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martedì 30 novembre 2021

Recensione: "Ti ho trovato fra le stelle" di Francesca Zappia (a cura di Elena)

Buon pomeriggio! Ultima recensione per la challenge di questo mese che prevedeva uno scambio di letture a coppie. Dopo Eleonora, adesso tocca a Elena parlarci del libro che le è stato consigliato, ovvero "Ti ho trovato fra le stelle", di Francesca Zappia, una storia bellissima e a tratti commovente che è riuscita a stupire anche lei. Vi lascio alla sua recensione, fateci sapere cosa ne pensate. A presto! ;)

Ti ho trovato fra le stelle
di Francesca Zappia

Prezzo: 6,99 € (eBook, disponibile anche in KU) 12,00 € (cop. flessibile) 
Pagine: 356
Genere: young adult, contemporary
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 7 marzo 2018

Nel mondo reale, Eliza Mirk è una ragazza timida, poco socievole e solitaria. Online, è Lady Constellation, autrice anonima di «Monstrous Sea», un webcomics adorato da milioni di followers in tutto il mondo. Eliza non si sente mai sola, la sua comunità digitale la fa sentire amata e parte di qualcosa di importante. Poi a scuola conosce Wallace, un ragazzo che non parla con nessuno ma decide di aprirsi proprio con lei, ed Eliza comprende che anche la vita offline vale la pena di essere vissuta. Ma quando accidentalmente la sua identità segreta di Lady Constellation viene svelata al mondo, tutte le sue certezze e i suoi punti fermi – online e offline – vanno in frantumi...

ALLA RICERCA DELLA PROPRIA COSTELLAZIONE CON “TI HO TROVATO FRA LE STELLE”

Eccomi qui a parlarvi della mia lettura incrociata per il “gioco delle coppie”, consigliatami da Eleonora! Mi ha proposto un libro di un genere e un target di cui non leggevo da qualche tempo, ma che mi incuriosiva da un po' e che ho finalmente scoperto grazie alla mia compagna di letture, che ringrazio tantissimo!

“Ti è mai capitato di avere un’idea per una storia, o un personaggio, o magari anche solo una battuta di un dialogo, e di vedere di colpo il mondo intero sotto una luce migliore? Come se tutto ti si schiudesse davanti agli occhi e acquistasse finalmente un senso? […] Qualcuno la chiama ‘rivelazione’. Una squarcio tra le nuvole che fa filtrare la luce.”

Innanzitutto vi chiedo: Perché leggete? Cosa vi affascina di più di una storia? I significati, la trama o il mondo, le/i personaggi? Queste sono le tipiche domande che ogni lettore e lettrice si scambiano per conoscersi meglio (e spesso per iniziare dibattiti infiniti a difesa dei propri romanzi preferiti!). Proprio queste domande se le rivolgono anche Wallace e Eliza. Quest’ultima è la protagonista assoluta del romanzo Eliza and Her Monsters della scrittrice americana Francesca Zappia, pubblicato nel 2018 da Giunti Editore con il titolo Ti ho trovato fra le stelle, tradotto da Claudia Valentini e Giovanna Scocchera.

“Eliza Mirk è il classico nome da tipa morbosa […] Eliza Mirk è il cattivo di serie B che ha il nascondiglio segreto nelle fogne. Eliza Mirk è un personaggio da fumetto. Eliza Mirk, invece, sono io.”

Il romanzo è in prima persona e leggiamo i pensieri di Eliza, un’adolescente timida ed introversa, che fatica a relazionarsi e a farsi coinvolgere a scuola, ma tutta la sua passione e bravura emerge online, grazie alla sua storia a fumetti “Mare di mostri”, che in poco tempo ha avuto un successo mondiale. Eliza, però, non ha mai rivelato la sua identità, restando nell’anonimato e firmandosi con il nome di LadyConstellation, una dea, un’eroina che una volta a settimana sconfigge Eliza Mirk, un piccolo pesciolino che si fa trascinare via dalla corrente, senza sapere dove stia andando e perché. Sarà davvero un’eroina? Potrà diventare una co-protagonista?

“Io sono LadyCostellation. Io sono Eliza Mirk. E questo è un paradosso che non potrà mai essere risolto.”

Dunque troviamo una giovane donna che vive una doppia vita, spaccando la propria persona in due metà: una vita da ragazzina che deve affrontare scelte scolastiche, come l’università, e problemi relazionali, come i primi amori e le litigate tra amici e fratelli, in contrapposizione ad una vita da adulta, segnata da un lavoro, problemi economici e responsabilità. Una vita contemporaneamente reale ed invisibile, ma allo stesso tempo impossibile da ignorare, che spesso diviene troppo ingombrante da seguire e mantenere in ordine. Per questo Eliza si impone delle regole, come ad esempio non rivelare a nessuno il reale successo della sua storia o quella di lasciarsi risucchiare dal “Mare di mostri” solo quando può caderci dentro senza distrazioni o ancora rispettare un calendario di pubblicazione, al punto di dimenticare coloro che le stanno attorno.

“Di giorno vado a scuola e di notte mi scrollo di dosso la mia identità segreta per diventare LadyConstellation, creatrice di Mare di mostri – uno dei webcomic più popolari di internet – nonché madre temeraria di un fandom.”

La sua passione, o meglio il suo “superpotere”, è impugnare una matita e narrare il suo mondo di mostri, stelle e parole, disegnando per ore e ore, tanto da perdere la cognizione del tempo. Per Eliza essere un’artista è una missione, raccontare e disegnare linee che collegano personaggi, trame e luoghi. Proprio come una delle civiltà di “Mare di Mostri”, i Nocturniani, nel cui sangue scorrono le stelle, che hanno il compito di collegare quelle bellissime luci celesti e splendenti, formando costellazioni una diversa dall’altra. Ma cosa succede quando il proprio mondo e spazio sicuro viene invaso? Quando una passione diviene un obbligo volto alla sola soddisfazione di altre persone?

“Una pagina bianca dovrebbe rappresentare un invito. Una sfida perfino. Ecco qui la tua tela intonsa: quanta creatività sei in grado di tirare fuori? Quali limiti andrai ad infrangere per portare alla luce la creatura che hai in testa? Un foglio bianco parla di infinite possibilità. […] l’unico cosa che vedo è un abisso.”

La storia procede con calma e scorrono giorni e mesi, tra parole, immagini e il ritmo del silenzio e del respiro. I pensieri e le vicende di Eliza ci vengono presentati con uno stile semplice e scorrevole, narrati ed intervallati anche da scambi di messaggi e chat, da disegni (illustrazioni della stessa autrice) e pagine della storia di “Mare di mostri”: si potrebbe pensare che interrompano la lettura, perché rappresentano la storia parallela del fumetto, ma invece rendono la lettura più dinamica e legata alla storia reale, contemporanea, più vicina a noi. La svolta, come nel topos letterario tipico del genere, avviene con l’arrivo di un nuovo compagno a scuola.

“… Descrivono quella sensazione di trovarsi nel posto sbagliato a combattere forze impossibili da fermare, e ci dicono che il mondo è pieno di mostri, ma di solito quelli peggiori li abbiamo dentro di noi.”

Ti ho trovato fra le stelle è un contemporary young adult autoconclusivo, un romanzo di formazione che tocca temi tipici del genere come l’amicizia, i primi amori, le passioni, la famiglia, la ricerca del proprio posto nel mondo e della propria felicità. Tocca, inoltre, temi importanti, anche se trattati superficialmente ma con sincerità e in modo diretto, come la vita online e quella offline (argomento trattato in modo attuale, senza giudizi né pregiudizi, da più punti di vista e con responsabilità), il successo, la notorietà e le sue conseguenze; ma soprattutto temi come il lutto, il suicidio, la solitudine, la depressione e l’ansia sociale, che ancora oggi sono temi tabù e poco trattati, soprattutto nei romanzi per i e le più giovani, ma di cui si ha un gran bisogno di leggere e sentire a qualunque età, anche con linguaggi semplici e veritieri, senza frasi fatte positiviste e motivazionali. Togliersi una maschera con i propri tratti e guardare allo specchio il proprio viso e trovarlo espressivo e ripercorrere il vissuto richiede un percorso strutturato di aiuto, analisi ed evoluzione.

“Ho un piccolo mostro in testa che controlla i miei dubbi. Ogni dubbio in sé è una cosa stupida, senza senso né ragione, una cosa cieca e imbrigliata da una lunga catena. Il mostro, al contrario, è scaltro. È sempre all’erta, e appena mi sento completamente sicura di me, ecco che slega ogni dubbio dalla propria catena e lo lascia libero. E anche se so che sta per succedere non posso farci niente.”

Ti ho trovato fra le stelle è un romanzo che mi ha commossa e per cui ho sentito vicina la protagonista, ma alcune svolte della storia e comportamenti non mi sono particolarmente piaciuti né ho apprezzato le figure adulte, un po' troppo stereotipate e tipicamente “americane”, descritte sempre come il “nemico” al margine delle vicende, in opposizione alle giovani generazioni. Comunque sarebbe bellissimo poter anche leggere il fumetto “Mare di mostri” e scoprire i diversi spunti artistici sparsi tra le pagine del romanzo!

Una postilla sul titolo! Trovo entrambi i titoli, sia quello originale Eliza and her monsters, sia quello italiano Ti ho trovato fra le stelle, pieni di significato e perfettamente in armonia con la storia, racchiudendo l’essenza stessa del romanzo.

In conclusione non posso che consigliare Ti ho trovato fra le stelle, se siete in un periodo in cui dovete fare delle scelte scolastiche e di cambiamento di vita o se siete particolarmente attivi sui social, se siete adolescenti o volete ricordare quei tempi passati, ma soprattutto per le tematiche psicologiche. Consiglio, inoltre, la lettura a tutti e a tutte coloro che amano i romanzi contemporanei con ambientazione scolastica ed “online”, come il romanzo Fangirl di Rainbow Rowell; o per chi ama le tematiche psicologiche trattate anche nei romanzi Raccontami di un giorno perfetto, L’universo nei tuoi occhi e Respiro solo se tu di Jennifer Niven; o per chi ama anche i romanzi di John Green e di Katie McGarry, in cui vi è una maggiore presenza e approfondimento della componente romance.

Non mi resta che augurarvi buone letture,

Elena



Fonte immagini: Google e Pinterest

Recensione: "The Midnight Sea" di Kat Ross (a cura di Eleonora)

Eccoci di nuovo qui, con una nuova recensione, stavolta per la challenge di novembre che ci ha permesso di scambiarci consigli di lettura. Le ultime recensioni sono quelle di Eleonora ed Elena. Eleonora ha letto "The Midnight Sea" di Kat Ross, un fantasy meraviglioso che mescola ambientazioni arabeggianti e personaggi ben caratterizzati. Scoprite la sua opinione e tornate pomeriggio a leggere anche l'ultima recensione di questo nostro esperimento di "letture incrociate" ;) A presto!

The Midnight Sea
di Kat Ross

Prezzo: 14,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 282
Genere: fantasy
Editore: Dunwich Edizioni
Data di pubblicazione: 10 maggio 2017

Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi a loro per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

Oggi parliamo del libro che mi è stato suggerito da Elena. Si tratta di The Midnight Sea, primo libro della trilogia de “Il quarto elemento”. Sin da quando ho letto la trama ho capito che sarebbe stata una lettura perfetta per me che amo i libri dalle atmosfere arabeggianti, che si immergono nella mitologia dei Djin mixando il tutto in situazioni di lotta, sia interiore che nella sua più tipica accezione ottenendo un risultato che ricorda decisamente libri come Città di Ottone di S. A. Chackraborty e la trilogia di Rebel di Alwyn Hamilton. Sicuramente però non mi aspettavo un libro così interessante e (per quanto non sopporti questo aggettivo) avvincente. Conosciamo Nazafareen, la protagonista, quando ha ancora tredici anni e un evento per lei devastante dà l’avvio ad un percorso che le cambierà completamente la vita. La giovane infatti fa parte di un clan nomade che vive principalmente di allevamento di bestiame e dell’occasionale commercio che deriva dalla vendita di prodotti come pelli, lana e tutto quello che si può ottenere dall’allevamento; tutto cambia però quando al suo villaggio arrivano gli emissari di una milizia del re molto particolare, i Water Dog, soldati che combattono in coppia con i daeva, esseri sovrannaturali dotati di magia elementale e di straordinarie capacità fisiche, legati ad essi tramite dei bracciali speciali e magici che connettono la coppia di combattenti ad un livello molto profondo. Nazafareen viene selezionata per far parte dei Water Dog e così ha inizio il percorso che la porterà a conoscere Ilyas e Tommas, Tija e Myrri ma soprattutto Darius, il daeva che sarà legato a lei.

Inizialmente il loro legame e il loro rapporto non è dei migliori, Nazafareen è ancora vittima dei pregiudizi e della diffidenza verso i daeva che si porta dietro da sempre e in particolar modo da quella traversata nella neve quando aveva tredici anni. Darius, per conto suo, provato da un’infanzia “in cattività” e abituato al dolore e alla crudeltà, si dimostra riluttante e avverso nell’accettare un legame che gli è stato imposto con la forza e che lo priva di una enorme parte di libertà; entrambi dunque si limitano ad adeguarsi alla situazione che è loro imposta. Fin quando le cose non cambiano; complice un grave incidente di Darius, i due cominciano a conoscersi, a capirsi e il loro rapporto diventa sempre più stretto e profondo.

Tutto ciò che li circonda però non è così semplice, al di fuori delle mura della “caserma” dei Water Dog, la situazione si fa sempre più confusa e caotica, ci sono avvistamenti di dijn malvagi, di negromanti e a peggiorare le cose, c’è un movimento ribelle interno al sistema di governo che lotta per la liberazione dei daeva che sceglie come primo atto pubblico una insurrezione alla prigione di Gorgon-e-Gaz, dove sono rinchiusi e schiavizzati tutti i daeva più antichi e potenti, tra cui Victor, padre di Darius e uno dei più forti e importanti daeva della storia, il cui obbiettivo per il momento è solo ritornare libero e ritrovare sua moglie (la daeva legata al malefico re). Al contempo però all’orizzonte si mobilitano forze enormi ed oscure che mirano solo alla distruzione di tutto e tutti; da una parte e dall’altra si sta organizzando l’esercito macedone capeggiato da Alexandros, intrepido, impavido e giovane re della Grecia e Macedonia, che riunisce sotto il suo comando anche i daeva ancora liberi o ribelli ed esuli dell’impero; praticamente il regno di Artaxeros II (il dispotico sovrano) è preso tra l’incudine e il martello e i nostri poveri ragazzi ne fanno le spese in modo inaspettato e brutale anche se questo gli permette di smascherare un sistema basato su menzogne, ingiustizie e prevaricazioni.

In questo libro quello che ha fatto veramente la differenza tra una storia normale ed una riuscita a meraviglia è stato sicuramente lo stile dell’autrice e la costruzione dei personaggi, infatti la trama di suo si sviluppa in maniera abbastanza lineare, senza enormi ed eclatanti colpi di scena, ma grazie a questi elementi ha raggiunto totalmente un livello superiore.

Partiamo dai personaggi, ognuno di essi è stato definito 360 gradi, conosciamo passato, presente e tutto quello che li ha modellati fino a farli diventare ciò che sono nel libro, anche se magari non scopriamo tutto subito. Ilyas è uno di quelli che ho apprezzato maggiormente, nonostante abbia la sua enorme fetta di colpe e il suo livello di odiosità rivaleggi con quello dell’insopportabile re Artaxeros II; inizialmente era semplicemente un buon personaggio, in tutti i sensi, pieno di pregiudizi e con degli atteggiamenti non proprio del tutto esemplari di sicuro, però nella sostanza era apprezzabile. È venuto fuori che della sua complessità non era emersa che una piccola, minuscola fetta e quando il vaso di Pandora è stato scoperchiato non è stato un bene per nessuno, neppure per lui che ha imboccato dritto di filato la strada per la landa dei folli; in tutto ciò però, fino alla fine, ha fatto un po' pena, non si riesce proprio ad odiarlo al 100% per quanto ci si provi e per quanto se lo meriti. Victor invece è uno di quelli a cui a mio parere ancora non è stato fatto sviluppare il suo potenziale, di proposito però, in questo libro infatti interviene quasi alla fine e solo marginalmente però si intuisce sin da subito che sotto la superficie c’è ancora molto che ribolle in attesa di venir fuori, così come nel caso di Nazafareen e Darius sia presi singolarmente che insieme, ma tanto siamo solo ancora all’inizio del loro viaggio.

Lo stile è ottimo, Kat Ross riesce a mescolare con maestria mito, religione, realtà e finzione, il ritmo è sempre incalzante e le scene ansiogene sono perfette, già nelle prime pagine i livelli di cortisolo cominciano ad alzarsi, proseguendo nella lettura ci sono parti in cui la situazione non fa che peggiorare e il fiato rimane un bel po’ sospeso.

L’epilogo è un cliffhanger sotto mentitissime spoglie che lascia il lettore presagire già che la situazione nei volumi successivi non sarà delle migliori ma senza sapere quanto, in realtà, le cose si metteranno male per questa piccola combriccola di ribelli e per tutti quelli che li circondano.

Non rimane ora che andare a vedere quante delle peggiori ipotesi che possano venire in mente si realizzeranno nei prossimi volumi, ma speriamo per il meglio. Perciò grazie Elena per avermi fatto scoprire e leggere Kat Ross.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 29 novembre 2021

Recensione: "Venuto dal freddo" di Sarina Bowen (a cura di Giulia)

Buongiorno e buon inizio settimana, caffeinomani! ^^
Oggi si torna a parlare della nostra challenge del mese, grazie alla quale ci siamo consigliate a coppie dei libri. A Giulia avevo assegnato un libro di Sarina Bowen, volevo essere gentile e andarle incontro con un romance perché so che li apprezza e poi mi sembrava una lettura ideale per il periodo e il clima. Chissà se le sarà piaciuto! Confesso di non aver mai letto questo romanzo, conoscevo solo l'autrice, che è molto brava, ma ero proprio curiosa di avere il parere di Giulia a riguardo. Vi lascio alla recensione per scoprire finalmente cosa ne pensa ;) Se conoscete il romanzo e volete lasciare un commento con la vostra opinione, è sempre ben gradito. A presto!

Venuto dal freddo
di Sarina Bowen

Prezzo: 3,99 € (eBook) 12,49 € (cop. flessibile)
Pagine: 244
Genere: romance, sport romance, contemporary, new adult
Editore: Rennie Road Books
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018

Il discesista Dane “Danger” Hollister non ha relazioni e tiene segreto il motivo di questa scelta. A causa della maledizione ereditata da sua madre, sta per perdere tutto: il suo posto nella squadra olimpica di sci, il suo fondo fiduciario e la sua capacità di sciare alla massima velocità. Willow Reade, allevatrice suo malgrado, incontra Dane a causa di un incidente, quando il suo vecchio pick-up fa andare fuori strada lo sciatore, durante una tormenta di neve. Bloccati insieme nella jeep dell’uomo, mentre scende la notte, le due persone più sole di tutto il Vermont trovano loro stessi, condividendo l’una con l’altro molto di più di quanto in realtà non vogliano. E non solo conversando. Nessuno dei due potrà intuire come il loro improbabile incontro possa minacciare il segreto spaventoso di Dane e la pace che Willow era riuscita a ottenere, grazie alle scelte che aveva fatto. Solo la fiducia e la comprensione che ripongono l’uno nell’altra potranno porre fine al dolore, regalando loro una grande vittoria in amore.

Buongiorno a tutti e a tutte, eccomi ritornata qui sul blog, dopo un periodo di blocco del lettore, con un romance consigliato da Franci per le "letture incrociate". Oggi vi parlo di Venuto dal freddo di Sarina Bowen, autrice di cui non avevo mai sentito parlare, e sinceramente l’ho trovata una bella scoperta. Questo libro devo dire che l’ho divorato, molto scorrevole e coinvolgente. Ci troviamo nel Vermont, con un paesaggio a me sconosciuto, immersi nella neve, letteralmente. Il libro inizia con una bella partita di autoscontro, no scherzo, la nostra protagonista Willow, nonostante la bufera di neve, esce di casa per andare a prendere il mangime alle sue galline (pensate un po' il destino) ma quando si immette in strada, poco dopo una ventina di minuti, la sua macchina dopo una frenata improvvisa decide di sbandare e andare sopra una bellissima jeep verde, che guarda caso è l’auto di un bellissimo uomo vigoroso e con un mento cesellato. Dane Hollister, famoso campione di sci, tutto si sarebbe aspettato ma non di finire con tutta la Jeep dentro un cumulo di neve altissimo. Ora voi immaginatevi, coinvolti in una bufera di neve, con le macchine bloccate, con una bellissima ragazza prima arrabbiata e poi in lacrime, cosa fareste se non farla sedere accanto a voi e parlarci tutta la notte? E infatti è esattamente quello che fa Dane, con un piccolo asterisco, lui ci va a letto (lol). Dopo quella notte magica, nessuno si sarebbe mai aspettato di farli ri-incontrare, anche perché Willow ha la sua fattoria in Vermont e Dane, dopo una piccola sosta ad Hamilton, deve partire per una delle sue tante gare in giro per il mondo, eppure il fato ha così tanto potere.

Non vi svelo altro sulla trama, eppure ci sarebbero un sacco di cose da dire.
Non credo che questo romance non abbia difetti, però penso che l’autrice sia stata molto brava con le parole, è riuscita ad emozionarmi soprattutto con la storia di Dane, il suo non è stato un passato facile, a causa di una grave malattia genetica che ha colpito sia la madre che il fratello, e posso dirvi che lui ha passato la sua vita ad avere paura che questa malattia colpisse anche lui e quindi vive tutto alla giornata, con la mente a quello che potrebbe succedere un giorno. È molto triste vedere un ragazzo così giovane, avere costantemente paura di avere questa grave malattia genetica, voi direte ma non può controllare se è positivo o negativo, pure io me lo sono chiesta sinceramente, però poi ho un po' compreso la scelta dell’autrice. Immaginatevi a 20 anni, immaginate di vedere vostra madre e vostro fratello morire per la stessa malattia, io sinceramente non ce la farei ad essere consapevole di averla.

Come vi ho detto prima ci troviamo nel Vermont e di conseguenza morti dal freddo, però quest’atmosfera quasi natalizia mi ha fatto sognare molto, devo dire, nonostante le cose che accadono non sono molto belle eh, sia Willow che Dane sono due sfigati cronici. Willow è una ragazza che ne ha passate tante, ha un matrimonio alle spalle e un marito che l’ha lasciata in mezzo al nulla, con una fattoria sulle spalle, e lui se n’è scappato ad Hollywood. È una ragazza forte e determinata, che non si fa scoraggiare alla prima occasione, infatti darà molto filo da torcere a Dane, che è molto testardo e a tratti stupido, perché alcune decisioni che prende o alcune frasi spontanee che dice (in preda alla rabbia) sono molto stupide.
Sono due ragazzi che hanno dovuto sempre cavarsela da soli e non si fidano molto delle persone, battibeccano per un sacco di cose.

La trama non è molto originale però nella sua semplicità mi è piaciuta molto, soprattutto come si sono evolute le cose. Mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice ha saputo domare i caratteri di entrambi a fin di bene, durante tutto il libro crescono molto, soprattutto Dane, che capisce che non è sinonimo di debolezza chiedere aiuto ad altre persone.

“L’aveva sentita di nuovo... Quella strana intensità tra di loro che nasceva ogni volta che si toccavano e, in quel momento, Dane era stretto a lei come un naufrago si stringe ad un salvagente”

Devo dire che questa storia non mi ha entusiasmata da subito, perché un po' mi sono stufata di questi classici bad-boy amati da tutti, però questo libro apparentemente stereotipato è diversa allo stesso tempo, non so come spiegarlo, la contestualizzazione è perfetta.
È stata una bella lettura non troppo leggera per i temi che si affrontano, però allo stato tempo spensierata.

Giulia


Photo credit: @_giuliabooklover_

domenica 28 novembre 2021

Recensione: "Il quinto figlio" di Doris Lessing (a cura di Melz)

Buon pomeriggio! ^^
Tocca adesso alla seconda recensione di oggi per le nostre "letture incrociate" o "gioco delle coppie". La lettura consigliata a Melz è stata "Il quinto figlio", di Doris Lessing, libro che l'ha sorpresa molto in positivo. Leggete la recensione e fateci sapere se conoscete l'autrice e questo romanzo ;) A presto!

Il quinto figlio
di Doris Lessing

Prezzo: 6,99 € (eBook) 7,65 € (cop. flessibile)
Pagine: 176
Genere: narrativa contemporanea
Editore: Feltrinelli 
Data di pubblicazione: 2 luglio 2020

Un racconto di una famiglia lacerata dall'arrivo di Ben, il loro ferale quinto figlio. Quattro figli, una bella casa antica, l'amore di parenti e amici: la vita di Harriet e David Lovatt è un glorioso inno alla felicità domestica e ai valori familiari vecchio stile. Ma quando nasce il loro quinto figlio, un'ombra malata e implacabile viene proiettata su questo tenero idillio. Grande e brutto, violento e incontrollabile, il bambino Ben, "pieno di fredda antipatia", piange stretto al petto di Harriet. Nel prendersi cura del suo bambino appena nato, di fronte a un'oscurità e una strana sfida che non aveva mai conosciuto prima, Harriet è profondamente spaventata di ciò a cui ha dato vita...

Lisa ha scelto per me un’eccellenza. Doris Lessing è premio Nobel per la letteratura, sapevo già di potermi aspettare un gran bel romanzo, seppur non nel mio genere. Ma lo scambio serviva a questo, a uscire dalla nostra zona di comfort e l’ho fatto con immenso piacere. “Il quinto figlio” non è certo il libro che avrei scelto spontaneamente da leggere la sera prima di andare a letto soprattutto per la tematica pesante, era molto tempo che non leggevo un racconto così delicato, ma, alla fine, mi ha lasciato dentro sensazioni difficili da abbandonare. E questo è ciò che fa un buon libro.

C’è stato qualcosa, fin dall’inizio, nel suo modo di raccontare. Inizialmente sembra una storia come tante, la storia della nascita tra due persone a una festa a cui nessuno va di ballare, del loro matrimonio e dei loro sogni. Harriet e David hanno desideri normali e grandi. Soprattutto grandi. Una grande casa e una grande famiglia. I due vogliono avere almeno sei figli, ma dopo quattro arriva qualcosa di imprevisto, una gravidanza che sembra diversa. Harriet non si sente come le prime volte, è cupa, come se il suo fisico e la sua mente la stessero avvertendo di qualcosa. Sente per la prima volta suo marito distante, l’infelicità che si insinua nella coppia. Nessuno sembra darle appoggio, ma quando il bambino nascerà dovranno ricredersi: Ben è irrequieto, violento e aggressivo. Harriet lo trova persino brutto, diverso.
La situazione degenera a tal punto che David deciderà di rinchiuderlo e lei, autonomamente e di nuovo senza l’appoggio di nessuno, lo riporterà a casa, salvandolo da morte certa, infatti "istituto" è solo un modo carino per chiamare il posto dove i bimbi vanno e non tornano più. Harriet passerà il resto della sua vita a chiedersi il perché di quella creatura e chi possa essere, forse un alieno, un essere solitario in cerca solo di qualcuno che gli assomigli. Altro dubbio, e questo a mio parere giustificato, è quello di pensare Ben fosse una sorta di “punizione” per aver voluto troppo.

“La verità è che volevamo essere meglio degli altri, anzi eravamo convinti di esserlo!”

La storia di Harriet mi è entrata dentro in una sensazione di paura, mista a sgomento. È ovviamente una critica al tempo, alla società, all’accettazione del diverso. Ben è davvero strano, o è solo l’idea di normalità che ci siamo fatti a farcelo vedere così? Quello che Doris voleva trasmettere credo sia il dubbio continuo. Non si capisce mai davvero bene chi sia Ben e perché si comporti in un determinato modo. È davvero così, o il suo comportamento è dovuto all’austerità della famiglia?

Una domanda che mi sono fatta, poi, e che dà ragione alle mie ipotesi sovrastanti è: un genitore può davvero trovare un figlio brutto e strano? E se sì, chi decide cosa è bello e cos’è brutto? Sempre la società circostante. Ed ecco di nuovo la stessa questione!

Questa è un'opera piena di dolore e che fa sorgere tantissime domande. Non mi stupisce che questa autrice sia stata in grado di vincere il Nobel! Per quanto sia breve, è in grado di farti vivere le sensazioni assieme a lei: la paura, la lenta infelicità che si insinua nel loro matrimonio come un polipo con più tentacoli del normale e lo soffoca, i dubbi di Harriet che sono destinati a restare senza risposta.

Devo davvero ringraziare Lisa per avermi “costretta” a leggerlo, probabilmente non lo avrei mai fatto da sola e sono davvero contenta di averlo fatto.

5 tazzine piene, senza nemmeno pensarci!

Melz

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