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venerdì 10 febbraio 2023

Intervista a Giulia Reverberi, autrice di "Zombie Friendly"

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho l'onore di ospitare sul blog la bravissima Giulia Reverberi, autrice di Zombie Friendly, romanzo di cui vi ho parlato qualche giorno fa. Si tratta di un'autrice esordiente, una di quelle da esordio col botto, perché Zombie Friendly è davvero un libro stupendo, profondo e divertente, una storia che resta impressa. Potete leggere la mia recensione QUI e, se volete approfondire ancora di più, non perdete l'intervista che segue e lasciatevi conquistare anche voi da Andy e Woodstock e dal mondo creato da Giulia. Trovate questa intervista su tutti i blog che hanno partecipato al Review Party del romanzo, ovvero La biblioteca di Zosma, La libreria di Ophelia, Sabrina nel Paese delle Meraviglie, Love Reading & More, Sfumature e Sogni d'inchiostro
Un grazie di cuore a Francesca per aver organizzato il tutto con grande professionalità e a Giulia per aver risposto alle nostre domande ed essere stata tanto carina e disponibile.

INTERVISTA A GIULIA REVERBERI


• Buongiorno, Giulia! Ti va di presentarti e di parlarci un po' di te come persona e come content creator?

Buonsalve! Questo è quel momento in cui non sai mai cosa dire, non importa quanto interessante sia la tua vita. In breve sono una persona che ama le storie, fin da bambina ho studiato scrittura, prima sotto la guida dei miei genitori e poi ho proseguito da sola con manuali di narratologia e corsi. Mi sono appassionata anche al cinema e alle serie tv e ho condiviso il mio percorso su youtube. Da lì mi si è aperto un mondo, ho iniziato a parlare di libri su instagram, di scrittura su tiktok e le live su Twitch mi hanno permesso di condividere il mio percorso nella creazione e produzione di Zombie Friendly. E alla fine eccomi qui. Attualmente lavoro sia come content creator che come scrittrice (per ora solo self, si spera in futuro di diventare ibrida) e editor. Non vedo l'ora di aiutare qualcuno con i suoi personaggi!

• Non esiste tantissima letteratura italiana dedicata agli zombie, come mai hai deciso di esordire con un libro proprio su di loro?

Gli zombie sono un argomento molto difficile. Mi sono sempre piaciuti in letteratura, sul grande schermo e nei videogiochi ma non avrei mai pensato di utilizzarli per qualcosa di mio. Sembra un clichè ma è stata la storia a venire da me mentre lavoravo in un'azienda di videogiochi. Doveva essere un'avventura giocabile ma alla fine il progetto non mi ha convinta e me ne sono andata con un protagonista ansioso in un'apocalisse zombie e ben poche idee sul suo futuro. Ho deciso di crederci e di autoprodurmi, conscia che gli zombie abbiano un mercato limitato e volendo sfruttare questa occasione per rendermi editorialmente indipendente e consapevole di come funziona il 'produrre un libro'. Sono gli zombie ad aver scelto me, in sostanza.

• Esiste una ragione per la quale hai optato per l'autopubblicazione? Hai fatto tutto da sola, inclusi i curatissimi inserti, deve essere stato faticoso!

Sì, assolutamente, ho recentemente scritto un articolo sul mio blog per spiegare quanto questo processo di produzione sia stato voluto ma anche difficile. Ho pensato che sarebbe stato interessante mettermi alla prova in tutte le fasi di produzione, un'esperienza che mi avrebbe resa più consapevole di come funziona il mercato editoriale e di come nasce un libro, dalla storia all'oggetto fisico. Non sono contraria alla pubblicazione tradizionale, anzi, spero in futuro di poter continuare entrambe le vie ma trovo che spesso, quando si parte, le condizioni che molte case editrici offrano siano svantaggiose. Partire è un problema, ti accontenti spesso di quello che ti viene concesso pur di farlo e a me questa cosa mi ha sempre messa a disagio, mi sembrava di non avere scelta. Ora con il percorso in self so come funziona il mercato e, qualora mandassi un manoscritto a una casa editrice, so che posso rifiutare una situazione che non mi sembra adatta perché ho sempre un'altra strada a disposizione.

• In Zofri si denota una certa quantità di ricerca, quanto hai dovuto studiare per scriverlo?

Molto. Solo per la storia ho dovuto fare un mese di ricerche, alcune serie come quelle scientifiche sulle epidemie e sull'ansia patologica o quelle di antropologia che mi hanno permesso di comprendere i meccanismi sociali delle piccole comunità, fino a quelle più strampalate come 'I cervi sentono gli ultrasuoni?'. Però gli studi più grandi sono stati quelli per la produzione di Zofri, dal marketing all'impaginazione o quelli per creare lo stile del protagonista, piuttosto diverso da quello che ho sempre adottato nei miei romanzi fantasy. Però sono molto contenta di averlo fatto, è stato faticoso ma mi ha aiutata molto a migliorare.

• Ci parli un po' del tuo processo di scrittura? Hai una routine quotidiana o hai un approccio istintivo?

Il mio processo di scrittura si è consolidato con Zofri, prima era molto più caotico: dedico un primo mese alle ricerche fondamentali, uno a creare una scaletta di tutti gli eventi chiave, con le loro connessioni, e poi svolgo la storia per i tre mesi successivi. Dedico un mese alla sola riscrittura e uno all'editing. Scrivo ogni giorno ma non è un pensiero fisso, se salto qualche settimana per impegni o mancanza di voglia non è un dramma; ho la fortuna di produrre almeno una decina di pagine A4 ogni volta che ho un pomeriggio (o notte) da dedicargli e non soffro del blocco dello scrittore quindi cerco di non forzarmi. Mi piace godermi il processo.

• Sei un'autrice italiana, eppure Zofri è ambientato negli Stati Uniti, è una scelta precisa o è un caso?

Sì, è stato un omaggio alle storie di zombie, in maggioranza ambientate negli USA con centri commerciali e armi da fuoco. Volevo prendere l'immaginario tradizionale e cambiare le carte in tavola, per farlo dovevo mantenerne intatti alcuni riferimenti tra cui, appunto, la geografia. Ho preferito inserire una discendenza italo-americana nel protagonista, per presentare la componente italiana. Questo mi permetteva anche di mostrare quanto multiculturale può essere anche il posto più sperduto, con immigrati di generazioni diverse. Mi piace pensare che Zofri sia una vicenda che, con piccoli cambiamenti, possa essere trapiantata in molti luoghi diversi.

• Hai intenzione di comunicare un messaggio di fondo o preferisci che ti legge prenda dal testo ciò che vuole?

Ci sono molti messaggi o spunti di riflessioni, di livelli diversi e argomenti diversi, lascio che i lettori scelgano quali cogliere e fare propri. La storia di Andy è quella di un ragazzo che vive, solo, in un mondo ostile che non riconosce più, pieno di pericoli e di situazioni traumatiche, faticando a gestire il rapporto con gli altri; è una situazione che molti di noi si trovano ad affrontare. Molti lettori mi hanno detto che si riconoscevano nei suoi limiti e nelle sue debolezze, lo hanno supportato tifando per lui e lo hanno scusato anche quando (secondo me) era in torto. Mi piacerebbe che rivolgessero questo spirito anche verso se stessi, dandosi tregua e credendo maggiormente in see stessi. Siamo tutti un po' come Andy, chi più chi meno, mi piace l'empatia e la positività che gli hanno rivolto, è questo che vorrei per ogni persona che soffre di problemi di salute mentale, comprensione e affetto.

• La tua dedica è per i cani e uno dei personaggi è proprio un bassotto. Alcune persone sono indecise se leggere il tuo romanzo per paura che gli accada qualcosa di male. Vuoi esprimerti a riguardo?

Posso capire la perplessità ma è difficile per me rispondere a questa domanda: è un'apocalisse, tutto può succedere, se dicessi che Woody starà bene qualsiasi cosa avvenga purtroppo minerei il realismo del mio testo (anche perché non avendo scritto i seguiti dovrei rispondere comunque in modo molto limitato). Non posso promettere che al cane non succederà niente, in questo testo o nei prossimi due, o che sopravviverà, posso promettervi però che sarà amato fino alla fine dei suoi giorni, che sia nel libro o fuori, e che, qualora gli succedesse qualcosa, non indugerò in dettagli di violenza esplicita e il tono della scena sarà triste, non macabro. Woody ha un suo arco di personaggio e un suo carattere, dipende tutto da lui, come per chiunque altro, diversamente perderebbe la sua tridimensionalità. Non concedo mai plot armor nei miei testi, nemmeno ai protagonisti. Quindi dipende molto da cosa preoccupa: la sofferenza di doverlo (eventualmente) salutare o la paura di rimanere traumatizzati da una scena orrida e forte. Molti lettori mi hanno detto che la mia scrittura, indipendentemente dalla situazione, è molto 'delicata e sensibile' quindi la seconda opzione non è proprio possibile. Sulla prima, invece, chi vivrà vedrà (scusate, battuta brutta).

• Grazie mille per averci coinvolte in questo viaggio nell'Apocalisse, attendiamo il sequel!

Grazie a voi, davvero, non ho parole per ringraziarvi! Il prossimo testo della saga di Zofri uscirà a Novembre, ma non sarà il secondo che è previsto invece per il 2024, prometto però che, quando lo vedrete, scuoterete la testa sorridendo e pensando 'Giulia è pazza, voglio leggerlo'.



A presto! 
xoxo

venerdì 3 febbraio 2023

Review Party: "Zombie Friendly" di Giulia Reverberi

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi tocca a me parlarvi di Zombie Friendly, di Giulia Reverberi, un romanzo che mi ha davvero colpita e che ho amato senza mezze misure. Si tratta, tra l’altro, di un’opera autopubblicata e non avete idea del lavoro immane e fantastico che ha fatto l’autrice con questo volume. Sono felicissima di partecipare a questo Review Party insieme ad altre splendide personcine, ma in primis ringrazio la mia sis del cuore Francesca di La biblioteca di Zosma per avermi coinvolta, dandomi la possibilità di conoscere una storia strepitosa e un’autrice davvero in gamba. Vi lascio alla mia opinione e vi aspetto nei commenti! ;)

Zombie Friendly
di Giulia Reverberi

Prezzo: 5,90 € (eBook) 20,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 450
Genere: fantascienza, horror
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 4 novembre 2022

Andrew Woodcrown ha sempre pensato che la fine del mondo sarebbe avvenuta in modo drammatico: un asteroide che colpisce il pianeta, uno tsunami che si abbatte sulle terre abitate, un olocausto nucleare che spazza via ogni cosa. E invece no. Nessun comunicato alla televisione, nessun utente social che scrive stati sarcastici su come sarebbe morto da lì a pochi secondi, nessun cielo in fiamme adatto per le foto pre-morte degli influencer. Il genere umano si è estinto nel silenzio, uno di quelli pieni di imbarazzo, che seguono una battuta brutta. Una folla di zombie ha invaso la tranquilla cittadina americana di Redwood Town, mentre Andy era solo in casa con il suo bassotto Woodstock. Da quel momento la sua vita è cambiata, il suo unico lavoro è diventato non farsi ammazzare. E quando le scorte di cibo hanno iniziato a scarseggiare, ha deciso di affrontare un viaggio alla ricerca della cosa più pericolosa mai esistita: gli esseri umani. Come sopravviverebbe una persona normale in un apocalisse? Armato di ansia, sarcasmo e cultura nerd, Andy tenta tutti i giorni di rispondere a questa domanda, conscio di avere più limiti di una funzione algebrica e meno possibilità di una relazione nata dalle app di incontri. I Maya non avevano dato una profezia ma un consiglio. Dalla penna social di Giulia Bifrost, una storia che parla di identità e coraggio, in un mondo in cui l'apocalisse non è la cosa peggiore che può capitare. Gabriella Giliberti, giornalista e content creator, nella sua prefazione delinea il percorso evolutivo che riguarda la figura dello zombie, esaminando casi illustri e tracciando un percorso volto a far arrivare il lettore alle potenzialità di questi non-morti, spesso sottovalutati. Abel Montero, con la sua postfazione, permette di dare un'occhiata al dietro le quinte dell'autoproduzione del testo, con particolare attenzione alla comunicazione che ha permesso a questa storia di trovare il suo zoccolo duro di lettori prima ancora di essere messa su carta.

Leggere Zombie Friendly è stata una delle esperienze più entusiasmanti di questo 2023. Ho già letto in passato libri sugli zombie, ma penso che mai nessuno abbia avuto l’anima di questo scritto da Giulia Reverberi. È palese quanto lavoro ci sia stato dietro, quanti sacrifici, quanta devozione. Alla fine, il risultato, non è solo una storia sugli zombie, non è solo un post-apocalittico, ma anche una sorta di diario interiore, un percorso di crescita, un romanzo di formazione. Zombie Friendly è una chiave per leggere dentro di noi ma anche per leggere il mondo, tutto ciò che ci circonda. Ci offre il modo di guardarlo con occhi diversi, occhi più attenti, di scrutarne i difetti insiti. Pregi non ce ne sono molti, nemmeno nell’umanità, quella stessa umanità che ha contribuito a distruggere il proprio mondo portandolo alla rovina. Andy, il protagonista, lo sa bene, e infatti non si fida di nessuno, neanche di se stesso. Da quando una terribile piaga si è abbattuta sul mondo, portandogli via le poche sicurezze su cui poteva fare affidamento, non gli resta che cavarsela da solo. Fortuna che del tutto solo non è, ha il suo fidato Woodstock accanto, un tenero bassottino, goloso di crackers e addestrato in maniera esemplare. Ma come possono sopravvivere a un’apocalisse zombie un ragazzo che soffre di ansia e un piccolo bassotto? Beh, vi sembrerà strano ma il modo lo troveranno. Andy è un ragazzo pieno di risorse e intelligente e, sebbene fatichi a credere in se stesso, riuscirà a tenere duro e ad adattarsi anche alle situazioni più difficili. Esatto, perché il vero segreto è proprio la capacità di adattamento, è quello che serve quando si vuol sopravvivere a tutti i costi. Come tutte le persone che soffrono di ansia, Andy teme la morte, eppure un bel giorno deciderà che è arrivato il momento di affrontarla, di lasciare il rifugio sicuro della sua casa - ormai disabitata e in stato pietoso - per avventurarsi fuori. E tutto perché ha finito il caffè. Vi sembra una ragione improbabile? Andatelo a dire a lui! È una ragione più che valida affrontare gli zombie se hai finito tutte le razioni di caffè, è ciò che si è imposto Andy, il suo input per scrollarsi di dosso ogni paura e cercare di cambiare un po’ le cose (anche se lui odia i cambiamenti), perché la solitudine e l’immobilità, alla fine, gli fanno paura al pari degli zombie. Andy vuole sapere se nel mondo è rimasto qualcun altro, oltre lui e Woodstock, e oltre il suo amico Blake con cui comunica tramite ricetrasmittente, se c’è ancora qualche speranza, in fondo, o se dovrà rassegnarsi a nascondersi per tutta la vita dagli zombie, fino a che questi non lo scoveranno e ne faranno il loro pasto principale. E così si avventura fuori casa, avendo come meta un centro commerciale di cui gli ha parlato una volta lo zio (prima di fare una brutta fine anche lui) e in cui pare vi si trovi qualcuno. Ma sarà davvero la scelta giusta? Non può saperlo finché non l’ha compiuta. Il suo viaggio lo porterà a fare esperienze che non avrebbe mai immaginato, ad affrontare pericoli, a tirar fuori un coraggio inaspettato e, quando finalmente raggiungerà la meta prefissata, non sarà poi così sicuro che quello sia meglio degli zombie o della solitudine in cui viveva prima.

La seconda parte del romanzo è dedicata alla vita di Andy e Woodstock all’interno della colonia nel centro commerciale, ma quello che apparentemente potrebbe sembrare un sogno, non è che un nuovo incubo. Le persone non sono meglio degli zombie che invadono il mondo, anche loro possono fare davvero paura. Possono far paura nel modo in cui decidono di gestire le cose, nella scelta delle loro priorità, o in quella di costruire una comunità che non tende a correggere gli errori del passato ma a perpetrarli, togliendo diritti e lasciando solo doveri. Una prigione bella e buona, un luogo fisicamente sicuro, ma non abbastanza da far abbandonare ogni preoccupazione. E, allora, Andy dovrà ricorrere ancora una volta alla sua capacità di adattamento, quella che lo ha già salvato una volta, che gli ha permesso di tener duro e arrivare fino a lì. Lo deve fare per Woodstock, al quale ha fatto una promessa solenne, e lo deve anche un po’ a se stesso, perché nonostante i suoi problemi, le sue ansie, le sue debolezze, ha saputo lottare diventando una sorte di eroe, uno Zombie Friendly capace di attraversare persino l’inferno.

Andy è un ragazzo con cui è molto facile empatizzare, un personaggio vero, pieno di difetti e timori, ma riesce ad affrontare tutto con un efficace sarcasmo, che ce lo fa apparire assolutamente irresistibile. Non so quanto ho riso leggendo le sue battute, ho apprezzato tantissimo questo aspetto del suo carattere, il riuscire a smorzare la crudeltà del mondo con il sorriso, anche se, talvolta, si tratta di un sorriso amaro. Mi ha fatto tanta tenerezza, soprattutto nel suo rapporto con Woodstock, inseparabile amico d’avventura... Chi non vorrebbe un bassotto così al proprio fianco? Per certi versi l’autrice sembra dire che gli animali sono meglio dell’uomo, ed effettivamente è così, lo sappiamo bene. Sono fedeli, sinceri, affettuosi, mentre l’uomo, anche quello che sembra la persona più fidata del mondo, può tradirti da un momento all’altro. Andy vivrà esperienze nella colonia molto contrastanti: se da un lato infatti sente la necessità, il bisogno, l’urgenza, la mancanza di contatto umano, dall’altro lato vorrebbe solo scappare a gambe levate e buttarsi nella bocca di uno zombie. Ed è così anche per noi, alla fine. Siamo animali sociali, come mi insegnava un mio docente all’università, nutriamo l’esigenza degli altri, dello stare insieme, la solitudine non ci appartiene, eppure quante volte si sta meglio da soli che in compagnia? Quante volte faremmo meglio a bastarci che andare a gettarci in rapporti che di umano non hanno nulla e che possono solo farci stare male? L’apocalisse zombie di Giulia Reverberi è una metafora del nostro mondo, della nostra esistenza e l’esperienza di Andy dovrebbe farci riflettere su tante cose. E lo fa. Questo libro è un portento per tutti i messaggi che trasmette e per come riesce ad arrivare dritto al punto senza troppi giri di parole. Lo fa con ironia, ma risulta chiaro lo stesso. Mi sono divertita tantissimo a leggerlo. Non mi aspettavo nulla di tutto ciò che vi ho trovato e sono stupita che non si parli abbastanza di questo libro in giro perché è uno degli esordi più promettenti di sempre. È acuto, beffardo, irriverente, ma anche cupo, un po’ malinconico e inaspettatamente profondo. Ho avuto modo di leggerlo nella sua versione "speciale", con gli inserti inseriti dall’autrice, ed è stata un’esperienza immersiva. Disegni, fotografie, post-it, biglietti, banconote, una fantastica mappa e all’interno anche illustrazioni. Ogni dettaglio ha contribuito a farmi amare un po’ di più questo libro. Compratelo e scopritelo anche voi, regalatevi una lettura fuori da ogni canone; tra l’altro l’autrice, da vera nerd qual è, ha inserito un sacco di citazioni fighissime, vi sfido a individuarle tutte! Zombie Friendly non è un romanzo, è un viaggio, uno splendido viaggio attraverso se stessi, un incoraggiamento a conoscersi più a fondo, a sfidare le proprie paure, a fare delle scelte, pur sbagliate che siano, ma che ci rendano felici. Ci sprona a credere di più in noi stessi, nelle nostre capacità, a fidarci delle nostre sensazioni più che di quelle degli altri. Ha davvero tanto da offrire a chiunque lo leggerà. 

Ci si vede all’inferno!

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 31 ottobre 2014

Speciale Alice in Zombieland... Alice Bell è tornata!



La notte più terrificante dell’anno sta per arrivare.
Chiudetevi in casa, accendete la vostra lanterna e aspettate.
Lei. 
Questo Halloween non perdete Alice in Zombieland in esclusiva digitale eLit.
Alice Bell è tornata. Ed è solo l’inizio. 

L’avete amata, aspettata, desiderata. A grande richiesta torna il bestseller cult Alice in Zombieland in una veste speciale, pensata appositamente per chi, come voi, non vede l’ora di scoprire le atmosfere paranormal di una delle serie più amate di Gena Showalter.

A partire dal 30 ottobre in esclusiva digitale eLit, il primo sensazionale capitolo della trilogia The White Rabbit Chronicles torna per lasciarvi senza fiato, con il suo mix esplosivo di horror, humor e romanticismo. Una sorpresa unica, pensata per rivivere le avventure di Alice Bell nella terra dei non-morti.
QUI potete acquistare la vostra copia eLit di Alice in Zombieland.



"Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre."



L'autrice

Gena Showalter vive in Oklahoma con la sua famiglia e ha poco più di trent’anni, così come trenta sono i romanzi da lei pubblicati. Per il New York Times e Usa Today è una delle autrici di bestseller più promettenti degli ultimi anni e il suo stile inconfondibile ha saputo stregare milioni di fan in tutto il mondo. In Italia ha conquistato il pubblico con la serie di successo Lord of the Underworld di cui fanno parte Demons, Demon’s night, Demon’s kiss, Demon’s pleasure, Demon’s Love, Demon’s Angel, Demon’s Passion, Demon’s Secret, Demon’s game e Demon’s Destiny. Sono in pubblicazione altre serie di successo: presto, in esclusiva in versione only digital la pubblicazione del secondo romanzo della trilogia The white rabbit Chronicles. Scoprite il mondo di Gena Showalter su www.members.genashowalter.com.

"Con storie avvincenti e personaggi memorabili, Gena Showalter non manca mai di stupire."
Jeaniene Frost, autrice di Il mondo di cenere

"La Showalter firma romanzi in grado di ricreare mondi mozzafiato!"
Sylvia Day, autrice del besteller Afterburn/Aftershock.



Vuoi saperne di più sulla serie The White Rabbit Chronicles? Scopri il sito dedicato, creato dall’autrice Gena Showalter: http://wrchronicles.com/


Ma non è tutto.

Tica, Tac…Tic Tac… Lo sentite?

Through the Zombie Glass sta per arrivare…
È un segreto. Ditelo a tutti. 


La notte del suo sedicesimo compleanno Alice ha perso la sua famiglia e gli affetti più cari. Quella notte ha scoperto che i mostri esistono veramente. Pensava di aver perso tutto, ma c’era ancora una cosa che gli zombie desideravano rubarle: la sua anima.


In questa notte dove tutto è possibile inizia il conto alla rovescia: il sospiratissimo sequel Through the Zombie Glass, inedito, arriverà in Italia a dicembre in esclusiva only digital eLit. Gli zombie sono tornati, siete disposte a mettere in gioco tutte voi stesse, compresa la vostra anima?

E allora seguite Alice nella tana del Bianconiglio, che l’avventura abbia inizio.



A presto!
xoxo





martedì 23 aprile 2013

Recensione + Intervista: "I vivi, i morti e gli altri" di Claudio Vergnani


Eccoci alla seconda recensione di oggi, amici!
Questa, forse, l'attendevate con più ansia, dal momento che a seguire troverete anche un'intervista esclusiva all'autore! Lo ringrazio anticipatamente per il tempo concessomi e soprattutto per la sua cortesia. E' stato un piacere per me intervistarlo e averlo ospite qui sul blog!
Ringrazio anche Michela della Gargoyle per la sua gentilezza e le continue premure;)

I vivi, i morti e gli altri
di Claudio Vergnani


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 480
Genere: Horror
Editore: Gargoyle Books

Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.

<<Questo non è l'inferno. Questo è molto peggio.>>

Metto subito le mani avanti e vi confesso che non sono una grande appassionata di romanzi horror. In effetti, ne ho letti davvero pochissimi e quei pochi che ho letto non mi hanno neanche entusiasmato molto. Bene, questo non è assolutamente il caso del romanzo di cui sto per parlarvi! Leggendo I vivi, i morti e gli altri ho scoperto quanto fascino possa possedere anche un romanzo di questo genere e quante emozioni sia in grado di suscitare. Emozioni forti. Direi, quindi, che chiunque le ami, non può farsi scappare l'opera di Claudio Vergnani!

In questo romanzo tutto è stravolto. L'Italia è un Paese quasi irriconoscibile, un luogo contaminato dall'avvento di una tremenda piaga, che lo ha reso spaventoso e violento. Morire è divenuto più comune che nascere, ma dopo la morte il riposo eterno non è contemplato. I morti si risvegliano e camminano, inondano le strade e sono bramosi di carne umana. Gli zombie sono sinonimo di Apocalisse, sono un'orribile malattia che sta prendendo il sopravvento in maniera rapida e inarrestabile e che porterà alla distruzione di tutto. Non c'è certezza del domani, non c'è futuro. C'è solo un motto: "si salvi chi può".
Oprandi è un ex militare alcolizzato senza scopo nella vita, una persona che porta dentro di sé un vuoto inspiegabile, che ha colmato con una buona dose di acredine e di pessimismo verso ogni cosa. Ha un solo desiderio: fuggire il più lontano possibile dallo scempio che lo circonda, da quell'orrore dilagante che incute timore persino a lui, abituato alle brutture della vita. Per farlo si rivolge ad una facoltosa donna, la signorina Ursini, proponendole un patto: lui recupererà il cadavere del padre se lei gli assicurerà una fuga sicura in Svizzera, l'unico luogo momentaneamente privo di pericoli.
Inizia così il viaggio dell'uomo, alla ricerca di un corpo putrefatto, ma soprattutto alla ricerca di se stesso. Questo romanzo, infatti, non è che una parabola dell'esistenza umana, di fronte all'imprevedibilità degli eventi e al triste, traboccante declivio di una realtà alternativa e cupa al nostro mondo. C'è una profonda introspezione dell'animo umano, un'indagine della solitudine di un uomo disilluso, che non crede più in nulla, ma che individua una piccola possibilità di remissione in un gruppo di compagni dalle personalità bizzarre. In una bambina dolcissima di nome Bibi, unico elemento puro in mezzo all'abominio diffuso.
Oprandi è un personaggio molto profondo e ben caratterizzato, fatto di emozioni appena palpabili, che il lettore vorrebbe cogliere ma che spesso non riesce a fare. Ciò che comprende di lui è solo ciò che l'autore vuole che comprendiamo, il resto è un mistero che è giusto rimanga tale, per far sì che il personaggio sia fino in fondo come dev'essere: la chiave di una soluzione che va ricercata in noi stessi. Siamo spavaldi e coraggiosi fino a un certo punto, portiamo avanti per anni questa nostra immagine, ricoprendola di certezze e convinzioni. Poi, quando giunge il momento di confermare il nostro coraggio, la nostra improbabile personalità, voltiamo le spalle in cerca di una via di fuga.
  E' facile essere i Vivi o i Morti, è un binario a senso unico quello, ma essere gli Altri, è molto peggio.

 "Vivi fuori ma perdutamente morti dentro, più ancora degli zombie. Sono coloro che nella calamità abdicano al ruolo di uomini e si fanno meno di un uomo, meno di un cane, meno di un topo. Coloro che veramente riportano indietro le lancette dell'evoluzione."

E' un romanzo, I vivi, i morti e gli altri, da cui inizialmente ti aspetti una storia macabra e ricca di azione - dato che parla di zombie e catastrofe - ma che pensi poi non abbia molto altro da dire. Invece, vi assicuro che c'è da ricredersi! Chiunque si accosterà a questa lettura, si prepari, perché riserva sorprese e spunti di riflessione importanti. Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, proprio per questi motivi... Una storia che tra scenari raccapriccianti e violenza inaudita, riesce a dare spazio anche alla tenerezza, all'amicizia e all'amore. Alla scoperta dei valori per cui vale la pena vivere, alla riflessione sul dolore e sull'inevitabile malinconia di fronte ad un mondo al tracollo. Vergnani offre al lettore uno stile ammirevole, fatto di una narrazione di alto livello, di attenzione per i particolari, di ritmo serrato e tensione costante. Il tutto condito da un'ironia disarmante, che stempera, in diverse occasioni, l'ansia accumulata da una lettura avida. Con il poco fiato che l'autore ci lascia, riusciamo a cogliere varie sfumature di un romanzo che si propone di mostrarci le alternative che potremmo avere in una situazione disperata, quando tutto è perduto e possiamo contare solo su noi stessi e la nostra forza di volontà. Attraverso i vari incontri che fa il protagonista consideriamo tali opportunità, che non sono molte e, spesso, corrispondono a scelte esecrabili. Ma in tempi duri, sembra che tutto sia giustificato. Oprandi dovrà affrontare tutta una serie di prove che metteranno in discussione ogni cosa, una lotta spietata e senza esclusione di colpi,  non solo contro i morti viventi, ma anche contro i vivi. Gente disposta a tutto pur di rimanere in vita e zombie che si riversano da un luogo all'altro come sciami di api, divorati da un'insaziabile fame, saranno i suoi più accaniti rivali. Due categorie, i Vivi e i Morti, che ad un certo punto si confonderanno, sorprendendo sia il protagonista che il lettore. Il peggio verrà fuori da coloro che hanno coscienza e sono in grado di scegliere, ma che turbati da un mondo in dissolvenza, non si faranno scrupoli di fronte all'idea di compiere azioni scellerate e crudeli, anche verso i propri simili. Una sconfortante circostanza su cui l'autore pone l'accento, confrontandola con un'altra ancora più impressionante. Perché esistono "prodigi belli e terribili"... e ci si può assistere anche in tempi di crisi.
Infine, la prova più difficile di tutte, per Oprandi: sopravvivere a se stesso. Un viaggio, il suo, ricco di colpi di scena, imprevedibili conseguenze e scontri cruenti. Una missione che, tra avventure al limite della resistenza umana, lo porterà a riscattarsi, a riscoprire l'importanza di determinati valori e a riappropriarsi di un'identità più adatta a sé.

<<Una cosa quelle creature sventurate me l'avevano insegnata: se sei ancora padrone del tuo destino e ti si offre una possibilità - anche se questa possibilità è nel mezzo dell'inferno - non tirarti indietro, cogli l'occasione e sii tutto ciò che puoi essere, sperando che sia qualcosa di buono.>>

Molto consigliato, sopratutto agli amanti del genere horror. Questo romanzo ha decisamente una marcia in più!


E, adesso, non lasciate questo blog perché ho intervistato per voi Claudio Vergnagni, l'autore de "I vivi, i morti e gli altri"!

Estratto

Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temutidi tutti, gli Accaniti, che presa casualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all'altro: dalle palestre di body-building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d'esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013) , ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l'entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L'ora più buia (2011)

L'intervista

- Ciao Caludio! Ti ringrazio per questa intervista e per il tempo che mi stai concedendo... E' un vero piacere, per me, ospitarti sul mio blog! :)

- Grazie a te :)

- Iniziamo parlando della tua opera... Cosa ti ha ispirato una storia in stile zombie-apocalypse?

- Sapevo che era rischioso, perché ormai di zombie sono pieni gli scaffali, ma in primo luogo amo il genere (gli zombie di George Romero e di Zack Snyder mi piacquero molto), in secondo luogo, proprio perché lo amo, mi piace entrarvi - con rispetto - e poi dire la mia, aggiungendo novità, non minestre riscaldate.

- La tua precedente opera è una trilogia dedicata ai vampiri. C'è qualche elemento in comune con questo nuovo romanzo?

- Sì, che vampiri e zombie rappresentano poco più di uno sfondo per parlare di esseri umani che l'orrore, la paura, lo sfinimento mettono davanti a sé stessi. E spesso i miei protagonisti imparano cose, di loro stessi, che non gli piacciono. Il focus dei miei romanzi è sì l'azione, ci mancherebbe, ma anche la riflessione, anche - direi - l'onestà di andare controcorrente non per snobismo, ma per tentare strade nuove che non sempre portano a finali consolatori.

- Numerosi spunti di riflessione sono offerti, infatti, dal tuo romanzo. C'è anche una distinzione, alla fine, tra le categorie Vivi, Morti e Altri... Come sei giunto all'individuazione di quest'ultima categoria?

- La razza umana è da sempre in bilico tra il bene, la nobiltà d'animo, l'intelligenza, il coraggio e il male, la violenza, la brutalità e la vigliaccheria. Può bastare poco a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Lo vediamo oggi più che mai che siamo tutti sull'orlo di un precipizio. In fondo a quel precipizio c'è qualcosa che ci dirà chi siamo realmente. Tra il bene e il male c'è una larga terra di nessuno, continuamente mutevole. Mi piaceva l'idea di indagare anche su di quella.

- E in quale categoria pensi di rientrare tu?

- Non lo so ancora.

- Chissà, magari lo scoprirai più avanti... così come il nostro Oprandi, magari ti aspetta un cammino che farà, prima o poi, luce su tutto...

- Magari ciò che scoprirò non mi piacerà.

- Continuando a parlare di Oprandi... E' un personaggio molto particolare, che ha perso fiducia in se stesso e nel prossimo, e che è "vivo fuori", ma completamente "morto dentro". Quanto ti senti simile a lui, o meglio, quanto di te c'è in Oprandi?

- Sì, niente di particolarmente originale in questo. Intendo nel suo stato d'animo. La parte interessante è il suo "percorso di consapevolezza" all'interno di un inferno sulla terra. E' un uomo con tutte le carte in regola per dare il peggio di sé, e invece, in qualche modo, la sua fragilità, il suo essere "solo, triste e alla fine" si riveleranno fattori importanti. In certi sconvolgimenti, il solo uso della forza è una via "finita".
Non so onestamente come mi comporterei al suo posto, ma una cosa è certa: ho scritto il romanzo in piena sincerità, e alla fine quel che diceva lui era ciò che pensavo io. Poi, naturalmente, alcuni aspetti di base sono comuni: l'età, i trascorsi militari, l'aver provato veramente la paura del combattimento. E anche altre cosucce di affratellano.

- Una piccola parentesi amorosa è presente nel tuo romanzo. Jas è la possibilità che il destino offre al nostro "eroe", anche in mezzo all'inferno. Cosa rappresentano lei e la piccola Bibi per un uomo come Oprandi? 

- La prima un prodigio inaspettato d'amore e passione, ma anche tenerezza e stupore; la seconda... un problema in più, ma, alla fine, anche uno spartiacque tra ciò che Oprandi era e ciò che poi sarà.

- Nel tuo romanzo si parla di imminente fine del mondo. In che modo immagini tu che potrebbero concludersi i nostri giorni? E quanta paura ti fa questo pensiero?

- Ho tante paure, ma non questa. Posso provare dispiacere per altri, magari, ma non per me. Io sono stato fortunato. Ho vissuto. Ho fatto più o meno ciò che potevo. La fine del mondo non mi fa paura. Mi spaventa di più questo atroce e umiliante lungo momento di agonia. 
In quanto a ciò che potrebbe essere la fine del mondo, credo che sia già iniziata e che sia lì, sotto i nostri occhi. Il mondo siamo tutti noi. Guardiamoci dentro e capiremo se finirà e come. 

- Nel romanzo compare anche un gruppo di superstiti legati alla vita in modo spaventoso, disposto a terribili crudeltà, pur di salvaguardarsi. Nella recensione ne ho fatto cenno, ma vuoi spiegare tu qualcosa in più a riguardo? Devo dire che, personalmente, queste persone mi hanno spaventata più degli zombie stessi...

- Come dicevo, camminiamo tutti sul filo del rasoio. La storia ce lo insegna. Forse, chiunque di noi, in determinate situazioni, potrebbe macchiarsi delle peggiori atrocità. La paura alimenta la paura, e la reazione più immediata è la violenza. Per tanto tempo si è pensato che la gente volesse essenzialmente la giustizia, ma non è così: la gente vuole la vittoria e il proprio imporsi. Se così non fosse, vivremmo in un Eden, e invece...
I superstiti sono molto pericolosi, perché si riconosceranno in un gruppo, e per quel gruppo varranno solo le proprie regole, a qualunque costo. E se pensate che stia esagerando, leggete i notiziari.

- Mi trovo sicuramente d'accordo con te! C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere, in conclusione? Hai dei nuovi progetti a cui stai lavorando e su cui vorresti farci cenno?

- Intanto ringrazio te per l'opportunità e chi la leggerà per il tempo concessomi. Poi concluderei con una nota positiva: essere in bilico significa poter ancora scegliere, e come dice lo stesso Oprandi: "Una cosa quelle creature sventurate me l'avevano insegnata: se sei ancora padrone del tuo destino, e ti si offre una possibilità - anche se questa possibilità è nel mezzo dell'inferno - non tirarti indietro, cogli l'occasione e sii tutto ciò che puoi essere, sperando che quel che potrai essere sia qualcosa di buono". Vale anche per i miei progetti. Se penserò che siano buoni, allora li proporrò. Scrivere è un po' come ricevere un testimone. A chi scrive la scelta se accettarlo e mettersi a correre o lasciarlo andare.

- Hai citato la stessa frase con cui ho concluso la recensione! :) Mi è piaciuta moltissimo e, di sicuro, è una piccola "lezione di vita" che conserverò per il futuro. Spero lo faranno anche molti altri, tutti coloro che leggeranno la tua opera o semplicemente questa recensione e questa intervista. E' stato un piacere chiacchierare con te, mai avuto un interlocutore più stimolante! Mi hai quasi messo in crisi sulla scelta delle domande da porti... :P
Grazie di tutto e a presto!


Vi è piaciuta l'intervista amici?
Cosa ve ne sembra di questo autore interessantissimo e del suo romanzo?
Attendo i vostri pareri!











mercoledì 17 aprile 2013

Presentazione del romanzo "I vivi, i morti e gli altri", di Claudio Vergnani, a Modena

Amici, 
vi comunico adesso un evento importante, ovvero la presentazione del romanzo "I vivi, i morti e gli altri" di Claudio Vergnani a Modena il 19 Aprile.
E' un'occasione da non perdere, consiglio a tutti coloro che possono parteciparvi di farlo! :)

La presentazione si terrà alle ore 21.00, alla Libreria Mondadori Victoria (presso il "Victoria Cinema", via Ramelli 101). In occasione della presentazione del romanzo, ci sarà anche con l'autore Iari Nora.

I vivi, i morti e gli altri
di Caludio Vergnani


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 480
Genere: Horror
Editore: Gargoyle Books


Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).

Non mancate questo appuntamento, amici, mi raccomando!

Tra qualche giorno pubblicherò anche la recensione di questo romanzo e, se andrà in porto, ci sarà anche una piccola sorpresa per voi! Intanto, vi posso dire che I vivi, i morti e gli altri è un romanzo con una marcia in più, davvero imperdibile, credetemi!

A presto!


sabato 23 marzo 2013

In libreria: "I Vivi, I Morti e gli Altri" di Claudio Vergnani

Ecco un altro romanzo di cui voglio parlarvi, uscito già da qualche giorno, per Gargoyle Books.

Dopo il successo della trilogia dedicata ai vampiri modenesi (Il 18° Vampiro, Il 36° Giusto, e L'ora più buia), arriva finalmente in libreria il nuovo romanzo horror di Claudio Vergnani.

E se le persone che ami diventassero ciò che odi di più al mondo?

I Vivi, i Morti e gli Altri
di Claudio Vergnani


Prezzo: 14,90 euro
Pagine: 480
Editore: Gargoyle Books
Genere: Horror
Data di pubblicazione: 21 Marzo 2013

Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come? Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile,si rivela tutt’altro che semplice. Tra cadaveri in putrefazione, stuoli di zombi assetati di sangue, gruppi armati allo sbando, sacche di resistenza e riti voodoo, il protagonista, in compagnia di una stramba combriccola, sarà costretto ad affrontare i propri spettri interiori e a lottare per impedire alla propria parte mostruosa di prendere il sopravvento. L’incontro fortuito con una bambina, tra gli altri, sarà l’occasione per riscattarsi e per ristabilire valori assoluti quali la responsabilità e la solidarietà.

Dopo l'esordio con la trilogia dedicata ai vampiri modenesi - definita dalla critica "horror sociale" - Vergnani torna in libreria con un nuovo, straordinario romanzo, capace di indagare le profondità più recondite dell'animo umano. Rivisitando il tema del vampiro e degli zombie, lo scrittore ci consegna, sotto forma di metafora, uno spaccato sconcertante della realtà attuale. Introspezione, precarietà postmoderna, il tutto condito dal sapiente uso della parola, dalla cura per le descrizioni e dalla caratterizzazione puntuale e realistica dei personaggi. I Vivi, i Morti e gli Altri non è solo un'avvincente storia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, ma è anche una riflessione sincera e intensa sulla vita e sulla morte, sull'amicizia, sul senso di smarrimento e sui valori fondamentali dell'essere umano.

Estratto

Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temutidi tutti, gli Accaniti, che presa casualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).


Mi piacciono molto i libri sugli zombie e questo mi intriga un sacco, soprattutto la frase riportata sulla copertina "E se le persone che ami diventassero ciò che odi più al mondo?"...



giovedì 7 febbraio 2013

Esce oggi: "The New Hunger" di Isaac Marion

Amici,
come vi avevo già anticipato QUI, esce oggi il prequel di "Warm Bodies", di Isaac Marion!
Siete pronti ad accaparrarvelo e a scoprire il mondo del più adorabile degli zombie?
Sotto potete ammirare, finalmente, la cover ufficiale italiana. Non è splendida? A me piace molto:)

The New Hunger
di Isaac Marion


Prezzo ebook: 2,99 euro
Pagine: 140 ca.
Editore: Fazi Editore

New York è ormai un’immensa palude. New Orleans una barriera corallina. Sull’intero paese, devastato da calamità naturali e privo di un governo centrale, incombe il terribile incubo degli zombie che si aggirano ovunque alla ricerca di sopravvissuti da divorare. Nora e suo fratello Addis, abbandonati dai loro genitori solo con qualche abito e un kit di pronto soccorso, vagano incessantemente da una città all’altra per sfuggire al pericolo di essere derubati o uccisi. Nel frattempo una ragazza di nome Julie è in viaggio con i suoi genitori alla ricerca di un luogo sicuro dove stabilirsi. Ha solo dodici anni, ma ha visto la sua scuola bruciare e i suoi amici morire. Ha visto suo padre diventare freddo e spietato quanto gli zombie. Tutto quello che realmente desidera è un posto da chiamare casa, anche se non lo sarà mai davvero. Intanto da qualche parte nelle vicinanze un uomo si risveglia nel bosco e non ricorda né chi è né dove si trova e perché. Mentre si aggira senza meta si sforza di rammentare dettagli della sua vita ma l’unica cosa che gli viene in mente è una consonante: R. Un nome che inizia con R. I personaggi portati in scena da Marion in The New Hunger, già presenti in Warm Bodies, risultano talmente autentici da spingere il lettore a parteggiare tanto per quelli che vogliono salvare il mondo quanto per chi prova semplicemente a sopravvivere.

L'autore

Isaac Marion è nato a Seattle nel 1981 e vive lì da sempre. Ha svolto decine di lavori fino a quando un suo racconto, I am a zombie filled with love, non è diventato la short story più cliccata d'America dando vita, circa un anno dopo, a  Warm Bodies. Personaggio eclettico, Marion divide il suo tempo tra la scrittura, suonare strani strumenti nella sua band, ed esplorare il paese nel suo camper GMC del 1977 (per maggiori informazioni: www.burningbuilding.com - http://isaaacmarion.com). 



D'accordo, ecco il consiglio: non indugiate oltre e correte a comprare l'ebook!
Poi precipitatevi al FLASH MOB ZOMBIE che si terrà questo pomeriggio a Roma! (Trovate QUI tutte le informazioni utili per partecipare).

A presto, zombini!:)


martedì 5 febbraio 2013

Recensione: "Alice in Zombieland" di Gena Showalter

Ok, prometto di darmi una mossa a pubblicare recensioni, purtroppo non so che mi prenda ultimamente ma sono più i libri che leggo che quelli che recensisco e non dovrebbe essere così. Sono rimasta un po' indietro, ma vedrò di essere più puntuale d'ora in avanti. Ho un esame difficile alle porte e il tempo per occuparmi del blog si è dimezzato. E' questione di qualche giorno, però, poi potrò finalmente tornare a respirare.

Intanto, ho terminato una recensione a cui tenevo particolarmente. Questo romanzo è stato per me una sorpresa incredibile, mi ha folgorata, mi ha lasciata disarmata - anche un po' a corto di parole - e mi ha fatta innamorare. Innamorare della protagonista, innamorare della sua storia, innamorare delle sue incredibili avventure! E' vero che ultimamente gli zombie vanno un po' di moda (vedi il successo di "Warm Bodies" di Isaac Marion), ma una storia così vi assicuro che non l'avete mai letta! :)
Ringrazio la Harlequin Mondadori per avermi inviato una copia del romanzo e continuo a sperare che, prima o poi, chiunque la desideri possa averla (mi riferisco ad una pubblicazione su carta, oltre che digitale. A tal proposito, cliccate sul banner apposito che trovate in sidebar e firmate la petizione).
E adesso ecco la mia opinione su Alice in Zombieland, sicuramente il miglior romanzo letto questo mese...

Alice in Zombieland
di Gena Showalter



Serie: White Rabbit Chronicles #1
Prezzo ebook: 6,99 euro
Pagine: 435
Editore: Harlequin Mondadori



Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta... Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.

Guarda il booktrailer



E' nota a tutti la fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, a cui questo romanzo si ispira. Una giovane ragazza che, inseguendo un coniglio bianco, si ritrova in un mondo fantastico in cui gli abitanti e ogni vicenda sembrano quasi inverosimili. Così come immagino abbiate ancora davanti agli occhi qualche scena del film di Tim Burton, genio dallo stile inconfondibile, che ha creato anche lui una sua versione di "Alice in Wonderland", dalle gotiche, estrose e indimenticabili atmosfere.
Alice Bell non avrebbe mai immaginato che una nuvola in cielo a forma di coniglio l'avrebbe trascinata a forza in una realtà terrificante. Il parallelismo tra i due romanzi esiste, facendo la dovuta attenzione, ma l'originalità con cui l'autrice, Gena Showalter, cura la sua trama è qualcosa di encomiabile e al Paese delle Meraviglie che conoscevate non vi resta che dire "bye bye"! Sebbene io ami molto la fiaba di Lewis Carroll, appassionarmi a questa divertente rivisitazione è stato per me più facile che bere un bicchier d'acqua. Trattandosi di uno young adult mi aspettavo un romanzo più frivolo e leggero, invece, con mio sommo piacere, mi rendo da subito conto che in Alice in Zombieland vi è una profondità fuori misura. Alice perde la sua famiglia in un tragico incidente e da allora la sua vita non sarà più la stessa.
Il padre, visionario e un po' strambo, con la sua ossessione per i mostri. La madre così cauta e remissiva, al la quale non ha mai detto quanto le volesse bene. La dolce sorellina, che col suo carattere riusciva a rendere felice chi le stava intorno. Alice perde tutto questo in un colpo solo. Ma il peggio è che, proprio in quel momento, si rende conto di vedere i mostri, esattamente come suo padre.
Comincia così l'avventura - perchè non si può definire altrimenti - di questa giovane ragazza che, nel tentativo di scoprire di più sulla tragedia vissuta, si ritroverà a dover fare i conti con una realtà quasi paradossale. Non solo i mostri esistono, ma stanno cercando proprio lei!

Alice in Zombieland è un piccolo capolavoro di 435 pagine, che racchiude in sé elementi di ogni genere, ma che attrae, principalmente, per la sua strepitosa ironia. In un mondo violento e oscuro (che non tutti hanno il dono di vedere), in cui combattere il male è un mestiere a tempo pieno, la stella più luminosa, capace di far sorridere di cuore, è la fenomenale protagonista. Fresca, genuina e dall'umorismo disarmante, Alice Bell è la vera essenza dell'intero romanzo.

Andata ad abitare con i nonni, adorabili ma fin troppo apprensivi (esilaranti i loro "interrogatori" ai ragazzi che frequenta la nipote, o i discorsetti sul sesso XD), Alice cercherà di superare il trauma subito e andare avanti con la sua vita, ma allo stesso tempo cercherà di spiegarsi le tante cose "strane" che le accadono.
Il coniglio bianco che vede in cielo è forse preambolo di morte? E le figure evanescenti e spaventose che vede spesso dalla finestra della sua camera, vogliono farle del male? Chi sono?

Tante domande ma anche tante risposte in questo romanzo che non mancherà di entusiasmare anche il più esigente dei lettori. Dalla desolante e triste vicenda di Alice, che spesso riaffiora tra i suoi ricordi per tormentarla, si passa alle più spassose giornate in compagnia di un'amica, Kat, che rappresenta, a mio parere, una grande e meravigliosa attrattiva. Kat è solare, schietta, spiritosa, intraprendente. E' bella e sicura di sé, un raggio di sole in un panorama nebbioso. Lei - oltre i nonni - è ciò che tiene Alice ancorata alla realtà, diventa la sua migliore amica in poco tempo, ma tra le due sembrerà trattarsi di un'amicizia ben più consolidata, tanto sono perfette una accanto all'altra. Due metà che formano un tutt'uno, che si completano. 
A minare un po' questa amicizia, però, si presenta un altro legame. Il primo giorno di scuola, Alice si scoprirà attratta dal ragazzo più "dannato" della scuola, Cole Holland, un cocktail perfetto di muscoli, tatuaggi, fascino e mistero. Quando i loro sguardi s'incrociano, i due si perdono in una visione comune... Una visione di un futuro non troppo lontano? Di un'altra vita? Un semplice sogno? Incuriositi da questa situazione, Alice e Cole si avvicineranno parecchio, entrambi in cerca di una spiegazione plausibile. Ma Alice non immagina nemmeno quanto quell'avvicinamento possa essere tremendamente pericoloso...
Cole è il leader di una cerchia ristretta di bellimbusti, dalla scarsa pazienza, che danno la caccia ai mostri - che poi si scoprirà essere zombie - e, oltre ad avere una pessima reputazione e un pessimo carattere, sarà anche l'unica persona che potrà far luce ad Alice su molti dubbi che la assillano.

Da ragazza senza un preciso scopo nella vita, piena di rimorsi e brutti ricordi da cacciar via, Alice compirà un'evoluzione. Troverà finalmente il suo posto nel mondo, la sua ragione per sopportare tutto il dolore che ha subito. Sarà pronta a "fare la differenza", a diventare anche lei una cacciatrice di zombie.

<<Avrei imparato a incenerire gli zombie. Avrei fatto la differenza. Avrei impedito che altre famiglie soffrissero ciò che ho sofferto io.
Quasi mi dispiaceva per gli zombie. Quasi. Non ero mai stata altrettanto determinata in vita mia. Non avrebbero avuto scampo.>>

Cole sarà il suo mentore, Kat la sua forza, i nonni il suo incentivo. Alice acquisirà una risolutezza senza eguali, spronata anche dai "poteri" che scoprirà di avere.

Se c'è una cosa che non si può negare di questo romanzo è che, di sicuro, è stimolante. Una volta iniziato a leggerlo, non viene più voglia di abbandonare la storia e i personaggi. E' tutto talmente ben delineato che sembra di viverci realmente, di vivere le avventure di Alice, di vedere come lei gli zombie, di combatterli insieme a lei. Ci si affeziona ad un romanzo del genere, tant'è che, una volta finito, ho vissuto dei giorni di astinenza davvero deprimenti. Gena Showalter riuscirebbe a intrattenere persino uno spaventapasseri! La sua scrittura è vivace, ricca, sprezzante. I suoi personaggi sono intensi e dalle mille sfaccettature. Il suo genio è davvero senza confini! Lo stesso Cole, che inizialmente sembra tanto ombroso e violento, o Frosty così scorbutico e antipatico, si dimostreranno ben altro! Seguendo il punto di vista di Alice, li conosceremo uno ad uno e, alla fine, ce ne innamoreremo.
Ok, mi sa che è il caso di terminare qui la mia recensione, dove non ho fatto altro che ripetere quanto abbia amato questo romanzo. Penso che sia chiaro, no?:P
Adesso tutto quello che vi consiglio di fare è di leggere SUBITO, IMMEDIATAMENTE, SENZA ULTERIORI INDUGI, Alice in Zombieland, e a lettura terminata venire a dirmi: "Cavolo, Frà, avevi proprio ragione! Un libro del genere non si può non amare"...

Buona lettura a tutti^_^

Voto: 5/5
Da adesso in poi, voterò anch'io, come Alex, con dei punteggi su una scala da 1 a 5, per regolarmi meglio quando posterò anche su Goodreads (la traduzione dei voti dalla scala precedente mi stava snervando:P)




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