades of Magic. Il Principe d'Acciaio
di V.E. Schwab/Olimpieri/Angiolini


Prezzo: 20,00 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: fumetto, graphic-novel, fantasy, dark-fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 3 Novembre 2020

In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell'esilio.

A darker shade of magic
è un romanzo che amo profondamente e ho riletto non so quante volte. Adoro il mondo creato dalla Schwab in questa sua strepitosa serie e non vedevo l’ora di ritrovarlo ne Il principe d’acciaio che, a conti fatti, è un vero e proprio prequel. Mentre la serie principale si concentra sulla figura degli Antari, dei maghi che possono viaggiare tra i mondi, spostarsi da una Londra all’altra, questo fumetto è incentrato, invece, sul personaggio di Maxim Maresh, che in A Darker Shade of Magic conosciamo come il Re di Arnes e padre adottivo di Kell. Qui non è ancora diventato re, è il principe ereditario, un giovane impetuoso e ossessionato dai mondi oltre la sua Londra Rossa. È uno dei personaggi più controversi della serie e l’autrice sentiva di volerlo approfondire, dedicargli più spazio, farcelo conoscere meglio, regalandoci, allo stesso tempo, un altro spaccato del suo universo incredibilmente affascinante. Nasce così questo graphic-novel, disegnato e colorato da bravissimi artisti italiani. Non sapevo cosa aspettarmi da quest’opera, infatti, in un primo momento, sono rimasta un po’ spiazzata dai disegni, dai toni scuri e la predominanza di ombreggiature, ma allo stesso tempo, molto affascinata da come Andrea Olimpieri sia riuscito a rendere visivamente le idee della Schwab e quel mondo fantastico e visionario che avevamo solo potuto immaginare. In questo fumetto, scopriamo tipi di magia diversi da quella che abbiamo letto nella serie e già basta a rendere la lettura intrigante. Ma è anche il personaggio di Maxim a tenere il lettore avvinto alla storia, questo giovane intraprendente che si preoccupa fin troppo degli altri mondi e dei segreti che potrebbero essere svelati, tanto da subire i rimproveri del padre ed essere spedito, per punizione, a Verose per una missione militare. Verose è una città portuale piena di pericoli e violenza e Maxim non è abituato a quel tipo di vita. Dovrà imparare in fretta a difendersi e a combattere, non come gli è stato insegnato ma secondo leggi ben diverse. La prima persona a insegnargli qualche regola sarà Isra, una soldatessa forte e impulsiva, che nasconde un passato doloroso e tanti sensi di colpa. Parlando proprio di Isra, credo che sia lei il personaggio che più ho amato di questo fumetto. Non si lascia intimorire da nulla e da nessuno, è sempre pronta a combattere e a mettere la vita degli altri davanti alla sua. E poi la sua storia è sicuramente molto interessante da scoprire, dopo una piccola rivelazione a metà racconto, che ce la fa guardare con occhi ancora più ardenti e curiosi. Spero di ritrovarla anche nel prossimo volume.
Tante cose mi sono piaciute di questo fumetto, una considerazione alla quale sono giunta solo alla fine, dopo averlo letto tutto, perché in un primo momento ha regnato sovrana solo la confusione. Non posso dire di apprezzare particolarmente disegni così tanto scuri e ombreggiati, soprattutto nei volti, perché talvolta in tutte quelle ombre si perdono le espressioni e i tratti che distinguono un volto da un altro, ma ho amato molto il dinamismo delle tavole, soprattutto nelle scene d’azione, che sono state rese, secondo me, in maniera molto cinematografica (mi hanno ricordato anche un po’ lo stile di Frank Miller). Ho amato il modo in cui sono stati rappresentati i diversi tipi di magia, quella di Maxim, ad esempio, accende le pagine dei colori del fuoco e visivamente è davvero spettacolare da vedere. Anche la magia della Regina dei Pirati, Arisa, l’ho trovata affascinante, la magia delle ossa, che porta tra le tavole un fluorescente colore viola che spezza tanto i toni scuri di tutto il fumetto. I dettagli migliori del romanzo grafico sono, secondo me, anche le scene dall’alto, i paesaggi e tutti quei disegni con un taglio più particolare e filmico. I vari capitoli sono inframezzati, poi, dalle varianti di cover realizzate, che rappresentano i protagonisti e i dettagli principali della storia. Sono davvero una più bella dell’altra, tant’è che non saprei dirvi quale ho preferito di più. Andando avanti con la lettura la confusione iniziale si dissipa, fino a lasciare soltanto curiosità nell’attesa di scoprire cosa ne sarà di Maxim che, insieme a Isra, ha deciso di sfidare la Regina dei Pirati. Quest'ultima si rivelerà un vero osso duro, forte anche di un potere incredibile che la rende quasi inavvicinabile. Riusciranno i nostri due eroi, il principe e il soldato, a trovare il modo di sconfiggerla? Unendo le forze saranno davvero capaci di tutto. Cosa avrà insegnato, infine, l’avventura di Verose al giovane Maxim? Lo scoprirete solo leggendo questo graphic-novel. 
Tanti i contenuti extra di questo volume che ne arricchiscono il valore: un’intervista all’autrice, studi dei personaggi, focus sulla sceneggiatura e anche i commenti della Schwab alla storia, vignetta dopo vignetta. Insomma, il primo volume di una serie davvero imperdibile, dedicata a un personaggio ricco di fascino, a un mondo che non smetterei mai di esplorare e che è stato bello conoscere tramite lo stile del disegnatore. Tra segreti, magia, violenza, combattimenti all’ultimo sangue, personaggi enigmatici e molto altro, Il Principe d’acciaio si lascia letteralmente divorare. Certo, non si tratta di una storia che lascia in qualche modo il segno, la trama non è originalissima e Arisa, per quanto furba e temutissima, non è il cattivo che mi sarei aspettata. Ad ogni modo, l’ho trovata un’avventura molto piacevole da leggere, mi ha conquistata piano piano e, alla fine, si è fatta amare, con tutti i suoi pregi e difetti. Se anche voi siete fan di A Darker Shade of Magic, non potete proprio perdere questa serie di fumetti perché vi immergerà in un mondo magico e intrigante che avete solo potuto vedere con la mente. E credetemi, lo spettacolo che viene offerto ai vostri occhi è qualcosa a cui non si può rinunciare. Ringrazio la Oscar Vault Mondadori per aver portato in Italia questo fumetto, per regalarci tanta Schwab in più, perché ce la meritiamo tutta. È un’autrice dal talento eccezionale e le sue storie troveranno sempre un posticino speciale nel cuore di noi lettori avidi di fantasy originali e indimenticabili. 
A presto!
xoxo

giovedì 15 ottobre 2020

Review Party: "Pumpkinheads" di Rainbow Rowell - Faith Erin Hicks

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi inauguro il Review Party di PumpikinHeads, graphic novel scritta da Rainbow Rowell e illustrata da Faith Erin Hicks. Si tratta di un volume perfetto da leggere in questo periodo perché è ambientato in una fiera di un campo di zucche ed è davvero originalissima come ambientazione (tra l’altro queste fiere esistono veramente e io ho troppo desiderato visitarne una, dopo averlo scoperto!) È stato bellissimo leggere questa graphic-novel, aspettavo da tempo di farlo, perciò ringrazio Sara di And I believe in a book again per avermi inclusa in questo splendido evento e un grazie alla casa editrice per l’opportunità di leggere l’opera.

PumpkinHeads 
di Rainbow Rowell - Faith Erin Hicks


Prezzo: 20,00 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 224
Genere: fumetto, young adult, graphi-novel
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2020

Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni...

<<Deja, non voglio che ottobre finisca. Perché ottobre significa te>>

Rainbow Rowell è una delle autrici young adult che amo di più (la mamma dei miei adorati Simon e Baz <3), perciò immaginerete la mia gioia quando ho letto che, finalmente, Pumpkinheads sarebbe arrivato in Italia. Questa graphic-novel ha la capacità di farti innamorare da subito, perché l’impatto con un’ambientazione così diversa e originale è davvero forte. I colori poi, quelli che rappresentano pienamente l’autunno, sono in questo volume predominanti ed ecco un altro motivo per cui Pumpinkheads si fa subito amare. I protagonisti della nostra storia sono Deja e Josie, due ragazzi che lavorano come volontari ad una fiera annuale in un campo di zucche. È l’ultima sera di lavoro per loro, l’ultimo Halloween, dopodiché inizieranno un cammino diverso, il college, che probabilmente non gli permetterà più di partecipare a simili eventi. Ecco perché Deja propone di non lasciare quel campo con dei rimpianti, ma di godersi quell’ultima sera, magari provando le leccornie di tutti gli stand e, perché no, anche facendo quella dichiarazione che non si è mai avuto il coraggio di fare. Josie fantastica su una ragazza da ben tre anni, da quando ha iniziato a lavorare alla fiera, ma non le ha mai nemmeno parlato. Deja insiste affinché si decida a farlo. Sarà la sua ultima occasione e non può sprecarla, così lasciano entrambi la loro postazione e vanno alla ricerca della Ragazza dei dolcetti. La ricerca li porterà ad attraversare tutto il campo, a passare da uno stand all'altro (dandoci, così, modo di conoscerli tutti), a imbattersi in ex, in colleghi e in bambini capricciosi, in animali in fuga (che risate con quella capra :P) e in ladri di mele caramellate; insomma, ne vedrete di tutti i colori. Durante tutto il tragitto, però, avranno modo di aprirsi l’uno con l’altra, di confidarsi, e piano piano di scoprire quanto la loro amicizia sia speciale e non solo, quante cose non dette ci siano, e rendersi conto che, una volta tirati fuori tutti i segreti del cuore, nuove, esaltanti possibilità li attenderanno.
Pumpinkheads è una storia davvero bellissima nella sua semplicità. I personaggi ci vengono presentati poco a poco, scopriamo sempre qualcosa in più su di loro mano a mano che avanziamo con la lettura. Dunque, nulla è scontato in questa graphic-novel. I disegni penso che siano uno dei punti forti dell’opera, i tratti sono spessi e ben delineati e i colori vividi e accesi che richiamano, come vi dicevo, l’autunno. L’originalità della storia sta anche nella scelta dei protagonisti che, visti uno accanto all’altra, sembrano tanto diversi, eppure hanno tantissimo in comune e questa sarà una cosa importante di cui tenere conto. Ho subito provato un’immensa simpatia per Deja, mi ha conquistato con i suoi sorrisi tutti fossette e con la sua esuberanza. È un personaggio che si discosta dai soliti canoni fisici, cosa che ho apprezzato moltissimo, e che ama mangiare dolci e non ne fa mistero (quante prelibatezze passano dalle sue mani, quante!? *-* Giuro che mi è venuta una gran fame leggendo questa graphic-novel :P). Josie è, invece, un ragazzo timido e impacciato. Non ha mai avuto il coraggio di parlare con la ragazza per cui ha preso una sbandata al campo e sarà solo grazie all’incoraggiamento di Deja se, finalmente, dopo tanti anni, riuscirà a farlo. Ma riuscirà questo a cambiare le cose? Stare con quella ragazza è davvero ciò che desidera? Talvolta vogliamo così tanto una cosa che finiamo con l’idealizzarla, quando invece ciò di cui abbiamo davvero bisogno è davanti ai nostri occhi. Ecco cosa capirà Josie, dopo tutta la fatica nel rincorrere la ragazza dei suoi sogni. Questa storia affronta anche diverse tematiche. Sicuramente l’amicizia è una delle più importanti, il rapporto che hanno Deja e Josie è davvero un rapporto unico, speciale, anche se si tratta di un’amicizia che coltivano solo durante il periodo della fiera, perché finita quella le loro strade si dividono, per poi ricongiungersi l’anno seguente. Ma questo ultimo anno qualcosa cambierà? Troveranno il coraggio di prendere in mano le loro vite e dare una svolta significativa? Vi confido una cosa: in questo campo di zucche può accadere davvero di tutto :P (esattamente come recita un cartello nella prima tavola della graphic).
Sono stata molto felice e per nulla sorpresa - conoscendo l’autrice - di trovare anche tematiche LGBT nella graphic. Deja è infatti bisessuale e durante il percorso che affronteranno i due protagonisti la ritroveremo spesso a parlare di ex di entrambi i sessi o imbattersi in loro. Ciò che fa più piacere leggere è la naturalezza con la quale viene affrontata la tematica ed ecco perché quest’opera la consiglierei tantissimo ai giovani, perché è proprio così che dovrebbero considerare la diversità. Se c’è un’altra cosa che i nostri due protagonisti ci insegnano è a non arrenderci, a non gettare la spugna senza aver provato ad ottenere ciò a cui teniamo di più. Lo vediamo con Josie e la sua cotta, ma simpaticamente anche con Deja e i suoi dolci preferiti. L’ironia in questa graphic-novel è uno degli elementi che ho amato di più. Rainbow Rowell non ci fa mancare i momenti scherzosi, le battute divertenti e i siparietti esilaranti, e tutto ciò non potrà far altro che conquistarvi ancora di più, in maniera definitiva. Penso proprio che Pumpkinheads sia entrata a pieno titolo tra le graphic-novel più belle lette quest’anno. Una storia dolce, spassosa, geniale, con due protagonisti ai quali ci si affeziona presto. La simpaticissima Deja, l’amica che chiunque vorrebbe, e il timido e un po’ imbranato Josie, che farebbe tenerezza a chiunque. Ho amato l’ambientazione ricca e dettagliata e molto originale, ho amato i colori e l’atmosfera autunnale e halloweeniana. Ho amato ogni dettaglio di questa storia, talmente tanto che mi è quasi dispiaciuto arrivare all’ultima pagina. La nostalgia che ti assale quando chiudi questo volume è pari alla voglia di riaprirlo e ricominciare la lettura dall’inizio. Insomma, una lettura immancabile per tutti i lettori alla ricerca di una storia diversa dal solito, una storia con la quale divertirsi e che vi faccia pienamente immergere nell’atmosfera di questa stagione, ma che vi regali anche piccoli, dolci momenti indimenticabili. Super consigliata!
Voto: 5 tazze piene di caffè, una lettura immancabile se siete come me amanti dell'autunno <3

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Non perdete, nei prossimi giorni, anche le altre recensioni di questo fantastico Review Party. Trovate qui sotto il calendario con tutte le tappe ;)

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 23 settembre 2020

Review Party: "Enola Holmes e il caso del marchese scomparso. Le indagini a fumetti"

Buongiorno, cari lettori! ^^
Oggi inizia un fantastico Review Party dedicato al primo volume delle indagini a fumetti di Enola Holmes, uscito contemporaneamente al romanzo il 15 Settembre. Ieri abbiamo parlato a grandi linee del libro, nell’attesa di parlarvene meglio il 1 Ottobre nella recensione, ma oggi parleremo ampiamente dell’adorabile graphic-novel che ho avuto modo di leggere grazie a De Agostini. Ringrazio la casa editrice per questa opportunità e un grazie speciale anche a tutte le ragazze che hanno preso parte a questo speciale evento. 

Enola Holmes e il caso del marchese scomparso. Le indagini a fumetti
di Serena Blasco


Prezzo: 12,90 euro (cartaceo), 4,99 euro (eBook)
Pagine: 64
Genere: mistery, middle-grade
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 15 Settembre 2020

Astuta, brillante e incredibilmente ingegnosa. Ecco Enola: la giovane apprendista investigatrice della famiglia Holmes. La mattina del suo quattordicesimo compleanno, Enola, sorella minore del grandissimo detective Sherlock Holmes, scopre che sua madre è sparita. E mentre tutti, compreso Sherlock, pensano a un rapimento, Enola intuisce che la donna deve essere fuggita di sua volontà. Ma perché mai lo avrebbe fatto? La giovane decide così di seguire le orme fraterne, si trasferisce a Londra e comincia le sue personalissime indagini. Enola ha fiuto - del resto, buon sangue non mente! - e ben presto viene assoldata anche per indagare sulla scomparsa del giovane marchese di Tewksbury. Tra enigmi insoluti, messaggi in codice e geniali intuizioni, Enola dovrà risolvere il caso e dimostrare a tutti di essere una vera detective

Enola Holmes e il marchese scomparso. Le indagini a fumetti è un volume ispirato alle vicende del primo libro della serie Enola Holmes Mysteries di Nancy Springer. In questo volumetto vediamo rappresentate da Serena Blasco le stesse vicende del romanzo, con una scelta di colori vividi e sgargianti, che sinceramente ho adorato. La storia è, naturalmente, più abbreviata rispetto al romanzo, ma la sostanza c’è tutta. Enola è una ragazzina di quattordici anni che scopre, il giorno del suo compleanno, che la madre è scomparsa. Inizia così a indagare sulla sua scomparsa, a fare domande in giro, a cercare indizi che possano in qualche modo aiutarla a capire che ne sia stato della donna, fino a rendersi conto di aver bisogno della collaborazione dei fratelli maggiori, Mycroft e Sherlock Holmes. Quando i due arrivano alla stazione, Enola è sicura che non la riconosceranno, dal momento che non è più una bambina. Loro però sono inconfondibili per modi ed eleganza, caratteristiche che, invece, non appartengono ad Enola. La ragazza, cresciuta in campagna, è sempre stata come la madre uno spirito libero, ecco perché le critiche dei fratelli non appena la vedono la indispettiscono e la mettono a disagio. A me Enola è piaciuta tantissimo, ho apprezzato il suo spirito ribelle e la sua personalità anticonvenzionale, ma soprattutto la sua intelligenza. È un personaggio furbo e geniale al pari del fratello investigatore e grazie a delle idee brillanti riuscirà a cavarsela persino da sola in qualsiasi occasione. E proprio "sola" è ciò che significa il suo nome al contrario, un dettaglio su cui Enola rimugina spesso. Come mai la madre ha voluto darle quel nome? Questo volume è effettivamente del tutto dedicato a lei, e immagino anche gli altri, nel senso che, anche se i fratelli compaiono nella storia, non sono protagonisti principali, ma solo figure di contorno. Infatti, mentre Mycroft sembra interessarsi solo a rimettere in sesto la tenuta nella quale vivono Enola e la madre, Sherlock torna a Londra per chiedere a Scotland Yard di aprire un’indagine e sparisce. Così, Enola si ritrova a seguire delle piste completamente da sola. Fortuna che la madre le aveva lasciato messaggi in codice da decifrare, ma a cosa condurranno? Saranno d’aiuto per ritrovarla? Oltre questo caso, che purtroppo rimane aperto in questo volume, Enola si ritroverà a seguirne anche un altro, quello di un giovane marchese scomparso. Questa nuova indagine le farà venire voglia di diventare a tutti gli effetti una cercatrice di persone scomparse, di farlo proprio per mestiere, dal momento che è qualcosa che sembra piacerle e riuscirle bene. Capirà essere la sua vocazione. Se ritroverà il marchese lo lascerò scoprire a voi, sicuramente posso dirvi che vivrà un’avventura incredibile e userà tutta la sua astuzia per tirarsi fuori dai guai e per risolvere il caso
Londra è la città in cui Enola si rifugia, perché fuggire lontano, dopo che Mycrosoft vuole chiuderla in un collegio per imparare le maniere da signorina che le mancano, sarebbe troppo scontato, ma farlo nascondendosi sotto gli occhi dei suoi stessi fratelli è tutt’altra cosa. Grazie ad abili travestimenti e a qualche stratagemma ingegnoso, la nostra Enola dimostrerà di essere nata per essere una detective a tutti gli effetti. Adorerete questo fumetto, ve lo assicuro. La storia è semplice, ma vi coinvolgerà. I disegni sono molto belli, i volti spigolosi ed espressivi e i colori rendono perfettamente la vivacità della storia e della protagonista. Il tratto fluido e "acquarelloso" ricorda molto i cartoon ed è parecchio dettagliato, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento dell’epoca e gli scenari. L’autrice ha cambiato qualche piccolo dettaglio rispetto al romanzo, credo per adattare il fumetto a un pubblico ancora più giovane, ciò comunque non toglie nulla all’armonia della trama, all’intrigo, né tantomeno alla costruzione della protagonista che è ben delineata e con il suo coraggio e la sua arguzia conquisterà tutti i lettori, grandi o piccini che siano. Ho particolarmente gradito che sia stato inserito alla fine del fumetto anche il “taccuino segreto” di Enola Holmes, con tutti gli appunti presi dalla ragazza durante le indagini e un inserto dedicato al linguaggio dei fiori che, in qualche modo, le è d’aiuto nel decifrare i messaggi che le ha lasciato la madre. Insomma, questo breve volume è una vera chicca, un piccolo assaggio di ciò che vi aspetta col romanzo dedicato a Enola Holmes, ma come quello ci fa gustare con piacere una protagonista intrepida e brillante che si ritrova a risolvere dei piccoli e grandi misteri. Chissà se riuscirà a risolvere il più grande di tutti e a capire cosa ne è stato della madre. E chissà se, alla fine, riuscirà ad ottenere l'approvazione dei fratelli maggiori. Lo scopriremo con i prossimi volumi. Non vi resta che leggere questa adorabile graphic-novel, immergervi nella Londra di fine Ottocento e scoprire, insieme ad Enola, se anche voi siete portati per le indagini di casi di sparizioni. Lei di sicuro è avvantaggiata, essendo la sorella del più famoso detective privato di tutti i tempi :P
Voto: 4 tazzine per un fumetto che si legge in un soffio e che ci fa subito affezionare alla grintosa protagonista!

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Vi lascio il banner creato dalla bravissima Ambra di ParanormalBooksLover per questo evento, con tutte le date e i blog su cui troverete le prossime recensioni. Oggi uscirà anche su Feeling Bookish, passate a leggere l'opinione di Silvia ;)

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Google immagini

giovedì 27 agosto 2020

Review Party: "Pelle di Mille Bestie" di Stéphane Fert

Buongiorno, lettori caffeinomani! ^^
Oggi esce, finalmente, Pelle di Mille Bestie, il nuovo romanzo grafico di Stéphane Fert, autore francese che, sempre per Tunué, ha pubblicato, non molto tempo fa, Morgana. Sono rimasta subito affascinata dai disegni di questo artista ed è quindi stato un immenso piacere partecipare all’evento organizzato da Silvia del blog Di corvi e scrivanie, che ringrazio per avermi inclusa. Ringrazio anche sinceramente la casa editrice per la copia omaggio e per la collaborazione a questa iniziativa.

Pelle di Mille Bestie
di Stéphane Fert


Prezzo: 18,90 euro
Pagine: 120
Genere: graphic-novel, fumetti
Editore: Tunué (collana Propero's Books)
Data di pubblicazione: 27 Agosto 2020



Dopo Morgana, il ritorno di Stéphane Fert con un'altra storia con protagonista una donna forte, che lotta per non essere imprigionata nel suo ruolo. I ruoli possono ingabbiarci, ma da cui si può anche fuggire. Ce lo insegna la principessa Ronces che pur di evitare un matrimonio non desiderato, è disposta a fuggire. Aiutata dagli spiriti animali e dalla dedizione della bella Lou, riuscirà a far prevalere la libertà e la forza dell’amore sulla brama di potere e la morte. Un sapiente e riuscito adattamento della fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm, un graphic novel in i cui i disegni sono puro piacere per gli occhi.


<<Sono soltanto storie e niente ci impedisce di scrivere la nostra>>

Pelle di Mille Bestie è stata una delle letture più interessanti di questo 2020. Siamo di fronte ad un’opera su cui spendere poche parole non basta. Cercherò, come sempre, di darvi un’opinione completa ed esaustiva per convincervi che questa graphic novel merita di essere acquistata, ma intanto sappiate che di Fert ormai mi sono innamorata del tutto e ho già letto anche Morgana (ve ne parlerò prestissimo!) Pelle di Mille Bestie è ispirata alla fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm. Non conoscevo questa fiaba e sono andata a leggermela. Quello che ci regala Fert è però un originale ribaltamento dei classici canoni fiabeschi, quindi di questa fiaba persiste giusto qualche elemento ma il più è stato stravolto. Innanzitutto, ciò che emerge dalle opere di Fert è una figura femminile forte e indipendente. Così come in Morgana, anche qui abbiamo una protagonista che fugge dal ruolo in cui la si vuole imprigionare. È sicuramente questo l’elemento più importante dell’opera, ma grande effetto lo regalano anche i disegni di Fert, dal tratto cupo e intrigante, le forme morbide, talvolta molto accentuate, nonché i colori, acquerelli scuri, a mantenere sempre un’atmosfera tra malinconia e mistero, con scie azzurre, rosa, arancio, a distinguere le ambientazioni, gli umori, i cambiamenti. La storia ha inizio con un principe alla ricerca di una principessa, una fanciulla con cui si è scambiato una promessa. Ma la principessa non si trova e in suo aiuto interverrà una "fata" (o è una strega?) che avrà una storia da raccontargli. Un inizio che mi ha molto incuriosito perché abbiamo a che fare con una storia nella storia, fino a che, a un certo punto, il principe non rientrerà in scena. La storia raccontata da Margot è quella di una contadina molto ammirata per la sua bellezza. La ragazza viene chiamata semplicemente "Bella", poiché a nessuno importa altro di lei se non del suo aspetto. Gli uomini che intendono sposarla hanno bene in mente che tipo di futuro le spetta, ma lei quel futuro non lo vuole e così fugge lontano, finché non arriva in un’oscura foresta governata da un re solitario, Re Lucanus, che è anche uno stregone capace di terribili sortilegi. 
Con le sue doti fa capitolare Bella, che decide di vivere con lui nella foresta. Dalla loro unione nascerà Ronces, ma quando non molto tempo dopo Bella muore, il Re viene meno alla promessa fatta in punto di morte all’amata e decide di lasciare che sia la natura a prendersi cura di Ronces. Con un potente incantesimo la lega agli spiriti di mille bestie che la proteggeranno fino al giorno della sua maturità, mille animali a farle da Regno e a sostituire una famiglia. Note malinconiche avvolgono gli anni dell’infanzia di Ronces, l’esercito di bestie a farle da scudo contro la tristezza, finché la ragazza non conosce Lou, un giovane principe appassionato di botanica e amante delle parole, che le parlerà dei libri e le insegnerà a cosa servono, a vedere l’invisibile e a viaggiare. I due promettono di rincontrarsi, ma Lucanus, deciso adesso a sposare la figlia, l’unica che eguagli in bellezza la defunta moglie, le darà il tormento e, ricevendo da lei un rifiuto, le getterà addosso una nuova, terrificante maledizione. Ovviamente non è tutto qui, c’è ancora molto altro in serbo per voi, ma non voglio privarvi del piacere di scoprire il resto da voi e innamorarvene come ho fatto io. Ronces, che dalla madre ha ereditato la bellezza e la forte voglia di indipendenza, non è la classica principessa che che ha bisogno del suo principe per avere un lieto fine. Nessuno può dare ordini ai suoi sentimenti, nessuno può costringerla ad un matrimonio, ad un legame, quando tutto ciò che vuole è prima di tutto star bene con se stessa, guarire dalle ferite che si porta dentro da tutta la vita. È una principessa combattiva, capace di impugnare una spada e difendersi. Certo, non è esente da tentazioni, dalla brama di potere che le rode dentro, dal desiderio di uccidere che la maledizione le ha inflitto, ma alla fine, grazie anche alla devozione del giovane Lou, riuscirà a capire cos’è il vero amore e a trovare la libertà che cerca. 
Lontano dai ciò che il “codice delle fiabe” dice, Ronces sacrificherà ogni cosa in nome di quella libertà e di quell’amore. Come la protagonista si discosta dai soliti canoni, anche il principe lo fa. Lou non è il classico principe delle fiabe, bello, coraggioso, muscoloso, intraprendente. È piuttosto un principe piccolo e mingherlino, dai tratti femminei, uno che invece di imparare a usare le armi ha imparato a usare le parole e la testa. Il suo cuore è sicuramente puro, ma è un giovane ingenuo e per nulla combattivo (dote che compensa, invece, Ronces). Ho apprezzato i loro momenti di intimità, momenti in cui l’oscurità si rischiara, per lasciare spazio a tinte azzurrognole, la spuma del mare a rappresentare la loro serenità. I contorni meno marcati e più sfumati e informi. Tutto diventa più leggero, più poetico, più onirico. Tra le tematiche, innanzitutto, il rapporto genitoriale, un rapporto che spesso diventa morboso, malato, violento e dal quale si tende a fuggire; l’infanzia e l’affetto negati, ma anche la scoperta dell’intimità. Vi è una forte componente femminista grazie a una protagonista che non si arrende a ciò che gli uomini vogliono per lei. C’è anche una riflessione sulla consapevolezza di genere, che mette in subbuglio le regole delle fiabe, regole che da implicite in questa graphic diventano esplicite, messe nero su bianco in una sorta di guida, una Bibbia, un manuale chiamato “Codice delle Fiabe” a cui alcuni personaggi si attengono, un modo questo anche per ironizzare sui cliché delle classiche fiabe. Non si è mai visto, per esempio, che una principessa sposi un’altra principessa, così come il fatto che una donna legga, è considerato strano e pericoloso. Ma Fert mi ha fatto riflettere anche sulla bellezza, sul fatto che una donna quando è bella è solo quello e non importa altro di lei, mentre se non la si può avere diventa subito poco attraente e nessuno vuole più sposarla, anzi viene sbeffeggiata, insultata e derisa, come se la bellezza in una donna fosse tutto, come se fosse l’unica dote che la qualifichi. Fert fa di un’orchessa una principessa, bella, ma allo stesso tempo mostruosa, forte, ma allo stesso tempo nostalgica e sola. Ci fa commuovere e ci fa affezionare a lei, perché nonostante la sorte che le tocca e le scelte che è costretta a fare, è sempre spinta dal suo cuore e dalla voglia di trovare un posto da poter chiamare casa, un posto in cui sentirsi al sicuro dai demoni che la perseguitano, anche se questo vuol dire farlo da sola senza avere accanto un uomo (anche in questo vi è un’accentuata nota femminista). 
Un’altra serie di pagine mi hanno portato a fare delle annotazioni e delle riflessioni, ovvero quando Lucanus dice di aver compreso che le persone in realtà sono fatte di sogni, sono quindi volubili e l’abito giusto addosso può fare la differenza. Probabilmente è vero, probabilmente alcune persone sono più suggestionabili di altre e pur di realizzare un sogno sono disposte a tutto, ma c’è anche chi non è disposto a scendere a compromessi, chi si oppone, chi preferisce rinunciare ai proprio sogni se questi non portano a nulla di buono. Così è per Ronces, che non ci pensa due volte a rinunciare ai suoi per salvare chi ama. Giuro che adesso concludo, perché, al solito, mi sono dilungata troppo. Per me Pelle di Mille Bestie merita il massimo dei voti, l’ho trovata una storia splendida, una lettura intensa, profonda, che fa riflettere e anche divertire. Come non pensare alla dose di umorismo data dal personaggio di Margot, la fata (strega?) madrina, personaggio enigmatico ma che ho adorato. Mi sono riempita gli occhi con colori e disegni magnifici, ho amato i personaggi di Fert, tutti ben caratterizzati e così diversi dai soliti personaggi che troviamo nelle fiabe. Questa è davvero una fiaba al contrario, in cui la principessa non è solo la bella di turno da salvare, ma è lei a salvare lui e che, infine, si salva da sola. Abbiamo sicuramente qualche elemento tipico delle fiabe, ma per lo più è stato tutto ribaltato in maniera talmente originale, che ve ne innamorerete. Una fiaba dark, per adulti e bambini, con principi, principesse, streghe e stregoni, maledizioni, ragni, orchi e e tanto altro ancora, ma dalle tematiche fortemente attuali. Vi consiglio di recuperarla al più presto ;)

Continuate a seguire il Review Party! Ecco qui il calendario con tutte le tappe ;) E su Instagram c'è anche un fantastico #instatour da non perdere!


A presto!
xoxo
Foto: @Coffee&Books

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