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lunedì 14 settembre 2026

Recensione: "Lezioni di Chimica", di Bonnie Garmus (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! ^^
In questa bella giornata di settembre, arriva una nuova, fantastica recensione. La nostra Melz torna a deliziarci con le sue opinioni e stavolta ha scelto di parlarci di Lezioni di Chimica, di Bonnie Garmus, da cui è stata tratta anche una serie tv su Apple TV+. Trovate, infatti, oltre la recensione del libro, anche un piccolo confronto con la serie. Direi che siamo già abbastanza curios* così, non è vero? Vi lascio dunque al post e vi ricordo che leggiamo sempre volentieri i vostri commenti e non vediamo l'ora di rispondervi ;)

Lezioni di Chimica
di Bonnie Garmus

Prezzo: 8,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 464
Genere: narrativa umoristica
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 2 settembre 2025

1952: Elizabeth Zott è una giovane chimica che lavora come ricercatrice in California, in un ambiente ferocemente maschilista che mina il suo talento sabotandola, mettendola a tacere o approfittandone per il prestigio altrui. C'è solo un uomo che ammira la sua determinazione: Calvin Evans, genio della chimica in odore di Nobel, con il quale nasce un sentimento puro di stima e comprensione, tra condivisione di formule e attrazione fisica. Ma la vita, come la scienza, è soggetta a grandi e piccole trasformazioni, e qualche anno dopo ritroviamo Elizabeth, madre single, conduttrice di enorme successo di "Cena alle sei", un programma di cucina innovativo che unisce ricette a digressioni scientifiche. Ma soprattutto scopriamo che Elizabeth ha trovato uno spazio suo, un posto per far risuonare la propria voce e aprire gli occhi all'universo femminile delle sue ascoltatrici: perché la sua è la storia di una donna che cade e si rialza, che ribalta gli schemi e costruisce per sé un nuovo percorso, nonostante tutto.

Elizabeth Zott, un’eroina moderna degli anni ‘50

Se pensate che un romanzo ambientato negli anni ’50 e ’60 che parla di chimica debba per forza essere accademico o noioso, vi sbagliate di grosso. Lezioni di Chimica, di Bonnie Garmus (titolo originale Lessons in Chemistry) è una sferzata di energia: un libro brillante, acuto e incredibilmente attuale che si divora dalla prima all'ultima pagina.

Siamo negli anni Cinquanta. Elizabeth Zott non è la tipica donna dell'epoca. Non le interessa conformarsi alle aspettative sociali, non vuole diventare una casalinga e non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro per lasciare spazio agli uomini. Elizabeth è una chimica di talento, brillante e rigorosa, che lavora all'Hastings Research Institute, un ambiente sfacciatamente patriarcale dove le colleghe donne sono tollerate solo se portano il caffè.

La sua vita prende una svolta inaspettata sia sul piano personale, grazie all'incontro con Calvin Evans, geniale e solitario candidato al Nobel, sia su quello professionale. Anni dopo, Elizabeth si ritrova a essere una madre single e, per una bizzarra serie di eventi, la conduttrice del programma di cucina più seguito della TV: Cena alle Sei.

Ma Elizabeth non insegna semplicemente a cucinare. Insegna la chimica della cucina, tratta le sue spettatrici come persone dotate di intelligenza e trasforma uno show culinario in un vero e proprio manifesto di emancipazione femminile.

Il ritratto di un'eroina neurodivergente (oltre gli stereotipi)

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è la struttura psicologica di Elizabeth
. Sebbene nel libro non vengano mai usate etichette cliniche — scelta coerente con l'ambientazione storica degli anni '50 — Elizabeth mostra in modo evidente caratteristiche ascrivibili alla neurodivergenza e allo spettro autistico.

È estremamente letterale, non comprende i sottotesti, i pettegolezzi o i "giochi sociali", rifiuta le convenzioni che reputa irrazionali e interpreta l'intero universo attraverso la lente della chimica. Esponenti della società del tempo la percepiscono come strana, rigida o distaccata. Eppure, il romanzo compie un'operazione straordinaria nello sfatare uno dei più grandi stereotipi sulla neurodivergenza: l'idea che chi ne fa parte sia privo di empatia o incapacitato ad amare. L'amore di Elizabeth per Calvin e per la figlia Mad è profondo, viscerale e totale. Non si basa sulle convenzioni sociali o sulla finzione, ma su una devozione pura e sull'onestà intellettuale. Elizabeth non è fredda; semplicemente non sa (e non vuole) filtrare i propri sentimenti attraverso le maschere della cortesia borghese.

Bonnie Garmus possiede un ritmo narrativo impeccabile. Il romanzo fa ridere a crepapelle grazie a dialoghi taglienti e situazioni paradossali, ma non edulcora la realtà. Si parla con franchezza di discriminazione di genere sul lavoro, violenza, lutto, maternità non convenzionale e del peso soffocante delle aspettative sociali.

Il cast che circonda Elizabeth è costruito con maestria. Dalla vicina di casa Harriet, che trova nello show una via di fuga da un matrimonio infelice, alla piccola Mad, figlia brillante e fuori dal comune, fino ad arrivare a Seiemezza, il cane di famiglia. Con il suo punto di vista unico e un vocabolario in continua espansione, Seiemezza è a tutti gli effetti uno dei personaggi meglio riusciti del libro.

Per Elizabeth, la chimica non è solo una materia di studio, ma la chiave di lettura della realtà. La chimica è l'arte del cambiamento: quando gli elementi reagiscono tra loro, le molecole si spezzano per ricombinarsi in qualcosa di nuovo. Elizabeth usa questo principio per spingere le sue spettatrici a mettere in discussione lo status quo e a non accettare passivamente i limiti imposti dalla società.

"La chimica è cambiamento. Ogni volta che vi trovate di fronte a un ostacolo, ricordatevi che le reazioni chimiche richiedono tempo, energia e coraggio."

Dal libro alla TV: La serie su Apple TV+ (e le differenze)

Se dopo aver chiuso il libro vi rimarrà una nostalgia canaglia di Elizabeth Zott, sappiate che dal romanzo è stata tratta un'ottima miniserie in 8 episodi prodotta da Apple TV+, con una magistrale Brie Larson (premio Oscar per Room) nei panni della protagonista.

Ma com'è l'adattamento rispetto alle pagine scritte?

• La figura di Harriet Sloane: È la differenza più evidente. Nel libro, Harriet è una donna anziana incastrata in un matrimonio triste; nella serie TV diventa un'attivista politica nera più giovane, impegnata nella lotta per i diritti civili del suo quartiere. Un cambio che dà molto più spazio alla contestualizzazione storica dell'epoca. 
• I pensieri di Seiemezza: Trasportare sullo schermo il punto di vista interiore del cane era una sfida complessa. La serie ci prova affidandogli una voce narrante in un episodio speciale, ma la delicatezza e l'ironia della pagina scritta rimangono imbattibili.

• L'impatto visivo: La serie fa un lavoro spettacolare con le scenografie, i costumi e la resa visiva dei piatti di cucina e del laboratorio, restituendo alla perfezione l'estetica degli anni '50.

(Nota dolente personale: la serie è un'esclusiva Apple TV+... e se come me state cercando di evitare l'ennesimo abbonamento mensile a una piattaforma di streaming, la tentazione di fare la prova gratuita solo per spararsi tutti gli 8 episodi in un weekend è altissima!)

A chi è consigliato questo libro?
  • A chi cerca una protagonista femminile indimenticabile, autentica e immune alle convenzioni.
  • A chi vuole una storia capace di far ridere ed emozionare con la stessa intensità.
  • A chi vuole immergersi in una grande storia prima di dedicarsi al binge-watching sullo schermo.
Lezioni di Chimica è molto più di un romanzo d'intrattenimento: è un inno all'autonomia, all'onestà con se stessi e al valore dell'intelligenza. Bonnie Garmus ha firmato un esordio folgorante che lascia nel lettore una grande dose di carica e una nuova prospettiva su come affrontare le reazioni della vita quotidiana.

Voto: che dire? Io l’ho amato. 5 tazzine, o forse meglio 5 becchi bunsen!
Melz


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 5 settembre 2025

Recensione: "Raven Boys" di Maggie Stiefvater (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Continuiamo con le recensioni di settembre proponendovene una davvero a tema con la stagione autunnale imminente. Raven Boys è la lettura dalle vibes giuste, se state cercando magia e misteri, ed è avvincente come poche. L'ha letto la nostra Giulia, che torna a scrivere entusiasta le sue opinioni qui sul blog, e vi consiglia questo libro, ora disponibile in edizione Drago Oscar Mondadori, insieme agli altri volumi della serie.

Raven Boys
 di Maggie Stiefvater

Prezzo: 11,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 462
Genere: urban fantasy, paranormal romance
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 12 novembre 2014

È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s'innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la "linea di prateria" che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un'antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un'avventura che la porterà molto più lontano del previsto.

Buongiorno a tutti e a tutte! Che bello essere tornata qui. Devo ammettere che gli ultimi mesi sono stati intensi e un po’ pesanti, ma anche pieni di belle sorprese. Ho letto poco, è vero, ma ogni libro che ho scelto si è rivelato un viaggio incredibile. Oggi sono qui per parlarvi di uno YA uscito nel 2012, recentemente ripubblicato in una nuova edizione – per fortuna, aggiungerei.

Mi sono spesso chiesta cosa mi attirasse così tanto nella trama di Raven Boys. Forse la magia, forse il modo in cui personaggi così diversi si intrecciano, o forse il fatto che non ho mai sentito nessuno parlarne male. Alla fine credo di aver trovato la risposta: in questa storia tutto è affascinante.

Blue appartiene a una famiglia di veggenti: tutte hanno il dono di vedere il futuro, tranne lei. Ma la notte della vigilia di San Marco, quando gli spiriti dei defunti si manifestano alle sensitive di Henrietta, anche Blue ha una visione: un ragazzo. Forse è un presagio della sua morte, forse del suo primo amore.

«Ci sono solo due motivi per cui un non-veggente dovrebbe vedere uno spirito alla vigilia di San Marco, Blue. O è il tuo grande amore» disse Neeve, «o lo hai ucciso.»

Quel ragazzo è Gansey, ricco studente della prestigiosa Aglionby Academy, ossessionato dalla ricerca della tomba di Owen Glendower, antico re gallese sepolto lungo la linea di prateria che attraversa Henrietta. Con lui ci sono Ronan, Adam e Noah: i ragazzi corvo, che con il loro carisma e i loro segreti finiscono inevitabilmente per incrociare la strada di Blue.

Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro. Avevo delle aspettative altissime e, fortunatamente, non sono rimasta delusa. Raven Boys ha una trama che incanta: ti cattura e non ti lascia andare. Il racconto, narrato da diversi punti di vista, permette di entrare in profondità nell’animo dei personaggi e di scoprirne l’essenza. I colpi di scena sono tanti: sorprendono, lasciano senza parole e, a volte, anche un po’ di amarezza.

Durante la lettura il senso di mistero non mi ha mai abbandonata: in certi momenti sentivo crescere dentro di me una vera e propria ansia per le scelte e le azioni dei personaggi. Mi sono immersa completamente nella storia, quasi fossi lì accanto a loro, alla ricerca della linea di prateria e dei segreti che nasconde.

L’introspezione dei personaggi è resa in maniera straordinaria. Non avevo mai letto nulla di Maggie Stiefvater e sono rimasta colpita dal suo stile: riesce a parlare di adolescenti e genitori senza cadere nei soliti cliché, senza dialoghi forzati o situazioni banali che fanno storcere il naso.

In Raven Boys ogni personaggio porta con sé una storia, un segreto, un enigma. E con un finale aperto a così tante domande che non vedo davvero l’ora di proseguire la serie per scoprire tutte le risposte rimaste in sospeso.

Se ancora non siete convinti a dare un’opportunità a questa saga, mi dispiace, perché queste pagine racchiudono tutto: amicizia, amore, magia, mistero e soprattutto il calore di una found family.

«Tutti sognano, solo che alcuni se ne dimenticano.»

Giulia


venerdì 22 settembre 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Ti chiamerò papà" di Can Ran e Ma Daishu (a cura di Anna)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi torna la rubrica dedicata a bambini e ragazzi con una recensione della nostra Anna, che ci parla di un bellissimo albo illustrato dedicato a un bambino e un papà. Scoprite questa lettura molto particolare, Ti chiamerò papà, di Can Ran e Ma Daishu, e lasciateci un commento ;) A presto!

Ti chiamerò papà
di Can Ran e Ma Daishu

Prezzo: 15,00 € (cop. rigida)
Pagine: 32
Genere: libri illustrati, bambini
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 13 marzo 2018
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Tanto tempo fa, quando il mondo era ancora giovane, un uomo e un bambino si incontrarono e decisero di viaggiare insieme. Mentre l'uomo cercava Toro da mettere nella sua valigia, il bambino riempiva il suo zaino di cose segrete. Le cose che l'uomo, quasi senza accorgersi, gli stava insegnando. Una storia tenera e commovente dedicata a tutti i papà e i bambini del mondo.

Chi è un padre? L’uomo che tramanda il suo patrimonio genetico? La persona che accompagna il bambino durante la sua crescita? Oppure la figura di riferimento che svolge il ruolo genitoriale di bussola morale, insegnante, allenatore, compagno di giochi? Con una manciata di parole, ricche di gentilezza e insieme di pragmatismo, lo scopriamo in questo splendido e particolarissimo albo illustrato.

Un bambino, solo al mondo, incontra un uomo, solo al mondo, e insieme si incamminano per un inesplorato mondo. Il bimbo ha in spalla uno zainetto vuoto, tutto da riempire di mille avventure e possibilità, l’uomo ha in mano una valigia piena di passato ed esperienze. Sconosciuti prima, Compagni di Viaggio poi. Soli prima, Indivisibili poi. 

Un libro insolito, che ha intorno a sé un’aura di strano mistero. Non sono i tipici sostantivi semplici e comuni “da bambini” quelli utilizzati dallo scrittore cinese Can Ran, non c’è banalità e noia nel suo lessico. Le parole sono incastonate nelle frasi con attenta cura, scelte ad hoc per condurre il pensiero dritto al punto, come solo i bambini sanno fare. Niente giri di parole, come spesso facciamo quando cerchiamo di spiegare ai bimbi dei concetti che noi adulti reputiamo troppo difficili. I bambini comprendono tutto molto bene, molto meglio di noi grandi. Comprendono molto bene che se un bimbo è solo per le strade del mondo con uno zainetto in spalla è perché un papà non ce l’ha. Comprendono molto bene cosa sia un segreto e come custodirlo. Che quando la luna compare in cielo è stupendo sedersi a osservarla in compagnia silenziosa di una persona che ami e che ti ama. Che attraversare la corrente è più facile, se qualcuno ti tiene per mano. Comprendono molto bene che se arrivano dei briganti è meglio consegnare lo zainetto e farsi da parte o che non è affatto opportuno, nella notte, rimanere allo scoperto, molto meglio nascondersi nei cespugli, se ti scappa... 

Insomma, perché mai perdersi in perifrasi quando bastano quattro parole ben scelte e dirette per instaurare un rapporto leale e di fiducia con i bambini ovunque: nella vita, in famiglia, a scuola, nel mondo, nei libri?

L’illustratrice cinese Ma Daishu accompagna la trama regalandoci un paesaggio onirico, ricco di simboli, con disegni sorprendenti, quasi inquietanti, tutt’altro che infantili, assolutamente ipnotici.

Giochi decisi di bianco e nero, alternanza scontrosa di differenti saturazioni, contrasti di colori totalmente inaspettati in un albo per bambini. Il giallo non è mai il luminoso giallo del sole o del limone, ma quello aspro dell’ocra e del senape. Il rosso non è mai il rosso brillante della mela o del fuoco, ma quello arido e decadente della terra bruciata e del granata. Il verde non è mai il verde allegro dell’erba e del grillo, ma quello sbiadito e ingrigito della salvia e del muschio.

In questo albo regnano parole e colori scontrosi, ruvidi, coraggiosi e istintivi, come scontroso, ruvido, coraggioso e istintivo può essere il rapporto tra un Padre e un Figlio, soli al mondo.

E poi animali fantastici, ombre inquietanti, lupi, boschi, sguardi nel buio e un tutta pagina dedicata ai più spaventosi briganti che io abbia mai visto illustrati in un libro per bambini. Il bimbo protagonista di questa storia imparerà a conoscere le cose più disparate del mondo, a nominarle, amarle e custodirle nel suo zainetto, come un tesoro inestimabile. Con un cuore colmo di meraviglia, il bimbo affermerà con gioia “Il mondo è bellissimo!”. O meglio, il mondo è bellissimo, Papà.


Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

venerdì 1 settembre 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "L'isola dal cuore spezzato" di Sophie Anderson (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Ritorna oggi la nostra amata rubrica dedicata a bambini e ragazzi. In questo nuovo appuntamento post vacanze estive parliamo di un bellissimo libro di un'autrice super consigliata, della quale potete trovare recensiti altri libri qui sul blog. La nostra Anna ha letto L'isola dal cuore spezzato, della bravissima Sophie Anderson, e l'ha adorato. Conoscete questa autrice? Siete pront* a innamorarvi della sua nuova storia? Ringraziamo come sempre Rizzoli per la collaborazione e la copia fornita in cambio di una recensione onesta.

L'isola dal cuore spezzato
 di Sophie Anderson

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 408
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Rizzoli
Illustrazioni: Joanna Lisowiec
Data di pubblicazione: 23 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

C'è un'isola, da qualche parte, che ha il cuore spezzato: si chiama Morovia. L'armonia che vi ha sempre regnato è solo un ricordo: gli alkonont, il popolo degli uomini-uccello originario dell'isola, è stato relegato nelle paludi, mentre agli umani è vietato avere qualunque contatto con loro. Il capitano Ilya e i suoi sostengono che la magia del canto, il potere degli alkonost, sia pericolosa e che vada quindi repressa a qualunque costo. Anche la tredicenne Lin e suo padre Usignolo hanno dovuto lasciare la loro casa, dicendo addio a Silver, zio Clay e gli altri amici umani, per nascondersi nella Palude dell'Afflizione. Lin non ha perso la speranza, però. La speranza di tornare a Spark, la sua città, quella di poter vivere di nuovo in pace con gli umani e di ritrovare Hero. Era la sua migliore amica, un'umana che viveva al palazzo reale, ma al momento della separazione tra alkonost e umani hanno litigato e non si sono più viste. Quando Usignolo viene catturato e portato alla Fortezza, Lin deve agire. All'inizio ha al suo fianco solo due piccoli compagni, la nutria Baffy e il rospo Grumo; l'avventura che l'aspetta è piena di insidie e deve capire di chi fidarsi. Non è affatto detto che riesca nel suo intento, ma vale la pena di provarci. Sempre.

Sophie Anderson è ormai una delle mie autrici preferite, una scrittrice in grado di trasportare in mondi immaginari che attingono dalle favole e dalle leggende della tradizione slava.

Con il suo romanzo d’esordio del 2018 La casa che mi porta via (recensione QUI) l'autrice ci accompagna in una avventura straordinaria con Marinka, una ragazzina desiderosa di crearsi una vita diversa da quella che il destino le ha assegnato nascendo futura Yaga, Custode del Cancello, traghettatrice di anime verso le stelle. Con il suo secondo libro del 2019 La ragazza degli orsi (recensione QUI) la scrittrice ci sorprende con un romanzo naturalistico in cui Yanka, una ragazzina che vive nella gelida foresta del nord, decide di partire alla ricerca dei segreti del suo passato, della ragione del suo profondo e viscerale legame con gli orsi. Con il suo terzo romanzo del 2021 Il castello incantato di Olia (recensione QUI) Sophie Anderson ci porta in un antico castello pieno di segreti. Spetterà a Olia liberare la potente magia che vi è rimasta imprigionata prima che sia la magia stessa a trovare la strada per la libertà.

Era da tempo che non leggevo delle storie così vivide e coinvolgenti, di quelle che ti penetrano nel cuore con una forza tale da lasciarti in subbuglio quando arrivi alla fine. E quando credi che tre romanzi così belli siano insuperabili, scopri che la Anderson è in grado di regalare un nuovo capolavoro, L’isola dal cuore spezzato.

Chissà dove, tra gli oceani del mondo, l’isola di Morovia si sposta continuamente “in una danza infinita e sempre nuova”. L’isola ha la forma di un cuore spaccato a metà, come spaccato a metà è il suo popolo, anticamente unito dalla magia, oggi separato da odio, rabbia e rancore. Migliaia di anni fa il popolo originario di Morovia, gli Alkonost, gli uomini-uccello, offrì salvezza, speranza e rifugio a degli umani sopravvissuti a un naufragio. I due popoli iniziarono a convivere in armonia, supportandosi e costruendo insieme una comunità semplice e pacifica. Una regina umana e una regina Alkonost governavano in nome della fratellanza, gli umani mettevano a disposizione arti e tecniche, gli Alkonost condividevano la magia del loro canto per il benessere di tutti. Ma durante le celebrazioni dell’anniversario del Giorno dell’Unione di tre anni prima, il vascello Gioia, che ospitava la consueta rievocazione storica, naufraga portando via con sé entrambe le regine e i più illustri cittadini di Morovia tra cui la mamma di Lin, la protagonista della storia, e quella di Hero, la sua migliore amica.

Dal giorno del naufragio sia l’amicizia tra Lin e Hero, sia la pace a Morovia vengono spazzate via. Gli umani incolpano gli Alkonost di avere provocato la tragedia con la magia, gli Alkonost diventano vittime dell’allontanamento dalla capitale, di una deportazione di massa e dei lavori forzati. Lin e suo padre Usignolo sono costretti a lasciare tutto per nascondersi nella Palude dell’Afflizione, dove il popolo degli uomini-uccello si è disperso per sfuggire alla cattura. Non tutte le speranze però sono perdute. Gli Alkonost si stanno riorganizzando in un Movimento per l’Unità in lotta per il cambiamento. Lin non vede l’ora di entrarne a far parte, purtroppo però sono anni che attende che la sua magia si manifesti, e più si impegna a cantare, meno la magia si rivela. Come potrà Lin, senza il dono della magia, aiutare il suo popolo a ribellarsi e riunificare Morovia?

In un crescendo di azione e tensione, Lin raccoglierà il suo coraggio e la sua determinazione mettendosi in viaggio verso la Fortezza per liberare il suo popolo dalla schiavitù e consegnare all’Erede al Trono Vasha, il suo canto di Unione e Amicizia.

Nella Palude dell’Afflizione, insieme alla dolcissima nutria Baffy e all’impavido rospo Grumo, Lin si unirà ai suoi compagni di avventura: i combattivi fratellini Alkonost Gheppio e Ghiandaia che conoscono come le loro tasche tutti i segreti e i tranelli della palude, Fleur e Silver, gli umani amici di famiglia unitisi alla causa, Eco, la Alkonost guida del Movimento per l’Unità, saggia e illuminata, e infine la stessa Hero, l'amata amica del cuore, finalmente ritrovata.

Ma attenta, Lin! A volte le apparenze ingannano. Chi sono i veri amici e chi i nemici? Chi sta alimentando la divisione e il rancore tra i due popoli e chi invece, sta tentando di riappacificarli?

Perfettamente delineati e splendidi i personaggi di questo romanzo: nel momento di estremo bisogno ognuno di loro schiererà la sua magia o il suo specifico talento, mettendolo a disposizione con generosità e lealtà, perché la vera magia è l’unione, nemmeno l’incantesimo più potente è straordinario quanto l’amicizia.

Incredibilmente originale e alternativo è poi il personaggio di Lin, la protagonista bambina-uccello: non si abbatte davanti a nessun problema, dubbio o pericolo. Un'eroina caparbia, forte delle sue debolezze, coraggiosa grazie al desiderio di superare i propri limiti, determinata come pochi nello scegliere sempre la strada giusta piuttosto che quella facile.

Lin è una vera leader, di grande personalità carismatica, sensibile ma granitica, dolce ma forte, fragile ma incrollabile. Il suo carattere e la sua storia di eroismo, ribellione, leadership, guida verso la rivolta contro un governo ingiusto e crudele, che domina per mezzo della coercizione e della paura, e la ricerca del suo canto magico che diventerà anche per lei il “Canto della Rivolta”, hanno spalancato nella mia mente una passaporta davvero magica... a chi somiglia Lin?

Nessun dubbio! A Katniss Everdeen, la protagonista di Hunger Games, fortunatissima trilogia di Suzanne Collins del 2008, diventata un cult della cinematografia di genere fantascientifico-distopico.

E che dire della maestria della Anderson nella descrizione dei luoghi? La scrittrice crea un parallelismo paesaggistico-emozionale perfettamente riuscito, profondo, simbolico, onirico con i sentimenti di malinconia e disincanto dei protagonisti e con la condizione di segregazione e di isolamento forzato. Se nella simbologia degli elementi l’acqua, nella sua espressione cupa e stagnante di palude, significa stasi emotiva, tristezza, e ha una valenza mortifera, insana e ingannevole, per il popolo degli Alkonost diventa un santuario accogliente di ospitalità. Gli alberi sono un rifugio sicuro, le fronde un abbraccio protettivo, il buio una difesa, le acque ferme e scure il luogo da cui provengono gli amici più fidati.

E questo paradosso paesaggistico-simbolico mostra la totale valenza negativa della luce insopportabile delle cave in cui lavorano i prigionieri, che anziché rappresentare l’illuminazione e la verità, qui è metafora di abbagliamento dell’intelletto e della ragione.

L’isola dal cuore spezzato è un romanzo bellissimo, una denuncia al Razzismo e un inno alla Amicizia, alla Pace e alla Libertà, al Pentimento e al Perdono, alla Fiducia e al Sacrificio, all’Unione, agli ideali di Uguaglianza e Democrazia, al Coraggio e alla Gentilezza.

Nonostante l’iniziale lentezza nella trama, nonostante il finale un po’ scontato, nonostante il pugno nello stomaco dato da un racconto di fantasia fin troppo aderente ai tragici eventi di discriminazione razziale passati e presenti della storia dell’umanità, questo libro è un piccolo capolavoro di Speranza, adatto a tutti coloro che sanno vedere con il cuore la magia che ci circonda.

Anna


Photo credit: @anna_bookfantay

sabato 27 maggio 2023

Recensione: "La Sirenetta" di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe

Buongiorno! ^^
Oggi vi parlo di un libro bellissimo, La Sirenetta, nell’edizione unica realizzata da Benjamin Lacombe, per la collana di classici illustrati, diretta da lui stesso. Ho letto anche altri libri di questa collana e li ho sempre trovati stupefacenti. Si tratta di versioni dei classici più amati e conosciuti ma rappresentati in una chiave del tutto nuova e illustrati dai più bravi illustratori moderni, tra cui anche Lacombe.
Un ringraziamento alla casa editrice per la copia omaggio a sorpresa.

La Sirenetta
di Hans Christian Andersen e Benjamin Lacombe

Prezzo: 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 96
Genere: libri illustrati, classici
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 29 novembre 2022
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Una sirena deve aspettare di compiere quindici anni prima di poter salire in superficie e vedere da vicino gli umani. Quando finalmente arriva il suo turno, la figlia minore del re del Mare si innamora perdutamente di un principe. Per lui, la Sirenetta accetta di rinunciare alla sua coda e di perdere l'uso della voce... Un'edizione speciale, una nuova lettura della fiaba di Andersen alla luce delle lettere dello scrittore. Con le illustrazioni di Benjamin Lacombe, che firma anche una personale ed emozionante introduzione. Prefazione e postfazione di Jean-Baptiste Coursaud.

La Sirenetta
è uno di quei classici senza tempo che ormai chiunque di noi conosce. Abbiamo senza dubbio letto tantissime versioni di questa storia o visto innumerevoli trasposizioni cinematografiche, ma sicuramente quella che ci presenta Benjamin Lacombe è una versione del tutto inaspettata. Sin dalla prefazione (a cura di Jean-Baptiste Coursand) comprendiamo parte della vita di Andersen e dei retroscena di questa sua popolare opera. Cosa lo ha ispirato o, meglio, chi? Pare infatti che l’autore abbia avuto un forte legame con i figli del suo benefattore Jonas Collin. Edvard e Louise hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua vita sentimentale, in quanto Andersen ha amato entrambi. Partendo da questo presupposto, Lacombe ci presenta la “sua” Sirenetta, giocando proprio sull’ambiguità. Se nel testo di Andersen è tutto sotteso e discreto, Lacombe con le illustrazioni che accompagnano il racconto dà quella spinta in più per sottolineare l’ambivalenza del personaggio. La Sirenetta viene infatti rappresentata priva di caratteristiche che ne definiscano chiaramente il genere, con capelli corti, petto liscio, una figura androgina per aumentare l’equivoco. Gli stessi colori utilizzati da Lacombe, il rosa, il viola, il blu, richiamano, per esempio, i colori della bandiera bisessuale; il viola della coda della sirena non è una scelta casuale, è un colore tra il rosa e il blu e simboleggia proprio l’intersessualità. L’illustratore in tanti piccoli dettagli fa riferimento alla fluidità di genere, giocando con le forme e omettendone altre.

 Una sessualità quasi esplicita rappresentata dalla sua visione (basti far caso alla copertina e alla forma assunta dai coralli che circondano la Sirenetta). Sappiamo bene come ai tempi di Andersen fosse assolutamente sconveniente provare un sentimento d’amore per qualcuno dello stesso sesso, quindi l’interpretazione di Lacombe vuole rimarcare ciò che secondo lui, e secondo le interpretazioni di numerosi studiosi, l’autore cercava di nascondere, un "grido d’amore che non avrebbe mai potuto esprimere apertamente in vita", e ci consiglia di leggere con empatia. 

La Sirenetta è già di per sé una storia malinconica. La giovane sirena rinuncia a una parte importante di sé, la più importante, quella che la definisce, per amore di qualcuno. I disegni di Lacombe accentuano questa malinconia, alla luce anche della sua interpretazione, facendoci sentire ancora di più il dolore profondo della sirena all’idea di non poter ottenere ciò per cui ha sacrificato tanto. Il rosa fluo che sta alla base di ogni tavola, smorza i blu malinconici e richiama alla vita. Non si può infatti non pensare al desiderio profondo della sirena di ottenere l’amore ma anche un’anima immortale (che sarebbe poi anche l'intento di Andersen come artista). 

In questa edizione abbiamo anche un finale aggiunto, un finale che Andersen ha cancellato, poche righe che ci fanno capire quanto per lui questo obiettivo fosse fondamentale. Arrivare nelle case di tutti, toccare i cuori, essere ricordato. La particolarità di questo libro sono sicuramente le lettere che chiudono il volume nella sezione intitolata Messaggi in bottiglia, lettere che Andersen scambiava con i fratelli Collin e in cui si denota la profondità del suo legame con loro, una in particolare mi è sembrata davvero più struggente delle altre. È stato molto interessante leggere tra le righe il sentimento di Andersen verso queste due persone che considerava come fratello e sorella, ma che forse furono per lui qualcosa di più (o avrebbe voluto lo fossero). Questo volume è di sicuro un’opera tra le più impareggiabili dedicate a La Sirenetta e ad Andersen, ci porta a vedere la storia in un modo del tutto nuovo, tramite i disegni illustri di Lacombe, che riesce sempre a rendere omaggio ai classici per ragazzi come pochi altri artisti sanno fare, e tramite anche le fonti e gli studi riportati da Jean-Baptiste Coursand, che ha curato Prefazione e Postfazione in maniera esemplare. Questa storia però non è solo per ragazzi, è una versione sicuramente più adulta e non nego che faccia anche riflettere. Se avete voglia di conoscere questa splendida edizione di La Sirenetta, non vi resta che scoprire questo libro e innamorarvi dei suoi colori, delle sue sfumature, della sua elusività. Sono certa che saprà conquistarvi.

Fonte immagini: Amazon.it

giovedì 16 febbraio 2023

Review Party: "Le sorelle Hollow" di Krystal Sutherland

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi partecipo al Review Party di Le sorelle Hollow, di Krystal Sutherland, un romanzo che ha sempre attirato la mia attenzione per la splendida copertina e mi ha incuriosita per la trama ricca di mistero. Ringrazio la mia splendida Francesca di La biblioteca di Zosma per avermi coinvolta in questo evento e la casa editrice Rizzoli per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Le sorelle Hollow
di Krystal Sutherland

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 360
Genere: fantasy, dark-fantasy
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 31 gennaio 2023

Iris Hollow, diciassette anni, è sempre stata una ragazza strana. Quando lei e le sue sorelle erano bambine è accaduto qualcosa che non ricordano ma che ha lasciato a tutte e tre un’identica cicatrice alla base del collo. I loro capelli scuri sono diventati bianchi come il latte. Gli occhi, da azzurri, lentamente sono diventati neri. Le persone le trovano intossicanti, insopportabilmente belle e inspiegabilmente pericolose. Le maggiori, Grey e Vivi, hanno abbracciato il potere del loro fascino e la mondanità, mentre Iris ha vissuto la sua vita da adolescente cercando di sfuggire alla stranezza che le si incolla addosso come catrame. Ma quando Grey scompare in circostanze sospette, ricordi spaventosi e immagini inquietanti cominciano ad affiorare alla memoria di Iris. Mentre cerca di ripercorrere le ultime tracce della sorella seguendo il bizzarro sentiero di briciole che la ragazza ha lasciato dietro di sé, diventa evidente che il solo modo per ritrovarla è decifrare il mistero di quanto accadde loro quando erano bambine. Ma più Iris si avvicina alla verità, più intuisce che la risposta che cerca è oscura e pericolosa, e che il mondo sovrannaturale che le ha lasciate tornare apparentemente illese dieci anni prima, ora sembra deciso a richiamarle a sé…

Le sorelle Hollow
è uno di quei romanzi che non puoi fare a meno di leggere in un’unica tirata. Krystal Sutherland è stata molto brava nel costruire la sua storia, intessendola di mistero, e dando solo vaghi indizi qua e là ma senza rivelare mai nulla troppo presto. La storia delle tre sorelline Hollow, sparite una sera davanti agli occhi increduli dei genitori e ritrovate un mese dopo, è una storia che inevitabilmente suscita curiosità e alimenta domande. Quello che agli occhi di molti appare come un semplice miracolo, nasconde molto di più. Le congetture di sprecano e le tre sorelle, ricomparse molto diverse anche nell’aspetto, vengono additate come streghe. E, in effetti, un po’ streghe lo sono, considerando gli strani poteri che sentono di possedere. I capelli diventati di un bianco luminoso, la pelle candida, gli occhi scuri come la notte, sono caratteristiche che le fanno apparire eteree e bellissime come poche ragazze al mondo, ma è la loro capacità di persuadere la gente a renderle davvero particolari, o quel legame assolutamente insolito che le unisce, che permette loro di sentirsi sempre, anche a distanza. 

Nonostante siano trascorsi degli anni, ancora la gente ricorda quell’episodio, quella scomparsa, ancora è curiosa di conoscere la verità. Dove sono state le tre sorelle? Chi le ha rapite? Cosa hanno vissuto? Nessuno pare abbia la risposta, nemmeno le sorelle. La loro vita, dopo allora, non si può dire sia stata facile, eppure ognuna ha trovato la sua strada. 

Grey, la maggiore, ha usato la sua bellezza per farsi strada nel mondo della moda, diventando una supermodella e una stilista di fama mondiale. Vivi, la mediana, suona il basso in una band che fa tour in tutto il mondo. Anche lei bellissima, ma di una bellezza molto più rude e trasgressiva. Come Grey, anche lei ha lasciato presto casa senza terminare gli studi. Infine, Iris, la minore delle sorelle Hollow, che ha continuato a vivere con la madre Cate, rimasta sola dopo la morte del marito. Sa che non le resta nessun altro e vuole esserle di sostegno, accettando di farsi controllare anche in maniera ossessiva pur di non darle un dispiacere. 

Ma quando un giorno Grey sparisce nel nulla, Vivi e Iris si mettono sulle sue tracce, cercando di ricostruire i suoi percorsi e di capire che fine possa aver fatto. Ripensare all’episodio del passato che le lega è inevitabile, potrebbe essere successo ancora? Iris non vorrebbe farsi coinvolgere, ma è più forte di lei. Ciò che le tre sorelle provano è un legame che va oltre l’umano e non sarà possibile resistere al desiderio di scoprire la verità, una verità che non riguarda solo Grey ma che avrà a che fare con tutte e tre le sorelle e anche con il loro passato.

Ammetto di aver letto questo libro in un paio di giorni, tanto ho trovato appassionante il mistero di cui le pagine sono impregnate. L’autrice ha saputo creare una bella atmosfera e descrivere molto bene odori e sensazioni, senza far mancare un tocco dark molto piacevole che ha dato qualcosa in più alla storia. Forse in alcuni punti ho trovato il libro un tantino ripetitivo nelle descrizioni e, sicuramente, alla fine non è del tutto esaustivo come ci si possa aspettare, ma per chi ama le storie scritte bene, con quel sentore di soprannaturale e di "inspiegabile", per chi ama le protagoniste indipendenti (non è il caso di Iris) e i rapporti esclusivi tra sorelle, allora amerà questa storia. 

È uno young adult un po' insolito, che non ricalca i soliti cliché e che si rifà anche al folklore celtico; molti elementi sembrano, infatti, ricondurre alla mitologia e alle leggende inglesi, irlandesi, scozzesi, per esempio ho spesso pensato ai changeling. Nel romanzo vengono comunque mosse molte ipotesi e a quasi tutto viene data una spiegazione razionale, tramite sindromi più o meno conosciute per giustificare ciò che non si riesce a spiegare. Ho detto "a quasi tutto", però, perché è chiaro che ci sono cose che, nemmeno al termine del romanzo, trovano spiegazione. Non so se l'autrice ha in previsione un seguito, ma non mi dispiacerebbe che alcuni aspetti venissero approfonditi meglio, invece di essere lasciati a libera interpretazione. Degli indizi vengono dati, delle idee te le fai, ma non ti viene detto esplicitamente come stanno le cose. Proprio su questo mistero ha giocato molto l'autrice, un mistero che funziona benissimo per gran parte del romanzo, ma che, a lungo andare, un po' esaspera. Tutto ruota intorno al segreto delle sorelle, al loro passato, all'episodio che le ha viste coinvolte da bambine e c'è spazio per poco altro. Non posso dire di essermi affezionata alle protagoniste perché non sono riuscita a empatizzare molto con loro, ma di sicuro ho apprezzato la loro connessione, il modo in cui l'autrice ha saputo davvero far sentire il potere di un legame unico come quello tra sorelle, accomunate non solo dallo stesso sangue ma anche dal coinvolgimento in uno stesso trauma. Mi sento di consigliare questo libro a chi è alla ricerca di una storia diversa dal solito, una storia fatta di segreti, oscurità, strani riti, ossessioni, incubi, momenti di tensione e inquietudine, una storia che prende dall'inizio alla fine e che non necessariamente concede tutte le risposte che si cercano ma di sicuro regala un'esperienza di lettura interessante e non così scontata.


Fonte immagini: Pinterest

martedì 24 gennaio 2023

Recensione: "Shatter me + Destroy me" di Tahereh Mafi (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla del primo volume di una serie young adult uscita già da qualche anno ma molto amata, Shatter me, di Tahereh Mafi. Non è mai troppo tardi per leggere questa saga! *-* E, in più, troverete un piccolo accenno alla novella Destroy me, che si inserisce tra il primo e il secondo volume della serie ed è dedicata al villain Warner. Scoprite l'opinione di Giulia e fateci sapere se conoscete Shatter me o dovete ancora recuperarla. A presto! ;)

Shatter me 
di Tahereh Mafi

Prezzo: 9,99 € (ebook) 20,00 € (cop. flessibile - trilogia)
Pagine: 315
Genere: distopico, young adult, fantasy
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 16 giugno 2016

264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perchè Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Scappare è impensabile, finchè nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che accende una speranza, la chiave che potrebbe aprire mille porte. Perchè la vita li chiama, oltre i muri della prigione.

Avevo un po' di aspettative su questo libro? Sì. Sono state deluse? In parte. Ma non fasciamoci la testa prima di cadere perché, nonostante sia un libro scritto più di dieci anni fa, ha ancora il suo fascino. Tra l’altro non vi parlerò solo del primo libro, bensì anche della prima novella che consigliano di leggere prima del secondo, che mi sono sparata dopo la lettura di Shatter me e sono certa del fatto che Destroy me mi sia piaciuto più del romanzo... tutto il merito va a Warner? Sì, scherzo (ma non troppo), perché credo sia uno dei personaggi migliori finora presentati, il più intrigante, il più trasparente e anche il più bono.

Contestualizziamo un attimo il libro. È ambientato in un mondo post-apocalittico, quindi ci troviamo di fronte ad un distopico, della situazione terrestre ci viene raccontato molto poco. La terra è in gravi condizioni, c’è scarsità di cibo, gli animali sono una rarità, e non si distinguono più le stagioni, una tragedia in pratica. A governare questo mondo in declino vi è la Restaurazione, che al posto di salvare il salvabile, fa tutto il possibile per salvaguardare i suoi interessi.

Sappiamo queste poche cose grazie al limitato sapere della protagonista che a causa di un potere terribile è rinchiusa in un manicomio da quando aveva tredici anni. Sono passati 264 giorni da quando l’hanno portata a morire in quella cella fredda e buia. Juliette non parla, mangia a malapena e dorme ancora meno. Non vede il mondo fuori da troppo tempo e questo la fa stare male, tanto che le sembra d’impazzire. A farle compagnia solo un taccuino e una penna che scrive male, conosce a memoria ogni mattonella, ogni rigatura e ogni linea della sua cella. Si sente sola, più di quanto non si sia mai sentita a causa del suo potere.

“1 finestra. 4 pareti. 15 metri quadrati di spazio. 26 lettere di un alfabeto di cui non mi sono mai servita nel corso di 264 giorni d'isolamento. 6336 ore dall'ultima volta che ho toccato un altro essere umano.”

Fino a quando un giorno non le assegnano un compagno di cella. Degli occhi blu che lei non sa di conoscere, degli occhi blu che dopo un po' di giorni riconosce e custodisce nel cuore. Adam. L’unico ragazzo che lei abbia mai amato. Peccato che però lui non si ricordi di lei, o forse sì?

Ho odiato Adam con tutta me stessa, non riesco nemmeno a capire perché, visto che in teoria dovrebbe essere il “buono” della situazione, invece tutto in lui mi urla: insignificante. Un personaggio che sembra avere tanto onore quando invece la realtà è ben diversa. Un uomo senza carattere e spina dorsale, che non sa prendere una decisione buona, insignificante è proprio la parola giusta. Ogni pagina che leggevo, ogni capitolo che passava, Adam somigliava sempre di più a Chaol. Io non so se voi avete letto o meno Throne of glass della Maas, ma vi assicuro che personaggio più inutile di Chaol non esiste sopra questo pianeta. (Apro e chiuso parentesi: LEGGETE IL TRONO DI GHIACCIO E NON VE NE PENTIRETE.)

Passando oltre l’argomento Adam, parliamo di Juliette, la protagonista. In questo libro l’abbiamo vista in tutte le sue fragilità. La Mafi la descrive in modo molto toccante e sincero, piano piano ci fa scoprire tutta la psicologia di questo personaggio, fragile, terrorizzato dalla vita e soprattutto privo di ogni genere di affetto. Juliette è una ragazza che non riesce a fidarsi nemmeno di se stessa, non ha alcun controllo sul suo potere e questa cosa la terrorizza più di qualsiasi altra cosa, lei non vuole fare del male, non vuole per nessuna ragione al mondo eppure la vogliono utilizzare come strumento di tortura per i prigionieri. Ma chi è che vuole fare di lei una macchina da guerra?

Ed ecco qui spuntare uno dei personaggi che secondo me ci darà più soddisfazioni di tutti. Warner, figlio del capo della Restaurazione, la vuole, dalla prima volta che l’ha osservata all’interno di quella cella buia, la desidera per lui, non solo per il suo straordinario potere, lui ne è affascinato, da tutta quella fragilità, da tutta quella solitudine che Juliette prova, forse perché è la stessa che prova lui stesso. È davvero strabiliante il modo in cui la Mafi sia riuscita a caratterizzare questo personaggio, non sai se volerlo uccidere per come si comporta e per ciò che fa, oppure provare pena per il suo animo tanto fragile quanto corrotto. Warner è un non-so-che di malvagio e allo stesso tempo buono, è una persona instabile, come anche la protagonista, sembrano quasi due facce della stessa medaglia. Se da un lato Warner mostra soltanto il suo lato cattivo e corroso, Juliette non riesce a non mostrare le sue debolezze, però dentro di sé ha un coraggio che nessuno riesce a eguagliare, e lo vedremo nel corso del libro. Juliette subisce una sorta di rinascita, come una stupenda fenice, risorge dalle sue ceneri e trova il coraggio che prima d’ora non aveva mai avuto.

Appena finito Shatter me, buttatevi sulla prima novella perché vi farà apprezzare molto di più la storia. Destroy me è narrata dal punto di vista di Warner, e riusciamo a comprenderlo, non dico interamente, però apre la porta a molte conclusioni e, cosa molto interessante, è stato leggere di Warner che leggeva il taccuino di Juliette e soffriva insieme alle sue parole. La novella mi è piaciuta più dell’intero libro. Non fatevela scappare.

“L’amore è un bastardo senza cuore. E io sto diventando pazzo”

Una cosa che ho apprezzato moltissimo è lo stile con cui la Mafi ha scritto, che secondo me ha rappresentato perfettamente la personalità contorta di Juliette, pieno di metafore, pieno di parole ripetute e parole barrate.

NON SONO PAZZA 

Voto: 3,5 Shatter me/ 4,5 Destroy me


Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

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