coffee_books
Visualizzazione post con etichetta Elle McNicoll. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elle McNicoll. Mostra tutti i post

lunedì 1 settembre 2025

Recensione: "Come una maledizione" di Elle McNicoll (a cura di Ms Rosewater)

Buon lunedì, lettor*! ^^
Primo giorno della prima settimana di un nuovissimo mese, quant* come me emozionat* per le vibes autunnali che iniziano a sentirsi nell'aria? Io appena termina agosto sono già in modalità zucche e zucchette e letture dark academia :P Ma vediamo oggi cosa ha letto la nostra Ms Rosewater, che come sempre ci regala una delle sue accurate recensioni. Elle McNicoll è un'autrice di cui ha parlato spesso qui sul blog e della quale penso abbia letto tutto. Come una maledizione è il suo ultimo romanzo, nonché il seguito di Come un incantesimo. L'avrà conquistata come i precedenti? Vi lascio alla sua opinione e, se vi va, ricordatevi di lasciarci un commentino, ci fa sempre tanto piacere leggerli :) A presto!

Come una maledizione
di Elle McNicoll

Prezzo: 16,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 272
Genere: libri per ragazzi, fantasy
Editore: uovonero
Data di pubblicazione: 28 marzo 2025

Dopo le magiche avventure narrate in Come un incantesimo, è in arrivo l'atteso secondo volume di una dilogia fantasy con protagonista una coraggiosa ragazzina neurodivergente. Edimburgo è una città piena di creature magiche. Nessuno può vederle... tranne Ramya Knox. Bloccata a Loch Ness mentre Edimburgo cade sotto il controllo di una sirena terribilmente potente, Ramya Knox è frustrata. Dovrebbe imparare la magia da sua zia Opal, ma non sta andando tutto liscio come sperava. Mentre cerca di salvare i suoi amici del Popolo Nascosto in città, segreti a lungo sepolti vengono alla luce e le leggende prendono vita. Ramya sa di essere diversa, sa di essere una strega. Ma ora deve imparare il vero significato dei suoi poteri... prima che tutto ciò che ama vada perduto.

Elle McNicoll
ha probabilmente cercato attraverso i suoi precedenti (ottimi) romanzi un carattere al quale affidare più avventure e lo ha giustamente individuato in Ramya, la giovane strega neurodivergente, disprassica, stilosa e dal carattere impulsivo che avevamo conosciuto qualche mese fa in Come un incantesimo: Ramya viene da una famiglia di streghe e riesce a vedere oltre il Glamour, ovvero il travestimento che le creature magiche assumono per non essere viste dagli umani.

Il volume precedente si chiudeva con una rivelazione per la bambina e la scoperta del proprio potenziale nonché lo scioglimento di un segreto a lungo tenuto in famiglia. Questo si apre in un luogo isolato, lontano dalla città, Loch Ness. È evidente che a Edimburgo è successo qualcosa di inquietante e pericoloso e Ramya col cugino Marley si trovano a casa della nonna, mentre le tre sorelle (Cassandra, la madre di Ramya e le due zie Leanna e Opal) e la nonna preparano in gran segreto una contromossa. Opal, anche lei neurodivergente e per questo molto vicina alla protagonista, dà alla nipote lezioni di magia e di vita che però Ramya comprende solo in parte, ansiosa com'è di mettersi alla prova come strega e dimostrare quanto è speciale.

È bello ritrovare i personaggi di Come un incantesimo (sia buoni che cattivi), anche se l'atmosfera è decisamente diversa, più cupa: sfruttando una location misteriosa e magica per antonomasia (Loch Ness, appunto), l'autrice aumenta la gradazione fantasy ripassando l'intero repertorio, unicorni esclusi. Ecco allora Ramya volare a cavallo di un drago, lanciare incantesimi che ricordano alcune battaglie magiche dei cartoni animati giapponesi, e arrivare addirittura all'interno di un vulcano spento dove si dice avesse sede la Tavola Rotonda di Re Artù. Mancano solo i templari. Scherzi a parte, è il mio gusto, ma a volte c'è un po' di sovraccarico da fantasy.

Ramya ha una personalità complessa, a volte perfino un po' irritante, ma poter trovare un difetto in un personaggio positivo e viceversa un lato amabile in uno negativo è, non solo ciò che distingue un carattere da una funzione, ma ciò che (scoprirà la stessa Ramya) permette di mettersi nei panni dell'altro. In lei si riconoscono atteggiamenti che chi lavora con la disabilità osserva spesso, ad esempio la ricerca di scorciatoie e un impegno altalenante anche verso obiettivi che la attraggono; stremata dalle logiche della scuola che la costringono a inseguire il gruppo facendo inutili e ripetitivi esercizi piuttosto che imparando con i suoi tempi e sfruttando le proprie capacità, Ramya non ha energie residue neanche per sviluppare il proprio talento di strega e spera di farcela senza fare troppa fatica.

Ma questa volta abbiamo anche l'occasione di conoscere meglio Marley, il cugino conforme e studente modello che un po' soffre di non essere incluso nel circolo della magia di famiglia, ma darà il suo contributo, supportando la cugina e dandole talvolta dei limiti razionali. Compaiono poi nuovi amici, come Alona, una driade affine al mondo vegetale, e nuovi nemici, ad esempio il druido o la geniale increspatura, una creazione che smuove le emozioni più profonde e rappresenta quasi un concetto filosofico.

Protagoniste assolute, nel bene e nel male, sono comunque le donne, che siano streghe o sirene, bambine, ragazze o adulte, a loro l'autrice affida le forze della Natura, l'acqua, il fuoco, la flora, la voce. Sono il nucleo della famiglia a cui appartiene anche Ramya, le custodi della magia e le protettrici del Popolo Nascosto e del mondo. Alla maggiore consapevolezza della protagonista corrisponde una nuova complessità psicologica e morale delle situazioni e dei livelli di lettura; le tematiche di Come un incantesimo, alcune trasversali a tutta la produzione di McNicoll, vengono ulteriormente sviluppate e Ramya impara a comprendere meglio i sentimenti delle persone che la circondano (primo tra tutti Marley), spostando progressivamente la propria attenzione dal solo sé a includere gli altri.

La partenza è lenta, per rielaborare gli eventi del romanzo precedente e introdurre la nuova situazione, costruendo una storia che non è un semplice un proseguimento né tanto meno una copia, il ritmo e l'intensità del racconto aumentano col procedere della vicenda, diventando sempre più appassionanti (le ultime 50 pagine le ho lette in una sola sessione).

Se amate quest'autrice ancora una volta non sarete delusi, e se non la conoscete riuscirete a perdonarle anche il sovraccarico fantasy.

Mrs Rosewater



Photo credit: @lisapavesi

Copia omaggiata dalla casa editrice Uovonero, che ringraziamo di cuore.

venerdì 19 luglio 2024

Recensione: "Come un incantesimo" di Elle McNicoll (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor! ^^
Scusate la lunga assenza dal blog, ma sono stati dei mesi un po' duri per me. Se avete letto qualcosa nelle mie storie Instagram, saprete che ho perso mio padre il mese scorso, e purtroppo qualche giorno fa anche mia nonna. Il ritardo perciò nella pubblicazione delle recensioni è dovuto al fatto che ho avuto bisogno di prendermi del tempo per rimettermi in sesto. Ho continuato a leggere, perché sono sempre convinta che la lettura sia la miglior àncora di salvezza nei momenti più bui, e perché avevo davvero bisogno di distrazione, di staccare la mente dalla tristezza. La mia recensione di Saltblood arriverà la settimana prossima (a causa dei motivi sopracitati), ma oggi non vi lasceremo all'asciutto. La nostra Ms Rosewater ha scritto una bellissima recensione su Come un incantesimo, l'ultimo romanzo di Elle McNicoll pubblicato da Uovonero, una storia magica e sorprendente che vi farà innamorare. Ve la proponiamo nella rubrica di nuova adozione Inclusion Books, inaugurata proprio da Ms Rosewater con un altro titolo di Elle McNicoll (QUI). Fateci sapere che ne pensate e se avete intenzione di leggere questo libro ;)
Un grazie infinito alla casa editrice Uovonero per la copia inviata in cambio di un'onesta opinione e grazie anche a La Chicca Ufficio Stampa.

Come un incantesimo
di Elle McNicoll

Prezzo: 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 180
Genere: ragazzi, fantasy
Editore: Uovonero
Data di pubblicazione: 29 marzo 2024

Edimburgo è una città piena di creature magiche. Nessuno le può vedere per come sono realmente, tranne la dodicenne Ramya Knox. Quando viene coinvolta nel mondo di segreti e incantesimi della sua famiglia, Ramya si mette al lavoro per scoprire la verità sul Popolo Nascosto, con tre sole parole di avvertimento da parte di suo nonno: Attenzione alle sirene. Lo scopo della sua missione è quello di andare oltre gli stereotipi e i falsi miti, e di scoprire quali sono le reali caratteristiche delle creature magiche, che a volte sono anche molto diverse da quelle che la letteratura e il cinema vogliono farci credere. Ramya è disprassica, e la disprassia non è esattamente la caratteristica migliore per una strega. Ma, immersa in un'avventura che cambierà tutto per lei e per gli altri, tra vampiri gentili e fate inquietanti, Ramya scoprirà presto che i suoi poteri sono molto più forti di quanto avesse mai immaginato.

Una delle cose più belle per un lettore è seguire la crescita di uno scrittore in itinere, scoprendo le ricorrenze e i nuovi temi della sua produzione nel momento in cui emergono. La maggior parte degli autori a me cari purtroppo è defunta da tempo e questo particolare aumenta la sorpresa e il piacere con cui affronto i libri di Elle McNicoll, scrittrice scozzese che rappresenta la neurodivergenza tessendola nell'ordito delle sue storie. Gli elementi che tornano spesso nelle sue storie sono la famiglia, la perdita, il fantastico e la magia. Quest'ultima, dopo essere stata ricordo in Una specie di scintilla e infida tecnologia futuribile in Mostraci chi sei, si materializza finalmente nel qui e ora nelle pagine di Come in un incantesimo.

La protagonista è ancora una volta una ragazzina quasi adolescente, Ramya, che vive a Edimburgo con i genitori. E' disprassica, i suoi movimenti sono talvolta goffi, ha difficoltà a scrivere e né i genitori, che appaiono giudicanti, né la scuola, che la costringe a faticose e inutili classi di recupero, hanno mai saputo leggere le sue potenzialità e valorizzare la sua intelligenza, facendola crescere incattivita e disillusa.

Il nonno materno è l'unico a vedere il suo talento e quando muore, Ramya riceve in eredità un libro che solo lei può leggere e che sarà suo compito completare, raccogliendo informazioni sulle creature magiche che popolano la città. E' così che comincia a scoprire i propri poteri, il mondo che si cela dietro a quello visibile a tutti e a ricucire i rapporti sfibrati nella sua famiglia.

Ramya è una protagonista diversa rispetto alle precedenti, più decisa, rifiuta di obbedire a comandi che non condivide e conserva la tenacia e l'idealismo di Addie (Una specie di Scintilla) e il coraggio di Cora (Mostraci chi sei): come loro non si vergogna di sé stessa, anche se le circostanze la fanno sentire emarginata e non compresa, non desidera mai essere diversa. Addie e Cora erano supportate dalla famiglia mentre lei non si sente appoggiata dai propri genitori e si trova ostacolata da segreti che hanno provocato la dissoluzione dei legami con le zie sorelle di sua madre e i nonni, ancora una volta marginalizzata dal gruppo che più di tutti dovrebbe includerla, e non per colpa sua. Tuttavia, va avanti, anche da sola, per portare a termine la sua missione e riappropriarsi della sua storia.

Conoscerà così un popolo costretto all'invisibilità, che conserva l'anima magica e profonda di Edimburgo, nascosto dietro un incantesimo che gli permette di mescolarsi agli umani.

La neurodivergenza è un carattere fondante dei personaggi di McNicoll e la scintilla da cui scaturiscono le sue storie, ma per quanto sia importante nella sua narrazione e le protagoniste affrontino tutte le difficoltà che un giovane neurodivergente incontra, non è mai l'unico centro d'interesse della trama, allargando l'orizzonte dei lettori alle relazioni, all'amicizia, e affermando di fatto la normalità dell'eccezione, a maggior ragione in questo nuovo romanzo ricco di metafore, in cui l'Edimburgo magica è resa con una facilità e una naturalezza che rendono una vicenda fantastica del tutto plausibile anche per il lettore scettico che - come la sottoscritta - non si trova a suo agio col fantasy.

Come un incantesimo è un'ulteriore evoluzione della scrittrice verso una narrativa sempre più raffinata, un libro appassionante che dà veramente piacere leggere, entusiasmerà i ragazzi e sono certa troverà molti estimatori tra gli adulti. La buona notizia è che a ottobre è prevista addirittura l'uscita di un seguito, Come una Maledizione.

Ms Rosewater


Fonte immagini: Google immagini, Pinterest

martedì 17 ottobre 2023

Nuova rubrica: Inclusion Books - "Mostraci chi sei" di Elle McNicoll (a cura di Ms Rosewater)

Negli ultimi anni l'editoria ha introdotto sempre più tematiche che assumono valore sociale, a partire soprattutto dai libri per ragazzi, e tra queste la disabilità e le neurodivergenze occupano una fetta considerevole. Se in passato i libri su questi temi erano soprattutto di testimonianza (basti citare Temple Grandin e la sua opera sull'autismo), la narrativa era dominata da autori che spesso conoscevano la disabilità e la neurodivergenza solo per un interesse personale. Oggi leggiamo storie scritte da chi vive queste condizioni in prima persona (qualcuno ricorderà Una specie di scintilla recensito qualche tempo fa su questo blog) o la frequenta come operatore, studioso, talvolta genitore.
Questo cambiamento è importante perché l'espressione di disabili e neurodivergenti passa attraverso linguaggi letterari narrativi e artistici, nascono personaggi che si fanno non solo tramite di un nuovo immaginario in cui riconoscersi ma anche di un linguaggio nuovo, e ci danno una misura di come stia cambiando la visione della disabilità in generale.
Un romanzo o un racconto che parla di questi argomenti non è più interessante solo per l'opportunità che offre di avvicinarsi a questi temi, viene sottoposto anche a un'analisi letteraria (per quanto semplice).

Per tutti questi motivi ci è sembrato interessante proporre questa rubrica su letteratura e disabilità, e il recente Premio Strega (che prima o poi recensiremo) conferma il crescente interesse per questi argomenti.
Non possiamo assicurare una frequenza fissa, ma vogliamo recensire libri soprattutto di narrativa, anche se non mancheranno saggi e fumetti, e soprattutto opere di autori disabili o neurodivergenti, ma pure di scrittori che senza un coinvolgimento personale sono in grado di raccontarle.

Ms Rosewater
(assistente alla comunicazione per studenti sordi e pluridisabili)

Mostraci chi sei
di Elle McNicoll

Prezzo: 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 329
Genere: narrativa ragazzi
Editore: Uovonero
Data di pubblicazione: 31 marzo 2022
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Quando Cora, ragazza neurodivergente, viene trascinata controvoglia a casa del capo di suo fratello, non si aspetta certamente di trovare un nuovo amico: Adrien, il figlio dell'intimidatorio CEO di Pomegranate Technologies. Passo dopo passo entrerà a far parte della vita del ragazzo, e verrà irresistibilmente attratta dai misteriosi progetti dell’azienda di suo padre. Pomegranate sta usando l'IA per creare degli ologrammi - i Gram -, del tutto identici alle persone reali di cui sono una copia virtuale. Una vera rivoluzione tecnologica, non priva di conseguenze controverse. Scavando più a fondo, però, Cora scoprirà segreti ancora più oscuri...

Elle McNicoll aveva di fronte la prova del nove per molti autori, scrivere il secondo romanzo (o album musicale o film...) dopo un esordio di grande successo. Avrebbe potuto semplicemente ricalcare le orme di Una specie di scintilla e rimanere in un territorio sicuro, ripetendo gli schemi e assicurandosi comunque il successo. Ha scelto, invece, di crescere e osare, scrivendo un romanzo che tratta di neurodivergenza allargando il punto di vista alla percezione dei famigliari, al loro rapporto con la condizione dei figli e toccando temi complessi come quello del lutto e di come affrontarlo con i ragazzi (tutti).

Le trame di quest'autrice non sono semplici e lineari, se il precedente libro ci aveva sorpreso per la ricchezza di immagini e l'idea d'intrecciare la caccia alle streghe dei secoli passati alla neurodivergenza e alla disabilità, in questo va a fondo di questioni spinosissime come la possibilità di eliminare (anche se virtualmente) caratteristiche (compresi ADHD e autismo) che rendono ogni persona sé stessa ma che ancora rappresentano sia una sfida alle relazioni di qualsiasi tipo (genitori e figli, amici, ecc.) sia un'eccezione alla presunta norma.

Cora è la giovanissima protagonista, autistica come Addie di Una specie di scintilla, ma con un carattere e una storia molto diversi: la sua infatti è una famiglia modesta che non sembra avere tutti gli strumenti e la risolutezza per affrontare le difficoltà che la ragazza incontra quotidianamente fuori di casa. E se pure entrambe le ragazze non parlano a casa del bullismo cui sono sottoposte a scuola, Addie era certamente meno sola di Cora, che impara a rispondere a tono alle compagne che la emarginano e la sfruttano, nonché ai docenti che la escludono da attività prestigiose ritenendola non adatta a causa della sua neuro divergenza.

La perdita della madre inoltre, ha reso la famiglia ancora più fragile e il padre e il fratello di Cora, Gregor, pur volendola proteggere, non riescono a darle il supporto che sta cercando. È proprio Gregor, programmatore presso l'Istituto Melograno, a coinvolgere la sorella in un progetto che promette di annullare il dolore della separazione e della morte di chi ci è caro, e sempre grazie a lui Cora fa la conoscenza di Adrien, figlio del fondatore del Melograno, del quale diventerà la migliore amica. Sono entrambi neurodivergenti, lei autistica e lui con ADHD, lei riflessiva, non ama la folla e detesta le occasioni sociali, lui impulsivo, brillante, interessato a nuove esperienze. Ma sono proprio le rispettive differenze ad avvicinarli.

L'autrice combina una classica storia di crescita e amicizia adolescenziale con elementi della fantascienza in un racconto dalle sfumature cupe che dà corpo alla domanda che lei stessa si è forse posta “Vorrei non essere autistica? Vorrei essere come gli altri?” e che ribalta anche sui genitori; la risposta non è univoca, come nella vita reale. Gli adulti, d'altronde, sono i primi responsabili delle fatiche dei ragazzi, nella migliore delle ipotesi sono incapaci di aiutarli e nella peggiore li sfruttano o si vergognano di loro e li vorrebbero diversi, tutti conformi a un'ipotetica normalità.

Mostraci chi sei rappresenta l'ingresso nel mondo adulto dei giovani neurodivergenti attraverso i riti di passaggio che sono di tutti: l'amicizia, la diffidenza verso il mondo adulto e, soprattutto, la perdita che non si può riparare e il dolore che resta per sempre. Questa consapevolezza fa diventare grande Cora, capace di far sentire la propria voce al mondo interpretando il desiderio dei coetanei di essere solo sé stessi e poter seguire le proprie aspirazioni senza dover subire discriminazioni.

Un romanzo per ragazzi e non solo, complesso e stimolante, del quale non mi hanno convinto solo la blanda caratterizzazione dell'ADHD di Adrian - indistinguibile da un ragazzo mediamente vivace - e l'eccessivo ottimismo nel finale, che tuttavia esprime la fiducia di McNicoll nella società civile e la speranza in un futuro che riconosca pari dignità ad ogni tipo di mente.
Ms Rosewater


Photo credit: @lisapavesi

venerdì 24 marzo 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Una specie di scintilla" di Elle McNicoll (a cura di Ms Rosewater)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Come ogni venerdì, un nuovo appuntamento con la rubrica Milk, Cookies&Books: libri a merenda. Oggi la nostra Ms Rosewater ci parla di Una specie di scintilla, di Elle McNicoll, una storia che tratta di neurodiversità e che può aiutare a comprendere meglio l'autismo e creare consapevolezza. Scoprite tutto nella recensione che segue e lasciateci un commento, se vi va ;) A presto!

Una specie di scintilla
di Elle McNicoll

Prezzo: 15,00 € (cop. rigida) - disponibile anche su Audible
Pagine: 192
Genere: narrativa ragazzi
Editore: Uovonero
Data di pubblicazione: 1 aprile 2021
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

La vita a scuola è dura per Addie, undicenne autistica costretta a combattere ogni giorno contro l'ostilità, la diffidenza e la paura degli altri. Miss Murphy, la sua insegnante, non fa che umiliarla e quella che sembrava la sua unica amica ora le ha voltato le spalle. L'unica persona che riesce a capirla è sua sorella Keedie. Anche lei è autistica, ma appare più sicura di sé e sa benissimo come aiutarla a sentirsi meglio. Un giorno Addie scopre che in passato, nel suo paesino della Scozia settentrionale, molte donne furono torturate e condannate a morte come “streghe”. La notizia la sconvolge: capisce che a essere messa sotto accusa era la loro “diversità”, la stessa che lei vive ogni giorno. Sente che per riscattarle deve convincere i suoi concittadini a dedicare un memoriale alle streghe uccise. La sua diventa una vera e propria missione in nome dell'uguaglianza e della verità. Perché quando la storia viene dimenticata, è destinata a ripetersi. Una storia di grandi ideali, di coraggio e fiducia in sé stessi che nasce dalle esperienze dell'autrice, autistica come la protagonista, e dal suo impegno per una maggiore rappresentazione della neurodiversità nei libri per bambini. 

È (ancora) difficile essere soddisfatti della recensione di un libro che ha come tema centrale ciò che viene chiamato disabilità: le intenzioni di qualunque autore vi si avvicini sono sempre buone e qualsiasi storia che sia costruita su una solida documentazione o sull’esperienza può introdurre i lettori a questa dimensione, mentre chi di questa condizione è protagonista si può vedere rappresentato. D’altronde, se nella saggistica (quella Oliver Sacks, per fare un esempio) ci si può limitare a un racconto dei fatti scevro di sfumature emotive, i romanzi e i racconti seguono schemi narrativi e perseguono il coinvolgimento del lettore, devono appassionarlo, la trama deve avere una progressione e reggere i meccanismi di riconoscimento del reale, deve essere coerente. Gestire tutta questa struttura senza cadere nella retorica e nel patetismo è davvero complicato.

L’autismo è tra queste condizioni una delle più utilizzate in letteratura e nel cinema, ha sempre esercitato grande fascino, ha goduto - si fa per dire - di un’aura di mistero e negli anni è stato rappresentato sempre più spesso. Già Isaac Asimov nel 1973 lo introdusse in un suo racconto (Stranger in Paradise), seguendo alcune linee di pensiero del tempo (il concetto di cura, perché si pensava si trattasse di una malattia) che oggi risultano obsolete; nel 2005 Jonathan Safran Foer ha infuso nel piccolo Oskar Schell di Molto forte, incredibilmente vicino alcune caratteristiche tipiche dello Spettro Autistico, mentre non si contano i libri di testimonianza scritti da genitori (anche in Italia sono molti) e da autistici in prima persona, Temple Grandin resta la più famosa tra le autrici del secondo gruppo, con la sua testimonianza ha aperto ai neurotipici la comprensione di questo mondo.

Tornando alla narrativa, romanzi e racconti con protagonisti nello Spettro scritti da autistici sembrano ancora pochi, specialmente nell’ambito della letteratura per ragazzi, e per questo Una specie di scintilla è un libro abbastanza unico che può aiutare i giovanissimi ad approcciarsi alla neurodivergenza e comprendere la propria condizione o quella di compagni e amici, uscendo dal silenzio che ancora troppo spesso incombe sui ragazzi e sulle famiglie.

Adeline, detta Addie, è una ragazzina di 11 anni. E’ autistica come una delle sue sorelle maggiori, Kiddie, che frequenta l’università. Nina, gemella di Kiddie ma non autistica, sembra completamente diversa da loro e ha una carriera da Youtuber. Addie e la sua famiglia abitano a Juniper, un piccolo villaggio scozzese in cui tutti sono a conoscenza della condizione della bambina e la utilizzano come scusa per screditarla e bullizzarla (letteralmente), sia a scuola che fuori, quando cerca di far valere le proprie ragioni. Solo alcuni adulti illuminati, come il bibliotecario della scuola, la comprendono.

Durante una lezione Addie viene a conoscenza della caccia alle streghe che si è consumata secoli prima a Juniper e inizia una campagna per la creazione di un memoriale in ricordo delle donne ingiustamente accusate di stregoneria e uccise.
La vita di Addie è dura, tutti i giorni deve affrontare un mondo che ha codici comunicativi per lei incomprensibili e per essere accettata compie un continuo sforzo di adattamento pur rimanendo fedele a sé stessa, e nonostante questo lavoro incredibile è continuamente vessata non solo dai coetanei, ma quel che è peggio, da molti adulti.

La trama, abbastanza semplice, è solida, un filo sottile ma tenace su cui l’autrice costruisce il racconto di sé; si avverte l’urgenza di comunicare la propria esperienza attraverso quella di Addie e della sua famiglia, la descrizione delle sue sensazioni amplificate, di come vede e percepisce il mondo e di come i genitori e le sorelle hanno imparato a conoscere e rispettare le sue necessità. Elle McNicoll fa parlare i suoi personaggi con le parole giuste*, cercando di non dimenticarne nessuna e facendo emergere dai dialoghi sia i pregiudizi del mondo che li circonda sia le affermazioni che la comunità autistica ripete per creare consapevolezza. Chi conosce anche solo dall’esterno l’autismo può trovare questo a volte un po’ forzato, quasi didattico, ma col progredire della storia gli elementi diventano meno rigidi e s’inseriscono nella narrazione più armonicamente. Conoscendo Addie ci si avvicina anche a personaggi pubblici conosciuti, come Greta Thumberg, la loro tenacia e la sofferenza profonda che provoca loro l’ingiustizia. Io stessa ho rivisto nella giovane protagonista i tratti di una ragazzina conosciuta anni fa.

Venendo alla dimensione puramente letteraria, Una specie di scintilla qualche difetto, pur perdonabile, ce l’ha, ad esempio l’estrema polarizzazione di alcuni personaggi, prima tra tutti l’orribile Miss Murphy, maestra di Addie, crudele e monodimensionale, talmente infame da farsi sfuggire con la bambina parole veramente spaventose, difficili da immaginare in bocca a un insegnante (anche se sappiamo che non c’è limite al peggio), anche se ammetto di aver sentito nel suo monologo finale l'eco di frasi ascoltate in diverse sale professori.

L’utilizzo di tanto lessico specifico può rallentare la lettura e non essere chiaro per molti ragazzi, forse avrebbe giovato una serie di note leggere e funzionali per chiarire i concetti, tutt'altro che scontati.

Qua e là nel testo si trovano riferimenti a scintille che sembrano venire fuori dal nulla, forse frutto della traduzione letterale o di un’immagine che non viene spiegata; infine il nonno, a cui è attribuita la frase in quarta di copertina, viene appunto citato solo in funzione di questa citazione, senza costruire un immaginario nella storia. Il finale è forse un po’ troppo ottimista, ma trattandosi di un libro per ragazzi è quasi una necessità.

Detto questo ho apprezzato molto la concretezza e la sincerità dei personaggi principali (Addie e le sorelle, soprattutto), l’abilità con cui Elle McNicoll non cade nel melenso e nel patetico; considerato che l’autismo ha ricadute sulla comunicazione e sul modo di pensare, è possibile che la mia mente neuro tipica individui come difetti elementi che sono invece caratteristici della mente neuro atipica, e penso che sarebbe interessante osservare in una futura produzione letteraria se si delinea una forma di sensibilità narrativa autistica.

Segnalo infine il font ad alta leggibilità adottato da Uovonero per questa pubblicazione, un'iniziativa sempre utile.

*Nella comunità autistica è in atto un dibattito sui termini per definire la condizione. In questa recensione ho cercato di attenermi alle scelte della comunità, mi scuso per eventuali errori.
Ms Rosewater



Photo credit: @lisapavesi

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...