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martedì 14 novembre 2023

Review Party: "Lavinia" di Ursula K. Le Guin

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un altro libro bellissimo letto negli ultimi giorni, Lavinia, di Ursula K. Le Guin, ritradotto e pubblicato in nuova veste da Oscar Mondadori. Era da un po’ che non mi concedevo un retelling, ma non potevo proprio dire di no a Le Guin, un’autrice che amo tantissimo.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Lavinia
di Ursula K. Le Guin

Prezzo: 7,99 € (ebook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 312
Genere: retelling, mitologia, narrativa storica
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Unica figlia del re latino, la giovane Lavinia è corteggiata da Turno, re dei Rutuli. Il suo destino però è quello di sposare il principe esule venuto dall'Oriente, Enea, e da lui generare una stirpe che governerà il mondo. Un legame da cui nascerà un impero, ma al prezzo di un conflitto sanguinoso. Nonostante sia un personaggio cruciale nell'Eneide, in tutto il poema Lavinia non pronuncia una sola parola. Duemila anni dopo, finalmente Ursula Le Guin restituisce la voce alla principessa italica. Prendendo in mano la propria sorte, la giovane svela ciò che Virgilio ha taciuto: la storia della sua vita, l'amore della sua vita. Lavinia è una rilettura attuale ed emozionante degli ultimi sei libri dell'Eneide: un romanzo di austera bellezza che, come la migliore epica classica, parla di guerra e di passioni, intessendo un racconto ricco di dettagli e immaginazione, premiato con il Locus nel 2009.

Ultimamente i retelling dedicati a personaggi storici famosi, tratti dalla mitologia greca o da classici famosi, si sprecano. In questa vastità di testi, che spesso e volentieri sono scritti per seguire una moda e che poco apportano realmente a noi lettor*, emerge un libro come Lavinia, che vide la luce nel 2008 per la prima volta e che quindi può definirsi precursore di moltissimi retelling più moderni. Ursula K. Le Guin, però, precorritrice si può dire ci sia nata. Qualunque cosa lei abbia scritto anticipa i tempi e si impone come caposaldo per le tendenze future. Anche Lavinia dimostra quanto l’autrice sia geniale, perché la sua protagonista non è il genere di protagonista che si trova solitamente in un retelling, o almeno non i quelli moderni che ho avuto modo di leggere. Innanzitutto Le Guin ha scelto di dar voce a chi una voce non l’ha mai avuta, quanto meno nella storia che ce l’ha fatta conoscere. Lavinia non è che una comparsa nell’Eneide, a lei il poeta dedica pochissime righe e questo la Lavinia di Le Guin non lo trova giusto. Ecco perché decide di farsi sentire, di farsi conoscere, non senza che questo comporti un senso di colpa in quel poeta che così poco spazio le donò nella sua opera, nonostante ne meritasse di più. Quindi partiamo proprio con la scelta di una figura non tra le più gettonate e questo già per me è un punto a favore per l'autrice, non solo per il coraggio ma anche per il lavoro sicuramente impegnativo che ne consegue.

In questo libro seguiamo la vita di Lavinia, figlia di Latino, re dei Latini, sin dalla sua infanzia, una vita costellata di gioie, dolori, preghiere, trepidazione, tormenti dell’anima, amicizia, amore e molto altro. L’autrice ci lascia entrare nella realtà di questa donna senza troppa fatica, con uno stile chiaro, potente, sublime, e ripercorriamo le gesta di un personaggio di cui davvero poco si conosce, un personaggio che Le Guin ha potuto plasmare, ma senza mai snaturarlo. Lo ha fatto dandole dignità, rendendolo sempre credibile, mai sopra le righe, illogico o capriccioso. Lavinia è una giovane che conosce il suo ruolo, che attende di vivere le esperienze per saggiarne il sapore, che si comporta esattamente come si comporterebbe una donna del suo tempo. Questo però non significa che sia antiquata, anzi! Lavinia è anche una fanciulla che, nonostante il ruolo che riveste, nonostante i numerosi doveri che conosce fin troppo bene, vuol distaccarsi dall’immagine di donna riservata, silenziosa e succube, e quindi impara ad agire, a prendere in mano le redini della sua vita, a farsi sentire e rispettare, soprattutto da quel poeta che tanto l’ha bistrattata

Sarà l’incontro con lo spirito di questo, però, a darle annuncio del suo destino, quello che lei abbraccerà quando Enea, fuggito da Troia, sbarcherà nel Lazio e a lei si legherà in matrimonio. Un legame, il loro, al quale lei non opporrà resistenza, affascinata dalla purezza del cuore di Enea, che non ci viene mostrato come un eroe arrogante e tronfio ma come un uomo nobile, generoso e coraggioso, l’uomo ideale per affiancare Lavinia lungo il suo percorso, sebbene non per molto. Consapevole lei di meritare più di quanto il poeta Virgilio le ha concesso, userà la sua voce per farci conoscere la sua terra, i suoi segreti, i suoi sentimenti, lasciandoci di volta in volta senza parole, perché davvero come si può trovarle dinnanzi alla genialità di un personaggio del genere e dell'autrice che le ha concesso una nuova possibilità?

Lavinia è una storia che ha tanto da regalare, non emozioni artificiose, non passioni travolgenti come vanno di moda per adesso, ma emozioni autentiche, semplici, sane. È palese il lavoro incredibile fatto dall’autrice per rendere omaggio a Lavinia, una ricerca senza dubbio puntigliosa e attenta per dar vita a un personaggio oscurato dal tempo ma decisamente degno di nota, che qui riacquista tutta la sua dignità e con fierezza sbaraglia personaggi che parlano di ideali femministi ma che poi non li rappresentano appieno. Lavinia lo fa. Lo fa con la sua genuinità, con la sua verità, con la forza del suo carattere. Sono stata contenta di leggere questo romanzo, di aver avuto ancora una volta prova del magnifico talento di Ursula k. Le Guin, autrice dalla penna raffinata e piacevole come poche. Se cercate un retelling davvero valido, uno che si distingua a mani basse dalla massa, uno che possiate leggere senza sbadigliare ogni secondo, uno che vi affascini dalla prima all’ultima parola, beh, dovete dare una chance a Lavinia. Probabilmente non troverete nulla di simile in giro, io quanto meno non ho ancora avuto modo di leggere retelling che si facciano apprezzare quanto questo. E poi, dovete saperlo, Ursula Le Guin è sempre una garanzia ;)
Fonte immagini: Pinterest

martedì 30 marzo 2021

Recensione: "Agata e pietra nera" di Ursula K. Le Guin

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi vi parlo di un romanzo piccolino ma tanto bello. Si tratta di "Agata e pietra nera", di Ursula K. Le Guin, scoperto un po’ per caso, acquistato su fiducia e amato immensamente.
Ursula K. Le Guin è un’autrice immensamente nota e pluripremiata, soprattutto per le sue opere di fantascienza e fantasy. Agata e pietra nera è un libro per ragazzi, uno dei tanti romanzi dell’autrice che ci permette di conoscerla meglio e ammirarne il talento. Si tratta di un romanzo breve, eppure molto intenso, in cui si parla dell’adolescenza, della fatica di diventare adulti, del rapporto con la famiglia e le sue aspettative, ma si parla anche di vita, ambizioni, e del sottile confine che separa l’amicizia dall’amore.

Agata e pietra nera
di Ursula K. Le Guin


Prezzo: 9,90 euro (cartaceo)
Pagine: 95
Genere: narrativa, ragazzi, young adult
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 25 Giugno 2015

Owen e Natalie non si sono mai parlati. Si incontrano per caso sull'autobus che li riporta a casa da scuola. Owen ha diciassette anni e fino a quel momento non è mai riuscito a comunicare davvero né con i suoi coetanei né con i genitori. Detesta il gruppo dei ragazzi, ma in primo luogo detesta se stesso. Per lui Natalie rappresenta un punto di svolta non programmato, in positivo. Lei è più grande e sogna di diventare compositrice. Tra i due ragazzi nasce un legame speciale, che matura nel corso dei mesi, fino all'apice, così coinvolgente e gratificante che loro stessi faticano a definirlo. E allora, nel momento in cui ciascuno prova a dare un nome preciso ai sentimenti, che il gioco del conoscersi si arresta.

<<Non parlammo dei nostri problemi, o dei genitori, o di automobili, o delle nostre ambizioni. Parlammo della vita. Decidemmo che non ha senso chiedersi qual è il significato della vita, perché la vita non è una risposta, la vita è una domanda, e tu, proprio tu, sei la risposta>>.

Cosa aspettarsi da un romanzo di 95 pagine? Solitamente non amo i romanzi brevi perché non sempre riesco a trovare in così poco spazio una storia appassionante o con protagonisti ben definiti, ma Agata e pietra nera è stato da subito una sorpresa. In realtà, non potevo aspettarmi di meno da un’autrice del calibro di Ursula K. Le Guin che, in questo libricino piccolo piccolo, è riuscita a condensare un sacco di cose, riuscendo anche a farmi emozionare. Owen e Natalie sono due giovani nei quali è facile rispecchiarsi. Sono due adolescenti che, in qualche modo, si sentono lontani e diversi dai loro coetanei. Owen per tanto tempo ha cercato di omologarsi agli altri, di essere come i suoi compagni, ha provato ad essere estroverso, un “bravo ipocrita” che segue il gregge, ma senza mai riuscire a imbrogliare nessuno. A lui non interessa essere come loro, né essere realmente accettato da loro. Ha una sua personalità, ama leggere, ama la scienza, ama cose che i ragazzi della sua età, di solito, rifuggono, ma continua a impegnarsi. Ci prova, manda giù, accetta le cose in silenzio, non fa discussioni. Gli manca il coraggio di essere fino in fondo se stesso, fiero di essere diverso, di avere delle proprie idee, dei propri gusti. Neanche con i suoi genitori riesce ad essere sincero. Suo padre gli compra la macchina ma lui non la usa, continua ad andare a scuola a piedi, o in autobus, o in bici. Con i soldi di quell’”aggeggio”, come lo chiama lui, avrebbe preferito pagarsi l’università dei suoi sogni, non quella che la madre vuole che prenda. Ma lui non gliel’ha mai detto che in quella scuola non vuole andarci e non sa come dire al padre che a lui le auto non interessano, perché lui non è il tipico ragazzo americano a cui piacciono le auto. 
Un giorno sull’autobus si imbatte in Natalie e, senza capire perché, non riesce proprio ad ignorarla, e la saluta. Iniziano così a parlare del più e del meno in una maniera insolita per entrambi. Quello è solo l’inizio di un rapporto che andrà rafforzandosi giorno dopo giorno, di un’amicizia che li porterà a conoscersi sempre più profondamente, così tanto che, alla fine, Owen deciderà di essere innamorato di quella ragazza. Ma è davvero amore quello che li unisce? Ci può essere amicizia tra uomo e donna senza che il sesso comprometta ogni cosa? I due protagonisti di questa storia ce lo faranno scoprire. Ci faranno scoprire quanto siano simili due sentimenti tanto forti e quanto sia facile confonderli. Ma ci faranno anche scoprire molto altro. Entreremo nelle loro vite così ermetiche, apprezzando quanto sia importante la sincerità, non solo verso gli altri ma principalmente verso noi stessi. Quanto sia importante lottare per raggiungere i nostri obiettivi anche quando questi ci sembrano lontanissimi. Natalie è una ragazza dedita alla musica, una creatura fatta di musica. La musica è tutto il suo mondo e l’unico modo in cui riesce a esprimersi è attraverso essa. Owen è introverso, ma sarà solo grazie a Natalie che riuscirà ad aprirsi un po’ di più e imparerà a capirla, a sentirla, a vederla davvero, proprio tramite la sua musica. Da un lato abbiamo un ragazzo chiuso in se stesso che non riesce ad essere come gli altri ma neanche ad essere come vuole. Da un altro, una ragazza che non è abituata a socializzare, né a ridere, perché è concentrata solo sulla musica. Essendo una donna e volendo diventare compositore, sa che deve faticare il doppio di un uomo per arrivare a realizzare il suo sogno. Non c’è spazio per nient’altro. Sono due anime solitarie, travagliate, che nel loro incontro trovano il modo per capire, invece, che c’è altro, che la vita è fatta di molte cose da apprezzare e di cui godere
Discutono tanto sulla vita loro due. Discutono di un sacco di cose e riflettono anche su quello strano rapporto che li lega. Che sia amicizia o amore una cosa è certa: non possono che stare insieme, perché insieme stanno bene e perché insieme è molto meglio che soli. Agata e pietra nera è una storia che ha tanto da dire e io, in realtà, non vi ho parlato abbastanza di tutto ciò che racchiude (ma spero vogliate leggere questo libro per scoprirlo da soli). Tematiche femministe (care alla Le Guin), riflessioni sulla fatica di crescere, la ricerca di un’identità, il perseguimento dei propri obiettivi nonostante le difficoltà della vita. Ma anche il rifugiarsi in luoghi che fanno bene all’anima, che siano reali o fittizi. L’importanza dell’onestà, il significato dell’amicizia in tutte le sue accezioni. Il desiderio di integrarsi. La fatica nel comunicare con i genitori. La voglia di affermarsi. Ci sono veramente valanghe di tematiche su cui soffermarsi. Questo libro è una piccola perla, un gioiellino sconosciuto ai più, ma che spero da oggi possa essere un po' meno sconosciuto. Lo consiglio ai ragazzi perché parla a loro e come loro, lo consiglio ai grandi per ritornare a sentirsi un po’ ragazzi. Lo consiglio a chiunque ha paura di mostrarsi per ciò che è, per ciò che ama. Essere se stessi fino in fondo è l’unica cosa che può far star bene davvero.

Voto: 4,5 per un romanzo breve ma pregno di significato.

A presto!
xoxo

sabato 22 giugno 2013

In libreria: "La soglia" di Ursula Le Guin

Cari caffeinomani,
vi presento un romanzo di un'autrice che, chi mi conosce bene, sa quanto ammiri. Lei è Ursula Le Guin, regina di romanzi fantasy e di fantascienza (a giorni la recensione del suo Paradisi Perduti), che torna in libreria con La soglia, dopo circa 30 anni, in una nuova traduzione.

<<Un fantasy magico, lirico ed eccezionalmente ben scritto.>>
TIME MAGAZINE

La soglia
di Ursula Le Guin


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 240
Editore: Gargoyle (collana Books)
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 20 Giugno 2013

Irene e Hugh provengono entrambi da famiglie disastrate. Lei deve subire i maltrattamenti di un patrigno alcolizzato e violento, mentre lui non sopporta l’invadenza di sua madre. Ma un giorno, per caso, scoprono la soglia, un passaggio segreto che conduce in un mondo dove le leggi spazio-temporali sembrano non esistere. Hugh e Irene non sanno come o perché abbiano accesso a questo luogo incantato, sperduto tra i boschi, sanno solo che ogni volta che vi si rifugiano, trovano la pace, sfuggendo così agli opprimenti problemi della vita reale. Mentre Irene, però, non sempre ha il potere di entrarvi, Hugh invece perde spesso la strada per uscirne. Così, dopo la diffidenza iniziale, i due decidono di incamminarsi insieme verso Tambreabrezi, la mitica città del Nord, per salvare i suoi abitanti da un destino ignoto e terribile. In questo modo – e lasciandosi travolgere da un’improvvisa passione – impareranno ad affrontare le difficoltà della crescita e a sciogliere quei vincoli che imprigionano le loro vite nella dimensione reale, per approdare a una nuova libertà.

Considerato un classico della fantascienza contemporanea, La Soglia di Ursula K. Le Guin (titolo originale The Beginning Place, 1980) ancora oggi, dopo trent’anni circa dalla sua prima pubblicazione, continua a sorprendere per la forte carica evocativa. Con il suo inconfondibile stile e un registro fiabesco capace - a tratti – di sfiorare la poesia, in questo romanzo la scrittrice americana presenta già in embrione tutte le caratteristiche del suo universo letterario e fantastico: il viaggio in un mondo incantato, che fuori di metafora diventa una vera e propria fuga dei due ragazzi dalle difficoltà della vita reale, la contrapposizione fra due dimensioni spazio-temporali, l’esplorazione dell’inconscio e dell’altro da noi, il rapporto uomo-donna. I temi cari alla letteratura utopica angloamericana si innestano in un’analisi delle dinamiche della società contemporanea e si fanno pretesto narrativo per indagare le profondità più recondite dell’essere umano, con le sue paure e debolezze, ma anche con le passioni e le speranze più pure e vitali.

L'autore

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929) è una delle scrittrici più rappresentative e di successo della letteratura internazionale. Tra i molti riconoscimenti, il National Book Award, 5 premi Hugo, 5 premi Nebula, il Kafka Award; l'autrice, inoltre, è stata finalista al Pulitzer Prize e all'American Book Award. Nota soprattutto per le sue opere narrative in campo scientifico e fantastico, grazie alla profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo al pacifismo, dal socialismo all'anarchismo passando per le questioni razziali, i suoi romanzi sono conosciuti e apprezzati ben oltre i tradizionali confini del genere. Quasi tutti i suoi libri sono diventati dei best-seller internazionali, tradotti in più di 16 lingue e sempre ripubblicati nel corso degli anni. Tra i più importanti ricordiamo La mano sinistra delle tenebre, Il mondo della foresta e I reietti dell'altro pianeta. Dal terzo e quarto libro della fortunata serie di "Earthsea" (1968-1972) è stato tratto, nel 2005, il film di animazione I racconti di Terramare diretto da Goro Miyazaki, figlio del maestro Hayao Miyazaki. In Italia la Le Guin è stata pubblicata da Mondadori, Tea, Nord e Cavallo di Ferro.


Davvero molto interessante, non trovate?
xoxo




giovedì 7 febbraio 2013

Anteprima: "Paradisi Perduti" di Ursula K. Le Guin

Eccomi con un'anteprima davvero interessante! 
Non so se conoscete l'autrice Ursula K. Le Guin (La leggenda di Earthsea), dal talento strepitoso e dalla creatività indescrivibile. Scrive di fantasy e fantascienza così come noi scriveremmo un bigliettino d'auguri... Ebbene, a febbraio sarà in libreria con un nuovo capolavoro, "Paradisi perduti". Io me ne sono già innamorata, voi invece cosa ne pensate?
In vendita su Delos Store intorno al 10 febbraio, in libreria dal 20 (in ebook negli stessi giorni).

<<Evocativo, preziosamente rifinito e scritto con grande poesia.>>
PUBLISHERS WEEKLY

Paradisi Perduti
di Ursula K. Le Guin


Prezzo ebook: 5,99 euro
Prezzo cartaceo: 11,80 euro
Pagine: 144
Editore: Delos Book (collana Odissea Fantascienza)

Sono passati centoventi anni dalla partenza dalla Terra, e ne mancano ancora più di quaranta all’arrivo a Nuova Terra, il pianeta che, si spera, potrà ospitare la prima colonia umana fuori dal sistema solare. L’astronave è gigantesca. La vita a bordo delle migliaia di esseri umani è perfettamente programmata, per conservare l’equilibrio sociale, biologico, ecologico, genetico. Ma ora, alla quinta generazione nata in viaggio, sta accadendo qualcosa di imprevisto: molti semplicemente non vogliono arrivare a destinazione. La vita sull’astronave è perfetta, perché lasciarla per un futuro incerto su un ignota palla di polvere? Ma il conflitto tra chi vuole portare a termine la missione e chi vuole continuare il viaggio all’infinito non è l’unica crisi che mette in crisi la missione. I navigatori della nave sono a conoscenza di un segreto che potrebbe far precipitare gli eventi con risultati imprevedibili.

L'autore

URSULA KROEBER LE GUIN è una delle principali autrici viventi di fantascienza e fantasy. Nata a Berkeley nel 1929, figlia di un importante antropologo e di una scrittrice di fiabe, iniziò a scrivere fantascienza fin dalla tenerissima età. Laureata in storia della letteratura francese e del Rinascimento italiano, ha vissuto per anni a Parigi e conosce bene la nostra lingua. Tra gli anni Sessanta e Settanta pubblica i suoi maggiori capolavori di fantascienza: La mano sinistra delle tenebre (1968) e I reietti dell’altro pianeta (1973), che vincono entrambi il premio Hugo e il premio Nebula, e Il mondo della foresta (1973),  premio Hugo. Vince altri due premi Hugo nel 1973 con il racconto seminale Quelli che si allontanano da Omelas e nel 1988 con Le ragazze bufalo.  Parallelamente scrive anche fantasy, con la trilogia (in seguito estesa con altri libri) del Mago di Earthsea, o di Terramare come vuole la traduzione più recente dopo l’uscita del film di Goro Miyazaki I racconti di Terramare, ispirato ai romanzi. Nel 1997 è stata finalista al premio Pulitzer.

Dal romanzo Paradisi perduti il compositore Stephen Andrew Taylor ha tratto un’opera che ha debuttato nell’aprile del 2012.


Vi piace questa anteprima?
Incuriosisce anche voi questo bel romanzo della grande Ursula K. Le Guin? (si capisce che sono una sua fan, vero?:P )


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