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venerdì 9 dicembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Artia di Camelot" di Cecilia Randall (a cura di Giulia)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Nuovo appuntamento con la nostra rubrica settimanale, "Milk,Cookies&Books: libri a merenda". Oggi sarà Giulia a riempirla con una sua recensione, quella dedicata ad Artia di Camelot, di Cecilia Randall, un romanzo fantasy che rivisita in chiave femminile il mito arturiano. Scopritelo nell'opinione che segue e fateci sapere che ne pensate. A presto! ;) 

Artia di Camelot
di Cecilia Randall

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. rigida)
Pagine: 528
Genere: fantasy, young adult
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 9 novembre 2022

Per Artia, sedici anni, il futuro sembra già scritto: un matrimonio che altri hanno deciso per lei, come si conviene a una ragazza di buona famiglia. Solo che lei non ci sta: rivendica il diritto di scegliere la propria strada, opponendosi alle convenzioni e alle forze contrapposte che conoscono il segreto della sua nascita e che vorrebbero usarla nel grande gioco di potere che ruota attorno al trono. Nella lotta tra chi la vorrebbe eliminare e chi invece vorrebbe spingerla verso una misteriosa spada infilata in una roccia, Artia dovrà decidere chi è davvero. La sua risposta può cambiare il futuro della Britannia. Una storia coinvolgente con protagonisti a cui è impossibile non affezionarsi.

Ciao a tutti e a tutte! Forse vi sembrerà un pò strano non leggere una recensione di Anna nella rubrica "Milk, Cookies&Books" ma oggi sono qui a occuparla io per parlarvi di un libro non tanto per bambini ma sicuramente per ragazzi, un libro che mi ha colpita molto, non solo per la storia e lo stile, ma per il messaggio "nascosto", se così vogliamo dire, di tutta questa fantastica avventura.

Il libro in questione è Artia di Camelot, ultima uscita di Cecilia Randall, autrice italiana di libri prevalentemente fantasy. Prima di divenire di Camelot, Artia era semplicemente lady di Calivel, un castello ai margini del regno. Penso che il nome del libro vi abbia fatto intuire abbastanza riguardo la storia, una rivisitazione in chiave femminile di una delle leggende più belle e conosciute in tutto il mondo. Artia ha perso i genitori ed è costretta a sottostare agli ordini dello zio, che vuole darla in sposa a un vecchio di un castello vicino. Per questo, appena ne ha l’occasione, Artia parte, fugge, scappa da una famiglia che non fa altro che picchiarla e trattarla male. Da qui inizia la vera avventura; per Artia sarà una sfida continua, piena di sofferenza, di combattimenti, di violenza anche, ma soprattutto di cambiamento.

Ho letteralmente divorato questo libro, la scrittura è molto semplice e scorrevole, l’ambientazione è ben strutturata e spiegata, ritroviamo molti luoghi simili alla leggenda, come Camelot, ma anche molti nomi che ci riportano a essa, come Gorlois, Igraine, Nimue e infine Merlino. Mentirei se vi dicessi che Merlino non è stato uno dei personaggi che ho apprezzato di più durante la lettura del libro. Lui è ambiguo, enigmatico, misterioso, di lui si riesce a capire ben poco, se non che vuole il bene del regno a qualsiasi costo. Le sue visioni spesso lo portano nella giusta direzione ma alcune volte commettono degli errori.

“Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall’incudine è il legittimo re di tutta la Britannia”. Così recita la scritta dorata sulla famosa Excalibur. La spada che fece vincere a Uther la guerra contro Gorlois e gli fece conquistare la sua amata Igraine, che secondo una visione di Merlino avrebbe dovuto dare alla luce il più grande re che la Britannia avesse mai visto, in grado di estrarre la spada nella roccia per governare tutta la Britannia. E se, invece, fosse una ragazza sbucata dal nulla a estrarre quella spada, cosa accadrebbe?

Che personaggio straordinario che è Artia, una ragazza che con qualche piccolo aiutino riesce a superare tutti gli ostacoli e tutte le sfide che le si presentano durante tutto il suo cammino. Per un po' devo dire che non mi ha incoraggiato molto il suo comportamento, si conosce la condizione delle donne a quell’epoca, figuriamoci di una lady senza un minimo di dote che viene abbandonata dalla sua famiglia e lasciata prigioniera. Artia, con le sue sole forze, riesce a conquistarsi la fiducia di alcuni cavalieri, che poi l’aiuteranno a compiere una delle scelte più difficili della sua vita.

“Io sono una donna, questa donna. Tutta intera. Non sono il mio utero ma non voglio nemmeno rinunciare al mio sesso per poter decidere della mia vita”.

Questo è Artia di Camelot. Una ragazza che riesce a conquistare il suo posto nel mondo, senza dover essere costretta a diventare per forza qualcosa o qualcun altro per il volere altrui.
Non fatevi mai convincere a diventare chi non siete, è un vostro diritto esprimere il vostro pensiero e continuare a perseguire il vostro obiettivo.

Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

venerdì 16 settembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Dragon Pearl" di Yoon Ha Lee

Buon pomeriggio! ^^
Per la rubrica Milk, Cookies&Books oggi vi parlo di Dragon Pearl, romanzo sci-fi middle-grade che mi ha stupito per diversi aspetti. Il romanzo è uscito per Giunti e fa parte di una collana di romanzi per ragazzi di genere mitologico raccomandati niente di meno che da Rick Riordan. Non mi pare ne siano usciti altri di questa collana, ma ne avevo adocchiati un paio che mi interessavano e che spero arriveranno presto in Italia. Intanto, scoprite di più su Dragon Pearl nella recensione che segue e fatemi sapere se il romanzo vi ispira ;)

Dragon Pearl
di Yoon Ha Lee

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 336
Genere: sci-fi, mitologico, middle-grade
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 13 maggio 2020

Min ha tredici anni ed è apparentemente una ragazza come tante. Proviene in realtà da una lunga stirpe di spiriti volpe, anche se sua madre insiste affinché i figli non ricorrano ad alcun potere speciale. Devono apparire umani, come tutti gli altri. Min però ha un sogno: fuggire da quel suo misero e polveroso pianeta, Jinju. Per questo attende con impazienza la partenza con le Forze Spaziali alla scoperta dei Mille Mondi. insieme al fratello maggiore, Jun. Quando giunge la notizia che Jun ha lasciato l'incrociatore per partire alla ricerca della Perla del Drago, Min capisce subito che qualcosa non va: suo fratello non avrebbe mai disertato. Min decide di fuggire e scoprire cosa è successo a Jun, in un’avventura che la metterà di fronte a giocatori d’azzardo, pirati, fantasmi vendicativi, inganno, menzogne e in cui i suoi poteri saranno necessari. La fantascienza incontra la mitologia coreana. Età di lettura: da 10 anni.

Era da tempo che Dragon Pearl stazionava nella mia libreria ma non mi ero ancora decisa a iniziarlo, un po’ scoraggiata dalle opinioni non proprio positive che avevo letto a suo tempo in giro. Eppure, anche a distanza di anni, questa storia ha continuato a chiamarmi e, alla fine, non ho saputo resistere perché era proprio quello che cercavo nel momento esatto in cui lo cercavo. Dragon Pearl è una storia che mescola vari elementi e questa combinazione, a mio parere, è stata vincente, anzi si è rivelata uno dei motivi che mi ha attratto maggiormente e che mi ha tenuto incollata alle pagine. Avevo proprio voglia di leggere uno sci-fi fresco e avvincente con qualche elemento originale e Dragon Pearl offriva tutto questo e molto di più. Il fatto che si trattasse, poi, di un romanzo raccomandato da Rick Riordan non ha fatto che incrementare la mia voglia di leggerlo. E così mi sono ritrovata immersa nello spazio, su un pianeta sconosciuto di nome Jinjiu, in cui la protagonista e la sua famiglia sono delle volpi e hanno poteri straordinari. Di straordinario qui c’è senza dubbio il mix tra elementi sci-fi e folklore coreano, che ho trovato davvero unico, anche se un po’ azzardato, ma ben funzionante.

La protagonista è Min, tredici anni. Fa parte di una famiglia di spiriti volpe che ha il potere di mutare forma e incantare le persone. “Un tempo, le volpi giocavano brutti scherzi, trasformandosi in splendidi esseri umani per ammaliare i viaggiatori solitari e succhiare loro l’energia vitale”. L’esistenza di Min risente purtroppo dei pregiudizi verso chi è come lei, verso gli esseri soprannaturali, ecco perché non le è permesso mostrare i suoi poteri, ma tenerli sempre nascosti. La madre non fa che raccomandarsi a riguardo, ma Min fa un po’ come le pare, lei è fiera di ciò che è, dei suoi poteri ed ecco perché vorrebbe tanto lasciare Jinjiu un giorno, arruolarsi nelle Forze Spaziali con il fratello e andare alla scoperta dei Mille Mondi. Invece, tutto quello che si ritrova a fare è sottostare a una miriade di regole, occuparsi di faccende domestiche ed essere costretta a convivere con la sua numerosa (e rumorosa) famiglia, con zie e cugine che non fanno che giudicarla. L’occasione ideale si presenta quando un investigatore bussa alla loro porta in cerca di notizie sul fratello di Min, che pare abbia disertato per andare alla ricerca della famosa Perla del Drago, una reliquia antichissima che ha il potere di trasformare i mondi e molto di più. Ma suo fratello non avrebbe mai disertato, non avrebbe mai fatto una cosa del genere, Min lo conosce bene; è convinta che ci sia qualcosa sotto e molto probabilmente ha bisogno di aiuto. Ecco perché decide di contravvenire a ogni regola della madre e lasciare Jinjiu da sola per scoprire che fine abbia fatto il fratello, non ha che un indizio in codice cui fare riferimento e la sua incrollabile audacia (anche se io la chiamerei imprudenza). Una volta nello spazio, Min si ritroverà a dover affrontare pericoli di ogni genere, in un susseguirsi di momenti carichi di tensione, prove di coraggio, sfide impossibili e tutto quanto i Mille Mondi avranno da riservarle.

Nonostante una partenza un po’ lenta, ricca di dettagli, in cui spesso ci si ritrova a leggere cose senza senso e poco utili ai fini della trama, la seconda parte di Dragon Pearl si dimostra una lettura molto più avvincente e intrigante. La nostra Min darà prova della sua abilità con l’Incanto, la magia degli spiriti volpe, e di tutte le sue altre doti nascoste per affrontare l’avventura che ha deciso di intraprendere e spesso ci terrà col fiato sospeso nell’attesa di scoprire che cosa accadrà, se se la caverà o ne combinerà una delle sue. Devo essere sincera: non tutto ha funzionato in questo libro, c’è un po’ di confusione qua e là, in alcuni punti la trama fa acqua e ci sono anche piccoli momenti morti che ti fanno venir voglia di abbandonare la lettura, ma guardando in generale a ciò che l’autor* ha creato, direi che è un buon punto di partenza e ci si può anche innamorare delle idee originali che si trovano nel romanzo. Il modo in cui Lee ha mescolato sci-fi, magia e leggende coreane risultando convincente è il motivo per cui mi sento di consigliare questa lettura, ma non aspettatevi un capolavoro perché ha pure i suoi difettucci. Ho vissuto tutto come un'avventura fantastica ed eccitante, ma mi è mancato qualcosa, forse le emozioni, forse l'empatia per la protagonista. Se però cercate una storia piena di imprevisti, che vi faccia un po’ ricordare certi classici della fantascienza ma dalla struttura meno complessa, una lettura che vi faccia divertire senza troppi pensieri, Dragon Pearl è davvero l’ideale. So che è uscita una sorta di sequel o spin-off, Tiger Honor, ma non so se Giunti lo porterà in Italia. Sarei curiosa di leggerlo per vedere se ci sarà qualche evoluzione importante o se il worldbuilding verrà esplorato un po’ meglio, se i Mille Mondi avranno altre sorprese interessanti da riservare al* lettor*. Dragon Pearl è stata una bella esperienza di lettura, sicuramente più originale di altre, ma alcune cose meriterebbero di essere approfondite in maniera diversa. Il mio giudizio è comunque positivo e terrò d'occhio Yoon Ha Lee che ha scritto qualche altro sci-fi che secondo me merita.
Fonte immagini: Google immagini

venerdì 1 luglio 2022

Milk, Cookies&Books: "Il Grande albero" di Susanna Tamaro (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Nuovo appuntamento con la rubrica "Milk, Cookies&Books: libri a merenda" dedicata a bambini e ragazzi. Oggi la nostra Anna ci parla di un piccolo classico dell'autrice Susanna Tamaro, Il Grande Albero, una storia che parla della Natura, dei suoi miracoli, della sua bellezza, ma che contiene anche una metafora importante. Scopritela nella sua riflessione.
(L'edizione che ha letto Anna è quella più vecchia della Salani, ormai fuori commercio. La nuova edizione è quella edita Giunti, vi metto perciò dati e cover di quest'ultima).

Il Grande Albero
di Susanna Tamaro

Prezzo: 4,99 € (eBook) 9,90 € (cop. rigida)
Pagine: 144
Genere: narrativa bambini, ragazzi
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2012

La storia di un abete e della sua lunga vita, dei suoi incontri con personaggi illustri come l'imperatore d'Austria e la principessa Sissi, dei suoi viaggi, quando, tagliato, dovrà lasciare la radura in cui è nato per diventare l' albero di Natale di piazza San Pietro a Roma. Infine della sua amicizia con lo scoiattolo Crik che lo aiuterà a tornare a casa. Una fiaba moderna, una storia di coraggio, di amore e amicizia in cui la vita vince su tutto.

Susanna Tamaro
, pluripremiata scrittrice triestina, ci ha regalato nel 2009 una storia molto particolare, Il Grande Albero, un romanzo per bambini, e come tutti i romanzi per bambini, un libro per tutti. Un'opera che parla di Natura, un tema molto caro all'autrice, sensibile alle tematiche ambientali, che parla anche di coraggio e speranza, dando voce e magia a personaggi davvero originali, a prima vista improbabili se considerati tutti insieme in un solo racconto.  Un seme, un abete e gli alberi del bosco, uccelli e scoiattoli, l’imperatore d’Austria e la Principessa Sissi e ancora un piccione, Gesù Bambino e il Papa. Come ci entrano personaggi tanto diversi in un solo romanzo? Semplice, con una buona dose di fantasia!

La storia del Grande Albero inizia alcuni secoli fa quando un piccolo seme alato volò via dalla sua pigna, danzò nell’aria aperta e poi planò leggero proprio al centro di una grande radura.

“Il piccolo seme alato si aprì, ancorandosi con la minuscola radice nella terra e lanciando una tenera piumetta verso l’alto, alla ricerca della luce.”

Inizia qui la vita di un piccolo abete e il miracolo della Natura, il miracolo della vita, il miracolo che si avvera ogni giorno intorno a noi ma che tanti di noi, troppi, indaffarati in altre faccende ben più sciocche e inutili, non vedono più.

“Si sa, la vita degli alberi non può mai essere particolarmente eccitante. Per loro natura, sono costretti a stare fermi nello stesso posto, non possono decidere [...] di esplorare nuove terre [...]. Dove il cielo li fa nascere, lì devono rimanere per sempre.”

Niente di più sbagliato! E infatti la vita del giovane alberello si dimostra fin dai primi anni davvero meravigliosa. Sì è vero, è una vita solitaria, perché il giovane arbusto è solo in mezzo alla radura a godersi il bacio del sole in ogni momento della giornata, un onore che lo rende veloce e sano nella crescita, ma è anche una vita di isolamento durante il rigido inverno e di fronte alle intemperie e al vento che ruggenti spazzano il pianoro, un onere che lo tempra nel carattere e gli dona forza, coraggio e determinazione. È una giovane vita silenziosa la sua, e contemplativa, così lontano dal chiacchiericcio e dai pettegolezzi degli altri alberi del bosco che lo circondano, betulle, larici, faggi invidiosi e ficcanaso, che vedono il nuovo nato come uno scomodo protagonista di cui sparlare continuamente. Decenni di solitudine e pace plasmano il giovane abete. Il suo silenzio gentile durante la cova delle uova nei nidi, l’umile osservazione dello spettacolo dello scorrere delle stagioni, il sincero interesse nei confronti delle complesse interazioni sociali di uccelli, scoiattoli, lepri e cervi lo fanno diventare grande e imponente, amato e rispettato da tutta la fauna del bosco.

“Passarono gli anni. Decine di anni. Il piccolo abete era diventato ormai un vero gigante. [...] Era talmente maestoso e unico nella sua bellezza che tutti gli uccelli, gli scoiattoli e i ghiri della regione, parlandone tra loro, usavano semplicemente il pronome. Lui.”

E per fare il nido o la tana su di Lui inizia a formarsi la lista d’attesa. Il primo scoiattolo che si innamora dello splendido panorama e dei tramonti spettacolari che il Grande Albero offre e decide di costruire la tana tra le sue fronde, è il primo di una lunga stirpe, e l’inizio di una grande amicizia. Trascorrono gli anni e i decenni, i primi cento anni passano in perfetta armonia con la Natura e poi l’abete incontra il primo essere umano, un bambino alla ricerca di ombra e refrigerio nelle ore calde del pomeriggio. Fino ad ora ha conosciuto gli uomini solo di fama: avidi e pericolosi, senza giudizio tagliano gli alberi uccidendoli o distruggendo tutto con il fuoco. Alto com'è, però, adesso può vedere campi, pascoli, fattorie e uomini... e inizia a conoscere le loro attività e i loro tanti vizi, incontra bambini allegri e canterini, adulti laboriosi e taglialegna, musicisti, imperatori, principesse e uomini comuni che attirati dalla sua fama e dalla sua bellezza si recano dal Grande Albero per ammirarlo. E con il passare dei secoli arriva anche il vento di guerra e il vento del cambiamento, il rumore dei motori dei trattori, delle automobili, degli aerei e dei televisori, del disturbo e del progresso.

“Il grande abete cominciava a sentirsi vecchio, era da tre secoli che vegliava su quella radura. [...] Non riusciva più, però, a capire il mondo degli uomini e neppure gli uomini sembravano apprezzare più la sua presenza. [...] Era stufo di stare fermo e aveva una voglia tremenda di vedere il mondo.”

Cosa riserva il futuro al grande abete? Lascio a voi la curiosità di scoprirlo, vi dirò soltanto che vi attendono personaggi strampalati, una location spettacolare come Piazza San Pietro e una messa di Natale davvero strabiliante, sotto gli occhi increduli di un intraprendente scoiattolo. Perché ci sono amicizie che sanno superare gli ostacoli dello spazio e del tempo e che sanno trovare il coraggio di non fuggire davanti al pericolo e non lasciare da solo un compagno in difficoltà.

La storia del Grande Albero è una profonda parabola della vita: come un albero, nella maestosità delle sue ricche fronde e la forza del suo fiero tronco, senza radici non è altro che un pezzo di legno, così noi esseri umani trascorriamo la nostra esistenza cercando di cambiare, esplorare, di farci crescere grandi ali per raggiungere il cielo... ma senza radici non c’è vita. Nella prima parte del libro Susanna Tamaro è riuscita a regalarci una poesia naturalista, descrivendo con semplicità e tenerezza l’incanto della vita che nasce per caso, per miracolo, e la bellezza delle piccole cose che riservano una meravigliosa sorpresa dopo l’altra, se solo si ha ancora un cuore leggero che si lascia stupire. La narrazione dell’intera prima parte ci mostra il punto di vista dell’albero ed è così delicata e gentile che sono rimasta rapita dalla vita del bosco, immemore della mia realtà di essere umano.

Sinceramente mi aspettavo che l’intero romanzo, pur nella necessaria evoluzione della trama, potesse scorrere sui sentieri del bosco e della magia della natura, invece la scrittrice ha introdotto, nella seconda parte, un capovolgimento del punto di osservazione della vicenda, trasformando l’albero in oggetto di descrizione e lo scoiattolo Crik, suo affezionato amico, nel protagonista della storia, trasferendo l’intera scena dal bosco alla città. Il romanzo si è certamente arricchito di azione e di momenti di comicità, si è vestito dei messaggi profondi e dei valori dell’amicizia e del senso della vita, ma è diventato quasi un altro libro, perdendo lo spirito poetico e lasciandomi il gusto amaro della nostalgia verso il vero protagonista della storia. Ma come si usa affermare: tutto è bene quel che finisce bene... per fortuna, direi. 

La figura del Grande Albero, amorevole, forte, centenario, pensatore e accogliente mi ha riportato alla memoria l’immagine di un altro meraviglioso albero, protagonista della recente letteratura per bambini, aprendo così una “passaporta” magica con una delle mie saghe del cuore, Fairy Oak, di Elisabetta Gnone, (recensione QUI). In Fairy Oak, Quercia, il millenario gigante buono custode del villaggio, proprio come il nostro abete del romanzo della Tamaro, è solitario perché lontano dal bosco, ma è il protagonista osservatore e testimone di tutte le vicende che si svolgono intorno a lui, felice di essere parte della vita dei suoi amici, giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo secolo...
In Il Grande Albero, il tema conduttore è la Natura, grandiosa e potente in ogni sua sfaccettatura:

“È strano, osservò allora l’abete, ogni elemento ha due volti. Un volto che fa crescere e uno che distrugge. Uno porta la vita, l’altro la toglie. E non è forse la vita un continuo equilibrio tra questi due estremi?”

Simile considerazione in Fairy Oak:

“Di solo buio la Terra non può vivere, né di sola luce, né delle due cose insieme. Luce e Buio non possono governare insieme, solo l’alternanza assicura la vita.”

Due bellissime descrizioni della dualità della Natura, che insieme crea e distrugge, accende e spegne, perché così è da sempre e così deve essere nella eterna ciclicità.


Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

giovedì 31 marzo 2022

Review Tour: "8 giorni per diventare furba" di Raffaella Fenoglio (a cura di Anna)

Buongiorno, lettor*!
Oggi il blog partecipa al Review Tour di "8 giorni per diventare furba", di Raffaella Fenoglio. È Anna a recensire questa storia divertente che parla di crescita, cambiamenti ma anche di valori importanti come essere noi stess* nonostante tutto. Scoprite di più leggendo la sua opinione qui sotto ;)
Grazie a Ughetta di Harem's Books per averci coinvolte nell'evento e alla casa editrice per la copia digitale in cambio di una recensione onesta.

8 giorni per diventare furba
di Raffaella Fenoglio

Prezzo: 5,99 € (eBook) 10,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 264
Genere: narrativa per bambini, ragazzi
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 9 marzo 2022

Camilla Costa ha quasi quattordici anni e una reputazione di cui farebbe volentieri a meno. A scuola è per tutti l’"impedita", quella timida, nerd, appassionata di fumetti e fotografia, che non ha mai baciato un ragazzo. Stanca di questo nomignolo, cerca di cambiare se stessa e diventare una "furba", proprio come le ragazze più popolari della scuola. Così, mentre la mamma è ricoverata in ospedale per complicanze dovute a una gravidanza delicata, Camilla porta avanti il suo piano: cambia i vestiti, taglia i capelli, impara a fumare e fa la corte al tipo per cui ha una cotta. Ma quando le condizioni della mamma peggiorano, Camilla non si riconosce più... ma cosa sta facendo!? Vale davvero trasformarsi per piacere a una persona che ignora chi sia veramente?

Leggendo questo spassosissimo romanzo preparatevi a un tuffo acrobatico nel mondo dei teens! Le gioie e i dolori dell'adolescenza... Quando un giorno eri stra-innamorata di un ragazzo e l'indomani ti domandavi “ma come faceva a piacermi?”. Quando riuscivi a convincere tua mamma a comprarti l'ultimo modello super costoso di sneakers e poi scoprivi che il nuovo trend sotto i jeans erano i tacchi che tu, ovviamente, non avevi. Quando alla fine ti decidevi a tagliarti i capelli e farti quegli stramaledetti shatush verdi per copiare la ragazza più corteggiata della scuola e la mattina seguente nei corridoi la vedevi con le extension lunghe fino al sedere di un improbabile, ma mai-più-senza, color rosa fluo. Ma come ci entrano nella testa degli adolescenti tutti questi pensieri che cozzano l’uno contro l’altro peggio delle autoscontro, e come riescono a giostrarsi in queste velocissime e contorte montagne russe di cambi di idee, ma soprattutto come riescono a conviverci senza impazzire, anzi destreggiandosi con una nonchalance che fa sclerare anche l’adulto più paziente?

Non preoccupatevi, se anche voi, come me, non siete esattamente della Gen Z, riuscirete lo stesso ad entrare nel frullatore di pensieri di Kamyla, la protagonista di questo libro divertentissimo in cui tutte noi ragazze, qualunque sia la generazione a cui apparteniamo, ci identificheremo alla grande.

La scrittrice Raffaella Fenoglio, foodblogger, autrice per ragazzi e fondatrice dell’associazione P.E.N.E.L.O.P.E. che si occupa di educazione di genere e lotta contro la violenza femminile, ci racconta con uno stile allegro, coinvolgente e ironico gli 8 giorni più importanti della vita di Camilla alias Kamyla, cioè gli 8 giorni che la separano dalla festa per il suo quindicesimo compleanno. 8 giorni che potrebbero essere determinanti per riuscire a scrollarsi di dosso quell’insopportabile nomignolo di “Impedita”, come è chiamata dal gruppetto dei fighi della scuola, e riuscire finalmente a catapultarsi nell’Olimpo dei “Furbi”, detti anche “Spicci”. Eh sì, perché Kamyla è timida, nerd, veste in modo da risultare invisibile, ama i fumetti manga e la fotografia, è naturale, un tipo acqua e sapone, non ha ancora dato il suo primo bacio, in altre parole è normale. E la normalità non paga se per i più popolari della scuola è sinonimo di anonimato, soprattutto se il ragazzo più carino, Sergej, è disgraziatamente il sogno proibito della Impedita. Ma le cose per Kamyla stanno per cambiare: in un incontro fortuito con Sergej, lontano dagli occhi indiscreti e pettegoli della cricca di fanciulle vanitose e spocchiose sempre appiccicate al ragazzo, Kamyla riesce a rivolgergli la parola, addirittura a chiedergli di essere il suo accompagnatore alla sua festa di compleanno! Non male l’intraprendenza di una ragazza che gli altri definiscono Impedita, non trovate anche voi? Se ne accorge anche Sergej che accetta l’invito, ma a un patto: se Kamyla riuscirà in pochi giorni a trasformarsi in una Vincente, sveglia e disinvolta, diventerà il suo ragazzo.

WOOOOOOW!!! Non c’è tempo da perdere!

Con l’aiuto dei migliori amici Fabiola e Oscar inizia l’operazione di trasformazione. Cambio di outfit! Tute informi OUT, vestiti alla moda IN, il tutto condito da esilaranti imprevisti. Tra tutorial di make-up su Tik Tok e messaggi Whatsapp notturni senza fine, Kamyla si ritrova protagonista di buffi siparietti comici mentre sopporta con coraggio il dolore di un tatuaggio, la follia di una depilazione Total Body e l’impresa non molto piacevole di imparare a fumare, camminare con disinvoltura sui tacchi alti e vedere i suoi bei capelli sforbiciati senza pietà e shatushati di azzurro che nemmeno la Fata Turchina nei suoi anni migliori... Ma c’è un ma: questa avventura non dovrebbe essere elettrizzante? Come mai invece a Kamyla risulta limitante, pesante e stridente? Forse perché mentre pare che l’unica cosa importante sia conquistare un ragazzo strafigo sì, ma problematico, bullo e teppista, eventi ben più significativi stanno accadendo nella vita della ragazza? Forse perché la mamma è ricoverata in ospedale per una grave complicazione dovuta a una gravidanza difficile? Forse perché il papà fatica a gestire la preoccupazione e proietta sulla giovane protagonista le sue ansie, costringendola a colloqui con uno psicanalista, ipotizzando per lei una sindrome da “profondo senso di abbandono familiare”? O forse perché, in fondo al suo cuore, Kamyla si domanda se valga davvero la pena trasformare la propria natura, la propria identità per essere accettata da un ragazzo che non l’ha mai nemmeno considerata prima d’ora? A voi scoprire la divertente evoluzione dei pensieri di Kamyla e le decisioni che alla fine prenderà nella sua avventura di crescere.

Il tema di cambiare il proprio aspetto esteriore per conquistare il “Principe” non è nuovo nella letteratura per bambini e ragazzi e crea “passaporte”, portali magici che collegano libri, favole, storie che tutti conosciamo e amiamo.

Non vi fa pensare per esempio alla fiaba di CENERENTOLA (recensione QUI) in cui la totale trasformazione dell’aspetto della fanciulla, ad opera dei piccoli amici topolini prima e dell’intervento magico della Fata Madrina poi, è proprio il fulcro della narrazione? Grazie al meraviglioso e scintillante outfit Cenerentola conquisterà il Principe, ma esattamente come per Kamyla in 8 giorni per diventare furba, il cambiamento esteriore dovrà fare i conti con la realtà e con la sua vera essenza. Chi siamo veramente, siamo i nostri abiti o siamo noi stessi?

Non trovate che Kamyla sia anche una moderna Sandy di GREASE, il famosissimo musical del 1978 della Paramount Picture, considerato uno dei più celebri film di tutti i tempi e interpretato in modo indimenticabile da Olivia Newton-John e John Travolta? Alla Rydell High School arriva una nuova studentessa Sandy, ingenua, impacciata, semplice, lontana anni luce dal gruppo delle Pink Ladies che invece vantano outfit super trendy, popolarità, furbizia. Anche Sandy ai loro occhi diventerà l’Imbranata e troverà davvero filo da torcere nel tentativo di conquistare Danny, il più figo della scuola... Con l’aiuto dell’amica Frency, che esattamente come Fabiola, la migliore amica di Kamyla, studia per diventare estetista, Sandy inizierà la sua trasformazione.

Una fase, quella del cercare di trasformare noi stesse per piacere un po’ di più e scoprire poi infine che le uniche persone al mondo a cui importa piacere siamo noi stesse che, dite la verità, accomuna le fanciulle di ogni favola, noi tutte comprese.


Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy


venerdì 7 gennaio 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda: "Due per uno" di Guido Sgardoli

Buon pomeriggio! ^^
Oggi ritorna “Milk, Cookies&Books: libri a merenda”, la nostra rubrica settimanale dedicata a bambini e ragazzi. Il libro di cui si parla oggi è davvero una lettura particolare che tratta una tematica sensibile, l’ideale per tanti bambini spaesati di fronte ad alcune dinamiche familiari in cui purtroppo non hanno molta voce in capitolo. Sto parlando della separazione dei genitori. Due per uno, di Guido Sgardoli, ci fa vivere questa esperienza dal punto di vista del bambino e ci fa comprendere tutto ciò che può provare in una situazione del genere.

Due per uno
di Guido Sgardoli

Prezzo: 4,99 € (eBook) 8,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 140
Genere: narrativa per bambini e ragazzi
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 12 settembre 2018

Alvi ha due case, due letti, due borse per il calcio e un gatto. Alvi ha anche due genitori, che però non vivono più insieme. Due facce di una stessa medaglia, che tuttavia compongono una cosa sola. A volte, per far capire le cose agli adulti, si possono avere, come alleati, persino alberi e gatti...! Una storia di cambiamenti difficili, e delle strade per affrontarli.

Trovo davvero adorabile la collana Colibrì di Giunti, con tante letture per i più piccoli, spesso divertenti, altre capaci di far riflettere con poco (sono tutti titoli disponibili in Kindle Unlimited, dateci un'occhiata). Guido Sgardoli non è nuovo alla letteratura per giovani lettori, ha scritto tantissimi libri, di ogni genere, anche se, ammetto, è la prima volta che mi approccio all’autore. Due per uno è una lettura molto interessante che ci permette di seguire le vicende del giovane Alvi, che improvvisamente si ritrova con due cose di tutto perché i genitori si separano. Alvi ha dieci anni, la sua storia ripercorre gli ultimi ricordi vissuti insieme a entrambi i genitori nella stessa casa, per poi confrontarsi con il periodo della separazione, l’allontanamento dalle sue care abitudini, i cambiamenti e tutto ciò che una separazione può comportare. Alvi non sembra comprenderne subito il significato, solo alla fine, dopo una serie di nuove esperienze, capirà cosa voglia dire, eppure affronterà tutto con speranza e fiducia, continuando a immaginarsi un futuro in cui le cose potrebbero rimettersi a posto. 

Anche se non è male avere due di tutto. Alvi adesso ha <<due case, due camere da letto, due biciclette, due scrivanie per i compiti, due borse per il calcio ognuna contenente due divise complete scarpe comprese, due macchine radiocomandate, due costumi di Carnevale, due accappatoi>>. Ha anche un gatto, ma nessun cane. Ha due genitori che lui ama e che lo amano, però tra di loro non vanno più tanto d’accordo. Vedono le cose in maniera differente. La mamma le vede rosse e il papà blu. Ecco perché decidono di lasciarsi, di vivere in case diverse e Alvi si ritroverà diviso tra i due, a cercare un nuovo equilibrio e, nel frattempo, a crescere, a imparare cose nuove, immerso in una realtà sconosciuta e spaventosa, col terrore che nulla sarà più come prima e che la sua amata routine si scombussolerà regalandogli troppi mal di pancia mattutini. Alla fine, però, giorno dopo giorno, Alvi scoprirà di riuscire a passare comunque dei bei momenti con mamma e papà, anche se non vivono più insieme; capirà che sono sempre una famiglia, anche se hanno dei problemi e non vanno più d’accordo: la sua mamma sarà sempre la sua mamma e il suo papà sarà sempre il suo papà. <<Diventare grandi significa anche accettare le cose per come sono. Soprattutto se fanno male>>. È questo che impara Alvi, e sarà difficile, molto difficile, ma ce la metterà tutta per far vivere quel momento con serenità ai genitori, perché lui odia sentirli discutere, perciò farà del suo meglio per andare incontro a entrambi e anche loro ce la metteranno tutta per evitare traumi al piccolo Alvi. La storia di Due per uno è quella che vivono tanti, troppi bambini al giorno d’oggi. Coppie di genitori che si separano, divorziano, si allontanano e i figli, irrimediabilmente, sono quelli che ne risentono di più. Possono essere situazioni davvero dolorose, ma se affrontate con il giusto tatto e dando ai bambini tutte le risposte di cui hanno bisogno, potrebbe essere vissuta diversamente. Alvi è un bambino molto intelligente e curioso ed è grazie alla sua curiosità che prova a comprendere il perché i genitori abbiano deciso di separarsi. E questa comprensione lo porterà a crescere un po’ di più e, per ogni nuova sfida affrontata, ancora un altro po’.

Alla fine anche noi lettori ci sentiamo coinvolti, ma sappiamo bene che non sempre le cose possono cambiare, non sempre si può tornare a essere ciò che si era prima. E così il piccolo protagonista, tra desideri espressi alle ciglia cadute e piccole battaglie combattute in cima ad alberi di cachi, crescerà scoprendo che va bene anche così. Va bene anche avere due cose di tutto, purché non gli manchi mai l’amore della sua famiglia. Nè la speranza che in futuro le cose potrebbero cambiare (non si sa mai :P). È una storia tenera quella che racconta Guido Sgardoli, talvolta stringe il cuore. Chiaramente ci fa mettere nei panni di un bambino e vedere il mondo con i suoi occhi, sentire le sue esatte emozioni di fronte a una delle situazioni più delicate che si possa vivere in tenera età. È importante anche leggere storie così, non ho dubbi che faccia bene e aiuti a crescere. Due per uno parla di famiglia in modi diversi, lo fa con un linguaggio semplice, diretto, perfetto per essere recepito dai più piccoli e per lasciare un segno nei più grandi. Una lettura indispensabile per chiunque stia affrontando una delle sfide più difficili della vita.

A presto!
xoxo

Fonte immagini: Freepik

martedì 30 novembre 2021

Recensione: "Ti ho trovato fra le stelle" di Francesca Zappia (a cura di Elena)

Buon pomeriggio! Ultima recensione per la challenge di questo mese che prevedeva uno scambio di letture a coppie. Dopo Eleonora, adesso tocca a Elena parlarci del libro che le è stato consigliato, ovvero "Ti ho trovato fra le stelle", di Francesca Zappia, una storia bellissima e a tratti commovente che è riuscita a stupire anche lei. Vi lascio alla sua recensione, fateci sapere cosa ne pensate. A presto! ;)

Ti ho trovato fra le stelle
di Francesca Zappia

Prezzo: 6,99 € (eBook, disponibile anche in KU) 12,00 € (cop. flessibile) 
Pagine: 356
Genere: young adult, contemporary
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 7 marzo 2018

Nel mondo reale, Eliza Mirk è una ragazza timida, poco socievole e solitaria. Online, è Lady Constellation, autrice anonima di «Monstrous Sea», un webcomics adorato da milioni di followers in tutto il mondo. Eliza non si sente mai sola, la sua comunità digitale la fa sentire amata e parte di qualcosa di importante. Poi a scuola conosce Wallace, un ragazzo che non parla con nessuno ma decide di aprirsi proprio con lei, ed Eliza comprende che anche la vita offline vale la pena di essere vissuta. Ma quando accidentalmente la sua identità segreta di Lady Constellation viene svelata al mondo, tutte le sue certezze e i suoi punti fermi – online e offline – vanno in frantumi...

ALLA RICERCA DELLA PROPRIA COSTELLAZIONE CON “TI HO TROVATO FRA LE STELLE”

Eccomi qui a parlarvi della mia lettura incrociata per il “gioco delle coppie”, consigliatami da Eleonora! Mi ha proposto un libro di un genere e un target di cui non leggevo da qualche tempo, ma che mi incuriosiva da un po' e che ho finalmente scoperto grazie alla mia compagna di letture, che ringrazio tantissimo!

“Ti è mai capitato di avere un’idea per una storia, o un personaggio, o magari anche solo una battuta di un dialogo, e di vedere di colpo il mondo intero sotto una luce migliore? Come se tutto ti si schiudesse davanti agli occhi e acquistasse finalmente un senso? […] Qualcuno la chiama ‘rivelazione’. Una squarcio tra le nuvole che fa filtrare la luce.”

Innanzitutto vi chiedo: Perché leggete? Cosa vi affascina di più di una storia? I significati, la trama o il mondo, le/i personaggi? Queste sono le tipiche domande che ogni lettore e lettrice si scambiano per conoscersi meglio (e spesso per iniziare dibattiti infiniti a difesa dei propri romanzi preferiti!). Proprio queste domande se le rivolgono anche Wallace e Eliza. Quest’ultima è la protagonista assoluta del romanzo Eliza and Her Monsters della scrittrice americana Francesca Zappia, pubblicato nel 2018 da Giunti Editore con il titolo Ti ho trovato fra le stelle, tradotto da Claudia Valentini e Giovanna Scocchera.

“Eliza Mirk è il classico nome da tipa morbosa […] Eliza Mirk è il cattivo di serie B che ha il nascondiglio segreto nelle fogne. Eliza Mirk è un personaggio da fumetto. Eliza Mirk, invece, sono io.”

Il romanzo è in prima persona e leggiamo i pensieri di Eliza, un’adolescente timida ed introversa, che fatica a relazionarsi e a farsi coinvolgere a scuola, ma tutta la sua passione e bravura emerge online, grazie alla sua storia a fumetti “Mare di mostri”, che in poco tempo ha avuto un successo mondiale. Eliza, però, non ha mai rivelato la sua identità, restando nell’anonimato e firmandosi con il nome di LadyConstellation, una dea, un’eroina che una volta a settimana sconfigge Eliza Mirk, un piccolo pesciolino che si fa trascinare via dalla corrente, senza sapere dove stia andando e perché. Sarà davvero un’eroina? Potrà diventare una co-protagonista?

“Io sono LadyCostellation. Io sono Eliza Mirk. E questo è un paradosso che non potrà mai essere risolto.”

Dunque troviamo una giovane donna che vive una doppia vita, spaccando la propria persona in due metà: una vita da ragazzina che deve affrontare scelte scolastiche, come l’università, e problemi relazionali, come i primi amori e le litigate tra amici e fratelli, in contrapposizione ad una vita da adulta, segnata da un lavoro, problemi economici e responsabilità. Una vita contemporaneamente reale ed invisibile, ma allo stesso tempo impossibile da ignorare, che spesso diviene troppo ingombrante da seguire e mantenere in ordine. Per questo Eliza si impone delle regole, come ad esempio non rivelare a nessuno il reale successo della sua storia o quella di lasciarsi risucchiare dal “Mare di mostri” solo quando può caderci dentro senza distrazioni o ancora rispettare un calendario di pubblicazione, al punto di dimenticare coloro che le stanno attorno.

“Di giorno vado a scuola e di notte mi scrollo di dosso la mia identità segreta per diventare LadyConstellation, creatrice di Mare di mostri – uno dei webcomic più popolari di internet – nonché madre temeraria di un fandom.”

La sua passione, o meglio il suo “superpotere”, è impugnare una matita e narrare il suo mondo di mostri, stelle e parole, disegnando per ore e ore, tanto da perdere la cognizione del tempo. Per Eliza essere un’artista è una missione, raccontare e disegnare linee che collegano personaggi, trame e luoghi. Proprio come una delle civiltà di “Mare di Mostri”, i Nocturniani, nel cui sangue scorrono le stelle, che hanno il compito di collegare quelle bellissime luci celesti e splendenti, formando costellazioni una diversa dall’altra. Ma cosa succede quando il proprio mondo e spazio sicuro viene invaso? Quando una passione diviene un obbligo volto alla sola soddisfazione di altre persone?

“Una pagina bianca dovrebbe rappresentare un invito. Una sfida perfino. Ecco qui la tua tela intonsa: quanta creatività sei in grado di tirare fuori? Quali limiti andrai ad infrangere per portare alla luce la creatura che hai in testa? Un foglio bianco parla di infinite possibilità. […] l’unico cosa che vedo è un abisso.”

La storia procede con calma e scorrono giorni e mesi, tra parole, immagini e il ritmo del silenzio e del respiro. I pensieri e le vicende di Eliza ci vengono presentati con uno stile semplice e scorrevole, narrati ed intervallati anche da scambi di messaggi e chat, da disegni (illustrazioni della stessa autrice) e pagine della storia di “Mare di mostri”: si potrebbe pensare che interrompano la lettura, perché rappresentano la storia parallela del fumetto, ma invece rendono la lettura più dinamica e legata alla storia reale, contemporanea, più vicina a noi. La svolta, come nel topos letterario tipico del genere, avviene con l’arrivo di un nuovo compagno a scuola.

“… Descrivono quella sensazione di trovarsi nel posto sbagliato a combattere forze impossibili da fermare, e ci dicono che il mondo è pieno di mostri, ma di solito quelli peggiori li abbiamo dentro di noi.”

Ti ho trovato fra le stelle è un contemporary young adult autoconclusivo, un romanzo di formazione che tocca temi tipici del genere come l’amicizia, i primi amori, le passioni, la famiglia, la ricerca del proprio posto nel mondo e della propria felicità. Tocca, inoltre, temi importanti, anche se trattati superficialmente ma con sincerità e in modo diretto, come la vita online e quella offline (argomento trattato in modo attuale, senza giudizi né pregiudizi, da più punti di vista e con responsabilità), il successo, la notorietà e le sue conseguenze; ma soprattutto temi come il lutto, il suicidio, la solitudine, la depressione e l’ansia sociale, che ancora oggi sono temi tabù e poco trattati, soprattutto nei romanzi per i e le più giovani, ma di cui si ha un gran bisogno di leggere e sentire a qualunque età, anche con linguaggi semplici e veritieri, senza frasi fatte positiviste e motivazionali. Togliersi una maschera con i propri tratti e guardare allo specchio il proprio viso e trovarlo espressivo e ripercorrere il vissuto richiede un percorso strutturato di aiuto, analisi ed evoluzione.

“Ho un piccolo mostro in testa che controlla i miei dubbi. Ogni dubbio in sé è una cosa stupida, senza senso né ragione, una cosa cieca e imbrigliata da una lunga catena. Il mostro, al contrario, è scaltro. È sempre all’erta, e appena mi sento completamente sicura di me, ecco che slega ogni dubbio dalla propria catena e lo lascia libero. E anche se so che sta per succedere non posso farci niente.”

Ti ho trovato fra le stelle è un romanzo che mi ha commossa e per cui ho sentito vicina la protagonista, ma alcune svolte della storia e comportamenti non mi sono particolarmente piaciuti né ho apprezzato le figure adulte, un po' troppo stereotipate e tipicamente “americane”, descritte sempre come il “nemico” al margine delle vicende, in opposizione alle giovani generazioni. Comunque sarebbe bellissimo poter anche leggere il fumetto “Mare di mostri” e scoprire i diversi spunti artistici sparsi tra le pagine del romanzo!

Una postilla sul titolo! Trovo entrambi i titoli, sia quello originale Eliza and her monsters, sia quello italiano Ti ho trovato fra le stelle, pieni di significato e perfettamente in armonia con la storia, racchiudendo l’essenza stessa del romanzo.

In conclusione non posso che consigliare Ti ho trovato fra le stelle, se siete in un periodo in cui dovete fare delle scelte scolastiche e di cambiamento di vita o se siete particolarmente attivi sui social, se siete adolescenti o volete ricordare quei tempi passati, ma soprattutto per le tematiche psicologiche. Consiglio, inoltre, la lettura a tutti e a tutte coloro che amano i romanzi contemporanei con ambientazione scolastica ed “online”, come il romanzo Fangirl di Rainbow Rowell; o per chi ama le tematiche psicologiche trattate anche nei romanzi Raccontami di un giorno perfetto, L’universo nei tuoi occhi e Respiro solo se tu di Jennifer Niven; o per chi ama anche i romanzi di John Green e di Katie McGarry, in cui vi è una maggiore presenza e approfondimento della componente romance.

Non mi resta che augurarvi buone letture,

Elena



Fonte immagini: Google e Pinterest

mercoledì 28 febbraio 2018

Rubrica: WWW Wednesday #37

Buongiorno, miei cari lettori caffeinomani!^^
Torna l'appuntamento settimanale con una delle mie rubriche preferite. Adoro parlare delle mie letture e mi piace conoscere le vostre e scoprire nuovi, interessanti romanzi da aggiungere alla mia infinita wishlist. 
WWW Wednesday è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e riguarda le mie letture attuali, passate e future. Prevede che io risponda a tre domandine, ovvero:

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
What do you think you'll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)

WHAT ARE YOU CURRENTLY READING?
Mi è arrivato, finalmente, "Petrademone" di Manlio Castagna e avevo previsto di iniziarlo non appena mi fosse arrivato, perciò mi ci sono buttata subito. Fino ad ora sembra molto intrigante e scritto benissimo. Non vedo l'ora di scoprire che mistero si nasconde dietro la sparizione dei cani! 
E poi prosegue la lettura di "Incontro Reale" di Emma Chace, il secondo libro di una serie secondo me molto carina (il primo mi era piaciuto parecchio e anche questo ha il suo fascino).


WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING?
Finito di leggere questa piccola meraviglia, "Roseblood" di A.G. Howard! Per come era iniziato mi stavo un po' preoccupando, perché la prima parte è un po' lentina, ma avevo già avuto a che fare con i libri della Howard e so che arrivi ad un punto in cui tutto inizia a farsi fantastico e non riesci più a staccarti. Così è stato anche per Roseblood. Questo libro è bellissimo! State seguendo il blogtour? Le tappe sono veramente interessanti e domani tocca a me, quindi... stay tuned, guys!


WHAT DO YOU THINK YOU'LL READ NEXT?
 
Ed eccolo, finalmente nelle mie mani: "L'estate degli amori imprevisti", di Natasha Boyd, la mia adorata Natasha Boyd. Amo questa serie e amo i due protagonisti di questa storia. Non sto nella pelle all'idea di cominciare a leggerlo. Sarà il prossimo, assolutamente! (mi sa che ha scavalcato un bel po' di altre letture, pardon :P). E poi c'è "La regola dell'amico" di Kristen Callihan, altro romanzo che è approdato sul mio kindle e che inizierò prestissimo, in previsione del blogtour a cui prenderò parte. Anche questo romanzo non vedo l'ora di leggerlo. Molto bello il primo, spero anche questo non deluda.

******
Questo è il riassunto delle mie letture settimanali.
Le vostre quali sono?
Aspetto i vostri commenti! ^^

A presto!
xoxo


giovedì 1 settembre 2016

Recensione: "Il segreto di Helena" di Lucinda Riley

Buon pomeriggio, miei carissimi lettori! ^^
Dopo un'assenza obbligata estiva, eccomi di nuovo sul blog a parlare di libri. Tra i vari libri letti e da recensire, oggi scelgo di parlarvi di una proposta Giunti, dell'autrice Lucinda Riley. Non ho mai letto nulla di suo e, se la casa editrice non me ne avesse inviato una copia a Luglio probabilmente non l'avrei mai letta, perché, confesso, non è il mio genere, ma non si è rivelata poi tanto male. Lo stile dell'autrice è piacevole e raffinato e la bellezza del luogo descritto vale sicuramente la lettura.

Il segreto di Helena
di Lucinda Riley


Prezzo: 14,90 euro
Pagine: 544
Genere: romance, contemporary, narrativa rosa
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 13 Luglio 2016


Sono passati più di vent'anni da quando Helena, allora quindicenne, trascorse un'indimenticabile estate nell'isola di Cipro, dove, circondata da distese di olivi e da un mare color smeraldo, si innamorò per la prima volta. Dopo una carriera di ballerina classica, Helena vive a Londra con il marito William e tre figli, e non può certo immaginare che il suo padrino, alla morte, le ha lasciato in eredità "Pandora", la grande, magnifica tenuta sulle colline cipriote. Helena non resiste alla tentazione di tornare sull'isola con la famiglia, pur sapendo che i molti segreti custoditi da quel luogo potrebbero, proprio come il vaso della leggenda, scatenare una tempesta su tutti loro. In particolare sul figlio tredicenne Alex, sensibile e ribelle, sul cui passato ha sempre preferito tacere...

<<Nella vita tutto è collegato, come se fosse un lungo domino. Si dice che si può dimenticare il passato, ma non è vero, perché fa parte di quello che sei e di quello che diventerai.>>

Mi sono accostata a questo romanzo un po' titubante, perché ammetto di non aver mai letto nulla della Riley ma nemmeno di narrativa femminile. Di solito mi oriento su young adult e fantasy, ma la Giunti questa estate mi ha inviato questo titolo, insieme ad un altro di cui vi parlerò in un'altra recensione, ed eccomi qui a recensirlo. Sicuramente è andata meglio di come immaginavo. L'autrice è riuscita a coinvolgermi dopo pochi capitoli e a tenermi incollata alle pagine, alla scoperta del famigerato "segreto" riportato nel titolo. E' una storia inaspettatamente intrigante, con bei personaggi, ma soprattutto con una bellissima ambientazione. Mi sono innamorata di Cipro, delle sue colline, dei suoi colori, delle sensazioni che la Riley è stata capace di trasmettere con le parole. E, naturalmente, anche di Pandora, l'affascinante dimora che la  nostra protagonista riceve in eredità dal padrino. Helena è un'ex ballerina e una donna molto amata. Ha una bella vita e una bella famiglia. Quando il padrino Angus muore e le lascia la casa in cui è cresciuta, decide di trascorrervi una bella e rilassante vacanza con la famiglia. Fa del suo meglio per rimetterla in sesto e renderla il più accogliente possibile, ma proprio quelle mura le ricordano troppo dei segreti che lei custodisce gelosamente. William, il marito di Helena è un uomo premuroso e molto innamorato, che ha pieno rispetto della moglie e si fida ciecamente di lei, ma non può negare che, in fondo, non la conosce poi così bene come crede. Non sa, per esempio, chi sia il padre di suo figlio, al quale lui vuol bene come fosse suo, e il più delle volte la donna sembra essere molto misteriosa, soprattutto quando si parla del passato e di Pandora. Sono molti i segreti di Helena, tante le sue paure a rivelarli, come se dovesse aprire il famoso vaso di Pandora e liberare tutti i mali del mondo. Certa che sia troppo tardi per parlarne e che nessuno capirebbe, si porta dietro questo peso. Nessuno sa. Nessuno deve sapere. Ma dei segreti tanto grandi non possono restare nascosti a lungo. Il figlio tredicenne Alex, dotato di un quoziente intellettivo superiore alla media, non perde occasione di scoprire chi sia il suo padre biologico ed è convinto che alla fine della vacanza a Pandora lo scoprirà. In questo romanzo abbiamo modo di conoscere anche i suoi pensieri, sotto forma di diario, un elemento che ho notevolmente apprezzato, non solo perché smorza i toni più seri (talvolta un po' noiosi) della narrazione, ma anche perché è in grado di catturare un pubblico più giovane, grazie alla sua voce fresca e ironica, alle sue battute e al suo modo di vedere le cose e di raccontarle. Dalle sue traversie d'amore ai metodi adottati per carpire alla madre quel segreto che non ha mai rivelato a nessuno ma che per lui è fondamentale conoscere. Alex è davvero un personaggio vincente del romanzo e l'autrice non manca di dargli spazio, permettendoci di esplorarlo a fondo in un'età molto delicata, ma anche più avanti, alle prese con altri problemi e altre emozioni. 
L'autrice ci trasporta in una dimensione paradisiaca, in un luogo che sembra un sogno. In questo contesto talmente bello e suggestivo inserisce la sua storia, che principalmente parla d'amore, di scelte sbagliate e di bugie, ma anche di perdono e grandi scoperte. Helena è una donna straordinaria e appassionata, un vero collante in una famiglia che ha tanto bisogno di lei. Oltre ad essere una buona moglie e madre, è anche un'amica generosa. Ecco perché non esita a invitare la sua migliore amica a Pandora, quando questa vede naufragare la sua storia d'amore. Ma a Pandora giungeranno anche altri ospiti, tra cui il migliore amico di William e la sua famiglia, e infine la figlia avuta da una relazione precedente. Helena si rivelerà una perfetta padrona di casa, ma mentre tutti cercheranno di godersi il più possibile la vacanza, le loro vite si intrecceranno e piano piano anche il più intimo dei segreti verrà a galla. Ci vengono raccontate storie diverse, di famiglie in crisi, di tradimenti, di vecchi ricordi e infine un mistero da risolvere. Pandora opererà ovunque la sua magia. In questo luogo incantato e sperduto, inondato da uno splendido sole, ogni protagonista ritroverà se stesso e la strada perduta. Lucinda Riley ha uno stile davvero elegante e i suoi personaggi hanno un fascino senza tempo. Alexis, per dirne uno. Amico di vecchia data di Helena e suo primo amore. Ammetto di aver voluto leggere molto di più su questo personaggio, ma mi è piaciuto come l'autrice abbia gestito la relazione tra lui ed Helena, così come quelle tra Helena e gli altri personaggi. Pandora è un po' la stessa Helena. Il suo cuore è un luogo accogliente e amorevole, ma anche un vaso colmo di misteri. Un'ottima lettura da portare al mare, da assaporare con calma e da apprezzare fino in fondo, non solo per le splendide atmosfere, ma anche per le riflessioni capace di suscitare e per la raffinatezza e la poesia della penna dell'autrice.

Voto: 3,5 tazzine. Una storia intrigante e piacevole, perfetta come lettura estiva.

A presto!
xoxo


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