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martedì 14 maggio 2024

Recensione: "Anima nera" di Ska W. Barnes

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi per voi la recensione di un romanzo breve di genere horror. Si tratta di Anima nera, di Ska W. Barnes. Avendo apprezzato il primo volume, non vedevo l’ora di buttarmi anche sul secondo, che stavolta approfondisce il personaggio di James. Se non avete ancora letto questa serie ma siete amanti dell’horror, vi consiglio di recuperarla. QUI trovate la mia recensione a Luce nera, mentre adesso scoprirete se questo nuovo volume si è rivelato all’altezza del primo.
Ringrazio immensamente l’autrice per avermi dato l’opportunità di leggerlo in anteprima, inviandomi copia arc digitale in cambio di una recensione onesta.

Anima nera
di Ska W. Barnes

Prezzo: 1,99 € (eBook) 9,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 124
Genere: horror, lgbt+, soprannaturale
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 maggio 2024

Ossa, anime, legami, famiglie. Tutto si può spezzare. James sta vivendo una tranquilla quotidianità con Noah, combattendo di giorno in giorno le difficoltà causate dalla possessione che continuano a emergere. Ma James è la persona giusta, l'unica che può capire Noah fino in fondo, perché condividono un dolore simile e cicatrici che non smettono di bruciare. C’è complicità nel loro dolore, un affetto profondo disegnato nei loro frammenti spezzati che sono stati in grado di far combaciare. Eppure alcune ferite, anche se da tempo rimarginate, possono riaprirsi. Perché il passato vive a lungo, anche dopo essere stato seppellito. Riesumarlo e affrontarlo, a volte, non è così facile.

Inizio con il dire che, per quanto potessi essere pronta a questa lettura, non lo ero abbastanza. Probabilmente nessuno lo è, se non siete almeno un minimo avvezzi a letture molto forti in cui la violenza non manca. Ska W. Barnes ci riporta nel mondo cupo e oscuro della Fornah, un’agenzia che si occupa di “ripulire” dall’energia negativa luoghi infestati in cui si sono verificati crimini efferati. Nel primo libro, Luce Nera, abbiamo fatto la conoscenza di Noah e Melrose, ma anche di James, che entrerà in scena dopo un po’ e cercherà di portare equilibrio e conforto nella vita di Noah. Se volete scoprire cosa gli è successo, potete passare a leggere la recensione che vi ho linkato sopra, perché in questa ci soffermeremo invece su James. È lui il protagonista indiscusso di questo secondo volume, il ragazzo vestito di nero e dall’aria imbronciata che porta impressi sulla pelle tatuaggi e cicatrici come segno distintivo. James è stato fondamentale per Noah e tra loro si è creato un rapporto speciale e unico. I due continuano a vivere insieme, ma James ha ancora tanto dentro di sé che non è riuscito a condividere con Noah. Quando un giorno si ritrova con in mano una lettera da parte della propria famiglia, James comprende che è arrivato il momento che tanto temeva. Con fatica aveva messo da parte ricordi e dolore, aveva serbato una parte di sé che non voleva più tirar fuori, ma Noah è suo compagno di vita e merita di conoscerlo fino in fondo, di conoscere tutto di lui, ed è così che il racconto si apre a un flashback intenso che ci riporta indietro di circa otto anni, a quando la vita di James è cambiata per sempre.

Ska W. Barnes è stata davvero una maestra nel tratteggiare una situazione al limite dell’assurdo e della follia, ha ricreato un ambiente talmente formicolante di malvagità da farmi faticare a portare avanti la lettura. Ho avuto bisogno di leggere a piccole dosi, per quanto alcune cose erano  difficili da mandare giù. Qui i trigger warning abbondano, preparatevi a tutto perché penso che l’autrice ci abbia dato dentro come non mai, al fine di far percepire tutto il marcio, il terrore, l’ansia, l’orrore e tutto ciò che di peggio si possa immaginare, pur di farci comprendere quanto si ritrova davanti James quando riceve una chiamata dalla Fornah e arriva in una catapecchia immersa in un umido, stagnante bayou. In questo luogo soffocante e poco accogliente si è consumato un terribile delitto, anzi più di uno. Qualunque cosa James e i suoi compagni pensassero di trovarsi davanti non è minimamente paragonabile a ciò a cui davvero assistono. Un posto talmente impregnato di morte e agonia e atroci sofferenze che riuscire a percorrerlo senza dare di stomaco è quasi un’impresa. Ancora una volta un inconveniente metterà a repentaglio quella che è un’operazione di routine per la Fornah. Lì dove si è consumata una vera follia si muove ancora una forma di male, ha il viso di un ragazzino con gli occhi vacui, mille voci in corpo e una maledetta accetta in mano. L’operazione della Fornah si trasforma improvvisamente in una missione per la sopravvivenza, e James e i suoi compagni assisteranno con occhi increduli a quanto il male possa essere terrificante e quanto possa essere difficile sfuggirgli. Se avete letto il primo volume conoscerete già la peculiarità di James. Beh, questa è la storia di come ha perso qualcosa e di come è riuscito ad andare avanti, nonostante tutto.

  È una storia che parla di dolore, un dolore che acceca e che consuma, è una storia di perdita, ma anche di sopravvivenza. È la storia di un ragazzo “fortunato” che ha trovato la forza di reagire a ciò che gli è capitato e di tornare a vivere. Ve l’ho già detto e ve lo ripeto, non sarete pronti a tutto quello che l’autrice ha riservato in questo volumetto che supera di poco il centinaio di pagine, ma ho trovato particolarmente toccante la seconda parte: James che si aggrappa alle proprie ombre e alle proprie imperfezioni, a quelle di Noah, perché, nonostante i risentimenti, la rabbia, gli incubi e il passato doloroso, entrambi sono riusciti ad andare avanti, un’anima nera e un’anima spezzata, due pezzi rotti che combaciano.

“Non facciamo più parte del mondo, non siamo più persone normali, ma non abbiamo bisogno di nessun altro se non noi stessi”.

La vita ha riservato a James e Noah il peggio possibile, e loro non ne sono ancora del tutto usciti. Non c'è molto spazio per luce e speranza in questo racconto, ci sono solo due ragazzi pronti a sostenersi a vicenda e ad affrontare tutto ciò che ancora verrà insieme. Non so se ci saranno altri volumi legati a questa serie, ma sicuramente, come ho già detto nella recensione del primo, meriterebbe più ampio respiro, ha tutte le basi per essere ben approfondita e ampliata e dei protagonisti interessanti, spezzati, con tante ombrosità da esplorare. Ve la consiglio? Decisamente sì, ma solo se siete lettor* dallo stomaco forte. Per quanto riguarda la storia tra Noah e James, non è al centro del racconto, non aspettatevi chissà quali dettagli piccanti, perché rimarrete delusi. L'autrice si concentra principalmente sulle loro anime infrante, su ciò che si portano dentro, sul dolore che li accomuna e che li fa restare uniti a discapito di tutto. Una storia non facile da raccontare, in cui emergono aspetti crudi e violenti di una realtà marcescente e malata. Da leggere con cautela e consapevolezza.
Fonte immagini: Pinterest

sabato 16 dicembre 2023

Review Tour: "Il mercante di incubi" di Laura Costantini + bonus

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi finalmente vi parlo di un libro che ho atteso tanto, ovvero Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Dopo aver amato i precedenti romanzi di questa autrice, tra cui quelli della serie del Diario Vittoriano, come potevo lasciarmi sfuggire un fantasy dark ambientato a Edimburgo nel 1881? Ringrazio infinitamente la casa editrice per la copia e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento, ma soprattuto Laura Costantini, continua fonte di ispirazione con il suo bellissimo stile che riesce sempre a trasmettermi un sacco di emozioni.

Il mercante di incubi
di Laura Costantini

Prezzo: 4,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 410
Genere: fantasy gotico
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 7 dicembre 2023

Edimburgo, anno 1881. Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile ondata di suicidi. Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer. Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi alchi- misti e ali nere. Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia alle vittime del mercante di incubi?

<<L’ombra col violino era una melodia incarnata, perché possedeva un corpo. Non apparteneva al mondo, ma lo attraversava e poteva toccarlo.>>

Se anche voi, come me, amate la Scozia, i suoi luoghi intrisi di storia, di magia, di leggende, di oscurità e mistero, allora non potete assolutamente lasciarvi sfuggire Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Se già nel Diario Vittoriano ci aveva dato un assaggio di Scozia, qui potrete averne in grandi quantità. Tra l’altro l’ambientazione fredda, invernale, rende il tutto ancora più suggestivo e io non posso che ringraziare per tanta meraviglia. I fatti che ci racconta, con un punto di vista onnisciente che vede tutto e cala su ogni personaggio, partono da una Edimburgo, teatro di un suicidio sconvolgente. Una giovane lady si getta dalla finestra e lascia marito e due figli piccoli. L’istitutrice dei bambini, molto legata alla donna, decide di rivolgersi a Driscoll Farquhar, un investigatore privato con un’ottima reputazione (ma un pessimo aspetto). Driscoll, che vive con la sorella Rhona, che si prende cura di lui come una madre affettuosa, non sa se credere alla giovane Cadence Rhymer, che gli rivela i suoi sospetti, ovvero che è stato il marito della sua signora a ucciderla, avvelenandola con una fiala posta sotto il suo cuscino la sera. Eppure il caso lo intriga molto, soprattutto dopo che sarà andato in obitorio a vedere il corpo della donna, il cui viso sfregiato dalle sue stesse mani gli farà comprendere che qualcosa davvero non andava nella sua testa per essere arrivata a tanto. Le sue indagini lo porteranno a muoversi su più fronti, ma la pista principale sarà legata a un certo Hiram, un uomo misterioso che pare sia l’artefice di ciò che ha ucciso la donna. 

A suggerirgli questo nome sarà un ragazzo sbucato dal nulla, un'ombra, una figura evanescente come l’aria, con due occhi blu come due pozze d’acqua, un giovane dall’aspetto glorioso e armonico la cui presenza è accompagnata dal suono toccante di un violino. Nariman Tëmnyj è il suo nome, uno straniero, probabilmente russo, che pare portarsi dietro una storia conturbante, appartenere persino a un altro mondo. Nariman chiederà a Driscoll collaborazione per salvare qualcuno dalle grinfie di Hiram, qualcuno a cui è legato, un certo Julian, appartenente al suo stesso mondo, ma così facendo dovrà essere sincero con Driscoll fino in fondo e metterlo a conoscenza di una realtà soprannaturale che probabilmente lui non capirà. Ma Driscoll, per quanto il suo aspetto e i suoi modi siano rozzi, è un’anima sensibile. Il suo rapporto col corvo imperiale che si porta sempre appresso ne è una prova. Ed è proprio questo a convincere Nariman, perché alla fine non è lui a scegliere Driscoll, ma viene scelto da lui, anzi dal suo corvo, per l’esattezza. Ailish non è un semplice corvo, come scoprirete leggendo questa storia, non è solamente un animale da compagnia, ma è intelligente e partecipe delle indagini. È una creatura che deve la propria origine a un’altra storia terrificante, un’altra morte di cui potete leggere nel racconto prequel Ailish Il Corvo, presente in un primo momento solo nella raccolta Tarocchi Dannati, uscita sempre per Dark Abyss, ma riportato anche all’inizio di Il mercante di incubi. Mi è piaciuto tantissimo questo collegamento e non vi nego che Ailish mi ha catturata dal primo istante, diventando il mio personaggio del cuore e catalizzando tutta la mia attenzione.

In questo romanzo Laura Costantini ha riversato tutta la sua bravura, trattando come sempre argomenti spinosi legati all’epoca vittoriana e facendolo con la solita eleganza che la contraddistingue. Non mancano riferimenti infatti alle differenze sociali, l’omofobia tipica del periodo in cui la storia è ambientata, piaghe come la prostituzione minorile, ma anche suicidio, violenze e molto altro. Incapperete anche in tematiche come la caccia alle streghe, che nella Scozia ebbe un’evoluzione importante, e proprio due streghe potreste trovarle all’interno della storia narrata. E non solo loro. Tra le figure oscure che popolano questo romanzo, anche i vampiri, figure che da sempre affascinano lettor* e scrittor* e che l’autrice rielabora con il suo stile incantevole, regalandoci qualcosa di originale e inaspettato. Ho sempre ammirato la capacità di Laura Costantini di riuscire a far calare l* lettor* all’interno delle sue storie in maniera naturale e senza sforzo. Ancora una volta, mi sono ritrovata completamente immersa, completamente ammaliata da una storia coinvolgente e scritta benissimo. Le indagini vengono portate avanti nel modo giusto, aggiungendo di volta in volta quel pezzettino che manca per arrivare alla soluzione, ma non sono il centro di tutto, perché i personaggi hanno un ruolo fondamentale e vengono approfonditi a dovere, ma anche l’atmosfera è molto curata; basta un refolo di vento, o un fiocco di neve, o qualche ombra inquietante a fartene percepire la presenza costante. Le ambientazioni sono forse l’elemento più affascinante del romanzo (oltre Nariman, naturalmente :P), la città vecchia si apre davanti ai nostri occhi, le sue strade gelide percorse da un Driscoll sempre in guardia e sorvolate da una Ailish protettiva, sono la cosa migliore che leggerete in questo libro. Le parole di Laura Costantini accompagnano i nostri protagonisti e ci ammaliano, tant’è che nemmeno vi renderete conto dello scorrere delle pagine fino a quando non sarete arrivat* alla fine. La fine di una magia, perché è questo che fa l’autrice con le sue parole, fa magie. 

Inutile dirvi che ho amato questo libro, non solo per la storia ben raccontata ma anche per tutto ciò che è stata capace di evocare, mi ha fatto risentire l’emozione provata leggendo il Diario Vittoriano (che vorrei riprendere a leggere un giorno sì e l’altro pure), ma anche quella provata leggendo Il Varcaporta. Qui non abbiamo sicuramente lo stesso livello di elementi steampunk, non ne abbiamo per niente, ma c’è un marchingegno che per un attimo mi ha riportato lì, al Varcaporta e ai suoi macchinari artificiosi. E poi c’è Edimburgo, una città che non disdegna di rivelarsi magnifica sotto certi aspetti e tenebrosa sotto altri, che mostra tutto il suo fascino ma che nasconde anche incubi e storie terrificanti nei suoi meandri. C’è la musica, il suono di un violino che accompagna la lettura e che ti sembra di sentire davvero intorno a te mentre leggi. E ci sono figure inquietanti, come un Hiram che mette i brividi con il suo ghigno malefico e il suo volto così particolare. Ma ci sono anche legami eterni, suggestivi, che nessun maleficio potrà mai rompere.

Se avete voglia di una storia che vi faccia tremare, se volete leggere di personaggi ricchi di chiari e scuri, se volete saggiare l’effetto della scrittura di Laura Costantini su di voi, beh, questa è l’occasione giusta, Il mercante di incubi è tutto vostro, se vorrete.

Approfondimento: Origine della caccia alle streghe in Scozia

Nella Scozia medievale la superstizione e la paura per il soprannaturale sono sempre stati presenti, grazie alle leggende di origine celtica, che avevano come protagonisti elfi, fate, folletti, goblin, brownie e che si tramandavano tra la popolazione di qualsiasi ceto. Si credeva anche al diavolo e si pensava che qualunque avvenimento tragico o catastrofico fosse proprio opera del demonio. Tra il XV e il XVII secolo si diffuse in tutta Europa il timore per le streghe, anche grazie al Malleus Maleficarum, scritto da Heinrich Kramer, nel quale si dichiarava che Satana volesse sterminare gli umani e si servisse di streghe, che andavano quindi eliminate per scongiurare ogni pericoloso e dimostrare la propria devozione. 

In Scozia il panico per la stregoneria e la conseguente uccisione di oltre 2500 donne si deve in particolare a Re James IV, figlio di Mary Stuart, che nel 1603 divenne Re James I d’Inghilterra. 

La grande caccia alle streghe di Scozia iniziò dopo un episodio, nel 1590, che riguarda James IV. Il re, fu costretto a recarsi a Copenhagen per recuperare la sua promessa sposa, perché durante il viaggio che doveva portarla in Scozia era stata fermata da una terribile tempesta ed era dovuta tornare indietro. Quando James arrivò trovò una situazione di isteria legata alla paura per le streghe. Due donne furono arrestate e, dopo ore di interrogatori e torture, confessarono di aver evocato loro la tempesta con lo scopo di uccidere la futura coppia reale. Colpito da questa confessione, nel re scattò una vera e propria ossessione, terrorizzato di poter morire in modo violento a causa delle streghe. La sua paranoia crebbe così tanto che, una volta tornato in Scozia, diede inizio a una folle persecuzione contro ogni donna sospettata di essere una strega. 

I metodi utilizzati per far confessare le donne accusate furono tra i più atroci e raccapriccianti, venivano cercati segni della loro unione col diavolo anche sui loro corpi, cicatrici, nei, macchie di vario genere. Con la tortura i cacciatori di streghe tentavano di smascherare le streghe, di estorcere confessioni e una volta che la donna confessava veniva condannata al rogo, ma prima la strangolavano per evitare che dalle fiamme salisse il diavolo a salvarla.

Quando James succedette alla zia Elisabetta I sul trono d'Inghilterra, incontrò degli oppositori religiosi molto agguerriti: i cattolici. E così fu costretto, per salvaguardare la sua posizione, ad allontanare la sua attenzione dalla caccia alle streghe per dedicarsi alle cospirazioni cattoliche. Con la sua morte, per un po' continuarono a verificarsi processi alle streghe, ma pian piano si diffuse l'idea che bisognasse vietare e fermare quel tipo di azione e solo nel 1735 divenne un crimine accusare qualcuno di possedere potere magici o praticare stregoneria.

5 tazzine per Il mercante di incubi, un romanzo magnificamente cupo ed emozionante.

Fonte immagini: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni
Fonte approfondimento: Nel cuore della Scozia

martedì 31 ottobre 2023

Review Party: "Wolfsong" di TJ Klune (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Ultimo giorno di ottobre oggi e, finalmente, Halloween. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato alcune recensioni a tema e anche quella di oggi cade abbastanza a pennello perché Wolfsong non è solo una storia d'amore ma anche una storia di creature fantastiche, pericolose e oscure, sebbene il fulcro del romanzo sia ben altro. Il libro che ha decretato il successo di TJ Klune esce oggi in una nuova veste per la casa editrice Mondadori. Scoprite tutte le opinioni di questo evento, tra cui quella della nostra Giulia, che ha letto di Oz e Joe e se n'è innamorata.
Un ringraziamento alla casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un'onesta opinione.

Wolfsong
di TJ Klune

Prezzo: 11,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 624
Genere: fantasy, urban-fantasy, lgbt+
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Ox aveva 16 anni quando ha incontrato un ragazzo sulla strada verso casa. Il ragazzo che parlava, parlava e parlava. Soltanto in seguito scoprì che il ragazzo non aveva aperto bocca per quasi due anni prima di quel giorno. Ox aveva 23 anni il giorno in cui la morte arrivò in città, scavandogli un vuoto nella testa e nel cuore. Il ragazzo rincorse il mostro con lo sguardo assetato di vendetta, lasciando Ox a raccogliere i cocci. Sono trascorsi tre anni da quel fatidico giorno… e il ragazzo è tornato. Ma ora quel ragazzo è un uomo e Ox non può più ignorare il canto che ulula tra di loro.

Buongiorno a tutti e a tutte! Dopo una lunga settimana dedicata alle recensioni per Halloween, ecco qui una recensione che c’entra poco con questa festa paurosa, ma allo stesso tempo potrebbe essere azzeccata. Quando Franci ha proposto il review party di Wolfsong ero lì lì per rifiutare di leggerlo, però, vi dirò, menomale che non l'ho fatto perché si è rivelato il libro che faceva per me in questo momento.

Ho concluso di leggere questo libro in una notte e qualche ora del pomeriggio. Ebbene sì, 600 pagine volate via in meno di 6 ore! Wolfsong è un libro coinvolgente e che si fa apprezzare man mano che la storia va avanti. Devo dirvi che, in realtà, con la conclusione del primo capitolo ero molto scettica, perché non mi ha presa sin da subito, non è stato il classico colpo di fulmine, però più i capitoli scorrevano più io mi appassionavo della vita di Ox e più mi veniva voglia di non staccarmi dalle pagine.

Penso che ormai un po' tutti abbiate sentito parlare di Wolfsong e della sua trama, ma vi accenno qualcosa perché leggendola da Amazon vi assicuro che si capisce poco e nulla. Wolfsong è la storia di un ragazzo di nome Ox, che non ha una vita del tutto semplice, un padre ubriacone e poco equilibrato, con un lavoro che Ox ammira tanto ma di cui al legittimo interessato non importa nulla, tanto che un giorno prende e va via di casa, lasciando Ox e la madre pieni di debiti. Da quel momento in poi ne prende il posto all’interno della famiglia, andando a lavorare nell’officina di Gordo, un ragazzo che diventerà presto ben più di un fratello maggiore per il nostro protagonista.

Gli anni passano, Ox da bambino diventa un adolescente, e comincia a notare che nella casa alla fine della sua stradina ogni tanto la luce è accesa. Un giorno, mentre sta tornando a casa da lavoro, un bambino lo aspetta all’inizio della stradina e lo accompagna a casa, un bambino strano che appena lo vede gli salta addosso e comincia ad annusarlo e a tempestarlo di domande. Un bambino che prima di allora non aveva mai visto, che scopriamo chiamarsi Joe, e che abita proprio nella casa abbandonata in fondo alla strada. Joe, quasi costringendo Ox, lo trascina a conoscere la sua famiglia. E da qui, in un certo senso, comincia la vera storia.

Joe e Ox sono due ragazzi completamente opposti, da un lato Ox è riservato, silenzioso e timido e dall’altro Joe esuberante, casinista e gioioso. La cosa che Ox non sa è che quel bambino da un anno non parlava con nessuno, era diventato l’ombra di quello che era e di quello che è da quando ha incontrato Ox per la prima volta, come se in lui avesse trovato il suo punto fermo, il suo legame, e grazie a questo fosse riuscito in qualche modo a superare le sue paure. Ho amato alla follia il personaggio di Joe, un bambino che vediamo crescere, sbocciare e affrontare le sue paure e i suoi demoni. Quello che Ox non sa di questa famiglia è che ha un grande segreto, a noi lettori non proprio sconosciuto ma per Ox e per sua madre sarà una scoperta non da poco.

Il punto forte di questo libro è sicuramente la famiglia e tutti i legami che ne conseguono, il trope found family è quello principale, e se non ci fosse questo legame che va oltre il sangue e la parentela questa storia davvero non avrebbe senso. Il legame tra Ox, Joe, Gordo, Carter, Mark e Kelly è davvero fortissimo, un legame che va oltre ogni immaginazione. Nel giro di pochi mesi, questi ragazzi trovano davvero un porto sicuro al quale aggrapparsi, degli amici a cui poter confidare i propri problemi e con cui potersi divertire.

“Ox, ti rivelerò un segreto. Okay?”
“Certo”
“Sono sempre i più silenziosi quelli che hanno cose più importanti da dire. Comunque sì, credo che saremo amici.”

Una trama semplice che si articola e si complica sempre di più con il trascorrere dei capitoli. Attraverso le varie avventure di Ox, veniamo a conoscenza di cose del passato irrisolte, problemi che li stanno raggiungendo che devono essere risolti una volta per tutte. Una storia interessante sia dal punto di vista della storia familiare, sia dal punto di vista dell’avventura, anche se per quasi metà libro assistiamo a ben poca azione, diciamo che la parte incentrata più sulla missione finale è la seconda, dove si vengono a scoprire un po' tutte le verità nascoste.

I personaggi sono sicuramente molti e non è facile introdurre così tanti personaggi quasi contemporaneamente senza creare un minimo di confusione, infatti se devo essere sincera ho avuto bisogno di 3-4 capitoli per riuscire a distinguere tutti con le proprie caratteristiche e il proprio carattere; nei primi capitoli ho fatto un po' di difficoltà a collegare le varie vicissitudini. Devo dire però che li ho amati un po' tutti, naturalmente i personaggi perfetti non si possono creare, e questi, seppur con qualche difetto, mi hanno conquistata quasi tutti, soprattutto Gordo e Mark, tant'è che non vedo l’ora di leggere il libro dedicato a loro due.

Il fatto che questa storia mi abbia conquistata è un dato oggettivo che traspare perfettamente da questa mia recensione, in conclusione volevo soltanto dirvi di fare un pensiero su questo libro perché ne vale veramente la pena. Vi sentirete avvolti, durante la lettura del romanzo, da uno strato di protezione che non si spezzerà mai, un legame che diventa sempre più forte man mano che i nostri personaggi crescono, una storia d’amore che ha fondamenta nel soprannaturale, inspiegabile agli occhi di chi non conosce la vera storia, ma così puro che non potrete fare altro che innamorarvene.




Giulia


Photo credit: @_gbooklover_
Fonte immagine: Pinterest
Banner: @dolcicarloni

martedì 4 luglio 2023

Review Party: "The Daemoniac" di Kat Ross + Focus sui personaggi

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi siamo all’ultima tappa del Review Party dedicato a The Daemoniac, di Kat Ross, un evento che ci ha portat* anche ad approfondire diversi argomenti, come lo spiritismo nell’America vittoriana, la nascita del giornalismo d’inchiesta, la figura di Jack Lo Squartatore e molto altro. Dopo aver avuto anche modo di conoscere meglio l’autrice e la sua opera tramite l’intervista su Letture in salotto, oggi approfondiremo i protagonisti di questo volume. Ma, intanto, scoprite cosa penso di The Daemoniac, romanzo uscito per Saga Edizioni, che ringrazio infinitamente per la disponibilità a concedermi l’organizzazione dell’evento e per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

The Daemoniac
di Kat Ross

Prezzo: 3,99 € (eBook) 15,92 € (cop. flessibile)
Pagine: 363
Genere: mystery, storico
Editore: Saga Edizioni
Data di pubblicazione: 18 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Sherlock Holmes incontra X-Files in questo mistero paranormale di Gilded Age! È l’agosto del 1888, appena tre settimane prima che Jack lo Squartatore terrorizzi Whitechapel, un altro assassino si aggira per le strade di New York. La sua opera porta i tratti distintivi di una possessione demoniaca, ma la detective dilettante Harrison Fearing Pell è certa che la sua preda sia un uomo in carne e ossa. E spera di farsi una reputazione risolvendo il bizzarro caso prima che l’uomo che la stampa ha soprannominato Mr. Hyde colpisca ancora. Dallo squallore dei Five Points alle bische d’alta classe del Tenderloin e alle scintillanti dimore della Fifth Avenue, Harry segue le tracce di un killer spietato, scoprendo alcuni imbarazzanti segreti delle più ricche famiglie dell’alta società di New York lungo la strada. Gli omicidi sono un caso di magia nera o un semplice ricatto? E il sentiero porterà più vicino a casa di quanto avesse mai immaginato?

Ho proprio una predilezione per i romanzi mystery, soprattutto se ambientati in epoca vittoriana. Solitamente non resisto se si tratta della Londra vittoriana, ma qui siamo a New York e la curiosità è stata sin da subito altissima. Poi avevo già conosciuto Kat Ross per la sua serie precedente, Il Quarto Elemento, bellissima e di ispirazione persiana, e non vedevo l’ora di leggere qualcos’altro di suo. L’occasione è arrivata con l’uscita di The Daemoniac, primo volume della prolifica serie Gaslamp Gothic, in cui trovano il loro connubio indagini in pieno stile Sherlock Holmes e soprannaturale. Al momento la serie consta di ben otto volumi. The Daemoniac è ambientato nel 1888, un terribile assassino pare aggirarsi per le strade di New York. Harrison Pell, detta Harry, si finge sua sorella detective Myrtle e accetta un caso davvero complicato. Una coppia molto preoccupata è alla ricerca di una caro amico scomparso. Gli indizi fanno presagire che potrebbe essere lui l’artefice della morte di una medium che avevano visto non molto tempo prima, ma cosa l’avrebbe spinto a commettere quell’omicidio? Potrebbe esserci anche una pista soprannaturale dietro, quando la giovane Harry, insieme al migliore amico e partner-in-crime John, scopre dei collegamenti con un misterioso grimorio, solitamente utilizzato nell’ambito dell’occulto, per invocare demoni, spiriti e fantasmi. Ma Harry non può correre a conclusioni affrettate. Come le ha insegnato sua sorella, deve prima raccogliere tutti gli indizi, mettere insieme tutti i dati raccolti, per poter formulare delle ipotesi, eppure ogni giorno che passa sembra che la matassa si ingarbugli sempre di più. Per sua fortuna, Harry può contare sull’amico John, studente di medicina, su qualche monello di strada, sull’amica Nellie Bly, sullo “zio” Arthur Conan Doyle, su Edward, compagno di università di John, e su molti altri personaggi che pian piano contribuiranno a farla giungere alla risoluzione del caso.

The Daemoniac è uno di quei romanzi che, come i più classici dei gialli, diventa più interessante mano a mano che si procede con la lettura e si vanno a congiungere sempre più tessere del puzzle. L’ambientazione è senza dubbio il punto forte del romanzo, una New York cupa, pericolosa, corrotta, tra le cui strade è possibile trovare bellezza e depravazione in egual misura. L’autrice non manca di descriverla dettagliatamente, facendoci quasi sentire parte di essa. Strade, locali, istituti, tutto ha una sua spiegazione - particolare, questo, che forse avrei preferito trovare meno accentuato, perché le tante spiegazioni hanno in parte rallentato il ritmo della lettura nella prima parte del romanzo. Ma è stato allo stesso tempo impossibile non immergersi nella cornice newyorkese di quegli anni, entrare in empatia con la protagonista, della quale seguiamo il punto di vista, e prendere parte alle indagini che diventano sempre più coinvolgenti. Un altro elemento senza dubbio interessante è la presenza, nel romanzo, di personaggi realmente esistiti, che hanno dato una connotazione ancora più veritiera alla storia e sono stati inseriti talmente bene da risultare di grande gradimento. Ho adorato Nellie Bly, una delle prime giornaliste investigative d’America, che contribuisce nel romanzo ad aiutare Harry fornendole assistenza quando necessario. Non compare mai, ma è presente fugacemente anche sir Arthur Conan Doyle, come una sorta di “padrino non ufficiale”, che darà anche lui una mano a Harry come potrà. Compaiono anche le sorelle Fox, tre sorelle medium statunitensi, famose per aver segnato la nascita dello Spiritismo moderno. Anche loro collaboreranno alle indagini della protagonista. Insomma, The Daemoniac è stata una continua fonte di sorprese, un po’ lenta la prima parte ma con un ritmo sempre più crescente dalla seconda metà in poi, in concomitanza alla tensione distribuita degnamente fino alla fine. È senz’altro la lettura perfetta per chi vuol concedersi una storia misteriosa, ambientata in un’epoca di grande attrattiva, con vibes che richiamano a Jack Lo Squartatore. Io l'ho adorata e non vedo l'ora di leggere i volumi successivi *_*

E adesso veniamo alla tappa di approfondimento relativa ai personaggi di The Daemoniac.

Harrison Fearing Pell - Harry
: è una ragazza intraprendente di diciannove anni. Vive praticamente dietro l’ombra della sorella Myrtle, un’apprezzata detective investigativa, intelligente e preparata, che lei cerca da sempre di eguagliare. Harry è determinata a uscire dall’ingombrante ombra della sorella e così decide di fingersi lei e accettare un caso. Ma Harry è anche cinica e non sempre è decisa a credere a quanto gli indizi le suggeriscono, eppure sa che per arrivare a risolvere un caso deve considerare tutte le opzioni possibili, anche quelle più inquietanti e irrazionali. Harry, come la sorella, ha poco interesse per gli uomini, la moda o le feste (la “Santissima Trinità della femminilità dell’alta società”), disdegna le convenzioni e si pone anzi come personaggio che sovverte le regole. Ha imparato a boxare, ha fatto uno studio sulla cenere dei tabacchi, ha studiato in autonomia chimica, anatomia e la storia del crimine di New York, creandosi un discreto bagaglio di conoscenze teoriche, utili per aiutarla a risolvere casi. Quello che le manca, però, è la pratica, e di questo ne è molto consapevole. Non è fatta per l’azione, ma desidera comunque starci in mezzo per poter mettere alla prova il suo ingegno contro un avversario.

John Weston - dottor Weston: John è il migliore amico di Harry. I due sono praticamente cresciuti insieme. John studia medicina e, nella recita di Harry nei panni di Myrtle, decide che anche lui dovrà avere le sue soddisfazioni e vorrà essere chiamato dottore. John rappresenta la parte più irrazionale di Harry; al contrario della ragazza, infatti, lui è quello che crede maggiormente nei fenomeni paranormali e che teme gli orrori che si annidano nell’oscurità tanto quanto Harry invece li ricusi. È la spalla su cui Harry conta di più; è coraggioso, perspicace e con la battuta sempre pronta. Ha diversi fratelli, per questo motivo non ama trascorrere troppe ore nella sua casa, ma preferisce passarle a casa di Harry. Pratica la boxe ed è lui, infatti, che insegna a Harry a boxare, anche se con poca convinzione. Come Harry è irascibile e i due si trovano spesso a discutere, ma è la persona che più di tutte prenderebbe le difese di Harry senza esitare e l’aiuterebbe in caso di bisogno. Forse la loro è più che una semplice amicizia.

Nellie Bly: giovane e avvenente ragazza che all’età di ventitré anni acquisisce notorietà diventando la nuova reporter di punta di Joe Pulitzer, una delle cinque testate giornalistiche più importanti di New York, facendosi rinchiudere nel manicomio di Blackwell’s Island e scrivendone dopo un reportage che destò scandalo. È grande amica di Myrtle, la sorella di Harry, ed è per questo che la ragazza non esita a coinvolgerla nelle indagini del suo caso. Nellie, così come Myrtle e Harry, rifiuta le convenzioni, spingendosi oltre i limiti di ciò che alle donne era concesso all’epoca.

Edward Dovington: migliore amico di John ed erede di una fortuna dopo la morte del nonno, è il classico dandy di epoca vittoriana. Definito un po’ un "damerino", per il modo di abbigliare eccentrico, anche lui darà il suo contributo aiutando Harry e John e non mancando di elargire charme e consigli.

Mr. Brady: si presenta alla porta della Grande Detective Myrtle Pell, senza sapere che ad accoglierlo sarà la sorella diciannovenne. È il primo cliente di Harry, sposato con Elizabeth, e terribilmente in pensiero per Robert Straker, suo caro amico. 

Robert Straker: è l’uomo scomparso che Mr. Brady vuol ritrovare. Orfano sin da piccolo, viene accolto dalla famiglia di Brady e i due diventano come fratelli. Entrambi si arruolano nell’esercito, ma la vita nell’esercito e le brutture a cui assisterà inacidiscono Straker, che presto cambierà approccio verso la vita. Da persona sognatrice e testarda, sembrerà cadere in un baratro profondo e apparentemente senza uscita, sperperando la sua piccola eredità in una serie di iniziative imprenditoriali fallimentari, per poi indebitarsi e infine arrivare alle porte della medium Catarina Santi.

Connor
: è un ragazzino che ha perso la madre a causa della febbre gialla. Myrtle lo aveva beccato a rubarle il portafoglio e nel tempo aveva deciso di prenderlo sotto la sua ala e pagarlo per diffondere pettegolezzi o scovare persone per lei che non volevano essere trovate. Connor fa parte dei bassifondi, della piccola banda dei Bank Street Butchers, ma la domestica dei Pell, Mrs. Rivers, lo prende a cuore e gli permette di dormire in casa. Connor ha una predilezione per le storie dell’orrore, che legge di nascosto (non poi tanto) da Mrs. River. Il suo aiuto è spesso fondamentale per Harry.

******

Spero vi sia piaciuto approfondire un po' di più The Daemoniac tramite questa tappa e tutte quelle che l'hanno preceduta. Scoprite questo romanzo e godetevi ogni sorpresa che vi riserverà.
Ringrazio l* ragazz* che hanno preso parte all'evento e hanno curato tanto bene i loro post e ancora una volta grazie alla casa editrice per l'opportunità di organizzare questo evento, intervistare l'autrice e leggere il volume in anteprima.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @paranormalbookslover

giovedì 16 febbraio 2023

Review Party: "Le sorelle Hollow" di Krystal Sutherland

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi partecipo al Review Party di Le sorelle Hollow, di Krystal Sutherland, un romanzo che ha sempre attirato la mia attenzione per la splendida copertina e mi ha incuriosita per la trama ricca di mistero. Ringrazio la mia splendida Francesca di La biblioteca di Zosma per avermi coinvolta in questo evento e la casa editrice Rizzoli per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Le sorelle Hollow
di Krystal Sutherland

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 360
Genere: fantasy, dark-fantasy
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 31 gennaio 2023

Iris Hollow, diciassette anni, è sempre stata una ragazza strana. Quando lei e le sue sorelle erano bambine è accaduto qualcosa che non ricordano ma che ha lasciato a tutte e tre un’identica cicatrice alla base del collo. I loro capelli scuri sono diventati bianchi come il latte. Gli occhi, da azzurri, lentamente sono diventati neri. Le persone le trovano intossicanti, insopportabilmente belle e inspiegabilmente pericolose. Le maggiori, Grey e Vivi, hanno abbracciato il potere del loro fascino e la mondanità, mentre Iris ha vissuto la sua vita da adolescente cercando di sfuggire alla stranezza che le si incolla addosso come catrame. Ma quando Grey scompare in circostanze sospette, ricordi spaventosi e immagini inquietanti cominciano ad affiorare alla memoria di Iris. Mentre cerca di ripercorrere le ultime tracce della sorella seguendo il bizzarro sentiero di briciole che la ragazza ha lasciato dietro di sé, diventa evidente che il solo modo per ritrovarla è decifrare il mistero di quanto accadde loro quando erano bambine. Ma più Iris si avvicina alla verità, più intuisce che la risposta che cerca è oscura e pericolosa, e che il mondo sovrannaturale che le ha lasciate tornare apparentemente illese dieci anni prima, ora sembra deciso a richiamarle a sé…

Le sorelle Hollow
è uno di quei romanzi che non puoi fare a meno di leggere in un’unica tirata. Krystal Sutherland è stata molto brava nel costruire la sua storia, intessendola di mistero, e dando solo vaghi indizi qua e là ma senza rivelare mai nulla troppo presto. La storia delle tre sorelline Hollow, sparite una sera davanti agli occhi increduli dei genitori e ritrovate un mese dopo, è una storia che inevitabilmente suscita curiosità e alimenta domande. Quello che agli occhi di molti appare come un semplice miracolo, nasconde molto di più. Le congetture di sprecano e le tre sorelle, ricomparse molto diverse anche nell’aspetto, vengono additate come streghe. E, in effetti, un po’ streghe lo sono, considerando gli strani poteri che sentono di possedere. I capelli diventati di un bianco luminoso, la pelle candida, gli occhi scuri come la notte, sono caratteristiche che le fanno apparire eteree e bellissime come poche ragazze al mondo, ma è la loro capacità di persuadere la gente a renderle davvero particolari, o quel legame assolutamente insolito che le unisce, che permette loro di sentirsi sempre, anche a distanza. 

Nonostante siano trascorsi degli anni, ancora la gente ricorda quell’episodio, quella scomparsa, ancora è curiosa di conoscere la verità. Dove sono state le tre sorelle? Chi le ha rapite? Cosa hanno vissuto? Nessuno pare abbia la risposta, nemmeno le sorelle. La loro vita, dopo allora, non si può dire sia stata facile, eppure ognuna ha trovato la sua strada. 

Grey, la maggiore, ha usato la sua bellezza per farsi strada nel mondo della moda, diventando una supermodella e una stilista di fama mondiale. Vivi, la mediana, suona il basso in una band che fa tour in tutto il mondo. Anche lei bellissima, ma di una bellezza molto più rude e trasgressiva. Come Grey, anche lei ha lasciato presto casa senza terminare gli studi. Infine, Iris, la minore delle sorelle Hollow, che ha continuato a vivere con la madre Cate, rimasta sola dopo la morte del marito. Sa che non le resta nessun altro e vuole esserle di sostegno, accettando di farsi controllare anche in maniera ossessiva pur di non darle un dispiacere. 

Ma quando un giorno Grey sparisce nel nulla, Vivi e Iris si mettono sulle sue tracce, cercando di ricostruire i suoi percorsi e di capire che fine possa aver fatto. Ripensare all’episodio del passato che le lega è inevitabile, potrebbe essere successo ancora? Iris non vorrebbe farsi coinvolgere, ma è più forte di lei. Ciò che le tre sorelle provano è un legame che va oltre l’umano e non sarà possibile resistere al desiderio di scoprire la verità, una verità che non riguarda solo Grey ma che avrà a che fare con tutte e tre le sorelle e anche con il loro passato.

Ammetto di aver letto questo libro in un paio di giorni, tanto ho trovato appassionante il mistero di cui le pagine sono impregnate. L’autrice ha saputo creare una bella atmosfera e descrivere molto bene odori e sensazioni, senza far mancare un tocco dark molto piacevole che ha dato qualcosa in più alla storia. Forse in alcuni punti ho trovato il libro un tantino ripetitivo nelle descrizioni e, sicuramente, alla fine non è del tutto esaustivo come ci si possa aspettare, ma per chi ama le storie scritte bene, con quel sentore di soprannaturale e di "inspiegabile", per chi ama le protagoniste indipendenti (non è il caso di Iris) e i rapporti esclusivi tra sorelle, allora amerà questa storia. 

È uno young adult un po' insolito, che non ricalca i soliti cliché e che si rifà anche al folklore celtico; molti elementi sembrano, infatti, ricondurre alla mitologia e alle leggende inglesi, irlandesi, scozzesi, per esempio ho spesso pensato ai changeling. Nel romanzo vengono comunque mosse molte ipotesi e a quasi tutto viene data una spiegazione razionale, tramite sindromi più o meno conosciute per giustificare ciò che non si riesce a spiegare. Ho detto "a quasi tutto", però, perché è chiaro che ci sono cose che, nemmeno al termine del romanzo, trovano spiegazione. Non so se l'autrice ha in previsione un seguito, ma non mi dispiacerebbe che alcuni aspetti venissero approfonditi meglio, invece di essere lasciati a libera interpretazione. Degli indizi vengono dati, delle idee te le fai, ma non ti viene detto esplicitamente come stanno le cose. Proprio su questo mistero ha giocato molto l'autrice, un mistero che funziona benissimo per gran parte del romanzo, ma che, a lungo andare, un po' esaspera. Tutto ruota intorno al segreto delle sorelle, al loro passato, all'episodio che le ha viste coinvolte da bambine e c'è spazio per poco altro. Non posso dire di essermi affezionata alle protagoniste perché non sono riuscita a empatizzare molto con loro, ma di sicuro ho apprezzato la loro connessione, il modo in cui l'autrice ha saputo davvero far sentire il potere di un legame unico come quello tra sorelle, accomunate non solo dallo stesso sangue ma anche dal coinvolgimento in uno stesso trauma. Mi sento di consigliare questo libro a chi è alla ricerca di una storia diversa dal solito, una storia fatta di segreti, oscurità, strani riti, ossessioni, incubi, momenti di tensione e inquietudine, una storia che prende dall'inizio alla fine e che non necessariamente concede tutte le risposte che si cercano ma di sicuro regala un'esperienza di lettura interessante e non così scontata.


Fonte immagini: Pinterest

lunedì 27 giugno 2022

Recensione: "La promessa di Jerome Faure" di Abel Montero

Buongiorno, lettor*!
Oggi vi parlo di un romanzo nuovissimo, uscito giusto qualche giorno fa in self su Amazon. Si tratta di “La promessa di Jerome Faure”, di Abel Montero, di cui ho avuto la possibilità di leggere la copia arc in anteprima. Non avevo ancora mai letto nulla dell’autore e devo dire che, avendomi sorpresa abbastanza, gli darò sicuramente qualche altra occasione. Ma parliamo oggi del suo ultimo romanzo, che ci porta alla fine dell’Ottocento, nella suggestiva Parigi, alla scoperta di un mistero che ruota intorno al protagonista. Buona lettura! ^^

La promessa di Jerome Faure
di Abel Montero

Prezzo: 2,69 € (eBook) 19,76 € (cop. rigida) 13,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 380
Genere: fantasy storico, mystery
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 24 giugno 2022

Chi è Jerome Faure? Cosa si cela dietro le sue feste, la sua ricchezza oscena, i suoi sorrisi ammalianti? E perché sembra che tutto quello che lo circonda finisca in rovina? Dalla Londra vittoriana alla Parigi di Gauguin, tra balli in maschera e delitti misteriosi, ecco il romanzo che racconta la vita, le promesse e l'oscurità di Jerome Faure.

<<Danzo con il terrore. La pace della morte è il mio dono>>.

Le premesse di questo romanzo hanno catturato da subito la mia attenzione: Parigi, Londra, epoca vittoriana, misteri. Ogni dettaglio che l’autore rivelava in anteprima mi suggeriva che era un libro da non lasciarsi scappare. Il primo impatto è stato davvero sorprendente. Un incipit molto intrigante che introduce il lettore a una storia che ha molto da dire, partendo da un mostro. Chi sia il mostro ancora non lo sappiamo, ma piano piano lo scopriremo. Clement Turner abbandona la sua adorata Londra per accompagnare la madre malata a Parigi, perché possa trovare giovamento dal ritorno nelle sue terre natie. È anche l’occasione per Clem per ricominciare, un nuovo inizio è ciò di cui ha bisogno anche lui, lontano dalla sua vecchia e triste vita. Parigi si dimostra da subito una buona alleata e sebbene lui, giovane artista in cerca di fortuna, stia ancora tentando di trovare la propria strada, sente che la città potrà offrirgli ciò di cui ha più bisogno. L’amico di famiglia Gustave è disposto a dargli una mano e sarà anche grazie a lui che conoscerà la donna che gli cambierà letteralmente l’esistenza, Irmine Moreau. Per Clem è un vero e proprio colpo di fulmine e, nonostante le raccomandazioni di Gustave di stare alla larga dalla donna, lui non riesce proprio a farlo, ne è come stregato. Una sera, dopo un brutto litigio con la madre e uno dei soliti incubi che lo tormentano da anni, si ritrova a vagare per Parigi fino ad arrivare alla porta 51 di Rue de Montmorency, esattamente il luogo in cui abita Irmine. Sconvolto dall’esperienza appena vissuta e scosso dai tremori della febbre, Clem viene soccorso da Irmine e da suo fratello, Jerome. Al suo risveglio riconosce di essere alla casa di appuntamenti di Irmine, luogo dal quale avrebbe dovuto tenersi lontano, e di non essersi ancora ristabilito del tutto. Il periodo di convalescenza sarà l’occasione per stringere amicizia con Jerome, l’angelo biondo che lavora in quella stessa casa e che si dimostrerà per lui la migliore delle medicine. Ma i continui incubi di Jerome e una serie di strani accadimenti lo porteranno a sospettare di tutto ciò che lo circonda, persino di Jerome, l’unica persona che si sia dimostrata sempre buona con lui. Cosa si nasconde dietro la facciata? Qual è il vero segreto di Jerome e cosa significano tutti quei sogni strani che Clem continua a fare?

Questo romanzo è stato per me un autentico mistero, dall’inizio alla fine. Potrei dire che sia una cosa positiva ma non lo è del tutto, nel senso che, una volta conclusa la storia, ho ancora troppe domande che mi tormentano. La cosa che ho apprezzato maggiormente è stata di sicuro l’atmosfera nella quale è immerso per intero il romanzo, un’atmosfera cupa e decadente, che mi ha fatto pensare più di una volta a Il ritratto di Dorian Gray, anche per via delle esperienze che vive Clem, dello stile di vita che conduce. La parte fantasy è, ahimè, rilegata solo alla fine del libro e questa è forse la nota più dolente di tutte. Fosse stata distribuita meglio avrebbe avuto un effetto diverso, un migliore equilibrio, ma per circa l’80% leggiamo un romanzo storico in tutto e per tutto, senza alcuna nota fantasy; solo alla fine viene data una spiegazione ai sogni di Clem e a ciò che gli succede, costringendo il lettore ad assimilare una serie di rapide spiegazioni che, a mio parere, avevano bisogno di più spazio per essere sviluppate e comprese meglio. Il romanzo non mi è dispiaciuto affatto, anzi ho apprezzato i risvolti dark e i colpi di scena finali, ma è stata un’agonia dover attendere tanto per arrivare al vero succo della storia. Un’altra piccola nota dolente è purtroppo il contesto storico. Sebbene l’atmosfera sia stata resa in maniera degna, il worldbuilding resta troppo in secondo piano. La Parigi che fa da sfondo alle vicende è appunto soltanto uno sfondo, abbiamo troppo poco contesto per riuscire davvero a sentirci nella città nell’epoca in cui il romanzo è ambientato. Lo stile di Abel Montero è però adeguato al tipo di storia raccontata e contribuisce a tenere sempre alta l’attenzione, nonostante per metà libro succeda ben poco. Sicuramente buona parte del merito è anche della sexual tension tra Clem e Jerome, che giuro mi hanno tenuta incollata alle pagine come non mai. Una delle migliori ship di sempre, oserei dire. I vari misteri che compongono la trama sono anche molto interessanti e fino all’ultimo non sai cosa aspettarti e da chi. Ci sono alcune rivelazioni finali ben riuscite e la narrazione in terza persona risulta anche piuttosto lirica in alcuni punti, cosa che mi ha colpita parecchio.

<<Gridò. Pianse. Gridò. Pianse.
Poi, clemente, il buio>>.

Il romanzo avrà anche dei difetti, ma mi ha intrattenuta a dovere, facendomi praticamente divorare la seconda metà. I personaggi li ho trovati tutti molto accattivanti, Clem con il mistero che ruota intorno ai suoi sogni e a certe sue capacità latenti, Irmine col suo fascino calamitante, Jerome con la sua gentilezza fuori dal comune (quanto ho amato Jerome! Non so se riuscirò a perdonare l’autore per il destino che ha riservato a questo splendido personaggio). Anche Gustave aveva un buon potenziale, peccato che a un certo punto sparisca dai radar. Altro personaggio molto intrigante è Lèonor, che si conoscerà meglio nella seconda parte e che accompagnerà il nostro protagonista a conoscere tutta la verità su se stesso. In conclusione, La promessa di Jerome Faure è un buon romanzo autoconclusivo (anche se, a mio parere, ha buone potenzialità per essere sviluppato come serie) che mescola eventi inspiegabili, soprannaturale e scienza, segreti, sangue, sogni misteriosi, ma anche arte, fasto, balli in maschera, amore, amicizia, il tutto condensato da una scrittura coinvolgente e fluida. Le emozioni non mancano, ve lo garantisco. I miei complimenti a Abel Montero per questa nuova, affascinante pubblicazione e ancora grazie per avermi dato l’opportunità di scoprirla in anteprima.
Fonte immagini: Pinterest
collage: @francikarou @coffeeandbooks

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