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martedì 17 settembre 2024

Recensione: "Pratiche d'amore per Sandy Jones" di Angela Contini (a cura di Marika)

Buongiorno, lettor*! ^^
Torniamo oggi sul blog per parlarvi di un romanzo self in uscita tra pochissimi giorni. Si tratta del nuovo romance storico firmato Angela Contini, autrice prolifica italiana di cui, qui sul blog, potete trovare diverse recensioni. La nostra Marika ha letto Pratiche d'amore per Sandy Jones in anteprima e ci regala la sua personale opinione. Fateci sapere cosa ne pensate e se finirà nelle vostra wishlist. Vi aspettiamo nei commenti ;)

Pratiche d'amore per Sandy Jones
di Angela Contini

Prezzo: 2,99 € (eBook) 13,99 € (cop. flessibile)
Genere: romance storico
Editore: selfpublishing
Data di pubblicazione: 19 settembre 2024

Come si può evitare un matrimonio combinato con un uomo non gradito se non combinandone un altro con un uomo più gradito? Per sfuggire al volere del padre, che la vuole sposa di un ricco gentiluomo molto in là con gli anni, Sandy Jones si rifugia a Londra con la complicità della nonna Elizabeth. Qui conosce Stuart Pennington, conte di Tennyson. Stuart è bello, giovane, virile e sembra essere il partito migliore. Per questo e per sottrarsi al suo infausto destino, Sandy decide che sarà lui a salvarla da un matrimonio che non vuole. Come? Sposandola, anche senza amore. Lord Tennyson conduce una vita quasi perfetta, se non fosse per quel nonno autoritario che gli impone il matrimonio con una candidata tanto noiosa, quanto insignificante. Quando incontra la giovane Sandy Jones, che si propone come futura moglie, dichiarando senza mezzi termini di voler essere salvata da un'unione che non desidera, pensa di essere finito dalla padella nella brace, fino a che, esasperato, accetta di sposarla. Sandy è giovane, appassionata, ha voglia di conoscere le gioie dell'unione con un uomo che la attrae e Tennyson sembra essere l'uomo giusto. Ma basterà vivere la loro unione senza un briciolo di amore benché colma di passione? O forse, qualcuno, prima o poi, pretenderà di più? Fra battibecchi più o meno seri, e baci appassionati, Sandy e Stuart danno inizio al gioco che deciderà, finalmente, il loro destino.

Ben ritrovati su questi schermi Coffeeaholics adorati!
Come avete trascorso le vacanze estive? Io abbracciata all'aria condizionata considerato il caldo eccessivo e stancante. Meno stressanti invece, sono questi giorni di quasi autunno accompagnati da una brezza fresca e piacevole, dove leggere ha tutto un altro sapore. E proprio a proposito di letture, per aprire questa nuova stagione letteraria non potevo non parlarvi di un romance storico ricco di sfumature ironiche e taglienti, dialoghi sopraffini e una storia che nascendo da una reciproca convenienza, si trasformerà in un amore fatto di passione e genuinità. Ma di quale libro sto parlando? Di Pratiche d'amore per Sandy Jones di Angela Contini che, dopo averci salutato con la serie di She's dedicata alla Corea del Sud, ritorna tra gli scaffali virtuali di Amazon con una nuova e avvincente avventura ambientata nella Londra dabbene del 1800 con personaggi che hanno avuto una piccola comparsa in Winter Sonata e che ora trovano ampio sviluppo tra le righe di questo nuovo volume. Dunque cosa vi aspetta da questa avventura? Sicuramente personaggi frizzanti, parenti esilaranti, storie d'amore indimenticabili e una sana dose di ardore.

Questa magnifica narrazione comincia nel Devonshire dove vive Alexandra Jones, detta Sandy, una giovine che i più definirebbe a modo, nonché figlia di Thomas Jones ricchissimo mercante di stoffe. Fin qui, potrebbe sembrare il classico romanzo d'epoca con fanciulle morigerate e sospiri per gesta cavalleresche, se non fosse che la nostra amata protagonista è un "piccolo diavolo travestito da angelo" per citare la sua controparte maschile. Con la grazia e l'educazione che sovviene alle donzelle della sua età, Sandy è tutto fuorché una pulzella disposta a chinare il capo di fronte al maschilismo e alle offese. Tanto che tutta la contea ricorda del suo scontro con il figlio del conte Webster per avere osato offendere il naso di sua sorella minore, Sally.

Poco incline agli avvezzi sociali, e ad un'etichetta rigida dettata dal patriarcato e da donne che hanno deciso di subire abbassando il capo, di fronte alla proposta di un possibile matrimonio con il signor Bennington, ricco di tasca e abbondante in centimetri, non può che rifiutarsi di scendere a compromessi con una vita decisa da un padre avaro. A darle man forte in questo suo rifiuto c'è lei, la nonna che tutti vorremmo persino nel nostro tempo: Elizabeth, donna forte nello spirito e nella tempra che decide di portare a Londra sua nipote con una scusa blanda, per far sì che sfugga a un destino viscido. E proprio nella capitale, precisamente a Mayfair, Sandy prima schianterà un bagaglio sul piede di Stuart Pennington conte di Tennyson, suo vicino di casa e nipote di Edward Archibald, vecchia conoscenza della nonna, poi lo tormenterà (piacevolmente) con il suo carattere diretto e fin troppo spigliato. Stuart dal canto suo, sta scappando dai diversi matrimoni combinati proposti dal nonno e quando Sandy in preda al coraggio e a un pizzico di follia commetterà un gesto "scandaloso" per l'epoca, lui si ritroverà invischiato in una proposta allettante, un contratto di convenienza reciproca, e donne dal carattere forte e dalla volontà ferrea.

Così, tra genitori oppressivi, nonni malinconici che rincorrono il passato, incontri passionali e baci infuocati, Sandy e Stuart vi accompagneranno in un viaggio letterario fatto di risate, empatia e una piccola dose di sconsideratezza.

Lo stile dell'autrice, diretto e con dialoghi da botta e risposta che un match di tennis non è niente a confronto, arricchisce POV diversi: da un lato troviamo lei, la regina dell'indisponenza, Sandy, che conscia per la sua epoca di dover contrarre un matrimonio decente, decide di farlo a modo suo, con le sue regole, senza scendere a compromessi per denari. È caparbia, iconica, tagliente e ilare tanto da sfidare un'intera società ad opporsi alla sua libertà. Troviamo poi Stuart, un conte amico dei piaceri fisici, ma non così libertino da pensare di poter far soffrire un'ipotetica moglie. Ammaliatore nato e cultore delle arti tentatrici, è tanto intelligente e affezionato alla sua libertà giovanile, quanto gentiluomo pronto a farsi carico di oneri di un'etichetta che rifugge. Ad accompagnare la storia di Sandy e Stuart ci sono capitoli dedicati al passato e alla giovinezza dei nonni Elizabeth ed Edward, due anime che si rincorrono da circa quattro decadi.

Personalmente, la cosa che ho apprezzato, oltre ai personaggi ben congegnati e ricchi di diverse sfumature, per niente piatti e pieni di vita tra le righe di una storia di finzione, sono le tematiche che l'autrice affronta, certamente elementi cardine per l'epoca, ma non solo: i matrimoni combinati e forzati per le donne, l'esasperazione di vedersi scivolare tra le dita una vita di cui disporranno gli altri, genitori di figlie abbagliati da possedimenti e partiti, una società giudiziosa e allo stesso tempo maliziosa, la scalata di una gerarchia sociale feroce, e l'idea sbagliata inculcata alle donne di dover per forza di cose contrarre un buon matrimonio.

In conclusione è un romanzo storico che vi farà emozionare, divertire tantissimo, sospirare e sperare.
Voto: 5 tazzine di tè con tanto di pasticcini.


Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 20 dicembre 2023

Recensione in anteprima: "The Scottish Boy" di Alex De Campi

Buongiorno lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di The Scottish Boy, di Alex De Campi, un romanzo storico m/m che ho molto apprezzato. È stato paragonato al Principe Prigioniero ed effettivamente delle vibes della serie di C.S. Pacat sono rintracciabili, ma sono tante anche le differenze. Ve ne parlo nella recensione e ne approfitto per ringraziare la casa editrice per fiducia e per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

The Scottish Boy
di Alex De Campi

Prezzo: 5,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 467
Genere: storico, M/M
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 20 dicembre 2023

1333. Edoardo III è in guerra con la Scozia. Il diciannovenne Sir Harry de Lyon desidera mettersi alla prova e coglie al volo l'occasione quando un potente barone inglese, William Montagu, lo invita a partecipare a una missione segreta con una dozzina di cavalieri d'élite. Cavalcano verso nord, fino a una fortezza scozzese in rovina, catturando il ragazzo ferino e mezzo affamato che vi si trova e mettendo a ferro e fuoco gli altri abitanti. Ma nessuno sa perché il fiore all'occhiello della cavalleria inglese si sia intrufolato oltre il confine per catturare un adolescente selvaggio e sporco. Montagu affida il ragazzo a Harry come suo scudiero, con due sole regole: non farlo scappare e convertirlo alla causa inglese. All'inizio non c'è speranza. Il ragazzo scozzese è scontroso e violento e mangia tutto ciò che non è inchiodato. Poi Harry comincia a notare alcune cose: che, oltre al gaelico, il ragazzo parla un francese impeccabile, con un accento molto diverso da quello normanno di Harry. Che sa anche leggere il latino. E quando Harry finalmente convince il ragazzo - Iain mac Maíl Coluim - a tagliare la sua sudicia cortina di capelli, il volto che ne emerge è la cosa più bella che Harry abbia mai visto. Con Iain come scudiero, Harry vince un torneo dopo l'altro e diventa il favorito del re. Ma sotto lo sfarzo si celano due segreti: la crescente passione di Harry e Iain l'uno per l'altro e la misteriosa eredità di Iain. Mentre l'Inghilterra si lancia di nuovo verso la guerra, questi segreti distruggeranno tutto ciò che Harry ha di più caro.

Il Principe Prigioniero
è una delle mie serie preferite di sempre. Nonostante i suoi mille difetti e alcune scelte discutibili dell’autrice, ho sempre amato il modo in cui C.S. Pacat è riuscita a intrappolarmi nel suo mondo, a farmi divorare i suoi romanzi e innamorare dei suoi indimenticabili personaggi. È chiaro che da allora, qualunque romanzo paragonato al Principe Prigioniero che abbia letto, non sempre è riuscito a soddisfare le aspettative, forse perché troppo irraggiungibile ai miei occhi. Poi arriva la mail di Triskell che annuncia l’uscita di The Scottish Boy. La trama sembra proprio ricordare quella del Principe Prigioniero e ancora una volta decido di accettare la sfida, di leggere un romanzo storico con delle caratteristiche che amo e che mi ricordano una serie che porto nel cuore. Non ci avrei scommesso un centesimo, eppure sono qui, a lettura conclusa, a dire che questo libro mi ha davvero conquistata e che - attenzione! - potrebbe davvero essere il libro adatto per chi è orfan* della serie di C.S. Pacat. Gli elementi per farvi innamorare ci sono tutti: un’ambientazione storica curata, intrighi politici, una scrittura scorrevole, due protagonisti che si fanno amare. Una storia che cresce piano piano e che diviene sempre più intrigante, intervallata da colpi di scena e rivelazioni.

Siamo nel 1333 e l’Inghilterra è in guerra con la Scozia. Il diciannovenne Harry ha sempre sognato di diventare un cavaliere e sin dall’età di dieci anni, preso sotto l’ala di Sir Simon, lo segue come un’ombra, nell'attesa di realizzare il suo sogno. Il vecchio signore è un po’ per lui il padre che non ha mai conosciuto. Ma alle porte di una battaglia importante, Harry viene richiamato nella sua terra perché la madre è morente. Al suo ritorno sul campo di battaglia è già tutto finito. Gli inglesi ne sono usciti vincitori, seppur con numerose perdite. E Sir Simon è stato preso dal nemico. Harry è sconfortato, in pochissimo tempo non solo ha perso due delle persone che più amava, ma non riesce a immaginare cosa ne sarà di lui adesso. Sorprendentemente, le cose vanno per un verso che mai si sarebbe aspettato. Viene condotto dinanzi al suo giovane Re e investito cavaliere. I suoi sogni sembrano realizzarsi, eppure non era così che Harry si immaginava di diventare cavaliere. Gli pare quasi di non esserselo meritato, di aver barato. 

Come se non bastasse, insieme al barone Montagu, si ritrova a intrufolarsi di nascosto in territorio nemico per rapire un ragazzo (e massacrarne la famiglia). La consapevolezza di quelle azioni così vili lo fanno ricredere sui suoi sogni, sul cavalierato, sul suo futuro. Eppure, cosa gli resta? Adesso è sir Harry de Lyon e ha una tenuta piena di debiti di cui occuparsi, lui, un ragazzo di appena diciannove anni con troppi sogni inutili per la testa. Si lascia quindi convincere ad assecondare Montagu, a tenere il ragazzo nascosto per il tempo necessario, a farne nel frattempo il suo scudiero, così che nessuno nutra sospetti. Ma quel giovane e denutrito ragazzo scozzese è un osso fin troppo duro. Non si fa certamente maltrattare, anzi sin da subito dà prova di un carattere forte e deciso. Il ragazzo scozzese colpisce il giovane Harry, che riesce a vedere oltre la maschera di tristezza, sudiciume e indole selvaggia e ne coglie tratti aristocratici inaspettati. Il giovane, infatti, oltre al gaelico, sembra conoscere bene francese e latino, sembra avere avuto un’istruzione di un certo livello e Harry più volte si domanderà su chi sia quel prigioniero e sul perché gli inglesi lo abbiano rapito. Nel periodo in cui starà con lui a Dartington Manor, imparando a essere uno scudiero preparato e credibile, i due supereranno piano piano le barriere che li separano. Harry ha sempre desiderato un amico della sua età, da grande devoto ha anche rivolto molte preghiere a Dio per ottenerlo. Non avrebbe mai immaginato che le sue preghiere sarebbero state ascoltate, che sarebbe diventato cavaliere e che avrebbe avuto un amico. Ma a che prezzo? Certo le cose tra loro non sono subito facili, la fiducia non verrà concessa senza fatica, ma Harry farà di tutto per dimostrare al ragazzo scozzese, Iain, che lui non è come gli altri, che non vuole fargli del male e che non permetterà gliene faccia qualcun altro. Iain, da parte sua, cercherà di mettere da parte l’astio, di guardare oltre la facciata nemica e vedere che Harry è quello con la spada pulita, è quello con il cuore buono e generoso, è quello dalla sua parte.

Questa storia è riuscita a colpirmi davvero, perché nonostante le tematiche forti, nonostante il contesto di guerra e tutta la violenza e il dolore che questa concerne, tramite i due protagonisti l’autrice ha saputo equilibrare il tutto e regalare a* lettor* una storia intrisa di passione e coraggio e sentimenti profondi. Non negherò che la scelta della narrazione al presente in terza persona non mi abbia presa in contropiede, non l’ho molto apprezzata infatti (non l'apprezzo mai), ma mi ci sono abituata presto e sono riuscita a godermi il racconto senza troppi intoppi. Alex de Campi è un’autrice molto valida, il suo stile è scorrevole e poetico, forse anche migliore di quello di C.S. Pacat, più conciso e distaccato. Harry e Iain sono due personaggi degni di nota, con dei caratteri inusuali: il cavaliere che non ama la guerra e ha sogni romantici, quello che immagina di sbaragliare il nemico e allo stesso tempo di diventargli amico, e il prigioniero che, a dispetto delle sue risorse, riesce sempre a tenere duro, a difendersi, a farsi valere, a lottare per la libertà. Le loro vicende mi hanno coinvolta dal primo momento, rendendomi difficile mettere giù il libro o non pensarci assiduamente. Le cose, poi, diventano sempre più interessanti mano a mano che si procede e vengono fuori nuove rivelazioni, complotti, segreti. Da questo punto di vista, ho sentito molto le affinità con la serie di C.S. Pacat, sebbene l’aspetto storico e politico di questa sia ancora più approfondito e meglio trattato. Anche i personaggi Damien e Laurent per me sono irraggiungibili, soprattutto Laurent, un protagonista che è quasi un villain e che sorprende per la sua incredibile gamma di grigi. 

Harry e Iain sono comunque splendidi, mi hanno toccato il cuore, specialmente nei momenti più delicati in cui ricordano il passato e la famiglia perduta. Ma anche il loro modo di avvicinarsi, di scrutarsi, di lasciarsi andare a un sentimento che diventa sempre più impellente, nonostante ciò che li circonda, nonostante il mondo in cui vivono, l'epoca in cui vivono. Nonostante siano nemici. È un sentimento che sconvolge entrambi, soprattutto Harry, così attaccato ai suoi principi religiosi che non riuscirà a viverlo da subito come vorrebbe, ma che non riuscirà a tenerlo a freno a lungo. La loro passione esploderà e mentre intorno a loro si ordiscono trame e macchinazioni politiche, loro troveranno una dimensione in cui viversi senza paura e con coraggio.

Questo romanzo non sarà forse un degno sostituto di Il Principe Prigioniero, ma vi assicuro che ci va molto vicino. È meno crudo e violento, anche se non mancano scene di combattimento, anche abbastanza spietate, ma l'autrice non indugia sui dettagli, perciò se temete per i trigger warning, posso rassicurarvi. Ci troverete un lato molto passionale e romantico, a fare da contraltare a tutto il resto, e anche una sottile ironia che non mi è dispiaciuta affatto, ma che anzi mi ha fatto gradire la storia ancora di più.
Per me è stata una lettura davvero bella. Vi consiglio di dare un’opportunità a questo romanzo, perché se la merita tutta.
Fonte immagini: Google immagini, Amazon.it

mercoledì 8 novembre 2023

Recensione in anteprima: "Absinthe" di Selene Alaska

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui con una nuova recensione. La scrivo con animo leggermente rinfrancato perché pare che stamattina l’autunno, dopo un paio di finte, si sia deciso ad arrivare (ma forse sarebbe meglio non cantare ancora vittoria). E così, con la pioggia in sottofondo e un’aria più respirabile dei giorni scorsi, mi accingo a parlarvi di Absinthe, di Selena Alaska, un romanzo in uscita proprio oggi per Triskell Edizioni.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Absinthe
di Selene Alaska

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 343
Genere: romance M/M, dark academia, fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 8 novembre 2023

La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare. Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino. Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.

James era vizioso, era un demone, un peccatore incallito, ed era anche un esteta. Viveva per il piacere e la bellezza, li ricercava appassionatamente, e Julian era la sintesi di entrambi. Una sintesi letale e irrinunciabile.

Absinthe
è il romanzo d’esordio di due ragazze, Selene e Alaska, che hanno deciso di unire la loro passione per la scrittura e per l’arte e dar vita a un libro che è un vero e proprio elogio all’arte in tutte le sue forme. Ma, soprattutto, hanno dato vita a James e Julian, due personaggi, come loro, pieni di passioni ma anche di qualcos’altro. Dolore: ecco cosa accomuna principalmente il vampiro Julian Faustus Ravensward e il demone James Sirius. Il loro passato è un groviglio di dolore, di rimpianti, di sensi di colpa, rabbia e nostalgia e solo l’interesse verso l’arte ha fatto sì che quel dolore fosse leggermente più sopportabile per entrambi. Julian, conte e grande mecenate, ha aperto l’Oblivion Theatre, mentre James si dedica alla musica del suo violino e vive nella contemplazione dei grandi geni creativi del passato, ma anche in un’inquietante immobilità che divora le sue giornate. Fanno vite separate ma quando uno dei vampiri più influenti di Londra, Jago, contatta James costringendolo a prendere parte ai suoi piani, il demone si ritrova a doversi avvicinare a Ravensward e giocargli un brutto tiro. Jago ha manie di grandezza e vuole allargare il suo dominio, ma in ballo c’è molto altro. Vendetta. Una vendetta che viene da un passato mai chiuso e che si porta dietro un grande segreto.

James non ha preventivato, però, che una volta entrato nell’orbita di Julian molte cose per lui cambieranno, in primis i suoi pensieri. Julian, angelo biondo, oscuro e tentatore, ha su James l’effetto di una calamita e diventerà per lui una vera ossessione.  James si avvicinerà al vampiro per fare il gioco di Jago ma finirà col restare intrappolato in qualcosa di più imprevedibile e pericoloso, un’attrazione potente che non aveva previsto. Julian, dal canto suo, non è così propenso a fidarsi di un demone. Il suo autocontrollo, la padronanza di sé, riescono ad aiutarlo per gran parte del tempo, ma diventa sempre più difficile con James che osa sempre di più. Come se non bastasse, il demone sembra riuscire a tirar fuori un lato di lui che ha sempre voluto tenere nascosto. James sembra comprenderlo meglio di chiunque altro, capire il suo dolore, avere anche lui delle angosce dovute a un passato che, per quanto ci si sforzi, non si riesce a cancellare. 

La sua figura eterea, il modo divino in cui suona il violino, il modo in cui riesce ad attirarlo a sé con un solo sguardo, il sapore peccaminoso del suo sangue, poi, non fanno che complicare le cose. E così ci ritroviamo a leggere di un legame che non dovrebbe nascere ma al quale nessuno dei due riesce a resistere, una lotta tra dovere e potere... un vampiro e un demone che scorgono l’uno nell’altro dettagli che mai avrebbero creduto di poter amare, considerando soprattutto quante ne hanno passate e quanto sfiduciati verso la vita sono da sempre. Ma la loro natura malinconica non sta per estinguersi del tutto, dà loro un’effimera parvenza di beatitudine per poi servire il dramma al momento opportuno...

Absinthe è una storia che nasce su Wattpad ma, a differenza di altre storie che ho letto provenienti da questa piattaforma, non presenta gli stessi difetti. E questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molte cose di questo libro, in primis lo stile delle due autrici, uno stile abbastanza ricercato, con un vocabolario e dialoghi degni di una storia incentrata su varie forme d’arte. Non mancano citazioni importanti, citazioni musicali - Chopin, Tchaikovsky, Debussy... - ma anche letterarie come William Shakespeare, Christopher Marlowe (che nella trama ha anche un ruolo emblematico), Oscar Wilde, Dante Alighieri e molti altri. Ogni elemento trova il suo posto nella storia, nulla è buttato a caso, anzi ci sono collegamenti con fatti reali che ho trovato anche molto interessanti (come appunto il sopracitato Marlowe e il suo rapporto con Julian, nonché la nascita del suo Dottor Faustus). 

Non ho disdegnato nemmeno le atmosfere, sempre abbastanza decadenti, nostalgiche e che in gran parte si rifanno al Romanticismo ottocentesco, con le sue tematiche di angoscia, delusione, sofferenza, esaltazione di sentimenti, di spiritualità, tensione verso l’infinito, travalicamento di confini, aspirazione all’immortalità, solitudine. In questi termini il romanzo è riuscitissimo e anzi faccio i miei complimenti alle autrici perché sono riuscite a donare alla loro storia una forma convincente sia esteriormente che nel contenuto. Non aspettatevi una storia d’amore che si consuma rapida, qui abbiamo un sentimento che nasce lento, come “la nenia di un carillon”, un carillon rotto che però ritrova il suo ritmo non appena Julian e James si rendono conto di quanto sono importanti l’uno per l’altro. Nonostante tutte queste fantastiche premesse, mi duole dire però che non sempre sono riuscita a sentirmi vicina ai personaggi; nello sforzo di dare al romanzo un’identità così interessante, profonda e convincente, ho avuto l’impressione che qualcosa sia venuto a mancare nella costruzione, non tanto dei personaggi, quanto della loro relazione, che nasce con troppa facilità. È comunque soltanto una sensazione, diciamo che non ho provato quel batticuore tipico che si dovrebbe provare quando due personaggi interagiscono tra loro e s’innamorano, quando la tensione è resa talmente bene che al primo sfioramento il cuore collassa. Mi è mancata questo tipo di emozione, sebbene la loro storia mi sia piaciuta davvero molto. Del resto, i momenti più intriganti sono stati proprio quelli riguardanti le loro interazioni, e dunque la narrazione dal loro punto di vista, mentre ho trovato un po' meno coinvolgenti i pov degli altri personaggi, ma non meno validi. Anzi, l'intreccio che si è venuto a creare tra presente e passato si è rivelato molto appassionante.

Absinthe è un romanzo che va gustato, non troverete grande azione, nemmeno grande originalità nelle dinamiche, ma potrete lasciarvi avvolgere dalle atmosfere affascinanti al sapore d'assenzio, dalle gotiche ambientazioni, dalle frasi poetiche, dalla musica e dall'amore per l'arte che ogni pagina sembra emanare. Di sicuro vi stupirà. Se amate le vibes dark academia, se vi piacciono le storie dark e gli amori tormentati e ossessivi, se non disdegnate gli autori del passato e gli elementi soprannaturali, allora apprezzerete sicuramente Absinthe. Il libro si presenta ben curato nella forma, con anche alcune illustrazioni a rendere la lettura più immersiva. 

Fonte immagini: Pinterest

martedì 27 giugno 2023

Recensione in anteprima: "E all'improvviso tu" di Alessia Litta

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto una recensione in super anteprima, quella di E all’improvviso tu, nuovo romanzo di Alessia Litta, autrice che conosco da anni e di cui amo ormai la penna. Si tratta di un romance che ho avuto il piacere di betare, nessuna vibes mystery stavolta (a cui, devo ammettere, mi ero abituata con Alessia), ma solo una bella e passionale storia d’amore, fatta di malintesi, voglia di ricominciare, incontri particolari e tanto, tantissimo angst. Pront* a conoscere Harper e Sean?

E all'improvviso tu
di Alessia Litta

Prezzo: 2,69 € (eBook - promo lancio 0,99 €)
Pagine: circa 300
Genere: romance
Editore: selfpublishing
Data di pubblicazione: 5 luglio 2023

Quando Harper torna nella sua città d'origine nel Maine, l'unica cosa che desidera è rimettere insieme i pezzi della sua vita. Lì si dedica con entusiasmo al suo nuovo lavoro di pasticcera e cerca di guarire dalle ferite che la sua ultima relazione le ha lasciato. Per questo non vuole più avere niente a che fare con gli uomini. Eppure, da qualche tempo, il destino continua a metterle sul cammino Sean Wright, l'uomo più sexy, elusivo e scontroso di Blue Harbor. A lei quello strano tipo che vive isolato in mezzo alla foresta proprio non piace, ma per qualche ragione seguita a incontrarlo nelle situazioni più disparate e assurde. Tuttavia, quando il passato ingombrante di entrambi inizia a emergere, i due si avvicinano loro malgrado. Harper però non è pronta ad aprire di nuovo il suo cuore, soprattutto a qualcuno che ha il potere di sconvolgere tutto il suo mondo con un solo sguardo.

Alessia Litta è un’autrice che ho imparato ad apprezzare qualche anno fa, innamorandomi dei suoi romance venati di mistero, con intrecci così particolareggiati da tenermi letteralmente incollata alle pagine. Il 5 luglio arriva con un nuovo, attesissimo romanzo, ma stavolta un romance puro, con al centro solo i protagonisti e i loro tumultuosi sentimenti. Devo dire che la sfida è stata superata alla grande, perché anche con E all’improvviso tu Alessia è riuscita a rapirmi e a farmi provare emozioni intense. Siamo a Blue Harbor, una cittadina fittizia nel Maine. Harper ha da poco lasciato Boston, dove aveva seguito l’uomo che amava, ma dopo la scoperta di un suo tradimento, si rifugia nella città in cui è cresciuta. Qui trova lavoro nella caffetteria di un’amica e abita in una casetta lasciatale in eredità da una donna anziana che per lei era una seconda famiglia. La sua, di famiglia, è sempre stata troppo ingombrante, pesante, intollerabile, ecco perché lei, ogni volta che poteva, cercava di fuggire altrove. Blue Harbor è un luogo delizioso e sembra darle l’accoglienza di cui ha più bisogno. In questo luogo si sente finalmente a casa e prova a ricucire le ferite lasciatele dall’uomo che credeva fosse quello della vita e a ritrovare se stessa. Stavolta vuole pensare solo ai propri bisogni, come non ha mai fatto, e nessun uomo potrà intromettersi nella sua scelta. O, almeno, è questo ciò che crede in un primo momento, fino a quando, cioè, non va a scontrarsi con il granitico Sean, un uomo un po’ burbero che vive una vita solitaria e schiva tra i boschi. Con Sean le cose saranno sempre complicate e incomprensibili, i loro incontri strani ed equivoci, tant’è che entrambi si sentiranno ogni volta spiazzati. Ma più Harper conosce Sean, più inizia a trovarlo gentile e non così chiuso come pensava, i loro strani modi di incrociarsi porteranno a creare una tensione non indifferente tra loro, che si tramuterà in attrazione irresistibile; le tante cose non dette però, non faranno che portare incomprensione, freddezza, ma più tenteranno di stare lontani più si ritroveranno a cercarsi e a desiderarsi.

Se c’è una cosa che amo dei romanzi di Alessia Litta è il suo talento nel dar vita ad ambientazioni talmente belle e piacevoli che è come sentirsi a casa, sin dalle prime pagine. Blue Harbor non fa eccezione e presto questo luogo e i suoi abitanti diventano una famiglia a cui ci si affeziona. In questa cornice ideale l’autrice inserisce due personaggi i cui percorsi li hanno condotti a tenere un profilo il più basso possibile. Entrambi ricercano uno stato di quiete e serenità, dopo i bruschi avvenimenti del passato. Sean ha vissuto una perdita straziante, Harper è stata tradita… Blue Harbor è per loro un luogo in cui lenire le anime ferite. Ma non è facile, considerando quanti sforzi debbano fare per impedire ai loro peggiori difetti di emergere. Sean viene considerato quasi un orso, l’uomo più elusivo di Blue Harbor, rintanato nei suoi boschi con poche possibilità di lasciarsi coinvolgere da qualcosa o da qualcuno; mentre Harper è quella che scappa quando qualcosa sembra sconvolgerla troppo, incapace di affrontare di petto le situazioni più complicate, dovrà fare i conti persino con una balbuzie che pensava di aver sconfitto anni prima. I nostri protagonisti, con tutto il loro carico di sentimenti repressi e difetti, saranno l’elemento più accattivante del romanzo, in quanto l’autrice non manca di approfondirli e renderli il più veri possibile. La tensione tra di loro si farà sempre più tagliente e palpabile fino a sfociare in situazioni ad alto tasso di sensualità, ben giostrate da Alessia Litta, che sa perfettamente come tenere avvint* i lettor*, sommergendol* di emozioni violente e disperate. Un desiderio, quello che prende Harper e Sean, che vi farà aumentare la temperatura corporea non di poco (munitevi di ventaglio prima di iniziare a leggere questo libro, mi raccomando :P).

E all’improvviso tu è una storia imprevedibile, con risvolti talvolta teneri, talvolta infuocati. Lo slow burn non è così slow, perché è chiaro che un’attrazione ci sia sin dal primo momento, ma soffriremo nell’attesa di un contatto fatidico almeno fino a metà romanzo, grazie all’angst che Alessia non fa mai mancare nelle sue storie (e io le sono riconoscente per questo, da grande amante dell’angst :P). Blue Harbor è un luogo affascinante, come tutte le cittadine che l’autrice ci ha portato a conoscere in questi anni e l’atmosfera che si respira è frizzante, amichevole, accogliente. Alcuni personaggi secondari sono degli di nota, due in particolar modo spiccano tra tutti, ovvero Alissa, la migliore amica di Harper, e Ryan, il migliore amico di Sean. Il cliché della spalla amica, penserete voi. Beh, pensatela come volete ma questi due meriterebbero una storia tutta per loro (e chissà che Alessia non voglia regalarcela, un domani). Il romanzo è autoconclusivo, non vi sono situazioni che restano in aria, tutto converge in un finale più che mai ideale. Insomma, i motivi per cui vi consiglio questa storia sono tantissimi. Una fata dei boschi dai capelli color del fuoco e gli occhi da cerbiatta che si scontra con l’orso più introverso che abbia mai conosciuto, per poi scoprire che è l’unica persona capace di salvarla, di farla star bene, di farle dimenticare il passato e aiutarla a rimettere insieme i pezzi della sua vita; due persone che avevano deciso di mettere in pausa tutto ma che si ritrovano, loro malgrado, a provare sentimenti impossibili da ignorare; una scrittura fluida, scorrevole come poche, sempre sicura e precisa, una penna assolutamente unica. Se cercate un buon romance con cui trascorrere delle piacevoli ore sotto il sole di luglio, beh, lasciatevi conquistare da E all’improvviso tu, sono certa che non ve ne pentirete.




Card: @alessialitta_autrice

mercoledì 3 novembre 2021

Recensione in anteprima: "Come fuoco sulla pioggia" di Alessia Litta

Buongiorno, caffeinomani!
Oggi sono felicissima di parlarvi, in super anteprima, del nuovissimo romanzo di Alessia Litta, in uscita il 9 novembre. Continua la serie romance sui fratelli Duval e stavolta tocca a Luc farsi strada nei nostri cuori. Come fuoco sulla pioggia è un romance autoconclusivo, al quale potete accostarvi anche se non avete letto il precedente, La notte su di noi, ma per via dei personaggi ricorrenti e per cogliere tutti i riferimenti in modo adeguato, è consigliabile recuperarli nell’ordine di pubblicazione.
Sono davvero grata all’autrice per avermi dato l’opportunità di esserle accanto anche per l’uscita di questo romanzo. Ormai sa bene quanto sia affezionata a questa serie e, senza ombra di dubbio, anche a lei. Vi auguro di poter recuperare tutto di Alessia Litta e apprezzarla quanto l'apprezzo io, è un'autrice di grande talento e saprà sempre regalarvi le storie e le emozioni che cercate.

Come fuoco sulla pioggia
di Alessia Litta

Prezzo: 1,99 € (eBook - prezzo lancio: 0,99 €)
Genere: romance
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 9 novembre 2021

Luc Duval non ama le complicazioni e vive la sua vita con una leggerezza che i suoi fratelli non sempre approvano. In amore fa lo stesso. Seduce, conquista, ma non concede più di tre appuntamenti. Non si innamora e non vuole mettere radici. Ed è contento così. Fino a quando Greta Busson non torna a Saint-Valloire. Lui e Greta si sono appena parlati in passato, ma di una cosa Luc è certo: Greta lo detesta e, se potesse, lo farebbe sparire dalla faccia della Terra. Lui stesso non ha simpatia per quello scricciolo di donna sempre vestito di nero, incapace di sorridere. Eppure il ritorno di Greta a Saint-Valloire non sembra casuale, qualcosa si nasconde dietro gli strani comportamenti della ragazza. Luc non vorrebbe farsi coinvolgere, ma saprà resistere al richiamo di quegli occhi gelidi come una pioggia invernale?

<<Perché lo aveva capito ormai. C’era un mondo intero nascosto dentro di lei, un mondo a cui Greta non permetteva di uscire e che tratteneva con tutte le sue forze.>>

Se avete letto la mia recensione de La notte su di noi (la trovate QUI), saprete già quanto io l’abbia amato e quanto Saint-Valloire mi sia entrata nel cuore. Alessia Litta, che ha la fortuna di vivere in Francia e conoscere luoghi bellissimi, nei suoi romanzi ci porta proprio in questi posti ed è una cosa che apprezzo tanto, un elemento, le sue ambientazioni, che considero sempre particolare e originalissimo. A fare da contraltare a luoghi tanto affascinanti della Francia, ci sono dei personaggi caratterizzati con cura maniacale. E mai, come in questo romanzo, penso che Alessia abbia dato vita a personaggi cosi ben congegnati da risultare quasi veri. Luc e Greta non sono esenti da difetti, eppure, allo stesso tempo, proprio questi riescono a renderli tanto unici e speciali. Luc è testardo, non vuole innamorarsi, e non perché questa possa essere una scusa per cambiare continuamente fidanzate, ma perché dopo aver perso i genitori non intende legarsi troppo a qualcuno per paura di perderlo. Non è un personaggio stereotipato, il classico sciupafemmine senza alcuno spessore, che si comporta come ci si aspetta da lui. Luc è un ragazzo che ha subito un trauma e che ha avuto la forza di rialzarsi, di andare avanti, trovando nel Taekwondo una valvola di sfogo, di disciplina, un modo per canalizzare le emozioni che non riusciva a dominare. Lo vediamo crescere, maturare, comprendere i propri errori e impegnarsi per fare ammenda. È un ragazzo che adorerete, solare, dalla battuta facile, uno che ama divertirsi e godersi i momenti migliori della vita. I ricordi, quelli brutti, li tieni nascosti in fondo al cuore.
Totalmente opposta a lui è Greta. Anche questo personaggio avevamo avuto modo di incontrarlo brevemente ne La notte su di noi, come migliore amica della protagonista, colei che, grazie alle sue doti di hacker, era riuscita a toglierla dai guai. Greta lascia Parigi e un lavoro che non la stimola, per sostare alcuni giorni a Saint-Valloire e indagare su una persona che sembra la stia cercando, o forse pedinando. È anche l’occasione ideale per ritrovare l’amica Daphne, che non vede da un po’ e che adesso convive felicemente con il suo Capitano (che piacere ritrovare gli amati personaggi del primo volume, mi erano mancati *-*). Ma oltre che con Daphne, si ritrova ad avere a che fare anche con gli amici di lei, in particolare con il resto della famiglia Duval. Sono tutti gentili e calorosi, la accolgono come una di famiglia, ma Greta è un’amante della solitudine e cerca quasi sempre di ritagliarsi momenti tutti suoi, in cui si lascia andare a pensieri ed elucubrazioni, soprattutto riguardo la persona che sembra l’abbia seguita a Saint-Valloire e che da lei voglia qualcosa. Ed è qui che entra in gioco Luc, che si accorge del suo turbamento e cerca di capire se ha bisogno d'aiuto. Tra i due c’erano stati pochi contatti ravvicinati nel primo libro, giusto un paio di occasioni per rendersi conto entrambi di detestarsi a vicenda. Tra loro le scintille volano in automatico, non appena si avvicinano l’uno all’altra. Greta ha sempre la risposta pronta e lui, nonostante sia un chiacchierone, rimane ogni volta spiazzato e senza parole di fronte a lei, e questo lo disorienta e lo intriga.

<<Non si piacevano e non ne facevano mistero. Lei lo considerava uno scimmione ignorante e maschilista, lui la riteneva rigida come un palo e troppo incazzosa.>>

Nonostante i caratteri differenti e apparentemente incompatibili - tant’è che in un primo momento pensi a come sia possibile farli combaciare e andare d’accordo - l’autrice riesce nell’ardua impresa di armonizzarli. Non è una cosa che accade subito, così de botto senza senso, ma dopo un lungo e tortuoso percorso. Infatti, se siete amanti dell’angst, qui ne troverete abbastanza da saziarvi per un po'. Non è facile riuscire a conquistare il cuore della rigida hacker parigina, lei che le emozioni le respinge e le tiene lontane, ma Luc si dimostrerà paziente, costante, una presenza fissa al suo fianco impossibile da ignorare.

<<Ti annoierai>> gli disse dopo qualche momento. <<Non so essere di compagnia. Non parlo mai.>> […] <<Non ci sarà nessun problema>> la rassicurò con un sorriso. <<Farò conversazione io per tutti e due.>>

E così, pian piano, i due instaureranno un rapporto prima labile ma poi sempre più forte, che li porterà a fidarsi tanto da aprirsi a vicenda e conoscersi fino in fondo.

Ho amato immensamente questi due personaggi. Luc per il suo essere così perseverante davanti a ciò che desidera, uno che non si arrende facilmente quando vuole ottenere qualcosa, ma che allo stesso tempo sa quando è il momento di farsi da parte. E Greta per essere tanto diversa dalle protagoniste che solitamente troviamo nei romance. Non una ragazza che si lascia irretire dal primo uomo affascinante che incontra, non una che si piange addosso da mattina a sera, non una che ci viene mostrata in un modo ma poi si comporta in tutt’altro. Greta è un’anima rara, una persona affamata di sapere, una persona che non si crea problemi a mostrarsi per com’è, con tutti i suoi difetti, i suoi problemi e il suo bagaglio di segreti e silenzi. Greta è una che sa cavarsela da sola, che ha sempre dovuto contare su se stessa. È leale, generosa, ma è anche… complicata e schiva. <<Perché quella che Greta mostrava non era indifferenza. Greta si difendeva, si proteggeva dal mondo, lasciando che tutto le scivolasse via di dosso, o facendo credere che fosse così.>>

Entrambi i personaggi indossano un’armatura, quella che usano contro il mondo e i suoi mali, la usano per difendersi dalle sofferenze e dalle delusioni ed è proprio per questo che riescono a stabilire un legame forte, in cui non c’è in gioco solo l’attrazione fisica, ma anche quella mentale.

<<Era una corazza protettiva che conosceva bene, perché ne indossava una altrettanto efficace. Solo che lui la usava in modo diverso.>>

Alessia Litta ci regala, ancora una volta, una bellissima storia d’amore in cui si intrecciano i destini di due persone appartenenti a due mondi lontani ma che, in qualche modo, riescono a incontrarsi. Luc e Greta sono l’esempio di come nei romance le storie d’amore non debbano per forza essere tossiche per trasmettere forti emozioni e piacere a chi legge (come vanno di moda ultimamente). Ci sono storie, come questa, capaci di lasciarti senza fiato, di riempirti il cuore fino a fartelo scoppiare, storie in cui vengono fuori tematiche importanti trattate sempre con la giusta sensibilità e in cui la figura della donna non viene mai sminuita. Vi sfido a non innamorarvi anche voi di Luc, che ha per Greta un immenso riguardo e la rispetta in ogni momento e in ogni sua scelta; anzi vi sfido a non innamorarvi di tutti i fratelli Duval, uno più in gamba dell'altro, o della magica, incantevole, accogliente Saint-Valloire (<<Quel posto non ti permetteva di restare solo, nessuno dei suoi abitanti lo permetteva>>). E, a proposito dei fratelli Duval, non posso non menzionare il bellissimo rapporto che i tre hanno e di cui l’autrice riesce a farcene percepire la forte complicità. Non mancheranno di divertirvi tutti con le loro battute, ma soprattutto di farvi desiderare che la serie su di loro non finisca mai, perché vorrete conoscerli sempre più a fondo, sempre di più. E oltre che a loro, vi affezionerete anche a tutti i personaggi secondari che, in un modo o nell'altro, riusciranno a farsi apprezzare. Sto pensando alla zia dei Duval, per esempio, una donna dalla forte tempra, che mi ha conquistata dalla prima battuta. Come non adorare quella donna!

 Alessia Litta scrive esattamente il tipo di romance che io cerco, è precisa e ponderata, nelle sue storie ogni scena ha un senso, ogni personaggio una sua funzione, ogni frase colpisce dritto al cuore. So quanto lavoro c’è dietro la stesura di un romanzo e so quanto ce n’è dietro quelli di Alessia Litta. In più, per me è impossibile resistere a quel tocco di mistero e suspense che riesce sempre a inserire in ogni sua storia, rendendo il tutto ancora più intrigante. Qui lo ritroviamo con il passato di Greta, un capitolo della sua vita mai realmente chiuso, una ferita che ancora brucia e con la quale deve tornare a fare i conti.

Come fuoco sulla pioggia è una storia che amerete dall’inizio alla fine, tra splendidi paesaggi, personaggi capaci di rubarvi il cuore, momenti indimenticabili e uno stile, quello della Litta, come sempre impeccabile. Restiamo adesso in attesa di conoscere la storia del terzo Duval, Raoul, quella che, probabilmente, ci darà il colpo di grazia ma che chiuderà in bellezza questa splendida serie romance. Vi consiglio di non farvi sfuggire questi romanzi e di correre subito a conoscere i fratelli Duval.
Voto: 5 tazzine di caffè super caldo e super dolce. Un romanzo da non perdere!

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

venerdì 14 maggio 2021

Recensione in anteprima: "La fragilità della felicità" di Sveva Macchiarella

Buongiorno lettori! ^^
Eccomi con una nuova recensione per voi! ;) La collana Over the Rainbow sta sfornare un nuovo titolo e forse sapete già di quale si tratta, se l’avete seguita sui loro canali. La fragilità della felicità è una storia di formazione che parla di una ragazza delusa e ferita che vuole mettere fine alla propria vita. Ma un giorno s’imbatterà in una “ragazza d’argento" che le farà comprendere quanto di bello la vita ha da offrirle, ma che, soprattutto, la farà sentire amata e compresa. La storia presenta scene piuttosto crude che potrebbero urtare i lettori più sensibili. Mi sento in dovere di avvisarvi perché ne sono rimasta turbata persino io e penso sia una cosa che non vada data per scontata.
Ringrazio la casa editrice per avermi offerto la possibilità di leggere il romanzo e recensirlo in anteprima, è stato un onore e un piacere.

La fragilità della felicità
di Sveva Macchiarella


Prezzo: 2,99 euro (eBook, disponibile anche in KU), 15,90 euro (cartaceo)
Pagine: 320
Genere: Formazione, F/F
Editore: PubMe (collana Over The Rainbow)
Data di pubblicazione: 20 Maggio 2021

Alessia vuole morire. Vittima di bullismo a scuola e incompresa a casa, trascorre passivamente le giornate insieme ai mostri che le affollano la testa: l'ansia e la depressione. Il suo unico conforto sono i tagli che si autoinfligge. Al culmine della disperazione, decide di compiere un ultimo viaggio per salutare le due città che le hanno rubato il cuore, Venezia e Dublino, e poi farla finita. Ma la vita ha in serbo per lei qualcosa di inaspettato, e l’incontro con Selene, in un'antica libreria della nebbiosa città veneta, potrebbe stravolgere i suoi piani. Tra ponti, calli strette e piazze affollate, si dipana una struggente storia d’amore in bilico tra la vita e la morte. Un viaggio tra fantasmi del passato ed emozioni travolgenti alla ricerca spasmodica di una fragile felicità.

<<Il vero nemico era lei stessa e da ciò non sarebbe mai riuscita a scappare>>

Essere adolescenti è davvero dura, si sa. Ricordo bene tutte le mie angosce di quegli anni, le paure, le insicurezze. Riuscire ad essere se stessi non è sempre facile, talvolta si preferisce omologarsi, si preferisce mentire piuttosto che far capire agli altri come sei fatto davvero, cosa ti piace, cosa provi, cosa ti smuove dentro. Ma farlo per troppo tempo è logorante e ci toglie la fragile possibilità di felicità a cui ognuno di noi, in fondo, anela. Alessia è un’adolescente come molte altre e tutto ciò che desidera è essere felice, sentirsi amata e capita. Quando sente di provare dei sentimenti per una ragazza qualcosa in lei la mette in allerta, perché sa che quello che prova le porterà solo guai. Eppure essere se stessa è l’unica cosa che può farla stare bene, così si lascia andare, si fida degli amici e prova a credere nel sostegno della propria famiglia. Ciò che accadrà dopo sarà solo un percorso ineluttabile verso un’oscurità sempre più nera. Verso un destino sempre più amaro. Alessia vuole morire. La vita le ha riservato troppe delusioni tutte insieme e lei, piccola, fragile farfalla, non riesce a sostenerne il peso. Si ferisce pensando di meritarlo, cerca la morte pensando che sia l’unica soluzione. Non riesce a vedere oltre tutto il buio che la circonda, non riesce a vedere via d’uscita. I suoi demoni la perseguitano, i demoni di un passato opprimente. La torturano le parole di odio che le persone di cui si fidava le hanno rivolto, così come l’atteggiamento superficiale dei genitori. Ma più di ogni altra cosa, le fa male rendersi conto di essere rimasta sola al mondo, di non poter contare su nessuno, nemmeno su se stessa (<<In fondo, non puoi nasconderti dai mostri, se il mostro sei tu>>). Ecco perché fugge via, scappa di casa e raggiunge Venezia. Ha deciso che morirà, sì, ma non prima di aver detto addio alle uniche due città che le hanno lasciato un segno indelebile nel cuore. Venezia, appunto, e poi Dublino. Il suo non è un viaggio alla riscoperta di qualcosa, perché sente che non le è rimasto più nulla per cui combattere, nulla per cui valga la pena vivere, nonostante il suo canto del cigno - una vocina dentro di lei - le sussurri il contrario. I suoi occhi si beano delle meraviglie della magica città di Venezia, tra arte e vedute romantiche, che sembrano scaldarle il cuore, ma non abbastanza.
  Sarà la conoscenza con Selene a portare qualche spiraglio di luce tra le tenebre che si porta dentro. La conosce in una vecchia libreria e sembra quasi un miraggio, una visione. Una ragazza d’argento, circondata da un alone luminoso che pare fare a pugni con quello oscuro che invece circonda lei. Selene è solare, sorridente, dolce e carismatica. I suoi capelli d’argento, i suoi occhi, la sua pelle delicata, ogni cosa di lei denota sensibilità e rara bellezza. Alessia ne è affascinata, ma quell’attrazione stride con i suoi intenti. Prova a tenerla lontana, ma la gentilezza della ragazza è qualcosa che non si riesce a rifiutare. E, così, Alessia si ritrova a soggiornare nel Bed&Breakfast dei genitori di Selene e a ricevere da questa ragazza attenzioni che mai aveva ricevuto prima di allora. In breve tempo le due ragazze entrano in confidenza. Inaspettatamente, Selene si dimostra curiosa verso Alessia e la sua storia, le offre amicizia e comprensione senza secondi fini e sembra che riesca a capirla perché anche lei ha avuto la sua dose di brutte esperienze e discriminazioni. Ma può quell’amicizia appena nata portare un cambiamento nella vita di Alessia? Può farla desistere dal suo percorso di autodistruzione che presto la condurrà ad un’irreparabile scelta? Per scoprirlo dovrete leggere questo libro. Sveva Macchiarella non ci risparmia nulla e impregna le pagine del suo romanzo di emozioni, belle o brutte che siano. Insieme ad Alessia facciamo un viaggio nel presente e nel passato, attraversando Venezia e le sue strade, guardando con i suoi occhi la città come fosse l’ultima cosa che vedremo mai. Tutto ci appare nostalgico, tragico e, allo stesso tempo, incantato. Si tratta, però, di un incantesimo che sta per spezzarsi. Alessia non vuole più lottare, è stanca, triste, amareggiata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E quel miracolo potrebbe essere un angelo dai capelli d’argento e la delicatezza di un fiore appena sbocciato (<<Selene era quello spettro aggraziato che si faceva largo nell'oscurità, mettendone a nudo ogni sua parte. Solo lei era in grado di capirla, di offrirle pace, di ammaliarla con la sola forza dei suoi sguardi disarmanti. Era come un'incantatrice e lei era il povero serpente, catturato dalla melodia del suo flauto>>). Selene rappresenta la vita, rappresenta tutto ciò che lei non conosce più da tempo. È l’unica a udire il suo grido d’aiuto. Salvami. Una parola, una supplica silenziosa. Selene entra in punta di piedi nella sua vita, le si avvicina con garbo e le fa capire quanto di bello il mondo abbia ancora da offrirle. Non solo dispiaceri e dolori, ma nuove possibilità. Un posto nuovo in cui vivere, qualcuna che le stia accanto e non la giudichi. Non è più sola ormai. Deve soltanto riuscire a gettarsi il male alle spalle, a farsi scivolare addosso i pregiudizi della gente, a fidarsi ancora. A fidarsi di lei. A dare un’altra chance alla vita. E all’amore.
Questa storia, per quanto dolorosa e intensa sia, per quanto il più delle volte faccia male e faccia sentire sotto pelle la sofferenza della protagonista, alla fine si dimostra essere una storia di rinascita. Quando si cade e si tocca il fondo ci si può solo rialzare. La fragilità della felicità insegna a guardare la vita con occhi nuovi. Quando tutto sembra essere perduto, ecco che arriva qualcosa - o qualcuno - per cui vale la pena vivere. Insegna a non lasciarsi sconfiggere dalla tristezza, dalle malelingue, dai pregiudizi, dai timori. Insegna a non aver paura di essere se stessi, perché solo la sincerità paga. Il male viene sconfitto col sorriso, il buio smorzato con la speranza. Un romanzo dalle tinte oscure che, però, sa mostrare anche le sfumature dell’amore e della vita. Diverse le tematiche che troverete: bullismo, cyberbullismo, incomprensione genitori-figli, suicidio, autolesionismo, violenze, depressione, attacchi di panico e ansia. C'è davvero tanto su cui riflettere e, sicuramente, uscirete un po' scossi da questa lettura, ma allo stesso tempo avrete assistito alla forza di due giovani ragazze che, nonostante tutto, riescono a prendersi per mano e a ricominciare da capo. Insieme (<<Lei aveva capito il suo disperato segnale di aiuto, lo aveva ascoltato e, al contrario di tutti gli altri, aveva cercato di fare qualcosa>>). Non è una lettura leggera, per niente, ma è una lettura che consiglio e che sono stata contenta di leggere. Un altro bel titolo che si unisce ad una collana che trovo perfetta per le mie corde. Spero lo sia anche per le vostre ;)
Voto: 4 tazzine di caffè per un libro che regala emozioni forti ma anche tenerezza.


A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest
Card: @OverTheRainbow

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