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lunedì 20 novembre 2023

Review Party: "La lingua delle spine" di Leigh Bardugo

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di La lingua delle spine, di Leigh Bardugo, un volume che ci riporta nel Grishaverse con i suoi racconti e le sue atmosfere. Direi che è un libro imperdibile, se amate questo mondo, ma potete anche leggerlo indipendentemente dalle altre serie dell’autrice.
Ringrazio la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione.

La lingua delle spine
di Leigh Bardugo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 296
Genere: fantasy, dark fantasy, racconti
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 21 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Un mondo di oscuri affari stipulati al chiaro di luna, città infestate da spiriti, foreste inquietanti e bestie parlanti. Qui la voce di una giovane sirena può evocare tempeste mortali e un fiume può eseguire gli ordini di un ragazzo innamorato, ma solo a un prezzo indicibile. Ispirandosi a miti, folklore e fiabe, Bardugo ha scritto una raccolta di racconti straordinariamente ricchi di atmosfera, pieni di tradimenti, vendette, sacrifici e amore. Perfetti sia che siate suoi nuovi lettori sia che siate fan accaniti, questi racconti vi trasporteranno in terre familiari e misteriose, in una realtà pericolosamente intessuta di magia che milioni di persone hanno conosciuto e amato attraverso i romanzi del GrishaVerse.

Non posso negare che il Grishaverse sia un universo che in qualche maniera ha il mio cuore. La serie Tenebre e Ossa è stata una delle prime che ho letto e che da subito mi ha affascinata per il suo incredibile worldbuilding. Non è stata presa molto bene la cancellazione della serie Netflix dedicata a questo mondo originale creato da Leigh Bardugo, finalmente potevamo immergerci ancora di più nelle sue atmosfere, ammirare con i nostri occhi ciò che avevamo solo potuto immaginare con la fantasia. Ebbene, non sarà consolatorio come un rinnovamento della serie, ma l’uscita di questo volume cade abbastanza a pennello e ci riporta in terre amate, allontanando un po' della nostalgia che di certo già proviamo. Non ritroveremo personaggi di Tenebre e Ossa o di Sei di Corvi, perché questa non è che una raccolta di racconti, una sorta di volume dedicato a storie popolari legate al folklore russo, storie che in qualche modo si agganciano al Grishaverse tramite luoghi e religione (qualche accenno sicuramente lo abbiamo avuto dalla bocca di Alina nella trilogia principale) e che si fanno apprezzare per il loro sapore squisitamente dark, macabro, oscuro, ma anche magico e sorprendente. Probabilmente di tutti i libri del Grishaverse, questo per me si colloca in un posto d’onore, non solo per le storie raccontate, per l’abilità dell’autrice di creare favole dai tratti così spinosi ma allo stesso tempo bellissime e senza tempo, ma anche per la preziosità dell’edizione, illustrata interamente da Sara Kipin, che ha dato vita a immagini stupende che accompagnano ogni storia, anzi la incorniciano letteralmente. Si parte con una semplice illustrazione, un dettaglio in un angolo della pagina che a mano a mano che la storia procede va ad arricchirsi di nuovi dettagli, fino a costruire un’immagine definitiva che la rappresenta tutta. I colori sono intensi ma freddi, sui toni del rosso, dell'aranciato, del blu e del verde, e anche le storie sono scritte a colori. Insomma, un’edizione di grande pregio che vale la pena non farsi scappare.

La lingua delle spine ci porta in foreste cupe e tenebrose, quasi vive, che pretendono sincerità, ci porta in luoghi che ci sembra di conoscere ma che in realtà non conosciamo abbastanza, ci fa vivere emozioni forti, regalandoci personaggi diversi l'uno dall’altro, mai stereotipati, che in qualche modo alla fine delle loro traversie riescono anche a farci riflettere. Le storie di questo volume regalano morali inaspettate, esortando comunque al coraggio, all’astuzia, all’intelletto (sebbene talvolta neanche quello basti). Ma lasciano tutte un segno, un’impronta fatidica, tant'è che faticherete a decidere quale sia la vostra preferita e poi si fanno tutte leggere speditamente, grazie allo stile inconfondibile di Leigh Bardugo, sempre piacevole ed elegante. Mostri e creature spaventose, spiriti maligni che infestano boschi, streghe che creano pozioni di ogni tipo (ma anche persone di pan di zenzero), principesse che preferiscono la libertà alla ricchezza, corvi senza occhi, sacrifici, bestie parlanti, fiumi maledetti, orologiai sinistri, sirene, c'è davvero di tutto in questa raccolta. Rimarrete affascinati da ogni racconto, turbat* anche un po' dai risvolti raccapriccianti, ma adorerete ogni pagina, impregnata di atmosfere inquietanti che ben ricalcano le fiabe classiche nelle loro versioni più cupe. Sei racconti originali, fatti di dettagli vividi e indimenticabili, due dei quali ricordano anche fiabe che conosciamo bene, come Hansel e Gretel e Lo Schiaccianoci

La lingua delle spine
è un volume unico e irrinunciabile, se anche voi amate tutto ciò che riguarda il Grishaverse. Potete leggerlo anche senza aver letto prima gli altri libri della serie, ma forse conoscerli vi renderà più semplice la comprensione di alcuni elementi, perché anche qui si accenna ai grisha e ai loro poteri e poi c'è sicuramente un riferimento super interessante che va scovato e ammirato. Leigh Bardugo ha dato vita a un volume assolutamente da non perdere, una lettura perfetta per questa stagione, da accompagnare a una tazza di tè caldo in un freddo pomeriggio. Il tepore di queste storie vi riporterà alla mente ricordi di un mondo impresso nel cuore, al cui fianco accosterete ogni piccolo pregio di questa raccolta. Sono stata felicissima di leggerla e attenderò con ansia la mia copia per poter ammirare dal vivo il suo splendore e rileggere i racconti che mi hanno colpito di più. Sono curiosa di conoscere anche il vostro punto di vista e di scoprire quale storia amerete. Fatemelo sapere ;)

Fonte immagini: Pinterest

martedì 27 settembre 2022

Review Party: "Demone nel bosco" di Leigh Bardugo

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa a un nuovo Review Party, quello dedicato a Demone nel Bosco, graphic novel di Leigh Bardugo che ha per protagonista L’Oscuro quando ancora non era il personaggio che abbiamo conosciuto leggendo la serie Tenebre e Ossa. È una sorta di prequel, le illustrazioni sono di Dani Pendergast e la traduzione di Roberta Verde. Il volume è disponibile da oggi per Mondadori, che ringrazio per la copia digitale omaggio in cambio di una recensione onesta. Un ringraziamento anche a Raggywords per aver organizzato l’evento e avermi coinvolta.

Demone nel bosco
di Leigh Bardugo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 216
Genere: graphic novel, fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 settembre 2022

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all'altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla... Questo graphic novel, scritto da Leigh Bardugo e illustrato da Dani Pendergast, è il prequel di "Tenebre e Ossa", tassello indispensabile del GrishaVerse che permette di gettare un po' di luce sulle origini di un destino tanto grandioso quanto sinistro, quello del temuto e potentissimo Oscuro.

L’Oscuro è sicuramente uno dei personaggi più amati della serie Tenebre e Ossa, nonostante non sia un esattamente uno dei buoni. Ha però un fanclub molto ampio, persino l’autrice ne è un’estimatrice, e alla fine ha pensato di dedicargli questa novella prequel illustrata e mostrarci, in un certo senso, come tutto ebbe inizio, da dove nacque il sogno ambizioso di uno dei personaggi più controversi della sua serie. La novella non è molto lunga, consta poco più di 200 pagine, e ci riporta alla giovinezza del personaggio, in fuga insieme alla madre dai drüskelle, da sempre alla caccia dei Grisha (o delle Streghe, come li definiscono loro). Insieme i due vagano di villaggio in villaggio in cerca di riparo in qualche campo Grisha, ma sono costretti a non rivelare mai la loro identità, e soprattutto la reale portata del loro potere. Eryk è il nome che il nostro protagonista porta in questa storia e Lena quello della madre e come una litania lo ripete e cerca di non dimenticarsene, perché troppe volte ha già dovuto cambiare identità. Teme di non ricordare più chi è alla fine, il suo vero nome, ma se vuole sopravvivere questo è il sacrificio che deve compiere. Quando giungono in un campo al confine con Fjerda, Eryk inizia a sperare di poterci restare un po’ più a lungo stavolta, ma le cose non sono facili per lui e la madre. Gli altri Grisha li guardano con sospetto e li temono. Nonostante ciò, Eryk riesce a stringere amicizia con Annika e Sylvi, due ragazze del villaggio. Sylvi è ammirata dal potere di Eryk e quando scopre cosa il ragazzo è realmente capace di fare gli si avvicinerà ancora di più. Nel frattempo, al villaggio si discute per catturare un orso, le cui ossa potrebbero essere usate come amplificatore. Sylvi è interessata a catturarlo e coinvolge Eryk nella ricerca, ma le cose prenderanno alla fine una piega inaspettata e il segreto oscuro di Eryk verrà alla luce.

Devo dire che, da amante delle graphic novel, è stato piacevole per me concedermi questa lettura, anzi avrei voluto fosse più lunga e non mi dispiacerebbe leggerne altre sempre dedicate al Grishaverse e ai suoi personaggi. Demone nel bosco ci mette davanti alla genesi di un personaggio che ha subito persecuzione, che è stato costretto a scappare più e più volte, che ha sempre dovuto nascondersi e che, infine, stanco di fuggire, rivela ciò di cui è realmente capace e inizia a sognare in grande, sogna un luogo sicuro per i Grisha, un luogo da cui non dover più fuggire, in cui ognuno è libero di essere se stesso. Certo, sappiamo bene dove la sua ambizione lo porterà, con quali mezzi riuscirà a realizzare il suo sogno e fin dove è stato disposto a spingersi, ma qui Eryk è semplicemente un ragazzo tormentato e stanco, sebbene mostri già doti da leader, si comporti da stratega e non esiti a fare del male a chi osa servirsi di lui.

La storia si interrompe sul più bello, mi sarei aspettata qualche pagina in più, ancora più approfondimento psicologico del personaggio, ma diciamo che in generale non mi è dispiaciuta. La parte migliore sono sicuramente le illustrazioni di Dani Pendergast, adoro il suo tratto e le espressioni che è riuscita a dare a tutti i personaggi, in particolare a Eryk. I colori sono spesso cupi, perfetti per rappresentare il demone delle ombre, salvo ogni tanto diventare più caldi quando disegna altri personaggi e il villaggio. L'ambientazione fredda tipica delle terre fjerdiane è resa in maniera semplice ma incornicia molto bene le azioni dei protagonisti dando a ogni scena ancora più enfasi.

Demone nel bosco è un piccolo salto indietro nel tempo, ci porta a esplorare meglio le origini dell’Oscuro e la sua esistenza prima della Faglia e tutto ciò che è venuto dopo. Non è indispensabile aver letto gli altri libri della serie della Bardugo per approcciarsi a questa graphic novel, che può essere tranquillamente una lettura indipendente, ma se siete già fan della serie e del personaggio, è di sicuro un volume immancabile per la vostra collezione ;)


giovedì 28 aprile 2022

Review Party: "La legge dei lupi" di Leigh Bardugo

Buongiorno caffeinomani! ^^
Oggi tocca a me recensirvi “La legge dei lupi”, di Leigh Bardugo, capitolo conclusivo della serie dedicata a Nikolai. Il Grishaverse ha un pezzo del mio cuore e questo ormai lo sapete, purtroppo, però, questa duologia il cuore me lo ha spezzato. Vi spiego il perché nella recensione.

La legge dei lupi
di Leigh Bardugo

Prezzo: 10,99 € (eBook) 21,90 € (cop. rigida)
Pagine: 480
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 26 aprile 2022

Il secondo volume della serie Grishaverse "Il re delle cicatrici". Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all'oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.

Comincio tornando a ribadire che non c’era alcun bisogno di questa duologia su Nikolai. Non se ne sentiva davvero l’esigenza. La prima trilogia chiudeva a suo modo un cerchio, la duologia di Sei di Corvi tocca le vette più alte, con una Bardugo nella sua forma migliore. Purtroppo non si può dire lo stesso di questa. Sebbene l’autrice abbia avuto un notevole miglioramento rispetto alla serie originale, la sua maturità stilistica non va di pari passo con la trama di questi due libri e con determinate scelte che ha deciso di compiere. Ho apprezzato tornare nel mondo dei Grisha, ritrovare quell’atmosfera che tanto amo, ammetto di provare dei brividi ogni volta, eppure è tutto qui. La duologia di Nikolai non mi ha fatto innamorare come speravo, non si è dimostrata all’altezza di altri libri dell’autrice e dopo Sei di Corvi mi aspettavo decisamente di meglio, non di peggio. Il primo volume, Il Re delle Cicatrici, mi ha regalato alcuni momenti piacevoli, probabilmente merito della nostalgia per il Grishaverse e di personaggi a cui sono particolarmente affezionata, ma i difetti erano evidenti. Nella Legge dei Lupi, purtroppo, nulla cambia e quei difetti sono ancora presenti, ma stavolta creano più nervoso, perché quasi speravo in una ripresa e una degna conclusione. Ci sono stati pochi momenti davvero interessanti in questo secondo volume che mi sento di salvare e penso che aver ritrovato i miei adorati Corvi sia stato uno di quelli. Non riesco però a capire perché l’autrice abbia continuato a tirare per le lunghe una trama che, appare evidente, non riesce a essere sempre credibile, anzi talvolta risulta quasi forzata. Ho avuto come l’impressione che, a un certo punto, fossero venute meno le idee e abbia iniziato ad arrampicarsi un po’ sugli specchi, tirando in ballo personaggi che avevano già fatto il loro percorso nei libri precedenti, facendo addirittura risorgere i morti, e che non aveva senso riportare tra queste pagine, almeno per me. L’allegra rimpatriata mi è sembrata una forzatura eccessiva, un modo per colmare appunto l’insufficienza di idee. 

Quella che doveva essere la duologia dedicata a Nikolai avrei voluto fosse più concentrata su di lui e meno su altri personaggi, invece pare quasi che il nostro intrepido re e corsaro dal sarcasmo pungente venga messo in secondo piano. Zoya, che nel primo libro mi aveva intrigata per i suoi botta e risposta con Nikolai e per il modo in cui, a suo modo, si prendeva cura di lui e del suo mostro, in questo secondo libro l’ho trovata molto più fastidiosa, troppo montata, troppo superdotata. Troppo tutto. Le vengono date così tante doti e qualità da apparire una sankta, quando a conti fatti è una grisha che si è fatta strada come tanti altri. Le sue sofferenze non sono più gravi di quelle subite da altri e lei non è una sorta di divinità, eppure Bardugo pare quasi darle più spazio e valore di quanto in realtà si meriti. Nikolai sembra dipendere da lei, la cerca continuamente, sembra non poter fare a meno di avere accanto la sua Zoya, il suo generale, come se lui, da solo, non valesse abbastanza. Un attaccamento quasi ridicolo e anche repentino, direi, che non si addice molto al Nikolai che abbiamo imparato a conoscere nella trilogia principale.

Parlando di Nina, amo il suo personaggio. In Sei di Corvi e Il Regno Corrotto l’ho adorata, davvero, e anche qui, alla fine, mi è piaciuta molto. Infiltrata alla Corte di Ghiaccio, la nostra magnifica spia cerca di carpire i piani di Jarl Brum per poter fornire al suo Re informazioni utili. Sempre bravissima in quello che fa e provvista anche di una nuova abilità che mette a sua disposizione l’appoggio dei morti, Nina porta avanti la sua missione e il suo percorso in maniera costante, benché il dolore della perdita continui a bruciare. Al suo fianco c’è pero Hanne, figlia di Brum, un personaggio davvero molto bello e al quale lentamente mi sono affezionata, una ragazza costretta a nascondere i suoi poteri grisha e che, allo stesso tempo, non si sente realmente se stessa in un corpo femminile. Il loro legame si consolida e si rafforza ed è stato bello seguire questa parte della storia, sebbene sia tanto staccata dal filone principale. Nel primo libro avevo trovato il pov di Nina molto più lento degli altri e anche noioso, qui si fa più interessante ma non nego che in molti punti sia rimasto ancora poco scorrevole e pesante nelle descrizioni. L’evoluzione di Nina è stata lenta e graduale e questo alla fine ha contribuito a convincermi, mentre lo stesso non si può dire di Nikolai e Zoya, il cui rapporto ha avuto uno sviluppo un po’ dubbio.

Ci sono poi dei pov che ho trovato assolutamente inutili che hanno reso un po’ più confusionaria una trama già di suo traballante, per non parlare di certe perdite assolutamente senza senso (non penso di poter perdonare l’autrice per questo piccolo trauma che mi ha dato).

La legge dei lupi regala, insomma, molti più bassi che alti, tant’è che in alcuni momenti ho anche pensato che a scrivere questa storia fosse stata un’altra persona. Continuo ad amare, e sempre lo farò, il Grishaverse e tutto ciò che lo riguarda, ma un personaggio bello e carismatico come Nikolai meritava qualcosa di più, una storia più complessa, un approfondimento migliore del suo carattere e non di divenire succube di Zoya, l’eroina che, in questi due libri, tutto può.

Ho apprezzato l’ampliamento del worldbuiding che si sposta dai confini di Ravka estendendosi altrove, permettendoci di conoscere meglio anche altri regni del Grishaverse e altri costumi, usanze, leggi. L’autrice ha sicuramente il merito di aver dato vita a un universo eccezionale e ricco di fascino, però con questa duologia non ha sfruttato al meglio le potenzialità in suo possesso, regalandoci una storia fatta di cliché, fanservice, idee banali, morti immotivate, personaggi riciclati. Le emozioni sono scarne, non colpiscono prepotentemente il lettore come è stato con la duologia di Sei di Corvi ed è un vero peccato. Questo libro mi è piaciuto meno del primo perciò le mie tazzine sono soltanto tre stavolta. Il finale sembra quasi voler suggerire che non tutto si concluderà con questa serie, ma io spero vivamente che l’autrice si concentri su altri lavori senza peggiorare ulteriormente la situazione. Per quanto mi riguarda, continuerò a considerare la miglior parentesi di questo universo la storia dei Corvi, perché questa duologia è stata fin troppo deludente.
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest


Ringrazio Ale di Raggywords per aver organizzato l'evento e avermi inclusa e un ringraziamento alla casa editrice per la copia omaggio in cambio di un'onesta opinione.

martedì 15 marzo 2022

Review Party: "Il Re delle cicatrici" di Leigh Bardugo

Buongiorno, lettor*!
Oggi parliamo del nuovo romanzo di Leigh Bardugo, “Il Re delle cicatrici”, in uscita proprio oggi per Mondadori. Il romanzo si colloca dopo le vicende di Rovina e Ascesa, terzo volume della trilogia principale, e la duologia di Sei di Corvi, ed è il primo volume di una duologia incentrata sul personaggio di Nikolai. Attenzione, dovete aver letto necessariamente i precedenti romanzi della serie perché già dai primi capitoli troverete spoiler grossi come case!
Ringrazio Ale di Raggywords per avermi inclusa nell’evento e la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Il Re delle cicatrici
di Leigh Bardugo

Prezzo: 10,99 € (eBook) 20,90 € (cop. rigida)
Pagine: 420
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 15 marzo 2022

Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un'innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l'avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c'è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.

Leigh Bardugo è una delle mie autrici preferite. È riuscita a creare un mondo meraviglioso che per anni mi ha fatto sognare. La prima serie del Grishaverse mi ha conquistata, mentre la duologia di Sei di Corvi mi ha dato letteralmente il colpo di grazia, facendomi totalmente perdere la testa. Ero curiosissima di leggere la duologia dedicata a Nikolai, uno dei personaggi più apprezzati creati dall’autrice, e non potevo che attendere con ansia questa nuova uscita. Leigh Bardugo continua ad aggiungere tessere al puzzle, regalandoci un volume che approfondisce ancora di più il mondo Grishaverse e i suoi personaggi. Ritroviamo molti di quelli già conosciuti nei volumi precedenti, ma anche qualcuno nuovo. La storia è narrata principalmente da tre punti di vista, quello di Nikolai, quello di Zoya e quello di Nina. Nikolai, adesso sovrano di Ravka, cerca di essere per il regno la guida di cui ha bisogno, ma le cose non vanno come vorrebbe e i problemi si sommano uno all’altro. Come se non bastasse, nelle sue viscere si nasconde un mostro, un demone assetato di sangue che cerca in tutti i modi di prendere il sopravvento. Nikolai lo tiene a bada come può, ma il mostro è sempre più forte. L’eredità lasciata dall’Oscuro è qualcosa con la quale non è facile convivere e potrebbe diventare sempre peggio se non si trova una soluzione in breve tempo. Al fianco di Nikolai, come comandante del suo esercito e membro del suo personale Triumvirato, c’è la sempre “adorabile” Zoya, Grisha Chiamatempeste, tra le poche a conoscere il segreto del suo Re. Ogni sera si assicura di mettere letteralmente a letto il re (e il suo mostro), incatenandolo in modo che non possa fuggire e fare del male a gente innocente. Il suo è un compito fin troppo delicato e anche piuttosto pericoloso, eppure non si tira indietro, lei che abbiamo imparato a conoscere come ragazza sfrontata, coraggiosa e imperturbabile. In questo romanzo non viene meno la sua essenza da ragazza dura e problematica, arrabbiata col mondo intero, ma scopriremo anche risvolti che la riguardano e ce ne mostreranno un’altra faccia; conosceremo qualche debolezza di questo forte personaggio e, in fin dei conti, non riusciremo più a guardarla con gli stessi occhi.

E poi c’è Nina, uno dei personaggi che più ho amato in Sei di Corvi e Il Regno Corrotto, alle prese con le conseguenze di una perdita, per lei, devastante, che quasi non riesce a gestire. Con la forza che la contraddistingue cercherà di portare avanti l’incarico affidatole da Nikolai, per il quale lavora come spia e soldato, ma allo stesso tempo dovrà mettere a tacere, una volta per tutte, le voci che le affollano la testa e che le fanno sanguinare il cuore. Per farlo, dovrà dire addio a una parte di sé troppo importante, dovrà dire addio a chi ama e andare avanti, e non sarà affatto facile.

Ritrovarmi in uno degli universi fantasy che più amo è stata una bella emozione, sinceramente non mi stancherei mai di leggere romanzi della Bardugo legati a questo mondo, però devo essere sincera e ammettere che, forse, di questa duologia non c’era affatto bisogno. Sin da subito mi sono resa conto di quanto non fosse all’altezza delle serie precedenti, di quanto poco la trama riuscisse a intrattenere e di quanto i personaggi non fossero sempre coerenti con loro stessi, in particolare Nina, che in questo libro mi ha deluso maggiormente. Mi sono meravigliata, invece, di aver provato quasi simpatia per Zoya, quando mi era sempre stata antipatica e questo mi ha fatto capire quanto un’autrice possa essere brava a cambiare le carte in tavola a proprio piacimento. È riuscita a rendermi piacevole un personaggio detestabile, a farmi anche partire la ship e a farmi apprezzare tutti i battibecchi tra lei e Nikolai. Di Nikolai amavo già il carattere solare, sarcastico, ottimista e mai avrei pensato potesse incastrarsi tanto bene ad un personaggio a lui così opposto, farmi addirittura sospirare come una ragazzina. Mi sono lasciata coinvolgere dal fan-service servito dalla Bardugo su un piatto d’argento, lo so bene, ma del resto, cos’altro poteva coinvolgere in questo libro? La trama scarseggia e da sola non riesce a tenere viva l’attenzione del lettore, in generale molte cose non vanno e si denota una differenza abissale tra questo volume e il capolavoro che è, ad esempio, Sei di Corvi, con una trama ben più complessa e articolata. Però su King of Scars se ne sono dette di ogni. Come per qualsiasi libro, si tratta di gusti personali, pareri soggettivi e, se a qualcuno questo volume può aver emozionato, a me non ha fatto purtroppo lo stesso effetto. È stata una lettura in parte piacevole, superato l’inizio un po’ lento e per nulla intrigante; da metà in poi mi ha preso sicuramente di più e ci sono stati momenti in cui ho pensato che non era, in fondo, la lettura così pessima che molti dicevano. Sicuramente hanno giocato a suo favore: un universo ben consolidato e già molto amato; dei personaggi ai quali, in un modo o nell’altro, sono ormai affezionata; uno stile narrativo che ho sempre gradito e capace di coinvolgere (cara Leigh, leggerei volentieri anche la tua lista della spesa). Purtroppo non è stato un coinvolgimento costante, è stata una lettura fatta di alti e bassi, alcune cose mi sono sembrate meno interessanti di altre, ma il finale del romanzo mi ha messo addosso la voglia di scoprire come tutto si concluderà e sono sicura che la vera azione è riservata al secondo e conclusivo volume, che attenderò impaziente, sperando anche nel miglioramento di alcuni difetti riscontrati in questa prima parte della storia.

Fonte immagini: Pinterest

martedì 16 novembre 2021

Review Party: "Le vite dei Santi" di Leigh Bardugo (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi è il grande giorno, si torna del mondo dei Grisha con un'uscita fenomenale. Arriva anche in Italia il bellissimo libro "Le vite dei Santi" di Leigh Bardugo, una raccolta di storie dedicata a quei Santi che spesso abbiamo ritrovato leggendo la trilogia principale. Un libricino unico e imperdibile. Vi lascio all'opinione di Melz a riguardo e vi consiglio di non perderlo!
Ringraziamo Ambra per averci coinvolto in questo splendido review party e vi invito a leggere tutte le recensioni di oggi sui blog ParanormalBooksLover, Lu is lost in books, Words of Books, Chronicles of a Bookhaolic, C'era una volta un foglio, Fenice fra le pagine.

Le vite dei Santi
di Leigh Bardugo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,90 € (cop. rigida)
Pagine: 128
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 16 novembre 2021

Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt'ya , per permettervi di entrare nelle pieghe più profonde dell'amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontano le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle. Una collezione resa ancora più preziosa dalle tavole a colori che accompagnano ogni storia.

Bentornati nel Grishaverse!
Prima della recensione ci tenevo a ringraziare la CE Mondadori per avermi permesso di leggere in anteprima questa splendida raccolta di storie.
DISCLAIMER: prima di leggere “Le vite dei Santi” è necessario aver letto almeno la Trilogia.

Chi mi conosce sa due cose riguardo me e i romanzi della Bardurgo: amo alla follia la trilogia di “Sei di Corvi” e, pur non avendo apprezzato a pieno la Trilogia di “Tenebre e Ossa”, sono totalmente affascinata dall’Universo Grisha. Perciò non è così sorprendente che io sia scattata in prima fila per l’uscita di “Le vite dei Santi”. Insomma, chi non si è mai domandato cosa celassero i nomi dei coltelli di Inej?

Partiamo col dire che “Le vite dei Santi” è illustrato e che illustrazioni, oserei dire! Daniel J. Zollinger ha fatto un lavoro strepitoso. I ritratti raccontano la storia, talvolta è facile immaginare cosa verrà descritto all’interno del capitolo solo da un veloce sguardo al disegno. Sono evocativi, minuziosi e straordinari. Ogni disegno è ricco di dettagli, meravigliosamente reale e, che il suo lavoro sia stato fatto in maniera meravigliosa si spiega facilmente col fatto che, ancor prima di leggere il titolo “Sankta Alina della Faglia” sapevo già fosse lei, esattamente come l’avevo immaginata leggendo Tenebre e Ossa.

Ma di cosa parla questo libro? È una raccolta di storie, le storie dei Santi, delle loro capacità e perché vengono considerati tali. Sono storie magiche, di guarigione, di leggende e spiegazioni di strane usanze. Il linguaggio è semplice, colloquiale, mi ha ricordato molto il vangelo e altri testi sacri meno antichi. Allo stesso tempo, l’atmosfera che ho provato è quella di una famiglia attorno al fuoco, a raccontarsi storie del passato, a volte dolci, a volte inquietanti.

A volte si tratta di magia, di persone che sanno o non sanno di averla. Altre volte ancora è la storia di martiri, morti per salvare il proprio popolo o storie di vittime innocenti. Ci sono storie che hanno lasciato segni visibili, altre che aleggiano ancora in forme invisibili.
La storia di apertura è una delle mie preferite perché mi ha ricordato l'atmosfera di IT, romanzo di uno dei miei autori preferiti. Un mostro mangia bambini sconfitto da pesanti pietre sembrerebbe una storia assurda, ma la Bardugo l'ha delineata così bene che mi è sembrato essere una delle persone sbalordite dall'ultima pietra nel fondale. I tratti inquietanti non finiscono nei mangiatori di bambini, ma anche nel sangue magico di un'altra delle nostre Sankte, ma venerare il sangue dei santi non è una cosa così strana (un po' più strano fu farlo bere, ma aveva proprietà curative perciò il fine giustifica i mezzi).
Questo per mostrare il cambio di tono e atmosfera, da quella alla Stephen King, a quella religiosa, a quella da storie di fantasmi, come quella di Dimitri che ancora abita quel luogo, come un fantasma con una questione in sospeso.

Mentirei se dicessi di non aver sorriso negli ultimi due capitoli, come se avessi rivisto due vecchie conoscenze. Ho amato soprattutto il nome dell’ultimo che non scriverò per non fare spoiler perché voglio sorridiate anche voi come ho fatto io.

Le vite dei Santi però nasconde anche molti significati profondi: da bambini uccisi per nessuna ragione, per la condanna alla guerra, per donne definite Streghe e viste come il male. C’è della provocazione, ma, allo stesso tempo, racconta di un modo crudele e passato. Un mondo che non è solo quello Grisha…

In definitiva, ho amato questa raccolta. Ho amato leggerlo tutto in una sera, guardare le illustrazioni e cercare di indovinarne la storia, provare nostalgia per questo mondo meraviglioso che la Bardugo ha creato. Ho sorriso, ho provato orrore, spavento e inquietudine, ed è stato proprio questo il bello. Leigh è riuscita a farmi provare emozioni con storie da due pagine, questo non è da tutti. Ma ora smetto, è così breve che un’altra parola direbbe troppo!

Quattro tazzine per le belle storie, le illustrazioni magiche e per avermi fatto assaporare il Grishaverse ancora per un po’.
Melz


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sabato 10 luglio 2021

Recensione: "King of Scars" di Leigh Bardugo (a cura di Laura)

Buongiorno e bentrovati anche oggi, lettori! ^^
Ho il piacere immenso di presentarvi, in questo caldo sabato di luglio, la recensione di un'altra nuova collaboratrice, la mia amica Laura. So cosa significhi per lei scrivere una recensione in piena estate, soprattutto scriverla per un blog, ma è una persona talmente cara e meravigliosa, che per amicizia farebbe questo ed altro. La ringrazio di cuore per aver accettato di imbarcarsi in questa nuova avventura e sono certa che apprezzerete le sue opinione accurate, sincere e ironiche. Oggi ci parla di King of Scars, della Bardugo. Le sue recensioni le troverete sia in italiano che in inglese ;) 
Buona lettura! 

King of Scars
di Leigh Bardugo

Prezzo: 2,99 € (eBook), 11,18 € (cop. flessibile)
Pagine: 528
Genere: fantasy
Editore: Orion Children's Books
Data di pubblicazione: 5 Marzo 2020

Face your demons . . . or feed them. Nikolai Lantsov has always had a gift for the impossible. No one knows what he endured in his country's bloody civil war - and he intends to keep it that way. Now, as enemies gather at his weakened borders, the young king must find a way to refill Ravka's coffers, forge new alliances, and stop a rising threat to the once-great Grisha Army. Yet with every day a dark magic within him grows stronger, threatening to destroy all he has built. With the help of a young monk and a legendary Grisha Squaller, Nikolai will journey to the places in Ravka where the deepest magic survives to vanquish the terrible legacy inside him. He will risk everything to save his country and himself. But some secrets aren't meant to stay buried--and some wounds aren't meant to heal.

Quando ho iniziato a leggere questo libro non sapevo bene cosa aspettarmi, ero semplicemente curiosa di vedere come si sarebbe evoluta la storia e quali vecchi e nuovi personaggi avrei incontrato. Ebbene, sono felice di dire che ho amato la storia, così tanto da non esser riuscita a metter giù il libro e di essermelo praticamente divorato in due giorni e mezzo, non ricordo l’ultima volta che mi sono seduta davanti alla tv per poi spegnerla subito dopo, tanta era la voglia di tornare da King of Scars!

Il libro parte a circa tre anni dagli eventi di Ruin & Rising (se ve lo state chiedendo, no il finale non mi è piaciuto, e - onestamente - l’ho trovato abbastanza patetico!), il povero Nikolai ha davvero tante cose da cui pensare, nemici ovunque, un trono che è tutto tranne che sicuro, Ravka in bancarotta e, come ciliegina sulla torta, il demone che fino ad allora aveva dormito tranquillamente dentro di lui ha deciso che non ne vuole più sapere di starsene buono e tranquillo. E non è finita qui! Come se tutto questo non bastasse iniziano ad accadere degli strani eventi, alcuni li definiscono addirittura “miracolosi” e guarda caso si concentrato tutti intorno alla Faglia.

Per fortuna che a fianco a Nikolai c’è Zoya! Devo dire che ho davvero amato i suoi capitoli, molto di più di quanto mi aspettassi ed al pari di quelli di Nikolai di cui non vedevo l’ora di leggere il punto di vista.

“The public may forget how handsome I am.”
“I doubt it. Your face is on the money.”

Zoya & Nikolai a parte è stato bello rivedere Nina e mi sono piaciuti particolarmente i riferimenti qui e lì che vengono fatti ai corvi (e come avrebbe potuto essere altrimenti?). Inizialmente le parti di Nina possono sembrare un po’ disconnesse dal resto della trama ma in realtà non lo sono affatto e anzi i suoi capitoli sono essenziali per avere una visione insieme dettagliata e completa di quello che sta succedendo. Oltre alla missione che deve completare per il Re di Ravka, Nina - nel tentativo di mantenere la promessa fatta a Matthias - si prefigge l’incredibilmente arduo obbiettivo di cambiare radicalmente il modo in cui le persone vedono i Grisha, non più innaturali ma qualcosa di naturale, divino quasi. Questo è probabilmente l’aspetto della trama con più ramificazioni per il futuro di tutti i Grisha, ramificazioni che sicuramente andranno ben oltre questa duologia.

“Nikolai set to opening the Schuyler combination locks he’d learned about from a certain master thief in Ketterdam.”

“She wished she had Inej’s gift for spywork or Kaz’s gift for scheming, but she only seemed to have Jesper’s gift for bad decisions.”

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, è piacevolmente scorrevole, ricco di descrizioni ma non tanto da appesantire narrazione e ritmo. Insomma è lo stile a cui la Bardugo ci ormai abituato con Sei di Corvi & Il Regno Corrotto.

A questo punto devo confessare che c’è una parte della storia ambientata nella Faglia, che mi ha inizialmente perplesso ma, dopo una veloce riflessione, mi sono resa conto che per quanto alcuni risvolti possano sembrare “strani” o inusuali in realtà la Bardugo non fa altro che basarsi ed espandere concetti che erano stati accennati, abbastanza frettolosamente, nella trilogia di Shadow & Bone. Avendo letto tutti i libri della serie di fila, posso dire che per me è stato piuttosto facile capire tutti i riferimenti, più o meno velati. Per come la vedo io Ilya, ritenuto un Santo in realtà era “semplicemente” un Grisha estremamente potente, quindi non è “campato in aria” il fatto che alcuni di questi Santi siano ancora vivi, specialmente se si pensa che alcuni dovrebbero essere eterni (sempre se Alina non arriva e li pugnala). Non solo ma il potere dei Grisha è legato al potere della creazione stessa o a quello che in inglese viene chiamato the making at the heart of the world. Mi avrebbe stupito alquanto vedere così tanto potere sparire dalla faccia della terra così facilmente. Dopotutto il Darkling muore ma il suo potere non svanisce completamente rimanendo all’interno di Nikolai.

Inoltre c’è anche da considerare che sappiamo davvero molto poco dei Grisha in genere e di come “funziona” il loro potere. Questo perchè la nostra conoscenza – fino a questo momento - viene solamente da Alina e diciamolo, la ragazza non è esattamente un pozzo di scienza al riguardo. Questo è uno degli aspetti della trilogia di Shadow & Bone che mi ha più irritato, ovvero la limitazione imposta dal singolo punto di vista, c’è così tanto che Alina non sa, non ci dice o semplicemente non vede perchè persa a sospirare dietro a Mal. Quindi sono molto felice che King of Scars rimedi in qualche modo a ciò, fornendo finalmente delle tanto agognate informazioni sui Grisha, sui loro poteri e non solo.

“No divisions between powers---if the science was small enough. If all matter could be broken down to the same small parts”

“When you are tied to all things, there is no limit to what you may know.”

Tornando in tema poteri che non svaniscono completamente, verso la fine c’è uno sviluppo che mi è piaciuto particolarmente e nel quale speravo dal momento in cui in Rovina & Ascesa lessi delle cicatrici di Nikolai. Mi auguro che questa volta la Bardugo renda finalmente giustizia a certi personaggi.

Insomma ai miei occhi King of Scars non solo è promosso (tra l’altro incornicerei le ultime cinque righe del libro) ma rientra nei libri che rileggerei volentieri, insieme a Sei di Corvi & Il Regno Corrotto. Vi dirò di più, l’ho sicuramente preferito all’intera trilogia di Alina.

“It’s good to be home.”

******

English Version

I didn’t know what to expect from this book and honestly by know I approach reading not with expectations but with anticipation, driven above else by curiosity. When I started King of Scars, I simply wanted to see how the story would continue and hopefully meet old and new characters (except Mal & Alina, never really cared for them). Well now, I’m happy to say that I loved the story, I was so hooked I could not put it down! I practically drank in the whole book in two days and half---I can’t remember the last time I enjoyed a book so much to turn off the tv and read, so much I wanted to know what was going to happen next.

King of Scars starts off roughly three years after the events in Ruin & Rising and Ravka is a mess. Poor Nikolai has really his hands full, enemies are on all sides (within and without), his throne is everything but secure, the coffers are empty and there is also the little problem of the demon inside him being suddenly awake. If that wasn’t enough there are strange events happing all around the fold. Luckily, Nikolai has Zoya by his side. I enjoyed her POV as much as Nikolai’s (and I was looking forward to his POV since the character was first introduced)

“The public may forget how handsome I am.”

“I doubt it. Your face is on the money.”

It was good to see Nina again, her storyline continues right off where we left here in Crooked Kingdom and her chapters might seems, at first, a bit out of place, but they are not and are instead essential to see the bigger picture.
Aside from the mission she has to accomplish for Ravka’s king, as she struggles to keep the promise she made to Matthias, Nina sets herself the extremely hard task to change the way people see Grisha and this is one of the aspects I loved most and probably the one plot thread that will impact the future of all Grisha, well beyond this duology. I also adored all the little mentions and connections with the crows.

“Nikolai set to opening the Schuyler combination locks he’d learned about from a certain master thief in Ketterdam.”

“She wished she had Inej’s gift for spywork or Kaz’s gift for scheming, but she only seemed to have Jesper’s gift for bad decisions.”

There is a part, on the fold, where the story takes what can be seen as a strange turn (I enjoyed the gory details, though!). I was puzzled at first but after reasoning on it, I realized that Bardugo simply builds and expands on concepts that were hinted in the original trilogy but never fully explained (mind you, I binge-read all the 8 books in a row - 9 if I’m to count the Lives of the Saints - so the details in my head are quite fresh).
Ilya was a Saint (or it became one in the popular belief) but first he was Grisha so it stands to reason that the rest of the Saints/Grisha too existed. Some of them might still exist thanks to the immense power they had (unless Alina stabbed them to death too), especially given the fact that Grisha’s power is tied to the making at the heart of the world, to creation itself.
It wouldn’t make any sense for that much power to simply disappear, if you think on it…the darkling died but his power lived on in Nikolai. There is also the fact we know very little about the small science and its works, Alina goes about, mostly, by improvising and then the sun summoner’s minions happen (an end reminiscent of Buffy the vampire slayer, I didn’t like that one and sure as hell didn’t like this one either).
In the Shadow & Bone trilogy we are limited in what we know due to the single POV, I always felt like I was missing the bigger picture because the is so much Alina doesn’t know, doesn’t tell us or simply doesn’t see because she’s too busy pining over Mal (and let’s face it, she isn’t exactly the sharpest tool in the shed either). There is a lot about the Grisha and their power we don’t know and I was happy that this book somehow fixes that.

“When you are tied to all things, there is no limit to what you may know.”

“No divisions between powers---if the science was small enough. If all matter could be broken down to the same small parts”

Right at the end, there is one major plot development I LOVED and I WAS HOPING IT WOULD HAPPEN--- from the moment I read (back in Ruin & Rising) that Nikolai’s “scars” never really disappeared. Now I just hope Leigh Bardugo will give the character the justice it deserves.

“It’s good to be home.”




Laura

giovedì 21 gennaio 2021

Review Party: "Assedio e Tempesta" di Leigh Bardugo

Buongiorno, miei cari lettori! ^^
Oggi sono qui a regalarvi la mia prima recensione del 2021. Ho atteso con ansia l’uscita di Assedio e Tempesta e sono stata contentissima di poter partecipare a questo evento organizzato da Ambra di ParanormalBooksLover, che ringrazio di cuore. Ringrazio anche Mondadori per la copia ebook del romanzo, in cambio di una recensione onesta. E adesso vi lascio alla mia opinione di questo bellissimo romanzo. Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate! ;) 

Assedio e Tempesta
di Leigh Bardugo


Titolo originale: Siege&Storm
Serie: Shadow&Bone #2
Prezzo: 18,90 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 300
Genere: fantasy, young adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 19 Gennaio 2021

"Non sarà sempre così" dissi a me stessa. "Più tempo passerai da libera, più diventerà facile." Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell'acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

Se ormai mi conoscete almeno un pochino, sapete quanto ami la Bardugo e il Grishaverse. Quando, anni fa, uscì per la prima volta Tenebre e Ossa (che allora era stato pubblicato da Piemme col titolo Tenebre e Ghiaccio), me ne innamorai così tanto che entrai in fissa con questa serie, comprai tutta la trilogia in inglese, creai una pagina dedicata, partecipai a petizioni per far tradurre i seguiti, parlai di questa serie sempre e ovunque. Vi dirò, anche se sono passati diversi anni, non ho mai perso la speranza che, prima o poi, qualche casa editrice sarebbe rinsavita e avrebbe deciso di dare il giusto merito a questa serie e la sua autrice. Con Oscar Vault e Mondadori siamo stati molto fortunati, perché già a partire dallo scorso anno, hanno iniziato a sfornare tanti bei titoli che solo nei nostri sogni potevamo sperare di veder arrivare in Italia, hanno dato lustro a serie più datate o interrotte, ma soprattutto, hanno deciso di pubblicare tutti i libri del Grishaverse della Bardugo, la duologia di Six of Crows e la trilogia di Shadow&Bone. Siamo già al secondo volume di quest’ultima, che è uscito in Italia il 19 Gennaio. Anni fa lo avevo iniziato a leggere in lingua, ma è passato così tanto tempo che non ricordavo quasi più nulla ed è stato bellissimo per me poter ritornare in questo mondo della Bardugo che tanto amo. Avevo da poco terminato la rilettura del primo volume, fatta in occasione di un evento organizzato da Divoratori di Libri, riscoprendo tutte le stesse emozioni che mi aveva suscitato già la prima volta che lo lessi, che buttarmi adesso sul secondo libro è stata un’esperienza altrettanto esaltante. Nel primo libro abbiamo conosciuto i personaggi principali di questa serie ma anche un po’ il mondo Grisha. Alina è un’orfana che scopre troppo tardi di possedere un potere immenso, un potere raro che potrebbe cambiare le sorti di tutta Ravka. L’Oscuro, personaggio interessantissimo ed enigmatico, è attratto da lei e dal suo potere, la corteggia, la illude e, infine, la tradisce. Ma al fianco della ragazza c’è l’amico d’infanzia Mal, uno dei migliori tracciatori esistenti, un ragazzo il cui talento potrebbe aiutare Alina a rovinare i piani dell’Oscuro e farla arrivare prima all’amplificatore che lui cerca per accrescere i suoi poteri, il cervo di Morotzova. L’Oscuro, però, sembra essere sempre un passo avanti a loro e nel finale abbiamo tutta una serie di colpi di scena che ci lasciano a bocca aperta e con la voglia di scoprire subito cosa succederà dopo.
  Assedio e Tempesta riparte proprio da dove abbiamo lasciato tutto e ci ritroviamo a seguire la fuga di Alina e Mal, non sapendo bene che fine abbia fatto l’Oscuro. Durante questa fuga i due approfondiranno la complicità di un tempo e si avvicineranno sempre di più, ma qualcosa sembra turbare Alina. È come se fosse divisa in due, da una parte vorrebbe scappare e dimenticare tutto, dall’altra non riesce a non pensare alle sensazioni provate nell’esercitare il suo potere, è un richiamo talmente forte e pulsante che a stento riesce a tenerlo a bada. Alina ha paura di ciò che prova, soprattutto perché l’Oscuro riusciva a capirla, mentre con Mal non può parlarne. E, a proposito dell’Oscuro, non è facile togliersi dalle calcagna uno come lui. Infatti, farà nuovamente il suo ingresso trionfale e si porterà dietro parecchie sorprese. Come è sopravvissuto alla Faglia e quanto è terrificante il suo nuovo potere? E ancora: quali sono i suoi nuovi piani nei confronti di Alina? Pare che esista un secondo amplificatore magico che l’Oscuro vuole trovare a tutti i costi, una creatura leggendaria, di cui si narra nelle favole per bambini, la Frusta Marina, una sorta di grosso serpente/drago che nessuno è mai riuscito a rintracciare. Questa nuova impresa ci porterà sulla nave di un temibile corsaro di nome Sturmhond, giovane, arrogante e impertinente, che si rivelerà una delle migliori sorprese di tutto il romanzo. Alleato o nemico? Cosa bisogna aspettarsi da questo personaggio? Beh, di tutto, assolutamente. Devo dire che dalla sua comparsa la storia ha preso una svolta davvero molto affascinante e ho letto con molta più voracità di quanto mi aspettassi, merito di un personaggio meritevole che solo Kaz Brekker riuscirebbe ad eguagliare o addirittura superare. 
Assedio e Tempesta
, nonostante sia un volume intermedio e quindi ci prepari soltanto a quello che succederà nel terzo volume conclusivo, si presenta come un libro molto avvincente, a mio parere anche più del primo. Conosciamo nuovi personaggi che si fanno subito spazio nel nostro cuore e continuiamo a seguire la crescita personale di Alina che, da sprovveduta e ignara orfanella, si ritrova ad essere al centro di tutte le attenzioni, venerata come una santa, e capace di sprigionare un potere che potrebbe mettere fine al male che aleggia su Ravka e riportare la pace. Mal è la sua fidata spalla, la sua dolce metà, l’amico sempre pronto a difenderla e innamorato come una pera cotta e, perdonatemi, sarà anche l’esempio migliore di devozione e amore, ma io continuo a non shipparli per niente questi due. Per quanto l’Oscuro sia malvagio e abbia le peggiori intenzioni del mondo, quei pochi momenti che ci vengono regalati tra lui e l’Evocaluce sono ricchi di una tale tensione emotiva che continuerò a shipparli pure se non devo. Avventura, emozioni, magia, c'è davvero tutto in questo secondo volumeAssedio e Temepesta, ragazzi, ha tutte le carte in regola per farsi amare quanto e più del primo. La Bardugo continua a tessere il suo meraviglioso worldbuilding, che qui si amplia e ci fa esplorare nuovi confini, ma ci regala ancora momenti memorabili e grandi personaggi. Tra l'altro il libro dei Santi che è uscito l'anno scorso (inedito in Italia) acquisisce ancora più significato e ruolo (sono andata a guardarmi le immagini citate e a leggermi alcune storie :P) Sono dispiaciuta per il fatto che questa serie non sia stata pubblicata prima di Sei di Corvi, perché secondo me, per comprendere meglio il mondo del Grishaverse era meglio leggere prima questa trilogia e dopo Sei di Corvi, e anche perché, sebbene questa serie sia affascinante e bellissima, non c’è confronto con il livello di stile che la Bardugo raggiunge con la successiva duologia. Shadow&Bone è una serie che fino a qualche anno fa poteva far tirare i capelli e far fare urletti e saltelli da fangirl a tutte le amanti del fantasy young adult, ma che leggendola oggi ha tutt’altro sapore. Sia chiaro, io amo tutto di questa serie, TUTTO, ma ci siamo abituati a leggere fantasy più sconvolgenti e complessi negli anni. In generale, però, questo secondo volume merita quasi un voto pieno perché si è fatto divorare, mi ha divertita (soprattutto per l’impertinenza di un certo personaggio) e intrattenuta a dovere. Boccio soltanto alcune paranoie di Mal e Alina, tra i due non so chi mi abbia irritata di più in certi momenti, ma si conferma comunque una delle serie che amo di più al mondo e non vedo l’ora di leggere il seguito e scoprire cosa succederà adesso. Spero che Mondadori non tardi a pubblicarlo perché sono davvero troppo impaziente!
Voto: 4,5 tazzine per un romanzo magico e affascinante!

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Non perdete le altre recensioni di questo fantastico review party, qui sotto trovate tutte le tappe ;)

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest
Foto instagram: @francikarou (coffeeandbooks)
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