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sabato 16 dicembre 2023

Review Tour: "Il mercante di incubi" di Laura Costantini + bonus

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi finalmente vi parlo di un libro che ho atteso tanto, ovvero Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Dopo aver amato i precedenti romanzi di questa autrice, tra cui quelli della serie del Diario Vittoriano, come potevo lasciarmi sfuggire un fantasy dark ambientato a Edimburgo nel 1881? Ringrazio infinitamente la casa editrice per la copia e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento, ma soprattuto Laura Costantini, continua fonte di ispirazione con il suo bellissimo stile che riesce sempre a trasmettermi un sacco di emozioni.

Il mercante di incubi
di Laura Costantini

Prezzo: 4,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 410
Genere: fantasy gotico
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 7 dicembre 2023

Edimburgo, anno 1881. Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile ondata di suicidi. Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer. Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi alchi- misti e ali nere. Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia alle vittime del mercante di incubi?

<<L’ombra col violino era una melodia incarnata, perché possedeva un corpo. Non apparteneva al mondo, ma lo attraversava e poteva toccarlo.>>

Se anche voi, come me, amate la Scozia, i suoi luoghi intrisi di storia, di magia, di leggende, di oscurità e mistero, allora non potete assolutamente lasciarvi sfuggire Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Se già nel Diario Vittoriano ci aveva dato un assaggio di Scozia, qui potrete averne in grandi quantità. Tra l’altro l’ambientazione fredda, invernale, rende il tutto ancora più suggestivo e io non posso che ringraziare per tanta meraviglia. I fatti che ci racconta, con un punto di vista onnisciente che vede tutto e cala su ogni personaggio, partono da una Edimburgo, teatro di un suicidio sconvolgente. Una giovane lady si getta dalla finestra e lascia marito e due figli piccoli. L’istitutrice dei bambini, molto legata alla donna, decide di rivolgersi a Driscoll Farquhar, un investigatore privato con un’ottima reputazione (ma un pessimo aspetto). Driscoll, che vive con la sorella Rhona, che si prende cura di lui come una madre affettuosa, non sa se credere alla giovane Cadence Rhymer, che gli rivela i suoi sospetti, ovvero che è stato il marito della sua signora a ucciderla, avvelenandola con una fiala posta sotto il suo cuscino la sera. Eppure il caso lo intriga molto, soprattutto dopo che sarà andato in obitorio a vedere il corpo della donna, il cui viso sfregiato dalle sue stesse mani gli farà comprendere che qualcosa davvero non andava nella sua testa per essere arrivata a tanto. Le sue indagini lo porteranno a muoversi su più fronti, ma la pista principale sarà legata a un certo Hiram, un uomo misterioso che pare sia l’artefice di ciò che ha ucciso la donna. 

A suggerirgli questo nome sarà un ragazzo sbucato dal nulla, un'ombra, una figura evanescente come l’aria, con due occhi blu come due pozze d’acqua, un giovane dall’aspetto glorioso e armonico la cui presenza è accompagnata dal suono toccante di un violino. Nariman Tëmnyj è il suo nome, uno straniero, probabilmente russo, che pare portarsi dietro una storia conturbante, appartenere persino a un altro mondo. Nariman chiederà a Driscoll collaborazione per salvare qualcuno dalle grinfie di Hiram, qualcuno a cui è legato, un certo Julian, appartenente al suo stesso mondo, ma così facendo dovrà essere sincero con Driscoll fino in fondo e metterlo a conoscenza di una realtà soprannaturale che probabilmente lui non capirà. Ma Driscoll, per quanto il suo aspetto e i suoi modi siano rozzi, è un’anima sensibile. Il suo rapporto col corvo imperiale che si porta sempre appresso ne è una prova. Ed è proprio questo a convincere Nariman, perché alla fine non è lui a scegliere Driscoll, ma viene scelto da lui, anzi dal suo corvo, per l’esattezza. Ailish non è un semplice corvo, come scoprirete leggendo questa storia, non è solamente un animale da compagnia, ma è intelligente e partecipe delle indagini. È una creatura che deve la propria origine a un’altra storia terrificante, un’altra morte di cui potete leggere nel racconto prequel Ailish Il Corvo, presente in un primo momento solo nella raccolta Tarocchi Dannati, uscita sempre per Dark Abyss, ma riportato anche all’inizio di Il mercante di incubi. Mi è piaciuto tantissimo questo collegamento e non vi nego che Ailish mi ha catturata dal primo istante, diventando il mio personaggio del cuore e catalizzando tutta la mia attenzione.

In questo romanzo Laura Costantini ha riversato tutta la sua bravura, trattando come sempre argomenti spinosi legati all’epoca vittoriana e facendolo con la solita eleganza che la contraddistingue. Non mancano riferimenti infatti alle differenze sociali, l’omofobia tipica del periodo in cui la storia è ambientata, piaghe come la prostituzione minorile, ma anche suicidio, violenze e molto altro. Incapperete anche in tematiche come la caccia alle streghe, che nella Scozia ebbe un’evoluzione importante, e proprio due streghe potreste trovarle all’interno della storia narrata. E non solo loro. Tra le figure oscure che popolano questo romanzo, anche i vampiri, figure che da sempre affascinano lettor* e scrittor* e che l’autrice rielabora con il suo stile incantevole, regalandoci qualcosa di originale e inaspettato. Ho sempre ammirato la capacità di Laura Costantini di riuscire a far calare l* lettor* all’interno delle sue storie in maniera naturale e senza sforzo. Ancora una volta, mi sono ritrovata completamente immersa, completamente ammaliata da una storia coinvolgente e scritta benissimo. Le indagini vengono portate avanti nel modo giusto, aggiungendo di volta in volta quel pezzettino che manca per arrivare alla soluzione, ma non sono il centro di tutto, perché i personaggi hanno un ruolo fondamentale e vengono approfonditi a dovere, ma anche l’atmosfera è molto curata; basta un refolo di vento, o un fiocco di neve, o qualche ombra inquietante a fartene percepire la presenza costante. Le ambientazioni sono forse l’elemento più affascinante del romanzo (oltre Nariman, naturalmente :P), la città vecchia si apre davanti ai nostri occhi, le sue strade gelide percorse da un Driscoll sempre in guardia e sorvolate da una Ailish protettiva, sono la cosa migliore che leggerete in questo libro. Le parole di Laura Costantini accompagnano i nostri protagonisti e ci ammaliano, tant’è che nemmeno vi renderete conto dello scorrere delle pagine fino a quando non sarete arrivat* alla fine. La fine di una magia, perché è questo che fa l’autrice con le sue parole, fa magie. 

Inutile dirvi che ho amato questo libro, non solo per la storia ben raccontata ma anche per tutto ciò che è stata capace di evocare, mi ha fatto risentire l’emozione provata leggendo il Diario Vittoriano (che vorrei riprendere a leggere un giorno sì e l’altro pure), ma anche quella provata leggendo Il Varcaporta. Qui non abbiamo sicuramente lo stesso livello di elementi steampunk, non ne abbiamo per niente, ma c’è un marchingegno che per un attimo mi ha riportato lì, al Varcaporta e ai suoi macchinari artificiosi. E poi c’è Edimburgo, una città che non disdegna di rivelarsi magnifica sotto certi aspetti e tenebrosa sotto altri, che mostra tutto il suo fascino ma che nasconde anche incubi e storie terrificanti nei suoi meandri. C’è la musica, il suono di un violino che accompagna la lettura e che ti sembra di sentire davvero intorno a te mentre leggi. E ci sono figure inquietanti, come un Hiram che mette i brividi con il suo ghigno malefico e il suo volto così particolare. Ma ci sono anche legami eterni, suggestivi, che nessun maleficio potrà mai rompere.

Se avete voglia di una storia che vi faccia tremare, se volete leggere di personaggi ricchi di chiari e scuri, se volete saggiare l’effetto della scrittura di Laura Costantini su di voi, beh, questa è l’occasione giusta, Il mercante di incubi è tutto vostro, se vorrete.

Approfondimento: Origine della caccia alle streghe in Scozia

Nella Scozia medievale la superstizione e la paura per il soprannaturale sono sempre stati presenti, grazie alle leggende di origine celtica, che avevano come protagonisti elfi, fate, folletti, goblin, brownie e che si tramandavano tra la popolazione di qualsiasi ceto. Si credeva anche al diavolo e si pensava che qualunque avvenimento tragico o catastrofico fosse proprio opera del demonio. Tra il XV e il XVII secolo si diffuse in tutta Europa il timore per le streghe, anche grazie al Malleus Maleficarum, scritto da Heinrich Kramer, nel quale si dichiarava che Satana volesse sterminare gli umani e si servisse di streghe, che andavano quindi eliminate per scongiurare ogni pericoloso e dimostrare la propria devozione. 

In Scozia il panico per la stregoneria e la conseguente uccisione di oltre 2500 donne si deve in particolare a Re James IV, figlio di Mary Stuart, che nel 1603 divenne Re James I d’Inghilterra. 

La grande caccia alle streghe di Scozia iniziò dopo un episodio, nel 1590, che riguarda James IV. Il re, fu costretto a recarsi a Copenhagen per recuperare la sua promessa sposa, perché durante il viaggio che doveva portarla in Scozia era stata fermata da una terribile tempesta ed era dovuta tornare indietro. Quando James arrivò trovò una situazione di isteria legata alla paura per le streghe. Due donne furono arrestate e, dopo ore di interrogatori e torture, confessarono di aver evocato loro la tempesta con lo scopo di uccidere la futura coppia reale. Colpito da questa confessione, nel re scattò una vera e propria ossessione, terrorizzato di poter morire in modo violento a causa delle streghe. La sua paranoia crebbe così tanto che, una volta tornato in Scozia, diede inizio a una folle persecuzione contro ogni donna sospettata di essere una strega. 

I metodi utilizzati per far confessare le donne accusate furono tra i più atroci e raccapriccianti, venivano cercati segni della loro unione col diavolo anche sui loro corpi, cicatrici, nei, macchie di vario genere. Con la tortura i cacciatori di streghe tentavano di smascherare le streghe, di estorcere confessioni e una volta che la donna confessava veniva condannata al rogo, ma prima la strangolavano per evitare che dalle fiamme salisse il diavolo a salvarla.

Quando James succedette alla zia Elisabetta I sul trono d'Inghilterra, incontrò degli oppositori religiosi molto agguerriti: i cattolici. E così fu costretto, per salvaguardare la sua posizione, ad allontanare la sua attenzione dalla caccia alle streghe per dedicarsi alle cospirazioni cattoliche. Con la sua morte, per un po' continuarono a verificarsi processi alle streghe, ma pian piano si diffuse l'idea che bisognasse vietare e fermare quel tipo di azione e solo nel 1735 divenne un crimine accusare qualcuno di possedere potere magici o praticare stregoneria.

5 tazzine per Il mercante di incubi, un romanzo magnificamente cupo ed emozionante.

Fonte immagini: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni
Fonte approfondimento: Nel cuore della Scozia

mercoledì 28 dicembre 2022

Review Party: "Art Mages of Lure. L'artista di maledizioni" di Jordan Rivet

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Resuscito momentaneamente dal covid - che mi ha beccata il giorno di Natale e mi ha fatto un “bellissimo” regalo - per parlarvi di una delle ultime uscite Dark Abyss Edizioni: Art Mages of Lure. L’artista di maledizioni, di Jordan Rivet, un retelling fantasy di Robin Hood, che ho trovato molto carino e originale. Ringrazio Andrea Martina Torre per aver organizzato questo review party e avermi incluso e un grazie alla casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Art Mages of Lure. L'artista di maledizioni
di Jordan Rivet

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 356
Genere: retelling fantasy, young adult
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2022

Briar può maledire con un colpo di pennello. I suoi dipinti mutilano, stregano e distruggono: questo è da sempre il suo lavoro e l'attività di famiglia. Ma Briar non vuole più nuocere ed è decisa a iniziare una nuova vita vendendo maledizioni non letali e piccole vendette. Tuttavia i suoi poteri distruttivi non passano inosservati e Archer, criminale che trasuda carisma, la ingaggia per una missione di salvataggio. Briar vi vede l'occasione per fare ammenda dei propri crimini, ma la sua famiglia sarà d'accordo? La protagonista dovrà affrontare le arti oscure che si è lasciata alle spalle e decidere cosa è disposta a distruggere per un futuro diverso. Jordan Rivet arriva in Italia con la rivisitazione di "Robin Hood". Pronti a scoprire la leggenda nascosta nella foresta?

Di recente i retelling stanno andando molto di moda, soprattutto quelli riguardanti figure storiche o mitologiche. Mentre alcuni sembrano funzionare molto bene, altri risultano essere inutili e poco originali. I miei preferiti sono i retelling fantasy ed ecco perché, quando ho letto la trama di Art Mages of Lure. L’artista di maledizioni e capito si trattava di un retelling di Robin Hood, non ho proprio saputo resistere al suo richiamo e ho deciso di fidarmi di questa lettura. Posso ammettere di aver fatto bene, Jordan Rivet ha saputo sorprendermi molto positivamente. Il primo impatto con questo libro è stato esaltante, perché sin dalle prime pagine vieni catapultat* nel mondo magico creato dall’autrice ed è un mondo pieno di colori, maledizioni, incantesimi da lasciare senza fiato. Un sistema magico con le sue regole, la sua struttura, che ben funziona nel racconto e incuriosisce chi legge. Il romanzo mostra da subito un bel carattere e non si perde troppo in preamboli o descrizioni tediose, anzi entra immediatamente nel vivo, mostrandoci il dono della nostra protagonista, Briar, e la sua portata, lasciandoci presagire quanto affascinante e pericoloso possa essere e quanto spettacolari saranno i capitoli a seguire. Ma ad avermi colpito maggiormente è stato il modo in cui un elemento tanto originale sia stato intrecciato alle vicende di un giovane ladro fuorilegge, noto come Archer, che palesemente richiama alla mente Robin Hood, eroe popolare inglese, nato dalla penna di Alexandre Dumas, famoso per rubare ai ricchi e donare ai poveri. Oltre il giovane Archer, facciamo la conoscenza della sua fidata squadra, composta da personaggi molto interessanti, sebbene il più intrigante e carismatico risulti proprio Archer.

Briar è un’artista di maledizioni, crea maledizioni su commissione e lo fa dipingendo. La sua arte può vendicare, distruggere, spezzare, provocare dolore, può fare davvero molto male. Questa attività è tenuta per lo più nascosta, dal momento che non possiede una licenza e ciò che fa può essere molto pericoloso se non gestito come si deve, ma è comunque qualcosa che le frutta e che le permette di mantenere un piccolo cottage tutto suo e fare una vita dignitosa. Adesso è un po’ stanca di assecondare ogni richiesta che le viene fatta, sente il rovescio della medaglia incomberle addosso, quella sensazione di avvicinarsi sempre di più al lato oscuro della magia senza che lei lo voglia davvero. È stanca di creare maledizioni nocive e vorrebbe poter cambiare vita e usare diversamente il suo talento. Ma durante uno degli ultimi incarichi il suo potere si palesa in tutta la sua spaventosa realtà, distruggendo la dimora di un pezzo grosso del villaggio e attirandosi persino le ire dello sceriffo. Tradita e messa alle strette, Briar è costretta a fuggire e la sua unica chance di salvezza sembra essere Archer, che l’ha vista in azione e ha provato a proporle di unirsi alla sua banda. Briar è titubante, ma di certo non sa resistere alle sfide. Archer le offre non solo una valida alternativa alla casa che è stata costretta ad abbandonare, ma anche una bella cifra per aiutarlo a portare a termine una missione particolarmente ardua. Ha bisogno proprio di lei per salvare la bella Lady Mae, imprigionata in una torre del castello di Larke, perché è l’unica, a suo parere, capace di contrastare gli incantesimi di un potente magus che proteggono la torre. Solo qualcuno con abilità come quelle di Briar può demolire quelle protezioni. 

Alla fine, la ragazza si ritrova ad accettare l’offerta, perché come la banda ha bisogno di lei, anche lei ha bisogno di loro, e soprattutto della somma che le offrono, la sua chance per ricominciare. Ma non sa che oltre quello troverà anche una famiglia e che ciò che si è lasciata alle spalle, quella parte di sé che vuole a tutti i costi dimenticare, non fa di lei una persona necessariamente malvagia, perché si può sempre scegliere di cambiare direzione e seguire la strada che il cuore ci consiglia. 

In un susseguirsi di piani per portare a termine la missione, tra avventura e magia che si mescolano in maniera avvincente, Art Mages of Lure ha saputo rielaborare una figura leggendaria come quella di Robin Hood, unendola a elementi decisamente innovativi. La parte romance non è predominante, ma è stato piacevole seguire le vicende dei protagonisti, che iniziano a fidarsi poco alla volta l'uno dell'altra, senza costringerci a sorbirci un insta-love a causa della brevità e scorrevolezza della storia. Lo stile non è ricercato ma risulta fluido e vivace e ogni immagine vivida davanti agli occhi, grazie anche alle descrizioni colorate ed energiche. Come vi dicevo all’inizio, Jordan Rivet mi ha davvero sorpreso. Non sarà il romanzo dell'anno, qualche piccolo difetto non manca - sicuramente alcuni dettagli della storia potevano essere approfonditi meglio - ma se cercate una lettura molto diversa dal solito eppure carica di magia, azione, divertimento, Art Mages of Lure è ciò che fa per voi e non vi deluderà. Non vedo l’ora di leggere il seguito. Intanto questo primo capitolo è super approvato!




Fonte immagini: Pinterest

lunedì 2 maggio 2022

Intervista a Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi iniziamo la settimana con l'ultima tappa dell'evento dedicato a Il Varcaporta, di Laura Costantini, ovvero l'intervista completa all'autrice. Nei giorni scorsi avete potuto leggere due domande nel post delle nostre recensioni (QUI il mio), oggi potrete leggerle tutte insieme su tutti i blog. Spero vi siano utili a scoprire curiosità e dettagli in più riguardo l'autrice, Il Varcaporta, ma anche gli altri romanzi che ha scritto. Buona lettura!

INTERVISTA A LAURA COSTANTINI

Ciao Laura, è un piacere poterti rivolgere qualche domanda per soddisfare le nostre curiosità e permettere ai lettori di conoscere meglio te e il tuo romanzo.

- Come è nata questa storia? 
La storia viene da lontano. Un sogno particolarmente vivido: un monolite cuneiforme che piombava giù dal cielo colpendo Stonehenge e liberando una sostanza opalescente che andava a riempire la frattura. La mia fantasia ha visto in quella sostanza qualcosa di vivo e potente: il Kh-Ram. Scrissi una prima bozza nel 1993, poi me ne dimenticai. Ma la storia è tornata a bussare durante il lockdown.

- Qual è il primo libro che hai letto? 
Favole a parte credo sia stato “Cuore” di De Amicis, subito dopo “Piccole donne”, poi arrivarono Jules Verne, Edgar Rice Burroghs ed Emilio Salgari.

- Come mai proprio il genere Steampunk? 
Perché amo la commistione tra le atmosfere gotiche dell’epoca vittoriana e una tecnologia vintage scintillante di ottoni e scricchiolante di ingranaggi.

- Che genere leggi di solito? 
Tutti, non ho preclusioni. Piuttosto una propensione per thriller, storici, horror e fantasy.

- Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno o sono frutto della tua fantasia? 
I miei “bambini” sono sempre parti originali della mia mente (bacata, direbbe qualcuno). Poi, alle volte, trovo anche dei volti che ben li rappresentano, oppure scovo artist* che siano in gradi di ritrarli per come io li ho pensati.

- Qual è il personaggio da te creato a cui sei più legata? 
Sarei una madre degenere se ne indicassi uno... Però, che resti tra noi, il mio figlio prediletto in questa storia è, senza ombra di dubbio, Devereux Willoughby, incolpevole fulcro di tutto.

- Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo? 
Dipende. Per “Il Varcaporta” ho impiegato circa un anno e mezzo. Ma ho scritto romanzi anche nel giro di un mese (con la mia socia Loredana Falcone), come anche storie che hanno chiesto quattro anni di gestazione (come il mistery “Il puzzle di Dio”, sempre con la socia).

- Hai dei riti scaramantici o aneddoti particolari che ti sono successi durante la stesura? 
Riti scaramantici no, a meno di non considerare tale la mia passione per le mappe che mostrino gli spostamenti, le distanze, i tempi di percorrenza. Aneddoto? Succede che inserisco nella storia la figura di Bethany, la cameriera personale di lady Astrea. Una figura secondaria, silenziosa e obbediente, costretta al buio perché le hanno bruciato gli occhi affinché non possa rendersi conto dell’orrore delle cicatrici della sua padrona. Quasi un “cameo”. Ma lei, da brava irlandese testa dura, non era d’accordo. E ha preteso di essere parte attiva della storia in un modo che scoprirete leggendo. Si è rivelata una donna forte, decisa e tutt’altro che innocua.

- Hai già in mente un progetto futuro per un'altra storia? 
Per un’iniziativa della Dark Abyss Edizioni ho scritto un racconto gotico. E, sebbene il racconto concluda la vicenda, c’è un certo corvo che continua a gracchiarmi nell’orecchio. Chissà...

- Hai delle canzoni che ti ricordano i personaggi di questo libro o altri tuoi personaggi? 
Una canzone chiave della mia serie “Diario vittoriano” è stata “Lost on you” di LP. Per “Il Varcaporta” ho proprio una playlist completa: With or without you - U2; The kill - 30seconds to Mars; Stronger - 30seconds to Mars; The sound of silence - cover by Disturbed; L'inverno - da Le quattro stagioni di Vivaldi; My immortal – Evanescence; Take to church – Hozier; Secondo movimento dalla Settima di Beethoven; Demons - Imagine Dragons e While your lips are still red – Nightwish. Ogni brano ha un significato importante nella storia e nelle vicende dei personaggi.

- Cosa ti affascina di più dell'epoca vittoriana? 
Mi affascina che sia l’inizio della modernità e del progresso tecnologico, ma anche un’epoca di profonda oscurità coperta da trine e velluti. Assomiglia moltissimo a ciò che oggi siamo, ipocrisia compresa.

- Quali pensi siano i punti di forza del romanzo e perché lo consiglieresti ai lettori? 
Da lettrice amo molto le storie che sanno coinvolgermi e trascinarmi in un’avventura. Ecco, credo che “Il Varcaporta” sia soprattutto un’avventura da vivere tra i ghiacci iridescenti del Kh-Ram, il volo sgraziato e crudele delle macchine volanti, la voglia di giustizia di chi non si arrende e l’amore senza confini di spazio e di tempo che anima i protagonisti.

- Le tematiche lgbtqia+ sono spesso presenti nei tuoi romanzi. Cosa ti piace trasmettere con queste tematiche? 
L’orrore dell’ipocrisia che ha costretto e costringe - ancora oggi, perfino nell’Occidente che si crede “civilizzato” – le persone a negare la propria natura, i propri desideri, i propri sentimenti. La peggiore delle torture, la più violenta delle discriminazioni. Voglio renderla evidente e, così, combatterla.

- Anche questa saga è già stata tutta scritta e poi divisa in volumi come per "Il Ragazzo Ombra" o hai in mente di scrivere un libro alla volta e, se sì, sai già quanti libri saranno? 
“Il Varcaporta” non sarà una serie, come non lo era il “Diario vittoriano”. La divisione in volumi la organizzammo, con goWare, per non offrire ai lettori un librone da ottocento pagine che avrebbe potuto spaventare. Quindi la vicenda venne divisa in quattro volumi di cui “Il ragazzo ombra” è il primo. “Il Varcaporta”, nonostante la mole e grazie a Dark Abyss Edizioni, è rimasto intatto ed è, quindi, autoconclusivo.

- Quali differenze noti quando scrivi un libro a quattro mani e quando invece scrivi da sola come in questo caso? 
Scrivere a quattro mani è una modalità che adoro, un dono che l’amicizia – ormai sorellanza – con la mia socia Loredana Falcone mi ha concesso. Insieme a lei è come vivere un gioco di ruolo, quindi passano in secondo piano fatica e concentrazione. Scrivere da sola è più immersivo e faticoso. Ti cambia proprio l’umore. Mi piace poter sperimentare entrambi i metodi.

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Google immagini
Banner: @dolcicarloni

Un ringraziamento a Laura Costantini per aver risposto alle nostre domande e grazie anche alla casa editrice Dark Abyss per la gentile collaborazione e disponibilità.

venerdì 29 aprile 2022

Review Party: "Il Varcaporta" di Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi partecipo al Review Party dedicato a Il Varcaporta, di Laura Costantini, un fantasy steampunk che ha attirato da subito la mia attenzione e pubblicato dalla giovane casa editrice Dark Abyss. Di Laura Costantini conoscevo la serie del Diario Vittoriano - di cui vi parlerò presto - e Il Varcaporta era una lettura irrinunciabile per me. Adoro il genere steampunk, penso che in Italia non se ne pubblichi abbastanza, quindi ogni volta che esce qualcosa che rientra in questo genere desidero leggerlo. Sono davvero contenta di aver avuto la possibilità di leggere questo libro, l’ho trovato molto originale e toccante.
Ringrazio la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione e per la collaborazione a organizzare questo evento, senza dimenticare chi mi ha seguita in questo viaggio, blogger bravissim* di cui vi consiglio di passare a leggere le recensioni. Oggi tocca a me, spero possiate appassionarvi a questa storia come ho fatto io. Oltre la recensione troverete anche due domande all'autrice, che è stata così gentile da prestarsi a una nostra intervista. Trovate due domande a ogni tappa, mentre per l'intervista completa dovrete aspettare il 2 maggio e potrete leggerla su tutti i blog che hanno partecipato all'evento.

Il Varcaporta
di Laura Costantini

Prezzo: 5,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 581
Genere: fantasy, steampunk
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2022

Corre l'anno 1897 e l'Inghilterra prevale su tutti i paesi d'Europa grazie alla scoperta del Kh-Ram, misteriosa sorgente di energia che l'ha liberata da carbone e vapore. Certo, la sostanza ha un costo ma il regno di Vittoria agisce in maniera pragmatica: nasconde le proprie difformità e le sfrutta al bisogno. Di miserabili le strade son piene. Una parte diventa carne da macello per processare l'energia. Un'altra, selezionata, entra in un corpo d'elite che padroneggia il Kh-Ram, cosa possibile solo per un binomio, ossia una coppia di giovani con determinate caratteristiche, tra cui un legame esclusivo, assoluto e rigorosamente maschi. La sostanza, infatti, aborre le donne, il movimento e il calore. L'Inghilterra chiude volentieri un occhio su tali unioni, ne chiude anche due sulla sorte dei disgraziati. Ma se non fosse solo questo il prezzo da pagare? Aster Paul, Astrea Lucinda, Zachary Tucker, Devereux Willoghby e alcune vecchie conoscenze lo scopriranno e dovranno decidere da che parte stare. Sarà una lotta per la sopravvivenza segnata da alleanze imprevedibili e inganni, in cui i sentimenti più intensi e puri diventeranno l'unica guida.

L’epoca vittoriana ha sempre avuto un immenso fascino per me. Il Varcaporta è ambientato proprio in quest’epoca, fine Ottocento, in Inghilterra, in un periodo in cui si corre verso il progresso tecnologico e che Laura Costantini ha ritenuto perfetto per inserire elementi steampunk. È una realtà alternativa quella di cui narra l’autrice, in cui l’avvento del Kh-Ram, una sostanza proveniente da un'altra dimensione, che si abbatte su Stonehenge, porta a un cambiamento epocale per l’Inghilterra. La terra è dilaniata ma in cambio riceve un’energia senza eguali. Questa energia però va alimentata, il Kh-Ram va nutrito e ciò di cui si nutre sono i corpi dei maschi. Ecco perché è stata fondata un’Accademia in cui molti giovani vengono addestrati, preparati, ma non informati. Non sanno esattamente per cosa si preparano. Sanno che con il loro contributo aiutano a salvare il proprio Paese, ma in che modo? Nessuno di loro conosce il prezzo da pagare. Da bambini vengono raccolti dalle strade, strappati a vite di stenti o lasciati dai genitori in cambio di denaro. Sono giovani soli, abbandonati a loro stessi e di cui nessuno chiederà mai o sentirà la mancanza. Devereux Willoughby e Zachary Tucker frequentano entrambi l’Accademia e rappresentano uno dei binomi migliori in assoluto. I binomi sono coppie inscindibili. Tutti gli allievi vengono accoppiati sin da piccoli dopo essere stati osservati <<in una sorta di arena destinata alle migliaia di orfani frutto della società vittoriana>>. Raggiunta l’età giusta vengono uniti in base a delle precise caratteristiche. È così che Dev e Zac sono finiti insieme, continuando poi a crescere uno a fianco all’altro e a contare esclusivamente su loro stessi. Questo legame, il legame tra binomi, si fortifica una volta che viene toccato dal Kh-Ram, al punto che i due ragazzi, uno il muro, forte e solido, l’altro l’edera, tenace e sensibile, arrivano a percepire ogni emozione dell’altro, diventando non solo complementari ma una cosa sola. Un'unica persona in due corpi. 

L’autrice ha fatto un lavoro eccezionale nel descrivere questo tipo di legame, nel farlo sentire in maniera chiara anche al lettore, che quasi entra in simbiosi col binomio. Empatizzare con i due protagonisti viene facile, grazie al modo in cui Costantini li ha caratterizzati. Sono essenzialmente all’opposto ma è possibile entrare nella mente di entrambi e carpirne ogni sorta di pensiero. Devereux è un ragazzo dolce e buono, ha sempre desiderato fare il medico, aiutare gli altri, ma l’Accademia lo conduce verso un’altra strada. È innamorato di Zac ma non ricambiato e tiene questo segreto chiuso dentro il cuore a lacerarlo. Zachary è invece entusiasta all’idea di essere il Prescelto, ha grandi aspirazioni ma neanche lui sa cosa lo aspetta. Ciò che dovranno affrontare metterà a dura prova tutto il loro coraggio e la loro ambizione, dovranno essere forti, resistere, restare uniti e dimostrare di essere davvero il miglior binomio che l’Accademia abbia mai visto. Tutto ciò che credevano di sapere, tutto ciò che credevano di poter affrontare, incontrerà un grosso ostacolo quando entreranno in contatto col Kh-Ram e quando scopriranno in che modo viene alimentato e cosa pretende da loro. Ma sono i Prescelti e c’è in gioco più di quanto immaginano, non possono più tirarsi indietro.

A fare da contraltare a questi due magnifici protagonisti ce ne sono molti altri che mi hanno colpito e che ho amato profondamente, tra tutti la duchessa Astrea di Sarumhold e suo fratello gemello Aster. Astrea, la <<donna gioiello>>, bellissima fino all’età di quattordici anni, fino al maledetto giorno dell’Avvento, quando il legame inscindibile con il fratello l’ha spinta a gettarsi tra le fauci del Kh-Ram, che in una volta le ha portato via bellezza e molto di più. Indossa adesso una maschera a nascondere il viso deturpato e porta una mano meccanica. Si ricopre di gioielli e perle come a voler ancora apparire dignitosa, ma ciò che le è successo, ciò a cui ha dovuto rinunciare, non le dà pace. Non ha mai perdonato Aster per questo. Eppure è stata la follia del loro padre a portare il Kh-Ram nel loro mondo e a cambiare le vite di tutti.

È una storia complessa quella che ci racconta l’autrice, una storia stratificata che si dipana piano piano fornendoci sempre maggiori dettagli per comprendere meglio il meraviglioso worldbuilding. Una volta presa confidenza con questo, è difficile non provare ammirazione, non restare affascinati dall’originalità portata tra le pagine del romanzo così come è difficile non innamorarsene. Ho fatto molta fatica a staccarmi da questo libro, devo ammetterlo. La prosa è bellissima e molto suggestiva, le descrizioni sono vivide e i personaggi sono così ben costruiti che non avrei più voluto lasciarli. Ampio spazio hanno, inoltre, nel romanzo, le tematiche lgbtqia+, care all’autrice e quasi sempre presenti in tutti i suoi libri. Vi sono sicuramente anche alcuni trigger da tenere in considerazione, stupri, violenze, torture, sfruttamento minorile, ma inseriti tutti talmente bene nel contesto da dare ulteriore prova della bravura e dell'intelligenza di Laura Costantini. 

Il Varcaporta è un romanzo magnifico, insolito, ammaliante. Vi farà vivere un’avventura mai vissuta prima, vi legherà a personaggi straordinari, vi farà commuovere e urlare. La Londra fumosa e cupa di questo libro regala molte emozioni e gli elementi steampunk la rendono ancora più intrigante, la voglia di esplorarla a fondo non vi mancherà mai. L’edizione della Dark Abyss è un piccolo gioiello, con illustrazioni incantevoli all’interno e dettagli a ogni pagina, a ogni capitolo. Non perdete altro tempo e correte a comprare questo libro, non ve ne pentirete!
DUE DOMANDE ALL'AUTRICE

 Quali pensi siano i punti di forza del romanzo e perché lo consiglieresti ai lettori? 
Da lettrice amo molto le storie che sanno coinvolgermi e trascinarmi in un’avventura. Ecco, credo che “Il Varcaporta” sia soprattutto un’avventura da vivere tra i ghiacci iridescenti del Kh-Ram, il volo sgraziato e crudele delle macchine volanti, la voglia di giustizia di chi non si arrende e l’amore senza confini di spazio e di tempo che anima i protagonisti.

Le tematiche lgbtqia+ sono spesso presenti nei tuoi romanzi. Cosa ti piace trasmettere con queste tematiche? 
L’orrore dell’ipocrisia che ha costretto e costringe - ancora oggi, perfino nell’Occidente che si crede “civilizzato” – le persone a negare la propria natura, i propri desideri, i propri sentimenti. La peggiore delle torture, la più violenta delle discriminazioni. Voglio renderla evidente e, così, combatterla.



A presto!
xoxo
Photo credit: @francikarou
Banner e calendario: @dolcicarloni

venerdì 25 febbraio 2022

Recensione: "Sei una di noi" di J. Reed

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi sono qui a parlarvi di un libro letto in occasione di un review party ma che recensisco fuori evento perché purtroppo non ho apprezzato la lettura. Ringrazio comunque la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

Sei una di noi
di J. Reed

Prezzo: 2,99 € (eBook) 13,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 259
Genere: dark fantasy, paranormal romance, young adult
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2021

Halloween si avvicina e una strana nebbia cala sul villaggio di Hammefalls, senza però velare l'entusiasmo di Gemma e delle sue amiche, alle prese con i primi amori e con la splendida festa che stanno organizzando; tuttavia, qualcosa turba la loro serenità: se Rose, detta "il mostro", in realtà è perfettamente normale, cosa sta accadendo a Priscilla? Frequenta cattive compagnie o ha scoperto segreti inquietanti in un misterioso libretto? E perché le loro notti sono disturbate dal medesimo incubo, legato all'antico cimitero del paese? Tra equivoci, baci, balli, nuove amicizie e sparizioni le ragazze sono destinate a scoprire i misteri di Hammerfalls e anche se stesse.

Non avevo ancora letto nulla della nuova realtà editoriale Dark Abyss, nata dal sogno di una ragazza che seguo e ammiro per il coraggio e la determinazione. Il dark fantasy l’ho sempre apprezzato. In Italia, purtroppo, ne abbiamo pochissimo ma quel poco che è uscito ho sempre voluto leggerlo. Ecco perché, intrigata dal genere, ho deciso di dare la mia disponibilità per leggere quella che mi sembrava a tutti gli effetti una storia molto intrigante. Dopo pochi capitoli, ho però capito che per me non era così. Sei una di noi non si è rivelato il romanzo che mi aspettavo, bensì una storia abbastanza immatura e con ben poco pathos. La protagonista è Gemma, una ragazza che, insieme alla sua migliore amica, Priscilla, ha intenzione di organizzare la festa di Halloween più spettacolare di sempre. Non hanno ancora trovato la location definitiva quando viene loro proposto il fienile della strana casa di Rose in cima alla collina. Ma Rose non è una ragazza con cui le due vogliono avere a che fare. Rose è troppo diversa da loro; con i suoi capelli bianchi e gli occhi che talvolta luccicano di rosso, è fin troppo inquietante. Un mostro, la definiscono. E le fanno dei dispetti anche piuttosto pericolosi. Ma quando la sorella di Gemma prende in simpatia Rose, anche lei inizia a conoscerla meglio e comprende che non è così male come pensava - come le aveva fatto credere Priscilla - e che di sicuro non è un mostro, anzi la trova anche simpatica. Gemma si sente in colpa per averla trattata male e averla fatta soffrire, così Rose la perdona, e pian piano le due iniziano a stringere sempre più una bella amicizia. Nel frattempo, Priscilla non riesce ad accettare la cosa e si allontana da loro, iniziando a frequentare uno strano gruppo di ragazzi e vagando per il cimitero di notte. Halloween si avvicina, c’è una festa da organizzare, e le ragazze scoprono anche di avere qualcosa ad accomunarle: dei sogni inquietanti e spaventosi in cui è presente della fitta nebbia. Cosa vorranno dire questi sogni? Come mai Priscilla è diventata tanto strana all’improvviso? E chi è davvero Rose?

Credetemi, ci ho provato davvero a farmi piacere questo libro ma non ci sono riuscita. L’ultima cosa che volevo era recensirlo negativamente, ma più avanzavo con la lettura più le cose non mi convincevano e, alla fine, è stato inevitabile tirarmi fuori dal tour promozionale. Sei una di noi ha tanti difetti, secondo me, uno tra tutti lo stile. L’autore ha uno stile acerbo e ingenuo, la sua scrittura è debole, infantile, con un uso troppo stringato di vocaboli e dialoghi banali e noiosi. Ho fatto fatica a seguire la trama, o quanto meno la parte sovrannaturale della storia, perché Reed vuole dare al romanzo questa impronta fantasy ma poi la lascia in secondo piano, preferendo a quella le diatribe tra le protagoniste o riuscire ad accoppiarle tutte col boyfriend di turno. La storia manca di ritmo, procede lenta trattando per tutto il tempo gli stessi tre argomenti a giro (organizzazione festa di Halloween, ragazzi, amicizia Gemma-Priscilla-Rose) e facendoci mancare picchi più intriganti che tengano il lettore incollato alle pagine. Ogni tanto viene rivelato un dettaglio che potrebbe essere interessante ai fini della parte fantasy della trama, ma poi viene lasciato in sospeso e si passa ad altro. Non è centellinando determinate informazioni che si riesce a tenere un lettore sulle spine, piuttosto gli si fa perdere la pazienza così. La parte un po' più avvincente del romanzo viene rilegata alle ultimissime pagine del libro e, purtroppo, ciò non basta a salvare la storia. E non è scrivendo di streghe, inserendo come ambientazione un cimitero e una festa di Halloween che si ha un romanzo dark fantasy originale. Di originale c’è davvero poco in tutto ciò. Come se non bastasse, il testo è disseminato di refusi ed errori grammaticali che hanno rallentato ancora di più la mia lettura e mi hanno infastidita non poco (i tempi verbali, ad esempio: mi sono imbattuta più volte in tempi differenti in una stessa frase o in due vicine che non dovevano stare insieme. Narrazione un po' al presente, un po' al passato prossimo, un po' all'imperfetto, che confusione!). È vero che ho letto l’arc del romanzo, ma è stato solo prima di andare a rileggermi il romanzo su Kindle Unlimited (quindi versione ufficiale) e ritrovare pari pari gli stessi errori e gli stessi refusi.

In definitiva, non mi sento di consigliare Sei una di noi, purtroppo. Solitamente trovo sempre qualcosa per cui salvare un romanzo, ma in questo non l'ho trovato ed essendo una persona onesta non voglio nascondervelo. Per quanto qualcuno potrebbe apprezzarne le dinamiche adolescenziali e quel tocco di fantastico e stregonesco che ogni tanto salta fuori, trovo che esistano romanzi che rientrano meglio nel genere dark fantasy e che presentano meno difetti di quest’opera d’esordio a cui manca un piglio più deciso, una struttura più funzionante e un editing più accurato. Mi dispiace molto dare un’opinione negativa, ho sempre amato le storie di streghe, i dark fantasy e gli young adult, ma questo libro ha poco di ognuno e purtroppo gestito anche male. Il mio voto è due stelline. Mi auguro comunque di leggere in futuro dark fantasy migliori da parte di questa casa editrice, che mi facciano provare qualche brivido in più e siano più avvincenti e curati a livello di forma, trama e personaggi.
Voto: 2 stelline per una storia che mi ha deluso e che presenta troppi difetti.


A presto!
xoxo

Fonte immagine: Pinterest

martedì 25 gennaio 2022

Blogtour: "Sei una di noi" di J. Reed - Intervista all'autore

Buongiorno, lettor*!
Oggi Coffee&Books partecipa al Blogtour di Sei una di noi, romanzo dark fantasy young adult uscito per la nuova realtà editoriale Dark Abyss. In questo post troverete un'intervista all'autore, per sapere di più su di lui e il suo romanzo. Ringrazio la casa editrice per avermi coinvolta nell'evento e il blog Gli occhi del lupo per aver organizzato il tutto. 

Sei una di noi
di J. Reed

Prezzo: 3,99 € (eBook) 13,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 259
Genere: dark fantasy, young adult
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2021

Halloween si avvicina e una strana nebbia cala sul villaggio di Hammefalls, senza però velare l'entusiasmo di Gemma e delle sue amiche, alle prese con i primi amori e con la splendida festa che stanno organizzando; tuttavia, qualcosa turba la loro serenità: se Rose, detta "il mostro", in realtà è perfettamente normale, cosa sta accadendo a Priscilla? Frequenta cattive compagnie o ha scoperto segreti inquietanti in un misterioso libretto? E perché le loro notti sono disturbate dal medesimo incubo, legato all'antico cimitero del paese? Tra equivoci, baci, balli, nuove amicizie e sparizioni le ragazze sono destinate a scoprire i misteri di Hammerfalls e anche se stesse.

7 BLOG PER UN AUTORE - INTERVISTA A J. REED


1) Chi è J. Reed (Jacob Reed) ?

Un fuori testa. Fin da bambino voleva diventare un soldato, un archeologo, un astronomo, tutti e tre insieme naturalmente. Ci è riuscito? Sì... anche se non è diventato un archeologo ama la storia e l'archeologia, e di astronomia sa solo qualcosina. In compenso ha deciso di studiare pedagogia... anche lì ci si occupa di piccole e grandi stelle.

2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?

Fino ai dodici anni non ho letto molto, poi un anziano vicino di casa (che fra le varie cose era stato ufficiale addetto al tiro imbarcato anche sul sommergibile Sciré), si era affezionato a me e mi regalò Robin Hood. La storia mi appassionò e lo finii in un pomeriggio. Da quel momento non ho più smesso di leggere. Nel 2019, dopo aver letto due romanzi di fila (malloppi da cinquecento pagine) veramente pessimi... mi sono chiesto perché allora non scrivere una storia di mio pugno, difficilmente avrei fatto peggio di quei due. Ne ho scritte tre di fila... tutte pubblicate da case editrici no eap, ne rimasi meravigliato. Così ho continuato. Mi piace scrivere, dare ai lettori qualcosa per sognare e riflettere, insomma cerco di scrivere storie che divertano ma che allo stesso tempo siano anche d'ispirazione nella vita di tutti i giorni.

3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?

Non è qualcosa che riesco a programmare. Quando ho la “fiamma creativa” che arde scrivo anche un'intera notte...

4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?

Per scrivere ho bisogno che non ci siano distrazioni, e sì, spesso ascolto musica. Newave, Versioni nightcore, Rock, Ost delle anime, Musiche d'ispirazione, relax, epic. Classica.

5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?

Nei romanzi cito spesso brani musicali, in modo che il lettore se ha voglia di ascoltarli sia più coinvolto dal racconto. In “Sei una di noi” mi è stato proposto di inserire una vera e propria playlist. Avevo pensato a generi rock e nigthcore, invece chi curava l'editing per la Dark Abyss suggeriva musiche d'ispirazione. Ci ho riflettuto, era una buona idea e ho optato per una via di mezzo usando le colonne sonore di alcune anime. Ci sarebbe molto di cui parlare sulla scelta di quelle colonne sonore e sulle anime e i loro vari generi... Tanto per far comprendere al lettore, le anime sono un mondo vastissimo che in Italia a differenza di altri paesi (e non intendo solo quelli orientali, parliamo di Europa e Nord America), non sono così conosciute a causa dei cartoni degli anni settanta e di conseguenza nell'immaginario collettivo sono spesso relegate esclusivamente al mondo dell'infanzia o a fenomeno folcloristico per maniaci del cosplay. In realtà sono studiate e realizzate per fasce e tipi di pubblico diversi d'età e interessi. Molto spesso sono ispirate da romanzi e light novel. Quindi si adattano perfettamente a “Sei una di noi”.

6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?

Non posso citarne uno a discapito degli altri. Ho letto centinai di libri, farei prima a citare quelli che non mi sono affatto piaciuti, perché negli altri vi ho sempre trovato qualcosa di buono. Diciamo che ho più autori preferiti suddivisi per genere di lettura.

7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché?

No, non cambierei nulla...

8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?

Sì certo, ma è un segreto...

9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?

Difficile dare consigli in un ambiente così vario. Provo a darne solo un paio: non rivolgetevi all'editoria a pagamento, sono la morte dell'editoria seria e rischiate di spennarvi senza ottenere nulla, io ci sono sempre rimasto distante.
La seconda è che se vi piace, non smettiate di scrivere anche se ricevete rifiuti. Chi valuta i testi non sempre fa scelte azzeccate. Alcuni editori sono così lungimiranti da ammetterlo nelle loro pagine web.

10) È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo romanzo?

Qualunque persona leggerà “Sei una di noi” si divertirà a scoprire che cosa accadrà a Gemma e alle sue amiche e quali misteri sveleranno ma soprattutto si innamorerà di loro.

******

A presto!
xoxo

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