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sabato 1 aprile 2023

Review Party: "Susine e il Dormiveglia. Il Mondo di Dopo" di Bruno Enna e Clement Lefevre (a cura di Anna)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi si torna a parlare di Susine e il Dormiveglia, con il secondo tomo uscito da pochissimo, dedicato al Mondo di Dopo. L'autore è sempre Bruno Enna e le illustrazioni sono del bravissimo Clement Lefevre. Ci siamo innamorate della piccola Susine, grazie a Valeria per averci incluse nel Review Party e alla casa editrice per la copia omaggio. Vi lascio all'appassionata recensione di Anna, che ha apprezzato tantissimo questa storia. A presto!

Susine e il Dormiveglia. Il Mondo di Dopo
di Bruno Enna e Clement Lefevre

Prezzo: 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 100
Genere: libri illustrati, ragazzi
Editore: Tunuè
Data di pubblicazione: 24 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Susine è una bambina dalla fervida immaginazione. I litigi dei suoi genitori e la scomparsa della nonna l'hanno trasportata nel mondo fantastico del Dormiveglia. Qui Susine vivrà una delle sue avventure più esplosive, alla ricerca... delle orecchie perse dai suoi genitori!

A distanza di cinque anni dall’uscita di Susine e il Dormiveglia. Nella Luce, la casa editrice Tunuè ci regala una nuova splendida pubblicazione, il secondo e conclusivo capitolo Susine e il Dormiveglia. Il Mondo di Dopo, con le meravigliose illustrazioni di Lefevre, davanti alle quali si resta semplicemente incantati. Bruno Enna, sceneggiatore collaboratore nell’editoria fumettistica italiana, ci restituisce finalmente la nostra cara amica Susine, una bimba speciale, introversa ma incredibilmente fantasiosa, una bimba che per fuggire da una vita quotidiana in cui è completamente invisibile a mamma e papà e in cui l’unico suo punto di riferimento positivo, la nonna, va improvvisamente in cielo, si perde nel mondo dei sogni, il Dormiveglia. 

Il Dormiveglia è una realtà bipolare formata da due mondi diversi e separati che si intersecano come un 8: il Mondo di Prima, luminoso, leggero, allegro e colorato e il Mondo di Dopo, buio, pesante, triste e spento. Un mondo onirico in cui paure, desideri, speranze e preoccupazioni prendono forma e si colorano diventando un quadro visionario di personaggi quantomeno strambi, di avventure bizzarre e paesaggi surreali. In equilibrio tra ingenuità e inquietudine, sogno e incubo, i disegni di Lefevre, surreali, ricchissimi di dettagli e spesso scioccanti, sono dei veri coprotagonisti insieme al testo di Enna, ricreando le atmosfere oniriche di cui è impregnato il pensiero creativo della protagonista, colpendo allo stomaco tanto quanto le parole dirette e a tratti taglienti della trama.

Se nel primo capitolo della storia le immagini erano luminose, calde e morbide, perfettamente riflettenti l'atmosfera gioiosa del Mondo della Luce, nel secondo capitolo i disegni si fanno cupi, freddi, quasi spaventosi, restituendo perfettamente l’atmosfera angosciante dell’incubo.

Ma dove eravamo rimasti?

Alla fine del primo libro Susine, ospite prigioniera nel palazzo della Regina delle Lacrime, in preda a un'incontenibile nostalgia, decide di tornare a casa. Purtroppo però nella realtà quotidiana non è cambiato nulla. Nel Mondo di Prima tutti i nuovi amici della bimba pendevano dalle sue labbra quando Susine iniziava a raccontare una delle sue favole e letteralmente esplodevano di gioia trasformandosi: “Alla fine di ogni storia, le creature intorno a me battevano le mani e gioivano. Le più felici si illuminavano, cambiando forma e aspetto. Ogni cambiamento era una nuova meraviglia, ogni trasformazione una scoperta. E io mi divertivo a guardare quegli esseri trasformarsi e diventare delle persone nuove. Le persone che, forse, avevano sempre sognato di essere.”

In casa invece i genitori non si ascoltano più, non si comprendono più, si ignorano. E non hanno nemmeno più né tempo né voglia di ascoltare Susine, di cercare di comprenderla, e la ignorano.

“Avrei tanto voluto che loro mi ascoltassero. Sapevo che, se lo avessero fatto, sarebbero cambiati: si sarebbero trasformati, come tutti gli amici del Mondo di Prima. [...] Io proprio non capivo: a cosa mi era servita quell’incredibile avventura se poi non ero riuscita a raccontarla? E inoltre: bastava quel che avevo vissuto per cambiare tutto?”

A Susine non resta che rifugiarsi di nuovo nella sua immaginazione, isolandosi tanto da essere riportata direttamente dallo psicologo. Già, proprio nulla è cambiato... Pensa e ripensa, Susine giunge a una definitiva conclusione: mamma e papà hanno perso le orecchie. In fondo proprio una delle splendide storie che raccontava la nonna lo specificava: “Esisteva un mondo chiamato il Dormiveglia e che questo era uno spazio affilato come un coltello, sospeso tra il buio e la luce. Era così affilato da tagliare addirittura le orecchie [...] era necessario non lasciare mai aperto uno spazio tra la luce e l’ombra. In quello spazio, infatti, poteva capitare che le orecchie tendessero a nascondersi o comunque a cercare riparo.” Che le orecchie di mamma e papà siano andate perse nel Dormiveglia per colpa sua? Possibile che andando avanti e indietro sia rimasto aperto un varco pericoloso? A Susine non resta che costruire un nuovo Coprizucca Canalizzatore per oltrepassare la realtà e viaggiare alla ricerca delle orecchie perdute dando ai suoi genitori di nuovo la possibilità di ascoltarsi e ascoltarla. Ancora una volta non serviranno a niente i test e le teorie dello psicologo, il dottor Gufo Baffone, perché la nostra piccola, coraggiosa Susine è più che mai convinta di poter restituire la serenità alla sua famiglia con un ultimo, ultimissimo viaggio: quello della salvezza.

Qualcosa però non va esattamente per il verso giusto, forse perché tutte le altre volte il viaggio era avvenuto di giorno mentre questa volta Susine decide di collegare il Coprizucca di notte... Fatto sta che anziché nel Mondo di Prima, Susine si ritrova catapultata nel Mondo di Dopo, coooooompletamente opposto! Un mondo buio, silenzioso, pesante, dall’odore pungente “quell’odore sgradevole e intenso che solo le sigarette spente in un bicchiere d’acqua sanno esalare”, ovattato dalla nebbia, come oppresso da un gigantesco batuffolo di cotone grigio, la Lanuggine Nebbiosa, “ un oceano infinito di Nulla! [...] Un immenso, triste chiaroscuro” in cui non è facile vedere, sentire, respirare. Un mondo in cui le splendide spiagge che Susine aveva amato, color pastello e al profumo di popcorn caramellati, si sono trasformate in lande desolate sfiorate da un mare che non è più il Mar Morbido, una ondeggiante distesa di alghe luminose e vive, soffici come marshmallow al limone e alla fragola, ma un luogo pericoloso e insanguinato, il Mar Torbido, fatto di enormi anguille che generano scariche elettriche e si divorano voracemente tra di loro. Le stesse sorprendentemente sorprendenti creature che Susine conosceva, allegre e felici sono sparite, chissà, forse irrimediabilmente trasformate dall'infelicità in ciò che mai avrebbero voluto essere: sospettose, diffidenti, tremendamente tristi.

Per fortuna c’è ancora qualcuno che non è stato cambiato né dalla disperazione né dallo sconforto, perché la vera amicizia supera ogni difficoltà e non si arrende mai! Ed ecco che il fedele amico Palomar, il minuscolo omino completamente nascosto da uno scafandro da palombaro, accorre in suo aiuto.

Le cose però ora si sono fatte davvero complicate: la Regina delle Lacrime, che nel Mondo di Prima era una bimba piagnucolosa ma poco intraprendente, si è trasformata nella Regina dalle Orbite Vuote, una tremenda, piccola bucaniera protetta da mostri e fantasmi, che sta portando il suo vascello e tutto il regno pericolosamente alla deriva, verso un definitivo, eterno, inesorabile Mondo di Più. La Regina, inoltre, è ossessionata dall’ombra di Susine e la sta cercando in tutto il regno per spezzare la profezia misteriosa che lega indissolubilmente il destino delle due bambine.
Riuscirà Susine a riportare speranza e allegria nel Mondo di Dopo? A sfuggire alle grinfie della Regina dalle Orbite Vuote disposta a tutto pur di annientarla? Riuscirà Palomar a proteggerla ancora una volta dai mostri che minacciano la vita e la mente della bambina? E riuscirà Susine a risolvere il mistero delle orecchie perdute di mamma e papà e riportare la pace in famiglia?

In un'incredibile accelerazione di toni ed eventi, la trama scorre veloce verso un finale davvero, davvero, davvero inaspettato, esplosivo, commovente. Preparatevi alle lacrime e ad innamorarvi di questi due libri preziosi. Due veri capolavori.

Grazie alla casa editrice Tunuè per la copia omaggio in cambio di un'onesta recensione e a Valeria di @_aplaceforustoread per avermi incluso nel Review Party.

E grazie anche a Francesca che con la sua pazienza e il suo grandissimo amore per i libri permette a noi collaboratrici del blog di partecipare a eventi e review party che, come questo, lasciano davvero il segno.

Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy


venerdì 31 marzo 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Susine e il Dormiveglia. Nella luce" di B. Enna e C. Lefevre (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Siamo a un nuovo appuntamento con la nostra consueta rubrica settimanale dedicata a bambini e ragazzi. Oggi Anna ci parla di uno splendido libro illustrato, Susine e il Dormiveglia. Nella Luce, di Bruno Enna e Clement Lefevre, una storia che parla di sogni e che farà innamorare molt* di voi. Scopritela nella recensione che segue e non perdete, domani, la recensione del secondo tomo, Susine e il Dormiveglia. Il Mondo di Dopo, in occasione di un bellissimo review party in collaborazione con Tunuè.

Susine e il Dormiveglia. Nella Luce
di Bruno Enna e Clement Lefevre

Prezzo: 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 82
Genere: libri illustrati, ragazzi
Editore: Tunuè
Data di pubblicazione: 10 maggio 2018
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

«Il mio nome è Susine...» dissi, guardandomi attorno incredula. Mi trovavo su un pontile di legno, sistemato sulla "sabbia mobile", al confine con quel... Mar Morbido. Attraccate al pontile c'erano imbarcazioni di ogni tipo e dimensione, con alti comignoli laccati da cui sbuffavano nuvolette paffute. Ma la cosa che stupiva di più erano le creature fantastiche che animavano quel paesaggio. Età di lettura: da 8 anni.

Cosa c’è di più affascinante di perdersi nel mondo dei sogni? Basta chiudere gli occhi, ma credetemi la faccenda funziona anche tenendoli bene aperti, e il sogno, la fantasia, ci trasportano in luoghi lontani anni luce, misteriosi, fantastici luoghi in cui rifugiarsi nei momenti difficili, in cui estraniarci in santa pace rifuggendo per un po’ dalla nostra routine spesso un po’ scomoda. Salvo poi scomodare Freud per trovare il modo di tornare alla realtà senza troppi danni. Dopotutto, da sempre il mondo dei sogni è il punto di partenza delle più mirabolanti avventure delle fiabe e dei romanzi che amiamo di più.

La dolce Cenerentola, stalkerata dalle odiose sorellastre, ce lo canta da sempre che “I sogni son desideri di felicità, nel sonno non hai pensieri ti esprimi con sincerità, se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà, tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà”.

La stessa Alice non avrebbe avuto così tanto successo se non si fosse addormentata all’ombra di un albero leggendo un libro noioso e iniziando a sognare di conigli con orologi, fiori canterini e regine di cuori assassine, insomma quelle sue strampalate avventure nel Paese delle Meraviglie.

Anche Dorothy non ci avrebbe mai raccontato di quanto fosse buono l’Uomo di Latta, coraggioso il Leone Codardo, intelligente lo Spaventapasseri, malvagia la Strega dell’Ovest, farabutto il Mago e incredibilmente incredibili tutte le altre stranezze del Regno di Oz se non fosse finita tra le braccia di Morfeo dopo una bella capocciata e non avesse sognato tutto quanto!

E possiamo dimenticare il nostro amato Harry Potter che, dopo avere trascorso ore e ore imbambolato davanti allo specchio delle brame sognando i suoi genitori in La Pietra Filosofale, viene risvegliato dalla famosa frase di Albus Silente “non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere”? E ancora Harry Potter in I Doni della Morte si domanda se sia tutto vero ciò che è accaduto o sia stato soltanto frutto della sua immaginazione e stia capitando solo nella sua testa, e ancora una volta il saggio preside di Hogwarts controbatte ironico “Certo che sta succedendo nella tua testa Harry, ma perché diavolo dovrebbe significare che non è reale?”

Ed eccoci arrivati al primo tomo di Susine e il Dormiveglia. Nella Luce, una meravigliosa avventura nata dalla penna di Bruno Enna, sceneggiatore collaboratore nell’editoria fumettistica italiana e magistralmente illustrata dal francese Clement Lefevre, in cui il sogno è il tema centrale.

Anche la nostra nuova amica Susine è in cerca di evasione dalla realtà e grazie alla sua fervida immaginazione viene catapultata per magia nel Dormiveglia, una realtà bipolare formata da due mondi diversi e separati che si intersecano come un 8: il Mondo di Prima, luminoso, leggero, allegro e colorato e il Mondo di Dopo, buio, pesante, triste e spento. Un mondo onirico in cui paure, desideri, speranze e preoccupazioni prendono forma e si colorano diventando un quadro visionario di personaggi quantomeno strambi, di avventure bizzarre e paesaggi surreali.

La piccola Susine ha un problema: mamma e papà sono sempre fuori casa e quando tornano litigano sempre, urlano e poi piangono; per loro Susine è diventata un impiccio, anzi invisibile. Per fortuna c’è la nonna che le fa compagnia tutti i giorni! La nonna è bravissima a raccontare storie, ne conosce a migliaia, una più bella dell’altra, storie che trasportano in mondi paralleli e meravigliosi in cui tutto è colorato e profumato e in cui nessuna mamma e nessun papà grida. Un giorno però la nonna se ne va in cielo e non torna più. Susine è confusa, triste e anche un po’ indispettita: come è possibile che la nonna se ne sia andata e senza nemmeno salutarla? Difficile, molto difficile per una bambina così sola e così sradicata dalla realtà perdere il suo unico punto di riferimento, la nonna, l’unica persona in grado di capire le sue paure e la sua immaginazione, l’unica persona in grado di insegnarle come far convivere pacificamente nel suo cuore e nella sua anima la vita quotidiana, che obbliga tutti a crescere, e la vita in cui ci si può rifugiare con la fantasia permettendoci di rimanere per sempre bambini. In modo davvero delicato in questo libro si affronta la difficile tematica del distacco e del lutto.

Ebbene la nonna se ne è andata? Allora anche Susine se ne andrà! Sì, ma come? Ecco l’idea! Costruirà un Coprizucca Canalizzatore per oltrepassare la realtà e viaggiare in quel mondo fantastico di cui la nonna le parlava sempre.

Detto... fatto! Con un vecchio cappello da Zorro, una piuma di piccione come antenna e tre rotoli di carta igienica uniti dal nastro adesivo, ecco pronto il giusto strumento varcamondi. Susine, sei davvero fantasiosa e creativa... direi geniale!  Non saranno sufficienti i consigli dello psicologo scolastico, il dottor Gufo Baffone, da cui la spediscono i genitori preoccupati dalla solitudine e dall’isolamento in cui si è rifugiata la bambina, a far desistere dalla sua decisione la nostra piccola, coraggiosa Susine, più che mai convinta di doversene andare. Susine si ritrova catapultata in un mondo in cui le spiagge sono color pastello e al profumo di popcorn caramellati, il mare è una ondeggiante distesa di alghe luminose e vive, morbide come marshmallow al limone e alla fragola, le creature che lo abitano sorprendentemente sorprendenti, in grado di colmare il vuoto della sua fragile anima, e la felicità che si respira intorno a lei così tangibile da concretizzarsi in continue e originali trasformazioni... “Tutto qui tende a cambiare...”

In compagnia del nuovo e fedele amico Palomar, un minuscolo omino completamente nascosto da uno scafandro da palombaro, Susine parte per il suo viaggio raccontando le storie della nonna a tutte le creature che incontra nel suo cammino e pure raccontandosene di nuove alla grande. Ma il Mondo della Luce non è privo di insidie e le cose si complicano quando gli abitanti del Dormiveglia si accorgono che, assolutamente inaudito e strabiliante... Susine ha un’ombra!

Susine ha un’ombra? Ma come è possibile? Nel Mondo della Luce non possono esistere ombre!
Riuscirà Susine a scendere dal Pendolino Candido, un fantasmagorico treno galleggiante che non si sa dove va, quando va, né perché? Riuscirà a sfuggire alle grinfie della Regina delle Lacrime, incapace di essere felice e particolarmente ossessionata dall’ombra della bambina? Riuscirà Palomar a proteggerla dalle insidie che il Mondo della Luce segretamente cela? Ma soprattutto, riuscirà Susine a tornare a casa prima che sia troppo tardi?

Lo scopriremo insieme domani!

Ma nel frattempo immergetevi tra le splendide pagine illustrate di questo albo, ne rimarrete davvero sorpresi. In bilico tra bellezza e inquietudine, sogno e incubo, i disegni di Lefevre nel vero senso della parola, inglobano la trama e colpiscono per la loro irreale irrealtà. Impossibile non rimanerne ipnotizzati.

E lo stile di Enna è ermetico e inquietante e insieme dolce e rassicurante, fatto di continui spostamenti di punti di vista, di concetti mai del tutto espressi, di pensieri buttati lì e lasciati a noi lettori per una libera interpretazione. Sembra uno stile approssimativo, difficile da comprendere, abbozzato, ma in realtà non è altro che la geniale trasposizione per iscritto di quel carattere tipicamente caotico che hanno le visioni, i pensieri e le parole nel mondo dei sogni, in cui tutto non sempre è come appare, in cui spesso le parole significano il contrario di ciò che vogliono dire e in cui i pensieri si contorcono e aggrovigliano in un flow surreale.

Vi aspetto domani con la recensione di Susine e il Dormiveglia. Il Mondo di Dopo.

Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

lunedì 28 febbraio 2022

Review Party: "La morte è solo l'inizio" di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Buongiorno e buon inizio settimana, caffeinomani! ^^
Oggi partecipo al Review Party di una graphic novel edita Tunuè, “La morte è solo l’inizio”, di Isaak Friedl e Gloria Goderecci. Ammetto di essere stata subito attirata dalla cover, dal titolo e dalle premesse, però, poi, nell’esecuzione, il libro non si è rivelato quello che mi aspettavo. Ringrazio la casa editrice per la copia inviatami in cambio di un’onesta opinione e le mie compagne d’avventura con cui abbiamo discertato parecchio sul libro. Passate a leggere anche le loro opinioni! ;)

La morte è solo l'inizio
di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Prezzo: 17,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 208
Genere: horror, fumetti, graphic novel
Editore: Tunuè
Data di pubblicazione: 3 gennaio 2022

Un patto scellerato che travolge le vite e trascina negli abissi più profondi. Demoni, orge, donne sexy, armi da fuoco, scheletri, moto da cross e tanto altro ancora fanno da sfondo ad unviaggio ben più difficile. Un viaggio che va, in continuazione, dalla morte alla ricerca della vita. I protagonisti, così diversi tra loro, ci trascinano in una storia senza scrupoli...

Solitamente, quando mi imbatto in qualche titolo fortemente dark, vengo subito attratta e desidero leggerlo. È successo così per “La morte è solo l’inizio”, la cui cover mostra il protagonista che sembra uscire direttamente dall’inferno, con le fiamme alle sue spalle, e un grosso portone con scheletri intagliati ai lati. La curiosità è volata alle stelle e così mi sono gettata in questo evento, convinta di leggere una storia che mi sarebbe piaciuta moltissimo. Purtroppo, non è stato così perché il libro si è rivelato più cruento e spietato di quello che mi aspettassi, con fin troppa violenza gratuita e scene, a mio parere, senza senso. Non sono una che si scandalizza o si impressiona facilmente, però questo tipo di violenza mi fa accapponare la pelle.

La storia inizia con un ragazzo che sta affogando, Aaron Bauer, che finisce in una sorta di limbo, un’intercapedine tra due mondi. Si ritrova lì perché è nato alle sei, sei minuti e sei secondi e questo gli concede una possibilità che non tutti hanno, una scelta importante. Può proseguire verso la fine di tutto, dunque morire in maniera definitiva, oppure può tornare in vita, ma una volta fatto dovrà dedicare la sua esistenza alla morte e alla sofferenza. Aaron si ritrova così a firmare un contratto quasi senza pensarci su, convinto si tratti solo di un brutto sogno. Ma una volta firmato, viene tirato fuori dall’acqua e torna effettivamente in vita. Il tempo passa e ci ritroviamo a quarant’anni da questo evento. Adesso abbiamo come protagonisti due ragazzi che vengono attratti da due ragazze su un treno e decidono di seguirle quando le sentono parlare di una festa mitica. Peccato che chi si ritroveranno davanti, a un certo punto, è il signor Aaron Bauer che cercava proprio uno dei due ragazzi, Pete, perché come lui nato alle 6 e 6 minuti e 6 secondi. Aaron gli affida la missione di andare in quel mondo infernale da cui lui è uscito, procurarsi la lista di tutte le persone nate alle 6 e 6 minuti e 6 secondi e portargliela. Dovrà morire per arrivare in quel luogo, poi rubare all’uomo che lo accoglierà la lista con i nomi, e infine firmare il contratto che gli permetterà di tornare in vita e uscire da quell’inferno. Ma le cose si complicheranno una volta giunto lì e Pete si ritroverà ad affrontare un esercito di scheletri viventi, demoni di varia natura, un terribile Squartatore e chi più ne ha più ne metta. E tutto per cosa? Beh, lo scoprirà solo quando sarà riuscito a tirarsi fuori di lì e a tornare in vita. Quello che lo aspetta non è decisamente meglio dell’inferno in cui era finito.

Le premesse di questa graphic novel sono a mio parere interessanti, però si perdono, come vi dicevo sopra, nell’esecuzione. È vero che parliamo di inferno, demoni, anime corrotte e quant’altro, ma è tutto un susseguirsi di violenza e macabro e morte e squartamenti e sbudellamenti e questo mi ha lasciata molto perplessa. I colori delle tavole mi sono piaciuti molto e mi è piaciuto anche di come in quella sorta di inferno in cui finiscono i protagonisti vi siano vari luoghi o dimensioni, abitati da creature e anime diverse. Le anime cercano di sopravvivere come possono, i demoni si danno ai peggior vizi e soprusi. La parte peggiore è quella legata allo Squartatore, un demone che ha il solo scopo di uccidere e distruggere e lascia dopo il suo passaggio solo sangue e resti di anime. Mi ha sorpreso trovare in uno dei luoghi che il protagonista attraverserà anche un drago, come a dire che ci si può imbattere davvero in qualsiasi cosa all’inferno, tutto ciò che di mostruoso possa esserci. La fantasia degli autori ha creato una storia brutale, una di quella per stomaci forti, è proprio il caso di dirlo. Se l’orrore e le morti violente non vi spaventano, allora questa graphic novel può fare al caso vostro e intrattenervi; se, invece, siete facilmente impressionabili non fatevi tentare. 


A presto!
xoxo

Photo credit: @francikarou

lunedì 11 ottobre 2021

Review Party: "Bianco Intorno" di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert

 
Buongiorno, lettor*!
Oggi tocca a me parlarvi della splendida graphic novel Bianco Intorno, illustrata da Stéphane Fert, con testi di Wilfrid Lupano. Ho già letto due graphic novel illustrate da Fert e pubblicate da Tunué, adoro il suo stile, lo trovo davvero suggestivo. Ecco perché non potevo farmi sfuggire l’occasione di scoprire anche Bianco Intorno, che si è rivelata una lettura unica ed emozionante. Ringrazio Valeria di This Lady of the Books per aver organizzato questo splendido evento e la casa editrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

Bianco Intorno
di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert

Prezzo: 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 144
Genere: graphic novel, narrativa a fumetti, ragazzi
Editore: Tunué
Data di pubblicazione: 26 agosto 2021

"Bianco intorno, la vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris" è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert. Siamo in Connecticut, trent'anni prima dell'abolizione della schiavitù, una giovane insegnante apre le porte della sua scuola alla prima alunna afroamericana: Sarah Harris. Per reagire al malcontento locale, in un gesto insieme di rivolta e volontà, Prudence Crandall apre la sua scuola a tutte le giovani donne afroamericane della città. La storia della piccola scuola femminile diventa un pretesto per parlare, ancora una volta, dei principi di eguaglianza e fratellanza su cui dovrebbe basarsi la società. Un graphic novel che ci spinge ad interrogarci su temi ancora attuali e sulla responsabilità di scelta del singolo nei confronti di comunità spesso sorde ad ogni cambiamento. L'opera si regge su due assiomi fondamentali: il rifiuto di ogni discriminazione razziale ed il riconoscimento del diritto all'istruzione. Le piccole allieve della giovane istitutrice del Connecticut diventano simbolo di tutte quelle minoranze che, negli anni passati e presenti, pagano a prezzo spropositato un'eguaglianza che dovrebbe essere garantita. La storia della giovane istitutrice porta l'attenzione sul ruolo chiave che l'istruzione ricopre nella scoperta, lotta e ripresa dei propri diritti. La battaglia al diritto di istruzione si fa scontro contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Nelle precedenti graphic novel illustrate da Fert che ho letto, una cosa che mi ha sempre colpita sono state le tematiche trattate. Non solo splendide illustrazioni, ma anche argomenti che, nonostante l’ambientazione fantastica, si adattavano benissimo ai tempi attuali. In Bianco Intorno non abbiamo, però, una storia di fantasia, bensì una ispirata a fatti realmente accaduti. Siamo nel 1832 a Canterbury, nel Connecticut, una parte degli Stati Uniti dove la schiavitù è già stata abolita. I neri sono “liberi” ma in realtà non hanno diritto di cittadinanza. Un anno prima, a Sud degli Stati Uniti, era avvenuta una rivolta di schiavi neri, capeggiata da Nat Turner, uno schiavo ribelle e predicatore che sapeva leggere e scrivere. In seguito al massacro di questi verso schiavisti bianchi e proprietari terrieri, furono presi provvedimenti preventivi e punitivi per evitare che si ripetessero episodi simili. La storia che ci viene raccontata in Bianco Intorno è lontana da quella di Nat Turner eppure in qualche modo è collegata a essa e ha inizio in un collegio femminile gestito dalla giovane signorina Crandall, che decide di accogliere nella sua scuola una ragazza di colore. La decisione creerà scandalo e scompiglio in città. Da persona rispettata, la Crandall inizierà a subire insulti e intimidazioni, persino denunce quando sceglierà di impartire lezioni a più ragazze di colore, portando le sue allieve bianche a ritirarsi dalla scuola. Assistiamo a commenti che lasciano alquanto a desiderare, uomini e donne bianchi che pensano sia pericoloso istruire i neri perché chissà cosa potrebbero diventare con un’istruzione, potrebbero pensare di valere quanto le persone bianche e diventare arroganti. Donne che pensano non serva a nulla insegnare alle femmine perché in che modo dovrebbero aiutarle con le faccende domestiche? Insomma, roba da far accapponare la pelle. Una delle allieve, molto curiosa, si pone una giusta domanda in relazione al fenomeno della rifrazione, che la fa riflettere su come la percezione cambi. Come è possibile che ci sia differenza tra un ignobile massacro e un’eroica conquista? Perché dei rivoltosi neri che si ribellano in nome dei propri diritti e della propria libertà devono essere considerati dei mostri mentre, per esempio, degli antichi conquistatori meritano la gloria eterna? “Perché lo sguardo cambia? Perché l’ignominia si trasforma in gloria?”
In Bianco Intorno c’è spazio anche per ulteriori riflessioni legate ad altre forme di discriminazione e pregiudizio, non soltanto verso gente dalla pelle di colore diverso, ma anche verso chi è diverso in generale, verso chi non si uniforma e vive la propria vita a modo suo, lontano dalle regole imposte dalla società. Ne è un esempio, il piccolo Selvaggio che vive nella foresta - spina nel fianco per molti ma che, in fondo, non fa nulla di male, simbolo dell'innocenza che viene cancellata in nome di ideologie sbagliate e a causa dell'ignoranza altrui - ma anche la vecchia dai capelli bianchi, considerata una strega, solo perché vuole vivere diversamente e perché nell’aspetto si distingue dalle donne della sua epoca. Ho apprezzato veramente tanto questo racconto, soprattutto perché insegna a non arrendersi di fronte agli impedimenti e alle difficoltà ma a portare avanti i propri ideali, a lottare per essi quando si tratta di cause giuste. Insegna a guardare le cose da un’angolazione diversa, a riflettere sulle diverse percezioni, soprattutto sulla condizione dei neri in un’epoca lontana ma che ancora oggi ha le sue ripercussioni. Insegna a credere in un mondo migliore, un mondo più giusto ed egualitario, in cui non ci siano distinzioni di razza, ceto o altro, in cui l’istruzione possa essere diritto di tutti, senza differenza alcuna. Bianco Intorno è rappresentato da disegni bellissimi, con colori naturali che richiamano la terra, emozionano e rendono il racconto ancora più vibrante e intenso. È senza dubbio una storia da leggere, una di quelle che lasciano un’impronta dentro e che difficilmente si può dimenticare. Lugano e Fert hanno fatto un lavoro davvero meraviglioso e ho apprezzato anche la postfazione scritta da Joanie DiMartino, direttrice del museo Prudence Crandall, che ci ha fatto sapere di più sulle allieve della scuola Crandall e su ciò che il futuro ha riservato loro, un futuro nel quale hanno continuato a lottare per ciò in cui credevano e che talvolta ha permesso loro di riscattarsi.


A presto!
xoxo

Fonte immagini: Google immagini
Banner: _aplaceforustoread

giovedì 27 agosto 2020

Review Party: "Pelle di Mille Bestie" di Stéphane Fert

Buongiorno, lettori caffeinomani! ^^
Oggi esce, finalmente, Pelle di Mille Bestie, il nuovo romanzo grafico di Stéphane Fert, autore francese che, sempre per Tunué, ha pubblicato, non molto tempo fa, Morgana. Sono rimasta subito affascinata dai disegni di questo artista ed è quindi stato un immenso piacere partecipare all’evento organizzato da Silvia del blog Di corvi e scrivanie, che ringrazio per avermi inclusa. Ringrazio anche sinceramente la casa editrice per la copia omaggio e per la collaborazione a questa iniziativa.

Pelle di Mille Bestie
di Stéphane Fert


Prezzo: 18,90 euro
Pagine: 120
Genere: graphic-novel, fumetti
Editore: Tunué (collana Propero's Books)
Data di pubblicazione: 27 Agosto 2020



Dopo Morgana, il ritorno di Stéphane Fert con un'altra storia con protagonista una donna forte, che lotta per non essere imprigionata nel suo ruolo. I ruoli possono ingabbiarci, ma da cui si può anche fuggire. Ce lo insegna la principessa Ronces che pur di evitare un matrimonio non desiderato, è disposta a fuggire. Aiutata dagli spiriti animali e dalla dedizione della bella Lou, riuscirà a far prevalere la libertà e la forza dell’amore sulla brama di potere e la morte. Un sapiente e riuscito adattamento della fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm, un graphic novel in i cui i disegni sono puro piacere per gli occhi.


<<Sono soltanto storie e niente ci impedisce di scrivere la nostra>>

Pelle di Mille Bestie è stata una delle letture più interessanti di questo 2020. Siamo di fronte ad un’opera su cui spendere poche parole non basta. Cercherò, come sempre, di darvi un’opinione completa ed esaustiva per convincervi che questa graphic novel merita di essere acquistata, ma intanto sappiate che di Fert ormai mi sono innamorata del tutto e ho già letto anche Morgana (ve ne parlerò prestissimo!) Pelle di Mille Bestie è ispirata alla fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm. Non conoscevo questa fiaba e sono andata a leggermela. Quello che ci regala Fert è però un originale ribaltamento dei classici canoni fiabeschi, quindi di questa fiaba persiste giusto qualche elemento ma il più è stato stravolto. Innanzitutto, ciò che emerge dalle opere di Fert è una figura femminile forte e indipendente. Così come in Morgana, anche qui abbiamo una protagonista che fugge dal ruolo in cui la si vuole imprigionare. È sicuramente questo l’elemento più importante dell’opera, ma grande effetto lo regalano anche i disegni di Fert, dal tratto cupo e intrigante, le forme morbide, talvolta molto accentuate, nonché i colori, acquerelli scuri, a mantenere sempre un’atmosfera tra malinconia e mistero, con scie azzurre, rosa, arancio, a distinguere le ambientazioni, gli umori, i cambiamenti. La storia ha inizio con un principe alla ricerca di una principessa, una fanciulla con cui si è scambiato una promessa. Ma la principessa non si trova e in suo aiuto interverrà una "fata" (o è una strega?) che avrà una storia da raccontargli. Un inizio che mi ha molto incuriosito perché abbiamo a che fare con una storia nella storia, fino a che, a un certo punto, il principe non rientrerà in scena. La storia raccontata da Margot è quella di una contadina molto ammirata per la sua bellezza. La ragazza viene chiamata semplicemente "Bella", poiché a nessuno importa altro di lei se non del suo aspetto. Gli uomini che intendono sposarla hanno bene in mente che tipo di futuro le spetta, ma lei quel futuro non lo vuole e così fugge lontano, finché non arriva in un’oscura foresta governata da un re solitario, Re Lucanus, che è anche uno stregone capace di terribili sortilegi. 
Con le sue doti fa capitolare Bella, che decide di vivere con lui nella foresta. Dalla loro unione nascerà Ronces, ma quando non molto tempo dopo Bella muore, il Re viene meno alla promessa fatta in punto di morte all’amata e decide di lasciare che sia la natura a prendersi cura di Ronces. Con un potente incantesimo la lega agli spiriti di mille bestie che la proteggeranno fino al giorno della sua maturità, mille animali a farle da Regno e a sostituire una famiglia. Note malinconiche avvolgono gli anni dell’infanzia di Ronces, l’esercito di bestie a farle da scudo contro la tristezza, finché la ragazza non conosce Lou, un giovane principe appassionato di botanica e amante delle parole, che le parlerà dei libri e le insegnerà a cosa servono, a vedere l’invisibile e a viaggiare. I due promettono di rincontrarsi, ma Lucanus, deciso adesso a sposare la figlia, l’unica che eguagli in bellezza la defunta moglie, le darà il tormento e, ricevendo da lei un rifiuto, le getterà addosso una nuova, terrificante maledizione. Ovviamente non è tutto qui, c’è ancora molto altro in serbo per voi, ma non voglio privarvi del piacere di scoprire il resto da voi e innamorarvene come ho fatto io. Ronces, che dalla madre ha ereditato la bellezza e la forte voglia di indipendenza, non è la classica principessa che che ha bisogno del suo principe per avere un lieto fine. Nessuno può dare ordini ai suoi sentimenti, nessuno può costringerla ad un matrimonio, ad un legame, quando tutto ciò che vuole è prima di tutto star bene con se stessa, guarire dalle ferite che si porta dentro da tutta la vita. È una principessa combattiva, capace di impugnare una spada e difendersi. Certo, non è esente da tentazioni, dalla brama di potere che le rode dentro, dal desiderio di uccidere che la maledizione le ha inflitto, ma alla fine, grazie anche alla devozione del giovane Lou, riuscirà a capire cos’è il vero amore e a trovare la libertà che cerca. 
Lontano dai ciò che il “codice delle fiabe” dice, Ronces sacrificherà ogni cosa in nome di quella libertà e di quell’amore. Come la protagonista si discosta dai soliti canoni, anche il principe lo fa. Lou non è il classico principe delle fiabe, bello, coraggioso, muscoloso, intraprendente. È piuttosto un principe piccolo e mingherlino, dai tratti femminei, uno che invece di imparare a usare le armi ha imparato a usare le parole e la testa. Il suo cuore è sicuramente puro, ma è un giovane ingenuo e per nulla combattivo (dote che compensa, invece, Ronces). Ho apprezzato i loro momenti di intimità, momenti in cui l’oscurità si rischiara, per lasciare spazio a tinte azzurrognole, la spuma del mare a rappresentare la loro serenità. I contorni meno marcati e più sfumati e informi. Tutto diventa più leggero, più poetico, più onirico. Tra le tematiche, innanzitutto, il rapporto genitoriale, un rapporto che spesso diventa morboso, malato, violento e dal quale si tende a fuggire; l’infanzia e l’affetto negati, ma anche la scoperta dell’intimità. Vi è una forte componente femminista grazie a una protagonista che non si arrende a ciò che gli uomini vogliono per lei. C’è anche una riflessione sulla consapevolezza di genere, che mette in subbuglio le regole delle fiabe, regole che da implicite in questa graphic diventano esplicite, messe nero su bianco in una sorta di guida, una Bibbia, un manuale chiamato “Codice delle Fiabe” a cui alcuni personaggi si attengono, un modo questo anche per ironizzare sui cliché delle classiche fiabe. Non si è mai visto, per esempio, che una principessa sposi un’altra principessa, così come il fatto che una donna legga, è considerato strano e pericoloso. Ma Fert mi ha fatto riflettere anche sulla bellezza, sul fatto che una donna quando è bella è solo quello e non importa altro di lei, mentre se non la si può avere diventa subito poco attraente e nessuno vuole più sposarla, anzi viene sbeffeggiata, insultata e derisa, come se la bellezza in una donna fosse tutto, come se fosse l’unica dote che la qualifichi. Fert fa di un’orchessa una principessa, bella, ma allo stesso tempo mostruosa, forte, ma allo stesso tempo nostalgica e sola. Ci fa commuovere e ci fa affezionare a lei, perché nonostante la sorte che le tocca e le scelte che è costretta a fare, è sempre spinta dal suo cuore e dalla voglia di trovare un posto da poter chiamare casa, un posto in cui sentirsi al sicuro dai demoni che la perseguitano, anche se questo vuol dire farlo da sola senza avere accanto un uomo (anche in questo vi è un’accentuata nota femminista). 
Un’altra serie di pagine mi hanno portato a fare delle annotazioni e delle riflessioni, ovvero quando Lucanus dice di aver compreso che le persone in realtà sono fatte di sogni, sono quindi volubili e l’abito giusto addosso può fare la differenza. Probabilmente è vero, probabilmente alcune persone sono più suggestionabili di altre e pur di realizzare un sogno sono disposte a tutto, ma c’è anche chi non è disposto a scendere a compromessi, chi si oppone, chi preferisce rinunciare ai proprio sogni se questi non portano a nulla di buono. Così è per Ronces, che non ci pensa due volte a rinunciare ai suoi per salvare chi ama. Giuro che adesso concludo, perché, al solito, mi sono dilungata troppo. Per me Pelle di Mille Bestie merita il massimo dei voti, l’ho trovata una storia splendida, una lettura intensa, profonda, che fa riflettere e anche divertire. Come non pensare alla dose di umorismo data dal personaggio di Margot, la fata (strega?) madrina, personaggio enigmatico ma che ho adorato. Mi sono riempita gli occhi con colori e disegni magnifici, ho amato i personaggi di Fert, tutti ben caratterizzati e così diversi dai soliti personaggi che troviamo nelle fiabe. Questa è davvero una fiaba al contrario, in cui la principessa non è solo la bella di turno da salvare, ma è lei a salvare lui e che, infine, si salva da sola. Abbiamo sicuramente qualche elemento tipico delle fiabe, ma per lo più è stato tutto ribaltato in maniera talmente originale, che ve ne innamorerete. Una fiaba dark, per adulti e bambini, con principi, principesse, streghe e stregoni, maledizioni, ragni, orchi e e tanto altro ancora, ma dalle tematiche fortemente attuali. Vi consiglio di recuperarla al più presto ;)

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A presto!
xoxo
Foto: @Coffee&Books

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