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lunedì 22 maggio 2023

Review Party: "Il Reietto" di Anthony Ryan

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi inizia una nuova settimana, dopo un weekend non proprio fantastico, ma per fortuna mi ha tenuto compagnia un'ottima lettura: Il Reietto, di Anthony Ryan. Scoprite cosa penso di questo fantasy grimdark davvero sorprendente e passate a leggere anche le altre recensioni del Review Party.
Un ringraziamento alla casa editrice per la copia omaggio in cambio di un'onesta opinione.

Il Reietto
di Anthony Ryan

Prezzo: 14,99 € (eBook) 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 612
Genere: fantasy, grimdark
Editore: Fanucci 
Data di pubblicazione: 31 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Nato nel travagliato regno dell’Albermaine, Alwyn lo Scrivano è cresciuto come un fuorilegge. Sveglio e abile con la spada, Alwyn è soddisfatto della libertà di cui gode nella foresta e del cameratismo con i suoi compagni ladri. Ma un atto di tradimento gli fa intraprendere un nuovo cammino, fatto di sangue e vendetta, che lo condurrà a diventare un soldato nell’esercito del re. Sotto il comando di lady Evadine Courlain, una nobildonna assalita dalle visioni di un’apocalisse demoniaca, Alwyn deve sopravvivere alla guerra e ai mortali intrighi di corte se vuole reclamare la sua vendetta. Ma quando forze oscure, sia umane che arcane, si riuniscono per opporsi all’ascesa di Evadine, Alwyn dovrà fare una scelta: essere un guerriero o rimanere per sempre un fuorilegge? Il reietto è il primo volume della serie fantasy epica "L’Alleanza d’acciaio".

Il Reietto
è il primo romanzo che leggo di Anthony Ryan. Nonostante questo autore sia in wishlist da una vita, non ho mai avuto modo di recuperare i suoi romanzi, ma stavolta non volevo farmi sfuggire l’occasione. Il Reietto è l’ultima fatica dell’autore scozzese, primo di una nuovissima serie dedicata ad Alwyn Lo Scrivano. Il libro consta all’incirca 600 pagine e pensavo sarebbe stata una bella fatica questa lettura, invece lo stile di Ryan si è rivelato inaspettatamente piacevole e più scorrevole del previsto. Sono rimasta molto colpita da questa lettura, dal modo in cui mi ha coinvolta, dall’effetto che il libro mi ha fatto una volta concluso. È stato un lungo viaggio, un viaggio intenso ma anche epico, in compagnia di moltissimi personaggi, ma principalmente di Alwyn, un ragazzo che, nato e cresciuto in un bordello, si ritrova poi a far parte di una banda di fuorilegge. Ma questo non sarà che l’inizio della sua avventura, della sua vita travagliata, perché lo aspettano tantissime sfide e lui metterà in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti per affrontarle nel migliore dei modi. Sicuramente la prima parte del romanzo è quella che mi ha colpita maggiormente, con le sue vibes alla Robin Hood a renderla tanto intrigante. Non ho potuto fare a meno di ravvisare anche un po' di trope found-family (vagamente distorto, perché sono più i membri che Alwyn vorrebbe far fuori piuttosto che quelli che si terrebbe stretti :P) che mi ha galvanizzata parecchio.

  Il personaggio di Alwyn, in questo romanzo, si racconta. È dalla sua stessa voce, che si rivolge direttamente a chi legge, che noi ascoltiamo la sua storia, espediente che non trovo spesso in fantasy del genere ma che mi ha divertita moltissimo. Il passato e l’infanzia di Alwyn non sono degni di essere ricordati, ma è da quando il ragazzo viene salvato nella foresta da Deckin e la sua compagna Lorine che Alwyn considera essere iniziata la sua storia. Il Re dei Fuorilegge e la più astuta maestra di travestimenti che lo salvano dalla furia del suo tenutario per offrirgli riparo e cibo per qualche giorno. Quei giorni diventano poi settimane, mesi, infine anni e Alwyn si ritrova a diventare parte integrante della banda. Deckin lo tiene in grande considerazione, colpito dalla sua incredibile capacità di notare dettagli che altri non notano. In effetti, il ragazzo sembra essere molto acuto, sveglio, intelligente, a dispetto di tutto, ed è sicuramente grazie a queste sue qualità che riuscirà, nel tempo, a salvarsi la pelle. Riesce a leggere cose negli altri che lo aiutano a capire bene chi ha davanti, se quella persona sta mentendo o meno. È intuitivo in maniera sbalorditiva. Ma nonostante il suo intuito, non riesce a prevedere un terribile tradimento che porta la sua banda a subire un attacco a sorpresa che scombussolerà i piani di Deckin e, di conseguenza, anche i suoi. E questo rammarico diventerà motivo di vendetta, la ragione che lo spingerà a indagare in ogni momento per cercare di capire chi vi sia dietro il massacro e per rendere giustizia a chi ha pagato con la vita.

Il grandissimo pregio di questo romanzo è quello di essere totalmente inaspettato. Se infatti la prima parte ci tiene immers* nella verde e rocciosa Foresta di Shevine a complottare con Deckin e a conoscere i vari membri della sua banda, Ryan nella seconda cambia registro e ci trasporta in tutt’altro scenario, quello delle Miniere. Lascio a voi scoprire in che modo Alwyn si ritroverà a dover affrontare questa nuova, pericolosa sfida e in che modo ne uscirà; lascio a voi scoprire cosa lo porterà a unirsi alla Compagnia dell’Alleanza, capitanata da Evadine Courlain e quanto altro aspetta il nostro ardito antieroe, armato di un’astuzia sopraffina, di rancore che ribolle, di piani improvvisati e sgangherati, ma anche di una lealtà impensabile. Il Reietto è una storia di crescita, di tradimento, di vendetta, di sangue, di battaglie, di fughe, di ossessioni e devozioni. Ryan ci regala un affresco nero e cupo di un giovane che deve adattarsi alle più svariate esperienze della vita pur di sopravvivere, che deve sfruttare conoscenze e intuito per andare avanti, imparando a capire di chi può fidarsi e di chi meno, contando solo su se stesso, alla fine.

Il worldbuilding è un po’ soffocato dalla complessità del protagonista e di altri personaggi che gli ruotano intorno, il livello di azione però è altissimo, non ci si annoia mai, non ci sono momenti troppo statici, anche se a volte alcuni dialoghi sono eccessivi, di una lunghezza inverosimile. Notevoli le scene di scontri, combattimenti, battaglie, Ryan dimostra molta maestria in questo ambito ed è stato per me una piacevole scoperta, che mi porta tra l’altro a inquadrare il romanzo non solo come epic-fantasy ma anche come grimdark, vista l'enfasi nel descrivere certi episodi. I dettagli, tra l'altro, non sono elementi su cui l'autore lesina, anzi si può dire che ci sia quasi una cura maniacale nel rappresentare determinati aspetti del suo mondo e dei suoi personaggi. C’è davvero tantissimo da dire su questo libro, in cui si esplorano vari aspetti dell’animo umano, soprattutto i più ombrosi, ma capace anche di rivelarsi imprevedibile pagina dopo pagina, in un crescendo di emozioni sempre più diversificate. Un cammino impervio e per lo più ostacolato, quello che Alwyn dovrà percorrere e noi, insieme a lui, vivremo ogni vicenda sulla nostra pelle, grazie a una narrazione vivida e appassionante. Come primo approccio a un autore del calibro di Ryan direi che posso ritenermi soddisfatta. Ho apprezzato Il Reietto, la sua corposità (non l'avrei mai detto), la sua epicità e anche le sue imperfezioni, che esattamente come quelle di un antieroe, contribuiscono a fartelo amare di più. Sono curiosa di leggere il secondo volume, scoprire cos’altro succederà, approfondire alcuni elementi che, secondo me, sono rimasti un po’ sul vago, come quello magico e in parte quello religioso. Sono sicura che Ryan non deluderà. Vi consiglio questa lettura? Decisamente sì. Questo libro saprà conquistarvi, per un motivo o per un altro, è sicuro!
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

martedì 5 aprile 2022

Review Tour: "L'oscurità profana" di Richard K. Morgan

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi penultima tappa del Review Tour dedicato a “L’oscurità profana”, di Richard K. Morgan, organizzato da Silvia di I miei sogni tra le pagine. Ho avuto un rapporto strano con questa serie, soprattutto col primo libro, con il quale è stato più difficile approcciarmi. Una volta però inquadrato il mondo creato dall’autore, mi sono appassionata molto di più e posso dire che, alla fine di questo lungo viaggio, non mi sono per nulla pentita di averlo intrapreso. QUI trovate la recensione a L'acciaio sopravvive e QUI a Il gelo comanda. Vi lascio adesso al mio pensiero sull'ultimo volume ;)

L'oscurità profana
di Richard K. Morgan

Serie: Cosa resta degli eroi #3
Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 816
Genere: fantasy, dark-fantasy, grimdark
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 15 febbraio 2022

Il viaggio finisce qui. Tutto ciò che ha alimentato e tormentato la disperazione di Ringil, la solitudine di Archeth, l'animo diviso e in esilio di Egar, tutti gli inganni e le battaglie e i sortilegi, tutto il coraggio, la delusione e la dedizione segreta, li ha anche forgiati e affilati come altrettante armi, e adesso ognuno di loro dovrà decidere se puntarle contro se stesso o il mondo. In un crescendo folle di pathos, orrore e commozione, la trilogia di Richard K. Morgan conosce la sua epica conclusione, tra isole nebbiose e pianure guastate dal veleno, città sospese sull'acqua e nere scogliere stregate, rivolte e arrembaggi, mentre il tempo stesso si accartoccia come una pergamena nel fuoco, gli dei parlano attraverso i morti e l'amore e l'amicizia possono strapparci dal baratro o precipitarci nell'abisso. Perché nessuno è il mostro della propria storia, ma tutti possiamo esserlo in quella altrui, e passato e futuro si parlano e sorridono nello stesso specchio oscuro. Il viaggio finisce qui. Come tutti i viaggi. Nel buio.

Tante cose si possono dire su Richard K. Morgan e sulla sua serie “Cosa resta degli eroi” e nessuna sarebbe sbagliata. L’autore ha dato vita a un universo che non fa sconti di nessun genere, in cui si muovono personaggi segnati dalle difficoltà del loro stesso mondo. Tre i protagonisti principali che, di volume in volume, abbiamo imparato a conoscere, con i loro innumerevoli difetti, talvolta corrispondenti a innegabili pregi. Antieroi con percorsi diversi, ma uniti da un filo comune, quello dell’amicizia e della lealtà. Ancora una volta, ritroviamo Ringil, Egar, Archeth alle prese con una nuova missione, alle porte di una nuova guerra, pronti a tutto per rimettere in sesto il loro mondo e per cercare risposte alle domande che li affliggono. Li abbiamo visti affrontare prove di ogni tipo, arrivare a toccare la morte con un dito, persino, per poi riemergere come fenici dalle proprie ceneri e dimostrare di valere più di quanto gli si attribuisca. Di che tempra sono fatti gli eroi? Cos’altro ancora li aspetta in questo ultimo, avventuroso capitolo? Morgan non delude. Se nel primo libro ci aveva introdotto a un mondo crudo, violento, terrificante e, col secondo, aveva confermato quanto potesse essere ancora più oscuro e pericoloso, in questo terzo volume ci regala nuove sfaccettature di oscurità e orrore, morte e distruzione, ma ci rende partecipi anche di una storia mai statica, una storia che evolve, si amplia, si arricchisce, permettendo al lettore un’esperienza unica. C’è sempre qualcosa di diverso a coinvolgerlo, qualche colpo di scena a tenerne viva l’attenzione ed è una peculiarità che non tutti gli autori hanno. Non se devi intrattenere per così tante pagine. L’oscurità profana consta di ben 816 pagine, che sono tantissime, credetemi, e che non è stato facile leggere. Ma ormai ero talmente avviluppata alla storia e ai suoi nuovi risvolti da non aver sentito fatica nell’andare avanti. È stata un’impresa, ma la difficoltà è stata mitigata dallo stile coinvolgente dell’autore e da una trama sempre pronta a sorprendere.

Non posso negare che qualche taglio stavolta lo avrei dato, per procedere un po’ più speditamente nella lettura, allo stesso tempo, però, trovo che mettere dei limiti alle capacità di questo autore sarebbe stato un affronto. La serie è magnifica nella sua complessità e ciò che la rende diversa da molte altre lette è decisamente il punto di forza dell’autore. È vero che è impregnata di brutalità e quant’altro, ma i protagonisti e il loro percorso valgono assolutamente la lettura. La caratterizzazione dei personaggi è uno dei valori aggiunti alla serie e qui li troviamo ancora più approfonditi, scoprendo lati di ognuno che non avevamo avuto modo di scoprire prima. Morgan li forgia nel dolore e nelle imperfezioni e anche in questo terzo libro dovranno fare i conti con i loro peggiori demoni, morti che si sono lasciati alle spalle, rimorsi, dipendenze, ricordi turbolenti. Eppure, il coraggio non verrà mai meno ed è questo, alla fine, a farceli apprezzare. C’è tanto da dire su questo terzo libro che non basterebbe un solo post. L’autore non si è davvero risparmiato e ha tirato fuori dal cilindro novità molto interessanti, nuovi personaggi, nuove creature, nuove battaglie, nuovi luoghi leggendari, senza perdere mai il legame con la trama tessuta in precedenza. Mi sento, dopo tutte le vicissitudini lette e il viaggio affrontato, di consigliarvi Richard K. Morgan, ma di darvi anche qualche dritta prima di lasciarvi intraprendere il mio stesso viaggio. Dovrete armarvi di pazienza, innanzitutto. Morgan non è un autore facile e leggerlo non è una passeggiata. È ostico e spietato e non vi sconterà nulla. Più volte vorrete mollare, ma vi assicuro che, se non lo farete, riuscirete ad apprezzarlo molto di più perché, è solo dopo aver fatto molti passi che, guardandovi indietro, capirete che tipo di strada avete percorso. Accidentata, sicuramente, fatta di buche e infossamenti, ma che soddisfazione quando sarete arrivati alla meta! È così che mi sento adesso: soddisfatta. L’oscurità profana ha messo a dura prova il mio stato mentale e non solo, ho letto di cadaveri, mostri marini, alieni, isole fantasma, corsari, divinità antiche, poteri oscuri, battaglie sanguinose e molto altro e ne sono uscita vincitrice. Siate pronti a un capitolo finale davvero zeppo di elementi, che richiede immensa concentrazione ma che, alla fine, vi farà dire: “Wow, che viaggio! Ne voglio ancora!”.

Ringrazio Silvia per avermi dato l’opportunità di partecipare a questo evento e conoscere uno dei suoi autori preferiti che, da oggi, è anche un autore che stimo anch’io. E grazie alla Mondadori per aver ristampato la serie e averci permesso di leggere il finale delle gesta di Ringil e i suoi compagni di avventura.
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Google immagini

martedì 8 marzo 2022

Review Tour: "Il gelo comanda" di Richard K. Morgan

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi parliamo del secondo volume della serie Cosa resta degli eroi, di Richard K. Morgan. Sono arrivata quasi alla fine di questo lungo e folle viaggio. Non mi sarei mai aspettata di riuscire a macinare così tante pagine di uno stesso autore (di solito non leggo mai di seguito libri di un’unica serie) ma Morgan mi ha preso in contropiede e si è rivelato sorprendente sotto tanti punti di vista. Ringrazio ancora una volta Amarilli Silvia Moro per avermi coinvolta in questo evento e la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Il gelo comanda
di Richard K. Morgan

Serie: Cosa resta degli eroi #2
Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 564
Genere: fantasy, grimdark
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 15 febbraio 2022

Il mondo sonnecchia immerso negli sporchi compromessi e nella violenza di sempre. Eppure c'è qualcosa che non va. Ringil Eskiath porta avanti la sua guerra privata contro i mercanti di schiavi, e dentro di lui cova una voragine che potrebbe farlo sprofondare ma che alimenta anche nuovi, spaventosi poteri. Archeth, l'ultima Kiriath, lotta per far evolvere l'Impero, ma si trova ad affrontare le sue più segrete speranze, e i suoi terrori, proprio là dove i due sentimenti si confondono. Egar Rovina del Drago, irrequieto e deluso, intercetta il filo che sembra condurre alla scoperta di un pericolo agghiacciante. Perché un antico male solo addormentato si sta risvegliando, con tutto il suo carico di bellezza e orrore. In questo secondo capitolo della sua fosca trilogia, Richard K. Morgan alza ulteriormente il tiro dell'audace traiettoria, facendo affondare i suoi eroi nella nebbia del dubbio e nella lotta contro i loro sogni spezzati. Una palude di disperazione da guadare stringendosi al petto i pochi amori che non cedono, e per i quali c'è il rischio di spingersi dove loro stessi, forse, non ci riconoscerebbero più.

Prima di iniziare a scrivere questa recensione ho avuto bisogno di riordinare un po’ le idee, di ritornare al libro e ripercorrere i punti salienti di questa seconda avventura del nostro anti-eroe Ringil e dei suoi compagni d’avventura Archeth e Egar. Questo breve riavvolgersi di pellicola mi ha aiutato a capire se Morgan, effettivamente, mi piaccia o no. Se ricordate, nella recensione del primo volume, avevo lasciato questo giudizio in sospeso. L’acciaio sopravvive si era rivelata un’avventura incredibile, lo stile dell’autore mi è piaciuto da subito, ma non ero sicura che tutto ciò che l’autore aveva messo nel piatto fosse ben chiaro. Mi ero persa un po’ qui e là, diciamo. Questo senso di smarrimento si è un po’ attenuato con l’andare avanti e sono riuscita a sentirmi più al passo con la storia e meglio inserita nel mondo dell’autore, anche perché pian piano vengono fuori sempre più dettagli. Il gelo comanda è stata una lettura intensa, non posso negarlo. Sono partita pensando che Morgan non ce l’avesse fatta a conquistarmi del tutto, ma da metà romanzo in poi è stato capace di ribaltare tutti i miei pensieri e, sì, alla fine, farsi apprezzare totalmente. È vero che nella sua prosa possiamo imbatterci in quanto di più crudo e molesto e sbagliato possa esistere, ma, ehi, questo è il grimdark e Morgan porta alta la bandiera del genere. Parlare di questo libro non sarà affatto facile, perché succedono così tante cose che è impossibile riassumerle tutte, perciò cercherò di essere concisa ma chiara (credici, Francesca, ahahah). Inoltre, aspettatevi SPOILER (!!!) sul primo libro, perché sono indispensabili per parlarvi del secondo.

Come ne L’acciaio sopravvive, anche in questo volume, purtroppo, ritroviamo i nostri eroi separati e seguiamo le loro vicende e i loro punti di vista in maniera alternata e parallela. Dopo la battaglia a Beksanara contro i Dwenda, i destini di Ringil, Egar e Archeth subiscono dei drastici cambiamenti. Archeth se ne ritorna a Yhelteth, con Egar come suo ospite. L’equilibrio della capitale imperiale è messo a repentaglio dagli attacchi della Cittadella, che cerca di prendere d’assalto il palazzo e riconsegnare l’impero nelle mani di Dio e della Rivelazione. Archeth deve più che mai restare lucida e sempre a disposizione dell’imperatore che sembra non poter fare a meno di lei e le affida sempre qualche compito importante e delicato. Egar, Rovina del Drago, si ritrova in una situazione di stallo che non gli piace affatto, che gli fa rimpiangere i vecchi tempi e le imprese eroiche al fianco di Ringil, e lo fa sentire vecchio e annoiato. Ecco perché, nel tentativo di uscire da questo stato di stasi, decide di lanciarsi in un’indagine tutta personale e provare ad aiutare Archeth e Ringil a modo suo. Ringil, invece, esiliato e rinnegato dalla famiglia, si dà ad una vendetta individuale contro chi commercia schiavi, non risparmiando la sua Amica dei Corvi che, fedele, non lo abbandona mai. Questa prima parte del romanzo procede senza tanti picchi, lanciando però qualche interessante indizio ogni tanto, da cogliere e conservare per il finale, il momento in cui Morgan fa combaciare tutti i pezzi del puzzle. I tre protagonisti vengono sviscerati in tutte le loro sfumature davanti ai nostri occhi. L’autore ce li presenta così come sono, senza scontarci nulla, mettendo in bella mostra tutti i loro difetti che, all’occhio del lettore, appaiono anche un po’ come i loro pregi. L’arroganza di Ringil, la prudenza di Archeth, l’impulsività di Egar sono tratti che impariamo quasi ad apprezzare. Non sono caratteristiche classiche che riscontriamo negli eroi di ogni fantasy che leggiamo. Loro ricalcano perfettamente l’aspetto tipico di ogni anti-eroe che si rispetti e che spesso si ritrovano in romanzi del genere. 

Le loro vicende vanno a intrecciarsi con quelle di un mondo in subbuglio, che si prepara a un grande cambiamento. Se pensavamo di esserci liberati dei Dwenda, ecco che, invece, scopriamo avere delle mire precise ed allearsi con gli umani. E se gli dèi della Corte Oscura potevano sembrare solo personaggi appartenenti a leggende, tirati in ballo ogni tanto per dare colore a qualche imprecazione dei protagonisti, eccoli prendere parte ai loro destini e muovere fila qua e là. Morgan ha intessuto una trama davvero affascinante che va diventando sempre più contorta e complessa. Il tutto è condito da un linguaggio, come sempre, sporco e ruvido, che accompagna scene in cui nulla è risparmiato al lettore. Fate attenzione ai trigger warning che, mai come in questo libro, potrebbero turbarvi: stupro, violenza, infanticidio, sbudellamenti, schiavitù, torture, uso di droghe, decapitazioni sono soltanto alcuni esempi. Ammetto che nella prima parte del romanzo ho avuto qualche remora anch’io e non ero sicura che, alla fine, sarei riuscita ad apprezzare il libro, ero addirittura intenzionata ad abbassare il voto. Senza parlare di quella parte centrale del libro, tanto fumosa e incomprensibile che stava quasi per farmi desistere e mollare tutto. Fortuna che non l’ho fatto, perché, superati i Luoghi Grigi insieme a Ringil, la trama ha preso una piega talmente interessante che non sono più riuscita a smettere di leggere. L’ultima parte è, infatti, secondo me, la più riuscita, in cui tutto si riavvia, in un certo senso, e, allo stesso tempo, si ribalta.

Ritroviamo Egar in un mare di guai e Archeth che prova a tirarcelo fuori, continuando a mantenere davanti all’imperatore una placida diplomazia che poco le si addice. Ringil fa il suo ritorno da un’avventura che lo ha profondamente cambiato, in tutti i sensi, e dà il suo contributo, insieme ad Archeth, nel cercare di salvare Egar da morte certa. Ecco che qui i loro destini si intrecciano ancora, ma la situazione non è idilliaca come può sembrare. C’è un nemico da annientare, demoni del passato da affrontare ancora e demoni del presente da padroneggiare. Ringil riuscirà a sopravvivere a se stesso e a tutto questo? Dovrete scoprirlo da voi. Questa terza parte è davvero molto frenetica, non c’è tempo di prendere fiato. Ho apprezzato tantissimo questo ritmo così concitato, ma soprattutto apprezzo quando i tre protagonisti sono, finalmente, insieme. Sono talmente diversi tra loro che non ti aspetteresti possano essere tanto amici, eppure hanno un legame speciale, forgiato dalle imprese del passato in una guerra sconvolgente e assodato da una lealtà che continuano a mantenere da allora. Peccato che siano rari i momenti come questi, eppure il modo in cui si proteggono a vicenda è impagabile.

Concludo, perché sono davvero andata oltre, dicendo che Richard K. Morgan non è un autore semplice. Non è facile approcciarsi a questa serie, non è facile comprendere i protagonisti, non è facile comprendere tutto del mondo creato dall’autore, ma, chi avrà la pazienza di saper aspettare, chi non si farà sconvolgere tanto facilmente dalle scelte intraprese dai protagonisti e da tutte le loro ombre oscure, si ritroverà sicuramente ammaliato da questa serie. È vero che è brutale, cruda e impietosa col lettore, ma, in qualche modo, alla fine, lo ripaga di tutto. E poi, vorreste rinunciare all'umorismo raffinato di Ringil? È la cosa più spassosa di tutta la serie.
Secondo libro approvato e consigliato (agli stomaci forti), stavolta si becca 4,5 tazzine!
A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest

giovedì 17 febbraio 2022

Review Tour: "L'acciaio sopravvive" di Richard K. Morgan

Buongiorno! ^^
Oggi partecipo al Review Tour organizzato da Amarilli del blog I miei sogni tra le pagine dedicato alla serie Cosa resta degli eroi, di Richard K. Morgan. Oggi parliamo del primo volume della serie, “L’acciaio sopravvive”, che da poco è stato ristampato e ritradotto da Mondadori, insieme agli altri due volumi della serie. Finalmente, dunque, la serie è completa e chi aveva letto i primi due libri, anni fa, editi Gargoyle, può scoprire come tutto si conclude. Questa lettura è stato un viaggio arduo, non privo di ostacoli, che mi ha portato a conoscere una storia complessa e unica. Ringrazio Amarilli per avermi coinvolta in questa avventura e la casa editrice per la copia fornita, in cambio di un’onesta opinione.

L'acciaio sopravvive
di Richard K. Morgan

Titolo originale: The Steel Remains
Serie: Cosa resta degli eroi #1
Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 532
Genere: fantasy, grimdark
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 15 febbraio 2022

L'aristocratico Ringil Eskiath, giovane eroe della resistenza, vive in esilio volontario, disprezzato per la sua omosessualità. Egar Rovina del Drago, capo dei barbari delle steppe, non trova pace tra gli agi del Sud ma neppure nella semplice vita guerresca della sua vecchia patria. Archeth Indamaninarmal, ultima erede degli alieni Kiriath e della loro tecnologia prodigiosa, cerca di far progredire l'Impero dei mortali e affoga il proprio senso di abbandono nelle droghe. Tre solitudini, tre eroismi rinnegati e incompresi, tre vite spezzate che si sono conosciute durante il conflitto, legandosi in un'amicizia che adesso dovrà affrontare una nuova sconvolgente minaccia. Al pari dei suoi bestseller cyberpunk, con questa sinistra e superba trilogia fantasy Richard K. Morgan ha realizzato un capolavoro che ha fatto scuola e ha spinto il grimdark verso nuovi scioccanti confini, contaminandolo col noir e la fantascienza, fondendo Le Guin, Moorcock e Murakami. Un viaggio spettrale attraverso un mondo fastoso e feroce, nel quale resiste tuttavia la tensione verso qualcosa a cui aggrapparsi nella tempesta che tutto travolge.

Di Richard K. Morgan non avevo ancora avuto modo di leggere nulla, nonostante avessi sentito parlare spesso dei suoi lavori, alcune volte bene, altre male. Non sapevo cosa aspettarmi e, proprio per questo, ho voluto cedere alla tentazione di lanciarmi in questa impresa e scoprire per intero la sua serie Cosa resta degli eroi. E cosa ne penso dopo questo primo approccio? Non lo so ancora esattamente. Il primo libro mi ha affascinata per certi aspetti, per altri no, ma non sono ancora pronta a dire quanto la serie mi entusiasmi, perché mi aspettano altri due libri e questo primo volume non regala un quadro completo della realtà creata da Morgan, ma soltanto un’anticipazione, secondo me, di ciò che deve ancora accadere. Il lettore viene introdotto in un mondo rude e violento, ma senza essere accompagnato per mano. Viene piuttosto lasciato a vagare da solo, ad osservare e a trarre le sue conclusioni. Di che mondo si tratta, qual è la sua storia, la sua genesi e tutto il resto sta a lui comprenderlo. Queste lacune, questi vuoti nel worldbuilding - società, religione, luoghi, politica, ecc... - sono tra le cose che mi hanno lasciata più perplessa, perché sono riuscita a cogliere vari dettagli del contesto, ma non perché l'autore si soffermi a farcelo capire a fondo. Non che sia così tanto un male, non sono una lettrice che ama gli spiegoni, ma avrei gradito un'ambientazione dai contorni più precisi e definiti, per esempio. Veniamo catapultati senza salvagente in una storia capace di annientare per la sua crudezza. Allo stesso tempo, però, è impossibile non provare ammirazione per lo stile dell’autore, che non si limita a mostrati le cose, bensì a fartele sentire addosso. Ogni singola sensazione viene esplorata, le parole ad esaltarne gli effetti. E così ci ritroviamo a percepire, allo stesso modo dei protagonisti, droghe, sesso, ferite, turbamenti, tutto. Questo è l’aspetto che ho apprezzato maggiormente, perché mi sono sentita coinvolta in ogni momento e, seppure il libro abbia delle pecche, grazie allo stile di Morgan quasi passano in secondo piano.

Il punto forte del romanzo sono sicuramente i personaggi, molto più ben definiti rispetto a tutto ciò che concerne il mondo creato. Sono tre personaggi emblematici, eroi decaduti alle prese con i propri demoni e rimpianti e guai. Ringil Eskiath è un eroe della resistenza in una guerra contro enormi e letali Lucertole (il Popolo delle Squame) ed è di origini nobili, ma queste non contano più nulla dal momento che viene disprezzato per il suo essere omosessuale. Nel mondo da cui proviene viene considerato un reietto, un degenerato, e gli vengono evitate torture solo per via del nome che porta. Ecco perché preferisce condurre una vita lontano dagli agi e dalla sua famiglia, lontano dalle persone che non lo apprezzano e che gli hanno procurato solo sofferenze. Eppure la madre lo richiama a sé e a quel mondo tanto odiato per affidargli un compito che solo lui può portare a termine: ritrovare una cugina venduta per debiti. Ringil dovrà tirar giù la sua fidata Amica dei Corvi da sopra il camino e andare incontro con riluttanza a ciò che il destino ha ancora in serbo per lui. Oltre Rigil, abbiamo, poi, altri due personaggi che non sono da meno, Egar Rovina del Drago, capo clan del popolo nomade delle steppe, e Archeth, del popolo alieno Kiriath, consigliera di un giovane e arrogante imperatore. Anche di questi due personaggi l’autore ci regala il punto di vista e ammetto di non aver avuto nessuna difficoltà nel leggere l’alternanza di questi tre pov. Tutti e tre sono ben distinguibili e intriganti alla stessa maniera. Le loro storie procedono in parallelo, scopriamo però che c'è un filo comune ad unirli e, difatti, nell'ultima parte li ritroviamo insieme ad affrontare una delle sfide più difficili della loro vita. 

Richard K. Morgan, in questo libro, affronta tante tematiche difficili, omosessualità, stupro, droghe, prostituzione e molto altro, caricando la lettura e portandola a livelli di intensa complessità. C’è un bel po’ di roba da mandare giù e nemmeno ai personaggi è possibile trovare appiglio perché in loro vivono due nature. Nessuno è completamente bianco o nero, non sono né buoni né cattivi. Ognuno di loro ha subìto e ha compiuto nefandezze, ognuno di loro porta sulle spalle violenze vissute, atti deplorevoli, ricordi dolorosi, come un bagaglio da buttar via ma di cui, alla fine, non si riesce a fare a meno. L’autore non si risparmia in nulla, il suo romanzo è un grimdark in piena regola, con tanto di linguaggio sporco e crudezze di ogni tipo. Spietato e implacabile come l’Amica dei Corvi di Rigil, L’acciaio sopravvive affonda nel lettore con la sua dura e fredda lama, lasciandolo stordito, lacerato e un po’ spezzato, allo stesso modo dei protagonisti. Non è sicuramente un romanzo per tutti i palati o per tutti gli stomaci, ma è un romanzo che consiglio se siete alla ricerca di una storia di grande impatto, che vi scombussoli tutti i sensi e vi lasci addosso con la voglia di gettarvi a capofitto nella lettura del volume successivo. I difetti non mancano, eppure è una storia che riesce a trascinare, nonostante si tratti pur sempre di una storia aspra e feroce. È da leggere con la consapevolezza che potrebbe urtare la sensibilità più profonda ma, allo stesso tempo, lasciare un ricordo indelebile di sé.
A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest


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