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sabato 27 maggio 2023

Recensione: "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe

Buongiorno! ^^
Oggi vi parlo di un libro bellissimo, La Sirenetta, nell’edizione unica realizzata da Benjamin Lacombe, per la collana di classici illustrati, diretta da lui stesso. Ho letto anche altri libri di questa collana e li ho sempre trovati stupefacenti. Si tratta di versioni dei classici più amati e conosciuti ma rappresentati in una chiave del tutto nuova e illustrati dai più bravi illustratori moderni, tra cui anche Lacombe.
Un ringraziamento alla casa editrice per la copia omaggio a sorpresa.

La Sirenetta
di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe

Prezzo: 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 96
Genere: libri illustrati, classici
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 29 novembre 2022
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Una sirena deve aspettare di compiere quindici anni prima di poter salire in superficie e vedere da vicino gli umani. Quando finalmente arriva il suo turno, la figlia minore del re del Mare si innamora perdutamente di un principe. Per lui, la Sirenetta accetta di rinunciare alla sua coda e di perdere l'uso della voce... Un'edizione speciale, una nuova lettura della fiaba di Andersen alla luce delle lettere dello scrittore. Con le illustrazioni di Benjamin Lacombe, che firma anche una personale ed emozionante introduzione. Prefazione e postfazione di Jean-Baptiste Coursaud.

La Sirenetta
è uno di quei classici senza tempo che ormai chiunque di noi conosce. Abbiamo senza dubbio letto tantissime versioni di questa storia o visto innumerevoli trasposizioni cinematografiche, ma sicuramente quella che ci presenta Benjamin Lacombe è una versione del tutto inaspettata. Sin dalla prefazione (a cura di Jean-Baptiste Coursand) comprendiamo parte della vita di Andersen e dei retroscena di questa sua popolare opera. Cosa lo ha ispirato o, meglio, chi? Pare infatti che l’autore abbia avuto un forte legame con i figli del suo benefattore Jonas Collin. Edvard e Louise hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua vita sentimentale, in quanto Andersen ha amato entrambi. Partendo da questo presupposto, Lacombe ci presenta la “sua” Sirenetta, giocando proprio sull’ambiguità. Se nel testo di Andersen è tutto sotteso e discreto, Lacombe con le illustrazioni che accompagnano il racconto dà quella spinta in più per sottolineare l’ambivalenza del personaggio. La Sirenetta viene infatti rappresentata priva di caratteristiche che ne definiscano chiaramente il genere, con capelli corti, petto liscio, una figura androgina per aumentare l’equivoco. Gli stessi colori utilizzati da Lacombe, il rosa, il viola, il blu, richiamano, per esempio, i colori della bandiera bisessuale; il viola della coda della sirena non è una scelta casuale, è un colore tra il rosa e il blu e simboleggia proprio l’intersessualità. L’illustratore in tanti piccoli dettagli fa riferimento alla fluidità di genere, giocando con le forme e omettendone altre.

 Una sessualità quasi esplicita rappresentata dalla sua visione (basti far caso alla copertina e alla forma assunta dai coralli che circondano la Sirenetta). Sappiamo bene come ai tempi di Andersen fosse assolutamente sconveniente provare un sentimento d’amore per qualcuno dello stesso sesso, quindi l’interpretazione di Lacombe vuole rimarcare ciò che secondo lui, e secondo le interpretazioni di numerosi studiosi, l’autore cercava di nascondere, un "grido d’amore che non avrebbe mai potuto esprimere apertamente in vita", e ci consiglia di leggere con empatia. 

La Sirenetta è già di per sé una storia malinconica. La giovane sirena rinuncia a una parte importante di sé, la più importante, quella che la definisce, per amore di qualcuno. I disegni di Lacombe accentuano questa malinconia, alla luce anche della sua interpretazione, facendoci sentire ancora di più il dolore profondo della sirena all’idea di non poter ottenere ciò per cui ha sacrificato tanto. Il rosa fluo che sta alla base di ogni tavola, smorza i blu malinconici e richiama alla vita. Non si può infatti non pensare al desiderio profondo della sirena di ottenere l’amore ma anche un’anima immortale (che sarebbe poi anche l'intento di Andersen come artista). 

In questa edizione abbiamo anche un finale aggiunto, un finale che Andersen ha cancellato, poche righe che ci fanno capire quanto per lui questo obiettivo fosse fondamentale. Arrivare nelle case di tutti, toccare i cuori, essere ricordato. La particolarità di questo libro sono sicuramente le lettere che chiudono il volume nella sezione intitolata Messaggi in bottiglia, lettere che Andersen scambiava con i fratelli Collin e in cui si denota la profondità del suo legame con loro, una in particolare mi è sembrata davvero più struggente delle altre. È stato molto interessante leggere tra le righe il sentimento di Andersen verso queste due persone che considerava come fratello e sorella, ma che forse furono per lui qualcosa di più (o avrebbe voluto lo fossero). Questo volume è di sicuro un’opera tra le più impareggiabili dedicate a La Sirenetta e ad Andersen, ci porta a vedere la storia in un modo del tutto nuovo, tramite i disegni illustri di Lacombe, che riesce sempre a rendere omaggio ai classici per ragazzi come pochi altri artisti sanno fare, e tramite anche le fonti e gli studi riportati da Jean-Baptiste Coursand, che ha curato Prefazione e Postfazione in maniera esemplare. Questa storia però non è solo per ragazzi, è una versione sicuramente più adulta e non nego che faccia anche riflettere. Se avete voglia di conoscere questa splendida edizione di La Sirenetta, non vi resta che scoprire questo libro e innamorarvi dei suoi colori, delle sue sfumature, della sua elusività. Sono certa che saprà conquistarvi.

Fonte immagini: Amazon.it

mercoledì 20 aprile 2022

Review Party: "Cécité Malaga" di Banjamin Lacombe

Buongiorno, lettor*!
Oggi partecipo al Review Party di un libro davvero speciale. Come ormai saprete, qui si ama Benjamin Lacombe come se non ci fosse un domani e non potevo non parlarvi del suo ultimo lavoro, Cécité Malaga, arrivato in Italia grazie a Rizzoli. Un’edizione davvero stupenda per una storia che tocca il cuore. Vi lascio alla recensione per scoprirla, ma andate anche su La Biblioteca di Zosma, Lu is lost in Books, Serendipity.nerdy e Fenice fra le pagine per leggere quelle delle mie splendide colleghe e compagne di viaggio. Un ringraziamento alla casa editrice e a Claudia per la copia e la fiducia.

Cécité Malaga
di Benjamin Lacombe

Prezzo: 22,00 €
Pagine: 60
Genere: libro illustrato, ragazzi
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 15 marzo 2022

"L'artista prodigio era famosa in tutto il Paese. 
La gente voleva ammirarla
e pensava di conoscere la sua leggenda."

Cosa succederebbe se da un giorno all’altro ci ritrovassimo senza la vista? Benjamin Lacombe, che qualche anno fa, in seguito a un forte choc, ha perso temporaneamente la vista, ha voluto improntare su questo quesito il suo nuovo lavoro, Cécité Malaga, portandoci a riflettere su quanto sia importante questo senso per noi, sulle vie che si possono intraprendere in seguito a un trauma, quando tutto è buio, ma anche come possa cambiare la vita quando finalmente la luce ritorna e i nostri occhi si riaprono. Due realtà diverse quelle che ci racconta: buio e luce, nero e colore, perdita e vita. Questo libro è, non solo un racconto bellissimo, ma anche un’esperienza intima e sensoriale, oltre che una metafora che va ben oltre la cecità corticale (la perdita della vista dovuta a un trauma fisico, una caduta o a un danno psicologico), che si misura con un periodo di resilienza vissuto da tutt* durante la pandemia e vuol spingere, in qualche modo, a trovare il modo di rialzarsi e reinventarsi. Tornare alla vita.

Cécité Malaga è una famosa funambola del circo Franconi, una delle artiste più apprezzate. Incarnato di porcellana, esile e leggiadra come una farfalla. Risplende nel suo costume di paillettes sotto i riflettori, avanza sulla corda come su un abisso. I passi sicuri, la testa alta. Nessuna emozione traspare dai suoi occhi vitrei e opalescenti. È una star, un prodigio. 
Una leggenda.

Il signor Franconi vide nella ragazzina dallo sguardo spento che si presentò una sera davanti al suo tendone una promessa, le diede un nome altisonante e ne fece la sua stella più luminosa. Ma questa stella, un brutto giorno, smette di risplendere. Il buio intorno diviene altro. All’improvviso, la ragazzina inizia a essere inondata dagli altri sensi, odori, sensazioni strane e in mezzo anche i ricordi. Ricordi della sua infanzia. Ricordi e forme e colori. Famiglia anche. I suoi genitori, i loro volti amorevoli, i loro sorrisi. I fiori che raccoglieva con la madre. E poi…

Rumori, urla, pianti.
Ricorda il terribile trauma che ha rimosso, che l’ha portata a quella condizione di cecità. E il dolore si risveglia. E gli occhi si aprono.

Doveva rinascere. E inventare la propria vita.

Cécité Malaga si presenta come un volume alto e snello, a richiamare quasi la protagonista di questa storia, rappresentata in copertina con un costume di farfalla, in una posa elegante e armoniosa. Risplende nelle sue decorazioni dorate esattamente come lei. Poi lo si sfoglia e veniamo immersi nell’oscurità. Pagine nere a raccontarci la prima parte di questa storia, alcune trasparenti che lasciano intravedere appena qualcosa sotto quel buio. Una figura che avanza, che riesce a distinguersi sotto le pagine nere velate. La figura di una giovane artista che ha cambiato la sua vita quando il suo mondo è andato in pezzi. Ha riscritto la sua sorte, ha trovato un modo per andare avanti. Ma poi la farfalla cade, il suo volo si infrange ai piedi di una corda di un circo. E il buio lascia spazio alla luce. Cambia l’esperienza per il lettore, che adesso ammira pennellate di colori intensi, i colori dei ricordi e dell’infanzia di Cécité. E, insieme a lei, vede. Vede ciò che è successo, vede tutto. Vede indietro e vede oltre. Vede una ragazzina che finalmente si riappropria di ciò che aveva perduto e lo abbraccia forte, lo tiene tra le mani e non vuole più lasciarlo andare. E vede come da quello rinasca una nuova vita, un albero pronto a diventare grande e a crescere sempre di più. E una farfalla volare via. Per Cécité è tempo di cambiare percorso. Alla fine, non più costretta a camminare su un abisso oscuro, ritrova la gioia di vivere e dovrà costruirsi un nuovo cammino.

È una storia talmente bella che fa commuovere. Una storia di traumi, ma anche di rinascite. Di dolore, ma anche di speranza. Soprattutto di speranza. Benjamin Lacombe ha creato un altro capolavoro e so che lo dico ogni volta che recensisco qualcosa di suo ma, credetemi, è un artista che non fa che migliorarsi e superare sempre se stesso. Ci regala nuove emozioni a ogni libro, a ogni storia cui dà vita. Lo fa con il suo tratto riconoscibile, con le sue splendide illustrazioni e, nel caso di Cécité Malaga, lo ha fatto anche con una metafora molto profonda. Sono davvero felice di aver avuto l’opportunità di leggere questo volume, di ammirarlo e stringerlo tra le mani. È un volume molto pregiato, che regala una storia di grande intensità. Consiglio veramente questa lettura a chi vuol vedere la vita con altri occhi, a chi ha bisogno di rialzarsi dopo una caduta, a chi non riesce a ritrovare la luce dopo tanto buio. Complimenti a Lacombe che, ancora una volta, è riuscito a fare magie con la sua arte.
A presto!
xoxo
Photo credit: @francikarou



mercoledì 23 febbraio 2022

Review Party: "L'incredibile famiglia Appenzell" di Sèbastien Perez e Benjamin Lacombe

 
Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi Coffee&Books partecipa a un Review Party davvero speciale dedicato al volume “L’incredibile famiglia Appenzell” di Sèbastien Perez e Benjamin Lacombe, pubblicato da Rizzoli. Si tratta di un libro bellissimo, una storia illustrata dedicata ad una famiglia unica. Ringrazio Claudia e la Rizzoli per avermi fornito una copia del libro in cambio di una recensione onesta. Andate anche sui blog La Biblioteca di Zosma, Serendipity.nerdy, Fenice fra le pagine e Lu is lost in books per leggere le loro recensioni ;)

L'incredibile famiglia Appenzell
di Sèbastien Perez e Benjamin Lacombe

Prezzo: 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 80
Genere: libri illustrati, ragazzi
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 23 novembre 2021

Da un matrimonio segreto nasce una famiglia speciale. Questa è la sua storia. Un volume prezioso per un racconto deliziosamente dark che ci parla del diritto di ciascuno a essere "unico" e "diverso". Con le illustrazioni di Benjamin Lacombe.

Ogni volta che esce un libro illustrato da Benjamin Lacombe io devo averlo. Sono perdutamente innamorata delle sue illustrazioni e ho a casa una piccola collezione di opere sue che spesso riguardo e ammiro. L’incredibile famiglia Appenzell è uno dei suoi ultimi lavori, portato in Italia da Rizzoli, con i testi di Sèbastien Perez. La storia è quella di una famiglia molto particolare, la famiglia Appenzell, appunto, e racconta dell’unicità di ogni membro di questa famiglia, capace di distinguersi sin dalla nascita. La storia è raccontata da Victoria, l'ultima degli Appenzell, che ha ricevuto in eredità dalla nonna mai conosciuta, non soltanto i lunghi capelli ricci e il carattere forte, ma anche una scatola piena di fotografie e lettere per imparare a conoscere la sua famiglia. Victoria passa anni a ricostruire i legami tra i vari membri della famiglia, persone straordinarie con delle storie e delle vite così incredibili da fare persino commuovere. Vengono mostrati a noi in una sequenza che inizia dai primi capostipiti della famiglia, per poi arrivare proprio a Victoria Appenzell. Sembra di sfogliare un vecchio album fotografico, l'ho trovato davvero suggestivo. 

Gli Appenzell sono una famiglia di banchieri rinomati da generazioni. L’erede Arthur Appenzell porta avanti questa tradizione. Uno dei figli di Arthur, Charles, fu cieco fino all’età di dieci anni e questo gli insegnò, a suo dire, a vedere la vera natura delle persone. Feritosi al volto da bambino con un ramo, rimase sfigurato e fu costretto a indossare una maschera per nascondere le cicatrici. Per questo motivo non usciva mai di casa. Ma all’età di diciassette anni decise di scappare dalla finestra della sua camera per andare a vedere una compagnia di artisti che ogni anno si stabiliva in periferia. Fu lì che vide Berenice e se innamorò perdutamente. Ma gli Appenzell non approvavano la loro unione e così i due fuggirono e si sposarono di nascosto. Dal loro matrimonio iniziarono a nascere bambini unici, con qualche menomazione sempre differente, un gene che si estese via via a tutte le generazioni future. Nonostante queste menomazioni, ogni personaggio non ci viene descritto enfatizzando i suoi difetti, perché non è sul difetto fisico che ci si vuol soffermare ma sull’unicità di quel determinato personaggio. La diversità è ciò che li rende speciali e ognuno di loro impara a sfruttare quella diversità come un dono.

Le tavole sono bellissime. Lacombe ci regala delle illustrazioni tra le più belle che abbia mai creato, capaci di catturare la profondità e l’anima stessa di ogni personaggio. Dalla copertina in pelle all’interno, in cui predominano i colori nero e seppia (per farci percepire ancora di più l'epoca antica e il carattere gotico della storia), veniamo catapultati in un mondo magnifico e affascinante, dove le imperfezioni non fanno che valorizzare ancora di più i personaggi di cui si narra. Veniamo immersi in una splendida favola dark e gotica, che spazia tra due secoli, e ci fa godere della bellezza delle cose uniche, mostrandoci, allo stesso tempo, gli sforzi, le gioie e i dolori di una famiglia che, come molte altre, insegue la felicità. La storia vuole anche essere una metafora su ciò che ancora oggi molte persone subiscono, una metafora contro la discriminazione, razziale, sociale, sessuale, di qualunque tipo; in questo testo, chi è diverso non viene definito un abominio. I veri mostri sono, piuttosto, coloro che perseguitano, coloro che opprimono, coloro che offendono e non si rendono conto che non c'è nulla di sbagliato in chi è diverso dagli altri. Non sono casuali le parole nella dedica a inizio libro e nemmeno l’ultima fotografia della collezione di Victoria. Impossibile, infine, farsi sfuggire gli omaggi di Lacombe. La famiglia Appenzell fa pensare in qualche modo a La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine, così come non mancano riferimenti a Tim Burton e al suo Edward mani di forbice (io ci ho visto anche qualcosa di Big Fish - La storia di una vita incredibile, film che adoro follemente) o ad uno dei personaggi più iconici di sempre, Morticia Addams. Ho molto apprezzato anche la presenza di animali che, allo stesso modo dei loro padroni, presentano caratteristiche che li rendono unici (gli animali sono sempre presenti nelle opere di dell'artista <3). Insomma, L’incredibile famiglia Appenzell mi è piaciuto veramente tanto. È riuscito a toccarmi nel profondo, a farmi emozionare, a lasciarmi piacevolmente stupita. Si tratta sicuramente di uno dei lavori migliori e più significativi di Lacombe e vi consiglio questa lettura se siete alla ricerca di qualcosa di speciale, un libro che vi aiuti a credere ancora di più in voi stess*, a guardare il mondo con occhi diversi, a non lasciarvi abbattere dai pregiudizi della gente ma a fare dei vostri difetti dei pregi. È una storia splendida, illustrata magnificamente e ve ne innamorerete.

A presto!
xoxo

Fonte immagini: Amazon.it

domenica 31 ottobre 2021

Speciale Halloween: gli spettri nella cultura asiatica e Storie di fantasmi del Giappone di L. Hearn e B. Lacombe.

Ben ritornati adorati Coffeeaholics!
Cosa state organizzando per il tanto atteso Halloween? Vi piace come festività? Io l'adoro e apprezzo il mood festoso e i preparativi con zucche e simili. A questo si aggiunge che da sempre sono un'appassionata di folklore, leggende e miti di ogni nazione, dietro i quali si nascondono spesso figure dell'immaginario fantastico ed orrorifico. Perciò, oggi in occasione della settimana tenebrosa che Coffee&Books dedica al "mostruoso e allo spaventoso", io vi parlerò dei fantasmi nella letteratura asiatica e in particolar modo in quella coreana e giapponese.

Storie di fantasmi del Giappone
di Lafcadio Hearn, a cura di Ottavio Fatica

Prezzo: 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 208
Genere: letteratura giapponese, mitologia, racconti
Illustrazioni: Benjamine Lacombe
Editore: L'ippocampo
Data di pubblicazione: 9 aprile 2021

Illustrando il celebre compendio del folklore giapponese, Benjamin Lacombe offre un tributo al lavoro di Lafcadio Hearn. All’inizio del Novecento, lo scrittore irlandese fu uno dei primi occidentali a ottenere la cittadinanza giapponese: l’amore per la cultura della sua nuova patria lo portò a percorrere le varie province del Paese, al fine di trascrivere le storie di fantasmi e le leggende tramandate di generazione in generazione. In "Storie di fantasmi del Giappone" Benjamin Lacombe sceglie lo stile adatto a ogni racconto, reinterpretando l’ampia gamma del bestiario tradizionale con la sua inimitabile arte. In appendice al volume, alcuni giochi ispirati a quelli tradizionali permettono d’inventare la propria leggenda di yokai. La presente edizione, a cura di Ottavio Fatica, riprende parte dei testi da lui tradotti per Adelphi nella raccolta Ombre giapponesi, completandola con altri, qui proposti per la prima volta al pubblico italiano.

I fantasmi nell'immaginario fantastico occidentale, sono sempre stati pensati come qualcosa di spaventoso, da evitare. Qualcosa collegato alla morte e al fatto che fossero spiriti negativi ritornati o rimasti sulla Terra per tormentare i viventi. Nel mondo orientale invece, la figura del fantasma ha una connotazione diversa e possiamo suddividerla in due parti: una più vicina ad una visione malinconica, triste e di rimpianti; l'altra più tragica, esasperante, vendicativa che può spesso infestare oggetti e luoghi. Sia nel caso della cultura coreana, sia in quella nipponica, i fantasmi spesso sono legati alla natura o a posti particolari, strettamente connessi con la loro morte. E proprio a proposito della cultura orientale, oggi vi parlo di un libro spettacolare contenente storie scritte da Lafcadio Hearn e illustrato nientepopodimeno che da Benjamin Lacombe: sto parlando di Storie di fantasmi del Giappone, volume rifinito nei più piccoli dettagli e pregno di folklore nipponico, frutto degli studi dell'autore vissuto nell'Ottocento. Diverse sono le storie che compongono la raccolta e che ci trasportano in un mondo al limite tra il paranormale e il quotidiano, e diversi sono i personaggi che sotto forma di fantasmi si presentano in scenari a volte onirici, e a volte realistici. 
Personalmente, tra i racconti, quelli che mi hanno colpito in particolar modo sono: Il ragazzo che dipingeva i gatti, dove un ragazzo dipinge gatti su un paravento di un tempio abbandonato e questi ultimi, prendono magicamente vita animati da spiriti buoni; e La storia di Ito Norisuke, narrante le vicende di una donna deceduta in tempi antichi che, in un presente irrealistico, diventa moglie di un vivente samurai che si innamorerà di lei. Ciò che colpisce realmente di questo libro sono le magnifiche illustrazioni di Lacombe che come sempre, con un tratto che richiama ora un mood surreale, ora un mood tipico di Tim Burton, rappresenta egregiamente tutti i fantasmi nella loro malinconia. Sentimento che, nonostante siamo abituati a vedere nelle sue opere e come firma delle sue illustrazioni, in questo frangente viene accentuato dalle atmosfere cupe e da colori che spaziano nella scala dei grigi e dei blu. Inoltre, l'artista rende omaggio alla patria del Sol Levante e dei samurai con uno stile che richiama i disegni del famoso maestro Miyazaki dello Studio Ghibli e degli antichi dipinti giapponesi. 
In conclusione è un libro che oserei definire una piccola opera d'arte che trasporta il lettore, attraverso parole e immagini, in un mondo che assomiglia ad un Grand Guignol tenebroso popolato da fantasmi di ogni risma. 
Voto: 5 tazzine di black camo latte. 
Fonte immagini: Google.

venerdì 18 dicembre 2020

Review Party: "Bambi" di Felix Salten, illustrato da Benjamin Lacombe

Buongiorno, miei cari lettori caffeinomani! ^^
Oggi vi parlo di un libro meraviglioso, edito Rizzoli, che ho avuto modo di leggere negli ultimi giorni e ho letteralmente adorato! Si tratta di “Bambi”, di Felix Salten, nella bellissima edizione della collana curata da Benjamin Lacombe. Questo libro è davvero una piccola e preziosa opera, non solo per come si presenta - se conoscete i libri di questa collana, sapete già quanto sono belli esteticamente - ma anche per ciò che ne costituisce il contenuto, la storia. Vi dirò, non la conoscevo affatto. Ho solo i ricordi vaghi del cartone animato Disney visto giusto un paio di volte, ma ignoravo il romanzo di Salten su cui è basato. Finalmente, ho avuto la possibilità di leggere questa storia e non immaginavo mi sarei innamorata a tal punto. Leggere questo libro è stata un’esperienza meravigliosa, perciò ringrazio enormemente la casa editrice per l’opportunità e per la copia fornitami, e vi invito a recuperare questo libro al più presto perché, credetemi, chiunque merita di conoscere la storia di Bambi.

Bambi
di Felix Salten, illustrato da Benjamin Lacombe


Prezzo: 25,00 euro
Pagine: 188
Genere: classici, ragazzi
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2020

"Bambi" ripercorre i primi anni di vita di un capriolo e le prove che dovrà affrontare. Racconto iniziatico e inno alla natura, evoca vividamente la magia, la bellezza e i pericoli della vita selvaggia. Pubblicato nel 1923 in Germania, il capolavoro di Felix Salten ebbe un grandissimo successo, ma venne proibito poco tempo dopo dalle autorità naziste che vi lessero una "metafora politica del trattamento subito dagli ebrei in Europa". L'adattamento in cartone animato da parte di Walt Disney del 1942 contribuì a oscurare l'opera originale e il suo spessore letterario e simbolico. Benjamin Lacombe riporta alla luce questo testo; alternando carboncino e pittura, illustrazioni e delicati intagli, ci accompagna nella vita del bosco brulicante di esperienze e sensazioni contrastanti.

Se avete visto almeno una volta anche voi il cartone Disney Bambi, saprete già che questa storia riserva momenti traumatici. Qualcuno sicuramente si è ripromesso di non guardarlo più, qualcun altro pensa che non sia una storia adatta a dei bambini. Beh, è tutto vero. Bambi è quel piccolo cerbiatto - o capriolo - che si ritrova a perdere la madre e a doversela cavare da solo nella vita del bosco e contro un nemico sconosciuto, l’uomo. Che non sia una storia per bambini non è del tutto vero, però sicuramente è anche una storia per adulti. Bambi, sostanzialmente, è tante cose. La storia di Salten ci mette sì davanti alle difficoltà degli animali di sopravvivere giorno dopo giorno, ma ci mostra anche un lato che non è solo “pericolo”, bensì “vita”. Bambi ha molto da insegnare e non bisogna essere chissà quanto predisposti ad una lettura tra le righe per cogliere il significato di questa storia, perché è lì, bello chiaro, davanti ai nostri occhi. Non dobbiamo scavare a fondo per trovarlo, ma ci viene offerto in maniera semplice e naturale. Il lettore, come Bambi, apre gli occhi ad un mondo all’inizio sconosciuto e deve imparare a cavarsela lì in mezzo. Deve imparare a comunicare con gli altri animali, deve imparare ad ascoltare i loro versi, i loro segnali, deve imparare ad ascoltare i suoni del bosco, perché la natura stessa gli parla, tramite il fruscio delle foglie, lo scricchiolare dei rami. Pian piano deve imparare anche ad ascoltare se stesso, il proprio corpo, il proprio istinto, i propri bisogni e deve riuscire a diventare ciò che è destinato ad essere, con tutti gli ostacoli che intercorrono nel mezzo. È una storia di crescita, senza dubbio, ma anche di affermazione e consapevolezza. La consapevolezza che tutti devono affrontare delle paure, che nessuno è immune all’imprevedibilità della vita e ai piani di Qualcuno che sta al di sopra. 
Sarà la madre di Bambi la sua prima insegnante, colei che con tutto l’amore tipico di una madre, lo
metterà a parte dei segreti fondamentali per la sopravvivenza, tenendolo sempre al sicuro, ma dandogli anche modo di imparare a camminare sulle proprie gambe, a stare da solo. Ed è proprio la solitudine un’altra cosa importante che insegna questo libro, quella solitudine che va ricercata, quella in cui bisogna immergersi talvolta per poter continuare ad essere se stessi, capire la vita e raggiungere la saggezza. La vicinanza con i suoi simili darà a Bambi modo di conoscersi più a fondo, ma saranno soprattutto gli ammonimenti del Vecchio Principe a fare di lui un essere più adulto e prudente. La vita va assaporata, va goduta, ma bisogna essere sempre accorti e lungimiranti. Ciò che diventerà da grande potrebbe dare l’idea di superbia ma cosa ha passato in realtà Bambi? Cosa ha vissuto? Cosa ha visto? Cosa ha imparato? È una storia bellissima quella che ci viene raccontata da Salten, con tantissime chiavi di lettura, persino una chiave politica. Non sapevo, infatti, che i nazisti videro in quest’opera una metafora contro il trattamento subito dagli ebrei in Europa. In effetti, Salten non scrisse un’opera che era solo un’ode alla natura, ma voleva raccontare quanto la vita fosse un susseguirsi di pericoli, soprattutto nel panorama europeo degli Anni Venti, come leggiamo nell’introduzione di Maxime Rovere all’inizio del volume, e in realtà, il suo era anche un intento di auspicare un ritorno alla natura. Nonostante, però, le tragedie della vita, Salten difende la forza dell’ottimismo, rendendo questo romanzo assolutamente attuale. Bambi è un simbolo di coraggio e di speranza, anche quando la vita ti mette davanti ad ogni genere di difficoltà e dolore. Il suo percorso insegna che la paura è una cosa normale - chi non ne avrebbe di fronte alle imprevedibilità della vita? - ma bisogna imparare a mantenere il controllo, così da abbatterla quella paura, ridurla in un cantuccio, tenerla a bada per non metterci in pericolo. Vedete quando vi dicevo che questo libro ha tanto da insegnare? È davvero così. Ti fa assaporare la vita e la sua bellezza, ma ti fa passare anche attraverso il trauma della morte e della sofferenza. Perché anche il male fa parte della vita, bisogna rassegnarsi a questo, accettarlo. 
Ma parliamo dell’edizione che ho avuto il piacere di leggere. Questo è il terzo libro della collana di Lacombe che leggo e, ve lo assicuro, sono uno più bello dell’altro. Li ho amati tutti. Questa collana ci presenta dei grandi classici ma in una veste inedita e raffinata, accompagnati dalle illustrazioni di bravissimi artisti moderni. Nel caso di Bambi, è stato lo stesso Lacombe a illustrarlo e posso dirvi che sicuramente questo è il volume più bello della collana. Già la copertina è qualcosa di speciale, che ci regala tridimensionalità e profondità, tramite ritagli e intarsi, quasi a volerci accogliere nel bosco ma allo stesso tempo tenerci un passo indietro. Ombre e luci si alternano nelle illustrazioni che troviamo all’interno del volume, ma sono soprattutto i colori a farla da padrone. I colori di una natura vivida e sfavillante. Ogni tanto troviamo disegni al carboncino, altre pagine ritagliate da aprire, come a vivere pienamente un’esperienza all’interno del bosco, dove i rami degli alberi possono offuscare la visuale e per addentrarti devi scostarli. Viviamo il cambiamento delle stagioni nel tema che accompagna ogni pagina, sempre molto dettagliato e affascinante. Ogni illustrazione è un quadro, un’opera d’arte. Ti fermi ad ammirarlo, immobile così come Bambi nei momenti in cui si scruta intorno o ascolta la natura. 
C’è grande tenerezza nell’arte di Lacombe, soprattutto in questo omaggio a Bambi, un romanzo che non nasce per bambini, ma per adulti. Eppure le immagini che scorrono davanti ai nostri occhi affascinerebbero chiunque, per questo motivo mi sento di consigliare questo volume a grandi e piccini. Ai bambini per imparare a diventare grandi e ad affrontare le difficoltà della vita, senza mai perdere la speranza, nemmeno davanti alle prove più dure, e ai grandi per contemplare la bellezza della natura, quella natura che molto spesso ignoriamo, calpestiamo, distruggiamo, per imparare a guardare con sguardo rinnovato un mondo che è molto più vicino al nostro di quanto crediamo. Come farà capire il Vecchio Principe alla fine del libro a Bambi, l’uomo non è al di sopra di tutto, non sa tutto, non è immune alla sofferenza, ma è sullo stesso piano degli animali, come loro ha prove da affrontare sin dalla sua nascita, anche a lui tocca sopravvivere, non è onnipotente. <<Non è da lui che viene tutto ciò che cresce e vive>>. Bambi è una storia magica, intensa, commovente, cruda, meravigliosa. E questa edizione è di una perfezione assoluta. Vi consiglio di cuore di recuperarla e fargli posto nella vostra libreria, ma soprattutto, nel vostro cuore. 

Voto: 5 tazzine piene di caffè per un libro toccante e sorprendente.

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Non perdete le recensioni delle mie colleghe sui loro blog e domani troverete le nostre opinioni anche su Instagram! ;) 

A presto!
xoxo

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