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martedì 21 novembre 2023

Review Party: "Renegades" di Marissa Meyer

Buongiorno, lettor*! ^^
In questa fresca giornata di novembre vi parlo di uno dei romanzi che ho atteso di più, ovvero Renegades, di Marissa Meyer. Ho amato l’autrice per le sue Cronache Lunari, un po’ meno per Gilded, eppure non vedevo l’ora di scoprire questa nuova storia a tema supereroi. Vi lascio alla mia opinione, ma non dimenticate di passare anche dagli altri blog che partecipano all’evento.

Renegades
di Marissa Meyer

Prezzo: 10,99 € (eBook) 21,90 € (cop. rigida)
Pagine: 432
Genere: fantasy, distopico, young adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 14 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

L'Era dell'Anarchia avrebbe potuto proseguire all'infinito. Poi, quasi all'improvviso… la speranza. La speranza che risplendeva luminosa, vestita con mantelli e maschere. La speranza, bellissima e piena di gioia, che prometteva di risolvere tutti i problemi, di trafiggere i nemici con la spada della giustizia. La speranza che prendeva il nome di Rinnegati. Sono passati ormai dieci anni da quando i Rinnegati, un gruppo di giovanissimi Prodigi, uomini e donne dotati di poteri straordinari, decisero di usare le loro capacità per contrastare il caos generato dal governo degli Anarchici su Gatlon City, e riportare ovunque pace e stabilità. Da quel momento i Rinnegati sono diventati per tutti i paladini della giustizia, un simbolo vivente di fiducia nel futuro e coraggio. Per tutti tranne ovviamente per gli Anarchici superstiti che, a loro volta dotati di poteri, sono fuggiti dalla città e per anni, di nascosto, hanno cercato di riorganizzarsi per portare a compimento il progetto originale del loro defunto leader Ace. Tra loro adesso c'è anche Nova, la nipote diciassettenne dell'uomo. Lei stessa un Prodigio, è affamata di vendetta e pronta a tutto pur di ottenerla. Anche a partecipare a un'operazione di infiltrazione tra le fila nemiche. L'incontro con Adrian, un Rinnegato dall'animo ribelle che crede fermamente nella giustizia, però, potrebbe rischiare di sconvolgere i suoi piani: a un passo dalla grande battaglia che attende Rinnegati e Anarchici, i sentimenti infatti possono diventare un nemico spietato...

Ho sempre avuto una predilezione per libri e film di supereroi. Con l’uscita di questa serie ho creduto di trovare finalmente pane per i miei denti. Da super fan degli X-Men non potevo lasciarmi sfuggire l’opportunità di una lettura così ghiotta. Marissa Meyer non delude e ci regala una storia interamente dedicata ai supereroi, uomini e donne con poteri straordinari che si ergono a paladini di giustizia e protettori del genere umano, quando pare che l’Anarchia stia portando solo caos e scompiglio. Questa organizzazione ha preso il nome di Rinnegati, opponendosi al potere anarchico - e al suo leader, Ace - e portando nel mondo una speranza. Col tempo, però, le cose sono cambiate e anche le regole, e il loro porsi sopra tutto e tutti, dettando legge, non è una cosa che piace agli Anarchici superstiti. Nova è una di loro, nonché nipote di Ace. Quando era piccola ha visto morire la sua famiglia, ha atteso l’arrivo dei Rinnegati, convinta che al momento giusto sarebbero venuti a salvarli, ma non si è presentato nessuno, e lei è rimasta sola. Soltanto Ace è arrivato alla fine, e l’ha presa sotto la sua ala protettrice. Da allora sono passati anni, Ace adesso è morto, ma il desiderio di Nova di vendicarsi dei Rinnegati, di ciò che hanno fatto alla sua vita e alle persone che amava, è più forte che mai. Nova è una super ricercata, eppure riesce sempre a farla franca. Il suo è un potere fortissimo e inquietante, con un solo tocco riesce a neutralizzare il nemico, assopendolo profondamente. Per i nemici è un grande punto interrogativo… Incubo, Anarchica o no? Lei non ama giocare secondo le regole, è testarda, sicura di sé, agguerrita. Ecco perché non si tirerà indietro al momento di infiltrarsi tra i Rinnegati per colpire il nemico da vicino. Peccato che non ha fatto i conti con Adrian, il figlio dei fondatori, un ragazzo conosciuto durante un attacco al loro Capitano e che pare abbia dei poteri incredibili. Adrian crede fermamente nella giustizia, si porta dietro un grosso segreto, e più di ogni altra cosa vuole scoprire di più su Incubo, capire se può o meno fidarsi di lei. Nova invece vuole abbattere il Consiglio e tutti i Rinnegati, riportando nel mondo la libertà ed eliminando l'oppressione. Chi la spunterà?

Renegades è un romanzo ricco di azione, non lo si può negare, c’è continuamente qualche missione da compiere, qualcosa da scoprire, qualche attacco da studiare, qualche superpotere da approfondire, qualche passato che viene a galla, qualche impresa pericolosa a tenere con il fiato sospeso. L’autrice ci permette di entrare a far parte di entrambe le fazioni di supereroi, Rinnegati e Anarchici, seguendo i punti di vista di Nova e Adrian, ma chi è che è dalla parte giusta? Chi sono i buoni e chi i cattivi? Propenderete per entrambe le parti, probabilmente, perché alla fine nessuno è solo buono o solo cattivo, dietro le azioni dei nostri supereroi ci sono ragioni importanti che li spingono a fare determinate scelte e riusciremo per lo più a comprenderle, restando attaccati fino all’ultima pagina per capire dove la loro lotta li porterà. Ma questo è solo il primo volume di una trilogia, perciò dovremo aspettare anche i prossimi per vedere l’evoluzione di molti di questi personaggi e situazioni. 

Renegades mi è piaciuto, ma non come mi sarei aspettata. Mi aspettavo una storia più originale, invece mi è sembrato di leggere un fumetto degli X-Men o guardare un episodio di The Boys. Questa storia non sembra portare nulla di nuovo nel panorama letterario supereroistico, e non mancano nemmeno dei trope classici e molto amati dei romanzi di ultima generazione, primo fra tutti l’enemies to lovers. I personaggi sono tanti, ma veramente tanti, e in un primo momento un po' ci si confonde tra identità reale e identità segreta, tra nomi veri e nomi da supereroi, anche perché l'autrice, non appena compaiono, ci tiene a precisarli entrambi. E lo fa spesso, anche quando ormai abbiamo capito di chi si tratta. Nonostante ciò, mi sono appassionata quasi subito al romanzo, perché è avvincente e perché, come vi ho detto, sono una fan sfegatata di questo tipo di storie, ma alla fine dei conti mi sono accorta che non mi ha lasciato addosso l’entusiasmo sperato. Avevo voglia di leggere qualcosa di diverso, invece ho trovato tutto abbastanza prevedibile. Quello però che più di ogni altra cosa mi ha fatto storcere il naso e mi ha irritata è stata la traduzione dei nomi dei supereroi. L’ho trovata forzata e ridicola, in alcuni casi non riuscivo a prenderli sul serio con dei nomi tanto improbabili (Schizzo, Fumogeno, Fobia, Il Custode del Timore, Pastinaca, ecc.). A parte questa enorme pecca, il romanzo ha il suo potenziale, ma mi auguro che i seguiti si rivelino più innovativi e riescano a mostrare il reale talento dell’autrice, che con le sue Cronache Lunari aveva fatto breccia nel mio cuore. È comunque la lettura ideale se siete a digiuno di storie del genere, se vi piacciono i romanzi in cui si mescolano amore e potere, segreti e giustizia, azione e divertimento. Sui nomi, però, stendiamoci un bel velo pietoso, è meglio...
Fonte immagini: Pinterest
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Un ringraziamento alla casa editrice per la copia in cambio di un'onesta opinione.

giovedì 21 settembre 2023

Recensione: "Mangata" di Corinna Corti

Buongiorno, lettor*! ^^
Finalmente sono riuscita a trovare un attimo di pace per scrivere qualche recensione. Quella che vi propongo oggi è la recensione di Mangata, romanzo distopico sci-fi di Corinna Corti. Avevo già conosciuto l’autrice con la duologia Escape, uscita per Over the Rainbow, collana LGBT+ di PubMe, e mi era piaciuta parecchio. Ero davvero curiosa di leggere altro di suo e soprattutto di scoprire cosa nascondessero le bellissime copertine delle due edizioni in commercio, ebook e cartaceo, di Mangata. Ringrazio la casa editrice Delos Digital per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Mangata
di Corinna Corti

Prezzo: 4,99 € (eBook) 11,44 € (cop. flessibile, disponibile solo su Amazon)
Pagine: 224
Genere: distopico, fantasy, sci-fi
Editore: Delos Digital
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

In una Terra trasformata, sepolta sotto oceani imponenti, la civiltà si divide tra i grandi Cluster stazionari e le Città Mobili, spinte dalle correnti e dalle maree. Nicholas De Vries è un ladro senza scrupoli che accetta un incarico per conto del Generale, il dittatore che governa il pianeta. Odayn di Seaweed è una novizia dell’Ordine della Memoria, custode dei segreti del passato. I loro destini si incrociano quando vengono coinvolti in una missione per recuperare Amelia Atchison, una comandante di flotta dispersa in acque ostili e incaricata di far luce sul Richiamo, una misteriosa malattia mortale che minaccia l’esistenza della razza umana. Un romanzo che richiama il noir, ambientato in un mondo distopico dove il futuro dell’umanità è appeso a un filo e legato a un'unica scelta.

Avevo già avuto modo, in passato, di appurare la bravura di Corinna Corti e soprattutto la sua fantasia. Ancora una volta, devo ammettere, di averne avuto conferma con questa nuova lettura. Mangata. Le Memorie dell’Acqua è un romanzo molto particolare. Innanzitutto, devo dirvi in tutta sincerità che la prima parte potrebbe farvi demordere, e non poco, dal procedere, perché si fa un po’ fatica a inquadrare il mondo creato dall’autrice. Quello che però si percepisce è la sua abilità nel dar vita a un worldbuilding decisamente ispirato e di grande fascino. Le descrizioni sono perfette e permettono a chi legge di immergersi in un’atmosfera pazzesca, fatta di città galleggianti, criminali di ogni specie e avventure per mare. Mangata è il primo volume di una serie dal forte sapore distopico in cui si mescolano bene diversi elementi fantasy e sci-fi. Siamo in un pianeta diverso da qualsiasi si possa immaginare, una Terra sommersa dall’acqua da cui svettano piccole città galleggianti che sopravvivono grazie a un’avanzata tecnologia e a un’organizzazione sociale che vede un Generale a capo di tutto e degli Ordini al suo comando, come quello della Memoria e quello della Milizia. Le Memorie sono donne che vivono isolate dal resto del mondo e non hanno quasi mai contatti con nessuno. Sono elementi preziosi per il Generale, in quanto tramite le loro Letture possono rintracciare qualcuno, ma anche leggere verità tenute nascoste. C’è chi le teme e per questo sono tenute in grande considerazione. Odayn è ancora una novizia, una sorta di apprendista dell’Ordine. Sta cercando di superare delle prove importanti, prove che potrebbero decretare il suo futuro, quando la sua vita cambia drasticamente e si ritrova invischiata in un’avventura che mai avrebbe immaginato e al fianco di una compagnia fin troppo lontana da lei e dal suo modo di essere. 

Nicholas De Vries è un ladro impenitente ricoperto di debiti che accetta di lavorare per Nadine, una donna senza scrupoli che gestisce la malavita e la criminalità dei bassifondi di Seaweed. Per lei vincerà una gara importante, grazie anche al contributo del migliore amico Thomas, ma sarà una vittoria amara perché lo condurrà dritto dritto all'attenzione del Generale che incaricherà proprio loro e Nadine di recuperare per lui Amelia Atchison, capitano di vascello scomparsa in circostanze sospette oltre il confine di Yamir. I nostri vittoriosi protagonisti dovranno quindi imbarcarsi per una missione super segreta e pericolosa, dovranno varcare acque terribilmente ostili, per salvare la persona che era stata incaricata di far luce su una misteriosa malattia che minaccia l’umanità, il Richiamo. A loro verrà affidata la giovane Memoria Odayr, riluttante al pensiero del viaggio per mare, ma soprattutto davanti alla prospettiva di dover venir meno a molti dei dogmi del suo Ordine per non attirare troppa attenzione su di sé.

Tra Odayr e Nicholas non sarà simpatia immediata. Odayr è una persona chiusa, abituata a non interagire con le persone, soprattutto di sesso maschile. Non conosce il mondo, né tutte le sue usanze, rinchiusa da sempre tra le mura del suo Tempio. Per lei sarà difficile mettere da parte ciò che è sempre stata per fingere di essere qualcun altro. Nicholas è invece l’esatto opposto, è spavaldo, sfacciato, un tipo tosto che sa sempre come tirarsi fuori dai guai e che ne ha passate di tutti i colori. Ama le sfide, le donne, ha un rapporto ambiguo con Nadine, e più di tutto pare che adori provocare la sua “Memoria del Mistero”. Due vite agli antipodi che però, per un fatale gioco del destino, si intrecciano irrimediabilmente, ritrovandosi coinvolte in una trama complessa che li porterà in qualche modo a stabilire un inaspettato legame. Ho amato questo loro rapporto che non nasce immediato e senza senso, ma passa attraverso varie fasi avverse prima di mettere radici. Resta comunque ancora non del tutto esplorato, perché proprio sul più bello il romanzo finisce e dovremo aspettare il secondo capitolo per scoprire come la cosa si evolverà e quanto nascondono le Rotte Qalupalik verso cui sembra si dirigeranno i protagonisti nel prossimo libro.

Se state cercando una storia che vi trasporti in una terra immaginifica, che abbia qualche vibes piratesca, che vi faccia vivere un’avventura piena di imprevisti, allora Mangata è ciò che fa per voi. Corinna Corti ha dato vita a un mondo ricco di fascino e mistero, a personaggi altrettanto interessanti, capaci di rivelare sorprese e di non essere mai scontati. È un romanzo complesso, non posso negare di aver fatto un po’ fatica in vari punti, ma una volta terminato mi è rimasto un sentore di stupore dentro e tanta voglia di scoprire come proseguirà, cos’altro ci sia in serbo per me. Una lettura singolare, davvero fuori dal comune, in cui l’elemento principale è l’acqua e nasconde meraviglie ma anche tanti pericoli. Da scoprire assolutamente!

Fonte immagini: Amazon.it, Pinterest

venerdì 19 maggio 2023

Review Party: "Sole Nero" di Rebecca Roanhorse (a cura di Marika)

Ben ritrovati Coffeaholics adorati!
Come state trascorrendo queste giornate di primavera? Qui, tra pioggia incessante e tram tram quotidiano, l'unica gioia che ci resta sono le uscite mensili dei libri che a volte regalano viaggi immensi, altre, un po' di delusioni. E proprio a proposito di questo, per il mese di maggio ho letto Sole Nero, di Rebecca Roanhorse, per il review party organizzato dalla nostra Franci. Le aspettative erano alte, ma ahimè come tali non sono state mantenute. Inizialmente, il libro si prospettava come qualcosa di innovativo e inclusivo, ma leggendolo e immergendovi all'interno della storia si capisce ben presto che sia le tematiche, sia i personaggi sono trattati superficialmente.

Sole Nero
di Rebecca Roanhorse

Prezzo: 7,99 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 588
Genere: fantasy, sci-fi, lgbt+
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Nella città sacra di Tova, il solstizio d'inverno è un momento di celebrazioni e rinnovamento, ma quest'anno coincide con un'eclissi di sole, un evento astronomico raro che i Sacerdoti del Sole vedono come una rottura dell'equilibrio globale. Nel frattempo, una nave proveniente da una città lontana sta per arrivare a Tova proprio per il solstizio. La sua capitana, Xiala, una Teek caduta in disgrazia, ha il dono di un Canto in grado di placare le acque e sconvolgere le menti; trasporta un passeggero, Serapio, un giovane cieco, sfregiato, totalmente innocuo. Ma Xiala sa fin troppo bene che, di solito, quando un uomo è definito "innocuo", finisce per diventare il malvagio della storia. Animata da una serie di personaggi indimenticabili, l'avventura narrata da Rebecca Roanhorse esplora temi come la decadenza del potere, il peso della storia, la lotta degli individui contro le convenzioni sociali e le ferite del loro passato.

Tutto ha origine da Xiala, una creatura del mare, rassomigliante una sirena, che viene salvata dalla prigione da un uomo misterioso. In cambio le viene affidato il compito di guidare attraverso i mari una nave con un equipaggio particolare per raggiungere la città sacra di Tova prima della prossima eclissi. Motivo? All'interno della sua nave trasporta Serapio, un ragazzo cieco apparentemente innocuo che deve compiere un destino più grande nella famosa città del solstizio d'inverno. Città che ospita allo stesso tempo anche Naranpa, Sacerdotessa del Sole, e Okoa, del Clan della Cornacchia, entrambi guidati dalla vendetta e da passati misteriosi. Riusciranno i quattro protagonisti a seguire i fili del loro fato?

Sole nero, per quanto mi riguarda non è un romanzo di facile lettura per diverse motivazioni: da un lato racconta superficialmente la storia di troppi personaggi in contemporanea senza darne una spiegazione approfondita e senza rispondere ai tanti quesiti che sono disseminati all'interno di essa; dall'altro è tutto abbastanza confusionario condito da tematiche che l'autrice ha forzato all'interno delle vicende pur di arricchire ed esasperare determinate figure e situazioni.

Poi, durante lo scorrere delle righe, e l'addentrarsi nel cuore della storia, si incontrano personaggi dubbi che dovrebbero essere portatori di tematiche profonde, ma in questo caso (e a mio avviso) poco dettagliate e discusse come: la comunità lgbtq+, le disabilità, le patologie, le dipendenze, il suicidio. Troviamo Xiala, di cui ci viene raccontato ben poco se non che grazie al suo canto può ammaliare tutti; Serapio, un personaggio controverso e villain mancato che non scardina nessun cliché importante legato alla cecità; e Naranpa e Okoa che oltre a essere terzo e quarto pov della storia, non la arricchiscono.

Personalmente, sono rimasta abbastanza delusa da un romanzo da cui mi aspettavo davvero la creazione di un mondo nuovo ispirato - tra le altre cose - alle civiltà precolombiane d'America per un worldbuilding esplosivo. E invece, il lettore si ritrova davanti a scenari accennati in cui si fa persino fatica a scovare gli elementi d'ispirazione reali, animati da personaggi strani e ingarbugliati. 

Per quanto riguarda lo stile, è qualcosa di prolisso che abbraccia linguaggi scurrili e allo stesso 
tempo di nuova invenzione per supportare i personaggi e le loro identità; per non parlare del fatto che l'elemento "magico" del romanzo, ovvero i poteri che si ritrova Xiala (il canto), sono un  elemento fuori dal coro in un contesto avanguardista come quello di Tova. La cosa che lascia spiazzato il lettore, a mio avviso, è l'incoerenza di intenti (ovvero le prime pagine  cariche di promesse) e storia effettiva, mi spiego: partendo dall'ambientazione che si professa  qualcosa di ispirato a periodi realmente esistiti (civiltà precolombiane), ma che nel romanzo  vengono accennati solo attraverso l'utilizzo del cacao come moneta di scambio; passando a un destino-profezia di Serapio a cui viene fatta allusione sin dalle prime pagine per poi trovare uno sviluppo frettoloso solo intorno alla trecentesima; fino ai personaggi come Xiala, Naranpa e Okoa che vengono inizialmente presentati come potenziali protagonisti cui appassionarsi avvolti nel mistero, salvo poi rivelare il loro savoir-faire misterioso come escamotage narrativo per permettere al lettore di giungere alla fine e scoprire che tanto misteriosi non erano.

Lo consiglio? Mi dispiace dirlo, ma no. È un romanzo troppo lungo per una storia che ha più lati negativi che positivi.
Voto: 2,5 tazzine di caffè tiepido per un romanzo che non riesce a donare né adrenalina, né emozioni.



Fonte immagine: Pinterest

venerdì 3 febbraio 2023

Review Party: "Zombie Friendly" di Giulia Reverberi

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi tocca a me parlarvi di Zombie Friendly, di Giulia Reverberi, un romanzo che mi ha davvero colpita e che ho amato senza mezze misure. Si tratta, tra l’altro, di un’opera autopubblicata e non avete idea del lavoro immane e fantastico che ha fatto l’autrice con questo volume. Sono felicissima di partecipare a questo Review Party insieme ad altre splendide personcine, ma in primis ringrazio la mia sis del cuore Francesca di La biblioteca di Zosma per avermi coinvolta, dandomi la possibilità di conoscere una storia strepitosa e un’autrice davvero in gamba. Vi lascio alla mia opinione e vi aspetto nei commenti! ;)

Zombie Friendly
di Giulia Reverberi

Prezzo: 5,90 € (eBook) 20,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 450
Genere: fantascienza, horror
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 4 novembre 2022

Andrew Woodcrown ha sempre pensato che la fine del mondo sarebbe avvenuta in modo drammatico: un asteroide che colpisce il pianeta, uno tsunami che si abbatte sulle terre abitate, un olocausto nucleare che spazza via ogni cosa. E invece no. Nessun comunicato alla televisione, nessun utente social che scrive stati sarcastici su come sarebbe morto da lì a pochi secondi, nessun cielo in fiamme adatto per le foto pre-morte degli influencer. Il genere umano si è estinto nel silenzio, uno di quelli pieni di imbarazzo, che seguono una battuta brutta. Una folla di zombie ha invaso la tranquilla cittadina americana di Redwood Town, mentre Andy era solo in casa con il suo bassotto Woodstock. Da quel momento la sua vita è cambiata, il suo unico lavoro è diventato non farsi ammazzare. E quando le scorte di cibo hanno iniziato a scarseggiare, ha deciso di affrontare un viaggio alla ricerca della cosa più pericolosa mai esistita: gli esseri umani. Come sopravviverebbe una persona normale in un apocalisse? Armato di ansia, sarcasmo e cultura nerd, Andy tenta tutti i giorni di rispondere a questa domanda, conscio di avere più limiti di una funzione algebrica e meno possibilità di una relazione nata dalle app di incontri. I Maya non avevano dato una profezia ma un consiglio. Dalla penna social di Giulia Bifrost, una storia che parla di identità e coraggio, in un mondo in cui l'apocalisse non è la cosa peggiore che può capitare. Gabriella Giliberti, giornalista e content creator, nella sua prefazione delinea il percorso evolutivo che riguarda la figura dello zombie, esaminando casi illustri e tracciando un percorso volto a far arrivare il lettore alle potenzialità di questi non-morti, spesso sottovalutati. Abel Montero, con la sua postfazione, permette di dare un'occhiata al dietro le quinte dell'autoproduzione del testo, con particolare attenzione alla comunicazione che ha permesso a questa storia di trovare il suo zoccolo duro di lettori prima ancora di essere messa su carta.

Leggere Zombie Friendly è stata una delle esperienze più entusiasmanti di questo 2023. Ho già letto in passato libri sugli zombie, ma penso che mai nessuno abbia avuto l’anima di questo scritto da Giulia Reverberi. È palese quanto lavoro ci sia stato dietro, quanti sacrifici, quanta devozione. Alla fine, il risultato, non è solo una storia sugli zombie, non è solo un post-apocalittico, ma anche una sorta di diario interiore, un percorso di crescita, un romanzo di formazione. Zombie Friendly è una chiave per leggere dentro di noi ma anche per leggere il mondo, tutto ciò che ci circonda. Ci offre il modo di guardarlo con occhi diversi, occhi più attenti, di scrutarne i difetti insiti. Pregi non ce ne sono molti, nemmeno nell’umanità, quella stessa umanità che ha contribuito a distruggere il proprio mondo portandolo alla rovina. Andy, il protagonista, lo sa bene, e infatti non si fida di nessuno, neanche di se stesso. Da quando una terribile piaga si è abbattuta sul mondo, portandogli via le poche sicurezze su cui poteva fare affidamento, non gli resta che cavarsela da solo. Fortuna che del tutto solo non è, ha il suo fidato Woodstock accanto, un tenero bassottino, goloso di crackers e addestrato in maniera esemplare. Ma come possono sopravvivere a un’apocalisse zombie un ragazzo che soffre di ansia e un piccolo bassotto? Beh, vi sembrerà strano ma il modo lo troveranno. Andy è un ragazzo pieno di risorse e intelligente e, sebbene fatichi a credere in se stesso, riuscirà a tenere duro e ad adattarsi anche alle situazioni più difficili. Esatto, perché il vero segreto è proprio la capacità di adattamento, è quello che serve quando si vuol sopravvivere a tutti i costi. Come tutte le persone che soffrono di ansia, Andy teme la morte, eppure un bel giorno deciderà che è arrivato il momento di affrontarla, di lasciare il rifugio sicuro della sua casa - ormai disabitata e in stato pietoso - per avventurarsi fuori. E tutto perché ha finito il caffè. Vi sembra una ragione improbabile? Andatelo a dire a lui! È una ragione più che valida affrontare gli zombie se hai finito tutte le razioni di caffè, è ciò che si è imposto Andy, il suo input per scrollarsi di dosso ogni paura e cercare di cambiare un po’ le cose (anche se lui odia i cambiamenti), perché la solitudine e l’immobilità, alla fine, gli fanno paura al pari degli zombie. Andy vuole sapere se nel mondo è rimasto qualcun altro, oltre lui e Woodstock, e oltre il suo amico Blake con cui comunica tramite ricetrasmittente, se c’è ancora qualche speranza, in fondo, o se dovrà rassegnarsi a nascondersi per tutta la vita dagli zombie, fino a che questi non lo scoveranno e ne faranno il loro pasto principale. E così si avventura fuori casa, avendo come meta un centro commerciale di cui gli ha parlato una volta lo zio (prima di fare una brutta fine anche lui) e in cui pare vi si trovi qualcuno. Ma sarà davvero la scelta giusta? Non può saperlo finché non l’ha compiuta. Il suo viaggio lo porterà a fare esperienze che non avrebbe mai immaginato, ad affrontare pericoli, a tirar fuori un coraggio inaspettato e, quando finalmente raggiungerà la meta prefissata, non sarà poi così sicuro che quello sia meglio degli zombie o della solitudine in cui viveva prima.

La seconda parte del romanzo è dedicata alla vita di Andy e Woodstock all’interno della colonia nel centro commerciale, ma quello che apparentemente potrebbe sembrare un sogno, non è che un nuovo incubo. Le persone non sono meglio degli zombie che invadono il mondo, anche loro possono fare davvero paura. Possono far paura nel modo in cui decidono di gestire le cose, nella scelta delle loro priorità, o in quella di costruire una comunità che non tende a correggere gli errori del passato ma a perpetrarli, togliendo diritti e lasciando solo doveri. Una prigione bella e buona, un luogo fisicamente sicuro, ma non abbastanza da far abbandonare ogni preoccupazione. E, allora, Andy dovrà ricorrere ancora una volta alla sua capacità di adattamento, quella che lo ha già salvato una volta, che gli ha permesso di tener duro e arrivare fino a lì. Lo deve fare per Woodstock, al quale ha fatto una promessa solenne, e lo deve anche un po’ a se stesso, perché nonostante i suoi problemi, le sue ansie, le sue debolezze, ha saputo lottare diventando una sorte di eroe, uno Zombie Friendly capace di attraversare persino l’inferno.

Andy è un ragazzo con cui è molto facile empatizzare, un personaggio vero, pieno di difetti e timori, ma riesce ad affrontare tutto con un efficace sarcasmo, che ce lo fa apparire assolutamente irresistibile. Non so quanto ho riso leggendo le sue battute, ho apprezzato tantissimo questo aspetto del suo carattere, il riuscire a smorzare la crudeltà del mondo con il sorriso, anche se, talvolta, si tratta di un sorriso amaro. Mi ha fatto tanta tenerezza, soprattutto nel suo rapporto con Woodstock, inseparabile amico d’avventura... Chi non vorrebbe un bassotto così al proprio fianco? Per certi versi l’autrice sembra dire che gli animali sono meglio dell’uomo, ed effettivamente è così, lo sappiamo bene. Sono fedeli, sinceri, affettuosi, mentre l’uomo, anche quello che sembra la persona più fidata del mondo, può tradirti da un momento all’altro. Andy vivrà esperienze nella colonia molto contrastanti: se da un lato infatti sente la necessità, il bisogno, l’urgenza, la mancanza di contatto umano, dall’altro lato vorrebbe solo scappare a gambe levate e buttarsi nella bocca di uno zombie. Ed è così anche per noi, alla fine. Siamo animali sociali, come mi insegnava un mio docente all’università, nutriamo l’esigenza degli altri, dello stare insieme, la solitudine non ci appartiene, eppure quante volte si sta meglio da soli che in compagnia? Quante volte faremmo meglio a bastarci che andare a gettarci in rapporti che di umano non hanno nulla e che possono solo farci stare male? L’apocalisse zombie di Giulia Reverberi è una metafora del nostro mondo, della nostra esistenza e l’esperienza di Andy dovrebbe farci riflettere su tante cose. E lo fa. Questo libro è un portento per tutti i messaggi che trasmette e per come riesce ad arrivare dritto al punto senza troppi giri di parole. Lo fa con ironia, ma risulta chiaro lo stesso. Mi sono divertita tantissimo a leggerlo. Non mi aspettavo nulla di tutto ciò che vi ho trovato e sono stupita che non si parli abbastanza di questo libro in giro perché è uno degli esordi più promettenti di sempre. È acuto, beffardo, irriverente, ma anche cupo, un po’ malinconico e inaspettatamente profondo. Ho avuto modo di leggerlo nella sua versione "speciale", con gli inserti inseriti dall’autrice, ed è stata un’esperienza immersiva. Disegni, fotografie, post-it, biglietti, banconote, una fantastica mappa e all’interno anche illustrazioni. Ogni dettaglio ha contribuito a farmi amare un po’ di più questo libro. Compratelo e scopritelo anche voi, regalatevi una lettura fuori da ogni canone; tra l’altro l’autrice, da vera nerd qual è, ha inserito un sacco di citazioni fighissime, vi sfido a individuarle tutte! Zombie Friendly non è un romanzo, è un viaggio, uno splendido viaggio attraverso se stessi, un incoraggiamento a conoscersi più a fondo, a sfidare le proprie paure, a fare delle scelte, pur sbagliate che siano, ma che ci rendano felici. Ci sprona a credere di più in noi stessi, nelle nostre capacità, a fidarci delle nostre sensazioni più che di quelle degli altri. Ha davvero tanto da offrire a chiunque lo leggerà. 

Ci si vede all’inferno!

Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 30 novembre 2022

Recensione: "Un ricordo chiamato Impero" di Arkady Martine

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo bellissimo, di cui dovevo pubblicare la recensione il mese scorso ma poi, visti i problemi personali e avendo chiuso il blog per un paio di settimane, ho lasciato che slittasse a un momento migliore. E quel momento è giunto adesso. Un ricordo chiamato Impero è stata una delle letture più interessanti dell’anno, una vera sorpresa. E, nonostante un po’ di confusione iniziale che mi ha fatto procedere più lentamente, mi sono poi ritrovata ad amare tutto e ad ammirare la scrittura di Arkady Martine. Vi lascio alla mia opinione, come sempre sincera, e ringrazio Oscar Mondadori per la copia omaggio ricevuta.

Un ricordo chiamato Impero
di Arkady Martine

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 468
Genere: fantascienza
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 maggio 2022

L'ambasciatrice Mahit Dzmare è in viaggio verso la capitale dell'Impero del Teixcalaan, ansiosa di assumere il nuovo incarico che le è stato assegnato. Quando arriva, però, scopre che il suo predecessore è morto, ma nessuno è disposto ad ammettere che non si è trattato di una morte accidentale. Né che Mahit potrebbe essere la prossima vittima. E adesso Mahit deve, nell'ordine: scoprire chi si cela dietro l'assassinio; rimanere viva; proteggere dalle mire espansionistiche del Teixcalaan la sua patria, Lsel, una stazione mineraria piccola ma decisa a difendere la propria indipendenza a ogni costo. E tutto questo mentre si trova a esplorare una cultura aliena fin troppo affascinante, tessere intrighi e nascondere un segreto tecnologico che potrebbe segnare la fine di Lsel, o salvarla dalla distruzione.

Un ricordo chiamato Impero
è il romanzo d'esordio di Arcady Martine, romanzo che le è valso addirittura il Premio Hugo 2020. Questa semplice premessa mi ha portata a nutrire grande curiosità verso questo libro e, quando è uscito finalmente in Italia, non ho potuto resistere e ho desiderato fortemente leggerlo. Ma cosa mi ha attratta di più di Un ricordo chiamato Impero? È un romanzo di fantascienza ma non una space-opera, è lento, lungo, pieno zeppo di personaggi dai nomi impronunciabili. Non ci sono grandi avventure, non succede chissà cosa, non c’è nemmeno una grande storia d’amore, eppure l’ho adorato. Un ricordo chiamato Impero è un mix di elementi che, secondo me, funzionano alla grande: il giallo, il mistero, un pazzesco worldbuilding, dei protagonisti memorabili e uno stile talmente elegante, ricercato e tagliente che è impossibile non amare. Ammetto che la mia prima impressione sul romanzo non è stata positivissima. Riuscire a entrare nell’universo creato da Martine è stato tutto fuorché una passeggiata, questo perché l’autrice non si è risparmiata su nulla, rendendo il suo mondo così complesso e particolareggiato che lo si può comprendere a fondo solo leggendo senza alcuna distrazione e senza dedicarsi ad altri libri allo stesso tempo. Bisogna restare totalmente concentrati per affrontare questa lettura, ma una volta addentrati nella Città (o Gioiello del Mondo) ne resterete così affascinati da non volerne più uscire. Il romanzo inizia con Mahit Dzmare che approda nella Capitale dell’Impero del Teixcalaan come ambasciatrice ufficiale della piccola stazione mineraria Lsel, che l'Impero vorrebbe annettere. Il ruolo era prima ricoperto da Yskandr ma adesso che il predecessore è morto (per cause non del tutto chiare), il compito passa a lei. Lsel ha ideato un dispositivo unico e segreto che garantisce in un certo senso l’immortalità. Si tratta di una imago che contiene la memoria e la personalità di un essere umano deceduto. Ecco che a Mahit viene dunque inserita l’imago di Yskandr, prima di affrontare la sua missione, così che lei possa compierla con il suo aiuto e possa ambientarsi nella Capitale senza difficoltà. Ovviamente nessuno deve sapere dell’imago, è uno dei segreti che deve custodire meglio. Ma qualcosa va storto. Dopo un’accoglienza fredda e formale in Città, Mahit inizia a guardarsi intorno con sospetto e, allo stesso tempo, a indagare sulla scomparsa di Yskandr che, a suo parere, non è morto per cause naturali. Questa indagine innescherà un bel po’ di imprevisti e Yskandr sparirà dalla sua testa. Abbandonata dalla sua imago e spaesata nonostante si sia preparata per anni a quella missione studiando tutto il necessario, Mahit dovrà cercare nuovi alleati per avanzare con l’indagine e cercare di sopravvivere, ma chi potrà aiutarla quando in realtà non tutti gradiscono la sua presenza lì e la disprezzano in quanto barbara e straniera?

 Questo il succo della storia intorno a cui ruota il romanzo, che si arricchisce, però, di altri elementi e punti a suo favore. Il Teixcalaan è un Impero molto vasto e Mahit, pur avendolo approfondito per anni, in vista di ciò che sarebbe diventata, non smette mai di conoscerlo un po’ di più, di apprenderne nuovi dettagli, così come il lettore. È un impero che l’autrice non ci descrive con minuziosi spiegoni (per fortuna) ma che ci lascia comprendere poco alla volta, grazie alle analisi, ai pensieri e alle osservazioni di Mahit. Lsel, la stazione da cui la protagonista proviene, è quella che resta meno approfondita, ma ho letto che l’autrice ne parlerà meglio nel seguito, A Desolation Called Peace, e non vedo l'ora di saperne di più. Sui personaggi del romanzo non posso assolutamente dire nulla perché per una volta mi ritrovo a volermi inchinare davanti alla maestria dell’autrice nel caratterizzarli. Non è stato facile all'inizio distinguerli, come vi dicevo hanno nomi molto particolari e originali (basati per lo più su numeri, piante, fiori e fenomeni naturali) ma anche i loro titoli sono definiti in maniera non semplice da ricordare o pronunciare (ad esempio, l’ezuazuacat, che sarebbe una sorta di consigliere fidato dell’Imperatore, il suo "guerriero" personale). Eppure, a un certo punto ci si fa l’abitudine e si riesce a proseguire la lettura in maniera più spedita. Mahit è una protagonista molto affascinante, non particolarmente ambiziosa, ma determinata nella sua missione. È anche molto intelligente e riesce presto, nonostante il distacco da Yskandr nella sua testa, ad adeguarsi al mondo circostante e ad agire con la giusta diplomazia per affrontare le prove che l’aspettano. Mi sono molto affezionata a lei, forse anche perché l’autrice ce ne fa esplorare a fondo i pensieri rendendola molto più umana e genuina di quanto ci appaia in un primo momento. 

Facciamo anche la conoscenza dell'intermediaria culturale, l'asekreta Tre Posidonia, e del Cortigiano e spia Dodici Azalea, due personaggi che, a dispetto della prima impressione, si riveleranno gli alleati più affidabili su cui Mahit possa contare. Ho adorato i loro momenti insieme, le loro battutine, il modo in cui cresce il loro rapporto di fiducia reciproca, diventando infine una bella amicizia (e, in un caso, anche qualcosa di più). E poi abbiamo l’ezuazuacat Diciannove Ascia, forse, tra tutti, il personaggio che mi ha intrigata maggiormente. Bella, scaltra, ambigua al punto giusto, fino alla fine del romanzo sono stata sempre combattuta su cosa pensare di lei, ma allo stesso tempo non riuscivo a non provare ammirazione per le sue doti politiche e il suo riuscire a risolvere qualunque imprevisto senza battere ciglio (l'ho anche un bel po' shippata con Mahit, ma questa è un'altra storia :P). Molti altri personaggi, come vi dicevo, ruoteranno intorno alla protagonista, che dovrà cercare di risolvere il suo caso personale senza dare troppo nell’occhio, cercando di giostrare alleanze, a volte anche improbabili, senza far trapelare i suoi segreti. A volte sfrutterà il fatto di essere considerata al pari di una barbara ignorante per carpire informazioni che possano tornarle utili, altre non mancherà di dimostrare tutto il suo acume, altre volte si affiderà al suo istinto, altre ancora farà affidamento su dei piccoli sprazzi di memoria derivati dall’imago danneggiata e quindi da Yskandr. Farà del suo meglio per capire in cosa era coinvolto Yskandr e cosa si cela dietro la sua morte ma, a un certo punto della storia, diviene chiaro che la stessa persona che voleva morto lui, ora vuole morta anche lei. Per quale motivo? Yskandr aveva forse lasciato trapelare qualche loro segreto o era venuto a conoscenza di qualcosa che non doveva sapere? Chi si nasconde dietro alcuni attentati terrificanti e a che scopo sorgono rivolte capaci di destabilizzare la pace della Capitale, rendendo la Città talvolta nemica di se stessa?

Sedizione, intrighi politici, omicidio, spionaggio, sono alcuni degli elementi che troverete in questo romanzo e che vi terranno incollati alle pagine
. Ma anche tematiche importanti e parecchio rimarcate, come la xenofobia, contro la quale Mahit cercherà di lottare, mettendo in atto tutte le sue abilità diplomatiche e cognitive al fine di farsi accettare. Il  suo sentirsi tanto sola, in alcuni momenti, ha dato al romanzo una profondità inaspettata e toccante, il suo bisogno di amicizia e di accettazione, il volersi aggregare ed essere considerata a tutti gli effetti una cittadina imperiale, un sogno coltivato per anni. In ultimo, ma non per importanza, l’unicità dell'autrice nel caratterizzare il Teixcalaan con un sistema politico molto interessante, ma anche l'aver fondato il suo linguaggio e il suo modo di comunicare sulla poesia. Ne derivano da ciò passi splendidi ed evocativi, ma anche parole usate per colpire in maniera velata qualcuno, allusioni sottili mirate a divertire o a minacciare, a seconda dei casi. L’ironia è sempre capillare ma è anche un filo conduttore lungo le pagine del romanzo ed è stata l’abilità dell’autrice nel renderla comunque così percepibile e pungente a farmi entusiasmare tanto e innamorare della storia.

In definitiva, Un ricordo chiamato Impero è un romanzo ricco di fascino e mistero, di personaggi che restano impressi, di dettagli ben definiti e approfonditi, con uno stile che suscita ammirazione e porta a comprendere il perché del famoso premio vinto. Un giallo fantascientifico con tutte le carte in regola per farsi amare e apprezzare, con anche qualche colpo di scena ben piazzato. Però, purtroppo, non un romanzo per tutti. Come vi dicevo all’inizio, non è costellato di avventure spaziali, non aspettatevi una space-opera, né battaglie o viaggi intergalattici. Se vi piace l'azione e non amate gli indugi, allora questo non è il romanzo che fa per voi. Qualcun* potrebbe trovarlo noioso, essendo tutto ambientato all’interno della Città e seguendo principalmente l’indagine di Mahit e poco altro, oppure potrebbe considerarlo troppo complesso e poco scorrevole per via della forte componente politica. Ma se vi soffermerete sulla vastità degli elementi curati dall’autrice, su come sia riuscita a modellare un magnifico worldbuilding e sulle tematiche affrontate, tra cui anche tematiche LGBT+ (l'espediente dell'imago, che costringe due personalità diverse a convivere in un unico corpo, è per me anche una sorta di rappresentazione molto chiara), se non vi lascerete scoraggiare dalle iniziali difficoltà, sono certa che lo amerete come l’ho amato io.
Fonte immagini: Pinterest

sabato 8 ottobre 2022

Recensione: "Cinder" di Marissa Meyer (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*, e buon sabato! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla di Cinder, di Marissa Meyer, primo volume della serie Cronache Lunari. Si tratta di un retelling sci-fi ispirato a Cenerentola, ma penso che in molt* lo conosciate. Scoprite l'opinione di Giulia e lasciateci un commento ;) A presto!

Cinder
di Marissa Meyer

Prezzo: 4,99 € (ebook) 
Pagine: 313
Genere: fantascienza, young adult, retelling
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 marzo 2012

Cinder è abituata alle occhiate sprezzanti che la sua matrigna e la gente riservano ai cyborg come lei, e non importa quanto sia brava come meccanico al mercato settimanale di Nuova Pechino o quanto cerchi di adeguarsi alle regole. Proprio per questo lo sguardo attento del Principe Kai, il primo sguardo gentile e senza accuse, la getta nello sconcerto. Può un cyborg innamorarsi di un principe? E se Kai sapesse cosa Cinder è veramente, le dedicherebbe ancora tante attenzioni? Il destino dei due si intreccerà fin troppo presto con i piani della splendida e malvagia Regina della Luna, in una corsa per salvare il mondo dall'orribile epidemia che lo devasta. Cinder, Cenerentola del futuro, sarà combattuta tra il desiderio per una storia impossibile e la necessità di conquistare una vita migliore. Fino a un'inevitabile quanto dolorosa resa dei conti con il proprio oscuro passato.

Da quanto tempo dico che voglio leggere questa serie e non ho mai preso il libro in mano in modo serio, perché pensavo non ne valesse tanto la pena, perché alla fine è una serie uscita da un sacco di tempo, i gusti cambiano e non ero sicura potesse piacermi pure ora. Quanto sono stata stupida a non iniziare subito questa serie, nemmeno io so quanto. Ho letto questo fantasy letteralmente in 2 giorni. Un libro coinvolgente, emozionante seppure con qualche intreccio abbastanza semplice da capire, pure per me che di solito non capisco mai niente. 

Come penso sia facilmente intuibile dal titolo, questo è un libro ispirato alla favola di Cenerentola, con parecchi cambiamenti molto positivi. La storia è ambientata nel Commonwealth, vige ancora la monarchia, quindi abbiamo un re a capo di questo regno, che però è molto malato, a causa di una malattia letale di cui ancora non è stata scoperta la cura: la letumosi. Bene, un’epidemia mondiale ce l’abbiamo!

La protagonista di questo retelling distopico è Cinder, una ragazza metà cyborg e metà umana; a causa di un’incidente molto grave le sono stati impiantati una gamba e una mano meccaniche. Nella città dove vive, Nuova Pechino, i cyborg non sono visti di buon occhio, infatti anche quando lavora nella sua officina meccanica, la ragazza riceve moltissime occhiatacce. Se fuori casa la situazione non è delle migliori, a casa è anche peggio. La sua matrigna e una delle sue sorellastre la trattano come una schiava, solo la piccola Peony è sua amica. La vita di Cinder sicuramente non è delle migliori, però tutto cambia quando la regina lunare, Levana, dà un ultimatum alla Terra, l’imperatore del Commonwealth orientale deve acconsentire all’unione matrimoniale tra la Terra e la Luna.

Devo dire che nonostante sia il primo libro di una serie, e nonostante sia molto introduttivo, l’ho trovato pieno di colpi di scena e avventure. Sono entrata sin da subito all’interno della storia grazie alla scrittura dell’autrice che ho trovato molto coinvolgente e semplice. Una storia che ti fa tanto appassionare, grazie a una protagonista coraggiosa e sicura di sé.

“Anche nel futuro le storie iniziano con c’era una volta”

Penso che questa storia abbia il giusto mix di cose che mi fanno considerare bellissimo un libro: intrighi politici, dialoghi divertenti, una sottotrama che si riesce a capire molto presto ma che cattura completamente l’attenzione, un protagonista maschile che non è il solito scemo, messo lì solo per far brodo. Ho apprezzato molto il rapporto di fiducia che si viene a creare tra il principe Kai e Cinder, due anime tranquille eppure così sole che si son trovate quasi per caso. Un rapporto nato in parte per una piccolissima bugia, che però poi avrà dei risvolti che mi hanno fatto storcere un po' il naso, forse non mi aspettavo da Kai una reazione così rabbiosa e violenta, per una semplice cosa omessa, questo me l’ha fatto apprezzare un po' di meno, però nel complesso ho trovato il loro rapporto molto sano e divertente.

La cosa che davvero ho più apprezzato in questo fantasy è stata la caratterizzazione di tutti i personaggi, sia primari che secondari, anche dei cyborg che hanno accompagnato i nostri protagonisti nei loro problemi giornalieri. Ho trovato Iko, la piccola cyborg di Cinder, davvero tanto carina e dolce seppur un robot, con la sua ironia e il suo umorismo cyborg ha saputo davvero rendere la storia molto carina e frizzante.

“Sai almeno cos’è l’amore? Puoi sentire qualcosa o è tutto programmato?”

Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

lunedì 26 settembre 2022

Review Party: "Victories Greater Than Death: La Pietra di Talgan" di Charlie Jane Anders

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi inizia il Review Party di Victories Greater Than Death: La Pietra di Talgan, di Charlie Jane Anders, autrice che, a mio parere, è una tra le migliori rivelazioni lette quest’anno. Il romanzo è uno sci-fi young adult che mescola avventura spaziale e tematiche attualissime. Me ne sono davvero innamorata. Ringrazio Fanucci per avermi permesso di organizzare un evento dedicato al libro e per avermene inviato una copia in cambio di una recensione onesta.

Victories Greater Than Death: La Pietra di Talgan
di Charlie Jane Anders

Prezzo: 9,99 € (eBook) 14,99 € (cop. rigida)
Pagine: 336
Genere: sci-fi, young adult, lgbt+
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 2 settembre 2022

Tina Mains non è un'adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l'avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest'ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l'universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l'equilibrio?

“Ci sono vittorie che vanno oltre la morte”.

Chi l’avrebbe mai detto che Victories Greater Than Death: La Pietra di Talgan si sarebbe rivelata una lettura tanto piacevole? Leggendo la trama avevo intuito potesse trattarsi di una bella storia ma questo libro è molto di più. Dietro quello che sembra un semplice sci-fi per ragazzi c’è la volontà dell’autrice di parlare di temi molto attuali, come identità di genere e sessualità, ma in modo molto naturale, regalandoci diverse rappresentanze lgbt+ all’interno della sua storia e rendendo il romanzo una piccola perla capace di mescolare in modo sapiente elementi diversi e distinguersi da altri romanzi simili.

Tina Mains è una ragazza apparentemente ordinaria sulla Terra, in realtà nasconde al suo interno un lume di salvataggio pronto a esplodere da un momento all’altro e a richiamare gli alieni che l’hanno lasciata lì, affidandola alla donna che l’ha cresciuta. Ha una migliore amica, Rachel, con cui condivide gioie e dolori dell’essere adolescenti e che conosce il suo segreto. Rachel la incoraggia a liberare una volta per tutte quella luce che ha dentro e seguire il suo destino, ma sembra un’impresa non facile, soprattutto dal momento che, una volta esplosa, degli alieni molto cattivi le daranno la caccia. Quando finalmente, dopo diversi tentativi, il lume si attiva, Tina viene immediatamente rintracciata dal malvagio Marrant, un alieno con la faccia da teschio che la ragazza ha spesso visto nei suoi sogni; ma in suo soccorso ne arriva un altro, Yatto, che porta le due ragazze su un’astronave fatiscente e si presenta. È un membro dell’equipaggio della Flotta Reale, quella che un tempo era guidata dalla mitica Capitana Argentina e Tina non è che il suo clone. Presto le verranno restituiti i ricordi della Capitana e lei potrà finalmente diventare la persona che era destinata essere. Non tutto però va per il verso giusto e, se alcuni ricordi sembrano tornare, soprattutto un sapere enciclopedico non sempre utile, tutto ciò che è legato alla sfera più privata e personale della Capitana non riesce a recuperarlo. Ciò che più le premeva sapere era della pietra di Talgan, un antichissimo manufatto che sembra cercare Marrant e che è convinto lei sappia dove si trovi ma, seppure lo sa, è un ricordo che fa parte di quelli a cui non ha accesso. Mentre cerca di capirne di più, mentre prova a definire la propria identità e il proprio destino, Tina si lascia coinvolgere dalle vicende dell’astronave che l’ha salvata, l’Indomita, di cui fanno parte esseri di razze aliene differenti e un capitano, Othaar, che era grande amico della Capitana Argentina. Rachel le è rimasta accanto, disposta a vivere con lei quell’avventura incredibile, una scusa anche per sfuggire alla vita sulla Terra che non le dava le soddisfazioni di cui aveva bisogno, una vita passata a sfuggire ai bulli e rincorrere un sogno che in pochi capivano. L’Indomita si popola presto di nuovi elementi, ragazzi reclutati tra i più geniali della Terra che possano aiutare a rimettere in sesto l’astronave e a rafforzare quei settori in cui ha subìto della mancanze. Ecco che Keziah, Damini, Elza e Yiwei diventano ufficialmente parte dell’equipaggio dando un contributo sostanziale con la loro intelligenza fuori dal comune e le loro idee fresche e ingegnose. La loro presenza rassicurerà anche Tina e Rachel, facendole sentire meno sole, più parte di qualcosa, di una famiglia di terrestri con cui intendersi e sodalizzare. E se in un primo momento avranno qualche difficoltà davanti alla prospettiva di ritrovarsi in mezzo a una guerra che non gli appartiene, presto capiranno che per ognuno di loro quella è un’opportunità irripetibile, l’opportunità di poter essere, un giorno, ciò che più sognano.

C’è davvero tanto da dire su questo romanzo che ho quasi difficoltà a trovare le parole, ma vi risparmio altra trama e passo  a quello che più mi preme farvi sapere, ovvero come l’autrice sia riuscita a dar vita a una storia ben oltre le aspettative (non per niente ha vinto anche un sacco di premi che non vi sto qui a elencare, ma vi consiglio di dare una sbirciata alla sua biografia). In Victories Greater Than Death non troverete solo vicende ambientate nello spazio, scontri tra razze aliene e tecnologia avanzata, ma anche il nascere di bellissime amicizie, di storie d’amore fuori dai soliti canoni, vedrete personaggi affrontare percorsi che li porteranno a una maggiore consapevolezza di sé, della propria identità e sessualità, li vedrete prendere atto delle proprie capacità e sfruttarle per il bene comune; assisterete a grandiosi atti di coraggio, a risvolti inaspettati che metteranno in dubbio le poche certezze, seguirete le vicende di ogni personaggio ritrovandovi ad affezionarvi e a temere per la sua incolumità. Questo libro vi terrà incollat* dalla prima all’ultima pagina, con la sua trama avvincente, i capitoli brevi e ben strutturati. Lo stile dell’autrice è ottimo, nulla appare forzato, né i dialoghi né le scelte intraprese dai protagonisti. Ammetto che sin dall’inizio il romanzo mi ha fatto pensare alla più nota serie sci-fi ya Aurora Rising, dell'affiatato duo Kaufman-Kristoff, ma ammetto anche di essermi subito resa conto di quanto questo romanzo di Anders sia decisamente superiore per diversi aspetti, soprattutto il modo di parlare ai giovani e di rappresentarli. È proprio uno di quei romanzi che consiglierei alla generazione di oggi, non solo perché troverebbe tante risposte ma anche perché si sentirebbe in qualche modo compresa. Ogni personaggio in questo libro ha un percorso non facile da affrontare, prima di tutto nei riguardi di se stesso. Si sentono tutti un po’ fuori posto ma con così tanto da dare che non sanno in che maniera esprimerlo. Anche l’arte può diventare un modo per salvare l’umanità, per esempio, o cantare, suonare o creare applicazioni che possano cambiare il mondo. Ognuno ha uno spazio fondamentale all’interno della storia, che non ruota esclusivamente intorno alla protagonista Tina, ma diviene quasi una storia corale. Un’altra cosa che ho apprezzato del romanzo è l’inclusività, tema attualissimo e talvolta mal utilizzato all’interno di ya che vogliono a tutti i costi sembrare moderni. Qui abbiamo razze aliene che si presentano col pronome, che dichiarano da subito il proprio genere, e anche razze aliene che di generi ne hanno addirittura tre. Abbiamo personaggi non binari, personaggi transessuali e bisessuali e anche personaggi che non hanno ben chiaro cosa siano e quale sia il loro orientamento. E tutto questo è rappresentato così bene che mi sono quasi commossa. E, a proposito di commozione, penso che la cosa che mi ha colpita di più in assoluto sia stato il modo in cui i personaggi hanno iniziato a relazionarsi tra loro, mai in maniera forzata, sbrigativa, poco credibile, anche un semplice abbraccio viene preceduto da una richiesta a concederlo. (“Posso abbracciarti? Ti darebbe fastidio?”) Ecco, questa cosa l’ho trovata bellissima, penso di non aver mai letto nulla di simile in nessun romanzo, probabilmente una delle migliori forme di rispetto esistenti. In questo romanzo trovate cose così, che vi lasciano semplicemente senza parole.

Fatevi il favore di leggere questo libro. Se cercate un’avventura emozionante, piena di imprevisti, di personaggi originali e non stereotipati, se cercate una storia che sia anche il racconto di una bella amicizia, se avete voglia di una lettura appassionante, epica, divertente, moderna, fresca e travolgente, Victories Greater Than Death: La Pietra di Talgan è ciò che fa per voi.

Fonte immagini: Google immagini
Banner/calendario: @paranormalbookslover

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