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venerdì 11 novembre 2022

Recensione: "Six Crimson Crane" di Elizabeth Lim (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! Come state? ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di Six Crimson Crane, un fantasy di Elizabeth Lim (autrice conosciuta anche in Italia grazie alla duologia Il sangue delle stelle). Si tratta di un retelling di una fiaba di Andersen, I Cigni Selvatici, ma con elementi di ispirazione orientale. Per saperne di più, leggete la recensione che segue e diteci cosa ne pensate. A presto! ;)

Six Crimson Crane
di Elizabeth Lim

Prezzo: 6,99 € (eBook) 20,89 € (cop. rigida) 10,74 € (cop. flessibile)
Pagine: 464
Genere: fantasy, retelling
Editore: Hodder and Stoughton Ldt.
Data di pubblicazione: 8 luglio 2021
INEDITO IN ITALIA

Shiori'anma, the only princess of Kiata, has a secret. Forbidden magic runs through her veins. Normally she conceals it well, but on the morning of her betrothal ceremony, Shiori loses control. At first, her mistake seems like a stroke of luck, forestalling the wedding she never wanted. But it also catches the attention of Raikama, her stepmother. A sorceress in her own right, Raikama banishes the young princess, turning her brothers into cranes. She warns Shiori that she must speak of it to no one: for with every word that escapes her lips, one of her brothers will die. Penniless, voiceless, and alone, Shiori searches for her brothers, and uncovers a dark conspiracy to seize the throne. Only Shiori can set the kingdom to rights, but to do so she must place her trust in a paper bird, a mercurial dragon, and the very boy she fought so hard not to marry. And she must embrace the magic she's been taught all her life to forswear--no matter what the cost. Weaving together elements of The Wild Swans, Cinderella, the legend of Chang E, and the Tale of the Bamboo Cutter, Elizabeth Lim has crafted a fantasy like no other, and one that will stay with readers long after they've turned the last page.

Il nuovo libro di Elizabeth Lim, Six Crimson Crane, prende ispirazione dalla favola di Hans Christian Andersen I Cigni Selvatici, in cui undici principi vengono trasformati in cigni dalla matrigna e la loro sorella più piccola, cacciata da palazzo, è l’unica in grado di spezzare il loro sortilegio. Sono molti gli elementi in comune tra questo libro e l’opera originale oltre allo sviluppo di base della storia, come ad esempio il vincolo del silenzio imposto alla principessa o il dover lavorare una pianta che provoca dolore, ma questi si intrecciano abilmente con la tradizione mitologica e la simbologia orientale.

La protagonista del libro è la principessa Shiori. Unica e più giovane figlia del re di Kiata, è una ragazzina vivace, golosa, che adora i suoi sei fratelli e con i quali sin da piccola compie scorribande e avventure tra le mura del palazzo e la strade della capitale. L’unica cosa che vorrebbe è stare con la sua famiglia e con i suoi fratelli, desiderio però che si infrange tra le sempre maggiori responsabilità che derivano dalla loro crescita, in particolare nel momento in cui suo padre, il re, le dice che è stata promessa in sposa a un figlio di dignitari di una provincia lontana dalla capitale. Il giorno della cerimonia di fidanzamento è quando iniziano i veri problemi per Shiori e i suoi fratelli. La principessa, per tutta una serie di coincidenze, fa la conoscenza con un drago, un essere quasi leggendario circondato da moltissime dicerie, non molte delle quali positive. Scaltro e impregnato di magia fino al midollo, il drago rimane a lungo nei pensieri della principessa che lo vede come una possibilità di fuga e “ribellione” nei confronti di quello che vede come un futuro già scritto e senza possibilità di scelta per lei. Ma non solo. In un regno in cui la magia è vista come una pratica oscura e pericolosa, collegata a esseri malvagi e demoniaci, la ribelle principessa è in possesso di una piccola frazione di poteri magici, niente di particolare o estremo, ma quel tanto che basta per animare degli oggetti inanimati, come delle piccole gru di carta, e la possibilità offertale dal drago di esplorare ancora un po’ la magia e di aiutarla a meglio padroneggiare quella che già possiede è una tentazione troppo forte per non cedervi.

Quando però viene inaspettatamente tradita dalla matrigna, che lancia un incantesimo/maledizione su di lei e sui suoi fratelli, Shiori si ritrova senza più certezze, famiglia e casa. Viene catapultata in una zona remota e poco ospitale del regno, irriconoscibile per chiunque, separata dai fratelli, che nel frattempo sono stati mutati in sei gru dalle piume del capo color rubino, e impossibilitata a emettere un suono, pena la morte di uno dei principi. Con la loro scomparsa, il regno di loro padre si ritrova sull’orlo di una guerra che forse solo la loro ricomparsa può fermare. La giovane principessa deve dunque imparare a contare sulle sue sole forze e a far affidamento sulla sua inaspettata forza di carattere in modo da poter ritrovare i fratelli, spezzare la maledizione che ha colpito tutti loro e fare ritorno a casa per mettere fine alla lotta politica che vede il re assediato da ogni lato da nemici conosciuti e non. Nel suo percorso avrà inoltre modo di incontrare e conoscere il suo promesso sposo, un giovane del tutto diverso da quello che le era stato prospettato dai dignitari di palazzo e dalla sua fantasia, convinto che dietro la sua sparizione ci sia ben altro di quello che viene fatto trasparire, che pian piano imparerà ad apprezzare e anche ad amare.

Anche quando la situazione sembra a un passo dalla risoluzione però, c’è qualcosa che non quadra e più la protagonista e i suoi fratelli dipanano i fili della situazione che li circonda, più scoprono che le cose non sono come sembrano e anzi sono ben più complicate e ricche di fraintendimenti. Capiscono, infatti, che il loro regno e la vita del padre sono minacciati da un personaggio ben diverso da quello che credevano responsabile e dunque devono ricominciare daccapo le “operazioni di salvataggio”, questa volta con anche un aiuto in più. Spetta, però, a Shiori il compito più arduo e imprevedibile, anche se per saperne di più bisognerà attendere il seguito di questo libro.

Da un punto di vista puramente stilistico la storia è scritta in maniera molto lineare e facilmente godibile, senza troppi giri di parole e generalmente anche molto scorrevole. Unica pecca la descrizione dei fatti. Per mia sensazione, anche dopo aver letto e chiuso il libro, non ho ancora capito se non è successo granché durante lo sviluppo della storia ed è stato solo “allungato il brodo” o se, al contrario, sono successi un sacco di eventi uno dopo l’altro senza che li percepissi; mentre leggevo, infatti, non riuscivo a scrollarmi di dosso la confusione per capire se quello che veniva descritto era rilevante o meno ai fini dell’azione.

Altra cosa un pochino altalenante sono stati i personaggi; tra di essi, a parer mio, i meglio rappresentati e interessanti sono tutti i personaggi secondari, la matrigna, i fratelli, il drago e via discorrendo. La principessa Shiori, per quanto ben costruita e ricca di forza caratteriale, mi è sembrata un po’ cliché, già vista e rivista, così come il suo promesso sposo e il rapporto che si viene a creare tra loro. La matrigna, per esempio, l’ho trovata al contrario un personaggio complesso e affascinante, la cui storia non viene svelata e non si riesce a comprendere bene sino alla fine; probabilmente è il personaggio migliore di tutta la storia.

Mi sono piaciuti molto tutti i vari riferimenti alla favola di Andersen, li ho trovati ben presenti e molto ben rielaborati e uniti con la tradizione e il simbolismo orientale; in effetti si potrebbe proprio dire che questo libro è la versione “nipponica e approfondita” della favola originale. Rimangono ancora molti dettagli da approfondire e definire, come ad esempio in che modo può tornare utile a Shiori quel poco di magia che possiede, ma confido che nel secondo volume troveremo maggiori chiarimenti.
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 6 settembre 2021

Review Party: "Unravel the Dusk" di Elizabeth Lim

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi si conclude il Review Party dedicato alla duologia “Il sangue delle stelle”, di Elizabeth Lim. Entrambi i libri sono usciti il 31 Agosto. Le recensioni del primo libro sono uscite proprio quel giorno (trovate la mia QUI), mentre oggi, su tutti i blog partecipanti all’evento, trovate quelle di “Unravel the Dusk”. Ringrazio nuovamente Silvia di Hook a Book per aver organizzato il review party e la casa editrice per la copia digitale fornita in cambio di un’onesta opinione.
!!Attenzione: possibili SPOILER del primo libro se non l'avete ancora letto!

Unravel the Dusk
di Elizabeth Lim

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 348
Genere: fantasy, high-fantasy, young adult
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 31 agosto 2021

Maia Tamarin ha già dimostrato di essere la più abile sarta del paese. Ha sbaragliato gli altri concorrenti nella gara con cui l'imperatore ha scelto il nuovo sarto imperiale. Ha viaggiato fino ai confini del mondo per procurarsi la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle. E con questi tesori ha cucito tre abiti magici, ciascuno degno di una dea. Ma le prove per lei non sono ancora terminate. Al ritorno dal suo viaggio, il regno è sull'orlo della guerra e Edan, il ragazzo che ama, è sparito. Forse per sempre. La guerra che impazza non è niente a confronto della battaglia che Maia combatte contro se stessa. Da quando è stata marchiata dal demone Bandur non è più la stessa... La posta in gioco è più alta che mai, ed è solo questione di tempo prima che Maia si perda completamente. Ma non si fermerà davanti a nulla pur di ritrovare Edan, proteggere la sua famiglia e garantire al suo paese una pace duratura.

La duologia di Elizabeth Lim mi ha regalato sensazioni contrastanti. Se da un lato sono riuscita ad apprezzarne la scrittura fluida e accattivante, come anche l’idea di base originale, dall’altra mi ha un po’ deluso perché alcuni elementi non li ho trovati pienamente soddisfacenti. Nel primo libro Maia, la nostra cucitrice che riesce a ottenere il ruolo di sarto imperiale e che confeziona per Lady Sarnai degli abiti magici, mi era sembrata una marionetta nelle mani del Lord Stregone Edan (stregone di cui, tra l’altro s’innamora). Ma in Unravel the Dusk, Maia per gran parte della storia, sarà da sola ad affrontare le conseguenze delle sue azioni e, con Edan lontano dalla scena, riesce ad emergere finalmente la sua figura come si deve. Le mancanze che avevo riscontrato nel primo libro riguardo il suo personaggio sembrano in parte risolte e di Maia il lettore può conoscerne nuovi aspetti, può sentirne il forte legame con la famiglia, a cui non smette di pensare, e il suo spirito di sacrificio nel provare a dare una mano all’imperatore affinché si compia il matrimonio con Lady Sarnai e il perfido shansen non trovi una nuova scusa per fare guerra ad A’landi. Maia Tamarin farà del suo meglio per evitare che questo accada, prendendo addirittura il posto della sposa quando questa verrà ferita gravemente da uno degli abiti da lei confezionati. Gli abiti, come abbiamo visto nel primo libro, custodiscono una grande magia e sono chi li ha confezionati può indossarli. Ecco perché Maia dovrà fingersi ancora qualcun altro e fare in modo che nessuno scopra il suo tranello. Ma sarà credibile nelle vesti di Lady Sarnai? Riuscirà a convincere lo shansen di essere la figlia? O si tradirà in qualche modo?

<<La magia era il sangue delle stelle che cadeva dal cielo, la melodia delle mie forbici incantate, ansiose di trasformare filati e speranze in un miracolo.>>

Anche questa prima parte del romanzo, come era stato per Spin the Dawn, procede spedita. Tra le mura del palazzo si celano segreti e si festeggia un grande evento ma non tutto andrà come previsto, perché Maia dovrà anche fare i conti con un potere nuovo, quello che sgorga dentro di lei dopo essere stata marchiata dal demone Bandur, un potere oscuro che non smette di richiamarla a sé e che la costringe ad essere meno lucida quando c'è più bisogno di lei. In tutto ciò, trova comunque un modo per entrare in contatto con Edan, ma per quanto lui provi a tenerla lontana da ciò che l’aspetta, Maia non riuscirà a impedirlo. La seconda parte, sebbene sia abbastanza avvincente è anche piuttosto lunga, ma non mancano vicende capaci di tenere il lettore incollato alle pagine, anzi è probabilmente la parte migliore e più interessante. Maia continua a combattere contro il richiamo dei fantasmi di Lapzur, la terra di cui dovrebbe diventare guardiana al posto di Bandur. Anche in questo caso, seppure Edan le sia accanto, la vediamo prendere in mano la situazione e difendersi con le sue sole forze, un decisivo passo avanti rispetto alla Maia del primo libro.

<<Il suo potere sembrava gravare ogni giorno di più su di me, che non lottavo contro l'oscurità che avevo dentro ma non la abbracciavo neppure. Non ancora.>>

In generale, Unravel the Dusk mi è piaciuto di più di Spin the Dawn, Maia ha finalmente avuto uno sviluppo migliore, ci sono vicende molto più intriganti e meno banali, addirittura una guerra da smorzare, demoni da abbattere e un destino da respingere. In tutto ciò, restano sempre degli elementi a non convincermi del tutto, ovvero la magia delle forbici e degli abiti di Amana e il worldbuilding che non è approfondito abbastanza da farmi realmente sentire all’interno della storia. È un libro, ancora una volta, con dei pro e con dei contro, ma stavolta i pro superano i contro. Se al primo libro ho dato 4 stelle un po’ incerte, stavolta le do con maggiore sicurezza, perché con Unravel the Dusk si ha un’esperienza di lettura diversa, meno infantile e più adeguata al target. È un libro molto più avventuroso e di Maia esploriamo i lati migliori ma anche quelli più oscuri. Lo stile, come già detto, è uno dei punti di forza di questa duologia, perché l'autrice ha la capacità di farti divorare le pagine, nonostante talvolta alcune cose non convincano del tutto. Ho trovato un po' ripetitive certe parti, anche la storia degli abiti "il sorriso del sole, le lacrime della luna, il sangue delle stelle" è troppo snervante per quante volte viene detto, ma salvo alla fine la duologia perché, oggettivamente parlando, è una storia che può affascinare grazie all'elemento fiabesco, ai numerosi imprevisti, alla parte romance (<<Eravamo come il sole e la luna, che condividevano le stesse stelle e lo stesso cielo>>) e alla presenza di leggende che si rifanno al mondo orientale. E poi, come già detto l'altra volta, questa serie può tranquillamente essere un'ottimo guilty pleasure per chi magari è interessato ad un fantasy diverso ma non disdegna una lettura più leggera, ricca di magia.
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

martedì 31 agosto 2021

Review Party: "Spin the Dawn" di Elizabeth Lim

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi esce la duologia di Elizabeth Lim “Spin the Dawn” e “Unravel the Dusk” che ho avuto modo di leggere grazie a Silvia di Hook a Book che ha organizzato questo evento. In questa prima giornata troverete su tutti i blog partecipanti la recensione di Spin the Dawn, mentre quella di Unravel the Dusk arriverà il 6 settembre. Ringrazio anche la casa editrice per la copia digitale omaggio, in cambio di un’onesta opinione.

Spin the Dawn
di Elizabeth Lim

Serie: Il sangue delle stelle #1
Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Genere: fantasy, high-fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 31 agosto 2021

Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…

<<Per tutta la vita mi era stato ripetuto che non potevo fare certe cose perché ero una ragazza. Ebbene, quella era la mia occasione per scoprirlo. L’unica cosa che potevo fare era coglierla.>>

Spin the Dawn
era uno dei libri che desideravo di più leggere tra le novità di quest’anno. Dopo la delusione de La stirpe della Gru, speravo tanto che almeno questo fantasy dalle caratteristiche orientali potesse essere migliore e conquistarsi un posto nel mio cuore. Ci ho creduto tanto, forse troppo, ecco perché mi sono ritrovata a concludere il libro sentendomi in difficoltà nel dare un voto a ciò che avevo letto. La storia non mi è dispiaciuta, però mi aspettavo qualcosa di diverso. Il romanzo si basa su degli elementi sicuramente originali perché non mi era capitato di leggere altrove di sarti e abiti magici. Questi elementi sono stati l’incentivo che più di ogni altra cosa mi ha spinto a leggere la duologia della Lim. Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima, abbiamo modo di conoscere Maia Tamarin, figlia di un sarto rispettato ma caduto in disgrazia, dopo la morte della moglie. I tre figli maschi partono per la guerra, due non tornano più e uno fa ritorno gravemente ferito. La bottega tira avanti solo grazie al contributo di Maia, che ha imparato a tessere e a dipingere in maniera magistrale e fa degli squisiti lavori sartoriali mentre il padre si crogiola nel suo dolore. Maia sogna di diventare un mastro sarto famoso e di lavorare per l’Imperatore e, un giorno, questa occasione le si palesa davanti. Alla porta di casa sua si presenta un uomo incaricato di invitare il padre o il fratello a palazzo perché è stata indetta una gara per trovare il nuovo sarto imperiale. Ma il fratello non sa tenere un ago in mano e il padre non è in condizioni adeguate per partecipare ad alcuna gara, così Maia decide di vestire i panni di ragazzo, fingendosi il fratello, e di accettare l’invito. Prima di partire, il padre le consegna delle forbici “speciali” che la aiuteranno quando ne avrà bisogno. Nei panni di Keton Tamarin, Maia raggiunge il palazzo e si ritrova a dover mettere alla prova il suo talento insieme a quello dei mastri sarti più famosi di tutta A’landi. A commissionare loro indumenti sarà Lady Sarnai, la principessa promessa sposa all’imperatore Khanujin. È importante che la soddisfino in tutte le sue stravaganti richieste perché il bene dell’impero si regge sul legame tra i due, un legame molto fragile tra due nemici che devono cercare di mettere fine alle divergenze e col loro matrimonio portare la pace. Qualsiasi insoddisfazione potrebbe spingere la capricciosa e ostile Lady Sarnai a non mantenere la parola con l'imperatore.

La prima parte del romanzo, relativa alla gara, è stata quella che ho trovato più interessante e scorrevole, forse proprio per la singolarità dell’argomento trattato. Maia appare come una ragazza decisa, che sa il fatto suo e proprio per questo mi è risultata subito simpatica. Essendo donna le sono state sempre precluse molte cose, ma lei vuole dimostrare di essere capace di fare anche le cose concesse solo agli uomini. Ecco perché si lancia in un’impresa ardua e quasi impossibile, con il rischio che, se la scoprono, la sua vita sarà in pericolo come anche quella del padre e del fratello rimasti a casa. Tutto dipende da lei. Quando si rende conto che le forbici che le ha lasciato il padre, tramandate da una nonna, sono magiche e possono letteralmente compiere miracoli, decide però di non usarle e se la cava soltanto per pura fortuna o, meglio, grazie a Edan. E già qui il suo personaggio ai miei occhi è cambiato, perché mi ha dato l'impressione di esistere solo in funzione di Edan, tutto ciò che riesce a compiere è quasi sempre merito di Edan. Lui è lo stregone di corte, uno stregone molto potente al servizio dell’imperatore. Improvvisamente, sembra provare dell'interesse per lei e i suoi lavori e la aiuterà a tirarsi fuori dai guai o a farsi notare da Lady Sarnai. Il segreto di Maia, però, è sempre più minacciato e tenere nascosta la sua vera identità mentre cerca di cucire meglio degli altri e senza aiuti magici le costerà davvero tanto sforzo.

La seconda parte riguarda il viaggio e si tratta di quello che Maia deve compiere per procurarsi degli oggetti particolari per creare degli abiti impossibili. Lady Sarnai, infatti, tirando in ballo un’antica leggenda, pretende che il sarto imperiale scelto confezioni per lei un abito intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. Anche in questo caso, Maia potrà contare sullo stregone Edan, che la seguirà per assicurarsi che riesca a procurarsi tutto il necessario. Questa parte è veramente lunga e lenta e penso che parecchie cose potessero essere tagliate, perché non sempre mi sono sembrate utili al fine dei protagonisti. Durante questo viaggio succede davvero di tutto, Maia e Edan dovranno affrontare tantissime sfide e pericoli e, nel frattempo, avranno anche modo di conoscersi meglio, avvicinarsi e innamorarsi. La parte romance non mi è dispiaciuta, se devo essere sincera, anche se l’interesse di Edan mi è sembrato un po’ troppo repentino. Quello che mi ha dato più perplessità è stato il modo in cui riescono a recuperare il sorriso del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle (e a infilare tutto in delle noci). Sono espedienti talmente assurdi e poco credibili, pure per un fantasy, che ho fatto fatica a immaginare questi passaggi nella mia mente. Anche il fatto di "cucire la magia" è veramente fuori di logica, eppure, a modo suo, la Lim ha dato un senso a queste cose impensabili e ci ha costruito sopra due romanzi.

Della terza parte non posso dirvi molto perché c’è il rischio di fare spoiler, ma posso dire che la lettura è tornata ad essere piacevolmente scorrevole e si creano delle situazioni che non vedi l’ora di capire come si risolveranno (ma per capirlo bisognerà leggere il secondo libro). Quello che mi sarebbe piaciuto trovare era una maggiore caratterizzazione della protagonista. Di solito i protagonisti, soprattutto se voci narranti, sono quelli caratterizzati meglio, ma Maia è quasi inconsistente e se mi era piaciuto che volesse farsi valere come donna nell'accaparrarsi un ruolo destinato unicamente agli uomini, non sempre l'ho trovata all'altezza di questo ideale preposto. Di lei scopriamo veramente poco, Maia non si apre al lettore, seguiamo le sue vicissitudini, le sue avventure, ma non si riesce a empatizzare con il suo personaggio che resta solo la sarta che vuol fare il salto di qualità, la ragazza caparbia che vuole vincere a tutti i costi per non patire più la fame. Ma oltre questo cosa c'è? Certo un po' di coraggio le può essere attribuito ma se pensiamo che è Edan quello che la tira sempre fuori dagli impicci e che le suggerisce come fare le cose, questa definizione acquisisce tutto un altro significato. Forse nel finale la vediamo fare un passo verso qualcosa di diverso, fa un voto ad una potente divinità ed è disposta a rischiare la sua vita per salvare quella di chi ama, ma staremo a vedere se nel secondo volume ci sarà un’evoluzione rilevante o meno. Me lo auguro. L’unico personaggio che, probabilmente, si può definire più interessante è Edan. Se in un primo momento resta molto enigmatico e misterioso, pian piano impariamo a conoscerlo meglio, soprattutto durante il viaggio insieme a Maia alla ricerca degli oggetti magici. Ecco, di lui ci vengono rivelati parecchi dettagli intriganti, del suo passato e anche del suo presente, della sua magia, del suo voto, del legame con l’imperatore e molto altro. È un personaggio che si costruisce pezzo per pezzo come un puzzle e alla fine riesci ad avere un quadro completo e a capire meglio la sua personalità e determinati atteggiamenti. Mi è piaciuto anche il modo in cui si è messo a nudo con Maia o il fatto che fosse disposto a tutto per proteggerla e saperla felice, ma ho come l’impressione che abbia già espresso tutto il suo potenziale e che nel secondo volume non sarà altrettanto interessante. Staremo a vedere…

Un’altra cosa che volevo dire su questo romanzo è che viene presentato come retelling di Mulan e Aladdin ma se per Aladdin posso capire che ci siano degli elementi che un po’ lo ricordano, soprattutto nella seconda parte (il jinn e il tappeto volante), per  Mulan i riferimenti mi sono sembrati un po' forzati, non basta che ci sia un’ambientazione orientale e che la protagonista si travesta da uomo per paragonarlo a Mulan, secondo me. E parlando di ambientazione, purtroppo non ne sono rimasta così colpita. Per gran parte del romanzo le vicende sono ambientate a palazzo, l’altra metà la protagonista va alla ricerca di oggetti magici ma del territorio che attraversa vediamo davvero poco perché il suo punto di vista si concentra su altre sciocchezze. Il worldbuilding è veramente mediocre, nemmeno delle divinità citate si riesce a capire qualcosa o della guerra che imperversa. Viene tutto solo accennato e ne viene data una definizione scarsa, giusto per non sembrare cose buttate lì a caso. Ma quattro parole in croce per dare vita a un elemento tanto importante per me non sono sufficienti. Questo aspetto avrei voluto fosse approfondito meglio, Spin the Dawn avrebbe potuto essere davvero una duologia bellissima, oltre che ricca di magia anche se assurda, anche con belle e dettagliate ambientazioni (non avrei creduto di poterlo dire, ma rimpiango il worldbuilding complesso e soporifero de La città di ottone) e personaggi più definiti. Invece, abbiamo una storia che sì, cattura per la sua scorrevolezza ma non come dovrebbe fare un romanzo fantasy che si rispetti, perché mi ha dato più l’impressione di essere una fiaba per ragazzi o un middle-grade, una storia carina ma non indimenticabile. 

In definitiva, il romanzo mi ha intrattenuta bene, la storia si legge in un soffio e c'è tanta magia, c'è folklore e c'è fiaba, però resta una storia che potrebbero apprezzare maggiormente i lettori giovani, perché per quanto mi riguarda ho letto fantasy migliori. Spin the Dawn non manca di difetti, ma potreste apprezzarlo se amate le storie dai tratti orientali e ricche di magia e avventura, con una buona componente romance. Ero indecisa tra 3,5 e 4 come voto, alla fine darò 4 (sono proprio generosa) perché, sebbene non mi abbia del tutto conquistata, ci sono dei dettagli che ho apprezzato e potrei definire una lettura del genere come un buon guilty pleasure. Alla fine, è vero che ho letto fantasy migliori, ma ne ho letti anche di peggiori e questo si pone esattamente in mezzo. Non è il fantasy della vita ma è una lettura che intriga e scorre bene ;) Fatemi sapere se avete letto questo libro o se lo leggerete, aspetto i vostri commenti ;) Vi ricordo, ancora una volta, che la recensione di Unravel the Dusk sarà disponibile sui blog partecipanti all'evento giorno 6 settembre. 

A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest e Google immagini

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