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martedì 10 marzo 2026

Recensione: "La Voce di Balavat" di Francesca Zuccato

Buongiorno, lettor*! 
Come state? Io ancora in piedi, nonostante vari malanni (miei e di mio figlio). Sono state giornate un po' pesanti e devo dire che mi è mancato un sacco il mio angolino libroso, non avrei voluto starci lontano così a lungo, ma per dei giorni non ho avuto la forza di fare nulla, credetemi. Per fortuna mi sono ripresa e torno con tanto entusiasmo a parlarvi delle mie amate letture.
Oggi vi porto qui sul blog una recensione uscita per Dracones. Per chi non lo sapesse, scrivo recensioni anche per il magazine di questa bellissima associazione dedicata al fantasy italiano (se non la conoscete ancora, andate subito a dare un'occhiata!). Vi ho parlato proprio lì del primo volume della serie military fantasy di Francesca Zuccato, La Voce di Balavat. Per chi si fosse perso quella recensione, ve la ripropongo anche qui. Intanto il 13 marzo uscirà, finalmente, il secondo, attesissimo volume, Il falco di Balavat, perciò #staytuned, perché vi parlerò anche di lui *-*

La Voce di Balavat
di Francesca Zuccato

Prezzo: 4,99 € (eBook) 15,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 350
Genere: fantasy politico, military-fantasy, fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 13 dicembre 2024

Remmy è una Vendifumo, grazie alla sua voce, riesce ad alterare i pensieri delle persone. Non ricorda il suo passato, forse è l’ultima della sua gente, quelli come lei sono stati sterminati dall’esercito del generale Ivanov. Scaltra e svelta, vive alla giornata, sempre in fuga da una città all’altra per far perdere le sue tracce. Complice un attimo di distrazione, Remmy cade nelle mani di Yoel Braun e Albios Crane, due soldati appartenenti all’ordine dei Quietatori, i nemici giurati di tutti i Vendifumo. Remmy teme di avere le ore contate, ma i due uomini le rivelano che non la vogliono uccidere. Anzi, hanno bisogno del suo aiuto per una missione segreta da cui dipende la sicurezza di tutta la Nazione. Ha inizio un viaggio durante il quale il confine tra realtà e menzogna si fa labile. Remmy si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto, persino se stessa.

"Se le tue bugie potessero salvare delle persone, molte, moltissime persone, non meriterebbero di essere raccontate?"

Tra i libri più interessanti usciti di recente in Italia vi è senza dubbio La Voce di Balavat, military fantasy scritto da Francesca Zuccato e pubblicato da Triskell Edizioni. La voce di Balavat si impone sin da subito come una storia potente, il cui punto forte è l’elemento politico, che l’autrice sviluppa non senza una certa abilità e stando sempre attenta a non appesantire la storia nonostante la materia ostica da gestire. Riuscire a far immergere i* lettor* nel mondo da lei creato e nelle sue dinamiche dal primo istante, senza sconfinare nell’eccessivo “telling”, fa guadagnare a Zuccato dei punti e rende il romanzo più scorrevole del previsto, con un ritmo narrativo costante, senza incagli di alcun genere. Il multipov, gestito altrettanto bene, è un altro fiore all’occhiello di questo romanzo. Se nella prima parte della storia impariamo a conoscere due dei personaggi principali, Remmy e Yoel, e a entrare in sintonia con loro, soltanto nell’ultima parte avremo modo di esplorare il punto di vista di Albios, personaggio emblematico, trincerato per quasi tutto il tempo nei suoi segreti e misteri. Lo scorcio di vissuto che l’autrice ci mostrerà di lui, ci darà modo di comprendere quanto dietro la sua scorza dura e impenetrabile vi sia un uomo con un cuore spezzato, che si porta addosso ferite del passato non ancora rimarginate (e se voleste approfondire ancora di più la sua storia, vi basterà leggere la novella Una causa persa, disponibile per gli iscritti alla newsletter dell’autrice).

I personaggi creati da Zuccato esulano dai soliti cliché. Non abbiamo i tipici eroi fantasy impavidi e pronti a tutto, ma personaggi con fragilità e caratteristiche rare da trovare. Albios, detto il Falco, è un uomo che apparentemente sembra non temere niente e nessuno, disposto a qualunque sacrificio per Balavat e la pace. Bravo a soffocare desideri ed emozioni, si lascia guidare soltanto dal dovere. Eppure, come scopriremo, sotto sotto non è sempre stato così e forse, ancora, c’è nascosto quel lato in lui che non è solo quello che mostra. Albios si presenta come un uomo dalla prestanza fisica notevole, alto e abile spadaccino. Si distingue per il colore chiaro dei suoi capelli. Il suo essere albino non lo rende meno affascinante o meno temibile agli occhi di chi lo incontra, piuttosto il contrario. E in più, vedremo come i suoi interessi amorosi non siano quelli canonici (un aspetto di lui che ne mette in risalto debolezze e umanità, a discapito della solida corazza dietro cui si trincera). 

Stessa cosa vale per Remmy, che non fa segreto della sua bisessualità – che coincide con una ricerca d'affetto costante, lì dove non ne ha mai ricevuto - e dotata di un potere tanto grande quanto pericoloso. Lei è l’ultima Vendifumo, con la sua voce può modificare la verità, può far credere alla gente qualsiasi cosa, può fare del bene ma allo stesso tempo del male. Con un potere simile è facile pensare che possa diventare un bersaglio, anzi, sarebbe meglio dire, una preda. Dopo che tutta la sua famiglia e il resto della stirpe di Vendifumo è stata sterminata, a lei non resta altro che nascondersi. Ma qualcuno è a conoscenza della sua esistenza e in nessun luogo sarà mai completamente al sicuro. Forse soltanto al seguito del Falco e del Corvo di Balavat. Insieme a loro intraprenderà un cammino che la porterà lontano, che la aiuterà a conoscere quella verità che da troppo tempo le viene celata e scoprirà di essere molto più di una semplice Vendifumo. Un nuovo e imprevedibile scopo la trasformerà in un’arma a doppio taglio e davanti ai suoi desideri dovrà mettere il sacrificio.

Ci sarà anche spazio per le emozioni in questo romanzo, emozioni dalle sfumature più disparate, che faranno capolino in più momenti, ma restando sempre un passo indietro rispetto ad altre tematiche. È da apprezzare come l’autrice abbia saputo dosare bene ogni elemento a sua disposizione, creando una storia dal potenziale enorme. Questo primo libro non è che un preambolo di ciò che la serie può regalare a* lettor*, contenuti complessi e talvolta oscuri, personaggi tutti da scoprire, avventura, misteri e in ultimo, ma non per importanza, riflessioni sulla verità. Quella verità a cui ognuno, all’interno della storia, si aggrappa come a qualcosa di sacro. Una verità che, però, per il bene comune, viene spesso celata, a favore di bugie capaci di creare l’illusione di un mondo più giusto e perfetto.

"Le bugie erano fondamentali per sopravvivere in un mondo duro, ma, per me, il valore della verità era superiore a ogni altra cosa."

Non troverete in questo libro molti personaggi, anzi si può dire che quasi tutto il romanzo ruoti intorno ai tre già menzionati. L’autrice ne sviscera qualità e difetti, portandoci a esplorarne ogni sfumatura grigia. Non ci risparmia nemmeno i colpi di scena, perché nel finale troverà il modo di lasciarci a bocca aperta e desideros* di avere già il seguito tra le mani.

Remmy è senza dubbio colei che più di tutti riesce a fare un percorso importante all’interno della storia, senza mai perdere la propria identità o dignità. È una ragazza che per forza di cose si vede costretta ad agire in una determinata maniera, conosce i suoi errori ma non i suoi limiti e questi dovrà metterli alla prova durante il suo viaggio. È una ragazza che sa bene cosa vuole e che sa imporre il proprio pensiero, ma ha anche paura di essere fino in fondo se stessa. Di ingannare, tradire, occultare la verità. Sa quanto sia pericoloso, ma soprattutto quanto possa esserlo lei, se solo accettasse di cambiare il passato per salvare Balavat.

Io sono una donna libera, non sono un soldato. Mentirò per voi solo se lo vorrò.

A fare da contraltare a Remmy, il personaggio di Yoel, un soldato ligio al dovere e fin troppo fiducioso riguardo il suo ruolo. Tramite Yoel, l’autrice approfondisce un tema molto delicato, ovvero quello di farsi plasmare l’esistenza da qualcun altro, un genitore, ad esempio. Yoel non ha mai potuto scegliere per sé, accontentandosi di far felice la madre lasciandole decidere tutto, fidandosi di lei, senza riuscire a far valere i suoi desideri. È diventato il soldato che lei voleva diventasse, sebbene, poi, ogni suo successo sia stato solo frutto della propria dedizione e dei propri sacrifici.

Non ho mai avuto il tempo o il coraggio di vivere per me stesso.

Yoel è un personaggio sensibile e questa sua sensibilità fa quasi a pugni con ciò che rappresenta all’interno della storia
, soprattutto con lo scopo per cui nasce il Corvo di Balavat. Ma la sua propensione a riprendere in mano il proprio destino, a fare le scelte più giuste dinanzi al futuro che lo aspetta, a sacrificarsi pur sapendo quanto perderà, lo rende uno dei personaggi più intriganti di sempre.

La voce di Balavat è una lettura che metterà a dura prova i vostri neuroni, chiedendovi cosa fareste voi al posto dei protagonisti. Entrare in empatia con loro, una volta conosciuti bene, sarà facile, ma non lo sarà altrettanto comprendere le dure scelte che si troveranno ad affrontare. Il loro è un destino fatto di menzogne, sotterfugi e segreti e “a volte, dimenticare è l’unico modo per continuare a vivere”. La guerra li porterà a compiere cose terribili, le loro spade “strumento nelle mani di un folle”. Ma anche di fronte al destino più avverso, avranno sempre la possibilità di cambiare ogni cosa, di ribaltare la situazione, non accettando ciò che viene loro imposto.

L’autrice è capace di tenere sulle spine grazie alla costruzione sapiente di una ragnatela di inganni. Fino all’ultimo non saprete di chi fidarvi, se chi avete davanti sia sincero o nasconda qualche segreto o doppio fine. È tutta una catena di conseguenze che porterà a un finale pazzesco, a scelte inaspettate, tanto da non riuscire a immaginare cosa possa inventarsi Zuccato per rimettere le cose in ordine nel volume successivo.

Se cercate una storia appassionante e intensa, personaggi grigi ai quali affezionarvi, tematiche lgbt+, inclusione, family found, momenti di riflessione, La voce di Balavat è il fantasy che fa per voi.
Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 20 dicembre 2023

Recensione in anteprima: "The Scottish Boy" di Alex De Campi

Buongiorno lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di The Scottish Boy, di Alex De Campi, un romanzo storico m/m che ho molto apprezzato. È stato paragonato al Principe Prigioniero ed effettivamente delle vibes della serie di C.S. Pacat sono rintracciabili, ma sono tante anche le differenze. Ve ne parlo nella recensione e ne approfitto per ringraziare la casa editrice per fiducia e per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

The Scottish Boy
di Alex De Campi

Prezzo: 5,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 467
Genere: storico, M/M
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 20 dicembre 2023

1333. Edoardo III è in guerra con la Scozia. Il diciannovenne Sir Harry de Lyon desidera mettersi alla prova e coglie al volo l'occasione quando un potente barone inglese, William Montagu, lo invita a partecipare a una missione segreta con una dozzina di cavalieri d'élite. Cavalcano verso nord, fino a una fortezza scozzese in rovina, catturando il ragazzo ferino e mezzo affamato che vi si trova e mettendo a ferro e fuoco gli altri abitanti. Ma nessuno sa perché il fiore all'occhiello della cavalleria inglese si sia intrufolato oltre il confine per catturare un adolescente selvaggio e sporco. Montagu affida il ragazzo a Harry come suo scudiero, con due sole regole: non farlo scappare e convertirlo alla causa inglese. All'inizio non c'è speranza. Il ragazzo scozzese è scontroso e violento e mangia tutto ciò che non è inchiodato. Poi Harry comincia a notare alcune cose: che, oltre al gaelico, il ragazzo parla un francese impeccabile, con un accento molto diverso da quello normanno di Harry. Che sa anche leggere il latino. E quando Harry finalmente convince il ragazzo - Iain mac Maíl Coluim - a tagliare la sua sudicia cortina di capelli, il volto che ne emerge è la cosa più bella che Harry abbia mai visto. Con Iain come scudiero, Harry vince un torneo dopo l'altro e diventa il favorito del re. Ma sotto lo sfarzo si celano due segreti: la crescente passione di Harry e Iain l'uno per l'altro e la misteriosa eredità di Iain. Mentre l'Inghilterra si lancia di nuovo verso la guerra, questi segreti distruggeranno tutto ciò che Harry ha di più caro.

Il Principe Prigioniero
è una delle mie serie preferite di sempre. Nonostante i suoi mille difetti e alcune scelte discutibili dell’autrice, ho sempre amato il modo in cui C.S. Pacat è riuscita a intrappolarmi nel suo mondo, a farmi divorare i suoi romanzi e innamorare dei suoi indimenticabili personaggi. È chiaro che da allora, qualunque romanzo paragonato al Principe Prigioniero che abbia letto, non sempre è riuscito a soddisfare le aspettative, forse perché troppo irraggiungibile ai miei occhi. Poi arriva la mail di Triskell che annuncia l’uscita di The Scottish Boy. La trama sembra proprio ricordare quella del Principe Prigioniero e ancora una volta decido di accettare la sfida, di leggere un romanzo storico con delle caratteristiche che amo e che mi ricordano una serie che porto nel cuore. Non ci avrei scommesso un centesimo, eppure sono qui, a lettura conclusa, a dire che questo libro mi ha davvero conquistata e che - attenzione! - potrebbe davvero essere il libro adatto per chi è orfan* della serie di C.S. Pacat. Gli elementi per farvi innamorare ci sono tutti: un’ambientazione storica curata, intrighi politici, una scrittura scorrevole, due protagonisti che si fanno amare. Una storia che cresce piano piano e che diviene sempre più intrigante, intervallata da colpi di scena e rivelazioni.

Siamo nel 1333 e l’Inghilterra è in guerra con la Scozia. Il diciannovenne Harry ha sempre sognato di diventare un cavaliere e sin dall’età di dieci anni, preso sotto l’ala di Sir Simon, lo segue come un’ombra, nell'attesa di realizzare il suo sogno. Il vecchio signore è un po’ per lui il padre che non ha mai conosciuto. Ma alle porte di una battaglia importante, Harry viene richiamato nella sua terra perché la madre è morente. Al suo ritorno sul campo di battaglia è già tutto finito. Gli inglesi ne sono usciti vincitori, seppur con numerose perdite. E Sir Simon è stato preso dal nemico. Harry è sconfortato, in pochissimo tempo non solo ha perso due delle persone che più amava, ma non riesce a immaginare cosa ne sarà di lui adesso. Sorprendentemente, le cose vanno per un verso che mai si sarebbe aspettato. Viene condotto dinanzi al suo giovane Re e investito cavaliere. I suoi sogni sembrano realizzarsi, eppure non era così che Harry si immaginava di diventare cavaliere. Gli pare quasi di non esserselo meritato, di aver barato. 

Come se non bastasse, insieme al barone Montagu, si ritrova a intrufolarsi di nascosto in territorio nemico per rapire un ragazzo (e massacrarne la famiglia). La consapevolezza di quelle azioni così vili lo fanno ricredere sui suoi sogni, sul cavalierato, sul suo futuro. Eppure, cosa gli resta? Adesso è sir Harry de Lyon e ha una tenuta piena di debiti di cui occuparsi, lui, un ragazzo di appena diciannove anni con troppi sogni inutili per la testa. Si lascia quindi convincere ad assecondare Montagu, a tenere il ragazzo nascosto per il tempo necessario, a farne nel frattempo il suo scudiero, così che nessuno nutra sospetti. Ma quel giovane e denutrito ragazzo scozzese è un osso fin troppo duro. Non si fa certamente maltrattare, anzi sin da subito dà prova di un carattere forte e deciso. Il ragazzo scozzese colpisce il giovane Harry, che riesce a vedere oltre la maschera di tristezza, sudiciume e indole selvaggia e ne coglie tratti aristocratici inaspettati. Il giovane, infatti, oltre al gaelico, sembra conoscere bene francese e latino, sembra avere avuto un’istruzione di un certo livello e Harry più volte si domanderà su chi sia quel prigioniero e sul perché gli inglesi lo abbiano rapito. Nel periodo in cui starà con lui a Dartington Manor, imparando a essere uno scudiero preparato e credibile, i due supereranno piano piano le barriere che li separano. Harry ha sempre desiderato un amico della sua età, da grande devoto ha anche rivolto molte preghiere a Dio per ottenerlo. Non avrebbe mai immaginato che le sue preghiere sarebbero state ascoltate, che sarebbe diventato cavaliere e che avrebbe avuto un amico. Ma a che prezzo? Certo le cose tra loro non sono subito facili, la fiducia non verrà concessa senza fatica, ma Harry farà di tutto per dimostrare al ragazzo scozzese, Iain, che lui non è come gli altri, che non vuole fargli del male e che non permetterà gliene faccia qualcun altro. Iain, da parte sua, cercherà di mettere da parte l’astio, di guardare oltre la facciata nemica e vedere che Harry è quello con la spada pulita, è quello con il cuore buono e generoso, è quello dalla sua parte.

Questa storia è riuscita a colpirmi davvero, perché nonostante le tematiche forti, nonostante il contesto di guerra e tutta la violenza e il dolore che questa concerne, tramite i due protagonisti l’autrice ha saputo equilibrare il tutto e regalare a* lettor* una storia intrisa di passione e coraggio e sentimenti profondi. Non negherò che la scelta della narrazione al presente in terza persona non mi abbia presa in contropiede, non l’ho molto apprezzata infatti (non l'apprezzo mai), ma mi ci sono abituata presto e sono riuscita a godermi il racconto senza troppi intoppi. Alex de Campi è un’autrice molto valida, il suo stile è scorrevole e poetico, forse anche migliore di quello di C.S. Pacat, più conciso e distaccato. Harry e Iain sono due personaggi degni di nota, con dei caratteri inusuali: il cavaliere che non ama la guerra e ha sogni romantici, quello che immagina di sbaragliare il nemico e allo stesso tempo di diventargli amico, e il prigioniero che, a dispetto delle sue risorse, riesce sempre a tenere duro, a difendersi, a farsi valere, a lottare per la libertà. Le loro vicende mi hanno coinvolta dal primo momento, rendendomi difficile mettere giù il libro o non pensarci assiduamente. Le cose, poi, diventano sempre più interessanti mano a mano che si procede e vengono fuori nuove rivelazioni, complotti, segreti. Da questo punto di vista, ho sentito molto le affinità con la serie di C.S. Pacat, sebbene l’aspetto storico e politico di questa sia ancora più approfondito e meglio trattato. Anche i personaggi Damien e Laurent per me sono irraggiungibili, soprattutto Laurent, un protagonista che è quasi un villain e che sorprende per la sua incredibile gamma di grigi. 

Harry e Iain sono comunque splendidi, mi hanno toccato il cuore, specialmente nei momenti più delicati in cui ricordano il passato e la famiglia perduta. Ma anche il loro modo di avvicinarsi, di scrutarsi, di lasciarsi andare a un sentimento che diventa sempre più impellente, nonostante ciò che li circonda, nonostante il mondo in cui vivono, l'epoca in cui vivono. Nonostante siano nemici. È un sentimento che sconvolge entrambi, soprattutto Harry, così attaccato ai suoi principi religiosi che non riuscirà a viverlo da subito come vorrebbe, ma che non riuscirà a tenerlo a freno a lungo. La loro passione esploderà e mentre intorno a loro si ordiscono trame e macchinazioni politiche, loro troveranno una dimensione in cui viversi senza paura e con coraggio.

Questo romanzo non sarà forse un degno sostituto di Il Principe Prigioniero, ma vi assicuro che ci va molto vicino. È meno crudo e violento, anche se non mancano scene di combattimento, anche abbastanza spietate, ma l'autrice non indugia sui dettagli, perciò se temete per i trigger warning, posso rassicurarvi. Ci troverete un lato molto passionale e romantico, a fare da contraltare a tutto il resto, e anche una sottile ironia che non mi è dispiaciuta affatto, ma che anzi mi ha fatto gradire la storia ancora di più.
Per me è stata una lettura davvero bella. Vi consiglio di dare un’opportunità a questo romanzo, perché se la merita tutta.
Fonte immagini: Google immagini, Amazon.it

mercoledì 8 novembre 2023

Recensione in anteprima: "Absinthe" di Selene Alaska

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui con una nuova recensione. La scrivo con animo leggermente rinfrancato perché pare che stamattina l’autunno, dopo un paio di finte, si sia deciso ad arrivare (ma forse sarebbe meglio non cantare ancora vittoria). E così, con la pioggia in sottofondo e un’aria più respirabile dei giorni scorsi, mi accingo a parlarvi di Absinthe, di Selena Alaska, un romanzo in uscita proprio oggi per Triskell Edizioni.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Absinthe
di Selene Alaska

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 343
Genere: romance M/M, dark academia, fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 8 novembre 2023

La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare. Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino. Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.

James era vizioso, era un demone, un peccatore incallito, ed era anche un esteta. Viveva per il piacere e la bellezza, li ricercava appassionatamente, e Julian era la sintesi di entrambi. Una sintesi letale e irrinunciabile.

Absinthe
è il romanzo d’esordio di due ragazze, Selene e Alaska, che hanno deciso di unire la loro passione per la scrittura e per l’arte e dar vita a un libro che è un vero e proprio elogio all’arte in tutte le sue forme. Ma, soprattutto, hanno dato vita a James e Julian, due personaggi, come loro, pieni di passioni ma anche di qualcos’altro. Dolore: ecco cosa accomuna principalmente il vampiro Julian Faustus Ravensward e il demone James Sirius. Il loro passato è un groviglio di dolore, di rimpianti, di sensi di colpa, rabbia e nostalgia e solo l’interesse verso l’arte ha fatto sì che quel dolore fosse leggermente più sopportabile per entrambi. Julian, conte e grande mecenate, ha aperto l’Oblivion Theatre, mentre James si dedica alla musica del suo violino e vive nella contemplazione dei grandi geni creativi del passato, ma anche in un’inquietante immobilità che divora le sue giornate. Fanno vite separate ma quando uno dei vampiri più influenti di Londra, Jago, contatta James costringendolo a prendere parte ai suoi piani, il demone si ritrova a doversi avvicinare a Ravensward e giocargli un brutto tiro. Jago ha manie di grandezza e vuole allargare il suo dominio, ma in ballo c’è molto altro. Vendetta. Una vendetta che viene da un passato mai chiuso e che si porta dietro un grande segreto.

James non ha preventivato, però, che una volta entrato nell’orbita di Julian molte cose per lui cambieranno, in primis i suoi pensieri. Julian, angelo biondo, oscuro e tentatore, ha su James l’effetto di una calamita e diventerà per lui una vera ossessione.  James si avvicinerà al vampiro per fare il gioco di Jago ma finirà col restare intrappolato in qualcosa di più imprevedibile e pericoloso, un’attrazione potente che non aveva previsto. Julian, dal canto suo, non è così propenso a fidarsi di un demone. Il suo autocontrollo, la padronanza di sé, riescono ad aiutarlo per gran parte del tempo, ma diventa sempre più difficile con James che osa sempre di più. Come se non bastasse, il demone sembra riuscire a tirar fuori un lato di lui che ha sempre voluto tenere nascosto. James sembra comprenderlo meglio di chiunque altro, capire il suo dolore, avere anche lui delle angosce dovute a un passato che, per quanto ci si sforzi, non si riesce a cancellare. 

La sua figura eterea, il modo divino in cui suona il violino, il modo in cui riesce ad attirarlo a sé con un solo sguardo, il sapore peccaminoso del suo sangue, poi, non fanno che complicare le cose. E così ci ritroviamo a leggere di un legame che non dovrebbe nascere ma al quale nessuno dei due riesce a resistere, una lotta tra dovere e potere... un vampiro e un demone che scorgono l’uno nell’altro dettagli che mai avrebbero creduto di poter amare, considerando soprattutto quante ne hanno passate e quanto sfiduciati verso la vita sono da sempre. Ma la loro natura malinconica non sta per estinguersi del tutto, dà loro un’effimera parvenza di beatitudine per poi servire il dramma al momento opportuno...

Absinthe è una storia che nasce su Wattpad ma, a differenza di altre storie che ho letto provenienti da questa piattaforma, non presenta gli stessi difetti. E questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molte cose di questo libro, in primis lo stile delle due autrici, uno stile abbastanza ricercato, con un vocabolario e dialoghi degni di una storia incentrata su varie forme d’arte. Non mancano citazioni importanti, citazioni musicali - Chopin, Tchaikovsky, Debussy... - ma anche letterarie come William Shakespeare, Christopher Marlowe (che nella trama ha anche un ruolo emblematico), Oscar Wilde, Dante Alighieri e molti altri. Ogni elemento trova il suo posto nella storia, nulla è buttato a caso, anzi ci sono collegamenti con fatti reali che ho trovato anche molto interessanti (come appunto il sopracitato Marlowe e il suo rapporto con Julian, nonché la nascita del suo Dottor Faustus). 

Non ho disdegnato nemmeno le atmosfere, sempre abbastanza decadenti, nostalgiche e che in gran parte si rifanno al Romanticismo ottocentesco, con le sue tematiche di angoscia, delusione, sofferenza, esaltazione di sentimenti, di spiritualità, tensione verso l’infinito, travalicamento di confini, aspirazione all’immortalità, solitudine. In questi termini il romanzo è riuscitissimo e anzi faccio i miei complimenti alle autrici perché sono riuscite a donare alla loro storia una forma convincente sia esteriormente che nel contenuto. Non aspettatevi una storia d’amore che si consuma rapida, qui abbiamo un sentimento che nasce lento, come “la nenia di un carillon”, un carillon rotto che però ritrova il suo ritmo non appena Julian e James si rendono conto di quanto sono importanti l’uno per l’altro. Nonostante tutte queste fantastiche premesse, mi duole dire però che non sempre sono riuscita a sentirmi vicina ai personaggi; nello sforzo di dare al romanzo un’identità così interessante, profonda e convincente, ho avuto l’impressione che qualcosa sia venuto a mancare nella costruzione, non tanto dei personaggi, quanto della loro relazione, che nasce con troppa facilità. È comunque soltanto una sensazione, diciamo che non ho provato quel batticuore tipico che si dovrebbe provare quando due personaggi interagiscono tra loro e s’innamorano, quando la tensione è resa talmente bene che al primo sfioramento il cuore collassa. Mi è mancata questo tipo di emozione, sebbene la loro storia mi sia piaciuta davvero molto. Del resto, i momenti più intriganti sono stati proprio quelli riguardanti le loro interazioni, e dunque la narrazione dal loro punto di vista, mentre ho trovato un po' meno coinvolgenti i pov degli altri personaggi, ma non meno validi. Anzi, l'intreccio che si è venuto a creare tra presente e passato si è rivelato molto appassionante.

Absinthe è un romanzo che va gustato, non troverete grande azione, nemmeno grande originalità nelle dinamiche, ma potrete lasciarvi avvolgere dalle atmosfere affascinanti al sapore d'assenzio, dalle gotiche ambientazioni, dalle frasi poetiche, dalla musica e dall'amore per l'arte che ogni pagina sembra emanare. Di sicuro vi stupirà. Se amate le vibes dark academia, se vi piacciono le storie dark e gli amori tormentati e ossessivi, se non disdegnate gli autori del passato e gli elementi soprannaturali, allora apprezzerete sicuramente Absinthe. Il libro si presenta ben curato nella forma, con anche alcune illustrazioni a rendere la lettura più immersiva. 

Fonte immagini: Pinterest

sabato 9 settembre 2023

Recensione: "Love is a mess" di Jessica Lascar

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un libro di cui dovevo parlarvi qualche settimana fa, ad agosto, ma che poi, causa pausa estiva, non sono riuscita a recensire. Si tratta di Love is a mess, di Jessica Lascar, romanzo LGBT+ vincitore dei Wattys 2021 su Wattpad. Il romanzo era destinato inizialmente alla mia collaboratrice Giulia, ma poi a lei non stava prendendo - come a me non stava prendendo Un regno di stelle e ombre, e ce li siamo scambiati. Purtroppo lo scambio non ha dato i risultati sperati. Holly Renee non ha conquistato Giulia né Jessica Lascar ha avuto effetto migliore su di me. Sono comunque riuscita a terminare il romanzo, a trovare alla fine qualche aspetto apprezzabile, sebbene non mi abbia convinta del tutto. Vi lascio scoprire il mio pensiero completo qui sotto e ne approfitto per ringraziare di cuore la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Love is a mess
di Jessica Lascar

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 510
Genere: contemporary romance, LGBT+
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 13 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Quando Daniel riesce ad avvicinarsi all’intrigante ragazzo che ha l’abitudine di lasciare disegni sui bicchieri da caffè, la sua vita monotona prende una svolta inaspettata. Love is a mess, romanzo LGBT+ vincitore dei Wattys 2021, di Jessica Lascar è pronto a rubarvi il cuore! Daniel trascorre i pomeriggi dopo scuola lavorando part-time in una caffetteria sulle rive del Tamigi. Ed è lì che si invaghisce di un intrigante ragazzo che si diverte a lasciare disegni sul suo bicchiere da caffè alla fine di ogni visita. Quando i due riescono ad avvicinarsi, il diciassettenne londinese crede che la sua vita monotona possa finalmente prendere una svolta. Ma non sa che sarà lui, invece, a portare scompiglio nella vita dell’altro ragazzo, tormentato da un passato difficile e da una situazione familiare complicata. Se vuole che la loro relazione sopravviva, Daniel dovrà lottare non solo per conquistare il suo cuore ma anche per aiutarlo ad affrontare il passato per aprirsi al futuro.

Ambientato a Londra, Love is a mess ci porta nelle vite di due giovani molto diversi... ma non poi così tanto. Daniel lavora in una caffetteria sul Tamigi, Nolan ha un negozio di accessori per skaters. I due non si conoscono, hanno età differenti e non frequentano le stesse compagnie, non si sono mai parlati, nonostante Nolan abbia l’abitudine di prendere il caffè proprio nel locale in cui lavora Daniel e lasciare disegni intriganti su ogni bicchiere che gli viene servito. Daniel non sa perché si sente profondamente attratto da quel ragazzo solitario, eppure non riesce mai a trovare il coraggio di parlargli, di dirgli anche un semplice “ciao”. L’occasione che stava aspettando gli si presenta un giorno alla festa di un compagno di classe, il viziato e arrogante Josh. Proprio qui si ritrova per puro caso a scambiare due chiacchiere con Nolan; non sa cosa ci faccia a quella festa, non sa come sia riuscito ad avvicinarlo, ma Daniel precipita nel più inaspettato dei sogni. Da qui a poco, i due si renderanno conto della loro reciproca attrazione e lasceranno che questa prenda il sopravvento, facendo provare a entrambi emozioni del tutto nuove. Insieme condivideranno delle prime volte importanti, ma nel momento in cui le cose sembrano andare per il meglio, ecco che verranno fuori anche i lati più oscuri, le cose non dette, i segreti, le paure. Entrambi tormentati da dolori passati e abbandoni, dall’incapacità di riuscire a vivere a pieno le emozioni più belle, faranno fatica a far decollare la loro relazione, sempre messa in dubbio da incertezze e angosce. Ma se c’è una cosa che entrambi desiderano è non far soffrire l’altro più di quanto abbia già sofferto. L’amore arriverà, ma dovrà percorrere una strada lunga e tortuosa…

Le tematiche del romanzo sono tematiche a cui, come sapete, sono affezionata. Ecco il motivo per cui ho voluto leggere Love is a mess. Daniel e Nolan dovranno affrontare pregiudizi e coming out indesiderati, dovranno far fronte a chi non comprende il loro amore, a chi ha dei piani diversi per loro, a chi li ritiene uno scherzo della natura. Eppure con coraggio i due terranno testa a tutto, dimostrando che l’amore è sempre amore, in qualunque sua forma. In questo contesto troviamo due famiglie di stampo diverso. Da un lato il padre di Daniel che si dimostra aperto mentalmente e accondiscendente alle scelte del figlio, anzi più che entusiasta, dall’altro quello di Nolan, un padre più interessato alle apparenze, non sempre disposto ad assecondare ogni decisione o passione del figlio. Per questi motivi e molti altri, Nolan tende a non aprirsi facilmente, a non rivelare granché di sé. Lo fa a fatica, poco alla volta, e solo con Daniel, dopo che lui è riuscito a dimostrargli che può fidarsi. Ma non sarà facile per nessuno dei due, sopraffatti dalle delusioni passate e da dubbi costanti. Riuscirà l’amore a vincere, a far mettere loro da parte ogni esitazione, a permettergli di vivere un sentimento vero e sincero come mai ne hanno provato?

Jessica Lascar ci accompagna in questo viaggio altalenante a tempo di musica, ogni capitolo scandito da canzoni diverse, una colonna sonora rock che diventa quasi un’altra protagonista della storia. Ho apprezzato questa presenza decisa della musica, alcune scene cercavo di immaginarmele proprio col sottofondo delle canzoni indicate. Ho anche apprezzato le tante citazioni di film e serie tv cult, così come l’ambientazione londinese che spesso ci porta negli angoli più screditati di Londra per poi rivelarci arte e poesia dove meno ci si aspetta di trovarne. Purtroppo, però, il romanzo ha anche qualche difetto. In primis, è troppo lungo. Sono più di 500 pagine e già al terzo capitolo i due protagonisti si ritrovano a letto insieme, senza neppure conoscersi; la parte restante è un susseguirsi di alti e bassi, di momenti intriganti e altri molto statici, di tira e molla, di dolcezza e di tensione, il tutto intervallato da costanti rotolamenti sotto le lenzuola. A tenere realmente chi legge incollat* alle pagine c’è poco, perché la storia non offre nulla di originale o innovativo. È un tipo di storia dalle dinamiche già lette, lo stile abbastanza acerbo e dei protagonisti non sempre all’altezza delle aspettative. La storia è tirata per le lunghe, l’impronta di Wattpad, ovvero di una storia a episodi, si percepisce tutta, e manca un vero e proprio lavoro di fino a rinvigorire la scrittura, che piuttosto risulta fiacca. Anche i protagonisti secondari non sono approfonditi abbastanza, non si riesce a conoscerli bene, a figurarseli, talmente sono bidimensionali. Nonostante tutto, però, Love is a mess può essere un tipo di storia capace di far riflettere, di mostrare l’amore in un modo in cui non bisognerebbe mai stancarsi di ammirare, quello tra due persone che si scoprono legate e che sono disposte a mettere da parte ogni timore pur di viversi, che sognano un futuro insieme e decidono di costruirlo un piccolo passo alla volta. Peccato per l'insta-love e lo stile poco coinvolgente, sarebbe stata una lettura più piacevole con qualche accortezza in più.


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 11 agosto 2023

Recensione: "Un Regno di stelle e ombre" di Holly Renee (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla di Un regno di stelle e ombre, di Holly Renee, un fantasy romance molto piccante, pubblicato da Triskell Edizioni. A dirla tutta, era un romanzo che dovevo leggere io, ma all'ultimo abbiamo fatto uno scambio (io vi parlerò di Love is a mess, tra qualche giorno) perché mi sono resa conto che non faceva affatto per me. A quanto pare, purtroppo, non ha conquistato nemmeno Giulia, che solitamente ama questo genere di romanzi. Scoprite la sua opinione sincera e fateci sapere cosa ne pensate voi. Ringraziamo comunque la casa editrice per l'opportunità di leggere questo romanzo.

Un regno di stelle e ombre
di Holly Renee

Prezzo: 4,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 302
Genere: fantasy romance
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 29 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Adempiere al tuo destino o cedere al desiderio? Dove risiede la tua lealtà? Mi è stato detto che la mia unione con il principe, il futuro re, avrebbe salvato i Fae del regno. Ma non è il mio promesso sposo a infestare i miei sogni. È suo fratello mezzosangue, il principe che sta al suo fianco. Lui è peccato e oscurità, e le sue promesse sussurrate all’orecchio mi fanno bramare un uomo che non posso avere. Anche i miei pensieri fanno di me una traditrice del regno che ho giurato di proteggere. Quando la Corte del Sangue attacca, sono costretta a fare scelte per le quali non sono preparata. Le bugie e gli inganni si impigliano in una rete fatta di ombre e stelle, e il mio destino mi è chiaro. Tradire un regno o tradire il mio cuore.

Buongiorno a tutti e a tutte! Sono ritornata con una nuova recensione e collaborazione. Ringrazio la casa editrice Triskell per affidare a noi le sue opere in cambio di un’onesta recensione. Avevo visto questo libro per caso sulla home di Instagram, ma non avevo prestato particolare attenzione, poi mi è stato proposto da Franci, e mi son detta: perché non provare a leggerlo?

Vi confesso che sono partita con aspettative zero, anche perché nessuno della mia booksquad lo aveva letto, quindi non sapevo davvero cosa aspettarmi.

La storia inizia in un regno senza stelle, e nella vostra testa penserete: che significa? Boh pure io l’ho pensato all’inizio, però poi ho capito che il regno degli umani viene chiamato così perché appunto sono privi di magia, e in casi rari nasce un umano benedetto dalle stelle, chiamato Starblessed, che ha il potere di potenziare la magia di qualcun altro. Ma di chi, se gli umani sono senza magia? Il mondo in cui è ambientato questo libro è diviso in ben tre regni: quello degli umani, quello dei fae e quello dei vampiri. Nei rari casi in cui nasca uno Starblessed tra gli umani, viene direttamente prelevato dai fae per prendere il suo potere e usarlo contro la minaccia più grande, ovvero i vampiri.

La nostra protagonista, Adara, è una Starblessed, cresciuta nell’agio per via del contratto stipulato dalla madre con i fae alla sua nascita, ma quando avrà compiuto l’età giusta per andare in sposa al principe Gavril, futuro re di Citlali, verrà consegnata nelle mani della famiglia reale e in cambio la sua famiglia potrà vivere nella ricchezza, cosa che il resto degli esseri umani non si può permettere in quel regno. Adara cresce con questa sorta di cappio al collo e un risentimento che aumenta sempre di più nei confronti della madre e dei fae.

Il libro inizia proprio quando il “grande” giorno è ormai alle porte, le guardie della famiglia reale sono al confine con il regno degli umani, e ad Adara rimane un’unica possibilità per riuscire a scappare da quel suo destino ignobile, però proprio quando ormai è tutto pronto, un uomo, un fae, una guardia reale riesce ad acciuffarla. Evren si rivelerà un grande ostacolo nella vita della futura regina Adara... oppure sarà la sua salvezza?

Anticipo subito che questa non sarà una recensione positiva ma neanche troppo negativa. Sono partita con zero aspettative ed è stato proprio un bene. Non so, forse il periodo, forse perché ero reduce da due libri fantasy romance che mi erano piaciuti davvero tanto, ma sento di non essere riuscita ad apprezzare questo libro, ci sono state molte cose che non mi sono piaciute e voglio spiegarvi anche perché.

Veniamo letteralmente buttati in questo mondo, senza alcuna spiegazione chiara ma con delle nozioni che recepiamo qua e là man mano che il racconto fa il suo corso. Per carità, il worldbuilding presenta delle dinamiche molto semplici, però, ecco, ho trovato questo lasciare le cose al caso molto fastidioso, come se il lettore dovesse capire tutto da sé.

La poca originalità e la prevedibilità del romanzo è stata sicuramente la parte che mi ha infastidita maggiormente. Ho fatto veramente fatica a trovare un elemento nuovo nel romanzo. Ultimamente i fantasy sono tutti un po' uguali, però di solito c’è sempre quell’elemento originale che ti fa ricordare di quel determinato libro, invece qui è stato come leggere un sacco di trame già conosciute messe insieme, come se l’autrice avesse preso una parte da ognuno dei suoi libri preferiti creando quest’accozzaglia. Penso abbiate imparato a conoscermi leggendo le mie recensioni e penso sappiate come io ai colpi di scena arrivo sempre nel momento stesso in cui l’autore ha voglia di scriverli, mentre questa volta sapevo dal secondo capitolo come l’autrice avrebbe voluto finire il romanzo. È stata una cosa molto fastidiosa, perché solitamente riesco a sorprendermi e qui invece sono rimasta abbastanza delusa dal finale.

Un’altra cosa che mi è piaciuta davvero poco, sono stati i protagonisti, secondo me poco caratterizzati. Con lo scorrere delle pagine non ho intravisto una minima crescita personale da parte di entrambi, ci sono stati presentati in un modo e non hanno avuto nessuna evoluzione all’interno della storia, sono rimasti sempre uguali. Per quanto riguarda invece i personaggi secondari, se possibile, li ho trovati ancora peggio dei protagonisti, uno in particolare mi ha proprio suscitato un odio simile a quello che provo per la nonna di Manon (chi ha letto la serie della Maas può capire). Ho trovato la regina dei fae un essere davvero spregevole e disumano, cattiveria pura ingiustificata verso una ragazza che è semplicemente nata, non ha commesso nessuno sbaglio se non essere benedetta dalle stelle, cosa che tra l’altro va a vantaggio del regno dei fae e di nessun altro.

In conclusione questo libro mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca, è stata una delusione, non mi aspettavo il fantasy migliore dell’anno, però quantomeno speravo in qualcosa che mi avrebbe fatto viaggiare e scoprire nuovi mondi.


Giulia



Photo credit: @_gbooklover_

mercoledì 19 aprile 2023

Recensione: "The Charm Offensive" di Alison Cochrun

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di un libro che ho semplicemente adorato, The Charm Offensive, di Alison Cochrun, un contemporary romance M/M edito Triskell Edizioni. Devo ammettere che inizialmente stava per non convincermi del tutto, ma pian piano si è rivelato una vera delizia e ha fatto breccia nel mio cuore. Ringrazio immensamente la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

The Charm Offensive
di Alison Cochrun

Prezzo: 5,99 € (eBook) 16,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 370
Genere: contemporary romance, M/M
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 17 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Dev Deshpande ha sempre creduto nelle favole. Non c’è quindi da stupirsi che abbia trascorso la sua carriera a crearle nel reality show "Ever After". In qualità di produttore di maggior successo nella storia del franchise, Dev scrive sempre la storia d’amore perfetta per i suoi concorrenti nonostante la sua vita sentimentale stia andando a rotoli. Ma poi il programma sceglie come protagonista Charlie Winshaw, un professionista nel settore della tecnologia caduto in disgrazia. Charlie è ben lontano dall’essere il principe azzurro romantico che tutti si aspettano. Non crede nel vero amore e ha accettato di partecipare allo show solo come ultimo tentativo di riabilitare la propria immagine. Davanti alle telecamere è ansioso e teso: non ha la minima idea di come uscire con venti donne in tv. Dietro le quinte è un uomo freddo, impacciato e riservato. Mentre Dev si sforza di far entrare Charlie in sintonia con i concorrenti di un tour mondiale, i due iniziano ad aprirsi l'uno con l'altro E Charlie si rende conto di avere una migliore intesa con Dev che con tutte le sue co-protagoniste. Ma anche il reality ha un copione e per trovare il loro "per sempre felici e contenti" dovranno riconsiderare la storia d'amore che verrà raccontata.

The Charm Offensive è una delle più recenti pubblicazioni di Triskell Edizioni e uno dei libri che ho atteso di più. Dopo aver amato Total Creative Control (stesso genere, stessa casa editrice - QUI la mia recensione), mi sono gettata con fiducia anche su questa nuova lettura. Il romanzo è ambientato in un mondo artefatto, quello dei reality show, e per un piccolissimo momento ho pensato che forse non sarebbe stato all’altezza della mia precedente lettura, ma mi sono dovuta ricredere. Non solo The Charm Offensive mi è piaciuto un sacco, anche più di Total Creative Control, ma trovo che a livello di contenuti sia anche più profondo. Il romanzo di Alison Cochrun è un’autentica rivelazione, perché dietro l’ambientazione patinata e superficiale, si nasconde la storia di due personaggi autentici, due personaggi con seri problemi di salute mentale che devono affrontare un mondo di apparenze cercando di non perdere se stessi. Mi sono innamorata di entrambi i personaggi, di Dev, un ragazzo che ha sempre creduto nei lieto fine, romantico fino al midollo e guai a dirgli che in un programma come Ever After, in cui lavora da anni come produttore, non si può trovare il vero amore. E di Charlie, all’apparenza il perfetto Principe Azzurro, con tutte le carte in regola per conquistare qualsiasi donna, ma poi terribilmente tenero, impacciato, insicuro, con più problemi di quanti si possa immaginare. Due ragazzi molto diversi ma che hanno lottato allo stesso modo per trovare il proprio posto nel mondo e che hanno tutta l'intenzione di tenerselo stretto, quel posto. Si può dire che siano due ragazzi realizzati, quanto meno nel campo lavorativo, ma a entrambi manca l’amore. Dev si è da poco lasciato con il proprio ragazzo, che tra l’altro lavora con lui nello show ed è un inconveniente non così facile da sopportare. Charlie giunge invece nel programma nei panni del protagonista, il Principe Azzurro in cerca della sua Principessa. Dopo aver avuto problemi a lavoro a causa di ansie e attacchi di panico frequenti, decide, insieme alla sua fidata PR e migliore amica, di partecipare a Ever After per ripristinare la propria reputazione e tornare a fare ciò che gli riesce meglio. Ma prima dovrà sacrificarsi con ciò in cui riesce peggio, ovvero conquistare una donna. 

Charlie è terribilmente negato con le donne, cosa abbastanza strana, considerando che è un uomo a cui, sulla carta, non manca nulla e per cui le donne fanno letteralmente la fila. I suoi primi approcci, però, sono sempre disastrosi e molte volte non riesce ad arrivare oltre il primo appuntamento. Dev capisce subito che quello non è il Principe Azzurro che dovrebbe stare all’interno del programma, ma si impone di riuscire a farlo diventare tale. Si assume la responsabilità di guidarlo negli appuntamenti con le partecipanti e di farlo sbloccare e aprire un pochino di più, giusto il necessario per non far notare quanto sia inverosimile un Principe che non riesce ad avvicinare una donna senza diventare pallido come un cencio e provare nausea. La vicinanza con lui lo porta a conoscerlo più a fondo, a scoprire dei suoi problemi personali e a comprendere che, nonostante tutto, non è l’idiota che pensava, ma un ragazzo molto sensibile e con problemi simili ai suoi. Eh sì, perché anche Dev non è esattamente il ragazzo solare, spassoso e alla mano che appare. Dev ha delle giornate in cui vorrebbe staccare tutto, chiudersi in camera e non uscirne mai più. Dev soffre di depressione e, quel che è peggio, crede di essere in grado di gestirla da solo. A volte ci riesce, a volte i momenti “no” passano e lui torna a essere il Dev di sempre, ma altre volte, quando tutto intorno a lui sembra complicarsi e non andare come vorrebbe, quelle volte non riesce nemmeno a scendere dal letto.

Il suo rapporto con Charlie è davvero unico. In un certo senso gli fa da mentore, all’inizio, addirittura organizza "appuntamenti di prova" con lui per abituarlo a sbottonarsi, a parlare un po’ di sé, a far emergere il vero Charlie. Presto, però, diventa una bella amicizia e i due si ritrovano a condividere lo stesso appartamento, a guardare The Expanse insieme, a montare puzzle come se non ci fosse un domani. Charlie è grato della presenza di Dev al suo fianco, perché grazie a lui sta facendo notevoli progressi, ma si rende anche conto che quella presenza diventa presto qualcosa di indispensabile, che non riesce a smettere di pensare a quelle poche volte che lui e Dev si sono sfiorati per caso, non riesce a smettere di pensare a Dev, sempre lui... è in ogni suo pensiero. La cosa gli sembra ridicola, impossibile, eppure una sera, complice una sbronza da paura, chiede a Dev il permesso di baciarlo all’uscita da un locale (esatto, gli chiede il permesso, e se ero già conquistata, qui l'autrice mi ha avuta per la vita) e, in quel preciso istante, ottiene tutte le conferme di cui ha bisogno. La sua posizione all’interno di Ever After diventa sempre più complicata, non può tirarsi indietro e deludere tutte quelle ragazze; e deve andare avanti anche per riscattare la sua immagine e riottenere il posto nella sua azienda. Ma non riesce nemmeno a sopportare di dover baciare altre donne davanti a Dev, tormentarlo così, perché sa bene che anche Dev prova qualcosa per lui ma non può ammetterlo perché non può rischiare di compromettere il suo lavoro e tutta la stagione. Insomma, un bel casino per entrambi, che dovranno destreggiarsi tra ansie, paure, attrazione e situazioni difficili e del tutto nuove e, nel frattempo, far funzionare Ever After per non deludere le aspettative del pubblico.

Come vi dicevo all’inizio, questo romanzo, che parte da un espediente alquanto banale - ma a suo modo peculiare - come un Dating Show, riesce invece a includere tematiche profonde, inaspettate e anche un po’ intime. L’autrice non usa questi problemi come semplici orpelli da sfoggiare in momenti a caso, ma sono caratteristiche che fanno interamente parte di entrambi i personaggi, che vengono approfondite e mostrate in tutta la loro logorante essenza. Più volte mi sono sentita in empatia con Dev e Charlie, conosco bene l’ansia e compagnia bella, e, come l’autrice ci fa sapere nei ringraziamenti finali, anche lei conosce fin troppo bene l’argomento, ecco perché è stata tanto attenta nel trasporlo su carta senza che sembrasse una pagliacciata. Quindi chapeau ad Alison Cochrun, che è stata capace di sorprendermi con questa sua storia e di raccontare qualcosa di vero e di serio che spesso la gente tende a trascurare. Non mancano poi altre tematiche importanti, che ruotano intorno ai reality e al modo in cui sfruttano le debolezze dei partecipanti pur di fare share, oppure la ritrosia di Charlie riguardo i contatti fisici, soffrendo anche di manie ossessivo-compulsive; o la pressione lavorativa che gioca a Dev brutti scherzi, o la presa di coscienza di Charlie della propria identità sessuale, e non per ultimo l’importanza di seguire una terapia quando si sta male, che non significa essere in difetto, ma è bene prendersi cura anche della propria mente oltre che di tutto il resto. The Charm Offensive è, come avrete capito, una scoperta continua e più lo si legge più lo si ama. Lo stile è scorrevole, nonostante la narrazione al presente in terza persona, che per ovvi motivi mi ha fatto pensare a Rosso, Bianco e Sangue Blu, con cui, tra l’altro, si potrebbero fare un paio di parallelismi. Ad ogni modo, una volta presa confidenza con lo stile narrativo dell’autrice, è stato tutto piacevolissimo. Ho apprezzato quel tocco di sottile ironia che spesso ha smorzato le tematiche toste, nonché l’angst fra i protagonisti, ma anche il tipo di rapporto che instaurano, una fiducia incondizionata che mi ha toccato il cuore. Consiglio assolutamente questa lettura, tra le più carine del genere e, a mio parere, tra le più immancabili. Se proprio devo trovare un difetto, direi che le partecipanti dello show sono spesso confondibili, non hanno caratteristiche che le identificano per bene, a parte giusto un paio, però sugli altri personaggi secondari nulla da dire. Sicuramente terrò d'occhio Alison Cochrun e continuerò a leggere i suoi libri. Fidatevi e provate anche voi a conoscerla e a conoscere Dev e Charlie <3
Fonte immagini: Google immagini

giovedì 23 marzo 2023

Recensione: "Total Creative Control" di Joanna Chambers e Sally Malcom

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho il piacere di parlarvi di un libro uscito da non molto per Triskell edizioni, Total Creative Control. Amore, fanfiction e altri disastri, di Joanna Chambers e Sally Malcom, un volume che si è rivelato una bellissima sorpresa e mi ha fatto battere il cuore come non succedeva da un po’. 
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale inviatami in cambio di un’onesta opinione.

Total Creative Control
di Joanna Chambers e Sally Malcom

Prezzo: 4,99 € (eBoo) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 360
Genere: contemporary romance, M/M
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 2 dicembre 2022
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Quando lo scrittore di fanfiction Aaron Page ottiene un lavoro con il creatore della serie tv di successo Leeches l’incarico doveva durare solo una settimana. Tre anni dopo, Aaron è ancora lì… Forse perché ama le sfide che mettono in moto la sua creatività oppure perché è un grande fan di Leeches. Ma, sicuramente, non è per Lewis Hunter, il suo capo estremamente esigente, incredibilmente maleducato e di una bellezza mozzafiato. Ma è davvero così? Lewis Hunter ha avuto una vita difficile e ha lottato per ottenere tutto ciò che ha. La sua priorità è il mondo dello spettacolo, e le relazioni personali vengono in secondo piano. L’unica relazione significativa che ha è con Aaron, il suo principale confidente e indispensabile assistente. E, nonostante trovi irresistibile il fascino da “ragazzo della porta accanto” di Aaron, Lewis non metterebbe mai a rischio la loro collaborazione professionale solo per un capriccio. Ma quando Lewis si ritrova intrappolato in un terribile ritiro aziendale, Aaron è il suo unico amico e alleato. Mentre i confini professionali tra i due iniziano a sfumare, la loro attrazione inizia a sfrigolare...

Adoro i romance M/M, ma non ne leggevo da qualche mese e ne avevo davvero bisogno. Così ho richiesto alla casa editrice questo volume che da tempo stuzzicava la mia curiosità. Quello che vi ho trovato è una storia così bella, struggente, originale che non ho potuto fare a meno di amarla. Lewis Hunter è un creativo, uno sceneggiatore di successo. Abile con le parole scritte, un po’ meno nei rapporti umani, la sua vita ruota interamente intorno al suo lavoro, che è fatto di precisione, regole e nessuna distrazione. La sua serie sui vampiri, Sanguisughe, è amatissima, soprattutto per il rapporto che si è creato nel tempo tra i due protagonisti dello show, Faolàn e Skye, che ha generato un fandom pazzesco e la nascita di milioni di fanfiction dedicate alla loro bromance. Lewis però ignora la portata di tutto ciò, concentrato com’è solo sul portare avanti la serie in maniera credibile e farla funzionare. Un giorno si ritrova ad assumere l’ennesimo assistente personale, convinto che anche questo durerà poco come i precedenti. Passano invece tre anni e Aaron Page è ancora al suo fianco. Aaron non è come gli altri assistenti: lui è efficiente, intuitivo, ha idee brillanti che sembrano funzionare bene per lo show. Il suo segreto è che è un fan di Sanguisughe da anni, conosce bene i personaggi, e scrive su di loro fanfiction su fanfiction. Lewis si è abituato ad averlo accanto, così tanto che ormai non riuscirebbe a pensare di poter fare a meno di lui. La stessa cosa vale per Aaron, che si ritrova a rifiutare offerte di lavoro più interessanti, pur di continuare a essere l’assistente di Lewis. Sente in qualche modo di potergli essere davvero utile, che Lewis ha bisogno di lui, che lo show ne ha bisogno, e così resta. Resta sempre… fino a quando non se ne pente. Un workshop inatteso per discutere dell’adattamento di Sanguisughe per il mercato USA, porta Lewis e Aaron più a stretto contatto e quello che doveva essere un semplice weekend di lavoro, si trasformerà nell’occasione ideale per buttare giù tutte le maschere ed essere sinceri come non lo sono mai stati. Potrebbe essere il momento che entrambi, sotto sotto, stavano aspettando, oppure il preambolo per un completo disastro.

Total Creative Control mi ha mandato i neuroni fuori orbita. Le autrici sono state davvero brave nel creare due personaggi veri e intensi come Lewis e Aaron e a infilarli sempre in delle situazioni ad alta tensione emotiva. Lewis è quello sempre serio, incapace di lasciarsi andare, con un carattere per nulla facile. È quello che mette i paletti, che erige muri, che tiene la gente lontana, che non riesce ad avere una relazione duratura con nessuno. Però è un genio nel suo campo, è ammirato nel suo lavoro e potrebbe davvero svoltare la sua vita se solo decidesse di scendere a compromessi per far approdare il suo show in America. Ma è disposto a dare ai suoi personaggi un'identità diversa solo per accontentare i grandi capi? Quanto può rischiare pur di assicurarsi un successo maggiore? È davvero ciò che vuole?
 Aaron, dal canto suo, è un personaggio che sembra ben lontano da Lewis, con la sua aria da bravo ragazzo, i suoi modi affabili e accomodanti, la sua tendenza a mettere le persone a proprio agio con un solo sorriso. È un ragazzo dolce e rassicurante e Lewis non era pronto a una persona come lui nella sua vita. Aaron scompiglia il suo equilibrio, turba il suo animo, gli fa provare sensazioni inaspettate. Lo capisce con un solo sguardo, gli trasmette quella calma e quella serenità che lui non ha mai provato. E capisce la sua storia, i suoi personaggi, Aaron è ciò di cui non sapeva di aver bisogno. Ma sarà sempre propenso a tenerselo stretto quando avrà scoperto che segreto gli nasconde? Quando gli argini tra loro saranno stati valicati e le cose non riusciranno più a tornare come prima?

Amerete questo libro, dalla prima all’ultima pagina. C’è così tanto angst e struggimento che a un certo punto ho pensato di non farcela e di collassare, e chi mi conosce sa bene quanto io ami l’angst. È una storia davvero troppo carina, divertente, romantica e, in più, vi ritroverete a fare il tifo anche voi per la bromance Skylàn di Sanguisughe, a desiderare per un momento che il duo di autrici la scriva davvero e ce la faccia conoscere :P Un’ambientazione fresca e coinvolgente, il mondo delle fanfiction a fare da sfondo a una storia d’amore che sembra un cliché ma che si rivelerà più bella e inaspettata del previsto, dialoghi brillanti e un’intreccio non così scontato, fanno di Total Creative Control uno dei romanzi M/M più interessanti che abbia letto. Consiglio questa lettura a chiunque abbia voglia di una storia che nasce lentamente, a piccole dosi, una storia fatta di sguardi, piccole attenzioni, struggimento, incomprensioni, ma che alla fine saprà regalare tante gioie.
Fonte immagini: Pinterest

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