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sabato 30 dicembre 2023

Recensione: "Un Natale di sole e di tempesta" di Elizabeth Gaskell (a cura di Eleonora)

Car* lettor*,
oggi chiudiamo con le recensioni di libri natalizi, con una breve opinione della novella Un Natale di sole e di tempesta di Elizabeth Gaskell, gentilmente fornita dalla Vintage Editore (che trovate disponibile sugli store online al prezzo di 0,99 € e una prefazione di approfondimento). L'ha letta per noi Eleonora e ce ne parla qui sotto. Fateci sapere se già la conoscete e se anche voi apprezzate lo stile di Elizabeth Gaskell.

Un Natale di sole e di tempesta
di Elizabeth Gaskell

Prezzo: 0,99 € (eBook)
Pagine: 18
Genere: racconti
Editore: Vintage Editore
Data di pubblicazione: 17 dicembre 2023

Nella gelida atmosfera di un Natale vittoriano, una coppia di tipografi, Jenkins e Hogdson, dipendenti di due giornali concorrenti, insieme alle rispettive mogli, si trovano ad affrontare peripezie e vicissitudini che solo lo spirito delle feste saprà sanare. Tra gatte dispettose, antiche carole, salsicce e tortini di carne, Elizabeth Gaskell regala ai lettori una brevissima novella piena di ironia, senza dimenticare che il Natale è soprattutto amore per il prossimo.

Un Natale di sole e di tempesta di Elisabeth Gaskell è un racconto natalizio un po’ in stile dickensiano che in poche pagine, sono appena ventidue, svolge una funzione da spirito del Natale passato ponendo l’attenzione sul vero spirito delle feste.

 Il racconto si svolge in una fredda e nebbiosa cittadina inglese nella vigilia di Natale e i protagonisti sono i redattori di due giornali rivali che, per loro sfortuna, vivono anche come vicini di casa nello stesso condominio, in cui le stoccate e le frecciatine tra le due famiglie, mogli comprese, non mancano. I battibecchi sono all’ordine del giorno, vuoi per il gatto che ha mangiato un pezzo di carne di troppo, vuoi per l’infante di una delle coppie che disturba l’altra, i tentavi di apparire ed essere superiori l’uno all’altro sono ormai quello che scandisce le giornate nel condominio. 

La solita vecchia storia fatta di scambi di battutine di fiele eccetera viene interrotta come nelle migliori tradizioni dal pargolo di uno dei due redattori quando improvvisamente si ammala gettando nel panico la povera, giovane e inesperta madre che, folle di paura per la vita del figlioletto, si rivolge alla tanto detestata vicina; questa, in un impeto di magnanimità natalizia, decide di prestare il suo aiuto per cercare di guarire il bimbetto e placare le ansie della madre, fortunatamente la sua esperienza fa la differenza e migliora la situazione in breve tempo. Il provvidenziale aiuto diventa il classico ramoscello d’ulivo tra le due famiglie che quella sera stessa si ritrovano inaspettatamente a condividere la cena della vigilia in compagnia l’una dell’altra ridendo e passando piacevolmente il tempo. Si scopre dunque che alla fin fine non sempre la persona che ci sta così antipatica effettivamente lo è, se solo ci si prende la briga di conoscerla meglio.

Con il suo stile molto classico e perfettamente riconoscibile, Elisabeth Gaskell in poche righe riassume e mostra tutti i tratti tipici della sua scrittura, primo fra tutti la descrizione della classe sociale media mostrata con le sue sfumature più vere e a volte pure più assurde, protagonisti della vicenda. Lo stile ricorda molto alcuni suoi racconti gotici ma ovviamente qui lo scenario è totalmente differente, in poche pagine l’autrice ci riporta indietro nel tempo, in una scena che io mi sono immaginata illuminata dalla luce delle candele e dal calore del focolare, che sa di tradizione, di classico e di adorabile. Impostato proprio come un racconto che la Gaskell ci sta narrando, Un Natale di sole e di tempesta è una storia calda e confortevole, che riscalda gli animi e strappa qualche risata, perfetta per essere letta la notte di Natale.

Eleonora

domenica 26 dicembre 2021

Recensione: "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino (a cura di Elena)

Buongiorno a tutt*!
Buona festa di Santo Stefano! Oggi abbiamo in serbo per voi un'ultima recensione a tema natalizio. Elena ha letto "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino e ce ne parla con emozione. Scopriamo insieme questo piccolo, prezioso romanzo sulle origini di Babbo Natale tramite le sue parole. Fateci sapere se lo avete letto o se avete soltanto visto il film. Vi aspettiamo nei commenti. A presto! ;)

Miracolo in una notte d'inverno
di Marko Leino

Prezzo: 5,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 268
Genere: narrativa per bambini e ragazzi
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 3 novembre 2016

Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: "Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas". Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: "Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...". Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l'amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l'amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un'incredibile trasformazione.

BUONE FESTE CON LA CHIUSURA DI UN CALENDARIO DELL’AVVENTO TUTTO SPECIALE!

Tra una spruzzatina di neve, lucine colorate sui verdi abeti, venti freddi al sapore di pandizenzero e cannella, che trasportano doni e note musicali natalizie, ci siamo immerse ed immersi nel clima delle feste e dei libri a tema invernale, volenti o nolenti! A differenza degli anni scorsi, in cui mi ero dedicata alle letture natalizie più classiche, quest’anno ho deciso di riscoprire le origini della storia di Babbo Natale e delle tradizioni a lui connesse, grazie al romanzo autoconclusivo dello scrittore finlandese Marko Leino, Miracolo di una notte d’inverno, pubblicato da Feltrinelli Editore, nella collana “Kids”, con la traduzione di Rosario Fina, e da cui hanno tratto anche un film, sceneggiato dallo stesso scrittore.

“Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale […] Questo libro è per tutti coloro che credono, trecentosessantacinque giorni all’anno, all’esistenza dell’amore puro.”

La nostra storia si apre con ventiquattro finestrelle, corrispondenti ad altrettanti capitoli, come i calendari dell’avvento: ogni finestrella scopre e svela una storia lontana, che inizia con un tesoro emerso dal mare, un messaggio proveniente da una leggenda, da ricordi, tragedie ed avventure. Una piccola scatolina di legno, intarsiata e decorata da abili mani, che racchiude un vecchio orologio a cipolla tutto ammaccato. Un oggetto che rappresenta lo scorrere del tempo ma che allo stesso tempo è fermo, bloccato nei ricordi, simbolo ticchettante di tracce provenienti dal passato, un prezioso tesoro ma anche un fardello di perdita e solitudine, un peso, un promemoria di dolore e paura. Un orologio che ha tanto da raccontare, una storia all’interno di un’altra storia: amicizia, fratellanza, amore. Viaggi in slitta e fessure tra il mare ghiacciato, volti, oggetti ed immagini che si vorrebbero fermare ma che scorrono irreversibilmente. Il passare del tempo, seppur ritmico, lascia un segno del suo passaggio. Così la storia della scoperta di un orologio si trasforma nella narrazione di un bambino, di cui scopriamo la vita, anno dopo anno. Storie narrate e passate di voce in voce, di ora in ora, di anno in secolo, fino ad arrivare ai giorni nostri alle orecchie di due fratellini, Ossi e Tommi, grazie alla voce del nonno. Una storia che richiede pazienza, perché è una storia che deve essere preparata con moderazione come una buona cioccolata, con il giusto equilibrio delle spezie che altrimenti potrebbero rovinarne il gusto, l’insegnamento e il messaggio. Una favola da assaporare un pezzetto alla volta, anche in una bella giornata di sole estivo.

“<Immaginate di avere le ali, come un’aquila. Ali che vi fanno librare nell’aria e volare fino all’isola della famiglia Pukki. Le ali della fantasia.> <Ma io non so volare.> <Volare è facile. Tutti hanno un paio di ali dentro. Bisogna solo trovarle.>”

Ed è qui che i due fratellini incontrano NikolasAda e una vasta costellazione di altri ed altre personaggi, uomini e donne, bambini e bambine, e visitano il paesino di Korvajoki. Esistono tante versioni della storia di Babbo Natale, sia cinematografiche sia libresche, comiche, ironiche, commoventi. Miracolo di una notte d’inverno, però, è una storia verosimile, veritiera, con quel pizzico di magia e di fiabesco che cattura storie lontane di un tempo diverso dal nostro, rendendole vicine ed attuali, grazie all’intreccio di personaggi commoventi, grandi insegnamenti e tematiche quotidiane e ricorrenti, come la famiglia, il lutto, l’ospitalità, la memoria, le avversità e come affrontarle, il destino, i nuovi inizi e il futuro. Il tutto è narrato con uno stile scorrevole, poetico e immaginifico. Le descrizioni delle emozioni con metafore ed immagini e le descrizioni dei paesaggi scandinavi entrano nel cuore e commuovono, lasciando sensazioni dolci ed amare, soprattutto perché la storia è percorsa dagli occhi profondi, ingenui, coraggiosi, pratici, fiduciosi, ma costretti a crescere velocemente, di un bambino, che si trasformerà in uomo.

“Forse, nonostante siano in opposizione, fortuna e sfortuna camminano mano nella mano: un dramma può generare anche effetti positivi. […] Forse gli avvenimenti della vita non dovrebbero essere giudicati nel momento in cui accadono, ma valutati in prospettiva. Solo allora sarà possibile capire cosa hanno significato davvero.”

È un libro che commuove e a tratti rende malinconici, ma che è anche una lanterna che aiuta ad uscire da quei momenti di tempesta della vita che sembrano non voler passare
. Un romanzo che ha come lettrici e lettori di riferimento preadolescenti ed adolescenti ma che in realtà è rivolta ad ogni età, a tutte e a tutti, come per esempio Il piccolo principe, perché racchiude essenze e significati profondi che vanno al di là della leggenda. Una fiaba senza tempo che ricorda i classici, come La piccola principessa e Piccole donne, dove le giovani e i giovani protagonisti si ritrovano a vivere fin da piccoli il dolore, disavventure e lutti, avvenimenti che li fanno crescere, accelerando quella fase di fantasia e ingenuità che comunque resterà con loro e contagerà coloro che li circonda, innescando cambiamenti e rinascita, come “un quadrifoglio vicino al cuore”. Vi è quasi un ribaltamento: la fase fanciullesca, di solita associata alla fantasia e alla magia, è legata all’emotività, alla realtà e quotidianità, ma man mano che il protagonista cresce, la storia assume un carattere esistenzialista ma si spolvera con quel tocco di magia tipico del periodo natalizio. Il realismo diventa magico, una leggenda e una tradizione ancora oggi viva in tutto il mondo: la missione di portare la gioia in una singola fredda notte dell’anno. Una fiaba che fa sorridere e fa tornare bambine e bambini, con i ricordi delle proprie festività, ma soprattutto individuando nella storia quegli avvenimenti che hanno reso Babbo Natale il gigante buono con la barba che ogni anno porta doni, con la slitta e le renne. Come racchiude il titolo originale del romanzo, Joulutarina, letteralmente storia di Natale, Miracolo di una notte d’inverno racchiude più storie di Natale.

Non mi resta che augurarvi Buone Feste, tanti regali librosi e buone letture a tema,

Elena


Fonte immagini: Google immagini

venerdì 24 dicembre 2021

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Lo Schiaccianoci" di Ernst T.A. Hoffmann (a cura di Anna)

Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata a bambini e ragazzi! 
Restiamo sempre in ambito natalizio e scopriamo insieme un racconto bellissimo, quello de Lo Schiaccianoci, di E.T.A. Hoffmann, un classico intramontabile! Vi lascio alla recensione di Anna, a presto!

Lo Schiaccianoci. Un racconto di Natale
di Ernst T.A. Hoffmann

Prezzo: 0,99 € (eBook) 4,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 112
Genere: classici per bambini, fiabe
Editore: Garzanti (collana I piccoli grandi libri)
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2020

La notte della vigilia di Natale, la piccola Marie Stahlbaum riceve in dono dal padrino uno splendido schiaccianoci di legno dalle sembianze umane. Ma quello che sembra essere un semplice giocattolo è in realtà un oggetto magico animato di vita propria: un eroe coraggioso che difenderà Marie dal malvagio Re dei topi, con sette teste e sette corone, e la condurrà al cospetto della Principessa Pirlipat, nel Regno delle Bambole, tra pastorelli e soldatini d'argento, cestini di zucchero e canditi. Pubblicata nel 1816 e diventata un celebre balletto di Caikovskij, la fiaba dello Schiaccianoci continua ancora oggi a far sognare bambini e adulti di tutto il mondo.

Lo Schiaccianoci
, conosciuto anche come Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi o Il Principe Schiaccianoci, è la favola di Natale per eccellenza, quella che da due secoli fa sognare grandi e piccini. Chi non conosce la trasposizione del balletto classico di Tchajkovskij, che riprende la versione della fiaba riscritta da Alexander Dumas con le sue musiche intramontabili: il Galop dei bambini, il Valzer dei fiori, la Danza della Fata Confetto, la Danza Russa? E chi non riconosce, tra le splendide decorazioni dell’albero di Natale, il gentile ed elegante soldatino di legno Schiaccianoci, con la sua giubba rossa e la dentatura importante? Il personaggio del Soldatino Schiaccianoci appartiene al folklore tedesco già da diversi secoli prima della nascita della favola di Hoffman: le prime statuine furono realizzate nella regione di Erzgebirge (Sassonia-Germania) alla fine del 1600. La leggenda narra che in uno sperduto paesino tedesco di montagna viveva un ricco contadino dal cuore di pietra. A causa del suo brutto carattere era solo e trascorreva il Natale nella sua casetta nel bosco, davanti al fuoco, a schiacciare le noci degli alberi dei dintorni. Quando, ormai debole e vecchio, non riuscì più a usare le mani, chiese aiuto agli abitanti del paese offrendo una ricompensa a chi avrebbe saputo inventare un attrezzo per aprire il nobile frutto con facilità. Un giorno alla sua porta bussò un pover’uomo, un intagliatore di legna, che portava con sé in dono una statuina con le sembianze di un soldato dipinto in colori brillanti e dotato di una grande mascella schiaccianoci. Il ricco contadino apprezzò il gesto tanto da fare sciogliere il suo cuore: donò agli abitanti del paese tutti i suoi averi e non fu mai più solo. Da allora lo Schiaccianoci è diventato simbolo del folklore tedesco e famoso in tutto il mondo come portafortuna, si dice che con la sua imponente dentatura spaventi gli spiriti maligni proteggendo la famiglia e la casa del suo proprietario.

È la vigilia di Natale nella ricca dimora di Norimberga della famiglia Stahlbaum, e i due fratellini Fritz e Marie, radunati intorno al maestoso e scintillante albero di Natale decorato con centinaia di lumini e leccornie di ogni genere, attendono con trepidazione il momento dell’apertura dei regali.

Tra i magnifici doni ricevuti e i favolosi marchingegni animati, opera dell’ingegnoso orologiaio e padrino Drosselmaier, Marie rimane incantata da un semplice soldatino schiaccianoci che se ne sta in disparte silenzioso, umile e discreto, con la sua giubba rossa, i bottoni bianchi, calzoni e stivaletti abbinati, in attesa del proprio turno di attenzioni. Complice un sogno o l'immaginazione oppure forse la magia della notte di Natale, Marie si ritrova protagonista di un’incredibile avventura nella quale lo Schiaccianoci, i soldatini ussari, le bambole, i biscotti e tutti i giocattoli prendono vita, pronti a combattere contro il Re dei Topi dalle Sette Teste e il suo esercito di roditori famelici. Come una fiaba all’interno della fiaba, Marie viene trasportata nella leggenda della Principessa Pirlipat e della Strega Mauserinks prima, e in un mondo magico dal dolce paesaggio poi. Con lei scopriremo un profumatissimo prato su cui milioni di scintille splendono come pietre preziose, il Prato di Canditi, un boschetto di abeti dai cui rami pendono frutti d’oro e argento, il Bosco di Natale, un candido e delizioso lago, il Lago di Latte di Mandorle, un villaggio di piccole casette color biscotto dai tetti decorati di caramelle colorate, il Borgo di Panpepato, un inebriante e rosato lago, il Lago delle Rose e uno scintillante castello, il Castello di Marzapane...

In questa favola antica ci sono tutti gli ingredienti di un capolavoro anche se, purtroppo, accostati come un lungo elenco poco particolareggiato di eventi che avrebbero meritato più spazio, maggiore rappresentazione, più ampio respiro. Le originali caratteristiche dei personaggi sono soltanto accennate, le descrizioni pregevoli dei paesaggi solo sfiorate e le emozioni e i sentimenti sottesi non approfonditi. Lo ha compreso benissimo Dumas traendone spunto per sviluppare la sua bellissima versione Storia di uno Schiaccianoci nel 1845, rendendola più scorrevole e leggera e addolcendo i passaggi troppo cruenti e macchinosi nonché i complessi riferimenti storici e bellici. Lo ha compreso anche il grande compositore Tchajkovskij che ha musicato la splendida coreografia di Marius Pepita, dando vita alla favola spettacolare che oggi noi tutti conosciamo e amiamo e che incarna l’essenza dolce e romantica del Natale visto con gli occhi dei bambini.

E.T.A. Hoffman rimane uno scrittore geniale, capostipite della ricca tradizione dei giocattoli che prendono vita, quindi “passaporta” assoluta con opere straordinarie come Toy Story della Walt Disney Pictures Pixar del 1995, La Bottega dei Giocattoli di A. Carter del 1967, Il Soldatino di Piombo di H. C. Andersen del 1838, Roverandom di J.R.R. Tolkien del 1925 e del recentissimo Il Maialino di Natale di J. K. Rowling del 2021.

Una favola meravigliosa che è essa stessa un portale magico e dalla quale si aprono collegamenti incantati con altri bellissimi romanzi, come scrive lo stesso autore… ”purché si abbiano gli occhi per vederli”.

Ecco le altre “passaporte”: lo Schiaccianoci accompagna Marie all’interno del vecchio e imponente guardaroba che non è altro che l’ingresso nel regno dei dolci. Esattamente come in Le Cronache di Narnia di J. R. R. Tolkien del 1950 il portale è un armadio magico.

E il mondo di leccornie, con i suoi ruscelli di aranciata, le cascate di limonata, il torrente dei canditi, il Fiume Miele, il Borgo delle Caramelle, non ricorda anche a voi quello sfolgorante paesaggio nascosto all’interno de La Fabbrica di Cioccolato di R. Dahl del 1964?

Mi sono innamorata di questa fiaba e leggerò presto anche la sua incredibile versione Disney, Lo Schiaccianoci e I Quattro Regni del 2018.

Il mio più sincero augurio di cuore per un Buon Natale proprio con una frase tratta dal romanzo:

“La neve cadeva delicatamente per le strade, e le persone correvano a casa, con le braccia piene di scatole allegramente impacchettate con la carta di negozi di giocattoli, negozi di caramelle, e panetterie. Perché era la vigilia di Natale, e come cadde il tramonto, i bambini si misero in silenziosa attesa della notte che stava per sopraggiungere, e con essa i doni di Gesù Bambino”.

Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

martedì 21 dicembre 2021

Recensione: "Pattini d'argento" di Mary Mapes Dodge

Buongiorno, lettor*!
Oggi continua la nostra settimana dedicata a letture a tema natalizio-invernale (per citare Marika nel suo post ieri :P) e tocca a me parlarvi del libro che ho letto per questa occasione. Si tratta di “Pattini d’argento”, di Mary Mapes Dodge, un classico bellissimo, che mi ha riportata indietro nel tempo, a quando stringevo tra le mani uno dei primi libri comprati e lo ristringevo e rileggevo ogni anno per questo periodo. Era ormai da un po' che non lo facevo più, la mia vecchia copia di Pattini d'argento perduta durante un trasloco e un'altra rimasta a casa dei miei, ma appena ho visto la nuova edizione Bur Natale ho desiderato ritornare tra le pagine di questa storia magica e toccante. Ringrazio, dunque, la casa editrice, in particolare Claudia, per avermi omaggiata di una copia del libro in cambio della mia onesta opinione.

Pattini d'argento
di Mary Mapes Dodge

Prezzo: 12,00 € (cop. rigida) 
Pagine: 192
Genere: classici, bambini, ragazzi
Editore: BUR - Biblioteca Universale Rizzoli
Data di pubblicazione: 2 novembre 2021

Nessuno sul ghiaccio è più abile dei fratelli Hans e Gretel Brinker. Vincere la gara di pattinaggio sarebbe quindi facile, e con il premio potrebbero pagare le cure al proprio papà, rimasto senza memoria dopo un terribile incidente. Peccato che i bambini ricchi correranno con dei velocissimi pattini di acciaio, invece che di legno come i loro. Hans e Gretel dimostreranno che il segreto per avere ciò che si desidera è dare, con l'anima e il cuore.

Siamo nell’Olanda dell’Ottocento, a dicembre. Le temperature sono gelide, la neve dolcemente depositata sul paesaggio. Il canale è ghiacciato, il pretesto perfetto per pattinarci sopra. Hans e Gretel Brinker sono due fratelli di umili origini. Il padre è malato, la madre si prende cura di lui con fatica e loro cercano in quell’attività un momento di svago, di allontanamento dai problemi che hanno a casa. Ma la vera occasione per dare una svolta alle loro vite potrebbe essere la gara di pattinaggio che si terrà il 20 dicembre; in palio un bellissimo premio: dei pattini d’argento <<con magnifici cordoni e campanelle d’argento>>. I fratelli Brinker vorrebbero davvero tanto partecipare, anche perché nessuno può negare che siano bravissimi a pattinare, ma come fare se hanno ai piedi dei rozzi pattini di legno costruiti dallo stesso Hans? Con quelli non potranno mai vincere. Tra i ragazzi dei dintorni, la giovane Hilda si rammarica per la situazione dei fratelli e concede loro la possibilità di comprare dei pattini migliori per poter gareggiare, commissionando ad Hans una collanina di legno e pagandogliela. Da un lato si presenta un'opportunità di cui gioire, ma intanto a casa dei Brinker la situazione peggiora. Il padre in alcuni momenti perde lucidità e diventa violento. Ha urgente bisogno di cure. Ecco che Hans decide allora di munirsi di coraggio e andare a chiedere l’aiuto di un dottore rinomato, non ha di che pagarlo, ma gli promette che lo farà, che lavorerà sodo per guadagnare quanto gli deve se visiterà suo padre e lo guarirà. Il dottor Boekman prende a cuore il caso, sopraffatto dall’ardimento del giovane, e accetta di visitare l’uomo, lo farà addirittura in maniera gratuita. Hans non riesce più a contenere l’entusiasmo, i loro guai stanno per finire. Non solo potrebbe riavere suo padre come era un tempo, riabbracciarlo e rimettere in sesto la famiglia, ma se lui ricorderà anche dove ha nascosto la calza col denaro, potranno finalmente riprendere fiato e vivere più serenamente.
Pattini d’argento non è solo la storia di una gara di pattinaggio, è tantissime cose. Hans e Gretel (i cui nomi richiamano quelli dei due fratelli della fiaba dei Grimm) sono due giovani di quindici e tredici anni che vivono in ristrettezze economiche ma che non smettono mai di essere persone educate, buone e oneste, nonostante la loro condizione (emblematico è l’episodio del ritrovamento di un portafoglio perduto. Hans lo riconsegna senza toccare nemmeno un soldo, rifiutando persino la ricompensa, ma accettando in cambio soltanto un favore per aiutare suo padre). Sono molto legati alla famiglia, alla casa, Hans fa del suo meglio per guadagnare qualcosa e si dà un gran da fare per tutti, e Gretel non manca di restare al fianco della madre, darle conforto e pregare che le cose si sistemino. La gara di pattinaggio è per entrambi un’occasione di riscatto, non solo verso chi li considera dei pezzenti e pensa di conseguenza non possano mai ottenere nulla nella vita, ma anche per loro stessi. Oltre ciò, Pattini d’argento è anche una storia di amicizia, che vede frantumare le barriere tra poveri e ricchi e consolidare rapporti forti e duraturi. Tra le altre cose che ho amato di più di questo libro, sicuramente anche il modo in cui l’autrice ci descrive i luoghi e tutto ciò che fa da cornice, la dolcezza nel trasmettere immagini di un inverno intenso ma allo stesso tempo magico. Come la sua storia.
Ci porta a conoscere angoli, canali, musei, città di questa Olanda caratteristica, con i mulini sullo sfondo e un vento pungente a ravvivare i visi, mescolando il tutto a momenti dedicati alle tradizioni del Paese o a racconti e leggende. Molto bella è la tradizione del giorno di San Nicola, quando il santo visita le case e lascia i doni ai bambini nelle scarpe. L'attesa di quel giorno e l'eccitazione quando finalmente giunge è qualcosa che mi colpisce ogni volta. Troverete in questo racconto tutta la magia delle feste, unita a quella di una fredda stagione capace però di regalare momenti di gioia e sorrisi grazie anche al pattinaggio, un'attività consuetudinaria per gli olandesi, che si spostano sui pattini come noi magari facciamo in bicicletta. Sono profondamente innamorata di Pattini d’argento, non solo perché fa riflettere sull’umiltà (e ogni momento è perfetto per rifletterci sopra, tutti avrebbero bisogno di conoscerla) ma anche perché con il suo stile semplice e dolce riesce a scaldarmi ogni volta il cuore. Famiglia, gentilezza, amicizia, buoni valori, affetto, riscatto e luoghi suggestivi sono solo alcuni degli elementi salienti di questo piccolo, prezioso libro. Una storia da regalarsi e da regalare, non solo per Natale. Ma se volete farlo per quest’ultima occasione, vi consiglio assolutamente l’edizione Bur Natale, con una splendida copertina cartonata, ricca di decorazioni che ritroverete anche all’interno. Un’edizione speciale per una lettura altrettanto speciale.
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest
Vintage ice skates (by Andrea Dozier) 
archive.org
 Skating. Часть 8 (by irinaraquel on flickr)

martedì 14 dicembre 2021

Coffee&Ciak: I nostri classici di Natale preferiti

Buon pomeriggio! ^^
Oggi torniamo con un nuovo appuntamento della rubrica Coffee&Ciak dedicata a film e serie tv. La rubrica, come avrete già appreso seguendo il recap settimanale della domenica su IG, diventa bimensile e quindi la troverete online sul blog a settimane alterne.
Nel post di oggi parliamo ancora di film natalizi. Ormai il Natale si avvicina sempre di più ed è o non è la festa più amata da tutti? Non ci stancheremmo mai di parlarne o fare post a tema. Dopo avervi elencato alcuni film recenti che vale la pena o meno di recuperare sulle piattaforme streaming (QUI), parliamo invece di grandi e intramontabili classici di Natale, quei film un po’ più datati, che magari abbiamo in dvd o che ogni anno danno puntualmente alla tv e noi, puntualmente, riguardiamo con piacere. Sarebbero davvero tanti i titoli, ma abbiamo fatto una piccola selezione dei nostri preferiti e ve li proponiamo nella lista che segue. Fateci sapere, poi, nei commenti, se sono anche i vostri preferiti e quale film riguardate più spesso in questo periodo ;)

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (FRANCI)

Non riesco proprio a pensare al Natale senza che la mia testolina corra subito a fare connessioni tra questa festa e Tim Burton. Quando ero più ragazzina, mi innamorai di Tim Burton proprio guardando qualcosa di suo per Natale e da allora per me Natale non è Natale senza l’appuntamento fisso con Nightmare before Christmas e Edward Mani di forbici. E, dunque, eccomi a cominciare la lista proprio con questi due titoli meravigliosi.

Nightmare Before Christmas
è un film d’animazione del 1993 diretto da Henry Selick, ideato e co-prodotto da Tim Burton. Jack Skeletron è uno scheletro in smoking che governa il Paese di Halloween. I preparativi per la festa di Halloween durano un anno intero e mostri, zombi, lupi mannari e altre creature spaventose danno il loro contributo con entusiasmo. Solo Jack inizia ad annoiarsi, a perdere interesse nel fare sempre le stesse cose, non vuole più soltanto spaventare. Quando un giorno, per caso, scopre il Paese di Babbo Natale e respira l’atmosfera natalizia, fatta di gioia, sorrisi, luci, regali, colori e neve, decide di rubare il Natale e portarlo nel suo Paese, sostituendosi addirittura a Babbo Natale. Le conseguenze, però, non si faranno attendere e, solo alla fine, Jack capirà l’importanza di essere se stessi. Nightmare before Christmas è un’alternativa davvero originale da vedere a Natale, per chi vuole evitare i film con i soliti cliché e cerca qualcosa di molto diverso. Qui troverete divertimento e anche paura, canzoni bellissime (la colonna sonora è di Danny Elfman, nella versione italiana Renato Zero canta i testi di Jack) e tutta l’atmosfera candidamente dark dei film di Tim Burton. È ormai un classico di Natale molto amato sia dai bambini che dai grandi e se ancora non lo avete mai visto, lasciate tutto quello che state facendo e correte a recuperare.

EDWARD, MANI DI FORBICE (FRANCI)

Edward, mani di forbice è un altro dei film che associo sempre al Natale. Sarà che Tim Burton riesce a rendere un po’ magici tutti i suoi film, ma questo, in particolare, ha qualcosa di veramente speciale. Il film è del 1990 e ha per protagonista Johnny Depp nei panni di Edward, un ragazzo artificiale con delle forbici al posto delle mani. Suo padre era uno scienziato ma è morto prima di completarlo. Edward vive da solo in una casa gotica posta in cima a una collina. Un giorno suona alla sua porta una signora rappresentante di cosmetici e, prendendo a cuore la situazione del ragazzo, decide di portarlo a casa sua. Qui Edward farà amicizia con tutta la famiglia e si innamorerà perdutamente di Kim. Dopo una reazione iniziale di paura e sconcerto, tutti si abitueranno a questo strano, pallido ragazzo, persino i vicini e le vicine di casa. Edward è gentile e si rende utile con le forbici che ha al posto delle mani, fin quando non accade un brutto episodio che lo costringe a lasciare il paese e tornare sulla collina. Non vi racconto tutto nei dettagli per non rovinarvi la storia nel caso non l’abbiate ancora vista, ma sappiate che è davvero meravigliosa e mescola fiaba, elementi gotici, romanticismo e tematiche come amicizia e diversità. È uno dei lavori più incantevoli di Burton e quello che amo di più in assoluto.

LOVE ACTUALLY - L'AMORE DAVVERO (FRANCI)

Usciamo dal mondo di Tim Burton e passiamo ad un genere completamente opposto, la commedia moderna. Una delle mie preferite, in ambito natalizio, è Love actually - L’amore davvero, del 2003, diretta da Richard Curtis. Devo dire che inizialmente non ero amante di questo genere di commedie che comprendono varie storie e un cast tanto ricco, poi ho visto questa e me ne sono innamorata (tutte le altre che sono venute dopo sono solo brutte copie, sappiatelo. Love actually is the best!). Anche questo film è ormai diventato un grande classico, alcune scene sono praticamente un cult (vedi uno dei protagonisti che fa una dichiarazione d’amore ad una Keira Knightley sorpresa e commossa usando solo dei cartelli e una musica di sottofondo) e poi è divertentissimo. L’ambientazione è prettamente inglese, come la maggior parte del cast, e se c’è qualcosa di più magico di Londra a Natale io non saprei dirlo, voi? Tutte le storie riescono a coinvolgere e appassionare lo spettatore, sembrano storie indipendenti, staccate l’una dall’altra, salvo poi sorprendere nel finale e ritrovare collegamenti tra i vari personaggi. Bellissima, spassosa, recitata magistralmente, riesce anche a commuovere e il finale è la parte migliore. Assolutamente tra le commedie più carine di genere natalizio.

IL GRINCH (ELEONORA)

Quando si pensa ai film considerati classici di Natale uno dei primi titoli che vengono subito in mente è “Il Grinch”. Puntualmente ogni anno nel giorno di Natale o in quelli immediatamente vicini viene riproposto in televisione e per molti è un appuntamento fisso, come ad esempio Una poltrona per due la sera della vigilia; ma la vera domanda è: perché la storia di un omino verde con una faccia un po’ strana, peloso, perfidissimo e decisamente un po’ musone, esiliato da un villaggio a dir poco favoleggiante (anche se chi lo abita ha fattezze strane quanto lui e acconciature a dir poco imbarazzanti) continua a incantare grandi e piccini distanza di più di vent’anni dall’uscita? Perché tutti i tentativi di rovinare il Natale del “Signor Sgrinch” vanno come previsto ma con qualche piccolo, esilarante intoppo? Assolutamente. Perché c’è chi si rivede Grinch non solo a Natale ma proprio tutto l’anno, in barba a tutti i rappresentanti di Cindy Chi Lou (che per me sarà sempre Cindy Chirù, ma va beh) presenti in città? Fondamentalmente una certezza. Solo e soltanto per il tenero e adorabile esemplare canino complice e aiutante involontario delle malefatte? Possibile. Ma soprattutto perché al di là di questi obiettivamente scontanti aspetti il messaggio che passa è che anche un piccolo gesto può fare la differenza nella giornata di qualcuno e che non è mai apprezzabile fermarsi alle apparenze.

A CHRISTMAS CAROL (ELEONORA)

Film animato del 2009 che vede Jim Carrey nei panni del protagonista Ebenezer Scrooge, anche A Christmas Carol rientra a pieno titolo nella rosa dei grandi classici natalizi. Perché guardarlo o riguardarlo? Per la grafica stupenda, so che a molti i film di questo genere non fanno impazzire ed effettivamente ci sono degli esempi di prodotto finale non molto ben riuscito, ma in questo caso il risultato è a mio parere eccellente. Jim Carrey inoltre qui dà prova della sua abilità di attore, non solo comico, ma versatile per diversi ruoli. E poi la storia che non ha bisogno di spiegazioni o elogi sperticati perché è semplicemente perfetta e meravigliosa; un inno allo spirito del Natale (ma che va bene tutto l’anno) nel suo vero e intrinseco significato.

L'AMORE NON VA IN VACANZA (MELZ)

Cameron Diaz, una delle regine indiscusse delle commedie romantiche, e la meravigliosa Kate Winslet sono le protagoniste di uno dei miei film di Natale preferiti: L'amore non va in vacanza. Amanda (Cameron) è una donna di successo che non riesce a mantenere alcun tipo di relazione amorosa; Iris (Kate), invece, è innamorata da tempo del suo capo che approfitta del suo amore per avere una mano con i capitoli dei suoi libri e decide, proprio prima delle vacanze di Natale, di annunciare il suo matrimonio con un'altra proprio sotto i suoi occhi. Le due sono diverse come il giorno e la notte, ma hanno un obiettivo comune: dimenticare quel sentimento bello e allo stesso tempo doloroso. Lo scambio-casa (una cosa che non farei mai, nemmeno sotto tortura) diventa il loro pretesto per raggiungere l'obiettivo: Iris vivrà due settimane a Los Angeles nell'enorme casa di Amanda; Amanda volerà a Londra per rintanarsi in una casetta letteralmente in mezzo al nulla. Riusciranno le due a scordare l'amore? Certo per Amanda sarebbe semplice se il fratello di Iris, che si precipita nella casetta ubriaco fradicio, non fosse il sexy Jude Law! È la solita commedia romantica? Racchiude i soliti cliché? In parte sì, quello è normale, ma "L'amore non va in vacanza" è un inno all'amore sano, quello da entrambe le parti, quello che ti trasporta. Non necessariamente un colpo di fulmine, nemmeno un enemies to lovers, ma l'innamoramento graduale solo dopo aver ritrovato se stessi che è il vero obiettivo delle protagoniste. La morale di questa storia non è che l'amore è la cosa più importante, ma che lo è l'amarsi, il saper riconoscere le persone tossiche e riconoscere anche quando la persona tossica siamo noi. Assolutamente consigliato!

ELF - UN ELFO DI NOME BUDDY (MELZ)

Nel tentativo di recuperare un orsetto di peluche, un bambino durante la vigilia di Natale finisce nel sacco dei regali di Babbo Natale e viene trasportato al polo Nord. Viene adottato da un elfo che lo chiama Buddy, ma raggiunti i trent’anni di età, sovrastando con la sua statura tutti gli altri che crede della sua specie, papà elfo decide di dirgli la verità sui suoi genitori: sua madre Susan è morta, mentre Walter, suo padre, non sa neppure della sua esistenza. Buddy decide allora di partire alla ricerca di suo padre, soprattutto dopo averlo scoperto sulla lista dei cattivi di Babbo Natale per il suo egoismo. Elf è uno di quei film di Natale che mette allegria, le avventure di Buddy, tenero e impacciato elfo di un metro e novanta circa (LOL), fanno ridere e sorridere. Buddy è sempre cresciuto nella meraviglia e sarà per lui difficile scoprire un mondo che sembra non appartenergli, ma nel quale scoprirà sentimenti sconosciuti e persone fantastiche. È una storia di una famiglia ritrovata, di redenzione, di amore e di crescita. Grazie a Buddy, Walter aprirà il suo cuore e tutto il mondo ritroverà la magia del Natale. Consigliato a tutti, grandi e soprattutto piccini.

BLIZZARD, LA RENNA DI BABBO NATALE (MELZ)

Jessica è solita trascorrere il suo tempo con il suo amico Bobby, ma quando egli è costretto a trasferirsi con la famiglia, ne resta sconvolta. Per consolarla, sua zia Millie le racconta la storia di Katie, una bambina appassionata di pattinaggio che conosce una renna di nome Blizzard. Blizzard è una delle renne che trasporta Babbo Natale in lungo e in largo durante la notte del 25 dicembre ed è dotata di poteri magici, anzi… tutti i poteri magici! La fantastica renna possiede tutte le tre facoltà che le renne possono avere: rendersi invisibile, volare e avvertire la tristezza dei bambini umani, dono che la porta da Katie. I due affronteranno un’avventura incredibile, aiutandosi a vicenda per raggiungere i propri sogni. Blizzard vuole che Katie sia la campionessa che vuole essere, ma per farlo dovrà infrangere molte regole e rischiare l’esilio. È una storia meravigliosa ricca di ostacoli che porterà entrambe a scoprire il valore della vera amicizia.

NATALE A CASTLEBURY HALL (GIULIA)

“C’era una volta, in un paese chiamato Buffalo, una bambina di nome Jules Daly, che sognava di viaggiare lontano in luoghi dove la gente cantava per divertimento e ballava per gioco, dove le case erano pieni di strumenti a manovella e carillon, bambole meccaniche e orologi…”

E con questa frase piena di speranza inizia questo bellissimo film di natale. Dopo la morte della sorella e del cognato, Jules si ritrova senza lavoro e con due ragazzi a carico. Qualche giorno prima di Natale riceve un invito inaspettato da parte del duca Edward di Castlebury Hall, interpretato alla perfezione da Roger Moore, ovvero il nonno dei suoi nipoti, che dopo aver ripudiato il figlio per essersi sposato con una semplice americana, vuole redimersi.
Cosa potrà mai succedere in un castello enorme, in pieno periodo natalizio, con due nipoti dispettosi e un principe con un fidanzamento annunciato e non voluto? Non vi nego che in questa storia ci sono un po' di cliché, però è un film scorrevole e piacevole, e non nego sia uno dei miei film di Natale preferiti, complice il fatto che è stata la mia prima commedia romantica a tema natalizio. Paesaggi innevati, un castello molto suggestivo, tanti camerieri simpatici e dolci fanno da sfondo ad una storia di rivincita. I protagonisti Jules (la bellissima Katie McGrath) e Ashton, interpretato da Sam Heughan, vi faranno sorridere e appassionare alla loro storia d’amore. Una storia dolce ma soprattutto piena d’amore, vi scalderà il cuore e vi farà passare una bellissima serata.

LA VITA È MERAVIGLIOSA (MS ROSEWATER)

La gloriosa pellicola in bianco e nero con la regia di Frank Capra e la storica interpretazione di James Stewart è IL film di Natale. George Bailey è uno stimato imprenditore in una piccola città americana, che ha sempre aiutato il prossimo e sacrificato i propri sogni per il bene degli altri. La sfortuna lo perseguita e la sera della Vigilia di Natale si trova disperato a contemplare l'idea di suicidarsi, ma in suo aiuto arriva il suo angelo custode, Clarence (pensate, mi ricordo ancora il nome!), che gli mostra come sarebbe stata la vita di tutta la città e delle persone che ama se lui non fosse nato, convincendolo a ripensarci. Anche se oggi può risultare iperglicemico, “La vita è meravigliosa” si guadagnò cinque candidature all'Oscar e un Golden Globe, ed è un concentrato dello spirito di Natale della cultura americana, pervaso da fede in dio e nella bontà degli uomini, nella solidarietà e nei valori della provincia. Il plot ha sicuramente un debito con “Christmas Carol” di Dickens, anche se in chiave decisamente positiva. Almeno una volta nella vita, va visto.

SCRIVIMI FERMO POSTA (MR ROSEWATER)

Prima di “C'è posta per te” fu “Scrivimi fermo posta”, in cui i protagonisti Alfred e Klara (James Stewart e Margaret Sullavan) sono colleghi, commessi in un negozio di articoli da regalo. I due hanno una relazione epistolare ma non lo sanno, convinti di scrivere a due persone al di fuori della cerchia quotidiana delle loro conoscenze. Anche qui realtà virtuale (pure in cartaceo) e reale sono in contrasto, tanto i due si amano e si stimano per posta quanto si detestano faccia a faccia.
La sceneggiatura è tratta dalla commedia “Parfumerie” dell'ungherese Miklòs Làszlò, il film è ambientato a Budapest, ma soprattutto la regia è del grandissimo Ernst Lubitsch, autore di strepitose commedie tra cui ricordo “Vogliamo vivere!” del 1942, oggetto di un remake nel 1983 col titolo “Essere o non essere”, interpretato da Mel Brooks e Anne Bancroft. Vale la pena di vedere questo film per apprezzare l'abilità e la malizia di questo genio e scoprire che, per quanto diversi i tempi e i meccanismi, i social newtwork sono sempre stati fonte di equivoci.

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A presto! 
xoxo


Fonte immagini: Google immagini

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