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venerdì 21 aprile 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "L'ultima battaglia. Le Cronache di Narnia. Vol. 7" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio! ^^
Oggi per la rubrica Milk, Cookies&Books, la nostra Melz conclude il viaggio in compagnia delle Cronache di Narnia. Ha già recensito i precedenti sei volumi (trovate tutte le recensioni qui sul blog) e oggi tocca all'ultimo. L'avrà convinta la conclusione di questa epica saga? Scopritelo nella recensione e fateci sapere voi cosa ne pensate ;)

L’ultima Battaglia
di C.S. Lewis

Serie: Le cronache di Narnia #7 
Prezzo: 4,99 € (eBook) 11,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 180
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Terra 1949 - Narnia 2555. Il ciclo di Narnia è arrivato alla sua conclusione e tutti i personaggi dei sei romanzi precedenti vengono alla ribalta per salutare, dall'aquila Alidifuoco all'unicorno Diamante. Ma i veri eroi di questo "gran finale" sono Tirian, ultimo discendente dei re di Narnia, Jill ed Eustachio, che devono smascherare un assurdo impostore. Le forze del bene e del male si preparano alla battaglia decisiva, ma alla fine è al "cuore delle cose" che tutti dovranno guardare...

Ed eccomi arrivata alla fine. Ho finalmente letto L’ultima Battaglia, il capitolo conclusivo di Le Cronache di Narnia, la fine della grande avventura. Ho sempre spiegato i due ordini di lettura per i vari libri nelle precedenti recensioni, ma qui non è necessario: in qualsiasi modo vogliate leggerlo - che sia pubblicazione o scrittura - questo sarà sempre l’ultimo. Devo dire che è stato parecchio complicato, già dall’inizio ho notato ci fosse qualcosa di totalmente diverso dagli altri racconti, in primis l’atmosfera. Quasi non sembrava nemmeno Narnia, ma un luogo decaduto ricche di persone che di Aslan hanno sì e no un vago ricordo. Inoltre qui non c’è nemmeno da fare un dibattito sulle allegorie cristiane poiché sono così chiare e forti che le noterebbe anche chi non riesce a vedere.

Il dualismo bene e male, l’idea che esista qualcosa di contrapposto ad Aslan è il dualismo proprio della fede cristiana. Tash, questa entità contrapposta al leone, è qualcuno per cui la gente compie delle azioni orribili, l’equivalente del demonio, insomma. Ma come nel cristianesimo, Lucifero era non troppo diverso dagli angeli, anche qui Tash e Aslan sembrano essere simili, ma diversi. Come due lati della stessa medaglia.

In questa parte delle Cronache ci viene presentato il Regno di Aslan, quello che egli ha sempre tenuto nascosto ai protagonisti perché non era il momento giusto di vederlo. Essendo quel regno il Paradiso, sembra chiaro a tutti che i ragazzi non potevano vederlo perché non erano ancora morti. Ma, anche qui, gli insegnamenti che Lewis vuole dare si sprecano: il primo è che l’inferno è dentro di noi. Il caro C.S. vede come fonte massima di sofferenza il non riconoscere Dio, il non credere in Lui, ecco perché i nani non vedranno mai il vero Regno di Aslan, ma solo letame. Essi sono così spaventati dall’essere ingannati che non crederanno neppure al leone in persona e, di conseguenza, non conosceranno mai Dio. Il secondo è che non importa chi tu segua, se sarai una persona buona allora vedrai il Regno dei Cieli. Emeth, infatti, ha sempre creduto in Tash, pregava lui e faceva tutto per lui, eppure riesce a vedere il Paradiso perché quello che faceva era buono. Anche se credeva di farlo per Tash, in realtà lo faceva per Aslan.

“Avevo fatto per lui quello che avevo creduto di fare per Tash, non perché fossero la stessa persona (anzi, sono addirittura agli opposti), ma perché tutto quello che facciamo di buono lo facciamo in nome di Aslan, anche quando non lo sappiamo.”

A me piacerebbe davvero potervi dire che è una lettura dinamica, da sfogliare pagina dopo pagina con voracità, ma vi direi una bugia. Questo libro è lento, lentissimo. Per una persona atea poi è proprio un patema d’animo. Dico atea e non di altra religione perché Aslan potrebbe essere il Dio di chiunque, ma sì, è davvero pesantuccio. Non nego, però, che fa piangere. Vedere i nostri protagonisti nel regno di Aslan è uno strazio. Di fatti, vedremo tornare tutti, o quasi. Ci sono Peter, Edmund e Lucy; Eustachio e Jill; persino Polly e Diggory. Ma non c’è Susan...

Pare che Neil Gaiman l’abbia definito il “Problema di Susan”. Perché C.S. Lewis decide di non portarla a Narnia l’ultima volta? Viene detto che “non è più amica di Narnia”, che abbia dimenticato le avventure e di definirle solo i “giochi che facevano da bambini”. Non mi stupisce che la spiegazione sia che in quel momento fosse solo interessata a vestiti e rossetti perché dobbiamo sempre pensare agli anni in cui il libro venne scritto. Susan viene condannata perché ha dimenticato Dio, ma penso anche che lei sia stata molto sfortunata e che si sia sentita in colpa per non essere rimasta con la famiglia, penso che una parte di lei avrebbe voluto raggiungere Narnia con loro. E poi, se Aslan è Dio, il suo più grande dono è perdonare.

Beh che dire? Che è stato bello scrivere di Narnia e recuperare questi libri, ma purtroppo quest’ultimo è stato veramente difficile.

Melz


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 3 marzo 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "La sedia d'argento. Le Cronache di Narnia VI" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
In questo nuovo appuntamento con la rubrica "Milk, Cookies&Books: libri a merenda", la nostra Melz continua a farci sognare parlandoci del sesto volume delle Cronache di Narnia, La sedia d'argento. Le sarà piaciuto? Sarà stata una lettura al livello delle precedenti? Scopritelo nella sua recensione ;) 
A presto!

La sedia d'argento
di C.S. Lewis

Serie: Le Cronache di Narnia #6
Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 220
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Terra 1942 - Narnia 2356. Un altro tuffo nello strabiliante mondo di Narnia, popolato da centauri, gnomi e giganti gentili. Sarà Aslan, il Grande Leone, a trasportare fin là Eustachio Scrubb e Jill Pole e ad assegnare loro un singolare compagno: Pozzanghera, crea tura delle paludi. Compito dei tre eroi improvvisati sarà quello di liberare il principe Rilian, figlio di re Caspian, rapito da una strega malefica. E non occorre dire che un'impresa del genere comporterà incredibili peripezie...

Non mi sembra vero di essere arrivata a parlarvi del penultimo libro. La sedia d’Argento è il quarto in ordine di scrittura, ma il sesto in ordine di pubblicazione postuma. Di sicuro, però, è il primo che Lewis scrisse senza i fratelli Pavensie che vengono qui solo citati.

Eustachio, il cugino conosciuto ne Il viaggio del Veliero è il protagonista di questa nuova avventura assieme e Jill, una sua compagna di scuola con la quale condivide la disgrazia di essere preso di mira dai bulli. È proprio per scappare da questi che i due finisco per ritrovarsi a Narnia al cospetto del maestoso leone Aslan. Il compito dei ragazzi sarà quello di ritrovare il figlio perduto del Principe Caspian e per farlo consegnerà a Jill quattro segnali da riconoscere per sapere di essere sulla giusta strada.

E’ stato bello e piacevole ritrovare l’Eustachio che viene fuori quasi alla fine del libro precedente, un ragazzino maturo con voglia di giustizia. Egli, ne avevo già parlato, era già stato caratterizzato benissimo prima e il suo carattere traspare ancora, forte e deciso. Jill è una nuova co-protagonista, ma abbiamo modo di vedere quasi subito di che pasta sia fatta poiché ha un ruolo per nulla marginale, anzi... È stato davvero bello poi ritrovare Caspian per la terza volta. Mi è molto piaciuta anche la cattiva della storia, l’ho trovata una villain molto astuta.

L’atmosfera è molto misteriosa e si vede che Lewis vuole restare sulla scia de Il viaggio del veliero con un’avventura fatta di nuove scoperte passo passo, per nulla statica e molto movimentata. C’è molto pericolo e si prova ansia per i protagonisti, pur sapendo che non succederà nulla di male alla fine.

Devo dire che avevo un po’ di timori nel leggere questo libro perché avevo molte aspettative sul ritorno in scena di Eustachio e temevo venissero deluse, invece è stato meglio di ciò che mi aspettassi. Non mi sono mai annoiata, l’ho letto in due giorni solo perché lavoro, altrimenti lo avrei divorato in poche ore.

Quello che mi aspettavo leggendo Le Cronache di Narnia a quasi trent’anni era di tornare a sognare come un tempo e devo dire che tutti i libri mi hanno fatto venire voglia di cercare di entrare in un dannatissimo armadio in legno. Questo e il precedente, in particolare, hanno lotta, guerra e un preciso obiettivo da raggiungere con degli indizi tipo enigma, decisamente il mio genere.

E adesso? Beh, adesso sono TERRORIZZATA dall’ultimo libro anche perché me lo spoilerai anni fa, mannaggia a me. E non l’ho mai trovato una degna conclusione, da sognatrice quale sono, ma chissà. Ovviamente non mi fermerò proprio ora che sono arrivata alla fine.

Per ora darò 4 tazzine a questo, continuando a sperare in un film, anche se, ormai, l’attore di Eustachio è decisamente troppo grande.

Melz


Fonte immagini: Google immagini

venerdì 17 febbraio 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Il viaggio del veliero. Le Cronache di Narnia V" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio! ^^
Nuovo appuntamento con la rubrica Milk, Coffee&Books: libri a merenda, dedicata a bambini e ragazzi. La nostra Melz continua a parlarci di Le Cronache di Narnia, regalandoci oggi la sua opinione sul quinto volume, ovvero Il viaggio del veliero. Scoprite cosa ne pensa e fateci sapere qual è il vostro preferito, se avete letto la saga. A presto! ;)

Il viaggio del veliero
di C.S. Lewis

Serie: Le Cronache di Narnia #5
Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 230
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018

Terra 1942 - Narnia 2306. "C'era un ragazzo che si chiamava Eustachio Clarence Scrubb, e se lo meritava." E oltre a ritrovarsi questo nome, Eustachio, a differenza dei suoi cugini Edmund e Lucy, non è mai stato a Narnia. Perciò non poteva immaginare che guardando il quadro di un mare in tempesta, ci sarebbero finiti dentro! Per fortuna il principe Caspian li salverà e li porterà con sé a bordo del dorato Veliero dell'alba, in un lungo viaggio per arrivare alla Fine del Mondo. 

Eccoci tornati. Mi sono impossessata della rubrica per bambini per parlarvi di questa saga che va sempre meglio, devo dire. Sono partita da un timido Il nipote del mago, fino a innamorarmi nuovamente delle storie dei fratelli Pavensie, compreso il libro di cui sto per parlarvi.

Il viaggio del veliero è l’ultima avventura per Lucy ed Edmund, come Il principe Caspian lo fu per Peter e Susan. Questa volta, i due fratelli saranno catapultati a Narnia insieme all’antipatico cugino Eustachio che non solo li odia più di qualsiasi altra cosa, ma riesce ad essere ancora più insopportabile di Peter. Protagonista indiscusso un affascinante Re Caspian, coinvolto in una misteriosa impresa.

Questo libro, così come i film, mi è piaciuto più degli altri. L’azione è preponderante, gli avvenimenti avvengono l’uno dietro l’altro in maniera veloce tanto da non lasciare fiato e sono molto più interessanti di quelli avvenuti fino a questo momento. Se i libri precedenti erano fantasy più antichi, questo ha l’aspetto in fatto di trama dei fantasy più moderni: un mistero da risolvere, imprevisti, battaglie e più “cattivi” durante il cammino da sconfiggere.

I personaggi sono descritti decisamente meglio del solito. Già conosciamo Lucy, Edmund e Caspian, ma per il resto sono stati esplorati molto bene, soprattutto Eustachio. Il suo arco narrativo è una redenzione lenta, ma magnifica. Da ragazzino viziato e insopportabile finisce per diventare un eroe: sarà un cliché, ma mi fa sempre commuovere un sacco questa cosa.

Le ambientazioni sono nuove, siamo a Narnia, ma in punti che non abbiamo mai esplorato prima e questi luoghi hanno una magia diversa dal solito, meno eterea per certi versi (escluso ovviamente la parte ultima dove vediamo l’entrata del “mondo di Aslan”) e questo è molto interessante. In particolare, ci sono moltissime magie malvagie che sono come delle sfide interiori per i protagonisti che li metteranno continuamente alla prova. Certo, questo è sempre successo a Narnia, ma in questo caso non è solo un’allegoria.

Ci sono stati pochi punti deboli, uno di questi è il ritorno dei continui riferimenti religiosi, in questo libro molto più espliciti che negli altri. Aslan nelle ultime battute dice chiaramente chi è. Altro punto a sfavore è una conclusione fin troppo affrettata per un addio, soprattutto a un personaggio come Lucy: lei ha scoperto Narnia ed è quella più affezionata dei quattro, avrei preferito più parole di conforto e dolci nei suoi confronti da parte di Aslan.

In definitiva, mi è piaciuto, ma devo confidarvi anche che il film è ventimila volte migliore. Ci sono dettagli così commoventi che purtroppo nelle parole scritte su carta non ho percepito: nel film, ad esempio, l’amicizia tra Eustachio e Reepicheep è la parte più bella e quella che mi ha fatto versare fiumi di lacrime. Quello nel film si che è stato un vero addio. Mi è dispiaciuto molto che non abbiano fatto la trasposizione anche di La sedia d’argento, dove il protagonista è proprio Eustachio.

Detto ciò, ovviamente ne consiglio la lettura, ma solo se mi promettete di guardare poi anche il film.

Melz


Fonte immagini: Google immagini

venerdì 27 gennaio 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Il cavallo e il ragazzo. Le Cronache di Narnia. Vol.3" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Continua la lettura di Melz delle Cronache di Narnia, di C.S. Lewis. Oggi ci parla, in questa rubrica dedicata a bambini e ragazzi, del terzo volume, Il cavallo e il ragazzo, un'avventura un po' diversa dalle precedenti e con nuovi protagonisti. Scoprite cosa ne pensa e lasciate un commento ;) A presto!

Il cavallo e il ragazzo
di C.S. Lewis

Serie: Le Cronache di Narnia #3
Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 195
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018

Terra 1940 - Narnia 1014. "Come vorrei che potessi parlare, amico mio." Shasta non poteva immaginare che rivolgendosi così a un cavallo, ne avrebbe avuto risposta. Ma Bri ha il dono della parola perché viene da Narnia, terra felice da cui è stato rapito e a cui vuole tornare. La stessa terra che Shasta desidera esplorare da sempre. Comincia così un viaggio fitto di insidie, avventure e nuovi amici, che sarà per loro una prova di cuore, coraggio e saggezza.

Bentornati al consueto appuntamento con me e Le Cronache di Narnia, questa volta con il volume terzo della saga. Il cavallo e il ragazzo fu il quinto volume scritto da Lewis, spostato poi dall’editore al terzo posto e trattato come uno spin-off della storia dei fratelli Pavensie che compaiono nel volume adulti e in qualità di Re e Regine del magico regno. Protagonisti questa volta Shasta, un ragazzo usato praticamente come aiutante (se non vogliamo dire schiavo) e Bri, un cavallo parlante Narniano, che fuggono insieme dal regno in cui sono prigionieri per raggiungere la prospera terra di Narnia in cerca di fortuna. Durante il cammino incontreranno Aravis e Uinni, una ragazza e un altro cavallo parlante che cercano la stessa cosa, ma per motivi diversi.

Devo essere onesta: è stato un po’ spiazzante questo catapultarsi subito dopo Il leone, la strega e l’armadio (recensione QUI) in una storia totalmente diversa e con protagonisti nuovi. Un po’ perché sapevo che la storia dei quattro fratelli non fosse terminata e un po’ perché purtroppo non sono riuscita ad affezionarmi ai nuovi protagonisti come a quelli vecchi. Per carità, Bri è davvero simpatico, Shasta un pochino meno, ma non ho sopportato Aravis dall’inizio alla fine.

Quello che non cambia, però, è l’atmosfera magica che accompagna tutti i volumi di Narnia, un regno con animali parlanti, alberi senzienti e dove ogni cosa sembra dare un senso di pace. Che poi è un po’ il senso del libro stesso, dal momento che i personaggi stanno scappando da una brutta situazione per trovare serenità a Narnia. Un’altra cosa che resta la stessa è lo stile di Lewis che ti catapulta in una situazione sempre diversa, con parole semplici e comprensibili a un bambino, ma che in un certo senso ti fanno sentire completamente a casa.

La trama di questo terzo libro l’ho trovata decisamente più debole delle precedenti, come se non avesse uno scopo preciso, proprio come uno spin-off, come dicevo prima. E’ una storia che regge, certo, una storia che c’è ma che poteva benissimo non esserci. Ci fa vedere che i mondi di Narnia sono circondati da altri mondi (come d’altronde farà Il principe Caspian) e ci fa notare che anche in quei luoghi può non essere tutto rose e fiori, ma che Narnia è la salvezza. Come ognuno di questi libri, la storia di Shasta e Aravis è una storia di redenzione, un viaggio in cui loro sono costretti a guardarsi all’interno e a guadagnarsi di entrare in quel regno (vi ricorda qualcosa?). Ma se Il Nipote del Mago (recensione QUI) serviva a spiegarci come nasce Narnia, questo ci spiega, come avete visto, solo quello che sappiamo già.

Quello che mi è piaciuto molto è come Lewis abbia intrecciato alle vicende di questa storia i protagonisti veri di Narnia. Ho amato vedere Edmund e Susan cercare di liberarsi del principe, Edmund soprattutto si rivela sempre un ottimo personaggio con un grande spessore anche con poche righe di presenza.

Purtroppo non riesco a consigliarlo come gli altri, ma comunque è un’avventura molto carina per chi ama il mondo di Narnia.

Melz


Fonte immagini: P. Baynes

sabato 17 dicembre 2022

Recensione: "Le Cronache di Narnia. Il Nipote del Mago" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio! ^^
Oggi una nuova recensione per voi! La nostra Melz ha intrapreso la lettura della serie Le Cronache di Narnia, di C.S. Lewis, e in questo post ci parla del primo volume, Il Nipote del Mago. Se ancora non conoscete questa famosissima serie fantasy e volete saperne di più, leggete l'opinione di Melz. A presto!

Le Cronache di Narnia. Il Nipote del Mago
di C.S. Lewis

Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 190
Genere: Fantasy, Ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018

Terra 1900 - Narnia Anno 1. Quando Polly e il suo nuovo amico Digory decidono di esplorare la soffitta di zio Andrew, non sospettano certo che lui sia un mago. Soprattutto non sanno che, grazie al potere di un anello, quella stanza scomparirà e si ritroveranno nel silenzio ovattato e nella luce verde che filtra dai rami fitti della Foresta di Mezzo. È il meraviglioso regno di Narnia ai suoi albori, molti anni prima che Lucy tocchi la maniglia dell'armadio magico...

2005. Per la prima volta, sento parlare di un film spettacolare, tratto da un libro magico, della storia di quattro fratelli e di un mondo parallelo dove il tempo non scorre come nel nostro. Ma non voglio parlare di quel film, né ancora di quei quattro fratelli. O almeno, non oggi, probabilmente la prossima volta. Voglio parlare del tempo in cui tutto è iniziato, degli anelli magici e due bambini un po’ troppo curiosi.

Siamo abituati a pensare ai fratelli Pevensie quando sentiamo nominare Narnia e dell’Armadio che li ha condotti nel mondo magico. Vi siete mai chiesti perché proprio quell’armadio? Beh, ve lo dice Lewis nel primo libro della saga in ordine cronologico: Il Nipote del Mago. Specifico “in ordine cronologico” perché questo sarebbe il penultimo in ordine di pubblicazione.

“In quei tempi Sherlock Holmes abitava ancora in Baker Street e i sei ragazzi Bestable cercavano tesori in piena Londra, sulla Lewisham Road”

Digory e Polly sono due bambini Londinesi. Polly ha sempre vissuto lì, Digory si è appena trasferito: sua madre è molto malata e solo i suoi zii possono prendersene cura. Con esattezza, sua zia, perché il Signor Ketterly non sembra avere tutte le rotelle a posto. Se ne sta tutto il giorno chiuso in soffitta a fare strani esperimenti e crede di essere un mago. Quando i due si troveranno per sbaglio in quella soffitta avranno modo di vedere che, certo, lo zio non è una persona canonicamente normale, ma che sulla magia non ha tutti poi i torti...

Lewis, in questa sua unica opera per l’infanzia, esplora la creazione di un mondo magico, quello di Narnia, con uno stile favolistico che ricorda quasi un sogno. È un racconto al lettore, coinvolto in vari punti della storia. Lewis parla direttamente con noi, come se fosse insieme ai protagonisti, insieme ai bimbi, insieme ad Aslan, insieme alla terribile Jadis. La maggior parte del racconto si svolge a Londra e, anche se non ho letto ancora tutti i libri, per la prima volta vediamo le creature di Narnia nel mondo umano, insieme alle conseguenze che un gesto del genere può procurare. Una versione tragicomica della magia che incontra chi non ci crede.

Non vi nasconderò i rimandi religiosi, non lo farò ora, né con i libri successivi perché sono presenti e anche molto importanti, ma credo possano avere anche altre visioni (almeno alcuni di loro). Uno di questi è il fatto che il Signor Ketterly non riesca a sentire gli animali parlanti, mentre Polly, Digory e gli altri sì. Questo è certo un “solo chi crede riesce a sentire”, ma può rivolgersi a Dio come alla magia. Un po’ come in Peter Pan, voli solo se sei felice e se credi di poterlo fare. Narnia è un posto per puri di cuore, come ogni posto magico, non solo come il paradiso. È per questo che credo che alcuni di questi libri possano essere letti davvero da chiunque, ma certo non forzerò chi ne prova fastidio, la lettura deve essere un piacere.

Oltre allo stile estremamente semplice, un altro pro di questo volume è che è molto breve (lo sono tutti): circa 153 pagine che volano velocissime. In più, la presenza di pochi personaggi rende questo specifico libro davvero godibile. Sono riuscita a entrare in empatia con Digory e i suoi dubbi, con Polly e il suo essere pragmatica e mi è piaciuto tanto vedere da dove nascono tutte le cose che vedremo poi ne “Il Leone, la Strega e l’Armadio”.

“L’asta di ferro che la strega aveva piantato senza saperlo, faceva luce giorno e notte nella foresta di Narnia. E quando, molti anni dopo, una bambina del nostro mondo raggiunse Narnia, durante una fredda notte in cui fioccava la neve, si imbatté nella luce ancora accesa”.

A differenza di altre saghe in cui l’ordine cronologico rende meno rispetto a quello di pubblicazione, a mio modesto parere credo che per Narnia sia proprio l’ordine corretto, anche se - ripeto - l’autore scrive questo libro per penultimo. Ma il fatto che egli abbia pensato alla fine a dare una spiegazione delle origini, non significa (come nel caso della Marvel) che leggerlo per primo sia meno godibile.

Detto questo, consiglio la lettura di questa saga a giovani adulti poiché riusciranno a cogliere meglio di un bambino tutti i rimandi e a dare una proprio interpretazione. Lewis scrisse Le Cronache di Narnia per una bambina, la sua figlioccia Lucy, ma non credo sia proprio adatta ai piccini, molto più agli amanti del fantasy più cresciuti.

Ci vediamo con i prossimi libri della saga, sperando che il mio ragazzo mi regali un anello magico per Natale.

Melz


Fonte immagini: Pinterest

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