coffee_books
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post

giovedì 25 settembre 2025

Booktour: "Avvento nella Radura Incantata" di Antonella Arietano - intervista all'autrice

Buongiorno, lettor*!^^
Oggi anticipiamo un pochino la stagione invernale (un pochino tanto :P) perché il blog partecipa al Booktour di un’uscita molto speciale. Si tratta di un libro per bambini - in realtà, adatto a lettor* di ogni età – che ci fa pregustare la magia del Natale insieme a delle meravigliose creature, le creature della Radura Incantata. Artefice di questo progetto è Antonella Arietano, che ci regala quattro racconti preziosi e, in più, ci accompagna in un Avvento un po’ diverso dal solito, che scoprirete solo alla fine della lettura del volume. Vi parlerò meglio del libro in una recensione più avanti, ma intanto oggi potete già scoprire alcuni dettagli e conoscere l'autrice, perché ho avuto il piacere di intervistarla.
Non perdete nessuna tappa del Booktour organizzato da Ultime dai libri. Avvento nella Radura Incantata esce oggi ed è già disponibile su Amazon.

Avvento nella Radura Incantata
di Antonella Arietano, illustrazioni di Carlotta Marricco

Formato: brossura
Misure: 22 x 22 cm
Pagine: 74
Prezzo: 15,50 € (cop. flessibile)
Genere: narrativa per l'infanzia, racconti illustrati
Data di pubblicazione: 25 settembre 2025
Link per l'acquistoAmazon

Nella Radura Incantata le Streghe del Nord si preparano ai festeggiamenti natalizi, ma imprevisti e misteri non mancano: la Strega della Fonte deve risolvere l’enigma del Fiume Canterino, che ha smesso di scorrere; le streghe Priscilla e Drusilla devono aiutare il gigante Gedeone, che rischia di restare senza albero di Natale; il folletto Martin sogna di incontrare finalmente il suo famiglio; e un ospite inatteso semina lo scompiglio nel Villaggio delle Streghe del Nord. Quattro avventure piene di sorprese, illustrate a colori, che culminano in un finale capace di scaldare il cuore. Ad arricchire l’esperienza, un calendario dell’Avvento online accessibile tramite QR code, che rende la lettura ancora più coinvolgente e interattiva.

L'autrice

Antonella Arietano
è nata nel 1980 e vive in un piccolo paese vicino a Lugano, in Svizzera, con i suoi quattro figli e il compagno. Insegna alla scuola dell’infanzia, in una sezione inclusiva. Appassionata di folklore e magia, colleziona albi illustrati e sogna un viaggio in Scozia. Dal 2015 porta avanti il progetto Fata in Fabula, dedicato a genitori e bambini con un focus sulle fiabe e la lettura. Ha pubblicato con Triskell Edizioni I Talenti delle Fate, AmberL’isola perduta e Cuore. Con Ali di farfalla ha esplorato la narrativa contemporanea, mentre nel 2021 ha autopubblicato la novella Ruadh breagh – ogni scelta ha un prezzo, retelling de La Sirenetta. Per i bambini ha scritto il racconto Di che cos’hai paura?.


INTERVISTA all'autrice di “Avvento nella Radura Incantata”

Buongiorno Antonella e benvenuta sul blog. È un piacere averti qui :)
- Cosa ti ha spinta a dedicarti alla narrativa per l’infanzia? Come nascono i tuoi progetti Fata in fabula e La Radura Incantata?

Grazie Francesca, sono felice di poter parlare del mio libro e ti ringrazio per questo spazio!
Sono un'insegnante di scuola dell'infanzia appassionata di fiabe classiche, colleziono albi illustrati e sono una scrittrice: un connubio perfetto per dare vita ai miei progetti, incentrati sulla lettura con i bambini e sulla magia! :)
Fata in Fabula nasce per supportare chi si occupa di bambini nel compito (non sempre facile ma bellissimo) di appassionare i piccoli al mondo delle fiabe e dei libri. 
La Radura Incantata invece è la naturale evoluzione del mondo che ho creato scrivendo i racconti raccolti nel libro "Avvento nella Radura Incantata". Ho realizzato tre di queste storie per Fata in Fabula, anni fa, e poi ho deciso di farne qualcosa di speciale, che potesse valorizzarle, perché le trovavo davvero belle. Ho quindi pensato di realizzare un libro illustrato. Ho scritto la quarta storia (che è poi la prima del volume) e ho contattato un'illustratrice che potesse dare vita ai miei personaggi. Nel frattempo ho ampliato la mia idea di partenza e ho reso la Radura Incantata un vero e proprio mondo magico, con altri libri in arrivo e un sito tutto suo!

- Come è stata la collaborazione con Carlotta Marricco, l’illustratrice del tuo libro Avvento nella Radura Incanta?

È stata un'esperienza arricchente, uno scambio regolare di idee e immagini. Carlotta è una persona molto tranquilla e paziente, l'ideale per me che, quando sono sotto pressione, tendo ad agitarmi. È sempre stata molto disponibile nell'accogliere i miei spunti e ha saputo vedere ciò che desideravo per il mio libro, talvolta prima di me! Le sono grata per aver dato corpo ai miei personaggi, adoro le sue illustrazioni!

- Che rapporto hai tu con il Natale e in che modo lo aspetti?

Adoro il Natale! Ogni anno lo aspetto con un pizzico di quella magia che è ancora la stessa di quando ero bambina. Ho come l'impressione che ogni Natale sia la somma di tutti i miei Natali, per cui ogni anno vado alla ricerca di ricordi, sensazioni, profumi e sapori che mi portano a riscoprirli e riconoscerli. C'è un che di nostalgico in questo, ma sono emozioni che amo molto e che desidero conservare. Poi certo, ogni Natale c'è la gioia di festeggiare con la mia famiglia, e avendo ancora bimbi piccoli siamo ancora alle prese con il lato infantile e giocoso delle feste!

- Se vivessi anche tu nella Radura, che creatura saresti e quale sarebbe il tuo incantesimo preferito?

Che bellissima domanda! Sarei una Strega, adorerei abitare in una casetta di legno col caminetto e le tendine di pizzo! Il mio incantesimo più riuscito sarebbe quello di poter conservare e mostrare i ricordi belli. Metterei ogni ricordo in una boccetta, cosicché il proprietario possa riviverlo ogni volta che ne sente il bisogno. 

- Qual è il personaggio, tra tutti quelli dei racconti presenti nel libro, che ti è più affine?

Penso Strega Drusilla, che ha un temperamento simile al mio. È attiva e le piace darsi da fare, ama le decorazioni stagionali e non si tira indietro quando c'è bisogno di aiuto. Quando è di cattivo umore, però, diventa difficile, lo sa bene il suo gatto Nefasto! E anche a casa mia, tutti sanno che è meglio starmi lontano quando ho un diavolo per capello!

- Quali sono i messaggi fondamentali che vuoi arrivino ai lettori delle tue storie?

Vorrei che passasse soprattutto il concetto che ciascuno è particolare a modo suo, e tutti finiscono per avere un ruolo determinante, in un modo o nell'altro, che impatta sulle loro vite e su quelle dei loro amici. Sento molto il tema dell'inclusione e della collaborazione, mi auguro che questo traspaia dalle pagine e possa essere d'ispirazione. Vorrei infine che i miei personaggi potessero mostrare ai più piccoli che la magia consiste anche nelle piccole cose: un sorriso al momento giusto, una parola gentile, un pensiero carino per qualcuno... E che capissero che è importante anche dare, non solo ricevere.

- Quali sono i tuoi progetti futuri? Pensi di scrivere un romanzo lungo sempre ambientato nella Radura Incantata?

Un romanzo lungo non è in programma, al momento, però posso dirti che ho in animo di scrivere altri racconti, ispirandomi alle celebrazioni della Ruota dell'Anno celtica. A tal proposito, è in arrivo a ottobre una storia nuova incentrata su Samhain/Halloween, sempre con le illustrazioni di Carlotta. E poi, ho inserito sul sito un form per iscriversi alla Gazzetta Incantata, ovvero una newsletter con curiosità e notizie magiche dalla Radura. Giusto per non perdersi nulla!

Grazie mille per la tua disponibilità e per le risposte alle domande. Un in bocca al lupo per i tuoi bellissimi progetti! <3

Grazie mille Francesca, viva il lupo!


sabato 27 agosto 2022

Recensioni: "Creature luminose" di Shelby Van Pelt (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno e buon weekend, lettor*!
Oggi la nostra Ms Rosewater ci parla di Creature luminose, di Shelby Van Pelt, un romanzo uscito non molto tempo fa per Mondadori, che ha per protagonista un polipo. Scoprite di più nella sua recensione e lasciateci un commento. A presto! ;)

Creature luminose
di Shelby Van Pelt

Prezzo: 11,99 € (eBook) 22,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 396
Genere: narrativa contemporanea
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 28 giugno 2022

Tova Sullivan lavora per l'Acquario di Sowell Bay, una tranquilla cittadina nei pressi di Seattle: pulire i pavimenti durante le ore serali in compagnia delle creature che si muovono silenziose nelle vasche la aiuta a combattere la solitudine dopo la scomparsa di suo figlio Erik, quando era solo un ragazzo. La principale attrazione dell'acquario è Marcellus, un polpo gigante del Pacifico, che dalla sua vasca sembra osservare attento ogni mossa di Tova. Una sera, mentre sta passando lo straccio nell'ufficio del personale, Tova scorge Marcellus impigliato nei fili della corrente e delicatamente cerca di liberarlo. Mentre si domanda come abbia fatto a uscire dalla teca, il polpo stende un tentacolo verso di lei, come per abbracciarla. In quella creatura dotata di tre cuori e di un'eccezionale intelligenza, la donna trova inaspettatamente qualcuno che le assomiglia e la comprende: i due stringono una bizzarra amicizia fatta di complicità e gesti silenziosi. Le cose cambiano quando Tova per un infortunio viene sostituita da Cameron, un giovane appena giunto in città alla ricerca del padre biologico. Marcellus non tarda a capire che i due sono legati da qualcosa, e il suo straordinario intuito lo spinge a intervenire. Un esordio folgorante e commovente, che insegna come a volte guardare al passato possa aiutarci a costruire un futuro diverso. Un'amicizia capace di spezzare la più dura delle solitudini. La corrispondenza misteriosa di due anime speciali, creature imperfette e per questo incredibilmente luminose.

Dalle storie di Esopo all'Odissea, passando per le favole classiche, gli animali sono da sempre presenti nella letteratura, e da sempre mostrano agli uomini parti di loro che sembravano ignorare o vengono utilizzati per incarnare virtù, difetti e paure. Con la modernità sono diventati personaggi centrali quasi esclusivamente nei libri per ragazzi, anche se molti scrittori hanno dedicato loro dei lavori interessanti, una per tutti Doris Lessing, grande amante dei gatti.

Anche se molti umani continuano purtroppo a considerarli (secondo una visione ottocentesca, ancora presente) senza raziocinio, gli animali hanno una vita emotiva, sono intelligenti, capaci di risolvere problemi e amare (e anche se così non fosse, sarebbero comunque degni di maggiore rispetto). I polipi, in particolare, sono creature abilissime e dall'intelligenza sorprendente.

L'idea di un protagonista animale (o vegetale, come nel caso di The Island of the missing trees, recensito qualche tempo fa su questo blog) è sempre affascinante, mettersi nei panni di qualcuno che - con tutta probabilità - pensa in modo diverso da un essere umano, ha differenti priorità e desideri, è una sfida per qualsiasi scrittore. Non potevo quindi resistere a un romanzo destinato a un pubblico adulto (ma secondo me adatto anche a ragazzi delle scuole medie e superiori), con protagonista un polipo.

Si chiama Marcellus, vive nell'acquario di Sowell Bay, una cittadina vicino a Seattle e, oltre a essere intelligente, è temerario: ha scoperto come evadere dalla propria vasca e girare - col favore delle tenebre - per l'acquario, alla ricerca di bocconcini gustosi; ma la sua vita notturna è talvolta pericolosa e proprio durante una delle sue fughe, quando le cose per lui si stanno mettendo male, incontra Tova, un'anziana donna delle pulizie che lo aiuta a tornare sano e salvo nella sua vasca.

Da qui, due individui non inclini alle smancerie, che vivono addirittura in mondi diversi, costruiscono un'amicizia profonda e silenziosa che sfugge ai riti sociali umani, gli stessi a cui Tova partecipa con un po' d'insofferenza, forse grazie alle sue origini svedesi che la rendono una donna pratica e pragmatica, incapace di stare ferma, precisa e poco incline a mostrare i propri stati d'animo.
Questo presente, costruito su un passato di terribile dolore, è il punto da cui si dipana la storia, allungandosi dallo stato di Washingotn fino in California, a Modesto, dove il giovane Cameron cerca di sopravvivere ai propri fantasmi, al proprio dolore. Lentamente i personaggi si avvicinano e le due vicende diventano una sola, in cui determinante sarà proprio il lavoro di Marcellus.

Che si tratti di un'opera prima è evidente da diversi elementi: lo stile ammiccante (troppo per i miei gusti) e qualche volta inutilmente prolisso, una certa confortevole prevedibilità, soprattutto dopo la metà del romanzo, che lo potrebbero penalizzare presso un pubblico adulto più smaliziato e cinico. Non mancano però elementi di originalità degni di apprezzamento: a parte la bellissima copertina che attira immediatamente, la scelta di due protagonisti anomali, un polipo e una donna anziana, entrambi con un passato difficile e un futuro evidentemente limitato; la storia segreta (anche per lui) di Cameron e come viene pian piano svelata al lettore, il lasciare qualche mistero insoluto pur chiudendo diligentemente (puntigliosamente) tutte le questioni in sospeso, l'attenzione alla vita degli anziani (che sono la maggioranza dei personaggi) descritta da vari punti di vista e che non è sempre un momento di tramonto e depressione, qualche colpo di scena e il bar Umbra Lumi.

Shelby Van Pelt è stata molto brava a costruire i caratteri dei propri protagonisti, Tova, Cameron e il mio preferito, Marcellus, sono tra gli elementi più riusciti del romanzo, e anche se nelle ultime pagine il punto di vista del polipo ha meno spazio e sembra perdere il suo carattere originale per scivolare in un linguaggio molto, molto umano, rimane lui il vero protagonista. Intorno al terzetto si accalca una folla di caratteristi, dalle anziane amiche di Tova, “Le Mezze Calzette”, tra le quali riconosciamo la sveglia, la sardonica, la saggia e la sensibile, Ethan, il proprietario del supermercato di Sowell Bay, scozzese amante del rock del secolo scorso, e così via. Sono personaggi secondari, quasi delle funzioni (Ethan è il più incisivo) che servono a portare avanti la vicenda, ognuno segue il proprio tragitto, a volte prevedibilmente, mettendo in scena, come in un diorama, la vita della piccola città di mare in cui il destino si compie e il passato viene svelato.

Marcellus è però quello che vi porterà a proseguire la lettura, anche quando potreste trovarvi a storcere il naso per qualche passaggio imperfetto, sarà lui a trascinarvi e convincervi che vale la pena di seguire la sua storia fino alla fine, perché è proprio nel suo carattere e nel rapporto con Tova che risiede il vero fascino e la vera novità di questo libro.

E chissà, coi prossimi romanzi Shelby Van Pelt potrebbe crescere molto e far sua la lezione dei suoi protagonisti. Glielo auguro.

In fondo al mar, in fondo al mar...

Per chi avesse voglia approfondire l'intelligenza dei polipi Adelphi ha pubblicato il volume Altre menti di Peter Godfrey-Smith.
Anche Temple Grandin ha scritto molto di animali, e del funzionamento della loro mente. Tra i suoi titoli La macchina degli abbracci e Gli animali ci rendono umani.
Ms Rosewater


Photo credit: @lisapavesi

venerdì 26 agosto 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Osso. Anche i cani sognano" di Michele Serra (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Oggi, come ogni venerdì, un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata a bambini e ragazzi. Anna ci parla di Osso. Anche i cani sognano, una storia delicata di amicizia tra un uomo e un animale, una storia indimenticabile e magnificamente illustrata. Scopritela nella recensione e fateci sapere il vostro pensiero. A presto! 

Osso. Anche i cani sognano
di Michele Serra

Prezzo: 10, 99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessiibe)
Pagine: 128 
Genere: narrativa per bambini
Illustrazioni: Alessandro Sanna
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 13 maggio 2021

Questa storia inizia con un cane. Anzi, con un cane e un uomo. Il cane è magro, denutrito, spunta all'improvviso come un'apparizione e ha fame, molta fame. L'uomo è un vecchio, è stanco e vive immerso nella solitudine in una casa al confine tra il mondo degli uomini e quello degli animali. Insieme a loro c'è il bosco. Pieno di luci, ombre e cose nascoste. Assomiglia ai sogni, a quello che abbiamo dentro ma a cui non sappiamo dare un nome. Il cane appare e scompare davanti alla casa, proprio come un sogno, mentre il vecchio vorrebbe avvicinarlo, nutrirlo, prendersi cura di lui. Comincia col dargli un nome: Osso, che gli suggerisce la nipote. Poi si mette ad aspettare, con una ciotola di cibo appoggiata sul prato. E così, lentamente, i due si studiano, si conoscono. O forse il loro incontro è avvenuto migliaia di anni fa... quando gli uomini cacciavano e vivevano nelle capanne, con la nascita della straordinaria alleanza tra l'uomo e il lupo, tra gli esseri umani e la natura. Avrete sicuramente accarezzato un cane, nella vostra vita. Prima di voi, infinite volte la mano di un essere umano si è posata su un cane. Ci sembra il più banale dei gesti. Non lo è. Se avrete la pazienza di leggere questa storia, proverò a spiegarvi perché. Età di lettura: da 6 anni.

Un uomo, un cane, la natura, l’amicizia
. Potrei non aggiungere altro in questa mia recensione. Queste quattro parole dicono già tutto. Queste quattro parole insieme sono già il canto del cuore di chi, come me, ama gli animali. Ma questo breve romanzo è così delicato ed emozionante che non sarebbe giusto non parlarvene come si deve. Quando è nata l’amicizia tra uomo e cane? Quando uomo e cane hanno capito di potersi fidare l’uno dell'altro e stringere una alleanza?

Ci racconta la leggenda del primo incontro tra uomo e cane, migliaia di anni fa, Michele Serra, giornalista, scrittore, autore televisivo e umorista, in Osso. Anche i cani sognano, un bellissimo libro per bambini, illustrato magistralmente da uno dei più noti e premiati illustratori italiani, Alessandro Sanna, già vincitore di tre Premi Andersen e Children’s Laureate.

“Era un giorno di inverno di trentamila anni fa”...uomini e lupi erano rivali, entrambi prede e predatori reciproci, “secondo la dura legge della natura, che trasforma la morte in nutrimento e in nuova vita”.

Due ragazzi, Pelledilince e Pelledibufalo, sono a caccia nella foresta quando la giovane donna, con il suo neonato in grembo, sente dei rumori provenire dall’interno di una tana. Sono tre cuccioli di lupo orfani, affamati, avvertono l’odore del latte della ragazza, non hanno paura, la riconoscono come una madre e nemmeno la ragazza ha paura, li riconosce come piccoli e indifesi e sente il richiamo della vita. Decide di portarli con sé al villaggio, sfidare l’autorità del capo, allevarli e nutrirli insieme al suo bambino. Cuccioli di uomo e cuccioli di lupo crescono insieme come in un branco, e seppure i primi sappiano comunicare con la parola, gestiscano il potere del fuoco e siano in grado di costruire capanne e villaggi, e i secondi mantengano l’istinto primitivo di abili cacciatori e di determinati e pericolosi guardiani del gruppo, insieme imparano cos’è l’amicizia, l’affetto, la generosità, la condivisione, la cooperazione, la lealtà, la fedeltà. Diversi ma alleati.

“È difficile dire che cosa spinse proprio quella ragazza, e proprio quel giorno, a capire per prima che dentro il lupo c’era il cane, dentro la belva c’era un amico dell’uomo. Forse l’istinto materno, forse l’orrore della morte o forse la fantasia che le fece immaginare di correre nei boschi non per fuggire dal lupo, non per inseguire il lupo, ma insieme al lupo, fianco a fianco.”

Sullo sfondo di questa meravigliosa leggenda si sviluppa la trama di Osso. Anche i cani sognano, una favola, una storia breve ma che arriva dritta al cuore di chi, come me, ha avuto la fortuna di amare, ama o amerà un cane nella sua vita.

Mentre riposa solitario nel prato davanti a casa, ai margini della città, sul limitare del bosco vivo, selvaggio, misterioso, un vecchio sente di essere osservato. In lontananza un spettro, uno scheletro, una bestia denutrita, disperata, a malapena in grado di stare in piedi, senza più energie per scappare o per vivere, lo osserva.

“Aveva fame. Una fame tremenda, una fame finale, da ultimi giorni di vita. [...] stava a circa venti metri dal vecchio: il punto di compromesso tra la paura e la fame.”

Bastano pochi istanti perché il vecchio, guidato dall’impulso, decida di provare a salvare il cane.

“Diceva, quell’impulso: devo dargli subito da mangiare, a questo cane. Esattamente come, vedendo una pianta che sta seccando, viene l’impulso di annaffiarla. O vedendo un oggetto che sta per cadere, lo si afferra. E se qualcuno sta per affogare, o per precipitare in un burrone, gli si tende la mano per salvarlo. Perché quella voragine fa paura anche a noi. E salvando lui, cerchiamo di salvare noi stessi.”

La quotidianità del vecchio, fatta dei soliti gesti, della solita solitudine, si tinge di attesa e di cura. Ogni giorno posa, al limitare del bosco, una ciotola di cibo per Osso, per quello scheletro malridotto che con un nome diventa a tutti gli effetti il cane, la creatura di cui prendersi cura. E Osso tutte le notti divora, furtivo, il suo pasto, per poi tornare a nascondersi nel fitto bosco buio, senza farsi vedere. Finché una mattina il vecchio e il cane incrociano i loro sguardi e finalmente si presentano: il vecchio lo saluta “Buongiorno Osso” e il cane lo fiuta per registrare il suo odore e farlo suo. È l’inizio non solo di una vera amicizia, ma anche di una rinascita, per entrambi. La rinascita di Osso che trova conforto, sicurezza e cure amorevoli, la forza di reagire alla disperazione di una vita di stenti e la vitalità e il desiderio di correre di nuovo nel prato, seguire le tracce degli animali nella boscaglia e l’allegria di giocare con il vecchio e la sua nipotina Lucilla e fare amicizia con il suo enorme, peloso cagnolone maremmano Roba.

“Tutto era quieto, attorno al cane, e quieto il cane, con la pancia piena e il cuore a riposo. [...] dormiva, Osso, come da chissà quanto tempo non gli riusciva di fare. Nessuno saprà mai da quali spaventi, da quali fughe, da quale freddo senza riparo, da quale solitudine senza soccorso veniva quel piccolo cane.”

E la rinascita del vecchio che trova lo stimolo a scoprire un nuovo linguaggio del cuore, un'energia che lo porta a uscire di casa, oltre il prato, e muoversi, camminare nuovamente all’aria aperta, lungo i sentieri del bosco che salgono verso la montagna, seguendone i colori, i suoni, i profumi, dimenticati da anni, un nuovo senso della vita.

“Adesso doveva tenere conto di quel piccolo cane, e della piccola cura che doveva dargli. Si sentì un po’ meno libero, ma un po’ meno solo.”

Ogni singola parola di questo breve racconto è dolce, calda, avvolgente. Ogni singola parola vibra di un sentimento puro e incondizionato. Ogni singola parola sprigiona una emozione struggente e libera. Ogni singola illustrazione di questo breve racconto è morbida, leggera e incantata, come i sogni. Ogni singola illustrazione ci accompagna nel mistero del bosco, nel silenzio della natura. Ogni singola illustrazione ci conduce nel mondo dei segreti nascosti dietro a una coda che scodinzola velocissima, dietro a un naso che curioso fiuta una pista, dietro a delle costole che mostrano i segni dolorosi della fame finale, dietro al battito di un cuore che finalmente trova pace, dietro uno sguardo pieno d’amore.

E l’ultimo capitolo... pura poesia.
Il vecchio credeva forse di avere visto tutto, di non dovere scoprire più niente, ma “il misterioso regno della natura, le cui leggi sono più forti dell’uomo” sa sempre riservare nuove sorprese.

In questa favola in cui ogni singola illustrazione già sembra un portale magico, e in cui il limitare del bosco da cui compare Osso sembra il passaggio verso un’altra dimensione fatta di quiete, silenzio, profumi, melodie ed emozioni, non potevo che trovare “passaporte” con due dei miei libri del cuore.

Dio solo sa che vita ha vissuto Osso, se la solitudine o la violenza hanno riempito le sue giornate, se il freddo o le intemperie hanno provato il suo fisico e quanta fame abbia sofferto... in Osso. Anche i cani sognano conosciamo il cane soltanto dal punto di vista dell’uomo, del vecchio, ma in uno dei miei libri preferiti, Zanna Bianca di Jack London del 1906, (recensione QUI) il punto di vista è capovolto, il punto di vista è quello del lupo selvaggio e feroce, che grazie all’amore di un uomo diventa un compagno fedele e sereno. Dalle avventure di Zanna Bianca possiamo dedurre le sofferenze che forse anche Osso ha dovuto subire fino all’incontro con il vecchio, del tutto simile a quello di Zanna Bianca con Weedon Scott, all’inizio sospettoso e distante, fatto di avvicinamenti lenti e fughe repentine, ma che giorno dopo giorno diventa un incontro che cambierà ben più di una sola vita.

L’uomogli parlò come nessuno aveva mai fatto. Parlava con delicatezza, in modo confortante, con una dolcezza che in qualche modo toccò qualcosa dentro Zanna Bianca. [...] Provava quel senso di sicurezza che era stato deluso dalla sua esperienza con gli uomini. [...] una gentilezza che faceva sorgere dentro di lui emozioni mai provate prima. Percepiva una strana soddisfazione, come se qualche bisogno venisse gratificato e come se nel suo essere ci fosse qualche vuoto che stava per essere riempito.

Non trovo le parole giuste per descrivere le emozioni che questo parallelismo mi ha regalato, leggete anche voi la storia di Osso e di Zanna Bianca per scoprirle...

E ancora un portale magico si apre con un gioiello della letteratura mondiale: Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupery del 1943. Il rapporto di fiducia e di rispetto che si crea giorno dopo giorno tra il vecchio e Osso richiama le dolci vibrazioni dell’amicizia tra il Piccolo Principe e la Volpe. Il vecchio posa tutti i giorni una ciotola di cibo per il cane randagio pelle e ossa, sperando di salvarlo, di ridargli forza e gioia di vivere, e rimane a lungo sul limitare del bosco per farsi vedere, annusare, conoscere, creando così un rituale di cure... Ed ecco, splendide, le parole che descrivono lo stesso “addomesticamento” reciproco tra il Piccolo Principe e la Volpe:

“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Con il passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, inizierò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti. [...] Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

Io credo che non serva aggiungere altro...

Anna


Photo credit: anna_bookfantasy

venerdì 15 aprile 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Archie, il bambino che parlava agli elefanti" di Lluis Prats (a cura di Anna)

Buon pomeriggio, lettor*!
Oggi la nostra Anna ci porta in Africa con la recensione di Archie, il bambino che parlava agli elefanti, di Lluis Prats, autore di Hachiko. Il cane che aspettava. Una storia bellissima ma anche straziante, che ha amato tantissimo ma che l'ha fatta anche soffrire un po'. Una storia per ragazzi che parla di Natura, amicizia e molto altro. Scopritela nella recensione e fateci sapere cosa ne pensate. A presto!

Archie, il bambino che parlava agli elefanti
di Lluis Prats

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,50 € (cop. rigida)
Pagine: 224
Genere: narrativa ragazzi
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 8 febbraio 2022

Kenya, 1947. Archibald Arthur Cunningham vive a Kericho, in Africa, dove i genitori sono proprietari di una fiorente piantagione di tè. Ha solo cinque anni quando in un villaggio vicino viene al mondo un'elefantina. Un evento straordinario, che cambierà le sue giornate: dopo il primo sguardo, tra i due nasce un'amicizia fatta di giochi, avventure e musica. Archibald diventa così lo mtoto anayeongea na tembo, il bambino che parlava agli elefanti. Quando sei anni dopo la famiglia Cunningham è costretta a tornare in Inghilterra, la separazione è dolorosa sia per il ragazzino sia per l'elefantessa. Passa molto tempo, e la vita porta Archibald sempre più lontano da Jumbo, eppure il loro legame non si interromperà mai: né i cambiamenti di continente né i molti colpi di scena dell'esistenza riusciranno a cancellare il sentimento che lega un ragazzo e un'elefantessa, l'uomo e la natura. Lluís Prats, con la sua narrazione schietta e magica al tempo stesso, dà vita a due personaggi indimenticabili. La storia di Archibald rimarrà impressa nell'immaginario di ogni lettore disposto ad aprire il suo cuore alla natura e alla libertà.

Odio questo libro
. Lo odio perché fa male. Lo odio perché è doloroso. Lo odio perché ti fa urlare di rabbia e piangere tutte le tue lacrime. Amo questo libro. Lo amo perché ti rapisce. Lo amo perché è commovente. Lo amo perché sa mostrarti i sentimenti più puri, quelli che solo gli animali sono in grado di provare e donare. Basta una sola parola per descrivere questo romanzo: meraviglioso. È vero, ha suscitato in me sentimenti contrastanti, ma come per tutte le esperienze che smuovono la coscienza, l’anima e le budella... ne è valsa la pena. Archie, il bambino che parlava agli elefanti rimarrà per sempre impresso nel mio cuore. Ma bisogna essere preparati, ecco. Perché questo struggente romanzo nasce dalla penna di Lluis Prats, autore del libro vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2018 Hachiko. Il cane che aspettava, da cui è tratto il film del 2009 interpretato da Richard Gere... ed è allo stesso modo strappalacrime. Sinceramente non mi sento così sicura di consigliare questa storia a un pubblico di giovani lettori e personalmente ringrazio il cielo di non essermi imbattuta in una storia così drammatica quando ero ragazzina, ne sarei rimasta traumatizzata. Ma alcune amiche mi hanno fatto riflettere sul fatto che i ragazzi di oggi sono molto diversi da quelli della mia generazione, sono più maturi, consapevoli della realtà che ci circonda e dei grandi drammi che hanno caratterizzato la storia di paesi come l’Africa di Archie e Jumbo, l’elefantessa protagonista di questa storia, un continente che ha subito secoli di colonialismo, tratta degli schiavi, sfruttamento delle risorse, bracconaggio e violente rivolte. E i ragazzi di oggi sono anche molto più informati di storia e politica internazionale, e sono attivi e attenti ad argomenti come il rispetto per la Natura e la protezione degli animali.

Rimango convinta che questo avvincente romanzo non sia adatto ai ragazzi più sensibili ma che farà innamorare i giovani adulti che apprezzeranno la spettacolare ambientazione nelle verdeggianti regioni del Kenya, le descrizioni dei meravigliosi animali africani liberi e selvaggi e gli inaspettati e sorprendenti tocchi di magia, e che potranno forse trovare ottimi spunti di riflessione e di dialogo con gli adulti di riferimento con cui sono certa sentiranno la necessità e la voglia di confrontarsi.

Kenya 1947. Nella lussureggiante cittadina di Kericho il piccolo Archibald Arthur Cunningham, figlio dei proprietari di una piantagione di tè, vive felice a contatto con la natura incontaminata e con gli animali e in completa comunione con le tradizioni e la cultura dei nativi. Archie corre scalzo per i sentieri polverosi, gioca con i bambini di Kapsoit, il piccolo villaggio che ospita il suo ricco bungalow, parla la lingua swahili e si sente un vero Kalenjin keniota. Ha solo cinque anni quando un evento magico, che avviene straordinariamente sotto i suoi stessi occhi, cambierà l’intero corso della sua vita: all’ombra di un baobab, ai margini del villaggio, viene al mondo un'elefantina. Tra i due è amore a prima vista, trascorrono insieme ogni attimo delle loro giornate, rincorrendosi fin sotto le zampe dei pachidermi del branco, passeggiando lungo il torrente, giocando in acqua, rilassandosi all’ombra della grande pianta di bougainvillea e dedicandosi alla dolce musica del pianoforte suonato dal bambino. Archie viene soprannominato mtoto anayeongea na tembo, il bambino che parlava agli elefanti e il bimbo dà un nome all’elefantina, Jumbo, rendendola così “sua”.

“Archie pensava che non si poteva essere più felici che a cavallo di una elefantessa che ti proteggeva e ti insegnava quali erano le cose importanti della vita”.

La situazione politica in Kenya però si complica e la famiglia Cunningham è costretta a tornare in Inghilterra. L’addio è straziante: “Non sapeva come spiegarle che non avrebbero più passeggiato per i sentieri polverosi, non avrebbero più fatto battaglie con l’acqua, non avrebbero più fatto il bagno nelle pozze e... non ce ne fu bisogno perché l’elefantessa lo aveva intuito. Lo afferrò con la proboscide e se lo tirò vicino in un abbraccio lungo e intenso... Archie le infilò sulla zanna il suo braccialetto rosso... non togliertelo mai così al mio ritorno potrò riconoscerti”.

Da questo commovente saluto le vite dei due protagonisti si separano. Archie sarà educato in un prestigioso collegio della grigia e monotona Londra, circondato da giovani rampolli dell’alta società pronti a tutto per emergere, più feroci dei leoni della savana. Diventerà un uomo sentendosi un estraneo nella sua stessa famiglia, sviluppando idee anti-patriottiche e sovversive contro la politica di colonialismo del Commonwealth, contro l’inettitudine della monarchia, contro la barbarie dei ricchi europei dediti alla caccia e al bracconaggio, contro la ricchezza ottenuta con il sangue degli innocenti, per sempre attanagliato dal Mal D’Africa e dalla nostalgia per Jumbo, di cui non riceverà mai più notizie. Eppure totalmente incapace di prendere l’unica decisione in grado di riportarlo davvero in vita: tornare in Africa.

Non sapete quanti insulti gli ho lanciato mentre leggevo della sua nostalgia, della sua vita sprecata a Londra proprio mentre Jumbo aveva più bisogno di lui... Jumbo tornerà ogni giorno a cercare il suo piccolo amico all’ombra della bougainvillea, finché tragici eventi la vedranno costretta a prendere il posto della madre come matriarca e occuparsi della sicurezza e della sopravvivenza del branco. La sua vita sarà un inferno: conoscerà il dolore e la siccità, soffrirà la fame, scoprirà poteri magici straordinari che però nulla potranno per salvarla dallo sradicamento, dalla prigionia, dalla deportazione, dallo sfruttamento e dalla tremenda barbarie degli uomini. E sullo sfondo, in mezzo alla rigogliosa piantagione di tè a Kericho, una magica pianta di fiori purpurei, la bougainvillea da sempre abbarbicata alle pareti del bungalow dei Cunningham, continuerà negli anni a rimanere saldamente aggrappata al portico sotto il quale Archie suonava e Jumbo ascoltava rapita la musica del suo pianoforte. Smetterà di germogliare e di fiorire per la tristezza, seccherà per la solitudine e il dolore eppure non verrà mai permesso a nessuno di eliminarla e sradicarla, nella speranza che la Natura possa compiere su di lei il suo incantesimo...

Ma è davvero tutto perduto?

Animali parlanti che sembrano superare le barriere del tempo e dello spazio, magie sorprendenti come solo la Natura incontaminata può regalare, paesaggi indimenticabili dai colori vibranti dell’Africa più selvaggia, musica e colpi di scena fanno rimanere il lettore letteralmente incollato alle pagine in attesa della risposta all’unica domanda: ma è davvero tutto perduto? A voi scoprirlo.

“La natura è saggia... gli elefanti hanno ricevuto da Dio il compito di badare al continente, di disperdere i semi, di ripulire i boschi dai cespugli e di aprire pozzi d’acqua per uomini e bestie... malgrado l’avidità e le violenze che distruggevano le foreste, se alla fine fosse rimasto un solo elefante, anche uno solo, avrebbe continuato a percorrere la savana diffondendo la vita in tutta l’Africa”

Curiosi di scoprire le “passaporte” che ho trovato in questo romanzo? Ci sono diversi punti di incontro, somiglianze tra aneddoti, personaggi e luoghi descritti in Archie, il bambino che parlava agli elefanti che rimandano, come fossero dei portali magici, ad altri libri e opere che ho amato.

Prima “passaporta” fra tutte: La mia Africa, romanzo autobiografico della scrittrice Karen Blixen del 1937, uno splendido libro diverse volte citato da Archie e dalla madre, che lo considerano come un rifugio emotivo nei momenti di inconsolabile nostalgia del passato e di Mal D’Africa. La stessa scrittrice e baronessa compare in Archie, il bambino che parlava agli elefanti come un vero e proprio personaggio della trama con il suo romanzo, le sue avventure in Kenya e il suo ruolo di confidente epistolare di Archie adulto.

Impossibile poi non citare la “passaporta” con Dumbo, un classico Disney del 1941, basato sulla storia scritta da Helen Aberson per il prototipo di un nuovo giocattolo e da cui Archie trae ispirazione per dare il nome di Jumbo, come la madre di Dumbo, all’elefantina sua migliore amica. Proprio come in questo romanzo anche Dumbo, la madre e altre elefantesse sono prigionieri in un circo, costretti a esibirsi in spettacoli che sono la vergogna per ogni essere umano.

E infine una straordinaria “passaporta” con la realtà, che in rari casi ci sorprende regalandoci eventi che superano in grandezza ogni nostra fantasia: è il caso di Paul Barton, artista e musicista che vive in Thailandia e dal 2011 dedica la sua vita alla musica suonando il pianoforte per allietare gli elefanti traumatizzati da un difficile passato fatto di malattia, paura, fuga e schiavitù e finalmente restituiti al loro habitat naturale in una riserva gestita dalla fondazione Elephant’s World. (immagine: Paul Barton/Youtube). Una storia di amicizia, rispetto ed empatia davvero commovente che unisce una realtà degna di essere raccontata e una storia di fantasia come quella di Archie in cui la musica diventa il sottofondo di un legame magico tra uomo ed elefanti, il riscatto di una vita e la celebrazione della speranza.

Odio questo libro perché mi ha squarciato il cuore in migliaia di piccoli pezzi, disperdendoli lungo i rossi sentieri della Rift Valley. Ma contemporaneamente lo amo perché una proboscide gentile ne ha raccolto ogni singolo pezzo perduto nelle vaste e ariose pianure del Kenya, sotto le grandi fronde dei baobab, nelle pozze fangose, lungo le piste dei leoni e dei leopardi e ha ricomposto con cura e amore il mio cuore, cullandolo all’ombra di un'eterna bougainvillea, accarezzandolo con le dolci note di una sonata per pianoforte...

Grazie alla casa editrice Rizzoli e a Claudia Fachinetti per la copia omaggio in cambio di una onesta recensione.


Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...