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giovedì 30 luglio 2026

Recensione + Intervista: "Forbidden Fruit. Vol.1 e 2" di Michela Cacciatore

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi un post un po' diverso, perché la recensione che vi porto è quella di una splendida graphic novel in due volumi. Si tratta di Forbidden Fruit, della bravissima Michela Cacciatore, artista che ho avuto modo di apprezzare anche per altri lavori e che ho piacevolmente ritrovato. In più, Cacciatore mi ha concesso l'opportunità di intervistarla, ho potuto togliermi alcune curiosità sul suo lavoro e scoprire qualche retroscena. Se siete curios*, non vi resta che godervi la lettura del post che segue. Io ne approfitto per ringraziare Michela della sua pazienza e disponibilità, nonché per le copie digitali dei due volumi in cambio di un'onesta opinione. Vi aspetto tutt* nei commenti, ovviamente, e vi consiglio di recuperare Forbidden Fruit, se anche voi amate le storie gotiche e tormentate.

Forbidden Fruit. Vol.1 e 2
di Michela Cacciatore


Prezzo: 14,90 € (cop. flessibile)
Genere: graphic novel, gothic romance, gotico

John non è abbastanza. Non abbastanza da essere amato. Ma John ama. Lui desidera. E desidera di essere abbastanza. Un viaggio tra un amore non corrisposto, e i vampiri letterari. John vuole rendere orgogliosa la propria severa sorella, quindi è entusiasta quando ottiene il lavoro come medico personale per l’affascinante Lord Byron. I due partono per un viaggio in Svizzera e John comprende presto che il suo cuore desidera troppo e troppo intensamente, mentre nelle sue notti questo desiderio prende la forma del suo compagno di viaggio. Fino a che Mary Shelley, Percy Shelly e Claire Clairmont arrivano a scuotere il già precario equilibrio del giovane medico.

La storia di Lord Byron e Polidori diventa tormento e ossessione nella nuova opera di Michela Cacciatore, una graphic novel suddivisa in due volumi, in cui l’artista riversa tutto il suo talento.

Un salto indietro nel tempo ci porta a una seduta spiritica, nel 1865, e all’intervento di uno spirito che vuole rivelare che ad ucciderlo è stato l’amore. È lo spirito di John Polidori. Da qui, si va ancora più indietro e ritroviamo un giovane Polidori che trova lavoro come medico personale del famoso Lord Byron, artista per cui chiunque ha un debole. Non appena Polidori lo conosce, ne comprende anche il motivo. Lord Byron è di una bellezza sconvolgente e catalizzante.

“In quel momento il mio cuore perse un battito.
Avevo davanti un angelo, ma con il sorriso di un diavolo.
Non avevo alcuna speranza, ero già totalmente e indissolubilmente vinto.”

Ma non è soltanto quella a colpirlo. È l’aura che lo circonda, i suoi modi di fare, quel fascino che Polidori riesce ad accostare soltanto a un vampiro. Ed è proprio la figura del vampiro che l’autrice evoca più e più volte, quello stesso vampiro che, come sappiamo, renderà celebre Polidori più avanti. Cacciatore immagina che ad ispirarlo sia stato proprio Byron, di cui lui si era invaghito (e come riportano anche molte fonti). 

Byron che, come un serpente tentatore, riconosce nel giovane medico il desiderio e offre lui la mela della tentazione, ma John non è il tipo da cogliere il frutto proibito. Ecco che quindi tra loro nasce questo gioco di seduzione, fatto di sospiri, parole non dette, vicinanze cariche di tensione, notti inquiete, sguardi furtivi. John è un giovane ingenuo ed entusiasta, Byron invece un uomo navigato, arrogante ma soprattutto imprevedibile. Inoltre, gli piace essere desiderato. Questo gioco lo esalta, lo rinvigorisce, ma per John è un continuo tormento. Perché un desiderio non realizzato… cresce. E consuma. E lui sembra volersi fare consumare del tutto, non ancora pronto a lasciarsi alle spalle il mondo che conosce e a cedere alla tentazione.

“Cosa vuoi da me?
Tutto.”

Arriviamo poi al 1826 e alla celebre Villa Diodati. Sarà qui che John Polidori inizierà a sperimentare un’ardente gelosia, a non sentirsi abbastanza all’altezza degli ospiti illustri di Byron. Il poeta sembra volerlo sminuire e umiliare, e nonostante tutto, il desiderio che John prova continua a insinuarsi come uno spettro nei suoi pensieri e nei suoi sogni, a tormentarlo senza sosta.

“Non ci si può nascondere da se stessi e dal proprio cuore, ma non sapevo come smettere di provarci”

Byron ama la sua libertà e non è disposto a rinunciarci, ignora qualunque voce su di lui, preso com’è a vivere la propria vita nel modo che più preferisce. John vorrebbe riuscire ad essere più audace, solo per essere visto. Vorrebbe liberarsi della sua corazza e finalmente lasciarsi andare. Diventare preda di quella creatura che si nutre di desiderio e che gli dà il tormento giorno e notte, ma per lui non è altrettanto facile mettere da parte la propria moralità.

L’autrice riesce a trasmettere perfettamente i sentimenti contrastanti di John, nonché la natura ammaliatrice di Byron. È tutto perfettamente palpabile nei loro sguardi, nelle loro espressioni così curate ed eloquenti.

Sono due personaggi emblematici, che prendono nuova vita dal talento artistico di Cacciatore, bucando le pagine e arrivando direttamente a* lettor*. Sorprendente il gioco di luci e dettagli color oro creato da Cacciatore per illuminare i volti, risaltandone i tratti e la bellezza eterea. Ogni tavola rivela le doti dell’artista e ne conferma la bravura ed esperienza. I frame spezzati sul cambiamento del tempo, poi, sono qualcosa di favoloso, li ho davvero adorati. Una cornica perfettamente curata, con dei personaggi che la calcano senza incertezza e la riempiono di dettagli, espressività e vigore.

Il secondo volume si presenta con una copertina dai colori più caldi e intensi, con una predominanza di rosso a esprimere ancora di più il desiderio e la tentazione, elementi al centro della narrazione. Meravigliosi, anche in questo volume, i contrasti di colore, nonché le prospettive, oserei dire, cinematografiche, come un’inquadratura dall’alto, sotto la pioggia che verrebbe voglia di fissare all’infinito. Ancora una volta, Cacciatore si dimostra maestra della rappresentazione e ci regala immagini indimenticabili.

In questo libro si approfondisce la conoscenza di alcuni ospiti di Byron, ovvero Claire Clairmont, Mary e Percy Shelley, con i quali nascerà la famosa sfida di scrittura che ci ha dispensato dei capolavori incommensurabili, ancora oggi di grande importanza nel mondo letterario.

John e Claire sono molto diversi tra loro e in un primo momento neanche si piacciono, ma si può dire siano afflitti dallo stesso tormento e dunque non sono altro che due facce della stessa medaglia. L’audacità di John si farà più prorompente, procedendo nel racconto, e, come una falena, si avvicinerà alla sua fiamma, sentirà finalmente quel calore tanto bramato, otterrà ciò che più desidera, senza però riuscire ancora a sentirsi abbastanza. Perché forse mai nessuno sarà abbastanza per Lord Byron, fin troppo preso da se stesso per preoccuparsi dei bisogni altrui.

Sarà con Mary Shelley che si creerà un rapporto ben più profondo, lei animo sensibile che riesce a pieno a percepire il tormento di John. Mary vorrebbe essere più se stessa e non vivere costantemente nell’ombra del proprio uomo. Ma la società condanna e giudica - soprattutto quella di quel tempo - e lo stesso farebbe con John, innamorato di un altro uomo. Ecco perché i due si capiscono alla perfezione e le loro confessioni sono tra le parti più belle di questo volume. Alla fine, però, una falena che si avvicina troppo alla fiamma, non riesce a fare a meno di scottarsi. Di ferirsi. E, lentamente, morire.

“Lo bramavo e lo temevo”.

John durante la sfida a Villa Diodati darà vita a una figura che è diventata un mito immortale e che, nel tempo, ha ispirato artisti e influito su tantissime opere future. Il suo Vampiro può essere nato dalla sua esperienza personale oppure no. Molte fonti lo confermano, e Michela Cacciatore ci dà la sua interpretazione, tanto affascinante quanto verosimile. Una storia fatta di luci e ombre, di passione e desiderio, tormenti e paure, sogni e incubi, in una cornice ottocentesca di grande fascino che lascerà chi legge senza parole.

Romance storico dalle leggere vibes fantasy, Forbidden Fruit è un’opera che parla di tormento interiore, di libertà represse, di sogni infranti, il tutto condito da disegni di sublime bellezza che sarà impossibile non apprezzare. Un progetto dal sapore gotico, in cui la figura del vampiro è più che altro onirica e vagheggiata, ma che ben si inserisce all’interno della storia e nella rappresentazione che ne fa Michela Cacciatore. Sicuramente da non perdere, se amate gli amori proibiti, la tensione tra i protagonisti e vampiri letterari e illustri. E se amate i lavori di Cacciatore, ritroverete in questi volumi il suo stile inconfondibile, nonché tematiche a lei care. Per approfondire ancora di più, vi lascio adesso all'intervista che l'autrice mi ha concesso.
Photo credits:
Forbidden Fruit. Ediz. variant (vol.1), Amazon.it


INTERVISTA A MICHELA CACCIATORE, AUTRICE DI "FORBIDDEN FRUIT".

Ciao Michela e benvenuta sul mio blog. È davvero un immenso onore averti qui! Ho letto Forbidden Fruit e ne sono rimasta affascinata. Come è nato in te il desiderio di scrivere e illustrare questa storia?

Ciao Franci, grazie per ospitarmi e un saluto a voi che leggete. 

Amo le storie gotiche e di vampiri e ne leggo spesso. Quando ho letto per la prima volta «Il vampiro» di Polidori, sono rimasta affascinata dall’elemento di desiderio nascosto che filtrava attraverso le parole. È un racconto che mi colpita profondamente. Ho capito subito che dovevo saperne di più, quindi sono andata a recuperarmi un po’ tutto quello che ho trovato sull’argomento, in particolare il diario di Polidori e le lettere scambiate con gli editori (ottimo a tal proposito è il volume Villa Diodati files). Ho scoperto un uomo dietro l’autore con una vita tragica e tormentata, sottovalutato in vita ma anche dai critici letterari contemporanei, che però aveva creato la figura del vampiro moderno e toccato così a fondo il mio cuore. Un uomo, Polidori, che è stato considerato sempre non abbastanza per essere ricordato tra i grandi autori, non abbastanza per tante ragioni anche quando era in vita, malgrado abbia creato il mito del vampiro così come lo conosciamo.

Prima o poi è capitato a tutti di sentirsi non abbastanza, è stato così facile rivedersi in questo, sentire Polidori profondamente umano e vicino. A quel punto sapevo che ne avrei voluto parlare e omaggiarlo in qualche modo.

• Qual è il vampiro, nel mondo letterario, che più ti ha influenzata o che pensi abbia lasciato maggiormente un segno?

Ah, che domanda difficile! Il mio problema è che mi innamoro spesso di personaggi letterari. Ovviamente Lord Ruthven da «Il vampiro», ma soprattutto il Dracula di Bram Stocker. Ma sono molti i vampiri letterari che amo, da quelli sbrilluccicosi della Meyer (Carlisle è un grande amore) a tutti quelli di Intervista con il Vampiro.

Quando ami così tanto qualcosa, ovviamente ti influenza, riverbera in qualche modo in quello che scrivi, anche se magari non ho una reale consapevolezza di ciò che maggiormente mi ha influenzata rispetto ad altro, penso che tutto abbia in qualche modo contribuito.

• Quale personaggio hai amato ricreare di più nel tuo fumetto, tra l’ingenuo e sognatore Polidori e l’ammaliante Lord Byron?

Questa storia nasce dall’amore per Polidori, ho amato disegnarlo, scriverlo. Anche se ho sofferto per ogni vignetta dove lui era perso e sconsolato. Questa storia è il mio inno d’amore per lui, per il modo in cui ha influito sulla me lettrice. Spero di aver trasmesso in qualche modo tutto ciò. Quindi sicuramente Polly, come lo chiamo io.

• Quanto è stato difficile narrare una storia così tormentata e intensa? Quale parte si è rivelata più complessa da affrontare?

È stata la storia più difficile che abbia scritto finora. Le tematiche sono delicate e volevo trattarle con il giusto tatto.

La parte più complicata è stata il finale, lo abbiamo riscritto con il mio editor sette volte. Ero sfinita. L’idea era di far sentire tutte le emozioni di Polidori senza indugiare in modo superficiale sul dolore.

È stato complesso a livello tecnico ma una tempesta a livello emotivo.

• Il percorso di John si può dire che sia all’inizio in salita, mentre poi vada rapidamente a scendere, fino a raggiungere un finale amaro. Avresti desiderato avesse un finale diverso questa storia?

La prima cosa che mi sono prefissata nello scrivere questa storia è stata di rispettare la vita di Polidori. In fondo racconto una storia reale, seppur romanzata. Credo che la grandezza di Polidori sia anche nella tragicità della sua vita. Sottovalutato in vita ma anche successivamente, cambia la storia della letteratura creando la figura del vampiro moderno. Ha inciso così tanto per così tanti lettor*. Così non abbastanza per tutti allora e così dirompente per per gli amanti dei vampiri.

Avrei voluto per lui dei riconoscimenti maggiori e una vita più facile, sì, ma non avrei mai stravolto la sua figura, anche se ovviamente ho pensato anche a un finale diverso, ma mi sembrava in qualche modo di tradire il John autore.

• Gli ospiti di Villa Diodati, Claire, Mary e Percy, hanno anche loro una storia da raccontare e sono emblematici all’interno della narrazione. A quale personaggio, tra questi, avresti voluto concedere più spazio?

Mary è incredibile, coraggiosa, intelligente, la bussola morale di tutta la storia. D’istinto ti direi lei ma a me piacciono le storie degli ultimi. Di Mary ne hanno parlato in tanti, con opere molto belle, quindi probabilmente sceglierei Claire che, come John, è sempre stata ai margini di tutte le narrazioni, non è mai stata la protagonista. Ma è un personaggio complesso, con tante sfumature. Probabilmente è lei che avrei approfondito maggiormente.

• L’ambientazione gotica dei due volumi è ciò che più ho amato in assoluto. Quanto è piaciuto a te raffigurarla e che tipo di ricerche hai fatto per rappresentarla così bene?

Adoro il gotico, ne ho letto tanto, tanti saggi, tanti racconti e romanzi. Ma quello che ho cercato di fare qui è stato quello di rendere le emozioni anche tramite gli spazi e i colori. Ho sacrificato spesso la veridicità storica affinchè le immagini fossero rappresentative delle emozioni dei protagonisti. Che poi è un po’ il punto fondamentale del gotico. Sono felice che ti siano piaciute.

• Spesso i tuoi libri rivelano luci e ombre di amori tragici e impossibili. Cos’è che ti attira di più di questo genere di storie? E ne hai già in cantiere altre di simili?

Nelle mie storie parlo sempre di morte, è un tema ricorrente, e di forbidden love. Sono tematiche che mi affascinano molto. Quindi saranno tematiche che torneranno. Sto lavorando alla mia prossima graphic novel, sarà un retelling mitologico su Gilgamesh, anche qui i temi di amore proibito e morte saranno centrali, ma in modo molto meno tragico. Per un po’ solo storie più positive, anche se comunque luci e ombre non mancheranno.

• Quanto tempo dedichi alla realizzazione delle tue opere e qual è la tua routine quotidiana preferita quando disegni?

Io disegno per lavoro, insomma lo faccio tutto il giorno. La parte principale della giornata ovviamente è dedicata ai lavori sotto proprierty, che sono quelli che mi permettono di pagare il mutuo, ma mi tengo sempre delle ore per lavorare ai miei progetti. Per realizzare un volume impiego circa un anno di lavoro, spesso anche con nottate. Ma amo farlo. La cosa fondamentale per riuscirci per me è darmi tante regole, dalla sveglia, alle ore di lavoro, a quante cose finire in una settimana. Insomma la routine di un marine ma con in testa universi.


È stato davvero interessante conoscere meglio Michela e il suo lavoro. Spero l'intervista vi sia piaciuta.
Ancora grazie all'autrice e grazie a voi lettor*!

Photo credit: https://www.instagram.com/michelacacciatore/

martedì 13 maggio 2025

Recensione: "Guida al Trattamento dei Vampiri per Casalinghe" di Grady Hendrix

Buongiorno, lettor*!
Approfittando di un piccolo momento di pausa dagli impegni quotidiani, sono riuscita finalmente a scrivere la recensione di un libro che mi è piaciuto molto, terminato, ahimè, diversi mesi fa. Si sono messi in mezzo parecchi imprevisti, ma volevo assolutamente parlarvene e quindi eccomi qua con la mia opinione su The Southern Book Club’s Guide To Slaying Vampires, ovvero Guida al Trattamento dei Vampiri per Casalinghe. Il titolo assai curioso e qualche recensione entusiastica letta in giro, mi hanno spinta ad acquistare questo volume e, giuro, mai avrei pensato mi avrebbe intrigata tanto. Ho finito poi con l’ascoltarlo in audiolibro, perché è davvero fatto bene e non riuscivo a staccarmene. Ve lo consiglio assolutamente!

Guida al Trattamento dei Vampiri per Casalinghe
di Grady Hendrix

Prezzo: 7,99 € (eBook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 464
Genere: horror
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 19 marzo 2024

Difficile la vita di Patricia Campbell: divisa tra un marito troppo impegnato col lavoro, i figli e l'anziana suocera, la sua unica oasi felice è un gruppo di lettura di libri true crime. Un giorno al gruppo si unisce James Harris, bello, misterioso e sensibile, che fa sentire alla donna cose ormai non provate da anni. Eppure c'è qualcosa di strano in lui: non ha un conto in banca, non esce durante il giorno e la suocera di Patricia sostiene di averlo conosciuto da ragazza. Quando alcuni bambini scompaiono senza che la polizia faccia nulla, Patricia e le amiche sospettano che James sia un serial killer. Sono loro ad aver letto troppi libri true crime o quello che si aggira nelle loro case è un mostro vero?

Immagina di trasferirti in un piccolo villaggio nel sud della Carolina, un luogo tranquillo, sereno, in cui gli abitanti possono evitare di chiudere la porta a chiave di notte, protetto dal caos del mondo esterno... E poi ritrovarti in un incubo...

L’Old Village è “uno stile di vita”, una comunità che rispecchia determinati valori, il posto ideale in cui crescere dei figli e staccare dalla frenesia della città. È proprio qui che Patricia ha scelto di vivere. Ma per quanto ami quel luogo, allo stesso tempo si sente leggermente fuori posto, perché in fondo in fondo la sua anima anela a un po’ di azione, di turbolenza. Di avventura. Ma il massimo dell’avventura nell’Old Village è partecipare a un gruppo di lettura, tutto al femminile, in cui si leggono thriller e gialli, senza disdegnare storie true crime, il vero guilty pleasure di ogni componente del bookclub. Inaspettatamente, Patricia si ritrova a stringere amicizia con delle donne molto diverse da lei, ma quella passione che le accomuna sembra tenerle incollate nel tempo, qualsiasi cosa accada. La storia si svolge, infatti, lungo un arco temporale ampio. L’autore non tralascia dettagli infinitesimali che ci accompagnano pagina dopo pagina fino alla fine, eppure riesce a essere sempre accattivante e a non annoiare mai. Seguiamo le vicende di Patricia e della sua famiglia, una famiglia apparentemente unita che però rivela più problemi del previsto, ma anche le vite delle sue amiche non sono rose e fiori. Ognuna di loro nasconde segreti dietro una facciata di perbenismo e posizioni sociali ragguardevoli. Ma presto tutte dovranno fare i conti con le loro ipocrisie e superare scetticismo e perplessità per il bene comune. 

A rendere tutto più interessante sarà sicuramente l’arrivo di James Harris, un uomo affascinante e misterioso che si introduce gradualmente nelle loro vite. Patricia è la prima a farne la conoscenza e da subito resta ammaliata dal suo charme e dalla sua avvenenza, dai suoi modi di fare eleganti e dalla sua aura di mistero. Piano piano anche gli altri lo conosceranno e in maniera inaspettata James Harris si ritroverà a essere parte integrante del gruppo di famiglie, addirittura membro del club di lettura di Patricia. La donna inizierà a provare, dopo un po’, una certa inquietudine ad averlo sempre intorno, una figura onnipresente nella sua vita e in quella dei figli, e provando a indagare su di lui si renderà conto di non sapere chi sia realmente. Quest’uomo è comparso dal nulla, ha conquistato tutti e si è insediato nelle loro vite in maniera permanente. Ma Patricia, nonostante in molti le dicano che le sue sono solo paranoie, decide di non mollare e di continuare a indagare. Sarà così che scoprirà che James Harris non è chi dice di essere, ma nasconde un segreto inimmaginabile, qualcosa a cui nemmeno tutti i libri letti l’hanno preparata. E una volta scoperto il segreto non le resterà che cacciarlo via non solo dalla sua vita ma da quella di tutto il villaggio. Ma come fare a sconfiggere qualcuno come lui?

Grady Hendrix ci introduce in una storia ricca di elementi reali e familiari - regalandoci un'atmosfera leggera e cupa allo stesso tempo, un'ambientazione nostalgica anni '90 - che si mescola con altri totalmente surreali. Riesce, nonostante tutto, a essere sempre credibile, anche quando viene fuori l’elemento fantastico e iniziamo a porci più domande del previsto. Quest'ultimo non ha una connotazione ben precisa, per quanto il titolo ci faccia immaginare si tratti di una storia di vampiri, in realtà c’è ben altro. Questa figura non viene descritta come siamo soliti trovarla nella letteratura o nei film ed è questo che, secondo me, attrae maggiormente del romanzo, il regalarci un pizzico di originalità in più rispetto all’immaginario collettivo sui vampiri. Lo sviluppo del romanzo è totalmente inaspettato, soprattutto nel finale, che vede l’unione fare la forza, un gruppo di donne tanto diverse l’una dall’altra, collaborare e dare il proprio contributo per salvare il mondo. Se pensate che la trama ruoti soltanto intorno a un club di lettura e a un vampiro misterioso, siete totalmente fuori strada. Sono molte le tematiche affrontate dall’autore, anche piuttosto delicate e complesse. Sicuramente non manca di porre l’accento sulla disuguaglianza tra personaggi ricchi, bianchi e avvantaggiati e altri poveri, neri, con lavori umili, che non vengono ascoltati, oppure vengono considerati “sacrificabili”. Nè mancano attenzioni alle dinamiche familiari più disparate, a riflessioni religiose e a slanci femministi di tutto rispetto. Ci sono anche un bel po' di trigger warning da tenere in considerazione, si parla di suicidio, di stupro, di malattie mentali, rapimento di bambini, morti di bambini e animali, quindi se volete intraprendere la lettura, valutate anche questo. 

Tra tutti i personaggi, Patricia è quello che secondo me fa davvero la differenza, che si pone a metà tra due realtà opposte, che cerca sempre di aiutare gli altri e di fare la cosa giusta, di trovare una soluzione che non crei sofferenza o disagio a nessuno. O, almeno, ci prova. Tenta, fallisce, ma continua a provare. Certo, ci vorrà più di metà libro prima che comprenda determinate cose e si svegli, ma alla fine avrà un buon riscatto e sceglierà ciò che è meglio anche per lei, perché come tutti comprende di meritare un po' di serenità. Non sono comunque da meno le altre protagoniste, che con le loro storie rappresentano una vasta gamma del mondo femminile, con tutte le sue forze e fragilità, che contrastano in maniera netta con quello maschile, talvolta più spaventoso di una sadica creatura millenaria.

Questo libro ha una buona struttura narrativa, uno stile considerevole, e nonostante la lunghezza è talmente piacevole da leggere che non ti rendi conto delle pagine che scorrono, merito anche di un piglio ironico che più volte ti fa scaturire una risata di gusto (ho riso davvero tanto, non succedeva da un po' con una lettura). La storia è caratterizzata da un crescendo di tensione (soprattutto nell'ultima parte) e non vi sono mai situazioni scontate e banali, rabbrividirete per cose totalmente inaspettate. È stato così strano passare dalla risata allo shock nel giro di poche pagine! 

Una lettura diversa dal solito, posso confermarlo, e avrei ancora molte cose da dire su questo libro ma so che poi vi rovinerei la sorpresa, perciò taccio e vi consiglio di recuperarlo e scoprire da voi che segreti nasconde e quanto può scombussolarvi e tenervi svegl* la notte. Fatemi sapere se lo avete letto o lo leggerete, vi aspetto al varco ;)
Fonte immagini: Pinterest (My midjourney art)

venerdì 27 dicembre 2024

Recensione: "Cour des Chaînes" di Amanda Fall (a cura di Eleonora)


Buongiorno, lettor*! ^^
Come state? Spero abbiate trascorso un buon Natale! Queste feste ci serviranno a ricaricare un po' le batterie, a rilassarci e stare serenamente in famiglia, ma anche per leggere tanto e parlarvi di nuovi e interessanti libri. Oggi la nostra Eleonora recensisce Cour des Chaînes, secondo volume della serie Holland Academy, di Amanda Fall. Se il primo volume l'aveva conquistata, questo l'ha un po' delusa, ma leggete la sua opinione completa qui sotto per saperne di più e fateci sapere cosa ne pensate voi. 
Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale in omaggio in cambio di un'onesta opinione.

Cour des Chaînes. Holland Academy II
di Amanda Fall

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 492
Genere: fantasy, paranormal romance, romantasy
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 27 novembre 2024

Elios Turner era l'incarnazione della purezza in un mondo dominato dal sangue, dalla vendetta e dalla morte. Fino a quando Lena Blake non scopre la verità sul suo passato. Ora, braccata dal desiderio di vendetta, è pronta a distruggerlo. E mentre l'ingresso alla Cour des Revenants è stato finalmente individuato, Lena sa che impugnare la spada è l'unica via per guarire il cuore spezzato da un gioco di luci e ombre. Ma proprio quando il cammino sembra tracciato, nuovi segreti emergono, nascosti tra le mura della Holland Academy. Cosa sta celando il misterioso Prevosto Corvinus? Perché gli interessi degli Hunter e dei vampiri, guidati dal principe Artois, si intrecciano in un intrigo mortale? Lena si trova a un crocevia: lottare per l'amore e rischiare di perdere tutto, oppure sacrificare ciò che le resta del suo cuore in nome del dovere. Tra battaglie cruente e orrori sepolti nel tempo, in una Londra gotica avvolta nel mistero, le maschere cadranno, e i cuori si frantumeranno.

Cour des Chaînes
è il secondo capitolo della saga della Holland Academy di Amanda Fall e devo dire che rispetto al primo volume (QUI la recensione) in questo caso sono stata un po’ delusa, ho avuto difficoltà nel leggere il libro e la storia in diversi punti mi è sembrata eccessivamente intricata e a volte nemmeno troppo studiata, mi ha dato l’impressione di un libro scritto di getto, riletto in velocità e preso per buono.

Cour des Chaînes inizia proprio nel punto in cui eravamo rimasti con Cour des Revenants, dopo l’epico scontro tra Lena Blake e il principe Nikolas che aveva rivelato al mondo l’introvabile entrata della corte dei vampiri e aveva lasciato entrambi sull’orlo del tracollo fisico ed emotivo, ma non solo, tutti gli equilibri sono stati spezzati e tutte le verità date per assodate cominciano a essere messe in dubbio. Il trio di Echo formato per indagare sulla corte e composto da Lena, Caroline Corvinus, la figlia del Prevosto, ed Eva Stark, una cacciatrice a dir poco turbolenta, decide, dopo essere stato allontanato dalle indagini iniziate nel primo libro, di prendere la situazione in mano propria e cercare di risolvere tutte le matasse che non tornano; facendolo, però, danno il via a una serie di rivelazioni sconcertanti e alcune pure macabre che non faranno altro che contribuire alla quantità industriale di dubbi che sorgono e di risposte da cercare.

In tutto ciò a parte il trio centrale e la controparte a due vampirica, composta dal principe Nikolas e da suo fratello di sangue Ignis, i personaggi secondari, e mi riferisco a Spyro e Vi, la cosiddetta famiglia di Lena, sono risultati delle comparse quasi del tutto ininfluenti al fine della storia, i loro momenti sul palcoscenico sono sembrati decontestualizzati e privi di fondamento, per non parlare dei loro dialoghi, pathos eccessivo e discorsi al limite del copione da tragedia greca, dichiarazioni d’amore eterno e imperituro come se tutto il mondo fosse contro di loro anime pure, innocenti e condannate alla miseria, nella realtà dei fatti se la sono fatta e se la sono goduta per i fatti loro.

Il rapporto tra Nikolas e Lena invece ha avuto un'evoluzione coerente con i personaggi che sono, devono passare da acerrimi nemici ad amanti e superare tutti i preconcetti che hanno sempre avuto, non è facile, però anche loro si impegnano e ci mettono la loro buona dose di battute al limite dello sdolcinato ma allo stesso tempo un po’ cringe. Possiamo dire, in generale, che la descrizione delle scene di intimità non è molto congeniale alla scrittrice.

L’unico personaggio che mi ha veramente convinta è Caroline che nel suo percorso evolutivo ha tirato finalmente fuori il carattere e la grinta, iniziando a mettere in mostra tutto quello che è il suo potenziale di personaggio cardine della storia, anche Eva Stark ha un’evoluzione interessante e decisamente inaspettata, l’unica nota dolente è che pure lei a una certa mi cade nell’eccessivamente drammatico, si riprende subito fortunatamente e ritorna a essere l’Echo cazzuta che abbiamo imparato a conoscere seppure un pochino ammorbidita.

In generale, in questo secondo volume viene messa molta carne al fuoco e le scene di lotta sia fisica che politica non mancano però mi sembrano tutte molto affrettate e confusionarie, l’impressione è che si volesse dare un ritmo veloce e frenetico al tutto ma ottenendo piuttosto una rocambolesca serie di scene e situazioni di cui non sempre capiamo appieno i come e i perché.

Il finale lascia sicuramente intendere che ci sarà ancora parecchia strada da fare per i nostri personaggi, che dal nulla decidono di fare cose a caso sorprendendo sia i loro compagni di avventura che noi lettori, ci sono questioni lasciate in sospeso, altre appena accennate, altre ancora che vorremmo veder chiuse, tanto non è che importino un granché, ma sappiamo benissimo che sono ben lungi dall’esserlo ma soprattutto io personalmente vorrei vedere e capire qualcosina di più che a fine lettura mi sembra di essere stata su un ottovolante senza sapere come ci sono finita sopra e che giro ha fatto.

Mi aspettavo di più vista la partenza con il primo volume, ma la sensazione è che si sia voluto strafare e nel farlo sia stata persa un attimo di vista la storia nel suo insieme.
Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

domenica 5 maggio 2024

Recensione: "Cour des Revenants" di Amanda Fall (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*, e buona domenica!^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di una delle ultime uscite di Words Edizioni, Cour des Revenants, tra i libri più attesi della casa editrice. Si tratta di un fantasy ricco di suspense, con trope enemies to lovers e vibes dark academia. Scoprite tutti i dettagli nella recensione e fateci sapere se lo avete letto o lo leggerete presto! ;) 
Un immenso ringraziamento alla casa editrice per la copia digitale fornita in cambio di una recensione onesta.

Cour des Revenants
di Amanda Fall

Prezzo: 2,69 € (eBook) 
Pagine: 430
Genere: fantasy, paranormal romance, romantasy
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 1 aprile 2024

Lena Blake è una Hunter, sicario arruolato tra le fila della Holland Academy. La secolare accademia ha il compito di epurare l’umanità da tutto ciò che di demoniaco esista in natura. Il suo compito è stroncare un’antica dinastia di vampiri, protetta dalla leggendaria Cour des Revenants: è l’occasione che attendeva da tempo per poter finalmente vendicare la morte della madre. Nicholas Artois, vampiro e principe della Cour des Revenants, ha ricevuto dal padre un incarico: uccidere il sicario della Holland Academy, dopo che gli Hunter hanno scoperto dell’esistenza della Corte. È la sua unica opportunità per fare breccia nell’animo del genitore e dimostrarsi suo degno erede. Il cuore pulsante di una Londra oscura come non mai si prepara ad accogliere una guerra senza pari, anche se la speranza di un mondo di pace esiste ed è racchiusa in un siero che Lena stessa beve e che è in grado di trasformarla nell'aspetto e nello spirito. E quando nel cuore di Hyde Park Lena salva il giovane Elios Turner, innamorandosene, non sa che, in realtà, lui nasconde un segreto che cambierà tutto.

Cour des Revenants
è il primo capitolo di una saga che fin da ora si rivela come complessa ed estremamente articolata
, sia per quanto riguarda i personaggi nella loro caratterizzazione, sia per quanto riguarda le interazioni e i legami che intercorrono tra di essi, ma comunque intrigante e diverso dal solito. Ammetto che è stato un libro non semplice da leggere proprio per questa quantità di collegamenti che attualmente vengono per lo più solo presentati e nemmeno nella loro interezza, però la scrittura dell'autrice ha comunque semplificato le cose e nella sua semplicità non ha complicato ulteriormente la situazione.

A portare avanti la storia troviamo Lena Blake, una ragazza Echo, ossia un essere per metà umano e metà demoniaco, che fa parte della più importante istituzione londinese di caccia e controllo della criminalità demoniaca, la Holland Academy. Lena oltre che con i demoni in carne e ossa deve fare i conti con i suoi personali, che affondano le loro radici in un lontano passato che non ha mai smesso di perseguitarla con il suo fardello di dolore e sete di vendetta. Ad alleviare le sue giornate e la nuvola nera che sembra sempre accompagnarla ci sono Spyro e Violet, rispettivamente un Delta, figlio di Echo ma del tutto umano, e una umana che però cincischia con alchimia, armi perfezionate e tutto lo scibile su cui riesce a mettere le mani; i tre da quando si sono conosciuti si sono riconosciuti come anime in qualche modo affini e sono divenuti gli uni la famiglia degli altri, si sostengono e si coprono le spalle a vicenda in qualsiasi situazione ad alto tasso di rischio si presenti nella loro quotidianità fatta di violenza e aggressività. 

Una quotidianità in cui ad un certo punto si inserisce per Lena anche un giovane ragazzo, Elios, che inizialmente la attrae per il colore strabiliante dei suoi occhi, che le ricorda tremendamente una infanzia passata ma estremamente cara, diventando poi una parte importante del suo cuore, ma comunque una parte che mantiene nascosta a tutti. Un giorno alla spietata Echo, rinomata per essere la punta di diamante tra i cacciatori dell'accademia, viene affidato un incarico che stravolgerà le sue giornate: deve trovare e distruggere totalmente la Cour des Revenants, una sorta di Londra specchio sotterranea che è patria dei demoni ma sopratutto dei vampiri ed è governata dagli Artois padre e figlio. È proprio a quest'ultimo, il principe della corte, Nicholas, che viene affidato l'incarico specchio di eliminare la minaccia, ossia uccidere Lena. Per tutta una serie di motivi articolati, e anche qui legati al suo passato, il principe prende questo incarico molto sul personale, in una maniera tale che lo porta a provare un odio a dir poco smisurato per Lena e un impellente desiderio di eliminarla anche in modi creativamente brutali. Gli scontri tra i due sono sempre cruenti e sanguinosi ma più si va avanti nella storia più si capisce che questi duelli all'ultimo sangue sono solo la punta dell'iceberg che si nasconde tra segreti e macchinazioni portati avanti tra spie e doppigiochi, di cui i veri obiettivi sono ancora ignoti sia ai protagonisti che a noi lettori.

Entrare nelle vicende dei protagonisti non è immediato e nemmeno semplice, inizialmente pare tutto molto complicato e di difficile intuizione, specialmente per quanto riguarda la società degli Echo e anche proprio le loro caratteristiche intrinseche. Personalmente non sono riuscita nemmeno ad avere ben chiara un'idea di Lena per almeno la prima parte del libro, appena superato lo scoglio iniziale però tutto comincia a essere più scorrevole, anche se la presenza di alcuni personaggi continua a sembrare come se non c'entri nulla. È solo dopo la metà del libro che le pagine iniziano a essere mangiate alla velocità della luce e quando vengono svelati alcuni arcani che veramente si illuminano le lampadine e, bam!, è come una rivelazione, fantastico, per come ci si avvicina al finale. Si sa cosa aspettarsi ma non del tutto. 

La storia si prospetta come un enemies to (penso) lovers che per la sua aderenza perfetta al trope è uno dei migliori letti ultimamente. Nel complesso Cour des Revenants è stata una lettura molto piacevole, che mi ha lasciata con la voglia di sapere come continuerà e come si risolverà la situazione al limite della tensione di odio/qualcosa a cui ancora non si vuole o non si può dare nome e definizione (ma vi prego ditemelo). Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto, mi ha dato l'impressione di correttezza e linearità, che rispetto alla storia a dir poco arzigogolata, si distingue per essere fresco e non difficoltoso.

Ringrazio la casa editrice per la copia fornita in anticipo. 

Eleonora


Photo credit: Materiale grafico fornito dalla casa editrice.

sabato 16 dicembre 2023

Review Tour: "Il mercante di incubi" di Laura Costantini + bonus

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi finalmente vi parlo di un libro che ho atteso tanto, ovvero Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Dopo aver amato i precedenti romanzi di questa autrice, tra cui quelli della serie del Diario Vittoriano, come potevo lasciarmi sfuggire un fantasy dark ambientato a Edimburgo nel 1881? Ringrazio infinitamente la casa editrice per la copia e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento, ma soprattuto Laura Costantini, continua fonte di ispirazione con il suo bellissimo stile che riesce sempre a trasmettermi un sacco di emozioni.

Il mercante di incubi
di Laura Costantini

Prezzo: 4,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 410
Genere: fantasy gotico
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 7 dicembre 2023

Edimburgo, anno 1881. Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile ondata di suicidi. Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer. Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi alchi- misti e ali nere. Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia alle vittime del mercante di incubi?

<<L’ombra col violino era una melodia incarnata, perché possedeva un corpo. Non apparteneva al mondo, ma lo attraversava e poteva toccarlo.>>

Se anche voi, come me, amate la Scozia, i suoi luoghi intrisi di storia, di magia, di leggende, di oscurità e mistero, allora non potete assolutamente lasciarvi sfuggire Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Se già nel Diario Vittoriano ci aveva dato un assaggio di Scozia, qui potrete averne in grandi quantità. Tra l’altro l’ambientazione fredda, invernale, rende il tutto ancora più suggestivo e io non posso che ringraziare per tanta meraviglia. I fatti che ci racconta, con un punto di vista onnisciente che vede tutto e cala su ogni personaggio, partono da una Edimburgo, teatro di un suicidio sconvolgente. Una giovane lady si getta dalla finestra e lascia marito e due figli piccoli. L’istitutrice dei bambini, molto legata alla donna, decide di rivolgersi a Driscoll Farquhar, un investigatore privato con un’ottima reputazione (ma un pessimo aspetto). Driscoll, che vive con la sorella Rhona, che si prende cura di lui come una madre affettuosa, non sa se credere alla giovane Cadence Rhymer, che gli rivela i suoi sospetti, ovvero che è stato il marito della sua signora a ucciderla, avvelenandola con una fiala posta sotto il suo cuscino la sera. Eppure il caso lo intriga molto, soprattutto dopo che sarà andato in obitorio a vedere il corpo della donna, il cui viso sfregiato dalle sue stesse mani gli farà comprendere che qualcosa davvero non andava nella sua testa per essere arrivata a tanto. Le sue indagini lo porteranno a muoversi su più fronti, ma la pista principale sarà legata a un certo Hiram, un uomo misterioso che pare sia l’artefice di ciò che ha ucciso la donna. 

A suggerirgli questo nome sarà un ragazzo sbucato dal nulla, un'ombra, una figura evanescente come l’aria, con due occhi blu come due pozze d’acqua, un giovane dall’aspetto glorioso e armonico la cui presenza è accompagnata dal suono toccante di un violino. Nariman Tëmnyj è il suo nome, uno straniero, probabilmente russo, che pare portarsi dietro una storia conturbante, appartenere persino a un altro mondo. Nariman chiederà a Driscoll collaborazione per salvare qualcuno dalle grinfie di Hiram, qualcuno a cui è legato, un certo Julian, appartenente al suo stesso mondo, ma così facendo dovrà essere sincero con Driscoll fino in fondo e metterlo a conoscenza di una realtà soprannaturale che probabilmente lui non capirà. Ma Driscoll, per quanto il suo aspetto e i suoi modi siano rozzi, è un’anima sensibile. Il suo rapporto col corvo imperiale che si porta sempre appresso ne è una prova. Ed è proprio questo a convincere Nariman, perché alla fine non è lui a scegliere Driscoll, ma viene scelto da lui, anzi dal suo corvo, per l’esattezza. Ailish non è un semplice corvo, come scoprirete leggendo questa storia, non è solamente un animale da compagnia, ma è intelligente e partecipe delle indagini. È una creatura che deve la propria origine a un’altra storia terrificante, un’altra morte di cui potete leggere nel racconto prequel Ailish Il Corvo, presente in un primo momento solo nella raccolta Tarocchi Dannati, uscita sempre per Dark Abyss, ma riportato anche all’inizio di Il mercante di incubi. Mi è piaciuto tantissimo questo collegamento e non vi nego che Ailish mi ha catturata dal primo istante, diventando il mio personaggio del cuore e catalizzando tutta la mia attenzione.

In questo romanzo Laura Costantini ha riversato tutta la sua bravura, trattando come sempre argomenti spinosi legati all’epoca vittoriana e facendolo con la solita eleganza che la contraddistingue. Non mancano riferimenti infatti alle differenze sociali, l’omofobia tipica del periodo in cui la storia è ambientata, piaghe come la prostituzione minorile, ma anche suicidio, violenze e molto altro. Incapperete anche in tematiche come la caccia alle streghe, che nella Scozia ebbe un’evoluzione importante, e proprio due streghe potreste trovarle all’interno della storia narrata. E non solo loro. Tra le figure oscure che popolano questo romanzo, anche i vampiri, figure che da sempre affascinano lettor* e scrittor* e che l’autrice rielabora con il suo stile incantevole, regalandoci qualcosa di originale e inaspettato. Ho sempre ammirato la capacità di Laura Costantini di riuscire a far calare l* lettor* all’interno delle sue storie in maniera naturale e senza sforzo. Ancora una volta, mi sono ritrovata completamente immersa, completamente ammaliata da una storia coinvolgente e scritta benissimo. Le indagini vengono portate avanti nel modo giusto, aggiungendo di volta in volta quel pezzettino che manca per arrivare alla soluzione, ma non sono il centro di tutto, perché i personaggi hanno un ruolo fondamentale e vengono approfonditi a dovere, ma anche l’atmosfera è molto curata; basta un refolo di vento, o un fiocco di neve, o qualche ombra inquietante a fartene percepire la presenza costante. Le ambientazioni sono forse l’elemento più affascinante del romanzo (oltre Nariman, naturalmente :P), la città vecchia si apre davanti ai nostri occhi, le sue strade gelide percorse da un Driscoll sempre in guardia e sorvolate da una Ailish protettiva, sono la cosa migliore che leggerete in questo libro. Le parole di Laura Costantini accompagnano i nostri protagonisti e ci ammaliano, tant’è che nemmeno vi renderete conto dello scorrere delle pagine fino a quando non sarete arrivat* alla fine. La fine di una magia, perché è questo che fa l’autrice con le sue parole, fa magie. 

Inutile dirvi che ho amato questo libro, non solo per la storia ben raccontata ma anche per tutto ciò che è stata capace di evocare, mi ha fatto risentire l’emozione provata leggendo il Diario Vittoriano (che vorrei riprendere a leggere un giorno sì e l’altro pure), ma anche quella provata leggendo Il Varcaporta. Qui non abbiamo sicuramente lo stesso livello di elementi steampunk, non ne abbiamo per niente, ma c’è un marchingegno che per un attimo mi ha riportato lì, al Varcaporta e ai suoi macchinari artificiosi. E poi c’è Edimburgo, una città che non disdegna di rivelarsi magnifica sotto certi aspetti e tenebrosa sotto altri, che mostra tutto il suo fascino ma che nasconde anche incubi e storie terrificanti nei suoi meandri. C’è la musica, il suono di un violino che accompagna la lettura e che ti sembra di sentire davvero intorno a te mentre leggi. E ci sono figure inquietanti, come un Hiram che mette i brividi con il suo ghigno malefico e il suo volto così particolare. Ma ci sono anche legami eterni, suggestivi, che nessun maleficio potrà mai rompere.

Se avete voglia di una storia che vi faccia tremare, se volete leggere di personaggi ricchi di chiari e scuri, se volete saggiare l’effetto della scrittura di Laura Costantini su di voi, beh, questa è l’occasione giusta, Il mercante di incubi è tutto vostro, se vorrete.

Approfondimento: Origine della caccia alle streghe in Scozia

Nella Scozia medievale la superstizione e la paura per il soprannaturale sono sempre stati presenti, grazie alle leggende di origine celtica, che avevano come protagonisti elfi, fate, folletti, goblin, brownie e che si tramandavano tra la popolazione di qualsiasi ceto. Si credeva anche al diavolo e si pensava che qualunque avvenimento tragico o catastrofico fosse proprio opera del demonio. Tra il XV e il XVII secolo si diffuse in tutta Europa il timore per le streghe, anche grazie al Malleus Maleficarum, scritto da Heinrich Kramer, nel quale si dichiarava che Satana volesse sterminare gli umani e si servisse di streghe, che andavano quindi eliminate per scongiurare ogni pericoloso e dimostrare la propria devozione. 

In Scozia il panico per la stregoneria e la conseguente uccisione di oltre 2500 donne si deve in particolare a Re James IV, figlio di Mary Stuart, che nel 1603 divenne Re James I d’Inghilterra. 

La grande caccia alle streghe di Scozia iniziò dopo un episodio, nel 1590, che riguarda James IV. Il re, fu costretto a recarsi a Copenhagen per recuperare la sua promessa sposa, perché durante il viaggio che doveva portarla in Scozia era stata fermata da una terribile tempesta ed era dovuta tornare indietro. Quando James arrivò trovò una situazione di isteria legata alla paura per le streghe. Due donne furono arrestate e, dopo ore di interrogatori e torture, confessarono di aver evocato loro la tempesta con lo scopo di uccidere la futura coppia reale. Colpito da questa confessione, nel re scattò una vera e propria ossessione, terrorizzato di poter morire in modo violento a causa delle streghe. La sua paranoia crebbe così tanto che, una volta tornato in Scozia, diede inizio a una folle persecuzione contro ogni donna sospettata di essere una strega. 

I metodi utilizzati per far confessare le donne accusate furono tra i più atroci e raccapriccianti, venivano cercati segni della loro unione col diavolo anche sui loro corpi, cicatrici, nei, macchie di vario genere. Con la tortura i cacciatori di streghe tentavano di smascherare le streghe, di estorcere confessioni e una volta che la donna confessava veniva condannata al rogo, ma prima la strangolavano per evitare che dalle fiamme salisse il diavolo a salvarla.

Quando James succedette alla zia Elisabetta I sul trono d'Inghilterra, incontrò degli oppositori religiosi molto agguerriti: i cattolici. E così fu costretto, per salvaguardare la sua posizione, ad allontanare la sua attenzione dalla caccia alle streghe per dedicarsi alle cospirazioni cattoliche. Con la sua morte, per un po' continuarono a verificarsi processi alle streghe, ma pian piano si diffuse l'idea che bisognasse vietare e fermare quel tipo di azione e solo nel 1735 divenne un crimine accusare qualcuno di possedere potere magici o praticare stregoneria.

5 tazzine per Il mercante di incubi, un romanzo magnificamente cupo ed emozionante.

Fonte immagini: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni
Fonte approfondimento: Nel cuore della Scozia

mercoledì 8 novembre 2023

Recensione in anteprima: "Absinthe" di Selene Alaska

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui con una nuova recensione. La scrivo con animo leggermente rinfrancato perché pare che stamattina l’autunno, dopo un paio di finte, si sia deciso ad arrivare (ma forse sarebbe meglio non cantare ancora vittoria). E così, con la pioggia in sottofondo e un’aria più respirabile dei giorni scorsi, mi accingo a parlarvi di Absinthe, di Selena Alaska, un romanzo in uscita proprio oggi per Triskell Edizioni.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Absinthe
di Selene Alaska

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 343
Genere: romance M/M, dark academia, fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 8 novembre 2023

La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare. Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino. Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.

James era vizioso, era un demone, un peccatore incallito, ed era anche un esteta. Viveva per il piacere e la bellezza, li ricercava appassionatamente, e Julian era la sintesi di entrambi. Una sintesi letale e irrinunciabile.

Absinthe
è il romanzo d’esordio di due ragazze, Selene e Alaska, che hanno deciso di unire la loro passione per la scrittura e per l’arte e dar vita a un libro che è un vero e proprio elogio all’arte in tutte le sue forme. Ma, soprattutto, hanno dato vita a James e Julian, due personaggi, come loro, pieni di passioni ma anche di qualcos’altro. Dolore: ecco cosa accomuna principalmente il vampiro Julian Faustus Ravensward e il demone James Sirius. Il loro passato è un groviglio di dolore, di rimpianti, di sensi di colpa, rabbia e nostalgia e solo l’interesse verso l’arte ha fatto sì che quel dolore fosse leggermente più sopportabile per entrambi. Julian, conte e grande mecenate, ha aperto l’Oblivion Theatre, mentre James si dedica alla musica del suo violino e vive nella contemplazione dei grandi geni creativi del passato, ma anche in un’inquietante immobilità che divora le sue giornate. Fanno vite separate ma quando uno dei vampiri più influenti di Londra, Jago, contatta James costringendolo a prendere parte ai suoi piani, il demone si ritrova a doversi avvicinare a Ravensward e giocargli un brutto tiro. Jago ha manie di grandezza e vuole allargare il suo dominio, ma in ballo c’è molto altro. Vendetta. Una vendetta che viene da un passato mai chiuso e che si porta dietro un grande segreto.

James non ha preventivato, però, che una volta entrato nell’orbita di Julian molte cose per lui cambieranno, in primis i suoi pensieri. Julian, angelo biondo, oscuro e tentatore, ha su James l’effetto di una calamita e diventerà per lui una vera ossessione.  James si avvicinerà al vampiro per fare il gioco di Jago ma finirà col restare intrappolato in qualcosa di più imprevedibile e pericoloso, un’attrazione potente che non aveva previsto. Julian, dal canto suo, non è così propenso a fidarsi di un demone. Il suo autocontrollo, la padronanza di sé, riescono ad aiutarlo per gran parte del tempo, ma diventa sempre più difficile con James che osa sempre di più. Come se non bastasse, il demone sembra riuscire a tirar fuori un lato di lui che ha sempre voluto tenere nascosto. James sembra comprenderlo meglio di chiunque altro, capire il suo dolore, avere anche lui delle angosce dovute a un passato che, per quanto ci si sforzi, non si riesce a cancellare. 

La sua figura eterea, il modo divino in cui suona il violino, il modo in cui riesce ad attirarlo a sé con un solo sguardo, il sapore peccaminoso del suo sangue, poi, non fanno che complicare le cose. E così ci ritroviamo a leggere di un legame che non dovrebbe nascere ma al quale nessuno dei due riesce a resistere, una lotta tra dovere e potere... un vampiro e un demone che scorgono l’uno nell’altro dettagli che mai avrebbero creduto di poter amare, considerando soprattutto quante ne hanno passate e quanto sfiduciati verso la vita sono da sempre. Ma la loro natura malinconica non sta per estinguersi del tutto, dà loro un’effimera parvenza di beatitudine per poi servire il dramma al momento opportuno...

Absinthe è una storia che nasce su Wattpad ma, a differenza di altre storie che ho letto provenienti da questa piattaforma, non presenta gli stessi difetti. E questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molte cose di questo libro, in primis lo stile delle due autrici, uno stile abbastanza ricercato, con un vocabolario e dialoghi degni di una storia incentrata su varie forme d’arte. Non mancano citazioni importanti, citazioni musicali - Chopin, Tchaikovsky, Debussy... - ma anche letterarie come William Shakespeare, Christopher Marlowe (che nella trama ha anche un ruolo emblematico), Oscar Wilde, Dante Alighieri e molti altri. Ogni elemento trova il suo posto nella storia, nulla è buttato a caso, anzi ci sono collegamenti con fatti reali che ho trovato anche molto interessanti (come appunto il sopracitato Marlowe e il suo rapporto con Julian, nonché la nascita del suo Dottor Faustus). 

Non ho disdegnato nemmeno le atmosfere, sempre abbastanza decadenti, nostalgiche e che in gran parte si rifanno al Romanticismo ottocentesco, con le sue tematiche di angoscia, delusione, sofferenza, esaltazione di sentimenti, di spiritualità, tensione verso l’infinito, travalicamento di confini, aspirazione all’immortalità, solitudine. In questi termini il romanzo è riuscitissimo e anzi faccio i miei complimenti alle autrici perché sono riuscite a donare alla loro storia una forma convincente sia esteriormente che nel contenuto. Non aspettatevi una storia d’amore che si consuma rapida, qui abbiamo un sentimento che nasce lento, come “la nenia di un carillon”, un carillon rotto che però ritrova il suo ritmo non appena Julian e James si rendono conto di quanto sono importanti l’uno per l’altro. Nonostante tutte queste fantastiche premesse, mi duole dire però che non sempre sono riuscita a sentirmi vicina ai personaggi; nello sforzo di dare al romanzo un’identità così interessante, profonda e convincente, ho avuto l’impressione che qualcosa sia venuto a mancare nella costruzione, non tanto dei personaggi, quanto della loro relazione, che nasce con troppa facilità. È comunque soltanto una sensazione, diciamo che non ho provato quel batticuore tipico che si dovrebbe provare quando due personaggi interagiscono tra loro e s’innamorano, quando la tensione è resa talmente bene che al primo sfioramento il cuore collassa. Mi è mancata questo tipo di emozione, sebbene la loro storia mi sia piaciuta davvero molto. Del resto, i momenti più intriganti sono stati proprio quelli riguardanti le loro interazioni, e dunque la narrazione dal loro punto di vista, mentre ho trovato un po' meno coinvolgenti i pov degli altri personaggi, ma non meno validi. Anzi, l'intreccio che si è venuto a creare tra presente e passato si è rivelato molto appassionante.

Absinthe è un romanzo che va gustato, non troverete grande azione, nemmeno grande originalità nelle dinamiche, ma potrete lasciarvi avvolgere dalle atmosfere affascinanti al sapore d'assenzio, dalle gotiche ambientazioni, dalle frasi poetiche, dalla musica e dall'amore per l'arte che ogni pagina sembra emanare. Di sicuro vi stupirà. Se amate le vibes dark academia, se vi piacciono le storie dark e gli amori tormentati e ossessivi, se non disdegnate gli autori del passato e gli elementi soprannaturali, allora apprezzerete sicuramente Absinthe. Il libro si presenta ben curato nella forma, con anche alcune illustrazioni a rendere la lettura più immersiva. 

Fonte immagini: Pinterest

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