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venerdì 11 ottobre 2024

Recensione: "The Pumpkin Spice Café" di Laurie Gilmore (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di un libro super atteso qui in Italia, The Pumpkin Spice Café, di Laurie Gilmore, che uscirà il 29 ottobre per Newton Compton, con il titolo Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè. Lei lo ha letto in inglese perciò se siete curios* e volete farvi un'idea del romanzo, potete scoprire in anteprima qualche dettaglio in più. Vi lascio alla sua opinione e alla scheda del libro; vi faccio notare che ho inserito copertina e dati dell'edizione italiana perché uscirà davvero a brevissimo. Vi aspettiamo nei commenti come sempre ;)

The Pumpkin Spice Café
di Laurie Gilmore

Prezzo: 5,99 € (eBook) 12,90 € (cop. rigida)
Pagine: 288
Genere: contemporary romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2024

Benvenuti a Dream Harbor: questa è la stagione per innamorarsi. Quando Jeanie riceve in eredità dalla zia l'amato Pumpkin Spice Cafè a Dream Harbor, decide di cogliere al volo l'occasione e di costruirsi un nuovo inizio lontano dal noioso lavoro d'ufficio. Tutti nella cittadina sembrano conquistati dal buon umore di Jeanie e dal suo strepitoso caffellatte speziato; tutti eccetto Logan, uno scontroso contadino che detesta i pettegolezzi e preferisce stare da solo. Ma l'esuberanza di Jeanie e un mistero che incombe sul Pumpkin Spice Cafè costringeranno Logan a passare molto tempo con la strana ragazza di città. Riuscirà a resistere a lei e al suo caffellatte speziato?

È arrivata stagione delle zucche, del thé caldo, delle foglie che cadono, dei primi cardigan (più o meno) e con essa anche la voglia di letture a tema. Poteva un libro con foglie dorate in copertina intitolato The Pumpkin Spice Café non essere il primo della lista? Ovviamente no. Primo libro di una serie di romanzi autoconclusivi ambientati in una cittadina da sogno il cui nome è letteralmente Dream Harbor (i suoi abitanti hanno deciso di chiamarsi Dreamers), The Pumpkin Spice Café vede come luogo d’azione principale l’omonima caffetteria fulcro del paesino appena “ereditata” dalla protagonista Jeanie che, sconvolta da un traumatico evento collegato al suo lavoro precedente, decide di cambiare radicalmente vita e riprendere le orme della zia, la quale nel frattempo si gode beatamente la pensione, e gestire la piccola attività. I suoi propositi di semplice e lineare conduzione commerciale si scontrano però con la realtà già dalla prima notte che Jeanie passa nel piccolo appartamentino situato sopra la caffetteria. Invece che dormire sonni tranquilli, infatti, la protagonista passa le ore buie inquietata da strani rumori che turbano la sua quiete e la sua calma mentale. Ma niente panico che fa subito la sua entrata in scena il protagonista maschile, un rappresentante perfetto di una specie clichè ma tanto adorata e adorabile della categoria romance, il brontolone dal cuore d’oro racchiuso in una camicia di flanella, in questo caso conosciuto anche come Logan, o anche persona protetta dall’intera cittadina che si è autoeletta “comitato di protezione e supporto del Logan, il povero disgraziato vittima di cocenti delusioni e dolori”, con sommo disappunto del diretto interessato, che si vede costretto a girare per la città ad orari improbabili per evitare persone e domande curiose. 

Ed è proprio durante una di queste sue antelucane attività che si scontra, letteralmente, con la protagonista che, prima di capire quale perfetto esemplare flanelloso le è capitato tra le mani lo scambia per un serial killer. Ovviamente da ottimo rappresentante della categoria, Logan sistema subito l’incomprensione e, fagocitato da quel turbine di parole che è Jeanie, si ritrova suo malgrado catapultato in una strana e poco convenzionale caccia al fantasma e non solo. Il fascino frizzante della protagonista riesce a trapassare pian piano le sue burbere difese rischiando di lasciarlo totalmente allo scoperto in tutta la sua vulnerabilità. Come i nostri due protagonisti riusciranno a bypassare cittadini impiccioni, traumi passati e indecisioni personali si può scoprire solo leggendo, vi basti sapere che non mancheranno scene tragicomiche, un club del libro a dir poco movimentato e cicaleccio e scottanti rivelazioni.

The Pumpkin Spice Café è il libro perfetto per chi ha amato la serie Una mamma per amica
, e anche per quelli a cui non piace (ad esempio la sottoscritta), le atmosfere di inizio autunno, quando già si cominciano a sognare vestiti e bevande calde e coccolose ma ancora non fa abbastanza freddo, permeano l’intero libro, e se le uniamo a dei dialoghi frizzanti e spiritosi otteniamo una lettura “cozy” perfetta per questo periodo. I vari personaggi che troviamo durante lo svolgimento della storia sono tutti rappresentati con delle caratteristiche peculiari che li contraddistinguono e li rendono quasi delle macchiette, partendo dal sindaco di Dream Harbor che è riuscito a convincere tutti i suoi concittadini della sua “abilità” di previsione del futuro e delle scelte migliori per la città grazie ai suoi ormai famosi sogni profetici che immancabilmente fanno la loro comparsa nelle temute (da Logan) riunioni di consiglio cittadino. Abbiamo anche le migliori amiche del nostro protagonista maschile che a loro modo sono caratterizzate per delle peculiarità, una per essere una instancabile romantica con il naso immerso tra i libri e l’altra per avere in corso una faida con il proprietario del pub locale che sa tanto, più che di insofferenza, di tensione romantica repressa che tutti stanno aspettando sfoci in una fantastica storia di rivals-to-lovers (e credetemi lo aspettiamo noi lettori ma anche tutti i Dreamers). C’è da dire che nei prossimi libri tutti questi adorabili personaggi avranno lo spazio che meritano con lo sviluppo delle loro storie e l’introduzione di altri nuovi abitanti. Questa caratterizzazione così completa e specifica sia dei personaggi sia della cittadina, che man mano che si prosegue con la serie diventa sempre più dettagliata, fa sì che leggendo questo libro si abbia quasi la sensazione di sentir parlare e assistere alle giornate di vecchi amici. 

L’unica pecca che si può trovare nella storia è data dal fatto che essendo lo sviluppo della storia molto semplice e quasi scontato le uniche difficoltà che ci sono da risolvere sono prodotte da problemi di comunicazione causati da voli pindarici mentali e intromissioni cittadine che però sono ovviamente e prontamente risolte, per chi si innervosisce (come me) quando i problemi si possono risolvere parlandosi chiaro questo è un aspetto presente nello sviluppo della trama che può non far impazzire. Per il resto se si è appassionati di film a tema stagionale, tipo i classici film natalizi che stiamo tutti aspettando con ansia, e di letture comfort questa serie è perfetta.
Voto: 4 tazze di pumpkin spice latte bello caldo e goloso.

Eleonora


Fonte immagini: Pinterest, Amazon

sabato 11 maggio 2024

Recensione: "Kulti. Fidati di me" di Mariana Zapata (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla di un'altra delle sue ultime letture, ovvero Kulti. Fidati di me, di Mariana Zapata. L'autrice è amatissima e conosciutissima e non dubitiamo che anche questo nuovo romanzo farà scalpore. Ha già conquistato il cuore di Giulia, fateci sapere se farà breccia anche nel vostro ;)

Kulti. Fidati di me
di Mariana Zapata

Prezzo: 5,99 € (eBook) 12,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: contemporary romance, sport romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 23 aprile 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Da piccola, Sal Casillas sapeva chi sarebbe stato l'uomo della sua vita: Reiner Kulti, l'icona del calcio, di cui aveva il poster appeso al muro. A ventisette anni, però, Sal ha accettato che la realtà prendesse il sopravvento sulle improbabili fantasticherie di un tempo, ormai relegate in un passato lontano. O almeno così credeva, perché Reiner Kulti è appena piombato nella sua vita, e questa volta in carne e ossa o, meglio, in scarpini e fischietto: sarà il nuovo allenatore della sua squadra. Sembra un sogno che si realizza. Eh, già, sembra, perché la tensione tra i due non tarda ad arrivare... ed è tanto travolgente quanto proibita. Giorno dopo giorno, il rapporto tra il mister e la sua giocatrice si trasforma in un estenuante pressing, in cui si alternano rivalità, odio, risate, tregue. Così, tra un battibecco e l'altro, Sal e Reiner vedono nascere tra loro un'amicizia speciale, che si fa via via più appassionata. Entrambi hanno paura di subire un gol, entrambi temono quel che potrebbe succedere se infrangessero le regole... Chi vincerà la partita?

Buongiorno a tutti e a tutte! Eccomi tornata con una nuova recensione, un romance slow burn che mi ha fatta disperare per la maggior parte del tempo ma che alla fine mi ha riempito il cuore di dolcezza e tenerezza. Mariana Zapata è conosciuta come la regina degli slow burn, e in questo libro non si smentisce sicuramente, anzi potrei certamente dire che quando si parla della Zapata lo slow burn assume tutto un altro significato, più profondo, ti lascia cuocere non a fiamma bassa ma a fiamma bassissima, per poi farti emozionare con la dolcezza dei personaggi.

Qual è il significato del titolo? Prima di essere incuriosita della trama, sono stata curiosa del titolo, non riuscivo a capire il suo significato, poi ho letto la trama e un po' di tasselli sono andati al loro posto. Kulti non è una cosa, Kulti è una persona, un uomo, un mito, il primo amore, una delusione e ora un allenatore, Kulti è tutte queste cose per la nostra protagonista. Sal Casillas è una giocatrice di calcio a livello professionistico, la punta migliore delle Houston Pipers, una ragazza equilibrata, educata, con un carattere forte, pronta a tutto pur di vincere insieme alla sua squadra, un’amica leale e altruista. All’età di sette anni vide Reiner Kulti, un diciannovenne tedesco, segnare un gol in una partita impossibile da salvare, e proprio in quel momento quella bambina si sentì talmente tanto ispirata da quel giovane ragazzo da diventare proprio come lui. Vent’anni dopo quella partita, Sal si trova proprio dove vorrebbe essere, ha abbandonato il sogno di diventare una calciatrice come il suo ex mito, ma quando se lo ritrova come vice allenatore per una stagione, tutto il mondo intorno a lei si ferma, e si ritrova a essere quella bambina che si era ripromessa di sposare la stella del calcio tedesco.

“Con mio assoluto orrore, la mia tredicenne interiore, quella che un tempo aveva progettato di sposare quell’uomo e farci insieme dei bambini super-calciatori, riemerse per ricordarmi della sua esistenza”

Reiner Kulti è per questo libro ciò che Maradona è per il Napoli, ovvero la storia del calcio. Ormai trentenne, ritirato da più di due anni, continua a far parlare di sé, per la sua carriera e per ciò che il futuro potrebbe riservargli. Diventare vice allenatore di una squadra di calcio femminile non è sicuramente ciò a cui Reiner Kulti aspirava, ma è ciò che gli tocca dopo due anni di assenza da qualsiasi partita. Durante le prime settimane nel suo nuovo ruolo, ogni giocatrice presente in campo si accorge della sua scontrosità, del suo disinteresse verso questo nuovo ambito, tutto ciò che fa è osservare le giocatrici senza degnarle di una sola parola. Devo dire che per i primi capitoli avrei voluto che qualcuno gli tirasse una bella pallonata in testa, magari per farlo riprendere da quello stato di smarrimento e svogliatezza che lo circondava. Fino a quando una giocatrice un po' fuori dalle righe non gli spiattella la verità dritta in faccia, urlandogli tutto ciò che pensa di lui in un momento di rabbia cieca.

Piano piano vediamo che l’odio che sembrano lanciarsi durante gli allenamenti, si trasforma in sfida e quella sfida si trasforma in rispetto verso l’altro. Vediamo nascere un’amicizia improbabile tra un allenatore e una giocatrice, un sentimento che cresce sempre più grazie all’amore che entrambi hanno per il calcio e grazie anche alla determinazione a dare sempre il meglio di loro stessi, però nonostante questa strana amicizia che li lega, durante il corso della storia, vediamo tantissimi elementi che potrebbero farli allontanare, non ultima la loro sostanziale differenza d’età.

Li vediamo ogni giorno sempre più vicini. Durante il corso delle pagine li osserviamo mentre si scambiano piccoli gesti di affetto e altruismo, e secondo me è proprio questa la parte bella dei libri della Zapata, vedere come la scrittrice costruisce le basi per un rapporto solido e duraturo nel tempo. I piccoli gesti che i protagonisti compiono l’uno verso l’altro mi hanno fatto scaldare e battere il cuore, come se fossi una ragazzina. L’amore tra i protagonisti nasce molto lentamente e da un sentimento genuino di rispetto e amicizia tra loro, e più andiamo avanti con la storia più ci rendiamo conto dei sentimenti teneri che nascono tra loro.

“Avevo un uomo che rispettavo e che rispettava me, e a cui non importava se il mondo intero sapeva che eravamo speciali l’uno per l’altra. La nostra amicizia non ci era stata regalata: avevamo lavorato per costruirla.”

Nonostante questo sia il secondo libro che leggo di quest’autrice, posso ben dire che ci sono degli elementi che contraddistinguono le storie che scrive, il primo fra tutti è sicuramente la protagonista femminile forte che esprime senza nessun timore ciò che pensa, i protagonisti maschili sono spesso molto ombrosi e scontrosi, ma nascondono dentro di loro tante emozioni profonde che rimangono nascoste a tutti gli altri e solo pochi eletti riescono a coglierne tutte le sfumature. Una cosa che davvero mi piace tanto è la caratterizzazione dei personaggi secondari, in questo libro in particolare la famiglia di Sal l’ho amata dall’inizio alla fine, pieni d’amore e umorismo fino alla fine. Come vi avevo già detto, la narrazione della Zapata è molto molto lenta, si prende molto tempo per costruire tutta la storia dei personaggi, fa evolvere i loro sentimenti molto lentamente, ma forse è proprio per questo che alla fine me ne sono innamorata alla follia.

È riuscita davvero a creare una storia d’amore con i fiocchi, che ti tiene incollata alle pagine dall’inizio alla fine, ho amato ogni singolo battibecco e ogni istante di complicità, 480 pagine sono davvero volate via in un istante. Consiglio questo libro davvero con tutto il cuore a chi cerca una protagonista che non smette mai di credere in se stessa e che ti da la forza di andare avanti, che rimane gentile, coraggiosa e con i piedi per terra nonostante tutto quello che accade.

“Sei il mio dono, la mia seconda possibilità, e io adorerò te e il tuo sogno. Aspetto da un po' e continuerò ad aspettare finché non sarà il momento giusto. Ho fatto così tante cose stupide di cui tu mi hai fatto pentire, ma questa cosa, aspettare ancora un po' l’amore della mia vita, posso farla.”

Giulia


Photo credit: _gbooklover_

mercoledì 27 dicembre 2023

Recensione: "Lovelight. L'amore al primo posto" di B.K. Borison (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Come avete trascorso il Natale? Ci auguriamo sia stato un momento sereno per tutt* voi che ci seguite e per le vostre famiglie. Sicuramente non saranno mancate le letture, magari la sera per rilassarsi un po' dalla frenesia degli abbondanti pranzi in compagnia. La nostra Eleonora ha letto Lovelight. L'amore al primo posto, di B.K. Borison, un libro che ha riscosso molto successo e di cui parlano in molt* come lettura ideale per questo periodo. Scoprite di cosa parla e se può interessarvi e fateci sapere nei commenti cosa avete trovato sotto l'albero quest'anno, soprattutto se si tratta di regali librosi :P Siamo curiosissime!

Lovelight. L'amore al primo posto
di B.K. Borison

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 340
Genere: contemporary romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 26 settembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Stella Bloom sa bene che non basta servire tazze di cioccolata calda fumante e accendere lucine scintillanti per salvare dal fallimento la sua piccola fattoria di alberi di Natale. Così, decide di partecipare al contest indetto dalla famosa influencer Evelyn St James. Oltre alla visibilità e alla pubblicità gratuita, in palio ci sono ben centomila dollari, che potrebbero risanare le malridotte finanze della fattoria Lovelight. C’è solo un problema: nel tentativo di far sembrare la fattoria una meta romantica perfetta per le vacanze di Natale e assicurarsi così il primo premio, Stella ha falsificato la domanda di partecipazione, dichiarando di gestirla con il fidanzato… che però non esiste. L’unica speranza, per lei, è il suo migliore amico Luka, che fortunatamente non sembra avere alcun problema a prestarsi al gioco. In fondo, si tratta di fingere soltanto per il periodo delle feste. Niente di troppo difficile. Riusciranno a interpretare una deliziosa coppia di innamorati senza rovinare la loro splendida amicizia? Questo Natale, per Stella, la posta in gioco potrebbe essere ben più alta dei soldi in palio.

Nel periodo delle feste natalizie si sa, ci sono alcune cose che non possono mai mancare: le decorazioni, la cioccolata calda, i classici della Disney, i film di Natale stile “presepe laico” le cui trame sono tutte uguali ma che comunque si guardano sempre, e ovviamente le letture natalizie, prime fra tutte i romance (dove Karen Swan è LA paladina del romance natalizio). Lovelight, primo romanzo di una nuova serie romance pubblicata da Newton Compton e scritta da B.K. Borison, è ambientato proprio durante questo periodo e in una location a dir poco perfetta, ci troviamo infatti in una fattoria che coltiva alberi di Natale, oltre ad avere tante altre attività connesse con questo periodo. In questo romanzo facciamo la conoscenza di Stella, la protagonista nonché la proprietaria della fattoria in questione, Luka, il migliore amico da dieci anni di Stella e suo amore segreto (o quantomeno segreto per lei e palese per chiunque altro in paese), Beckett, l’affascinante ma quanto mai burbero e orsesco responsabile della coltivazione degli alberi (ha una innata capacità di eclissarsi e di ignorare tutte le signore del paese che ogni volta che è in vista non possono fare a meno di fargli gli occhi da triglia), e infine Layla, la maga dei dolcetti che tutti amano e adorano e fidata spalla, con sempre un buon consiglio a portata di mano per Stella.

Quando acquisti un terreno mezzo fatiscente da rimettere in sesto per farne la fattoria del Natale dei tuoi sogni, con gli alberi, le decorazioni, i dolcetti, la pista di pattinaggio per famiglie e addirittura l’incontro con gli aiutanti di Babbo Natale, in un piccolo paesino in cui tutti conoscono tutti e c’è letteralmente una rete di informazioni per diffondere notizie e pettegolezzi alla velocità della luce, ma anche per organizzare gruppi di aiuto per giovani disperate, di sicuro non ti aspetti che dopo poco l’avvio dell’attività gli imprevisti e i debiti ti mandino quasi sull’orlo del tracollo. Eppure nonostante tutta la cautela, l’impegno e l’amore che ha messo Stella nella sua piccola attività, questa è proprio la situazione che si ritrova ad affrontare e che teme di divulgare per paura che chi le sta vicino possa allontanarsi da lei (paura che le è rimasta da un trauma passato). Quando le si profila una enorme occasione all’orizzonte per risollevare le sorti della fattoria e risolvere tutti i suoi problemi sotto forma di concorso per una piattaforma social promosso da una nota travel influencer, Stella non perde tempo e compila l’iscrizione, con un piccolo particolare fuori posto però: al momento di compilare il campo su chi ha avviato l’attività inserisce anche la presenza di un fidanzato, peccato che costui nella realtà non esista; per risolvere l’inghippo, dopo che il povero Beckett ha avuto quasi una crisi isterica all’idea di fare la parte del finto fidanzato durante la visita dell’influencer, l’unica soluzione possibile per la protagonista è quella di chiedere a Luka, il suo migliore amico di cui è innamorata cotta e stracotta da tempi immemori.

 Quest’ultimo non si fa pregare troppo e in men che non si dica la messinscena va in atto, con grande gioia di tutti, compaesani compresi, che aprono un giro di scommesse e di informazioni degno della CIA per annunciare a chiunque la lieta novella. Ben presto, però, i contorni della finzione diventano notevolmente sfumati a favore di una realtà in cui sentimenti a lungo negati diventano impossibili da nascondere ancora. In tutto ciò, la comunità intera si mobilita per far riuscire Stella nella sua impresa di conquista della fama, tutti tranne qualcuno. Da qualche tempo infatti l’attività è vittima, oltre che della colonizzazione di una famigliola di felini e dei liceali che la usano come punto di ritrovo, di episodi inspiegabili, piccoli intoppi in un meccanismo che altrimenti funzionerebbe per benino, il più grave dei quali è la perdita di una intera sezione della piantagione di alberi che invece di crescere sani e dritti sono malaticci e deboli, tanto da sembrare usciti da un film di Tim Burton. Nulla di tutto questo però riesce a scoraggiare la protagonista che è decisa a non mollare l’idea del suo sogno e fa di tutto per continuare ad andare avanti, concorso con l’influencer compreso. Il giorno fatidico arriva e, nonostante tutti gli imprevisti, la recita e la fattoria sembrano riuscire a convincere tutti, le luci funzionano, la pista di pattinaggio riscuote successo e i compaesani fanno i turni letteralmente per far sì che ci sia sempre qualcuno di rappresentanza e fili tutto liscio. Fino a quando... non viene tutto a galla e per un attimo la situazione sembra precipitare in una spirale senza speranza; ovviamente poi tutto si risolve nel migliore dei modi in pieno spirito natalizio.

Lo stile di questo libro è molto semplice e lineare, non ci sono colpi di scena ed è tutto abbastanza prevedibile, proprio come in quei tipici film che per la televisione iniziano a trasmettere già da fine novembre. La bellezza di questo libro non sta infatti in una trama complessa o particolarmente innovativa, sta nei personaggi che nella loro semplicità conquistano il lettore, di ognuno di loro ci si ritrova a voler sapere sempre qualcosa di più, dallo scontroso Beckett fino alla regina dei dolci Layla. Lovelight è una classica lettura cosy, che si legge quando si ha bisogno di qualcosa senza troppe pretese ma che comunque possa strappare un sorriso o che riesca a distrarre dalla frenesia del pre-festa che coglie tutti nel mese di dicembre. Immergendosi nella fattoria di Natale di Stella, si entra in un contesto fuori dal mondo, ma talmente caldo e accogliente nonostante la neve che viene descritta, che non si desidera altro che farne parte. Una storia che non ha niente di pretenzioso e di folle ma che a volte è proprio quello che fa al caso nostro.
Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

domenica 24 dicembre 2023

Recensione: "In treno con l'assassino" di Alexandra Benedict (a cura di Melz)

Buongiorno e buona vigilia, lettor*!^^
Oggi arriva per voi un'altra fantastica recensione a tema Natale, ma cambiamo genere perché quello che ha letto la nostra Melz è un giallo in piena regola, sulla riga di Agatha Christie. Si tratta di In treno con l'assassino, uno dei libri più regalati, secondo Amazon, in questo periodo festivo. Volete saperne di più? Leggete la recensione e scoprite se fa al caso vostro ;)
Buon Natale da parte di tutto lo staff di Coffee&Books <3 A presto!

In treno con l'assassino
di Alexandra Benedict

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 322
Genere: thriller
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

È la vigilia di Natale, e un treno diretto da Londra alle Highlands, tra le impervie montagne scozzesi dal paesaggio mozzafiato, deraglia all'improvviso poco dopo Edimburgo, rovinando i piani per le feste delle persone a bordo. Con il convoglio bloccato da una terribile tempesta di neve nel bel mezzo del nulla, un assassino si aggira indisturbato per le carrozze: il mattino seguente uno dei passeggeri viene ritrovato senza vita. A bordo c'è la detective in pensione Roz Parker: è in viaggio per andare a trovare sua figlia che sta per partorire, ma non può resistere alla tentazione di condurre un'ultima indagine. Certo, il caso si presenta decisamente complesso da risolvere, persino per l'investigatore più esperto. Mentre le accuse reciproche iniziano a essere sempre più difficili da gestire, tra i sopravvissuti si formano alleanze inaspettate. Riuscirà Roz a trovare il colpevole prima del prossimo omicidio?

Ci tenevo, prima di iniziare questa recensione, a ringraziare Franci per avermi regalato questo libro e ad augurare a tutti voi delle splendide vacanze.

Avevo già letto lo scorso anno il thriller d’esordio della stessa autrice - A cena con l’assassino - e mi era piaciuto molto, mi aveva ricordato le atmosfere dei romanzi di Agatha Christie e il film che ho amato, Cena con delitto. Ma se la scorsa volta si trattava di un romanzo familiare, questa volta i protagonisti sono apparentemente scollegati da loro, accomunati da un’unica variabile: un viaggio in treno. Vi ricorda qualcosa? In treno con l’assassino è un chiaro omaggio ad Assassinio sull’Orient Express e ci riesce molto bene.

A differenza dello scorso romanzo, in questo caso non abbiamo un unico punto di vista, ma più di uno, per immergerci nella vita degli sconosciuti che si ritrovano a percorrere la tratta notturna. Abbiamo Roz, che ha deciso di abbandonare la carriera di investigatrice, nonostante non sia in età da pensione, che si ritroverà a indagare sull’omicidio. Poi c’è Meg, una influencer in viaggio col suo ragazzo, quattro giovani appassionati di quiz, una esuberante famiglia, una mamma in viaggio con suo figlio e il loro gatto, il procuratore della Corona e un misterioso imbucato senza biglietto.

Il romanzo si apre con la scena clou dell’assassinio per poi ripercorrere la vicenda dall’inizio del viaggio, sfogliando piano le vite dei protagonisti non così slegate come si credeva inizialmente.

Questo libro è coinvolgente, è quasi impossibile smettere di leggere una volta preso in mano. Ma non è solo per il mistero, anzi... non è quella la parte più centrale. Si esplorano temi fondamentali come la relazione tossica, la gravidanza e altro che non sto qui a spoilerare. Si entra nell’universo dei protagonisti e ci si appassiona alla loro vita, soprattutto quella di Roz, fin dalle prime pagine.

La scrittura di Alexandra è molto semplice. Non ci sono fronzoli, anche perché nei suoi romanzi c’è sempre molto da dire per perdersi in descrizioni inutili, ma devo dire che dal primo romanzo ho trovato un netto miglioramento. Mi ero lamentata di inutili dettagli che qui non sono presenti. Un altro problema che avevo riscontrato, che non dipende dall’autrice, furono dei refusi di traduzione, ma anche qui il lavoro che è stato fatto è nettamente migliore.

Ho amato la delicatezza con cui sono stati affrontati i vari argomenti e l’ansia che ho provato durante l’indagine. Sono davvero pochi i libri che sono riusciti a farmi questo effetto tra cui proprio Assassinio sull’Orient Express e Dieci Piccoli Indiani.

Consiglio questo romanzo agli appassionati di Agatha Christie, agli appassionati di misteri e true crime e, ovviamente, a chi è piaciuto A Cena con l’assassino. Ora vado perché mi aspetta un viaggio in treno fino in Calabria e che dire? Speriamo nessun assassino all’orizzonte :P
Buon Natale, Melz


Photo credit: @mindofmelz_

giovedì 12 ottobre 2023

Recensione: "Ci mancavi solo tu" di Mariana Zapata (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci delizia con la recensione di un romance un po' particolare ma molto "coccoloso". Si tratta di Ci mancavi solo tu, dell'amatissima autrice Mariana Zapata. Scoprite questa storia che vede come protagonista un supereroe con tanto di mantello e tutina attillata e fateci sapere se l'avete letta ed è piaciuta anche a voi ;) A presto!

Ci mancavi solo tu
di Mariana Zapata

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagina: 644
Genere: contemporary romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Sono tante le cose che possono finire per caso in un giardino. Un pallone, un uccellino caduto dal nido, un aquilone. In quello di Gracie Castro, però, è piombato qualcosa di molto originale, o meglio, qualcuno: l’uomo più sexy che abbia mai visto, seminudo e gravemente ferito. Ma la serie di assurdità non finisce qui: lo sconosciuto è il Difensore, uno dei tre individui noti in tutto il mondo per essere impegnati in un’eterna lotta contro il male e le ingiustizie. In pratica dei supereroi che però... esistono davvero. Chi non desidererebbe incontrarli almeno una volta nella vita? Figuriamoci trovarsene uno in casa! Per Gracie, invece, è solo una grandissima rottura: è una tipa decisamente solitaria, e di certo non era in cerca di compagnia. Come se non bastasse, il suo ospite inatteso è scontroso e maleducato, tutto il contrario di ciò che ci si aspetta da un supereroe. Invece di metterlo alla porta, però, Gracie decide di dargli una mano a rimettersi in sesto, ma solo per il bene dell’umanità, sia chiaro! Ancora non sa che quella decisione potrebbe cambiare per sempre il destino di entrambi...

Altro giro altro romance, stavolta con un pizzico di fantasy che rende il nuovo romanzo di Mariana Zapata una storia con delle vibes un po’ alla Marvel. Ci piace. Anche in questo caso Ci mancavi solo tu è uno slow-burn, tra i più slow che abbia mai letto se devo essere sincera, abbinato al trope del grumpy-sunshine, il grumpy in questione potrebbe dare lezioni a Brontolo su come essere scorbutico, giusto per dare un’idea. La protagonista del libro è Gracie, una ragazza orfana, braccata sin da quando è una bimba da un cartello mafioso a causa dei suoi genitori. Vive la sua vita e le sue giornate in totale solitudine, riducendo i suoi contatti al minimo necessario, senza amici e lavorando da remoto come insegnante di lingue sempre però camuffando la sua identità. Ad affiancarla per tutte le traversie del libro e poi a farle da partner (sotto costrizione e parecchio reticente) c’è Alexander, un personaggio alquanto particolare e scorbutico che è letteralmente piombato giù dal cielo nel giardino della nostra protagonista. Ora come fa una persona normale a cadere “come corpo morto cadde” dal cielo, direte voi? Semplice, Alexander non è una persona normale, la sua divisa quotidiana infatti è una tutina attillatissima dotata di mantello svolazzante, vi dice niente? Ebbene, giusto per mettere tutte le carte in tavola, il nostro bel peso morto dalle ossa frantumate fa parte della cosiddetta Trinità, una squadra di supereroi con casa base negli Stati Uniti che svolazzano in giro per il globo con i loro superpoteri, e che farebbero invidia pure a Superman, a salvare la gente da disastri e cataclismi vari; lui viene identificato come Difensore perché nessuno conosce il suo nome o anche solo la sua faccia. Anche loro hanno dei punti deboli e infatti il suddetto si ritrova completamente in balia di una piccola umana mentre è a malapena in grado di tenere gli occhi aperti. Gracie, un po' titubante e spaventata a morte, decide comunque di ospitare il supereroe finché non si riprende e così ha inizio la loro convivenza seguita dappresso dalla sfortuna più nera. Alexander, infatti, ha appena fatto in tempo a riprendersi un attimo che entrambi vengono rapiti dal cartello, il quale dopo una soffiata sull’indirizzo di casa di Gracie, fa una retata e prende in ostaggio i due disgraziati per estrapolare alla giovane informazioni riguardanti una somma di denaro, piuttosto ingente, che i genitori di lei avrebbero sottratto. La situazione di miseria e tortura costringe i due malcapitati a stringere una sorta di alleanza per la sopravvivenza, nonostante infatti siano insieme da ormai diversi giorni, non si può ancora parlare di amicizia tra loro, siamo ancora allo stadio larvale della tolleranza, almeno per il momento. Si sa però che prigionia e tortura ammorbidiscono gli animi e, se quello di Gracie già lo era nei confronti del Difensore per il semplice fatto che è una persona di buon cuore, quello di lui comincia pian piano a cedere, specie quando vede che la ragazza continua a fare di tutto per proteggerlo nonostante lei sia quella più debole tra i due; questo lo porta a farle una promessa che le garantisce a vita la sua protezione e il suo aiuto, specie quando viene sganciata la notizia che l’abitazione della protagonista è stata data allegramente alle fiamme.

Ad ogni modo, i due riescono ovviamente a scappare (chi riuscirebbe a fermare l’equivalente di Superman senza kriptonite? Niente e nessuno) e così ha inizio la fase tre del piano, ricominciare da capo a vivere, stavolta però a casa di Alexander e in mezzo a tutta la sua famiglia, anche loro personcine alquanto particolari. Con calma estrema e con molta fatica cominciano a subentrare i sentimenti, la lentezza con cui si aggiungono alla storia ha qualcosa che ricorda i bradipi, ma sono di un'adorabilità disarmante, e con una presa di coscienza dopo l’altra pian piano arriviamo alla fine del libro e al finale tanto sospirato quanto meritato.

Ci mancavi solo tu è un romance atipico, nonostante lo abbia adorato lo definirei comunque un piccolo mattoncino, nel senso che non l’ho trovato così felicemente leggero e semplice da leggere, specie all’inizio, sarà per la lentezza con cui si sviluppano i rapporti tra i due, sarà per il fatto che bisogna ancora capire molte questioni o perché di fatto prima del rapimento da parte del cartello succede obiettivamente ben poco, per una buona parte del libro sono andata molto a rilento. Mi è piaciuta la componente supereroica del romanzo e come viene contestualizzata, sia per i supereroi stessi sia in relazione con gli esseri umani; molto interessante anche il superamento delle barriere emotive e di fiducia della protagonista, così come il rapporto che si sviluppa tra Gracie e Alexander nella seconda metà del libro, nonché quello tra lei e la famiglia di lui. La scrittura di Mariana Zapata è molto semplice e tranquilla, come in tutti i suoi romanzi, non ci sono grandi stuzzicamenti, schermaglie e tensioni latenti ma in compenso largo spazio alle emozioni e alle discussioni su di esse. Non ci sono colpi di scena, la verità svelata a metà libro è facilmente intuibile da subito ma questo non compromette la buona riuscita della storia che si concentra piuttosto sui singoli personaggi e sulle interazioni tra di essi. Ho apprezzato particolarmente il dubbio che attanaglia Alexander e che fondamentalmente è alla base di quello che gli capita e delle sue azioni del libro, l’ho trovato estremamente verosimile nella rappresentazione dei comportamenti umani ed una domanda del tutto lecita che può sorgere, penso, se si fa una tipologia di servizio come quello che fanno i membri della Trinità. Ricapitolando, il libro è lento e non proprio una scivolata nell’olio da leggere? Si, specie nella prima parte. L’ho riletto comunque un altro paio di volte a poca distanza dalla prima? Sì, è troppo troppo coccoloso. Dunque il voto finale che si merita questo romanzo è 4 stelle.


Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

martedì 3 ottobre 2023

Review Party: "Facciamo finta che sia solo un gioco" di Elena Armas (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog prende parte al Review Party di Facciamo finta che sia solo un gioco, di Elena Armas, autrice amatissima dal Booktok e non solo. Lo ha recensito per noi Giulia, che ha anche letto i volumi precedenti e li ha apprezzati. Scoprite cosa pensa di questo nuovo volume e fateci sapere se anche voi lo leggerete ;) 
Un ringraziamento alla casa editrice per averci permesso di partecipare all'evento e per la copia digitale in cambio di un'onesta opinione.

Facciamo finta che sia solo un gioco
di Elena Armas

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 503
Genere: contemporary romance, commedia romantica
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Adalyn Reyes si è imposta una ferrea disciplina: ogni mattina si sveglia all’alba, guida fino agli uffici del Miami Flames FC, la squadra di calcio della città, si impegna al massimo nel lavoro, torna a casa e ricomincia da capo la mattina seguente. Ma la sua perfetta e collaudata routine viene sconvolta da un video, diventato virale, che mostra Adalyn che aggredisce senza ritegno contro la mascotte del team. Per non licenziarla, il proprietario della squadra – che si dà il caso sia suo padre – la spedisce nella sperduta Carolina del Nord, dove le viene affidato il compito di risollevare le Green Warriors, la squadra di calcio locale, composta da bambine di nove anni che si allenano in tutù, hanno capre come animali domestici e sono terrorizzate dai modi bruschi di Adalyn. A complicare le cose, c’è l’affascinante coach Cameron Caldani, ex portiere prodigio e suo vicino di casa… Sembrerebbe il candidato perfetto per aiutare Adalyn nella sua missione quasi impossibile, e perché no, magari distrarla dai suoi problemi… Anche se passare ogni giorno insieme, tra incontri imbarazzanti nel giardino e continue frecciatine dalla panchina, sembra più difficile che mai. Abbandonare il campo, però, non è un’opzione. Ce la metterà tutta per riscattare il suo futuro e quello delle piccole Warriors. Con o senza l’aiuto di Cam.

Buongiorno a tutti e a tutte! Oggi influenzata e raffreddata sono qui a parlarvi di un libro che mi ha tenuto compagnia in questi giorni di “malattia”. Devo dire che all’inizio per il forte mal di testa non riuscivo nemmeno a stare davanti al kindle, però, fortunatamente, lunedì sono riuscita a iniziare e a finire questo libro, che - piccolo spoiler della recensione - mi è davvero piaciuto un sacco, forse anche più dei primi due della serie. Non ero molto sicura di leggere questo libro, perché pensavo che, un po' come tutte le serie, passato il primo e il secondo libro, gli altri cominciano a essere prevedibili, ripetitivi e noiosi, ma sorpresa delle sorprese, questo terzo volume mi ha davvero stupita. Mi è piaciuto tantissimo, tanto che l’ho divorato in una giornata scarsa.

Adalyn e Cam, sono piano piano entrati nella quotidianità reciproca e con semplicità si sono innamorati, come io con semplicità mi sono innamorata di loro. Due personaggi davvero molto simili, due corazze dure e impenetrabili che nascondono un tenero cuore, uno scudo fatto di egoismo, freddezza e cattiveria che nasconde un cuore colmo di generosità, tenerezza e dolcezza, ma anche tanta sofferenza. Due anime che nessuno è mai riuscito a comprendere, due giovani che si sono sempre ritrovati a dover combattere da soli in qualsiasi situazione, si son sempre dovuti rimboccare da soli le maniche e rialzarsi da qualsiasi situazione senza che nessuno fosse lì a tendergli una mano.

Dopo il video diventato virale in cui Adalyn taglia la testa alla mascotte dei Miami Flames FC di cui è la responsabile della comunicazione, niente e nessuno può aiutarla a salvarsi da una sospensione temporanea, neanche suo padre che è l’amministratore delegato e manager della squadra. Adalyn lo sa che suo padre non l’avrebbe aiutata in nessun caso, ma la speranza è l’ultima a morire, no? Peccato che la sua speranza tramonti presto quando nella riunione d’emergenza convocata soltanto per il piccolissimo problema che ha creato, suo padre le comunica che verrà allontanata dalla squadra fino a data da destinarsi per occuparsi di un’altra squadra.

Cameron Caldani, vincitore del premio come miglior portiere del mondo, stella della Major League Soccer, ha deciso di licenziare il suo manager, ha deciso di sorprendere tutti, abbandonare gli schermi e Los Angeles, e trasferirsi in un paesino sperduto della Carolina del Nord, per cambiare vita e avere serenità e tranquillità a mai finire. Solo che non tutto va secondo i piani, presto si ritroverà a essere allenatore di una squadra tutta al femminile e ad avere tra i piedi una vicina di casa un po' insolita.

Presto i due si ritroveranno da essere sconosciuti a diventare collaboratori per rendere felici delle piccole sognatrici, che faranno di tutto per vincere la Six Hills Little League. E così comincia l’avventura. Da una parte troviamo una protagonista più che mai intenzionata a ricucire la propria reputazione e rendere orgoglioso di sé suo padre, e dall’altra avremo un protagonista alla ricerca della pace e della tranquillità, ma entrambi forse troveranno in quel piccolo paesino qualcosa che nessuno dei due stava cercando, qualcosa di più di gloria o tranquillità, qualcosa che gli farà battere il cuore e scombussolare lo stomaco, qualcosa che stravolgerà il loro modo di vivere e pensare.

I due protagonisti della storia sono davvero unici, mi sono trovata subito in sintonia con Adalyn, una ragazza cresciuta da sola nonostante i genitori le siano stati sempre accanto, una ragazza che all’apparenza potrebbe sembrare dura e antipatica, ma che in realtà nasconde un animo dolce e generoso, una vera scoperta questa protagonista. Per non parlare di Cameron, credo uno dei protagonisti più dolci e carini di cui io abbia mai letto, credo di essermene innamorata alla prima occasione, al primo sorriso che ha rivolto ad Adalyn, e come me anche per lei è stato amore a prima vista, nonostante lei gli abbia dimostrato tutt’altro durante i primi mesi di conoscenza.

“Ieri mi stavi guardando come stai facendo ora. Proprio così. E avrei voluto che non smettessi mai. Mi guardavi come se dossi preziosa. Qualcuno che vale la pena guardare. Nessuno mi guarda mai in quel modo”.

Questo libro è un mix di tutto ciò che per me rende ineguagliabile un libro, una storia d’amore ben strutturata, un’ambientazione molto affascinante, dei personaggi secondari davvero interessanti e quel pizzico di umorismo e ironia che a mio parere non deve mancare in un libro. La cosa che davvero mi è piaciuta in questo libro, oltre ai due personaggi principali che ho trovato davvero spaziali, sono state proprio loro le piccole ma forti Green Warrior, un gruppo di bambine dell’età dai 7 ai 10 anni. Bambine che davvero mi hanno fatto riflettere su quanto sia bella la vita e quanto si possa imparare semplicemente credendo in sé stessi. Tra di loro, più di tutte una bimba ha fatto breccia nel mio cuore, Maria Camila Vasquez, come la chiamerebbe la nostra Adalyn, una piccola guerriera che ha come migliore amica una capra cieca di nome Brandy, che soffre di ansia e fa la cacca dappertutto quando le vengono questi attacchi, la piccola Maria in più di un’occasione riuscirà ad aprire gli occhi sia ad Adalyn che a Cam.

“L’amore non è mai il problema. L’amore è facile, come nei film. Siamo noi che lo rendiamo complicato. Per questo la perdonerò per aver saltato la partita. Ma se lei è davvero il tuo tutto, e sta per affrontare qualcosa di importante, allora secondo me dovresti stare con lei. Anche se hai fatto un casino. E se avesse bisogno di una sostituzione che giochi al posto suo? Magari in questo momento ce l’ha con te, ma non significa che non ti voglia più”.

Con questa frase piena di verità detta da una piccola bimba di sette anni, concludo questa recensione dicendovi che questo libro vale davvero la pena di essere letto.

Giulia



Photo credit: @_gbooklover_

martedì 5 settembre 2023

Review Party: "Una ragazza d'altri tempi" di Felicia Kingsley (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Una ragazza d'altri tempi, organizzato dalla casa editrice Newton Compton Editori. Si tratta del nuovissimo romanzo di Felicia Kingsley, autrice rosa molto apprezzata, che stavolta ha sorpreso con una storia molto particolare. Scoprite tutto nella recensione della nostra Eleonora e fateci sapere se leggerete questo libro. A presto! ;)

Una ragazza d'altri tempi
di Felicia Kingsley

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. rigida)
Pagine: 512
Genere: commedia romantica, romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 5 settembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

A chi non piacerebbe vivere nella Londra di inizio ’800, tra balli, feste e inviti a corte? Di certo lo vorrebbe Rebecca Sheridan, perché a lei il ventunesimo secolo va stretto: vita frenetica, zero spazio personale e gli uomini... possibile che nessuno sappia corteggiare una ragazza? Brillante studentessa di Egittologia e appassionata lettrice di romance Regency, Rebecca ama partecipare alle rievocazioni storiche in costume e, proprio durante una di queste, accade qualcosa di inspiegabile: si ritrova sbalzata nella Londra del 1816. Superato lo shock iniziale, realizza di avere un'opportunità unica: essere la debuttante più contesa dagli scapoli dell’alta società, tra tè, balli e passeggiate a Hyde Park. Mentre è alla ricerca del suo Mr Darcy, attira però l’attenzione dell’uomo meno raccomandabile di Londra: Reedlan Knox, un corsaro dal fascino oscuro e dalla reputazione a dir poco scandalosa. Insomma, il genere d’uomo che una signorina per bene non dovrebbe proprio frequentare. Ma quando Rebecca scopre segreti inconfessabili e trame losche dell’aristocrazia, il suo senso di giustizia le impone d’indagare. Nessuno però pare intenzionato a mettere a rischio il proprio onore per aiutarla. Non le resta che rivolgersi all’unico che un onore da difendere non ce l’ha: Reedlan Knox. E se, dopotutto, il corsaro si rivelasse più interessante del gentiluomo che ha sempre sognato? Decidere se tornare nel presente o restare nel 1816 potrebbe diventare una scelta difficile...

Il nuovo libro di Felicia Kingsley, Una ragazza d’altri tempi, rispetto a tutti i libri precedenti dell’autrice prende una piega diversa e inaspettata nell’evoluzione della storia che ne rende un po’ complicata la classificazione; a mio parere non lo si può definire regency, sebbene gran parte della storia sia ambientata in epoca della reggenza e incarni le caratteristiche tipiche di questa categoria, allo stesso tempo non lo definirei totalmente un contemporary proprio per il suddetto motivo. Se penso a questo romanzo dunque mi viene in mente un solo modo per definirlo ed è: “romance alla Kerstin Gier”, per come è strutturata tutta le vicenda e per l’impostazione della protagonista, infatti, per certi versi, mi ha ricordato un sacco la Trilogia delle Gemme della Gier, una delle serie comfort della mia esistenza. Tornando al libro in questione, sono stati inseriti molti spunti interessanti e un paio di elementi per ampliare le vicende del romanzo, troviamo infatti viaggi nel tempo (con spiegazione scientifica e non fantastica), misteri, intrighi e drammi familiari, il tutto condito da una love story piena di sfide, battibecchi e finestre, oltre che del più classico elemento piccantino.

Veniamo alla trama. La protagonista della storia è Rebecca Sheridan, ventun anni, studentessa di egittologia alla London College University, anima vintage, appassionata di libri e periodo regency, alla ricerca del suo Mister Darcy. Rebecca è orfana di entrambi i genitori sin da quando ha diciotto anni, quando sono morti entrambi improvvisamente in un incidente d’auto lasciandola sola, frastornata e di fatto impaurita dal mondo che la circonda. A farle da “fata madrina” ci pensa la sua vicina di casa Gwenda, ex professoressa di fisica e colei che la introduce nel mondo dei salotti rievocativi Regency per spingerla a uscire dalla sua comfort zone. Quello che tanti rimproverano alla nostra laureanda (deve infatti finire di scrivere e consegnare la tesi) è la sua fobia a viaggiare, a esplorare, o per restare nel piccolo anche solo a provare a guidare in autostrada (qui un po’ la capisco), nonostante di fatto si sia scelta un lavoro che per definizione la dovrebbe portare in giro per il mondo. Per aiutarla in questo senso la “scienziata madrina”, dopo aver scoperto che in uno dei magazzini di Hatchards si apre un tunnel spazio temporale che porta dritto dritto nel 1816, con la sola forza dell’inganno ci spinge dentro una a dir poco confusa Rebecca. C’è da specificare però che uno dei passatempi preferiti della protagonista è quello di tenere una sorta di diario in cui si è inventata tutta una vita alternativa ambientata proprio nel 1816, con tanto di famiglia di rango, migliore amica con cui intrattiene regolarmente degli scambi epistolari e situazioni sociali alle quali lei ha preso parte, ha fatto conoscenze eccetera, insomma una realtà totalmente alternativa e perfettamente costruita che si inserisce e identifica a meraviglia nel suo capitombolo temporale. C’è da immaginarsi dunque il suo profondo stupore quando si ritrova catapultata, con smartphone, paracetamolo e converse rosa, in quelle che sembrano essere le pagine del suo diario che hanno preso vita, ovviamente la sua mentalità spiccatamente moderna e quelle che sono considerate le sue stramberie la fanno spiccare su tutta l’alta società londinese e non mancano le occasioni in cui lei non si faccia notare. Ben presto però Rebecca si rende conto che probabilmente i nostri tempi hanno romanticizzato un po’ troppo i fasti della reggenza e quando davanti ai suoi occhi si mette a fuoco un cruento crimine decide che è ora di farsi avanti e riportare un po’ di giustizia in un'epoca che di giusto ha ben poco. Aiutata, o per meglio dire coinvolta in un mutuo ricatto di aiuto, dal suo affascinante ma molto indisponente e malizioso vicino, Lady Sheridan si lancia in una complicata indagine che la porterà nei luoghi più pericolosi e più diffamati della Londra di inizio Ottocento, oltre che tra i vari covi di serpi del beau monde cittadino, sinceramente non so quale dei due sia preferibile. Mentre si approfondisce il mistero, si approfondisce anche la sua frequentazione con Reedlan Knox, il pirata vicino di casa, il quale, una volta che si cominciano a spellare i suoi strati come una cipolla, si rivela essere un magnete a cui alla protagonista risulta impossibile resistere, ma diciamocelo non ne ha nemmeno troppo l’intenzione. Tra possibili scandali, doveri familiari e sociali, scappatelle e balli al ritmo di Taylor Swift ed Ed Sheeran, si srotola dunque il tempo ottocentesco per Rebecca, che sempre più vorrebbe dimenticarsi della sua vita nel presente e rimanere là. Quale sarà la sua decisione finale? A voi non è dato ancora saperlo, bisogna leggere il libro.

Andiamo a parlare del libro e della storia in sé; questo romanzo come tutti quelli di Felicia Kinglsey mi è piaciuto molto, la cura dei particolari storici è decisamente encomiabile così come anche i riferimenti temporali, e sì, da brava San Tommaso sono andata a fare qualche ricerca per verificare e anche per mia pura curiosità, dalla scelta della modista, fino a un negozio molto particolare, dalle mode casalinghe fino alle “cure” prescritte dai dottori, per non parlare poi dei vari trattamenti subiti da infermi e carcerati, fino al linguaggio e all’utilizzo del ventaglio è stato tutto tratteggiato con grande cura e precisione. Quello che però mi è mancato un po’ rispetto ad altri suoi romanzi è stata la “verve” generale, mi è mancata un po’ di spinta e grinta, soprattutto nella prima metà del libro, verso la fine invece ritmo e personaggi si sono fatti decisamente più incalzanti. Ho assolutamente apprezzato il personaggio di Reedlan, in lui ho ritrovato mischiati molto bene tratti forti da mascalzone (buono) con altri aspetti un po’ più dolci e a tratti quasi fanciulleschi (vedi la scena della mongolfiera), irresistibile. I parenti regency di Rebecca, se inizialmente mi sono sembrati un po’ piatti e privi di spessore, con l’eccezione di Archie, il cugino, sul finale si sono riscattati dimostrando tutta una bontà di cuore e un carattere che una volta emerso ha reso impossibile non adorarli, lo zio potremmo definirlo proprio una perla nella storia. Rebecca è la colpevole della mia idea di “romance alla Kerstin Gier”, praticamente per come si comporta e per come poco si adatta alle situazioni, anche volontariamente, mi ricorda un sacco Gwendolyn, la protagonista della trilogia delle Gemme. Con le sue converse rosa indossate sotto i ricercati e ambitissimi abiti di Mrs. Triaud, con il suo spray al peperoncino e paracetamolo sempre a portata di mano, ma soprattutto con l’organizzazione di un ricevimento formale come se fosse una festa studentesca più eleborata mi ha fatto pensare a tutte le “infrazioni storiche” che volontariamente e a volte poco consapevolmente commette Gwen, la scena della soireè danzante vi dice niente? Se no andate a leggere i libri della Gier. Ci sono stati punti in cui avrei preferito una maggiore specificazione o un maggiore spazio per il contorno della storia, come ad esempio la spiegazione del viaggio nel tempo che ho trovato un filo contorta e non immediatamente comprensibile o anche sul finale una maggiore chiarezza nel percorso dei personaggi ma complessivamente questo libro è come al solito un gran sì; in più è stata citata la mia adorata Georgette Heyer tra le autrici di riferimento di Rebecca, che altro dire se non “100 punti a Grifondoro”?

Ringrazio la Newton Compton per la copia ebook fornitami in anteprima, anche se so già che il cartaceo farà presto la sua comparsa nella mia libreria.
Voto: 4 tazzine di tè (allungato con brandy) servite in fine porcellana.


Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

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